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Full text of "Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia"

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IIARVARi:) LAW LIlìRARY 



r™h«,i jun I i» 1907 



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(WAS^^^ 



RACCOLTA UFFICIALE 

DELLE LEGGI E DEI DECRETI 

^ DEL REGNO D'ITAUA 



PABTE PRINCIFALK - TOLUMI 8EC0XD0 



J^ITITO 190S 



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RACCOLTt UFFICULB 



DELLE LEGGI E Di DECRETI 



DEL REGNO D'ITALIA 



PARTK PEINCIPALE 
ANNO 1»«5 




RO>tA 



3TÀMP£KIA REALT. 






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T^l^^t, . ^^p—c i^ .'^n 



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LBOOI B DECRETI DEL BEGNO d'iTAIJA - 1906 961 

N. 131. Jk N. 131. 



^85^ 



Legge portante la sostituzione delVart. 10 della legge 2 giu- 
gno 1904y n. 836y sul personale dei contabili e dei 
guardiani della regia marina. 

13 aprile 1905. 
(PìMUetaa nsUa QoMima Uffi^aU d$l Eapìo U 21 apriU 1006, m. 94) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Articolo unico. 

L'art. IO della legge 2 giugno 1904, n. 236, relativa al 
personale dei contfibili e guardiani di magazzino della regia 
marina, è abrogato ed è sostituito dal seguente: 

e A coprire un terzo dei posti che si renderanno va- 
canti nell'ultima classe degli ufficiali d'ordine presso il Mi- 
nistero della marina saranno ammessi, in seguito a loro 
domanda gli aiuto contabili che abbiano prestato 12 anni 
di servizio eiSettivo sotto le armi nella regia marina e siano 
stati congedati col grado di sott'ufficiale. 

€ Gli altri due terzi di tali posti saranno conferiti, per 
esame di concorso, a sott'ufflcialì della regia marina sotto 
le armi con dodici anni di servizio effettivo. 

« In mancanza di aspiranti fra gli aiuto contabili con 
i requisiti preaccennati, anche il terzo dei posti loro riser- 
vato sarà devoluto ai sott'ufficiali nel modo ed alle condi- 
zioni anzidette. 

61 — Vok n. - 1905. 



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9fi2 tiBoai E oBcssn ixel bbono d'iz^ja. - 1005 

«e A coprire, metà dei posti di ufficiale d'ordine ed 
equivaledciti» nelle altre amministrazioni centrali e provin- 
ciali deUa Stato, sono ammessi proporzionalmeirte in con- 
correnza con gli ufficiali d'ordine delle amministrazioni mi- 
litari del regio esercito, gli aiuto contabili che abbiano 
prestato 12 ansi di servizio effettivo nella regia marina e 
siano stati congedati col grado di ^ott'ufficialet 

« In mancanza di aspiranti fra gli aiuto contabili coi 
requisiti anzi indicati, ì posti di cui al precedente capo- 
verso saranno conferiti direttamente ai sott'ufficiali della 
regia marina con 12 anni di servizio effettivo sotto le armi. 
« Un apposito regolamento stabilirà le norme e le con- 
dizioni per il conferimento degli impieghi suddetti. > 

Ordiniamo che la pt^esente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d*Italia, mandando a ohiunqub spetti (fi osservarla e di farla oar 
servATO ^xuate legg^ dello Stato. 

Data a^Roma, addi 13 aprile 1905. 

; ' ' VITTORIO EMANUELE 

sa» 

Lttogo dfl Sijfilh. V. !1 auardagìgilii C. FÌNOÒCHÌAKÒ-APRILE. 

Q« liflRAJBELLO. 



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LB60I S BXCXETI HXL BMQìSfO O'iTALU - 1905 963 

N. 132. Jk N. 132. 



é 



Rkoio Dsgrbto che ^fpr&pm il testo unico di regolamento 
per U personale delle agenzie delle imposte dirette e 

del catasto. 

23 mano 1905. 

(PìMIkato mMa GoMS^na Uf/lùiaU del lUfmo il 2à afriìe 19(5, «. 00; 

VITTORIO EMAÌOJELE ffl 

PER GRAZIA DI DIO B PER VOLONTÌ DKLLA NAZIOMB 
KB D'ITALIA 

I 

Veduti gli irtiooli 6.0 7 deUa legge 8 IngUo 1904, n. 371, 
che approva alcuni organici del personale déll'attministra- 
zione finanziaria; 

Sentito il consiglio di Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; ì 

£kdla propotfta del NmIfo ministro segretario di Stato per 
le^ fiBanw ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

É approvata il testo unico di regt^lamento per il perso- 
nale dieUe agenzie deU^e imposte dirette e del catasto, an- 
nesso al presente decreto, e visto, d'ordine Nostro, dal mi- 
nistro delle finanze. 

Ordiniame ehe 11 in-esente deeieto, munito del sigillo dello 
Stato^ sia inserto nella raecolt« ufficiale d^e,le^i e dei decreti 
del Regno d' ItcOia^ mandando a ohjwique spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

J)aio f^ noma, addi 23 marzo 1905. 

VITTORIO BMANUKLE 

Ms^isiraio «Itolhritf Ael eoHté àMì 18 ùprih 1M5. 

Ota. 22, AtH d$l Oirvemo a f. 7. Pacinl 
Luogo M aigiUo. V. U GuardasiglU JiONOHBTTL 

A. Majorana. 
Ttttoni. 



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964 LBGOI E DBCBETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1906 



TESTO UNICO DI REGOLAMENTO 

per il personale delle agenzie delle imposte dirette 

e del catasto 



Art. 1. 
Giusta la tabella organica B^ annessa alla legge 8 lu- 
glio 1904, n. 371, che approva alcuni ruoli organici del- 
l'amministrazione finanziaria, i titoli ed i gradi del perso- 
nale di ruolo degli uffici esecutivi delle imposte dirette sono 
i seguenti : 

a) Ispettori superiori; 

Ispettori provinciali ed agenti superiori; 
Agènti; ' ^ ' ^ 

Vice agenti; 
Volontari ; 
h) Aiuti di agenzia. 
Sono conservati il titolo ed il gradb di ufficiale d'agenzia, 
sino alla completa eliminazione di coloro che attualmente li 
posseggono. 

Art. 2. 
I posti vacanti ùell'ultima dasse degU ispettori superiori 
sono conferiti soltanto per merito a^ ispettori provinciali 
ed agenti supetiori di prima classe^ 

Art. 3. 
É costituita tuia commissione presieduta dal direttbre o 
dal vice direttore generale delle imposte dirette, e compo- 
sta del vice direttore generale, dei direttori capi divisione 
della direzione generale medesima, o, in loro vecò, dei ri- 
spettivi capi sezione pili anziani, e di un ispettore superiore 
delle imposte dirette, per la designazione degli ispettori pro- 
vinciali ed agenti superiori di prima classe promovibili al 
grado di ispettore superiore. 



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I^OGI E DECSETI DEL BEONO d'iTALIA - 1905 965 

Art. 4. 

La scelta dei promovibili verrà fatta, previo esame dei 
titoli di tatti gli ispettori provinciali ed agenti superiori di 
prima classe, quali risultano dalle note informative e da 
ogni altro elemento idoneo, secondo il giudizio della com- 
missione, a chiarire ed integrare le note informative stesse, 
ed, in genere, a rivelare il merito' dei funzionari suddetti. 

Art. 5. 

I posti vacanti nell'ultima classe degli ispettori provin- 
ciali ed agenti superiori >6ono conferiti per tre quinti per 
esame di concorso, al quale saranno ammessi gli agenti di 
prima e seconda classe, purché, tanto agli uni quanto agli 
altri non sia stata inflitta la censura formale, od altra più 
grave punizione disciplinare, nel triennio anteriore al giorno, 
in cui, giusta il decreto che indice il concorso, scade il ter- 
mine per la presentazione della domanda di ammissione. 

Oli agenti di seconda classe, però, per essere ammessi 
al concorso, debbono inoltre avere almeno tre anni di ser- 
vizio in tale qualità al giorno predetto. 

Gli altri due quinti dei posti vacanti saranno conferiti, 
seguendo l'ordine di anzianità, agli agenti di prima classe 
che non siano riconosciuti immeritevoli ed ai quali non sia 
stata inflitta la censura formale, od altra più grave puni- 
zione disciplinare, come al primo comma del presente ar« 
ticolo. La designazione dei promovibili verrà fatta dalla com- 
missione di cui all'art. 3. 

Art. 6. 

L'esame di concorso sarà scritto ed orale. 

L'esame scritto consterà di due pl'ove, delle quali una 
verserà suìla scienza della flnanza e l'altra avrà pefr og- 
getto una deÙe materie giuridiche, da sorteggiarsi, indicate 
alle lettere A^ B ^ C della parte prima del programma, 
che costituisce la tabella A annessa al presente regola- 
mento. 

L'esame orale verserà sull'intero programma predetto. 

Per conseguire l'approvazione, i concorrenti dovranno 



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906 LEaoi E DBCsm bsl BEairo b'itaua - 1906 

riportare una inedia di almeno sette decimi dei punti di 

marito, tanto &eUe prove scritte qaauto nelle prove orali. 

A parità di punti di merito, sarà data la precad^iza i»lla 
graduatoria dei vincitori del coooorso, ai oandidAti» che ab- 
hisAo maggiore anzianità nel grado e n^Ua oUsse giusta i 
relativi ruoli. 

Art. 7. 

I posti di agente di ultima classe saranno conferiti per 
tre quinti ai vincitori di concorao per eaami fra i vice 
agenti detUe due classi, che abbiano: alm^AO tre anni di ser* 
Visio compreso il periodo del volontariato, ed ai quali non 
sia stata inflitta la censwa formale, od altra ihù grave pu* 
ivUioae disciplinare, nel biemoda^^ntenore al giorno, in cui, 
giuata il decreto ohe indice il concorso, scade il termine per 
la presentaiione deUa domanda di ammisàone. 

Oli altri due quinti saranno conferiti, seguendo l'ordine 
di aMianiià, ai vice agenti di^ prima classe riconosciuti Ido- 
nei nell'esame di concorso, per avere conseguito n^e {wrove 
scritte e nelle prove orali rispettivam/ente, una media di al- 
rneno ailO dei punti di merito 

Art. 8. 

L'esame di ooncorao, di coi all'arÉieolo preceéoits, sarà 
scrìtto ed oraie> e Verserà sul programotta che costituisee 
la tabella B^ annessa al presente regolamento. 

La prove nritte avranno per oggetto attrettantl temi 
quante sono le parti del programma. 

Per conseguire l'approvai^one,, i vice agenti dovranno ri- 
portare, tanto nelle prove scritte quanto iMUe prove orali, 
unik media di aJ[meno^6ilO se appaiW^nti alla primis classe, 
e dà, almeno 7il0 se appartenenti alla seconda dMse. 

Anche a questa eaame dì ooa%corso sono a^licabili le di- 
sposiaioni del quinto comma deU'sort. 6. 

Art* 0« 

Nel decreto ministeriale con cui verranno indetti gli esaasi 
di concorso dei quali è parola nei precedenti aartiedi 5 e 7, 
saaranno anche stabilite le nerme dh^tte a guArentire l'as- 



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SSOGI E taCSOAl BKL BBGNO D'ITALIA - IAOSe^ 967 

soluta S6gf«t6fiià dM nome dei concorrenti per tutto le prove 
scritte, fino a dopo la definitiva votazione ed asBegnaiiMnto 
dei punti a tutti i lavori consegnati alle commissioni esa- 
minatrici e da queste riveduti. 

Art- 10, 

La commissione esaminatrice per il concorso ai posti di 
ispettore provinciale ed agente sq|»eriore sarà composta di 
un cansigUere di Stato, presidente, di un consigliere di corte 
di appello, di un referendario deUa corte dei conti e di due 
funzionari si^riori della direzione generale delle imposte 
dirette. Quella per H concorso ai posti di agente delle im- 
poste sari costituita da un consigliere della corte dei conti, 
presidente, da un referendario del consiglio di Stato, da due 
funzionari superiori della direzione generale delle imposte 
dirette e da un ispettore superiore deDe imposte. 

Le due commissioni saranno di volta in volta nominate 
con decreto ministeriale. 

Art. 11. 

I posti di vice agente di ultima classe sono conferiti, senza 
ulteriore esame, ai volontari, soguendo l'ordine della loro 
(dawificazione nel concorso, purché abbiano compiuto il ti- 
rocinio prescrìtto dal regolamaato generale sul personale 
degli uffici finanziari, abbiano dato prova di attitudine alla 
carriera intrapresa» e risultino ben classificati per condotta, 
operosità e eyuigenza. 

I yolontarl giudicati immerìtevoU dalia commissione di 
cui al precedente art. 3, della nomina a vice agente per 
due volte consecutive, vengono radiati dal ruolo con decreto 
ministeriaia.. 

Art. .12. 

I poflti di r<dontario neirammlnistrazione delle imposte di- 
rette e del catasto sono conferiti a quelli fra i vincitori 
deU'esame di concorso, dato secondo le norme determinate 
dal regolamento generale sul personale degli uffici finan- 
ziari, che siano stati assegnati alla carriera degli uffici ese- 
cutivi delle imfKMte dirette. 



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968 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D'iTALIA - 1905 

Il servizio del volontario è pure disciplinato dalle norme 
del citato regolamento. 

Art. 13. 

I posti di aiuto d'agenzia di ultima classe che si rende- 
ranno vacanti dopo il collocamento in pianta stabile dei 
diurnisti fissi, messi e cottimisti indicati nell'art. 4 della 
legge 8 luglio 1904, n. 871, saranno conferiti: 

1^ a coloro, che assunti nelle agenzie delle imposte in 
qualità di cottimisti per l'intero anno, o di messi indica- 
tori e notificatori con mercede superiore a lire 50 mensili, 
dovettero abbandonare, nell^esercizio 1903-1904, le agen- 
zie stosse, per soddisfare agli obblighi della leva militare; 
2® a coloro che, in qualità di scrivani provvisori, du- 
rante Tesercizio 1903-1904, per un periodo dì tompo non 
inferiore a sei mesi, prestarono servizio nelle agenzie delle 
imposte, alle quali, giusta la tabella di reparto del perso- 
nale approvata con decreto ministoriale 6 giugno 1902, 
venne assegnato uno scrivano provvisorio per sei o più 
mesi. 

Per ottenere il conferimento dei 'posti predetti, tanto i 
cottimisti e messi indicati nel n. 1 , quanto gli scrivani prov- 
visori indicati al n. 2, dovranno però dimostrare: 

a) di avere tenuta buona condotta e di avere dato prova 
di operosità e diligenza nel periodo di tompo in cui presta- 
rono servizio presso le agenzie, mediante certificati del capo 
d'ufficio, alla cui immediata dipendenza si trovarono, e del- 
l' intendenza di finanza; 

b) di non avere riportato condanne penali, mediante 
certificato rilasciato dall'autorità competente in data non an- 
teriore di tre mesi al gionio che verrà fissato dall'ammini- 
strazione, come termine utile per la presentanone delle do- 
mande di nomina; 

e) di non aver superato il 50® anno di età, al giorno 
suddetto. 

Dei cottimisti, messi e scrivani provvisori, che posseg- 
gono i requisiti sovra indicati, sarà formata una gradua- 



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I<EOQI B BECXEn BEL REQNO b'ITAUA - 1906 989 

toria, nella quale si collocheranno prima i cottimisti e i 
messi, in base alla durata del senrìzio prestato nelle agen- 
zie delle imposte, e poi gli scriyani prornsori, in base alla 
durata del servizio prestato nel corso dell'esercizio predetto, 
ed a parità di tale durata, in base a quella del servizio an- 
teriormente prestato. 

La graduatoria approvata co^. decreto ministeriale e re- 
gistrata alla corte dei conti, sarà definitiva. 

Art. Ù. 

Esaurita la graduatoria, di cui all'articolo precedentOi i 
posti che si renderanno ulteHormente vacanti neirultima 
classe negli aiuti d'agenzia, saranno conferiti per metà ai sot- 
tofficiali della regia guardia di finanza, che posseggano i re- 
quisiti voluti dall'art. 2 del regio decreto 30 marzo 1899, 
n. 124, per poter prendere parte agli esami di concorso 
stabiliti per l'ammissione a,Ua scuola dei sottufficiali me- 
desimi. 

La designazione dei nominandi, a richiesta della direzione 
generale delle imposte dirette, verrà fatta dalla direzione 
generale delle gabelle, di volta in volta che occorra pro- 
cedere alle nomine e pel numero necessario a coprire i po- 
sti vacanti. 

La stessa direzione generale déOfi gabelle indicherà l'or- 
dine secondo il quale deve procedersi alle nomine, che ver- 
ranno disposte con decreto reale.. 

L'altra metà dei posti suddetti rimane riservata a sottuf- 
ficiali dell'esercito e della real ni^rina, giusta l'art. 1 della 
legge 2 giugno 1904, n. 217. 

Art. 15. 
Le promo;sioni di classe nei vari gradi avranno luogo 
esclusivamente per anzianità. 

Art. 16. 
Oli ispettori superiori risiederanno in Roma alla imme- 
diata dipendenza della direzione generale delle imposte di- 
rette e del catasto. 



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97D LBOGI E SECBETI DEL SEGNO D^IXALIA - 1806 

Art. 17. 

Delle funzioni di ispettore provinciale Terranno inoaril 
catì, con decreto ministeriale, su proposta della àirezìoii 
generale delle imposte difette e del catasto, gli agenti suj 
periori a qualunque classe appartengano, conservando 1^ 
stipendio di cui sono provvisti e la rispettiva anzianità.. 

£ssi potranno essere esecrati da questo incarico, sia pe 
ragioni di servizio, sia sopra loro domanda. 

Art. 18. 

Con decreto ministeriale verranno impartite le ìstriisìoii| 
per il servizio di<ispeEÌoiie delle imposte dirette e del ca^ 
tasto. 

] rilievi fatti dall'ispettore durante la verifica sarannq 
notificati ai capi d'ufficio e, da questi, al dipendente perso^ 
naie, per la parte cke lo riguarda. 

Art. 19. 

L'incarico delle funzioni di messo notificatore ed indica* 
tore, nelle agenzie i cui mesi^ notificatori ed indicatori Ten- 
nero sistemati in pianta stabile colla legge 8 luglio 1904, 
n. 371, verrà affidato agli aiuti di agenzia oon decreto mi- 
nisteriale, sentito il parére del capo d'ufficio nel cui di - 
stretto le funzioni stesse debbono esercitarsi, nonobd quella 
dell'ispettore e delF intendente della rispettiva provincia. 

Le agenzie predette sono indicate nMla tabella (7, an- 
nessa al presente regolamento. Di tale incarico, però, ri- 
mangono senz'^^tro obbligatoriamente investiti gli aiirti di 
a^nzia, che, prima di assumere questa deiiomisaziocLe, già 
lo disimpegnavano, ed avevano perciò la qualifica d> meesi 
indicatori e notificatori. Non potranno, invece, esseme in- 
vestiti, senza il loro esplicito consenso, i diurnisti fissi e 
cottimisti sistemati in pianta stabile con la legge 8 lu- 
glio 1904, n. 371. 

Ari;. 20. 

La dispensa dalle lunsriofli di'miesso notificatore e4 indi- 
catore potrà sempre dìsporsi per ragioni di servizio. Verrà 
concessa anche a domanda dell'interessato, solo nel caso in 



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LBOOI B HBCKBII VBL BEOHO d'xTALIA • 1905 971 

cui egli dimostri di essere afietto da infermità fisica tale, 
che la inabiliti ad esercitare le funzioni stesse. 

Art, 21. 

Oli impiegati di ruolo deg^ uffici eaecutiri delle imposte 
dirette, ove il servizio pubblico non ne soflfra, potranno ot- 
tenere dai fispettfvi intesidentt di fteiwsa coBgedt, che, in 
complesso, non eccedano un mete* in ciascun anno. 

Per cause gravi, la durata del congedo potrà essere estesa 
a due mesi con decreto ministeriale. 

Art. 22. 
Al reparto del personale fta le diverse agenzie delle im- 
poste dirette e del catasto, sarà provveduto mediante ap- 
posita tabella da approvarsi con decreto ministeriale. 

' Art. 23. 
Rimangono abrogate le disposizioni diverse o contrarie a 
qu^e contenute nel pi^esente regolanientb, a partire dalla 
sua pubblicazione; e per tutto dò che in esso non sia espres- 
samente disciplinato, sono applicabili le disposizioni anafo- 
re contenute nel regolamento generale per gli uffici fi- 
nanziari. 



Visio, dtohKiu éa SL M.i 

Il mintftro dell* tìntktkte 

MAJOBAia. 



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972 hEOQX E DECBFn DEL BEOKO d'iTAUA - 1906 

Tabella A 

PROaRAMMA 

dagli esami li eeneorto ai potli di ispettore pronaeiale ed a§eBte soperiore 

delle, imposte dirette. 



Parte I. 

Generalità. 

a) Diritto e procedura civile. 

Disposizioni preliminari al codice civile — Cittadinanza, 
domicilio, residenza, assenza — Cause che modificano o li- 
mitano l'esercìzio dei diritti civili delle persone fisiche — 
Persone giuridiche — Dei heni della proprietà e delle sue 
modificazioni — Modi di acquistare ^ trasmettere la pro- 
prietà e gli altri diritti suUq cose; successioni e donazioni, 
obbligazioni e contratti in genere; disposizioni legislatiTe 
concementi i contratti di matrimonio, di vendita, di permuta, 
di enfiteusi, di locazione, di società, di mandato, di transa- 
zione, di costituzione di rendita, di vitalizio, di comodato, 
di mutuo, di pegno e di anticresi* — Della trascrizione dei 
privilegi e delle ipoteche — Della prescrizione. 

Ordinamento giudiziario — Competenza per grado, per 
territorio, per materia e valore — Delle sentenze in gene- 
rale e dei mezzi per impugnarle — Esecuzione forzata in 
genere — Esecuzione sui beni mobili e sui beni immobili. 

b) Diritto commerciale. 



Degli atti di commercio, dei commercianti e dei libri di 
commercio — Delle società e delle associazioni commer- 
ciali — Della cambiale e deirassegno bancario — Del con- 
tratto di conto corrente — Del fallimento — • Esercizio e 
durata delle azioni commerciali. 



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LEGGI B DSCBETI BEL SEGNO d'iTALIA - 1906 973 

o) Diritto amministrativo e costituzionale. 
Poteri dello Stato, dÌYÌ8Ìone ed esercizio di essi — Dei 
potere esecutivo — Ordinamento amministratiyo — Ordi- 
namento della amministrazione finanziaria in genere e del- 
l'amministrazione delle imposte dirette e del catasto in ispe- 
eie — Diritti e doveri dei funzionari pubblici — Loro re- 
sponsabilità — Leggi sul consisto di Stato e sulla corte dei 
conti — Legge e regolamento sull'amministrazione comu- 
nale e provinciale. 

d) Amministrazione del patrimonio e contabilità 
dello Stato. 
Beni dello Stato — Nonne per gli inventari e per le va- 
riazioni dei beni mobili — Stipulazione, approvazione ed 
esecuzione dei contratH nell' interesse dello Stato — Bilanci, 
stati di previsione, assestamento del bilando dell'esercizio 
in corso; rendiconto consuntivo — Spese dello Stato — 
Modo di ordinarle e di eseguirle. 

e) Economia politica e scienza delle finanze. 
Parte IL — Imposta sui redditi ili ricchezza mobile. 
Parte III. — Imposta sui terreni e sui fabbricati — Con- 
servazione dei catasti — Sovrimposte e tributi locali. 
Parte IV. -^ Kìscossione delle imposte dirette. 



I VuiOjd'ardmediS.M.: 

• lì minÌB'tro d«lle finanie 
A. MAIORANÀ. 



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974: £BOGI X DZCBETI BEL XBQNO D'ITALIA • 1906 

Tabèlla B 

PROGRAMMA 

ptr gi Marni iì f otcofso ai pMli di agaala delle in|>eile dirette 

e del eataste 



Parte I. 

Amministrùaione del patrimonio € contabilità 
' dello Stato. 

Indicazione <lei bem mobili ed temebiU deUo Stato — 
Nonaie per ^ inwntari io par le variaziani dai besii mo- 
bili «-^ Nanne per la atipulatione, apiuroyacioiàe ed eMcu- 
zione dei contratti nell' ìnt^reeee d^o. Stato ~- Forma e 
scopo del bilancio di previsione d^lle entrate e delle spese 

— Della legge, per l'assestamento del bilancio preventivo 
dell'esercizio in corso — Del rendiconto generale dell'eser- 
cizio scaduto. 

, Nozioni generali delle , imfieste. 
Principi regolatori delle imposte — Specie e caratteri 
delle imposte dirette ed indirette — Imposte reali e per- 
sonali — Proporzionali e progressive — Imposte di quo- 
tità e di cont^gelite ' — Indiziarie e dirette sulla rendita 

— Cenno storico delle imposte dirette stabilite e riordinate 
in Italia dal 1860 in poi — Ordinamento tributario del 
Regno — Sovrimposte comunali e provinciali all'imposta 
fondiaria — Loro limitazione, determinazione e liquidi^ 
zione. 

Rtseossione. 
Legge 20 aprile 1871 e successive modificazioni — Prin- 
cipi fondamentali del vigente sistema di.riscossione — Norme 
per l'appalto delle esattorie — Obblighi — Responsabilità 



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UtGOI B BXCKETl DKL fiSGNO jfZTALlA - 1905 976 

6 malleverie degli esattori — Prooedimento per 1a riscos- 
sione — ÀTVìsi, cartelle — Seadenze delle rate d' imposta 

— Multe per riiardato pagamento delle imposte — Quie- 
tanze a matrioe — Atti ooatìzTi contro gli esattori ed i ooa- 
tribneorti — Norme generali per resecuzione forzata «ai beni 
mobili ed immobili — Versamenti nelle easae dei ricevitori 

— Obbligo del non riscosso per riscosso — ^ Rimborso deUe 
quote indebite ed inesigibili -^ Giustificazione e documen- 
tazione delle quote inesigibili — Sgravio provvisorio a Ik- 
Yore degli esattori — * Verificazione alle casse esattoriali 
nel caso di ritardato versamento — Speeiati attribuzieni 
ed obbtiglii degli agenti in ordine alla riscossione delle im- 
poste dirette. 

Cenu) sui sistemi principali di risoosaione vigenti nel 
Regno ^ima della emanazione di detta legge. 

Parte II. 
Imposta sui redditi della ricchezza mobile. 

Legge del 14 luglio 1864', e modificazioni recate dalle 
leggi posteriori. ' ' 

Caratteri dell' imposta e modi di riscossione -*- Aliquota 
dell'imposta e addizionali. 

£nti tassabdii — Redditi tassabili per ritenuta diretta 
mediante ruoli — Esenzioni^ 

Imposta esigìbile per ritenuta diretta — Redditi soggetti 
alla stessa — Norme che ne regolano Tapplicazione -~ Ri- 
corsi — Termini *^ Competenza. 

Imposta eaigibiile mediante ruoli — Opeorazioni di accer- 
tamento dei contribuenti e dei redditi tsMabfli — Liste dei 
contrìlni«[iti — Didbbiaratzioni e.rettifieaziani -^ Conferma 
per iscritto o col silenzio dei redditi precddentemente ac- 
certati — InMrààoni e rettificazione d'ufficio — Spese ed 
annualità passive deducibili — Mezzi di accertamento ~ 
Redditi definitìvamettte accertati — SMpensione dell' iscri- 
zione dei redditi in ruolo. ' , 



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976 LBOai B DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Dichiarazioni dei redditi dei corpi morali e delle società 
ed istituti di credito in genere e delle casse di risparmio 
in ispecie — Redditi propri e redditi dei loro creditori ed 
impiegati — Ritenuta di rivalsa — Dichiarazione dei red- 
diti agrari — Affitti e locazioni a soccida — Colonie — 
Industrie agrarie esemtate dal proprietario e tassabili — 
Cumulo dei redditi del contribuente agli effetti della deter- 
minazione del minimo imponibile — Classificazione dei red- 
diti — Diversificazione — Ulteriori detrazioni. 

Accertamenti suppletivi — Redditi tassabili nei ruoli sup- 
pletivi — Prescrizione. 

Avvisi ai contribuenti — Norme per la notificazione — 
Ricevute — Ricorsi alle commissioni — Documentazione — 
Appelli degli agenti — Giudizi — Procedure — Decisioni 
definitive — Formazione, revisione e pubblicazione dei ruoli 

— Ricorsi in via amministrativa e giudiziaria — Termini 

— Risoluzione — Sgravi e rimborsi d'imposta — Soprar 
tasse — Legge, regolamento ed istruzioni relative. 

JPARTE III. 
Imposta sui fabbricati. 

Legge del 26 gennaio 1865 e modi^cazioni recate dalle 
leggi posteriori. 

Caratteri dell' impòsfe — Aliquota ordinaria e decimi — 
Sovrimposta e spese di riscossione* 

Definizione dei fabbricati civili e degli opifici — Costru- 
zioni rurali — Esenzioni permanenti e temporarie. 

Operazioni di accertamento dei fabbricati e dei redditi 
tassabili — Elenchi dei possessori — Dichiarazioni, loro 
forma e presentazione — Determinazione del reddito lordo 
e del reddito netto — Dei fabbricati affittati e di quelli 
non affittati. — Dei fabbricati posti in più comuni — Dei 
fabbricati producenti cumulativamente rendite fondiarie e 
redditi mobiliari. 

Modificazioni e revisioni parziali dei redditi — Rimborsi 
per sfitto. 



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LKOoi E VEcnvm m:L rrowo d'itawa - 1906 0T7 

Formazione dei ruoli principali e suppletivi — Prescri- 
zione. 

Avvisi ai contribuenti — Norme per la notiflcazioue — 
Ricevute — Ricorsi alle commissioni — Documentazione 

— Appelli degU agenti — Giudizi — Procedure — Deci- 
sioni definitive. 

Formazione, revisione e pubblicazione dei ruoli — Ri- 
corsi in via amministrativa e giudiziaria — Termini — Ri- 
sol uzioue — Sgravi e rimborsi d'imposta. 

Sopratasse — L^gge, regolamecto ed istruzioni relative 

Parte IV. 

Imposta sui .beni rurali. 

Base e riparto della imposta secondo la legge 14 lu- 
glio 1864 e le leggi successive — Distinzione delle pro- 
prietà rustiche ed urbane — Esenzioni — Beni non cen- 
siti — Contingente compartimentale — Contingenti comunali 

— Aliquota ordinaria dell' imposta — Decimi addizionali — 
Sovrimposta e spese di riscossione. 

Variazioni annuali nel contingente comunale per aumento 
o diminuzione di rendita. 

Applicazione dell' imposta in base ai catasti o alle dichia- 
razioni — Leggi e disposizioni vigenti nei vari compar- 
timenti. 

Operazioni per la formazione dei ruoli. 

Catasto dei terreni e dei fabbricati. 

Catasto e suo scopo — Sistemi principali di catasto fon- 
diario — Metodi diversi di accertamento delle rendite fon- 
diarie — Nozioni sui vari catasti attualmente vigenti nel 
Regno — Principi che regolano la formazione e conserva* 
zione del nuovo catasto italiano ordinato colla legge 1"* marzo 
1886, n 3682, e successive — Norme speciali per il ca- 
tasto dei fabbricati. 

Norme generali per la conservazione del catasto secondo 
il testo unico di legge del 14 luglio 1897, n. 276, ed il re- 
te - Vou n. - 1905, • 



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978 LEOOI B DSCRSTI DEL KSOITO D^ITALU - 1905 

golamento n. 277 dì pari data — DispoBizioni leg'slaflve'e 
regolamentari successive. 

Liquidazione e riscossione dei diritti di voltura — Richieste 
di voltura — Forma e documentazione delle domamle — 
Proroghe — Eseguimento delle voltare in catasto — Vol- 
ture non domandate — Note dei passaggi — Volture d'uflicio. 

Estratti, certificati, copie e tipi cata^^tali --- Norme per 
il loro rilascio — Liquidazione e riscossione dei diritti — 
Copie dei catasti permesse ai comuni — Catasti speciali per 
i consorzi di bonifica, di scolo, di irrigazione e di difesa — 
Duplicato catastale. 

Ca^i che danno luogo a vaj iazioni sul catasto rispetto agli 
estirai e redditi --- Verificazioni peiiodiohe. 

Stati di cambiamento. 

Fft/o, d'ardine di 8. J£: 
li mioistro delle finansa 
. . .i A. MAJORANA. 



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tCGOI S DECRETI DEL &BOK0 D^ITALtA - 1905 070 

Tabella C 



i eoi mÈsA 





AGENZIE 


Mtificatori #d indicatori vannsro sisteoiati io pianta stabii 


con la ^agga 8 fugiio 


1904, n. 371 


1. Ancona. 






11. Napoli 


2. Bari. 






là. Palermo. 


3. Bologna. 






13. Pisa. 


4. Cagliari. 






14. Potenza. 


5. Catania. 






15. Rtfma. 


6. Firenze. 






16. S>^saari. 


7. Genova. 


.• 




17. Torino. 


8. Livorno. 






18. Udine. 


9. Messina. 






19. Venezia. 


10. Milano. 












VÌ9to, d'ordine di S. If. : 




Il 


miniitro delle finanze 








A. MAJORANA. 



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P80 Tsvooi fi DBCRcn msL sEoiro d'itazxa - 1905 

N. 433. A N. 13a 






RsQio Degreto c/te istituisce un posto di notaro 
nel comune di Sambiase. 

:S- aprile 1906. 
(PuM/ieafo nella Gaxtitta Uf/lc^U dU Rijno U 24 apriìg 1905^ ». M) 

YITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA IIAZIOKI 
. BB D'ITALIA 

V^ista la deliberazione, con la quale il consiglio comunale 
di Sambiase ha chiesto T istituzione di un tt^rzo posto no- 
tarile in quel comune; 

Visti i pareri emessi al riguardo dal consiglio provin- 
ciale di Catanzaro e dal consiglio notarile di Nicastro; 

Visto Tart.) 4, alinea, della legge notarile, testo unico 
del 25 maggio 1879, n. 4900 (serie 2^); e la tabella che de- 
termina il numero e la residenza dei notari, approvata col 
regio decreto 11 giugno 1882, n. 810 (serie 3'); 

Ritenuta' dimostrata la necessità della istituzione di un 
terzo posto di notaro in Sambiase; 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segre- 
tario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei 
culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: ,:ù^ ' ' 

Articolo unico. 

È istituito un terzo posto di notaro nel comune di Sam- 
biase, distretto notarile di Nicastro. 



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t£OOÌ S nfeCREH niEL EfiOKO D^ITAIJA - l905 Ó8l 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d^Italia, maidando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 2 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 



mUa OorU dei etmH addì 18 aprile 1905. 
Meg. 22. Affi del Gooemo a /. 8. Paoini. 
Lmgo del Sigiih. V. U GaaraiitìgiUt G. PiNOCGHf ARO-APaiLB. 



C. Finocchiaro-Aprilk 



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982 LEGGI £ D£Cil£tI 1>KL EKUNO D*ITALIA • 1905 

f 

' N. 134. n N. 134. 



Regìo D.iCRKTO che fissa la cauzione da prestarsi dal teso- 
riere centrale e dal controllore capo della tesoreria cenr 
frale. 

9 aprile 1905. 
{Pubblicato nella Gaxniia Ufficiale del I(egno il ti aprile 1905, n. C ^ 

VITTORIO DIANIJELE III ' : 

PER GRAZIA DI DIO E PKR VOLONTÀ DELLA NAZIONK 
RE D'ITALIA 

Veduto il reale decreto 15 luglio 1900, n. 290, conte- 
reute disposizioni relative alle cauzioni dei funzionari di ge- 
stiouB 8 di controllo alla dipendenza della direzione gene- 
rale del tesoro; 

Ritenuta Topportunità di aumentare le cauzioni del teso- 
riere eentrale e del controllore capo della tesoreria cen- 
trale, in relazione alle cresciute att^ibu^ioni della tesoreria 
medesima; 

Sentito il parere del consiglio di Stato; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Le cauzioni che, giusta la tabella annessa al regio de- 
creto 15 luglio 1900, n. 290, sono tenuti a prestare, in 
lire 40,000, il tesoriere centrale ed in lire 12,000 il con- 
trollore capo della tesoreria centralo, sono rispettivamente 
fissate in lire 50,000 (cinquantamila) ed in lire 15,000 
quindicimila). 



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LKGOt £ t>hi ìS^n Del ftE&XO J)'lTALlA • IDOS 983 

Art. 2. 

I funzionari di cui al precedente articolo, attualmente in 
carica, avraono un anno di tempo, dalla data del presente 
decreto, per integrare le rispettive cauzioni. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
St»to, sia inserto nella raccolta ullicialo delle leggi e dei «IcH^rnU 
del R^^no d'Italia^ mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservane. 

Dato a Roma^ addi 9 aprile 1905. 

Y1TT4^0 fiUANUSLB 



Bt^it&n^ mttm CarU éM etmfi addi 18 (tpriU 1905 

fi«« fcr. AHI dtf 13Ìfipefm fif.ìk P^nMl• 
^^À9^ Sifif/o> V« U firdMJgmi C. FiNCCCHlARO APRILE. 

Gargano. 



! 
I 



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§84 LEOOI S BSCBBTI DEL EEONO D^ITAIJA - 1M& 



s. m. » ^ i3S. 




Regio DEcnETo che approva la conrenswne per la cnnces 
sione e Vesercizio di una Jerrovm da Mestre per Co,^ 
stelprancOy Lassano e Primolano al confine italo-aur^ 
siriaco, 

23 febbraio 1905. 
{PubbUcato nella QaMMéUa Uf/ldmU^M Bégna U £4 apriU 1006 ». 95) 

VITTOBIO MANUELE HI 

PER ORAZIA DI DIO E PER VGLONTI DELLA NÀZIOMB 
BB D'ITALIA 

Vedute le leggi 29 luglio 1879, n, 5002 (serie 2*), e 24 lu- 
glio 1887, n. 4785 (serie 3*), il Nostro decreto 25 dicem- 
bre 1887, n. 5162 (serie 3*), convalidato con la legge 30 giu- 
gno 1889, n. 6183 (serie 3^), e le leggi 30 aprile 1899, 
Q. 168, e 4 dicembre 1902, n. 506; 

Sentiti il consiglio supcriore dei lavori pubblici, il comitato 
superiore delle strade ferrate ed il consiglio di Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta dei Nostri niinistrì segretari di Stato per 
i lavori pubblici e per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
É approvata e resa esecutoria la convenzione stipulata 
il 19 febbraio 1905, fra i minisiri dei lavori pubblici e del 
tesoro per conto dell'amministrazione dello Stato, ed i si- 
gnori conte comm. Filippo Qrimani, sindaco di Venezia, e 
coram. Emilio Ponzo presidente della deputazione provin- 
ciale di Venezia, in rappresentanza rispettivamente del co- 

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ìMùùt s nÉctsn DkL rnsovo D'tritu - 1906 985 

mune e della provincia di Venezia, per la concessione m 
comune e alla provìncia medesimi della costruzione e del- 
l'esercizio di una ferrovia a vapore a sezione normale, da 
Mestre per Castelfranco, Bassano e Primolano al confine 
italo-austriaco. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 23 febbraio 1905. 

f .• • 
VITTORIO EMANUELE ^^ 

S^giUraio alla Con$ dei tonH addì 19 apriU 100& 

Reg. 22, AUi del Qwem • a f. 14. PAcfm. 
Lmifo del Sigillo. V. lì r}uai-a:<ttgìlli RONCHETTI 



4 



Tedesco. 

OlOLÌTTI. 

L LUZ2ATTI. 



I . 



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BBOOI B DBOEKXI DEL ESOMO D^ITAUA - IfiOS 



(N. 27 di repertork)). 



CONVENZIONE 

per la concessione delia costruzione e deir esercizio di una iérrovia a 
sezione ordinaria' con trazione a vapore da ieslre per Castelfranco, 
Bassano e Primolano ai confine (tato-Austrìaco. 



Fra le Loro Eccellenze il commendatore Fbinoebco Tedesco, 
ministro dei lavori pubblici, ed il commendatore professor Luigi 
LuzzÀTTi, ministro del tesoro, per conto deiramministrazione dello 
Stato, ed il signor conte commendatore Filippo Obimani, sindaco 
di Venezia in rappresentanza del comune di Venezia giusta deli- 
berazione 23 gennaio 1906^del consiglio comunale di Venezia, qui 
allegata sotto il n. 1, ed il signor commendatore Emilio Penzo, 
presidente della deputazione provinciale di Venezia in rappresen- 
tanza della provincia di Venezia giusta deliberazione 28 gennaio 
1905 del consiglio provinciale di Venezia, qui pure allegata sotto il 
n. 2, i quali hanno dichiarato di stipulare per conto del comune 
e per la provincia, ed anche per conto di una impresa la quale si 
è assunto l'obbligo di costituire entro tre mesi dalla data del decreto 
reale, che approva la presente concessione, una società anonima per 
la costruzione ed esercizio della linea; si è convenuto, si conviene 
e si stipuli» quanto appresso» 



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XJ&QOI E BSCBSTt ìOSL BEQKO B^ITALIA - 1905 987 

*jrt. 1 

Il Governo aoowda aUa pisovlncia ed al comune^di Yenesia la 
coneeBSMme per la oostouzioiie e l'esercizio di una f^roria a se- 
sioae ordisiaria da JCeetre per CasteUraxuM^i paesano e Primolano 
al eonfine italpriMts^riaee, clie i ponceBsiejaari ^i o̻bli4;aEo eoUdal- 
mente^di oostruire^ed esercitare a tutte loro spese, rischio e peri- 
colo. 

La concessione ò fatta sotto T osservanza delle disposizioni sta- 
bilite dalla legge sni lavori pubblici 20 marzo 18B5, allegato F^ 
e da quelle 27 dicembre 1896^ n. 661, 30 aprile 1899, n. 168 e 4 di- 
cembre 1902, n. 606, nonché dei regolamenti dalle medesime deri- 
vanti, compreso anche queljio n. 1 approvato con regio decreto 
21 ottobre 1863, n. 1628 e delle condizioni della presente conven- 
zione e del capitolato relativo. , , . 

! ( II'.. 

Art. 2. 

Emanato il decreto reale di approvazione della presente con- 
venzione, dovranno i concessionari, con obbligo solidale, entro un 
mese dalla data della pubblicazione del decreto suddetto nella Oaz- 
ztiia ufficiale^ dare una cauzione di lire 21,000 di rendita S.ffO per 
cento, in titoli al portatore d^l consolidato italiano, imputando in 
detta cauzione il deposito primordiale di cui al seguente articolo. 
La restituzione della cauzione sarà élfettùata colle norme si at)irite 
dair articolo 247 della legge sui lavori pubblici. 

Art. 8. 

In conto del deposito dediiitiVo ptevisto daSl^articdò *prece- 
dente, ed a titolò di cauzione provvisoria per gli «ff^tti'^ir arti- 
colo 247 della le^ sui lavori ptfbblicl, è stato dai concesstonari 
eseguite il deposito di lirief 101,606 di rendita in "fòtoli M portatole 
del eonsolidato itsBilino 3.1Ì0 peit cettto, come risulta dàlia dichia- 
razione proviriÀO!rian. 41 (rilasciata H 10 fèbbf aio 1908 d^Ua Cassa 
dei depositi e prestiti, sezionie di tèsdrefià 01 Venezia,'. 



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066 LBOai X DEGKETI DEL REQKO D'ITìUJA - 1906 

Art. 4. 

Se il deposito della cauzione non Terrà effettuato nel termini 
prefisso dall'articolo 2, s'intenderà di avere i: ooncesùonari rinuii 
ciato alla concessione, ed i medesimi incorreranno n^a perditi 
della cauzione preliminare senza alcun bisogno di costituidone ii 
mora o àt prorredimenti dell'autorità giudiziMia. 

». 
Art. 6. 

Lo Stato per la costruzióne ed esercizio di questa linea assume 
di pagare ai concessionari (o per essi al' subconcessionario) per la 
durata di 70 anni un sussidio di lire 8,000 a chilometro pel tratto 
compreso fra l'asse del F. Y. della stagione di Bassanò e il termine 
della linea, e di lire 4,900 a cMlometro pel tratto fra gli assi dei F. V. 
delle stazioni di Mestre e di Bassano, esclùsi i tratti che non hanno 
sede propria e quelli comuni ad altre^ ferrovia e tramvie in esercizio, 
a decorrere dall'apertura all'esercizio di detta linea, regolarmente 
autorizzata. 

Nel caso però che a richiesta del concessionario il tronco 
Mestre-Bassano Venga aperto all'esercizio prima del termine sta- 
bilito pel compimento 4^1a intera lipea, il sussidio come sopra 
assegnato ^ detto tronco karà intanto corrisposto a decorrere dalla 
data di tale apertura regolarmente autorizzata. 

Per i periodi di tèmpo nei quali l'esercizio della linea venisse 
in tutto od in parte sospeso, per cause non derivanti da f or^a mag- 
giore debitamente giustiflcatò è constatate, il sussidio per i tratti 
non esercitati non Verrà corrisposto. ^ ' * 

Art. 6. 

Il governo assume d'interp<»re i suoi buoni uffici presso il 
Governp austro->ungarico perchè sulla linea Irento-I^ze siano 
apportati i. m(iglì/>ramenti opportuni per xenderla adatta ad un 
traffico interiiazionale; jgromette inoltre di, adoperarsi presso lo 
stesso Governo austro-ungarico acciocché sia- autorizzata la prose*» 
cuzione della ferrovia dal confine àtato austriaco a Tezze per ivi 
operare la congiunzione delle due linee. 



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UBGGI S DECKEn BEL BEGKO D'ITALIA - 1905 989 

I concessionari alla lor Tolta si obbligano fin da ora di osser- 
Yare tutte le condizion* che saranno stabilite dai dne Oorerni, tanto 
rispetto alla costnusione, quanto rispetto all'esercizio del tratto di 
allacciamento della linea. 

Art. 7. 

Quando il prodotto lordo deireserc'zio della linea Mestre- 
Bassano-Primolano oltrepasserà la misura di lire 12,000 a chi- 
lometro, l'eccedenza sulle 12|000 sarà ripartita in ragione del 70 
per cento ai concessionari e del 30 per cento al Oorerno. Besta 
inoltre fermo in ordine alla partecipazione dello Stato, il disposto 
dell'artcolo 285 della legge 20 marzo 1865 sui lavori pubblici, 
sost tuito, però, al dieci per cento contemplato in detto articolo, 
il sei e mezzo per cento. 

Per gli effetti della suindicata* partecipazione i conti del con- 
cessionario (o del subconcessionario) doTranno essere presentati al 
GoTerno annualmente,alla fine d'ogni esercizio^ pei debiti riscontri. 

n QoTerno, inoltre, avrà sempre il diritto di far ispezionare, 
a mezzo di funzionari propri, espressamente delegati, tutti i re- 
gistri contabili ed amministratiTi conceri^enti l'azienda della linea 
concessa. 

n concessionario (o subconcessionario) sarà obbligato a dare 
libero accesso ai predetti funzionari In tutti i locali d'ufficio e di fa- 
cilitare loro in tutti i modi l'adempimento del loro mandato. 

n sistema di contabilità che vorrà il concessionario (o sub- 
concessionario) adottare, finché non sia stabilìt^o con regolamento 
generale, dovrà essere in tempo utile sottoposto all'approvazione 
del Governo, il quale avrà il diritto di prescrivere le modificazioni 
che riterrà necessarie, e di giudicare inappellabilmente in merito 
sentito il concessionario (o subconcessionario). 

Art. 8. 

Kon si potrà cedere la presente concessione o la relativa 
subconcessione se non previa l'approvazione del Governo. 

I concessionari per tutti gli effetti della presente concessione 
in rapporto col Governo, nominano sin d'ora come loro rappre- 
sentante il signor sindaco della città di Venezia e presso l'ufficio 
di lui in Venezia eleggono 1 loro domicilio. 



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990 XìBaBl B DECBBTl DBIi WBfUHd b'iTAIJA - 1905 

AU^ piorsoaa « al domicilio cosi eletti saranno leg^lpi^nte 
fatjte dal Goy^ruo tutte le oomI^Iioazio^i e^ intimazioni concer- 
nenti la. presente «concessione. 

Art. 9. 

La presente convenzione Qon sarà valida e definitiva se non 
dopo^approvata per decreto reale, e dopo là registrazione del me- 
desimo alla Corte dei conti. % 

Fatta a Boma, quest'oggi diciannove del mese di febbraio 
deirann^o mille ^ novecento cinque. 

n miniitro dei ìàvori puhbliei 
Fbancesoo Tedesco. 

S Ilnf^inistrodélieiaro 

LiriOI LUZZATTI. 

, H sindaco di Venezia 
{Filippo Gbihaki, 

il preeidente détta deputazione ptovineitAe di Venezia 
^Emilio Penzo. 

* Gusti^vq Boldrin^y ieeUmoner^ 
Valerio Marangoni, teeUmone. 

Avv. BabtoIiOMeo Suini, 

segretario ddegoio cdla HipvJlazvmeldei contraiU 

del Ministero dei lavori pubblici 

e ddr ispettorato generale delle strade ferrate. 



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SBOoi s ascsBn un. >Bain> tfrtàaju - 1006 9^1 

' CAPITOLATO 

a seziMM ordinaria oon traztone a vapor» 4a Meatr* par CastaKnuwo, 
Bassano o Prìnolano al oonfino HaloAustriaoo. 

TITOLO I. 

Oggetto bblla oongessionb. 

Art. 1. 

Indie^iqne 4^^ strada ferrata che forma oggetto della concessione. 

I coxiC663M>nari sono obbligati solidalmente ad eseguire, a tutte 

loro spese, rischio e perìcolo, la costruzione e TiOserciEio di una 

strada i^rrata a sezione .ordinaria da Mestre per Castelfranco, 

Bassano e Primolano al confine italo- austriaco, pel tronco da 

UJestre a ^assano^ secondo il progetto di massima 10 gennaio 1902, 

redatto dagli uffici tecnici provinciale e comunale di Venezia in 

base al progetljo ritenuto amn^ssibile dal Consiglio superiore dei 

liftveri pubblici coi^ voto ,16 aprile 1897, e pel tronco da Bassano al 

cpnftne austriaco secondo il progetto governativo redatto dalla 

direzioBe tecnica di Af^^tova in data 29 agosto e.30 settembre 1893, 

con le variaQLti in data 28 settembre e 18 novembre 1894. 

Potranno pure essere tenute in conto le proposto di varianti 
chefessero fatte dal concessionario sulle traccio della relazione della 
commìssioAe reale, per lo stufilo delle ferrovie complementari, 
in quanto ne sia provata la utilità e subordinatamente alla debita 
approvazione ministeriale sentito il Consiglio superiore dei lavori 
pabblici.In applicazione deU'articolo 210 della legge 20 marzo 1866 
sili lavori pubblici il Governo acconsente fino da ora alla sostitu- 
zione della trazione elettrica a quella a vapore sia totalmente che 
parzialmente previa la esibizione da parte dei concessionari del 
relativo progetto per l'approvazione del Ministero dei lavori pub- 
blici. ^ / 

r "^ Art. 2. 

g Termini per V ultimazione dei lavori. 

Bntro tre mesi dalla d^a ^ approvazione del progetto ese* 
eutivo i conoessioiiavi sono tenuti ad ìncominoiariB i lavori e do« 
T^no dMÌijfiitìjttfktijbìitfo tre asmi 49^» ^tiie^sii^d^vt^t 



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992 LBOoi B sxcBSR iiBL uavo d'itaua - 1906 

Dovranno altresì arer fatto tutte le proTTiste occorrenti 
perchè entro quest'ultimo termine di tre anni l'intera linea possa 
essere aperta al regolare e permanente esercizio per i trasporti 
delle persone e delle meror ^ 

Art. S 
Deeodenssa detta eonee$9ione. 

Se il termine stabilito nell'articolo precedente per l'incomin* 
ciamento dei lavori scadrà ìnfrnttnosamente, verranno applicate 
di pieno diritto, e senza premettere alcuna formale ingitinzione, le 
d'spos!z''onì dell'articolo 250 della legge organica sui lavori pub- 
blici 20 marzo 1865, allegato F. 

Se poi,'nel termine stabilito pel compi ikento dei lavori, questi 
non saranno nlt^'matì; o se entrò due anni dalla data del decreto 
ministeriale di approvazi^one del progetto esecutivo non saranno 
avviati i lavori stessi ed eseguite le provviste iii modo da rendere 
Ricura l'apertura all'esercizio nel t^ermine JBlssato dall'articolo 2, 
i concessionari incorreranno pure di pieno diritto e senza bisogno 
di costituzione In mora, nella decadenza della concessione e del-a 
sovvenzione, e nella perdita della cauzione definitiva, senza ohe 
possano più ottenere una seconda concessione. Ove concorres- 
sero giust'flcati mòtiv', al tèrmini per l'ultimazione dei lavori, 
come a quello per il loro avviamento e per la esecuzione delle prov- 
viste, potrà essere accordata una sola proroga, non maggiore di un 
anno purché domandata in tempo ùtile prima della scadenza di 
detti termini. 

Art. 4. 
Progetto eseouiivo. 

I concessionari sono- tenuti a ptesentare all'approvazione del 
Ministero dei lavori pubblici entro sei mesi dalla data del decreto 
Beale di approvazione della concessione il progetto esecutivo della 
linea, compilato, in coixformità dèirart. 77 del regolamento 17 giu- 
gno 1900, n. 306, e comprendente, altresì, tipi e quantitativi del 
materiale mobile e di tutti gli impianti e meccanismi. Tale presen- 
tazioneTePa'relativa approvaziofìè potranno essere fatte anche se- 
paratamente per ciwouno dei^dué tronohiMestre-Bassanto e Bas* 



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lAOOI E DECRETI DEL REGNO d'iTAIJA - 1905 998 

sano confine austriaco, purché entro il termine di 6 mes> sopì a sta- 
biliti. 

TTna copia del progetto, dopo seguita Tapprovazione, verrà 
depositata a corredo degli archivi del Ministero del avori pub* 

blioi. 

Art. 5. 
Stagni e paludi. 

Keiresecuzione dei lavori della linea sono vietati gli scavi 
che possano dar luogo a ristagni d'acqua od impaludamenti in 
modo permanente. 

Per le cave di prestito' eh e fosse indispensabile di aprire, i 
concessionari saranno tenuti alla osservanza delle disposizioni 
delle leggi 2 novembre 1901, n. 460 e 15 maggio 1904, n. 209^0 dei 
relativi regolamenti. 

Del pari per tutto quanto riguarda la costruzione e l'esercizio 
della linea i concessioaari sono tenuti all' osservanza delle leggi 
predette, e delle altre tutto contenenti disposizioni -peir combàttere 
la malaria e sul ch;nino»di Stato, e dei regolamenti relativi, nonché 
airesservanza dèlie disposizioni generali e speciali che per T esecu- 
zione di dette norme legislative e regolamentari, siano o possano 
essercemanate dal Ministero dell'interno.) ( 

lArt. 6. 
Traversate alifféllo. 

Le traversate a livello delle strade ordinarie sui' a ferrovia, 
di regola, dovranno eseguirsi sotto un angol o non mai minore di 45". 

La larghezza della carreggiata e la pendenza delle rampe 
di accesso al passo a livello dovranno corrispondere a quelle più 
comuni delle strade attraversate. 

La carreggiata dovrà formarsi cqu massicciata ben costipata 
in piano orizzontale da estendersi fino a 10 metri oltre pgnj rotai a, 
od a raso delle rotaie^ che qu'vi dovranno sempre essere nranite 
di controrotaie di sufficiente lunghezza. ^ . ,. . , 

I passi a livello saranno muniti di tabella monitoria e potranno 
essere senza ^alcuna chiusura laterale, salvo per le strade che si 

63J— VoL. n. . 1905i 



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Qt)^ I^GGI f pEP^KTI ptlli REOKO I^*IT4^U - 1906 

trovano comprese in tratte 4^ Ui^^a a^yenti Ift chiusura, fip][ q.Ti»le 
caso i medesimi dovranno essere, secondo la loro importaiiuiay 
chinsi con cancelli p con pb^rre mo^ e a ipanq pd % dist^^nz^ poji ap- 
positi apparecchi, ovvero cbiiisi a chiave, si^co^do saranno per pre- 
scrivere i funzionari governativi incaricati della sorveglianza s|>Usv 
costruzione ed all'esercizio della linea. 

Art .7. ^ V^ : 

Chiuiura della strada. 

L^ {ei;^ 0Yi^ 3arà iso^^ta con a4eguatip aia^mf. <U e^^lasHsa nei 
tratti ove vi è bestiame vagante e nei luoghi Q^olt9 |]Peq,v^&tati 
e p^ricpl<^8i,. tn^tti e luq^hi daidete^n^iu^rfàii 0a? fu|i;KÌoQfbri gover- 
^2^-ì\I i^Q^fi^^'ti d^ia, sorveelianf a al^ cpstsm^ij^ii^edaM't«er^i»io 
dcUal^ne^ . . - , ' . - < . 

Art. 8- 
Stazipjii e stahUimenti accesjsori. 

Le staancmife e fermate sarahno staWlite nelle femHlà indi- 
ciate nei progetti citati aH'artioolo 1 del presente capitolato. * * 

Il Ministero si riaetva la facoltà di ordinare in ogni' lempo 
quoHe vart»zionl ed aggiunte nel numero e nella ubicazione delle 
stazioni e fermate che riconoscesse opporlniné, Mutiti 1 ooncessio- 
nari. 

Le stazioni e fermate dovranno essere costruite secondo i 
tipi approvati dal Mmistero, salyp le aggiunte che dopo l'apertura 
all'esercizio fossero richieste dai bisogni del servizio. 

In quelle intermedie le punte degli \ghi degli scambi dei bi- 
nari secondari saranno stabilite in senso contrario, al corso dei 
treni. 

Possono ammettersi scàmbi lungo la^ linea dove si trovano 
officine, cave, ecc., cogli opportuni binari di servìz'o, proteggendo 
il binario princ'pale con segnali X) con opportuni apparebchi auto- 
matici di sicurezza. 

r 

Il pi^nb della via ferrata nelle stazioni avrà una pendenza 
non superiore al 3 per mille. * ^ 



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XObOOI E DECIESTZ DBL fiSOKO d'iTALU - 1905 996 

;. :* * TITOLO II. " 

Stipulazioni diverse: « 

Art. ^. . / 

DuriUa déUa eonpMsionfi. 

La eouce$siiQiie della atoada ferrata .che forma oggettio del 
capitolato presente è fatta per anni 70,^ a decorrere dalla data dd 
decreto reale di approvazione della conceseiodie medesima. 

Qualora i ooneessionari (o snbeoneessionari) si valgano della 
facoltà consentita loro dall'articolo 1 nltimo capoverso del presente 
capitolato, fra le opere componenti la ferrovia e le sne dipendfdnze, 
di cui aU*arti<ì9lo J^48 della legge sui labori pubblici, s'intende- 
ranno coippj^.esi anche tnttj g;li impianti, le macchine e gli appa- 
recchi per la produzione della forza motrice, per la sua trasf orma*' 
zione in energia elettrica e per la trasmissione dell'energia me- 
desima al materiale rotabile e di) esercizio, subentrando lo Stato 
anche nei diritta spettanti al concessionario .(o snbconcessionario) 
sulla quantità di acqua occorrente per la ferrovia, stabilita nel di- 
scipUnaie per la ooAMSsione della derivazione d'acqua, oin difetto 
nd a quantità d'acqua adibita pel iervizi<> deUa ferrovia. 

iArt. 10. , .^ . 

Taiia^ireffigtro: 

Saranno registrati col solò, pagamento del diritto fisso di lire 
una: 

a) Tatto di conc^essionef atto* dal Qoverno; 

l) Tatto con cui fosse dai concessionari allogata la costru- 
zione e l'esercizio della linea, o ceduta, previa approvazione del 
Governo, l'intera concessione. , . . 

Saranno parimenti soggetti alla sola tassa fissa di lire una per 
ogni proprietà gli atti relativi alle espropriazioni dei terreni ed altri 
stabili Dieoessairi per ta^ costortizione della ferrovia concessa e delle 
sue dipendenze ed anche quelli peri «uoeessivi ampliamenti auto- 
rizzati dal Governo; ed anohe le conrveazioni ohe i co^essionari 



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996 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITALIA - 1906 

stipulassero coi Ministeri della guerra e della marina per trasporti 
militari e per lavori di ampliamento e di miglioramento richiesti 
dai Ministeri stessi e da eseguirsi a loro spese. 

Art. 11. 

Conservazione dei monumenti e proprietà degli oggetti d*arte 
trovati nelle escavazioni. 

I monumenti che venissero scoperti nell'esecuzione dei lavori 
della ferrovìa non saranno menomamente danneggiati. ' 

I concessionari dovranno darne avviso al Governo per mezzo 
del prefetto della provincia, il quale provvedere sollecitamente 
perchè siano trasportati^' onde non impedire la continuazione dei 
lavori. '. ' 

Per la pertinenza delle s'Éàttre, medaglie, frammenti archeolo- 
gici e per tutti gli oègétti antichi In genere si osserveranno le leggi 
ed i regolamenti in vigore. 

r . * 1 . I A«.»12. » ■ > 

Spese di sorveglianza perla costruzione eperVeseroizio. 

' Dalla data del decreto reale che approTWà la presente conces- 
sione, sino Bi termine' della ooneeesione medesima sarà pagata dai 
concessionari annualmente al pubblico tesoro la somma di lire 
venti per chilometro di linea^ hi sl^ada ferrata, in corrispettivo 
delle spese a carico del Ooverfto per la sorveglianza della costru- 
zione e dell'esercizio della ferrovia a sensi e per gli efiFetti dell'arti- 
colo 288 della legge sui lavori pubblici, restando stabilito che tale 
pagamento sarà dovuto iptegral mente anche nel caso che fossero 
accordate proroghe, nei limiti consentiti dalU legge aU'incomin- 
ciamento dei lavori. 

Art. 13. 
Materiale rotabMe ed orari. 

* Il mMeriale rotabile si dovrà provvedere in misura non in- 
feriore a lire 1^,000 al chilometro e dovrà lessére costruito in con- 
formità dei tipi da approvarsi dal Governo. 



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LEGGI B OBCBMI BEL REQKO d'iTìIUA - 1905 997 

Il materiale mobile dovrà essere atto, seeondo le prescrizioni 
del Goyerao, ai trasporti militari; le carrozze a corridoio iongitu- 
diaale dovranno essere costruite in modo da poterai adattare al 
trasporto dei malati e feriti. 

Qualora il OoTcrno ritenga di dotare le stazioni della linea di 
assortimenti di pancke, sbarre e lanterne per l'arredamento dei 
carri ferroviari da adibirsi a trasporti di truppe, i concessionari 
dovranno riceverli e tenerli in custodia senza diritto ad alcun com- 
penso. 

La velocità massima di corsa; dei treni, la loro composizione 
media e le norme tutte dì servizio e movimento dei convogli cor- 
risponderanno alle norme stabilite nei regolamenti d'esercizio da 
allegarsi al progetto esecutivo della linea. 

n Ooverno si riserva il diritto di prescrivere gli orari ed il nu- 
mero dei treni Ano a tre al giorno in andata e ritorno. AH'infuori 
di questi potranno i concessionari proporre all'approvazione del 
GovernOi entro congruo termine, quei treni e fissare quegli orari 
che troveranno conformi ai loro interessi, avendo il debita riguardo 
alla sicurezza dell'esercizio. 

Art. 14. 
Preferènza aU'induetrianazionàle. 

i4uaiora per la provvista d^el materiale Asso e ael materiale 
mobile, cosi della prima dotazione, come dei successivi aumennti e 
rinnovamenti, i concessionari non trattassero direttamente con 
l'industria nazionale, potranno aprire una gara ed ammettervi 
aache delie ditte estere; ma dovranno limitarla soltanto ad una 
metà della provvista occorrente e preferire l'industria nazionale 
ogni qualvolta questa . proponga prezzi cbe non eccedano quelli 
offerti dalle ditte estere, aumentati del 6 per cento e delle spese di 
dogana e d. trasporto al luogo di consegna. 

Qualora in questaprlma gara sia rimasta preferita l'industria 
nazionale, alla stessa ditta aggiudicataria, o ad altre d^tte nazionali 
sarà affidata la fornitura dell'altra metà, alle stesse condizioni deUa 
prima aggiudicazione; se sia rimasta invece preferita nella prima 
gara una ditta estera, e non sia stato possibile l'allogamento della 
seconda metà alle ditte nazionali, come sopra, sarà aperta una 



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99B' jjEQOi B dbcbeh bk« reoko d'itaIiXa - 1905 

seconda ga?a limitata all'indngtiia aa^n^nale^ e solo nel caso che 
le oflCerte relatire risaltassero stiperiori al presso 4i aggitidicasione 
della prima metà, i oonoessionari saranno liberi di aprire nnora- 
jnente una gara internazionale. 

Alle suddette gare saranno ammesse soltanto ditte fabbricanti 
di materiali) e non ditte aventi sala rappresentanza, adottando, 
in quanto siano applicabili nei singoli casi, le norme degR articoli 
27) 28) 31 a 46 del regolamento per le costruzioni di strade ferrate, 
approvato con regio decreto 17 gennaio 1886, n. 3706. 

La regolarità delle operazioni di gi^a e di aggindica^ione, 
alle quali dovrà assist^e un funzionario del regio ispettorato gene- 
rale delle strade ferrate, sarà riconosciuta dal Ministero, ed ove 
le premesse disposizioni risultino inadempiute, ssu>à applicata ai 
concessionari una multarci 16 percento del valore dei matetiali ac- 
quistati, e, per quanto riguarda il materiale mobile, ne sarà vietata 
la messa in circolazione. • > 

L'importo delle multe, in. caso di mancato ^pagamento, sarà 
trattenuto sulle annualità delie sovvenzioni governative. 

Art.l6,: 
Tariffe e condizioni di trasporto. 

Le tariffe, condizioni e norme pel trasporti sulla linea concessa 
dovranno essere presentate al Governo per la sua approvazione 
prima dell'apertura della linea àiresercizio. 

Talli tariffe non potranno essere mai superiori a quelle cbe 
sono e saranno in vigore sulle ferrovie attualmente facenti capo a 
Venezia. 

I concessionari non potraiino, senra la preventiva approva* 
zione del Governo, alterare in nessuna maniera i T^ezti delle ta- 
riffe predette, né accordare speciali facilitazioni a chicchessia, uè 
modificare le suaccennate condizioni e norme dei trasporti. Po- 
tranno soltanto, dandone avviso in tempo utile 'all'ispettorato go- 
vernativo, organizzare corse di piacere a prezzo ridotto ed accor- 
dare facilitazioni di prezzo per viaggi con treni ordinari, in occa- 
sione di feste, fiere, mercati e simili. 

I concessionari potranno, previa approvazione del Governo, 
accordare speciali riduzioni di tariffe od altre faclltazioni a singoli 



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speditori e per determi nati trasporti, purché in eguale misura essi 
e accordino a chiunque uè faccia richiesta, offra alla ferrovia 
eguali vantaggi e si trovi in circostanze equivalenti. Sugli even- 
tuali reclami fler l'applicazione di questo comma deoideri ih Ifiui- 
stero dei lavori pubbliei^ sentito il OonsigHo delle tarile. 

Di queste facilitazioiii dotranno dare ih tempo utile preav- 
viso al Mimateroy il quale potoà sospenéarle e revocarle^ e dovranno 
pare notiflcarle al pubblico nel motnento della ìbto stiptUanone. 

Art. 16. 
Riduzioni di tariffe in casi Si pubbliche ealamiià. 

In caso di straordinaria carestia e di altra calamità pubblica il 
Governo potrà ordiAal*e pei g^fieri di ptima hQc:essità che siano da 
trasportarci per cento del Governo, dèlie protineie e dei C' mtini, 
ovvero dei coiuitati di 8boci](r8o e di società cooperative dai Oo- 
verno stresso iàditfate, ttha tetripòì^tiéa Hdhziotae lion maggiore il^l 
50 per cento delle tariffe in vigore, senza che i concessioiiarì ab- 
biano diritto a verun compenso. 

Art. 17. 
Concessioni sf(eciàli. 

Al trasporto di persone, di bestiame e di «cose per coutil diellla 
Casa B<dale e dì quella dei PHliòlpi Eésili, nonché per eo«fto dél!0 
Stato^ sarantio apfAicate, quando risultino per essi più cbnv^nièn 1 
di quelle dai coneesMòfiari attuate per il pubblico, le tatitfe Àpè- 
c'ali, di cui all'allegato n. 3 che fa parie integrale e sostahzfale dèi 
preflente conif att«. 

Saranno inoltre applicate le tariffe speciali di cui all'allegato 
medesimo (concessióne C e seguenti) al trasporto delle persone e 
d^le co e specifteate ft^ir allegato stesso. 

Per rapplieasione di tali tariffe i concessionari dovranho 
adottare le norai«, eondiflioni e modalità in vigore sulle alt^e 
strade ferrate del Regno. 

I fansionari del regio ispettotato geniale' delle strade ferrate 
e le hnm familftfe attanai» lo i tèsso itru^ttàmeatty stabilito sale 
rett priadyaUé 



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1000 LBoai B hecrbti dsl bsoko d'xtaxja - 1906 

Art. 18. 
Pubblicità delle tariffeé 

^'Le tariffe in vigore, nonché le modificazioni, estensioni ed ag- 
giunte aUe medesime, dovranno essere rese note al pubblico in 
tempo utile; ed inoltrel\un esemplare]^delle medesimci tenuto al 
corrente, dovrà trovarsi sempre depositato nelle stazioni a^dispo- 
sizione del pubblico per prenderne visione, salvo le eccezioni che 
siano consentite dal Ministero. 

Art. 19. 
Contravvenzioni. 

t concessionari, per le contravvenzioni alle disposizioni dei 
precedenti articoli 16, 16, 17 e 18 incorreranno in una multa di 
lire 600, salvi in ogni caso i diritti dei terzi essenza pregiudizio^delle 
penalità di cui all'articolo 277 della legge 20 marzo 1866 ani lavori 
pubblici. I 

Art. 20. 
Trasporti gratuiti. 

I concessionari saranno obbligati a trasportare gratuitamente 
nelle vetture di qualsivoglia classe i. funzionari governativi incari- 
cati della sorveglianza e del sindacato sulle ferrovie e i loro baga* 
gli> nonché, a richiesta del Governo, quei funzionari od agenti dello 
Stato i quali per ragioni di ufficio in dipenden^ di rapporti colla 
ferrovia debbono compiere frequenti viaggi^ 

A tale effetto i concessionari dovranno tenere valide le tessere 
di libera circolazione permanente rilasciate dal regio ispettorato 
generale delle strade ferrate per gli incaricati della sorveglianza 
e fornire biglietti di circolazione temporanea o per viaggi isolati, 
ed i buoni per il trasporto gratuito, del bagaglio che saranno loro 
richiesti dal regio ispettorato generale medesimo. 

I concessionari dovranno pure trasportare gratuitamente 
i membri del Pfi(rlamento, e, nei limiti della rispettiva giurisdizione, 
i prefetU e i sottopxefetti; per i sottoprefetti inóltre il trasporto 
gratuito sarà concesso fino al capoluogo della provincia. 



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uoox X OECSBII SBL uoKO d'itaxja - 1906 1001 

Art. 21« 
FoeUUazioni agli ufficiali ed personale^déU^esereiio e iéttamarina. 

i conoessionari dovranno accordare tutte le possibili facilita^ 
zioni agli ufficiali ed al personale dei regio esercito e della regia ma* 
rina incaricati dalle rispettive amministrasioni di studiare le con* 
dizioni di esercizio della ierrovia nell'interesse militare. 

In quanto le esigenze del normale servizio dei trasporti lo 
consentano, dovranno anche mettere a disposizione dell'autorità 
militare vetture e carri per esercitare le truppe^nelle operazioni di 
carico e scarico. L'epoca e la durata di tali esercitazioni saranno 
stabilite d'accordo tra l'autorità militare ed i concessionari. 

Questi avranno pure l'obbligo di prestare tutto il concorso che 
loro sarà richiesto dall'autorità militare per la predisposizione degli 
orari e delle norme per i trasporti in tempo di guerra o di prepa- 
razione aUa medesima. 

Art. 22 
Oper0 di diftià-noifionàle. 

I concessionari non potranno opporsi a che, sia durante la 
costruzione, sia durante l'eserciziOi l'autorità militare esegua con 
personale e mezzi propri tutte quelle opere che a suo esclusivo giu- 
dizio crederà necessario di predisporre nell'interesse della difesa 
nazionale; ciò ben inteso senza recare danno od incaglio all'eser- 
cizio. 

. Art. 23. _ 
Esercizio ddla linea in caso di guerra.{ 

Ferme restando le disposizioni dell^ articolo 287 della legge 
sulle opere pubbliche, il comando superiore dell'esercito, durante 
la mobilitazione e durante la guerra^, avrà diritto di prescrivere 
che siano posti a sua dispo3izione tutti i mezzi in possesso del con^ 
cessionario (o subconcessTohario) che giudicherà necessari per la 
esecuzione dei trasporti- militari, di ordinare che questi siano ese- 
gniti in conformità delle disposizioni che verranno date, di stabilire 
le norme da osservarsi nel servizio ferroviario e di limitare o sop* 



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lOOà LEGGI E ÓECREtt DEL IIÈGNÒ d'ÌTÀLIA - 1905 

primere il servizio per il pubblico in relazione alle esigenze dei tra- 
sporti occorrenti nell'interesse militare. 

Durante la mobilitazione deiresercito e durante la guerra 
l'esercente dovrà contiìiuate la gestione delia ferrovia con gli stessi 
organi come n^i tempi ordinari, e la relativa responsdtbilità non 
avrà altra limitazione tmnne quella che potesse derivare dall'una 
che l'autorità militare farà delle facoltà sopra dette. 

Il comando supremo dell'esercito avrà anche il difitto di fare 
direttamente l'esercizio della linea, quando, a suo giudizio^ lo cre- 
desse necessario. In tale caso sarà tenuto apposito e disiàato conto 
dei prodotti dei trasporti per servizio militare e di qu«alli peor.ser- 
vizio del pubblico, ed i prodotti complessivi, siMtto dedDUsione dello 
spese vive incontrate dall'autorità militare, saranno versati 
mensilmente nelle casse dello Stato, a carico del quale sarà rimbor- 
sato I-esercente delle spese vive da lui eventpalmeote sostenute. 
L'esercente non avrà diritto ad altro compenso traane quello so- 
pra indicato. 

JkJ^t. 24. . 
Scarta di eombusiibiU. , 

1 concessionari dovranno sempre tener lungo la linea una 
provvisia di combustibile sufficiente aliiienò*per un quadrimestre. 

Quando il Governo stimasse di ordinare provviste di combu- 
stibile superiori al consumo di un quadrimestre, l'esercente dovrà 
eseguirle, salvo il diritto agli eventuali compensi. 

, . Art. 25, 

Servizio di posta. 

I concessionari sono obbligati ad effettuare il «trasporto e 
scambio delle corrispondenze postali e dei pacchi postali, secondo 
le norme e condizioni fissate dall'articolo 45 della legge 27 dicem- 
bre 1896, n. 661 sulle tram vie e ferrovie economiche. 

Bssi potranno trasportare in esenzione dalle tasse {i^oistali 
sulla propria litica soltanto le lettere ed 1 iiiegbi rig«MÌlaiitl èsèl^- 
Bivamente ramministtrMione ereserol«io deHaIffiMvteMi». 



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tfittOI S mSCRETt D£L K£Giro D^ITALIA - 190S lOOS 

Art. 26. i 
Stabilimento ddle linee telegrafiche e telefoniche. 

Il QoyerAO arra il diritto di stabilire gratuitamente le sue linee 
telegraflche e telefoniche lungo la strada ferrata concessa, ovvero 
di appoggiare i fili delle sue linee sui pali di quella costruita dai 
concessionari. 

Le linee telegrafiche e telefoniche destinate esclusivamente 
al servizio della strada ferrata saranno sorvegliate e mantenute dai 
concessionari. 

La sorveglianza e la manutenzione delle linee le quali abbiano 
anche fili pel servizio governativo, ove non venga altrimenti sta- 
bilito da speciali accordi, saranno curate dal Ministero delle poste 
e dei telegrafi ed i concessionari corrispondorai^no ad esso, a titolo 
di concorso nelle spese, l'annua somma di lire otto al chilometro 
pel primo filo ed, altre lire cinque per ogni altro filo ad xx&o dei con? 
cessionari. Si deve intendere escluso dal presilo suddetto il cambio 
dei cordoni Cjhe attraversano, le gallerie^ ed il prezzo di essi coi re- 
lativi arpioni,, non ohe le spese di mano d'opera, saranno dai con- 
cessionari pagati a pie di lista. 

Oli ageii^ti della ferrovia concorreranno nella sorveglianza delle 
linee telegrafiche e telefoniche compatibilment^e al loro servizio ^ 
sarà obbligo dei medesimi di denunziare alla prossima stazione ter. 
legrafica od all'autorità più. vicina competente i, guasti soprav^ve^ 
nuti alle linee mede^me. ^ \ 

Il personale di sorveglianza e in servizio ed il materiale desti- 
nati alle linee telegrafiche e telefoniche impiantate e da impiantarsi 
lungo la strada ferrata concessa saranno trasportati gratuitamente 
lungo la strada ferrata concessa. 

Art. 27. 
^ Telegrammi di servizio. 

I concessionari non potranno ^^trasmettereialtri dispacci te- 
legrafici fuorché quelli relativi al òervizio della linea concessa e 
saranno perciò sottoposti alla sorveglianza governativa. 



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1004 LEOQI B DECBJITI Dfil. BEOKO d'iTAUA - 1905 

Art. 28. 
Telegrammi del Governo e dei privati^ 

Dietro richiesta del Governo i concessionari dovranno assu- 
mere anche il servizio dei dispacci telegrafici del Governo e dei 
privati, e questo servizio sarà fatto a norma dei regolaménti del- 
Tamministrazione dello Stato e delle istruzioni che verranno date 
dal Ministero delle poste e dei telegrafi. 

I concessionari riterranno per loro il 10 per cento delle tasse 
interne dei telegrammi privati, scambiati fra i loro uffici posti in 
località dove esistono pure uffici telegrafici governativi, senza di- 
stinzione di orario, oppure spediti aW'edtero o ad altre ammini- 
strazioni dai loro uffici posti in località dove esistono uffici del 
Governo, anche senza distinzione di orario. 

Essi riterranno il 60 pér"cento delle tasse' interne dei* tele- 
grammi privati spediti dai loro uffici, posti in' località fomite di 
uffici del Governo,* senza distinzione di orario, e diretti a località 
non provvedute di uffici governativi. 

Biterrannò il 90 per cento delle tasse dei telegrammi privati 
interni scambiati fra loro uffici, posti in località sprovvedute di 
uffici governativi. 

Saranno tenuti a versare nelle casse dello Stato, o/ltre al rima- 
hente delle tasse interne, di cui agli alinea 1**, 2° e S'^'del presente 
atticolo, anche l'amm^ontare ìiltero delle tasse dei telegrammi di 
Stato, accettati ùé' loro uffici per Tinterno e per l'estero, e l'ammon- 
tare delle tasse estere dei telegrammi privati spediti all'estero. 

Art. 29* 
Tronchi e stazioni comuni. 

II Governo si impegna fin d'ora di accordare ai concessionari 
l'innesto della linea ed il servizio di essa nelle stazioni di Mestre, 
Castelfranco e Bassano ed in quelle di Venezia, Santa Lucia e Ma- 
rittima; e s'impegna inoltre di accordare il transito per il tronco 
Mestre-Venezia, il tu^tto alle condizioni cl^e, sentito il concessiona- 
rio, saranno stabilite dal Governo, apche per regolare il servizio 
comune nelle stazioui di Venezia. 



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LBGGI B DECRETI DEL REGNO D^ITALIA - 1905 1005 

I concessionari dovranno costruire nella stazione di Primolano 
e nelle eyentuali fermate intermedie i locali necessari per il regolare 
funzionamento degli uffici doganali colle modalità ed ubicazioni 
stabilite d'accordo colle amministrazioni interessate e dovranno 
provvedere pure all'Impianto di un casotto per il corpo di guardia 
all'estremo confine dove possano riposare gli agenti italiani di 
finanza destinati à scortare i treni provenienti dall'estero fino alla 
dogana. 

Saranno a carico dei concessionari le spese per gli ampliamenti 
eie innovazioni che, per l'esercizio della nuova linea, ocoorressero, 
a gudizio del Ooverno, in detto stazioni: i lavori relativi saranno 
eseguiti a cura delle Società, predette. 

I eoBcessionari poi saranno temiti .ad accordare al Governo, 
ed a società eoncesstonarie obé fossero autorizzate a costruire 
o ad eseroitaìre nuove linee, l'uso delle stazioni e dei taroachi par- 
ziali che potessero rendersi comuni a dette nuove linee, mediante 
però i compensi e sotto le condizioni che yerranno d'accordo coor 
venute, ed in caso di dissenso atabilite 4a tre arbijfcri, due dei quali 
scelti dalle parti interessate) edril terzo dal presidente del tribunale 
civfle di Venezia. 

Art. 30. 

Rinunzia di privilegi. 

. < t t : { f ^) ( . r- , 

I concessionari rinunciano ai privilegi e diritti di preferenza, 
indennità e compensi di cui agli articoli 26d è 270 della legge sui 
lavori pubblici, 'òhe loro potessero competere ìper le diramazioni, 
intersezioni e prol^cfgamenti di linee, nonché* pefr le linee laterali, 
restando quindi in facoltà del Governò di costruirle direttamente 
o di concederle liberameiìte a chiunque esso creda setiza essere 
tenuto, in qualsiasi caso>, a compensi od a risarcimenti di daniii a 
favore del concessionari. 

ifrfclSl.. 
Questioni. 

Tutte le qtiestlcfn! d'ittdole tecnica ed amministrativa che pò- 
t anno insorgere ìt, dipendènza deUa «concessióne 'saranno decise 
dal Ministero dea lavori puttbUei,«entito illpareve del Consiglio su- 



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1006 LKGOI B DBCTBTI DEL EBGNO d'iTALIA - 1905 

periore dei lavori pubblici» ed, occorrendo, aiLChe quello del Cons - 
glio di Stato. Le altre questioni puramente civili saranno deferite 
al giudisio dei tribunali ordinari. 

Però, verificandoci il caso di applicare, gli articpli 252» 2^^ 
e 284 delia legg^ 20 marzo 1$65, allegato Ff s^i lavori pubblio', 
l'atto di compromei^so stabilirà il procedimento . ed. i termini che 
dovranno osservarsi dagli arbitri cbe saranno nomina^ iy com^) al 
precedente articolo 29. 

■ -' --^' vt - Art. 32. 

Decadenza de^a eonoe99Ìone per maneato compimento dei lavori. 

Nei casi di decadenza con^dplati dall' artloolo Sé*ì prèmente 
cat>'tolato, e nella con egneìit^ applicaziontd degli 'ar 6<^1 i62 e 
Seguenti delia legge organica sui lavori pubblici, eome pure rie) 
cae^ pre^ist^o dall' artico' o 255 della stessa legge, la stiuia d^volutu 
ai tre arbitri f nappellabi i si limiterà al valóre delle opere e prov • 
viste esistenti, consfdera'ei fuòri d'uso, e per impresso efaeee ne rl- 
ciaverèbbe potendcfle 'rivendere infmediatamiente e sempre Indi- 
p^endentemente dalla loro 'destinazione allo stabiUm<elitó ed eser» 
cizio della strada ferrata. ^ ' 

^ Art. 33. 1 ' 

Bisoa'to della concessione. 

Il Qovernqai ri^erya la facoltà di riscattare la linea ei^tro die 
anni d^ empimento della sua ^ostruzione, oon 9pportuno preav* 
viso a^coi^essionari^sei uiesi prima; il Qorrispettivp djDl riscatio 
sa];àx£^pxeaeutato dall'ammontare del oo^o di J(^ost]:fl2; oue e della 
spesa incontrata per la provvista di,m;^erlale rotabile e di eaero zio 
da stabiUr^; sulla baae dei cen^unt^ivi regplarmentQ coq^ui^cati.c 
delle relative scritturazioni che dovranno essere esibite dai.conc^o- 
s onari, il tutto aumentato dc^ 6 per cento a titolo di premio. 

Non eseguendosi il riscatta nel termine come sopra previsto, 
il Governo avrà facoltà di riscattare là linea in qualunque epoca, 
p4»rà non primai.dii30>aani da-rapertnva * totale. diSlIa feffiovia al 
reae?ciAiO) previo diffldam^uto da.davsi ai eonei96ajk>Bapi nou b&od i 
^i un anno prwa, ed anche inaansi lo spirafe4cA veurt^amcv cigtr - 



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IXOpi B PBPWn VfBl HEO!^0 ©'iTALTA - 1905 1007 

ri8poxidep4o par tutta la. restante durata della concessione una 
annualità eguale alla tersa parte dei prodotti netti ottenuti nei'tre 
dei cinque ei^ercizi annuali immediatamente precedenti. a quello 
nel quale avvenne il diffidamento, che diedero prodotto maggioroi 
diminuita dell'interesse del 5 per cento sul valore del materiale 
mobile e di esercizio all'atto del riscatto. 

L'annualità di riscatto potrà dal Governo essere convertita, 
in ogni tempo, in un capitale corrispondente. 

--' ■' Art. 34. 
•'^' Personale, 

I concessionari dovranno, tanto per la costruzione quanto 
per l'esercizio della linea, impiegare esclusivamente italiani, salvo 
le eccezioni, che, dietro giustificati motivi, venissero approvate dal 
Governo. 

Un terzo d^i posti d'ordine, di custodia di locali o materiali, 
o di servizio,, sarà riservato, a tèrmini dell'articolo 15 lettera C 
del testo unico delle leggi suUo^ stato dei sott'u$ic'aIi approvato 
con regio decreto 30 novembre 1^902 e modificato colla legge 2 giu- 
gno 1904, n. 217, ai sott'ufflciali di cui è parola neU'articolo 12 della 
legge medesima, che abb ano l'idoneità necessaria a sostenere tali 

Art.' 36. 
Re0€Ìfti'9kenU> j»^ f 0^oiial«. 

I concessionari dovranno stabilire cron apposito regolamento, 
da approvarsi da^ Mi^is^o; dei lavasi pubblici, il trattamento del 
personale assunto per l'^erxùzio della ferrovia concessa, nonché 
le pene disciplinari e 'e formalità per la loro applicazione. 

Art. 36. I 
As^iQWQfiioiMJ^l penonfAe presso la Cassa nazionale. 

I ee«ef^84:9A4an''d0^ran«U» provvedere ad assicurare, presso la 
Cassa nazionale per la invalidità e la vecchiaia degli operai,, il per- 
sonale stabile addetto all'esercizio della ferrovia. ^,Gli agenti le cui 
mansioni corrispondono a qn^ellle ix),^ieate aìV^i^ticola $ del testo 
unioo della legge sulla Gassa n^diioa^l»; da j^vi46iWBa. per la invali^ 



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1008 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'ITAMA - 1906 

dita e per la veccliiaia degli operai, approvato con regio decreto 
28 luglio 1901, n. 387, saranno inscritti nei moli ordinari degl 
operai. Per il rimanent.e personale, avvalendosi delle assicurazioni 
popolari di rendita vitalizia, saranno dai concessionari concordate 
colla detta cassa di previdenza speciali norme per garantire agli 
agenti, oltreché la pensione in caso di vecchiaia, anche la indennità 
o pensione per il caso di invalidità, e la indennità agli aventi di- 
ritto in caso di morte. 

Il contributo dei concessionari nei versamenti da farsi alla 
Gassa non sarà inferiore al 4, per cento della paga dell'agente in* 
scritto nei ruoli operai ed al 6 per cento dello stipendio per gli altri 
agenti, * 

Art. 37, ,. 

Servizio eumidaiivo. 

I concessionari' dovranno uAifòrmàfsi a tutte le disposizioni 
che hanno vigore o:^a è iche saranno emanate dal Governo per il 
servizio cumulativo delle ferrovie del jBegno agli effetti del quale 

la ferrovia concessa sarà pareggiata alle linee dello Stato e da esso 

esercitate.!' 

n ministro dei lavori pubblici 
Faakosboo ^Tbdeboo. 

nminietf^tdel tesero . > 

n sindaco di Venezia"^ • ' t 

Filippo Geimaki. 

Il presidente della deputazione provinciale di Venezia 
Emilio^ PAkzo. 

• • ' Gustavo Boldrinf, iestiéione. 

Valerio ÌHarskngoniy'ieHinone. 
Avv. Baetolombo Suini 

segretario ddegaiq aUc^ etiptdazione dei oonlraUi 
del Ministero dei lavori pMUci 
^ddFiéfettortaoi/9M^Ìdkstrzdé ferraiei^ 



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LEGGI K DE(EETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1009 

N. 136. A N. 136. 

Rbqio Dscrbto che chiama alle armi per istruzione 
alcune classi dai congedo illimitato. 

16 aprile 1906. 
(PNWtelo mOm GoMMéUm Uf/lclaU 4$l B»0Uf U 23 apriU, n. 95) 

VUTOfilO EMADUELE DI 

nSL 0R4ZIÀ DI DIO S PXR VOLOHTI DILUL NaXIOIIB 
BS D'ITALIA 

Visti gli articoli 131 e 132 del testo unico delle leggi sul 
reclutamento, approvato con regio decreto del 6 agosto 1888, 
IL 5655 (serie 3*); 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari della guerra; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art, L 
Nel corrente anno 1905 saranno chiamati alle armi per 
istruzione: * 

1. Fer un periodo di 20 giorni: 
a) 1 militari di r cate^ria della classe 1881 ascritti 
aU'artiglieria da campagna (escluso il treno) appartenenti ai 
distretti di Ancona, Arezzo, Barletta, Belluno, Benevento, 
Bologna, Cagliari, Caserta, CastroviUarL, Chieti, Cosenza, 
Cremona, Ferrara, Gaeta, Genova, Girgenti, Lecce, Livorno, 
Lodi, Lucca, Macerata, Messina, Mondo vi, Nola, Novara, 
Pesaro, Piacenza, Pistoia, Potenza, Ravenna, Reggio Emi- 
lia, Rovigo, Sassari, Spoleto, Sulmona, Taranto, Teramo, 
Torino, Trapani, Treviso, Udine, Vercelli, Vicenza e Vo- 



w - voL n. - igo5. 

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1010 LEGGI E BECRETI DEL REGNO d'iTALTA - 1905 

6) I militari di 1* categorìa della classe 1881 ascritti 
all'artiglieria da campagna (compreso il treno) appartenenti 
ai distretti di Catania e l^alermo; 

e) I militari di 1* categoria delle classi 1879 e 1880, 
(esercito permanente) e della classe 1875 (milizia mobile) 
ascritti air artiglieria da campagna (compreso il treno) ap- 
partenenti ai distretti di Catania, Girgenti, Messina, Pa- 
lermo e Trapani; 

d) I militari dì 1' categoria della classe 1881 ascritti 
all'artiglieria a cavallo (escluso il treno) appartenenti a tutti 
i distretti del regno; 

e) I militari di 1* categoria della classe 1881 ascritti 
airartiglieria da montagna appartenenti a tutti i distretti 
del regno; 

f) I militari di 1* categoria della classe 1876 (che 
faranno passaggio alla milizia mobile nel giugno p. v.) ascritti 
alla specijalità ferrovieri del genio appartenenti a tutti i di- 
stretti dei regno; 

g) I militari di 1*. categoria della classe 1^75 ascritti 
alla milizia mobile del' genio, specialità ferrovieri, apparte- 
nenti ai distretti compresi nei territori del VII, Vili, IX, 
X, XI e XII corpo d'armata. 

2. Per un periodo di 21 giorni: 

a) I militari di 1* categoria delle classi 1877 e 1878 
ascritti alla fanteria di linea, ai bersaglieri ed alla sanità 
e sussistenza appartenenti ài distretti di Arezzo, Firenze e 
Siena ed a qneUi compresi ìael territorio del IX è X corpo 
d'armata e della divisione militare di Ancona;» ' 

V) I militari di 1* categoria delle classi 1«77 e 1878 
ascritti ai granatièri appartenenti a tatti r ftirtretti del re- 
gno, ad eccezione dei distretti compresi nel territorio della 
divisione militare di Óhieti, deirXI e XH òorpo d'armata e 
della divisione "^militare di Cagliari. 

3, Per un periodo di 2S giorni: •»' 

I militari di 1* categoria della classe 1878 ascritti 
agli alpini appartenenti ai distretti di reclutamento dei soli 



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I.EG6I B DECBETI DEL BEGNO D^ITALIA - 1906 101 1 

redimenti alpini 1^, 2**, 3* e 4** (meno i distretti di com- 
plemento). 

4. Per un periodo di 26 giorni: 

a) 1 militari di 1* categoria delle classi 1874 e 1875 
ascrittì sàlok Biilizia mobile di fanteria di lìnea appartenenti 
ai distretti compresi nei territori dell'XI corpo d'armata e 
della divisione militare di Chieti; 

b) I militari di 1^ categoria delle classi 1874 e 1875 
ascritti alla milizia mobile dei bersaglieri «appartenenti ai 
distrettì di Ascoli Piceno, Bari, Barletta, Campobasso, Ca- 
strovillari, Chieti, Foggia, Lecce, Sulmona, Taranto e Teramo; 

e) I militari di 1^ categoria della classe 1874 ascritti 
alla milizia mobile degli alpini appartenenti al distretti di 
reclatamento dei reggimenti alpini 5^ 6"* é 7""; 

d) I militari di T categoria delle classi 1879i (eser- 
cito permanente) e 1875 (itìflizia mobile) ascritti all'artiglie- 
ria da costa e da fortezza appartenenti a tutti i distretti 
del regno. 

Per i sottufficiali ed i caporali maggiori la chiamata avrà 
una maggiore durata di giorni 7; 

e) I militari di 1* categoria della classe 1874 ascritti 
alla milizia mobile del genio specialità zappatori (escluso il 
treno) appartenenti ai distretti compresi nel territorio del 
IX corpo d'armata e a quelli di Aquila, Chieti, Gaeta, Sul- 
mona e Teramo; 

D I militari di l"" categoria della classe 1874 ascritti 
alla milizia mobile del genio, specialità telegrafisti (esclusi 
0i specialisti ed il treno) classificati quali trasmettitori ap- 
partenenti a tutti i distretti del regno. 

5- Per un periodo di 30 g forni: 

I militari di T categoria della classe 1879 ascritti 
aQa specialità pontieri del genio (esclusi i lagunari ed il 
treno) appartenenti a tutti i distretti del regno. 



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1012 LEGGI £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Art. 2. 

La chiamata dei predetti militari avrà luogo nei tempi e 
nei modi che saranno, d^ordine Nostro, stabiliti dal ministro 
della guerra. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 16 aprile 1905 

VITTORIO EMANUELE 



S§gittra$o aUa O^rU M evtiU udii 22 apHh 190& 

B0§. VLAMM €hMmo a f. 28. Paoiiii« 
iMogo ed aigOh. y. n OmrdMigim C. Fm0GCHIAR0.APRILB. 



E. Pkdotti. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 lUl3 



N. 137. Mk S. 137. 



^S^ 



LsoGB portante protwedtmenti per l'esercizio di Stato 
delle ferrovie non concesse "^ ad imprese private. 

22 aprile 1905. 
[PM>iicaia neUa GoMMeUa UffidaU dei Regno il 22 aprile 1906, n. 96) 

YITTOMO EMNUELE m 

PXR GRAZIA DI DIO B PBR'tOI^ONTX DBLLA NAZIONI 
B« D'ITALIA 

n Senato e la «Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: 

Art. 1. 
Dal r luglio 1905 lo Stato assuma l'esercizio : 

a) delle ferrovie di proprietà dello Stato comprese nelle 
attuali reti Mediterranea, Adriatica e Sicula; 

h) delle ferrovie Domodossola-Iselle, Domodossola- Arena 
e Santhià-Borgomanero-Arona, di cui alle leggi 20 luglio 
1900, n. 268, e 30 dicembre 1901, n 530; 

e) delle ferrovie Alessandria-Piacenza, Novi-Tortona, 
Vigevano-Milano, Torino-Pinerolo, Pinerolo-Torrepellice, Ac- 
qui-Alessandria, Mortara-Vigevano, Chivasso-Ivrea, Torrebe- 
rettì-Pavia, Pontegalera-Fiumicino, VogheraPavia-Brescia, 
Cremona-Mantova, Mantova-Modena, PalazzoloParatico e 
Monza-Calolrio, concesse all'industria privata ed ora com- 
prese nelle reti Mediterranea ed Adriatica; 

d) della ferrovia Lecco-Colico, agli effetti dell'art. 15 
della convenzione 20 giugno 1888 approvata con la legge 
20 luglio 1888, n. 5550 (serie 3*); 



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1014 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

è) (iella ferrovia Napoli-Eboli, agli effetti deirart. 31 
della convenzione 28 novembre 1864 approvata con regio 
decreto 28 giugno 1865, n, 2401. 

Il Governo è autorizzato ad assumere per mezzo delPam- 
ministrazione delle ferrovie di Stato l'esercizio delle ferro- 
vie Torre Annunziatar Castellammare di Stabia, Roma Viterbo 
e diramazioni e Varese-Porto Ceresio in base ad accordi da 
prendersi coi concessionari nonché l'esercizio delle ferrovie 
da Alessandria ad Ovada, fra la stazione di Desenzano e 
il lago di Garda e da Livorno a Vada^ ai sensi e per gli 
effetti delle rispettive convenzioni approvate coi regi de- 
creti 23 aprile 1903, n. 186, 23 aprile 1903, n. 211, e 
8 settembre 1904, n. 566. É pure autorizzato a stipulare 
con società o ditte private contratti per l'esercizio delle 
linee Brescia-Iseo, Ascoli Sambenedetto del Tronto, Teramo- 
Giulianova, Foggia-Lucera, Foggia-Manfredonia e Zollino- 
. GaUipoU. • 

Il contratto per l'esercizio della linea ZoUino-Gailipoli 
dovrà comprendere, una clausola risolutiva cordinata al ri- 
scatto della linea Francavilla-Nardò 

Il Governo potrà altresì assumere l'esercizio di nuove 
linee in prolungamento di altre di sua proprietà o da esso 
esercitate quando le condizioni delle nuove linee lo con- 
siglino. 

Gli accordi e i contratti stessi saranno approvati, sen- 
tito il consìglio di Stato, per decreto reale che sarà presen- 
tato al Parlamento per essere convertito in legge. 

Art. 2. 

Il Governo è autorizzato a prendere i provvedimenti ne- 
cessari per attuare, alla data di cui all'art. 1, l'esercizio 
da parte dello Stato, procedendo agli opportuni accordi con 
le società esercenti le reti Mediterranea, Adriatica e Sicula, 
le reti minori e le linee speciali, e con le amministrazioni 
delle ferrovie estere confinanti. 

Il Governo, appena promulgata la presente legge, nomi- 
nerà il direttore generale^ con le forme prescritte dall^ar- 



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LEGGI E DECRETI DEL KEGXO p'iTAT.TA - 1906 1015 

ticolo 4, e gli darà coadiutori in numero sufficiente sce- 
gliendoli ira i funzionari del regio ispettorato generale delle 
strade ferrate e fra il personale delle reti Mediterranea, 
Adriatica e Sìcula. 

Art. 3. 

Anche prima della costituzione dell'amministrazione delle 
ferrovie di Stato, il ministro dei lavori pubblici può assu- 
mere gli impegni che riconosca necessari per l'attuazione 
del nuovo ordinamento e per ì bisogni prevedibili dell'e* 
serdzio. 

Nel suddetto casci, per gli impegni relativi alle spese di 
cui alle lettere d ede dell'art. 9, deve essere sentito preven- 
tivamente il comitato superiore delle strade fbrrate. 

Degli impegni assunti a senso del presente articolo sarà 
tenuto conto nella formazione del bilancio di cui all'art. 6. 

Ai pagamenti che si debbono fa^e prima del r luglio 1905 
si prowederà, nei limiti dì lire 250,000, con prelevamenti 
dal fondo di ri^ierva istituito con la legge 30 giugno 1904, 
n. 293, e iscritto nel bilancio della spesa del Ministero dei 
lavori pubblici per l'esercizio finanziario 1904-905. Le somme 
prelevate saranno rimborsate dell'amministrazione delle fer- 
rovie di Stato e reintegrate nel detto fondo sull'esercizio 
finanziario 1905-1906. 

Art. 4. 

L'amministrazione delle ferrovie di Stato esercita le sue 
funzioni sotto la responsabilità del ministro dei lavori pub- 
blicL Ad essa presiede il direttore generale coadiuvato da 
un comitato di amminisirazione composto di sei membri. Il 
direttore generale è nominato per decreto reale su proposta 
del ministro dei lavori pubblici sentito il Consiglio dei mi- 
nistri. Egli presiede il comitato di amministrazione. 

I membri del comitato di amministrazione sono^. con ie 
stesse forme, nominati per decreto reale e restano in ca- 
rica fino all'attuazione dell'ordinamento definitivOà 

Con decreto reale, su proposta del ministro dei lavori 
pubblici, di concerto con quello del tesoro, sentito il Con- 



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1016 LEGGI K DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

siglio dei ministri, si stabiliranno Io stipendio e le indennità 
del direttore generale, nonché le indennità dei membri del 
comitato di amministrazione. 

L'ufficio di direttore generale e quello di membro del co- 
mitato di amministrazione sono incompatibili con qualunque 
carica parlamentare. 

Su proposta del direttore generale, il ministro dei lavori 
pubblici designa il membro del comitato di amministrazione 
che sostituisce il direttore generale in caso di assenza o di 
impedimento. 

Il direttore generale può delegare a membri del comitato 
di amministrazione e, col parere di questo, a funzionari 
dipendenti, alcune delle facoltà che gli sono riservate dai 
vigenti ordinamene. 

Art. 5; 

La direzione genei^ale ha sede in Roma. 

Il direttore generale e il comitato di amministrazione 
sono responsabili verso il ministro dei lavori pubblici. 

Le attribuzioni e le facoltà, ora assegnate dagli statuti 
e dai regolamenti intemi vigenti, ai consigli di amministra- 
zione ed ai direttori generali delle società Mediterranea, Adria- 
tica e Sicula, sono deferite, in quanto non siano contrarie 
alla presente legge, al comitato di amministrazione ed al 
direttore generale delle ferrovie dì Stato. Al comitato di 
amministrazione vengono pure assegnate le facoltà ed at- 
tribuzioni ora di spettanza del regio ispettorato generale 
e del comitato superiore delle strade ferrate per quanto 
riguarda la gestione delle somme destinate a lavori e prov- 
viste. 

L'ordinamento dei servizi tecnici ed amministrativi ora 
vigente sulle lìnee affidate alle tre società esercenti, è prov- 
visoriamente mantenuto, salvo le modificazioni che occor- 
ressero per migliorarlo ed adattarlo alle nuove condizioni 
dell'azienda. ^ i i 

La facoltà consentita al direttore generale dal primo ca- 
poverso dell'art. 137 delle tariffe e condizioni pei trasporti 



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LEGGI K DISCRETI DEL REGNO iVlTALIA - 1905 1017 

approvate con la legge 27 aprile 1885, n. 3048 (serie 3*), 
si intende estesa a tutte le contestazioni giudiziali. 

Art. 6. 

In allegato al disegno di legge per Tassestamento del bi- 
lancio del Ministero dei larori pubblici per l'esercizio finan- 
ziario 1905*906 sarà presentato airapprovazione del Parla- 
mento il bilancio delle entrate e delle spese della ammi- 
nistrazione delle ferrovie di Stato per l'esercizio stesso* 

Le somme eccedenti i bisogni giornalieri di cassa sono 
versate alle sezioni di regia tesoreria provinciale pressò la 
banca d'Italia. Queste somme sono tenute in conto corrente 
speciale distinto da quello attuale del tesoro dello Stato. Il 
direttore generale dell'esercizio di Stato avrà facoltà di fare 
prelevamenti sul detto conto corrente speciale, mediante as- 
segni vistati dal delegato del tesoro presso la sezione di 
tesoreria. 

La differenza fra le entrate e le spese dell'esercizio delle 
ferrovie è liquidata mensilmente e portata in conto entrate 
del bilancio dello Stato. 

Fino all'approvazione del bilancio la nuova amministra- 
zione preleverà dai prodotti le somme occorrenti per prov- 
vedere alle spese ordinarie di esercizio, comprese quelle at- 
tualmente a carico dei tre fondi di riserva 

Art. 7. 

È assegnato all'amministrazione delle ferrovie di Stato un 
fondo di dotazione di magazzino, costituito dal valore delle 
scorte di materiale e di oggetti di consumo in corso di ap- 
provvigionamento ed in carico ai magazzini dell'esercizio al 
r luglio 1905 e riconsegnati agli effetti delle convenzioni 
approvate con la legge 27 aprile 1885, n 3048 (serie 3*), 
e dei materiali in corso dì approvvigionamento ed incarico 
ai magazzini dei fondi speciali istituiti in base alle conven- 
zioni stesse. 

Con la legge di iipprovazione del bilancio sarà stabilito 
l'ammontare definitivo di questo fondo, il quale ha gestione 
propria. Il rendiconto del fondo di dotazione di magazzino 



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1018 LEGGI E UKCaETI DEL KEGNO d'iTALIA - 1905 

è allegato al consuntivo del bilancio dell'amminiatrazione 
delle ferrovie di Stato. 

Art. 8. 

Airamministrazione delle ferrovie di Stato è aperto dal 
tesoro sui fondi della tesoreria provinciale un conto cor- 
rente in contabilità speciale fino alla concorrenza di otto 
milioni di lire. 

L'amministrasdone si può valere di questo credito per le 
provviste di materie ed oggetti di consumo deliberate dal 
comitato di amministrazione e approvate dal ministro dei 
lavori pubblici in eccedenza alla dotazione di cui all'art. 7. 

Sulle somme prelevate sul conto corrente nel limite degli 
otto milioni sarà pagato l'interesse medio vigente sui buoni 
del tesoro. 

Le somme prelevate dovranno essere restituite non ap- 
pena il fondo di dotazione del magazzino sia ricondotto alio 
stato normale. 

Art. 9. 

Il ministro del tesoro, su proposta di quello dei lavori 
pubblici, prowederà all' amministrazione delle ferrovie di 
Stato la somma di lire 65 milioni da servire nell'esercizio 
finanziario 1905-906.- 

a) per lavori, forniture, trasporti ed altro occorrenti 
pei primo impianto della nuova amministrazione; 

b) per la continuazione e il saldo dei lavori e delle 
forniture in corso al T luglio 1905 sulle linee assunte in 
esercizio dallo Stato; 

e) per integrare la nuova amministrazione della defi- 
cienza di manutenzione delle linee e del materiale al 30 giu- 
gno 1905, salvo rivalsa verso le società esercenti ; 

d) per forniture di materiale disposte fino al 30 giu- 
gno 1905, o da disporsi dopo il T luglio 1905, sia in re- 
lazione agli aumenti di traflSco verificatisi negli esercizi 
finanziari 1903-904 e 1904-905, sia in sostituzione del ma- 
teriale noleggiato; 

e) per provviste, in aumento del patrimoniOj di mate- 



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LEGGI £ DECKBTI DEL REOXO d'iTALIA - 1905 1019 

riale fisso, rotabile e di esercìzio, di materiale metallico di 
armamento occorrente per i nuovi binari, e di macchinario 
di officina, per i miglioramenti sulle linee e per quelli del 
materiale che ne aumentino il valore, per nuovi impianti e 
per l'ampliamento di quelli esistenti, per noleggio di mate* 
riale rotabile, e m genere per qualunque spesa urg<ente di 
lavori e provviste di carattere patrimoniale. 

Per la provvista dei fondi occorrenti ramministrazìone 
del tesoro è autorizzata ad assumere mutui dalla cassa dei 
depositi e prestiti all' interesse annuo del 3. 75 per cento 
netto per i primi cinque anni, e del 3v 50 per gli anni suc- 
cessivi ammortizzabili in 40 anni. 

Le somme prese a mutuo saranno inscritte nel bilancio 
dello 'Stato e le annualità necessarie per la loro estinzione 
e relativi interessi saranno inscritte, a partire dalPesercizio 
finanziario 1906-907, nel bilanpio della spesa del Ministero 
del tesoro, al quale saranno rimborsate dairamministrazione 
dello ferrovie di Stato. 

Art.. 10. 

L'amministrazione delle ferrovie di Stato è autorizzata ad 
assumere a carico del bile^nciq dell'azienda per l'esercizio 
1906-907 impegni di spesa fino alla concorrenza di 30 mi- 
lioni di lire per fonditure di materiale rotabile e di eserci- 
zio da consegnarsi dopo il r luglio 1906. 

Le somme occorrenti saranno fornite dal tesoro nello 
stesso modo e con le stesse condizioni di cui al precedente 
art. 9. 

Art. 11. 

Il Governo commetterà all'industria nazionale le nuove 
ordinazioni di materiale contemplate dai comma d ed e del- 
Tart. 9 e quelle dell'art. 10 provvedendo che a pari con- 
dlzicmi esse sieno equamente ripartite fra gli stabilimenti 
congeneri nelle diverse parti del Regno, ferma rimanendo 
la disposizione dell'art. 16 della legge 8 luglio 1904, nu- 
mero 351. 

Il direttore generale potrà, su conforme parere del con* 



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1020 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

sigilo d'amministrazione e in seguito a deliberazione del 
consiglio dei ministri, prescindere dalle gare di appalto e 
procedere per trattative priyate, quando ciò sia consigliato 
dall'interesse dell'amministrazione o per assicurare un'equa 
ripartizione delle forniture. 

Nel caso di collusioni o di altre frodi degli industriali a 
danno dell'amministrazione ferroviaria, o quando non sia 
possibile ottenere dall'industria nazionale prezzi convenienti 
ed equi, tenuto conto delle condizioni generali del mercato, 
si potrà, con la osservanza delle forme prescritte nel pre- 
cedente capoverso, ordinare l'appalto della fornitura all'in- 
dustria estera 

Art. 12. 

Fin dall'esercizio 1905-906 sarà iniziata la costituzione 
di un fondo di riserva per le spese impreviste formato col 
prelevamento del 2 pbr conio dei prodotti lordi. 

Dal fondo di riserva sono prelevatele somme occorrenti 
per le urgenti necessità di servizio, per le quali non siano 
sufficienti gli stanziamenti di bilancio e non possano pro- 
porsi in tèmpo le corrispondenti variazioni. Le somme pre- 
levate per spese ordinarie saranno rimborsate al fondo stesso 
in uno o più esercizi finanziari. 

Le prelevazioni di somme dal fondo di riserva per le spese 
impreviste e la loro inscrizione ai rispettivi capitoli di bi- 
lancio o ad un capitolo nuòvo, sono fatte per decreto reale 
su proposta dei ministri dei lavori pubblici e del tesoro. 

I decreti, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del Re- 
gno entro dieci giorni dalla loro registrazione alla corte dei 
conti) sono comunicati al Parlamento insieme al conto con- 
suntivo. 

Fino a che le somme accumulate in questo fondo non 
abbiano raggiunto il 4 per cento del prodotto medio avu- 
tosi nei due anni precedenti, il credito in conto corrente 
di cui all'art. 8 può, per servire agli scopi indicati nel pre- 
sente articolo, essere aumentato delle somme mancanti a com- 
pletarlo. 



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LEGGI E DECBBTI DEL REGNO B*ITALIA - 1905 102 L 

Le somme di spettanza del fondo di riserva per le spese 
impreviste sono versate in conto corrente al tesoro. 

Art. 13. 

Al servizio di ragioneria delia nuova amministrazione è 
affidato il riscontro sulla regolarità dei documenti relativi 
alle spese e delle rispettive contabilità, il riscontro sulle 
entrate, sul servizio di cassa, sulla gestione dei magazzini 
e depositi, sugli inventari, nonché la tenuta delle scritture 
delle entrate e delle spese. 

La corte dei conti vigila sulla riscossione delle entrate 
e fa il riscontro delle spese. Le sue attribuzioni sono eser- 
citate per mezzo di un ufficio speciale presso la direzione 
generale. 

La registrazione preventiva da parte dell'ufficio speciale 
della corte dei conti degli impegni delle spese è limitata 
ai contratti per lavori, forniture ed approvvigionamenti che 
rappresentano un ammontare superiore alle lire 50,000. 
Da tale registrazione preventiva^ sono esenti i contratti per 
lavori, forniture ed approvvigionamenti da farsi d'urgenza 
per assicurare la continuità e regolarità del servizio. 

Settimanalmente sono comunicati allo stesso ufficio della 
corte dei conti gli elenchi degli impegni di spese assunti 
senza la registrazione preventiva, compresi quelli ' assunti 
d'urgenza, nonché gli elepchi dei mandati emessi. 

I ministri dei lavori pubblici e del tesoro disporranno 
per i controlli che crederanno opportuni. 

Art. 14. 
Per i contratti, approvvigionamenti e lavori occorrenti 
per l'eseizirco e la manutenzione della rete ferroviaria var- 
ranno provvisoriamente le norme amministrative e contabili 
in uso presso le attuali amministrazioni sociali col coordi- 
namento che Punita del servizio rendesse necessario, tenuto 
oonto delie seguenti disposizioni: 

a) L'amministrazione può stipulare a trattativa privata 
contratti per opere e forniture di qualunque importo quando 
un'evidente esigenza prodotta da cause imprevedute o dal 



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1022 LEGGI h D£CRET1 DEL REGNO d'ITALIA - 1905 

bisogno dì garantire la sicurezza e la regolarità dell'eser- 
cizio, non permettano gì' indugi del pubblico incanto o della 
licitazione privata; 

b) Può, verificandosi le condizioni previste nella let- 
tera a, ordinare la esecuzione di opere senza preventivo 
progetto regolare; 

e) Può, per l'acquisto dei carboni, servirsi delle far- 
colta accordate con l'art 4 della legge sulla contabilità 
generale dello Stato, testo unico del 17 febbraio 1884, nu- 
mero 2016 (serie 3*), modificato con la legge 14 luglio 1887, , 
n. 4713 (serie 3*). 

Ai contratti per opec^ e forniture da stipularsi dalla pre- 
detta amministrazione ed ai progetti da essa compilati non 
sono applicabili: ^ 

V le disposizioni degli articoli 322, 337 e 362 della 
legge 20 marzp 1865,^ n. 22^18, allegato F^ e corrispon- 
denti modificazioni di cui alla legge 15 giugno 1893, a. 294; 

2^" le disposizioni degli articoli 9, 10, 12, 14, 15 e 16 
della legge^ sulla coutabilità generale dello Stato. 

Per la stipulazione dei contratti dell'amministrazione delle 
ferrovie;^ di Stato si applicano ji^ norme stabilite pei pon- 
tratti, delle altre pubbliche ammini frazioni dall'art. 11 ,(ji?lla 
stessa leggp. suUa.pòntabiUtà g^fierale 4ello Stato. , , 

Art. 15; 

Le 'condizioni per' i triatsporti e le tariflFe in vigore sulle 
ferrovie delle quali lo Stato assume Tesercizio sono prov- 
visoriamente mantenute. 

Per le variazioni alle tariffa; che si ritenessero necessarie 
od opportunfr, continueranno ad applicarsi le norme ora 
vigenti. 

Art. 16. 

Sulle linee in^ esereizie all'atto d^'applicàzione della pre- 
sente legge il numero dei treni viaggiatori, rispettivamente 
portato dall'ultimo orario invernale • e daU/ultimo orario 
estivo, non può essere diminuito.' ^ 

Per gli eventtiaU aumenti di treni viaggiatori giornalieri 



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I.BGGI E DECRETI DEL BB6NO d'iTAIJA - 1906 ] J3 

sulle linee in esercizio e per la istituzione di treni in ser- 
vizio di nuove linee valgono le norme ora vigenti. 

Faranno eccezione le linee di accesso al Sempione, per 
le quali il numero dei treni viaggiatori potrà, in seguito a 
parere favorevole del comitato di amministrazione, eccedere 
i limiti stabiliti dalle norme predette 

11 ministro dei lavori pubblici, per speciali circostanze lo- 
cali, e per facilitare servizi suburbani, postali e simili, può 
per alcuni tratti di linea autorizzare treni leggeri o con 
carrozze automotrici in aggiunta ai treni ordinari. 

Art 17. 

Col r luglio 1905 il personale delle tre reti Mediter- 
ranea, Sicula e Adriatica per la parte che non concerne le 
linee Meridionali, ' salvo il caso del risbatto, passa alla di- 
pendenza dell'amministrazione autonoma delle strade fer- 
rate dello Stato. 

Il Governo ha facoltà di neh kccf^ttare in servizio del- 
ramministrazìone delle, ferrovie di Stato ì funzionari delle 
società Mediterranea, Adriatica e Sicula aventi grado di 
direttore generale, vice- direttore g»^nerale e direttore di 
esercizio. 

Il personale stabile ed in prova addetto alle ferrovie eser- 
citate dallo Stato ha, il grado, gli stipendi, le p»ghe, gli 
avanzamenti, e, compatibilmente con il nuovo assetto dei 
servizi, le qualifiche ^e le competenze accessorie stàbilitiB 
negli ordinamenti delle reti Mediterranea, AcJriatica e Si*- 
cula, dalle quali rispettivaniente proviene; ha pure diritto 
alla pensione ed ai sussidi secondo le norme degli istituti 
'di previdenza ai quali è ascritto, e che contimi eratinb prov- 
visoriamente a funzionare' con le nof'me vigenti. 

Fino alla unificazione di cui all'art. 22, i funzionari del 
regio ispettorato generale delle strade ferrate addetti alle 
ferrovie esercitate dallo Staio continuano a far parte del 
proprio ritolo ed hanno provvisoriamente le ^^alifiche, in- 
dennità e competenza accessòrie stabilite * dal comitato di 
amministrazione. 



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1024 LEGGI E DECEETI DEL ttEUXO JD^ITALIA - 1906 

Se per effetto del nuovo assetto si dovessero sopprimere 
o ridurre posti coperti da funzionari dei primi tre gradi 
degli attuali organici delle reti Mediterranea, Adriatica e 
Sicula, i funzionari che risulteranno in eccedenza, e che 
Tamministrazione non creda di poter destinare ad altre fun- 
zioni, saranno collocati a riposo, se hanno compiuto gli anni 
di compartecipazione agli istituti di previdenza previsti dai 
relativi statuti: in caso diverso saranno collocati in dispo- 
nibilità per due anni. 

L'amministrazione delle ferrovie di Stato ha facoltà di 
rivedere, entro il secondo semestre dell'anno 1905, e, ove 
ne sia il caso, non riconoscere le promozioni deliberate 
entro il primo semestre dello stesso anno dalle società eser- 
centi le reti Mediterranea, ' Adriatica e Sicula per i primi 
quattro gradi. 

Art. 18. 

Tutti gli addetti alle ferrovie esercitate dallo Stato, di 
cui al precedente artìcolo, qualunque sia il loro grado ed 
ufEicio, sono considerati pubblici ufficiali. 

Rimangono in vigore le disposizioni disciplinari e le re- 
lative garanzie contenute nei regolamenti allegati al decreto 
reale 4 agosto. 1902, n. 379, emanato in eseouzione della 
legge 7 luglio 1902, n. 291. 

^ Coloro che volontariamente abband0n9.no non assumono 
l'ufficio prestano l'opqrfb propria in modo da interrom- 
pere perturbare la continuità e regolarità del servizio 
sono considerati come dimissionari e quindi surrogati. 

Può però il direttore generale, su parere del comitato 
di amministrazione, considerate le condizioni individuali .e 
le speciali responsabilità, applicare invece un provvedimento 
disciplinare. 

Art, 19. 

Per l'applicazione dell'imposta di ricchezza mobile agli 
stipendi e agli assegni personali, goduti dagli agenti ieiro- 
viari a carico dell'esercizio di Stato, la classificazione del 
reddito è fatta ai sensi dell'art. 54, lettera dy della legge 



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LEGGI E DECBSTI DEL REGNO d'itALTA - 1905 1026 

24 agosto 1877, n. 4021, e dell'art. 2 della legge 22 lu- 
glio 1894, n. 339. 

Per il personale attualmente in servizio il quale, per ef- 
fetto della tassazione yrft categoria (7, gode della esenzione 
e delle detrazioni di cui all'art. 55 della citata legge del 1877, 
ramministrazione delle ferrovìe di Stato assume a suo ca- 
rico, conteggiandolo separatamente, il maggior importo del- 
l'imposta che fosse conseguenza della tassazione in cate- 
goria D. '. - , _^?^v;^r. 

Oli assegni corrisposti oltre lo stipendio o la paga gior- 
naliera a titolo di sussidio, indennità e competenze acces- 
sorie, sono pagati al personale senza ritenuta per imposta 
di ricchezza mobile, la quale però sarà conteggiata sepa- 
ratamente dall'amministrazione delle ferrovie di Stato nella 
parte ordinaria del suo bilancio e versata in conto entrate 
delle imposte dirette. Sono esclusi da tale conteggio gli as- 
segni e le indennità che siano concessi in rimborso anche 
generico o in contemplazione di spese. 

Art 20. 

Agh agenti più anziani, esclusi quelli dei primi cinque 
gradi dell'amministrazione delle ferrovie di Stato, i quali, 
tenuto conto degU ordinamenti in vigore, si trovino, non 
per demerito, in arretrato nel loro stipendio o paga, sa- 
ranno assegi^iMjteni anno, a cominciare dal T gennaio 1906, 
aumenti anticipati non compresi fra quelli previsti nei re- 
golamenti in vigore,per una somma non minore di L. 1,200,000 
nel primo anno e per la somma che sarà stabilita con la 
legge di bilancio in ciascuno degli anni successivi, fino a 
raggiungere, col cumulo degli aumenti annualmente accor- 
dati, l'importo complessivo dì lire 3 milioni. 

Tali aumenti speciali a favore degli anziani saranno ri- 
partiti secondo norme formulate dal comitato di ammini- 
strazione dopo sentita una speciale commissione di rappre- 
sentanti delle diverse categorie del personale, nominata nel 
seno di questo con le forme stabilite da un regolamento 
speciale. 

«6 - VoL. II. - 1905. 



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10<J6 LKGGI E DErnETI DEL REGXO d'iTALTA - ] f)05 

Le predette norme saranno approvate con decreto reale. 

Art 21. 

Dal r luglio 1905 è ammessa a^vore della vedova e 
dei figli minori del compartecipante «fl consorzio di mutuo 
soccorso la rìversìbilità del sussidio continuativo previsto 
dallo statuto nelle proporzioni e con le norme stabilite per 
la riversibilità della pensione alla vedova ed ai figli minori 
del compartecipante alla cassa pensioni. 

Per i compartecipanti alla seconda sezione del nuovo isti- 
tuto di previdenza le somme loro spettanti a termini dello 
statuto sono, a partire dal V luglio 1905, commutate in 
assegni vitalizi o temporanei a favore anche della vedova 
e dei figli minori nei modi e nelle proporzioni stabiliti nello 
statuto per i compartecipanti alla prima sezione. 

Ad assicurare il suindicato trattamento Tamministrazione 
provvede con aumento del suo contributo, e lo Stato assume 
a suo carico il disavanzo a tutto il 30 giugno 1905 deri- 
vante al consorzio di mutuo soccorsi) e alla sezione seconda 
del nuovo istituto di previdenza dall'applicazione delle pre- 
dette disposizioni. 

-Negli statuti del consorzio di mutuo soccorso e del nuovo 
istituto di previdenza saranno introdottf> le modificazioni che 
conseguono dalla predente disposizione e saranno approvat<^ 
con la procedura seguita per rappròvazionj^ degli statuti 
medesimi. 

Art; 22. 

Il Governo entro il 2"* semestre 1905 farà la revisione 
delle competenze accessorie e la unificazione delle tabelle 
organiche del personale proveniente dalle reti Mediterà anea, 
Adriatica e Sicula e dal regio ispettorato delle strade ferrate. 

L'aumento di spesa derivante dalla revisione e dnila uni- 
ficazione suddetta non dovrà eccedere la somma annua di 
un milione di lire. 

1 detti provvedimenti saranno approvati con decreto reale, 
il (luale avrà effetto a datare dal I** gennaio 1906 e sarà 
presentato al Parlamento per essere convertito in legge. 



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LEGGI B DECBETI DEL REGNO D*ITALIA - 1905 1027 

Art. 23, 

All'amministrazione delle ferrovie di Stato saranno affi- 
dAti gli studi, la direzione e la sorveglianza dei lavori di 
costruzioni ferroviarie per conto dello Stato, nonché la sor- 
veglianza della costruzione di ferrovie concesse alla indu- 
stria privata giusta le vigenti leggi. 

Le spese all'uopo occorrenti saranno rimborsate con i 
fondi stanziati nel bilancio del Ministero dei lavori pubblici. 

Ai progetti e contratti di lavori e provviste riguardanti 
le costruzioni ferroviarie per conto dello Stato, affidate al- 
ramministrazìone suddetta, sono applicabili le disposizioni 
della presente legge. 

Il servizio dei contratti relativi ai lavori e alla gestione 
delle ferrovìe, al quale ora provvede il Ministero dei lavori 
pubblici, pama alla nuova amministrazione alla quale sa- 
ranno conseguentemente assegnati, nei limiti richiesti dal 
servìzio stesso, funzionari del suddetto Ministero con i modi 
e le condizioni di cui agli articoli 17 e 22. 

Art. 24. 

r 

Salve le attribuzioni della rf^gìa avvocatura erariale per 
le controversie di indole patrimoniale, la difesa delle cause 
e le consultazioni legali in tutte le controversie che riguar- 
dano l'esercizio delle linee di cui all'art.' V dèlia ' presente 
legge sono affidate all'ufficio legale dell'amministrazione, al 
quale però, non liiéno chfe al direttore generale, è fatta fa- 
coltà di richiedere l'avviso dell'avvocato generale d'anale. 

Dovrà essere sentito l'avvocistto generale erariale ove sorga 
questione sull'indole délfà controversia,' 'se 'patrimoniale o 
di esercizio, ed in tutte le questióni anche ' attinenti all'e- 
sercizio nelle quali l' interesse dèiramminìstrazìone ferro- 
viaria si trpvi in collisione con quello di altre amministra;', 
rioni dello Stato. . • •• . 

Art.' 25. ' * ' '^ 

Qualora nota si addivenga al rìscatlo delle meridioùali, è' 
data facoltà al Governo dì prendere tutti i proweditìienti 
occorrenti alla tutela degli interessi delle regioni servite 



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1028 LEGGI E DEGEETI DEL REGNO d'iTAUJl - 1906 

dalle linee concesse alla società per le strade ferrate me- 
ridionali. 

E fatto obbligo alla società stessa di consentire al pas- 
saggio dei treni dell'amministrazione delle ferrovie di Stato 
sul tratto Bologna-Faenza della ferrovia Bolognar-Ancona^ 
mediante condizioni e compensi, che in caso di disaccordo 
saranno stabiliti da tre arbitri inappellabili, dei quali due 
nominati rispettivamente dalle parti e il terzo dal presidente 
della corte di cassazione di Roma. 

11 Governo è pure autorizzato a concorrere, previ ac- 
cordi con la società stessa, nella spesa di costruzione del 
secondo binario sul suddetto tratto dì ferrovia da Bologna 
a Faenza. 

Art. 26. 

Le carte di libera circolazione ed i biglietti per un solo 
viaggio in servizio non possono concedersi che al personale 
dell'amministrazione delle ferrovie di Stato ed a quello go- 
vernativo d'ispezione delle ferrovie, in quanto lo richieda 
il servizio a cui ciascuno è addetto, ed ai funzionari dello 
Stato, i quali, per ragioni d'ufficio in dipendenza dei rap- 
porti con la ferrovia, debbono compiere frequenti viaggi. 

I biglietti per un solo viaggio non possono essere con- 
cessi che al personale dell'amministrazione delle ferrovie di 
Stato ed a quello governativo d' ispezione delle ferrovie ed 
alle rispettive famiglie, con le norme da approvarsi dal re- 
golamento. 

1 funzionari che rilasciano a persone diverse da quelle 
sopraindicate, carte di libera circolazione, biglietti di ser- 
vizio biglietti gratuiti o semigratuiti sono puniti con la 
sospensione dall'ufficio e dallo stipendio da dieci giorni ad 
un mese, ed hanno l'obbligo di rifondere il danno derivato 
dalla indebita concessione. Nel caso di recidiva l'ammenda 
per il danno tmaBcato è elevata al doppio. Queste disposi- 
zioni punitive sono da applicarsi per ogni caso in via di- 
scipUnistre ed amministrativa, senza pregiudizio dell'azione 
penale. 



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LEGOI £ DECRETI DEL REGNO D'ITALIA - 1905 1029 

Oli scambi di biglietti con altre amministrazioni ferro- 
viarie e con società di navigazione^ sono stabiliti per de* 
crete reale, tenuto conto della rispettiya loro importanza. 

Ogni altra concessione di biglietti gratuiti e quella dei 
biglietti semi-gratuiti sarà regolata con decreto reale da 
presentarsi al Parlamento entro Tanno corrente per essere 
convertito in legge. 

Art. 27. 

La prima parte dell'art. 18 si applica anche agli addetti 
alle ferrovie concesse ad imprese private. 

Si applicano ad essi le altre disposizioni del predetto ar- 
ticolo, ove nei rispettivi regolamenti manchino prescrizioni 
analoghe e gli ordinamenti delle imprese assicurino al per- 
sonale un equo trattamento. 

Art. 28. 
L'esercizio di Stato delle ferrovie sarà fatto per mezzo 
di una amministrazione autonoma al cui ordinamento defi- 
nitivo sarà provveduto entro Tanno 1905 con apposita 



Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del R^o 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 22 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

l^ffo M SigìUo y. n OiiMdarigim C. FINpCCfflARO-APRlLE. 

Carlo Ferraris. 

Oarcano. 

Rava. ' 

C. FiNOCCHURO- Aprile. 

A. Majorana. 



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1030 LEQOI E DECRETI DEL EEONO d'ITALIA - 1905 

N. 138. A N. i3a 




Rboio Decreto relativo all' assegnazione dei nomi delle re- 
gie navi di ntwva costruzione ed al cambiamento di 
nome delle regie navi già inscritte nel quadro del re- 
gio naviglio. 

2 aprile 1905. 

[Pybblieaio nulla GoMMwtta UffieiaU del Regno il ^5 aprde 1905. xu 97) 

VITTOBIO MANUELE III 

PER aRiLKLL DI DIO E PER YOLOIITX DELLA NAZIONE 
BB D^XTALIA 

Sulla proposta del Nostro ministì^o della marina; 
Abbiamo decretato e decretiamo : 

Artìcolo unico. 

L'assegnazione dei nomi alle re^e navi di nuova costru- 
zione ed il cambiamento di nome delle regie navi, già in- 
scritte nel quadro del regio naviglio, dovrà sempre farsi 
per Nostro decreto, su proposta del Nostro ministro della 
marina, da inserirsi nella raccolta ufficiale delle leggi e dei 
decreti del Regno. 

Ordiniamo che il prpsente decreto, munito del sigillo d'ilio 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decr**ti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti dì osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

Béoistraio alia Corte dei conM addi 21 aprile 1905. 

Keg. 22. Atti del Qonemo a f. 2^» Pacini. 
Luogo del Sigillo. V. Il OuardaBigUli C. FINOCCHIARO-APRILE. 

C. MlRABELLO. 

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LHGGI K DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1031 

N. 139. À N. Ì'i9. 




Reoio Decreto relativo air ammissione al concorso per al- 
lievo della regia accademia natale per ranno scola- 
stico 1905-906. 

2 aprile 1905. 

{fyièUcako nella QmMtMa UffietaU del JUgno U 25 apnU 1905, n. 97) 

VITTORIO EMANUELE IH 

FBR ORAZIA Dì DIO K PER VOLiOlfl À ù'dLLÀ NAZXOKM 
BB D'ITALIA 

Visto il regio decreto 17 dicembre 1896, n. 589, che ap- 
prova rordinamento della regìa accademia navale; 

Visto il regio decreto 15 dicembre 1898, n. 505, por- 
tante alcune modifiche all'art. 8 del predetto ordinamento; 

Visto il regio decreto 7 febbraio 1904, n. 50, col quale 
veniva, fra Taltro, modificato il comma a dell'art. 8 succitato; 

Vista la disposizione transitoria contenuta nel regio de- 
creto 7 febbraio 1904, circa il limite di età prescritto per 
i giovani concorrenti alla prima classe della regia accade- 
mia navale; 

Considerata l'opportunità di riservare ancora per que- 
st'anno ai giovani nati nel 1886 una parte dei posti messi 
a concorso per allievo della regia accademia navale per 
l'anno scolastico 1905-9Ì06; 

Sentito il imrere del consiglio superiore di marina; 

Sulla proposta del Nostro ministro della marina; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Disposizione transitoria. 
Per Tanno scolastico 1905-906 sono ammessi al concorso 
per allievi della regia accademia navale, eccezionalmente. 



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1032 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

anche i giovani nati nel 1886 unitamente a quelli nati ne- 
gli anni seguenti^ purché si trovino nelle condizioni indi- 
cate nell'art. 2, comma h^ Cy dy e^ della relativa notificazione 
di concorso. 

1 giovani nati nel 1886 che risulteranno idonei e com- 
presi nei primi quaranta approvati potranno conseguire un 
numero di posti non superiore a quattordici fra quelli messi 
a concorso. 

La classificazione di idoneità sarà comune fra tutti i oon- 
correnti. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del siglilo dem 
Stato, sia inserto nella raccolta uflSiciale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



B0gi$traio alla Oorie dei conti addi 21 apriU 1906. 

IUg.2Si^ Atti del OùVirno €i f. Zi. .Paoimi. 
Luogo del Sigillo. V. 11 QuardwigUU C. FINOCCHIARO-APRILE. 



C. MlRABBLLO. 



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IXOat B DECBETI DEL BEONO d'iTALIA • 1905 1083 



^9^ 



N. i40. B N. i40. 

Lbogb che proroga al 20 maggio 1905 il termine pel' ri" 
scatto delle strade ferrate meridionali di cui alVart. 1 
della legge 89 dicembre 1904, n. 678. 

16 aprile 1905. 
{Pubblicata nella GagMetta Ufficiale dèi Regno il 24 aprile 1905 n. 90). 

VITTORIO EMANUELE UI 

PER GRAZIA DI DIO B PBR VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
£E D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: 

Articolo unico. 
Il Govemo del Re è autorizzato a stipulare un accordo 
con la società italiana per le strade ferrate meridionali allo 
scopo di prorogare fino al 20 maggio 1905 il termine di 
cui all'art. 1 della legge 29 dicembre 1904, n. 678. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato 

Data a Roma, addì 16 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

Im^ del Sigillo. V. n GuardaslgUli C FINOCCHIARO-APRILE. 

Carlo Ferraris. 

C ARCANO. 



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1034 LEGOl E riKCRETI Olii, UKUNO Ii't?.vI,1A - 1 ^^On 



N. HI. ìMè, N. i4i 




IjEqge che approva il contratto di permuta dee fabbricato 
dema/iiale a Quartiere vecchio » in Siracusa coi fab- 
bricati « Asiio "h e a Statella » di proprietà comunale 
stipulato tra ti demamio e il municipio di Siracusa il 
30 luglio 1903, nonché dell'atto aggiuntivo stipulato 
tra il demanio e lo stesso municipio il 29 ottobre 1904. 

16 aprile i905. 
{Pubblicala neUa Gazzetta UffMalc del Hegfio U 25 aprile 1905 /&. Uh 

VriTORK) EMANUELE 111 

PVM GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIOKH 
SU D'ITALIA 

Il Senato e la. Camera dei deputati hanno approvato; 

Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: 
Articolo unico. 

È approvato il contratto di permuta del fabbricato de- 
maniale « Quartiere vecchio » in Siracusa, coi fabbricati 
a Asilo r> e a Statella » di proprietà comunale, stipulato 
tra il demanio dello Stato ed il municipio di Siracusa addì 
30 luglio 1903, nonché Tatto aggiuntivo stipulato tra il de- 
manio dello Stato e lo stosso municipio addi 29 ottobre 1904. 

Ordiniamo che la presente, munita dei sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta uflQciale delle leggi e dei decreti delRe^o 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 16 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

Luogo del Sigillo. V, Il GuardwiigilU C. FINOCCHI ARO- APRILE. 

E. Pedotti. 
A. Majorana. 



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LEGCrJ E DECRKTI DKL REGXO D'ITALIA - 1905 1035 



N. 142. lAft N. 142. 




Leoos che aggrega il comune di Limosano al mandamento 

di Montagxino. 

16 aprila 19C'5. 
{pubblicata nella GoMwMa Ufficiale del Regno il 25 apHle 1905, n. 97) 

VITTORIO EMAlìraiiE m 

PER URANIA. DI DIO X PER VOLONTI DILLA » AZIONE 
RS D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: 

Art. 1. 
Il comune dì Limosane è distaccato dal mnncamento di 
Gastropignano ed aggregato a queUo di Montagdno. 

Art. Z. 
É data facoltà al Governo del Re di provvedere per de- 
creto reale a quanto occorra per la ^ esecuzione della pre- 
sente legge* 

Ordiniamo che la presente, maDita <lel sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'ItiyUa, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato* 

Data a Roma, addì 16 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

1^0 M Sigillo. V. Il Guapdiuiigmi C. FINOCCHI ARO- APRILE. 

C. FiNOCCHURO- Aprile. 



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1036 LEGGI B BECBETI DEL BEGKO d'tTALIA - 1905 

N. i4a A. N. 143. 



^j^r 



Regio Bbcreto che dà esecuzione aWaceordo concluso /Va 
r Italia e la Russia per lo scambio di vaglia interna- 
zionali ordinari. 

19 febbraio 1905. 

iPumiMo néUa GoMMém UffidaU del B$gm U 27 aprile 1906, n. 99) 

VITTOBIO EMANUELE m 

PER GRAZIA DI DIO B PBR YOLONtX DBLLA NAZIONE 
BB D'ITALIA 

Visto raccordo amministrativo, firmato dal ministro delle 
poste e dei telegrafi del Regno d' Italia, e dal direttore ge- 
nerale delle poste e dei telegrafi dell^ Impero Russo recante 
rispettivamente le date di Roma 23 ottobre 1904 e di Pie- 
troburgo ^^^ 1904, ed avente lo scopo d'introdurre un 
regolare cambio di vaglia fra i due paesi; 

Considerato che detto atto è stato ratificato mediante le 
dichiarazioni diplomatiche del ministro imperiale russo degli 
affari esteri in data 25 novembre 1904, e del ministro degli 
afiarì esteri del Regno d' Italia 'in data del 29 dicembre ul- 
timo scorso; 

Ritenuta la convenienza di un tale servizio, che tornerà 
utile alle relazioni commerciali fra l'Italia e la Russia; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
i lavori pubblici interim per le poste e per i telegrafi, d'ac- 
cordo con quello degli affari esteri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
É data piena ed intera esecuzione all'accordo ammini- 
strativo firmato dal ministro delle poste e dei telegrafi del 



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LEOOI E DSCBBTI DSL RSOKO d'ITALIA - 1906 1037 

Regno d'Italia e dal direttore generale delle poste e dei te- 
legrafi dell' Impero Russo per regolare lo scambio dei vaglia 
postali fra i due Stati, con effetto dal ~ dicembre 1904. 

Ordiniamo che il presente decreto, monito del sigillo dello 
Stato, sia inserto neUa raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di ossenrarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 19 febbraio 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

^gi9tra»o aUa ChrU dèi eonM aàM 20 aprìU 1906. 

%. 22. AM éM Oinmmo a f. 10. PACim. 
£«0^ M Sigaic. V. n OnardàsigUU RONCHBTTL 

Tedesco. 
• TrrTOKi. 



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1038 ' LKOGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA - 1906 



ARRANGEMENT 

coneernant Péchange dss mandats poste entro l'Empire de Russie 
et le Royaume d'Italie. 

Les soussignés ont arrété, d'un commun aooord, sons réserve 
de Tapprobation par les Autorités oompétentes, les dispositions 
suivantes : 

Art. 1. 

1. Il est établi entre T Empire de Bnssie et le Boyaume 
d'Italie un échange régulier des mandats-poste. 

2. Oet échange aura llen par rintermédiaire des bureaux 
désignés par chaoane des deux Ad ministra tions respectives. 

3. Oes bi^reanx s'informeront réciproquement, au moyen de 
listeSy des mandats tirés dans un pays sur Tautre. 

Art. 2. 

1. L'Office expéditeur détermiue, si le montant des man- 
dats-poste doit 6tre déclaré nar les déposants en monnaie du 
pays d'expédition cu en celle da pays de destination. 

2. Si le montant d'un mandat est déclaré en monnaie du 
pays d'origine, il doit dtre converti, par les Boins.de TOfiee 
expéditeur, en monnaie métallique du pays de destinatioui 

3. L'Administration des pOstes du pays d'origine déter- 
mine elle-memo le taux de conversion de sa monnaie en mon- 
naie métallique du pays de destination. Les Administrations des 
pays contractants se pommuniquent réciproquement le taux 
qu'elles auront adopté pour ladite conversion et les changement 
qui seront, le cas échéant, introduits ultérieurement à cet'égard. 

Art. 3. 

1. Les Administrations postales des pays contractants au- 
ront le droit de determinar, d'un commun accord le maximum 
du montant de chaque mandat qui sera délivré dans les paya 



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LEGGI t DiXJftETX DKL BEGNO d' ITALIA - 1905 1' o9 

lespectiijj. Ce maximum ne pouna daiis aucun cas étre inférieur 
à 100 roubles (266 franca). 

2. Il ne sera pas tenu compte pour établir le montana 
dea mandats des fractìons de copecks oudeBBommes^inférieurea 
à 5 centi mes. 

Art. 4. 

1. Iie payement du montani desi mandats est eilectué cn 
monnaie métallique dn pays de destination ou en papier-mon- 
naie ayant cotars legai en ce pays, sous réserre^ on ce dernier 
eaSy qn* 11 sera tenu compte de la diilérence de cours. 

2. Est réserré auz Administrations des pays contraotants 
le droit de dédarer la propriété des mandats-poste provenant 
de Tautre pays transmissible sor son terrìtoire par voie d'en- 
doBsement. 

Art. 6. 

!• Ohacniie dM denx Administratìons Àzèra les tazes à 
percevoir sur les mandats-poste qu*eUe* délivrera sur Tautre 
pays. 

2. Oette taxe ne derra pas, toutefois, dépasser un pour 
cent des sommes rondes, qui forment les dégrés de l*éclielle de 
perception. Elle pourra 6tre diminuée d'un commun accord en- 
tre les Administrations postales intéressées. Seront ezempts de 
cette taxe, les mandats d'office relatifs au sieririce des postes et 
écliangés par les Administrations postales ou entre les bureauz 
releyant de ces Ad^inistratiaus. 

3. Les deux Admii^istrations se donneront connaisaanee des 
tazes qu'elles auron établies fòt des changements qu'elles y ap- 
porteraient ultdrieurement. 

4. Un droit special ne dépassant pas 20 .copecks peut étre 
prélevé par l'Office de Bussie pour le payement da montant 
d'un mandat au domicile d,u destinataire. 

6. L*ezpéditeur d'un mandai peut obtenir un avis de paye- 
ment de ce mandata en acquittant d'avance, au profit ezclusif 
de l'Administration du pays d'origine, un droit fixe égal à celu^ 
bui est persu'dans ce pays pour les ayis de reception des corre-* 



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1040 JUEGGI E DECKETl DEL UEOKU DITALIA - iUOÒ 

Bpondances recommandées. Le mèiue droit peut Giro applique 
> aux demandes de renseignements sur le Bort de mandats qui se 
broduisentpostérieurement au dépdt, 8i Texpéditeur n'a pas déjà 
acquitté la taze speciale pour obtenir un avis de payement. 

6. L'expéditeur d'un mandat peut le fair retirer du service ' 
ou en faire modiflerradresse aux oouditions et sous lesréserves 
déterminéespour les correspondances de la poste auxlettres par 
la Oonveation Principale en vìgueur de rxJnion Postale Univer- 
selle (actuellement par Tartiole 9 de la Oonvention de Washin- 
gton)! tant que la bénéfloiaire n'a pas pris liTraison^ soit du 
titre lui-mdme» BOit du montant de ce titre. 

Toutef ois les demandes de retrait ou de ohangement d'àdresse 
ne peuvent pas ótre transmises par la voie télégraphique* 

7. Les mandats-poste et les acquits donnés sur ces man- 
dats, de m6me que les récépissés délivrés aux déposants, ne peu« 
vent 6tre soumis à la oharge des expéditeurs ou des destinataires 
des fonds à un droit ou à une taxe queloonque en bus de la 
taxe pergueen vertu du pnósent article. 

Art. 0. 
Les mandats télégraphiques ne sont pas admis. 

Art. 7. 

1. L'Administràtion postale qui déliyrera les mandats ere- 
diterà TAdministration du pays ou le payement doit se faire 
d'une somme égale au total du montant des nìandats annoncés 
et d*un droit d'un demi pour cent (1/3 %) de la diftérence entro 
le montant total des mandats annoncés et colui des mandats 
annulés et remboursés. Toutefois aucun droit de commission ne 

^sera boniflé pour les mandats d'offlcCi ceux-ci étant exempts 

'[ des payements de la taxe prévue à Tarticle 6. 

'i 2. Le droit de commission prévu ci-dessus peut étre abaissé 

''^d'un oommun acoord entro les Administrations postales intéres- 
sées, conformément à la diminution de la taxe per$ue sur les ,* 
mandats-poste en Vertu de rarticlo 6 paragraphe 2 du présent [ 
Arrangement. 



^ 



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USOGI B DECKSTX HEL B^QUO o'xTAUA - 1905 1041 

Art. 8. 

1. Lea sommes conyerties ea min data-poste sont garantiea 
aux deposants joBqti'aa momeut où ellea ont été régnliérement 
payée^ aux destiaataires on aux mandataires de ceux-ei. 

2. Il est toutefois ontendu que la rtfclamation conoernant 
le payemeiìD d'un mandat à une pcr.'^onne non autorisée nVst 
adinise que dans un dela» d'un an à partir de la datedu dépòt 
du mandat. Passe ce terme, Ics Admlnistrations cessent d'étru 
responsablcs des payemonts sur fauz acquit. 

3. Pour les cnvuis adress<Ss poste -restante, la respoBsabUité 
cesse également par le payemcnt à une personne qui a justiiìé 
Buivant les régles en vi^ueur dans le pays de dcstination, que 
Bes nom et quallté sont conformes aax indicationa de Tadresso 
du mandat. 

4. Il est entendu que la réelamation conoernant le non-pa- 
yement d'un mandat n'est admiae que dans le délai fixé par les 
lois et réglementa du pays d'emission. L'émission eveutuelle dea 
duplicata dea mandata non payéa ne donne lieu à la perception 
d'aucane taze. 

5. Lea somofiea eAoaisséea par chaque Administration en 
<^cbange dea mandata et dont. le montant n'aurait paa été re- 
clame par les ayants-droit avnnt l'^xpiifation dea délais fixés par 
les loia ou réglementa du pays d'origine sont défìnitivement acqui- 
sea à rAdminiatratiqn qui a délivr^é eoa mandata. Toutefois 
cotte Administration prend lea mesurea nócessaires afln de pour- 
vo'r au remboursement de oes aommes aux dépoaanta ayant 
Teipiration dea délais ausyiaéa. 

6. L'Adminiatration des postea du paya d'origine devra 
recevoir avls de tona lea mandata qui n'auraient paa été payéa 
à leurs bénéficiaìres i;capectifs dans un délai de aix moia aprèa 
la date du dépòt. . ^ 

Art. 9. 

1. A l'expiration de ebaque trimestre l'Ailministration dea 
poste» de Busaio.fera le compte dea aommes encaisaées par lea 

C6 •- VcM, II. - 1905. 

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idtó LEÒÒI t UÉCRÈTt »Ét RÈtJlJÒ tì'WÀLlÀ - 19M 

ofTlces des dcux pays, et dt^i» creclit.4 à allouer de part et d'autre, 
en txéentiptk de TltrtiQle 7 tidegnusk 

8» l«j» iiQlide ^^i*a éta^lf eo mpniiftie de franoi A «ette fio la 
convcrsipA do ì^ ni<»an»io rnsso lea franos nera lien sur le pi^d 
de iOOroubies r— 20&.68 fri$no»^ Mum ice coiin deehaogd poarra 
étrjp Diodi j9é ^ toute epoque d'un comnlHa aocord des Admi- 

.Art. 10. ^ * 

1. ti'AdJtoiiiiptratiòildeBpostes d^Italle oxahHno^a le com'pto, 
le )*ectifiéla, sMl y a ììtitLj et si lo soldé est eri faveur de la Kus- 
sio, el!^ en payera le bipntant dans un moi^, au plus iàrd, at)rés 
la i-éCeptiou dtt cotiipte. 

2. 8i le solde s'établi eu faveur de rAdiuinistTatiou dels j\b- 
sti-s <i*ltalie, l*Adtti!nIstration des postoci ùé this^ié ep l)ayeia 
W hi'óntalit à celle-ei au plus tatd. dahs iln luoìs qiit ébivra 
TaVis de l*ja.C!eeptat1ott bti de la reellfì(^àtibn du rohi^te. 

3. Lo l[)iij'en)rtit àP^ bahtnces 5<era hit en hahcs effifclifs do 
la manièro suivaute: 

81 la bàÌJtncé est «h f'aveUt de la Itusi^j^, l*Adnìihistrsktion 
dc\d po^tés d'itaUfe dt)ìt \éh^k>r le mototànt de cétt^ balAiibli à li» 
ihaisoh de banqtié à t^aris ibdlquée per l^Adtnlhiétfàtiòti dèe pò- 
bÙ^r dt^ RiiàsiipJ 

ST ia balatlce e^t én Tif^velit dfeTlfcallK' l'Adtnibl&tràtiotì dee 
pbfites de llnsaìfe dolt Verf^cr le raontant de ct^.tle balanco à la 
ìnìli^dn elle b^inque à Paris Indiquée J3ar rAdmlnlstratlon des pò- 
stes d'Italie. 

4. LeJ^ frais féshltaht du payement dea soldes sont à la 
ehatgc de rAaministt-àtlDu tjui ettif*ctùe le payemtent. 

5. Lofsqtie diina le toiirant dil trtmrestre it est rfeconntì 
qn'une Administration se trouve à découvert vis à-vis de Plltìthì 
d'une somme supérieure «^ 50,000 franca, rAdministration debi- 
trice doit payer à l'autre, à titre d*acompte, le montant appro- 
nti hi atif de U dlfTéfebce. L(?s acomptes Umetti payés de la ma- 
nièra pteaerlte dans le paragtaphB 3 pfiScMfent, et jjottés datiB 
le compie au crédit do 1* Administration qui les a £ait verser. 



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h0m m hmsiAe ma naM ^nmmA • IMI KMB 



Ari. 11. 

toilte ffc fbrreéiJbndance «rofftco, stìit eatre Jes Adminlstra- 
tiona centrale^, suit eiltre léà bu^eanx J'^tì^^ànife ciòsigD^l'^ ( qyr 
iVublUsctjiènt rtéì? listes tJonfcerbAtìt le servici» 4t'.s mahdaU ip- 
Ftitué par cdt Arrlingeitìbnt, àè fdta eri liiù^aé rFafiyaisé. 

Art. 12. 

1. La fftPtfte et les èonditions dVm'Rsion dt^S mhrttlnf.g sont 
«J^t'^rihinééss dana eliaqUé pays par les róglenjpntà eh vigueur 
ditaa ce pUjrs. 

8. L« Ìhf5tliÉ eb 169 bt)tldfHotld du paycnibht déd maùdatS-pÒHe 
SODI régié^ par les disposi tious en vigueur dans le pay8 de desti- 

ti&tlOQ. 

Art. 13. 

Chaqne Administration postale eRt autoH^ée à limìtcr le aer- 
^iee de T^cbange d<si maudauts-poste dans soq pays à un cer- 
tiin uombre de villea et à suspendre temporali ement lYebange 
des mandata-poste chaque foiB qae le cours dn chaDge oa qucl- 
que autre circonstauce poarrait donnei lien à des abns on por- 
ter préjodice anx intérèts da Oonvernement respectif. Avìs de 
crtt^ RURpoiiaion doit £tre donne im mediate ment et, an beaoio, 
l'ar lélégraplie, à Tantre Ad minia tra tion. 

Art. 14. 

Les Adminfstrations postales dea denx paya sont antoriaóes 
à règler d'un commun accord les mesures de détail ponr l'exé- 
cutìou de cet Arragement, et à les modifìer à tonte epoque sui* 
▼ant les beaoins du aervice. 

Art. 16. 

Le présent Arrangement sera mia àezécntion le 1-14 déccm- 
bre 1904. 

Il resterà en Tignenr jnsqu'à Texpiration de la periodo d'une 
année après la date à laquclle Tune des denx Administrations 
aura notifié à i'antre son intention d'en faire ceaaer les effets. 



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1044 



LEGQI E DBORBTI DEL BEOKO d'iTALIA • 1906 



Art. 10. 

Lo pri^sent Arr^an^remout sera iutlj<^ par tin dcbaDge di* Dé- 
claration ministérielles aussitót que faire »e pourra. 

Fait en doublé originai et signó à S. Pétersboiirg lo 29 octo- 
bre-11 novembre 1004, et à Rouue le 23 oclobre 1904. 



J^e directenr general, 
des poste et des téléghaphcs 
de l'Empire de Rassie 

Bignè: Sévastianoff 



Payr le mivisfrr 

dea poòien et des tèUgraphes 

da Pogaume d'Italie 

Slgné: MOBELUGUALTIBBOTTl. 



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LEooi B latcvEn DBL RSGNO d'itaija • 1906 101) 



N. 144 A N. 144 



^HP^ 



Regio Degreto che convoca t>el giorno 14 maggio 1905 il 
collegio elettorale di Pmrmno per la eiezione del pro- 
prio deputato. 

\2Ó.apri%'l90B, ^ ^ '\ •; • ^. 

(Fuòblieaicr fulla bastala Vfficiaà ^éki ìt^gno il ti iipHU I9W, n/ 99) *^ 



VITTOBIO EMANUELE m 

PER GRAZIA DI DIO K PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
RE D'ITALTà 

Veduto il messaggio in data del 15 aprile 1905 col 
quale Fufficio di presidenza della Camera dei deputati no- 
tificò essere vacante il collegio elettorale di Fabriano in 
provincia di Ancona; 

Veduto Tart. 80 del testo unico della legge elettorale 
politica^ approvato con regio decreto 28 marzo 1895, n. 83; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli afiari dell'interno^ presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 

11 collegio elettorale di Fabriano è convocato pel giorno 
14 maggio 1905 affinchè proceda alla elezione del proprio 
deputato. 

Occorrendo una seconda votazione, essa avrà luogo il 
pomo 21 maggio successivo* 



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IfMB UMoi • aMkmi n» smini bT^^lu f 1805 



Ordiaiamo ohe il presente decreto, munito del sigillo delio 
Stato, §1^ i]M|erte neUÙi raccolsi tifficiale delle l^g^ e dei decreti 
del lUftift ritalk, maiidaii4o A oìHunque sp^flipi ^saeA&rlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 20 aprile 1905. 
VITTOiUO )IMAlfU«UI 

R09. 25L Amdd OoMTMO a f. M. F. lÉttam. 
^m *« «WK Ti |1 Ow*»fP CPPi9CC^fARO^)^M5. 

A. FORTIS. 



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UQOI ^ UmCVBf^ DEL l^EGNp D^ITALIA - 1906 ' IQ^T 

Rsaio Decreto che ifééMkm pel già^no Éé éiaggiè i905 il 
collegio elettorale di Teano per la elezione del proprio 
deputato. 

20 Aprile 1905. 
{f^MUMo nslia QasMetiù tff/tààb àéi Agno U S7 aptik )9lte, fi. 01^ 



VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Veduto il messaggio in data del 16 aprile 1905 col quale 
rofficio di presidenza della Camera dei deputati notificò es- 
sere racante il collegio elettorale di Teano in provincia di 
Caserta; 

Veduto Tart. 80 del testo unico della legge elettorale po- 
litica, approvato con regio decreto 28 marzo 1895, n. 83; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deir interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Il collegio elettorale di Teano (Caserta) è convocato pel 
giorno 14 maggio 1905 affinchè proceda alla elezione del 
proprio deputato/ 

Occorrendo una seconda votazione essa avrà luogo il 
i^omo 21 maggio successivo. 



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1048 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*1TAL1A - 1906 

Ordiniamo che il presente decreto^ munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 20 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



ki§tstrtao ulU Oan$ dH ùimiH addì 27 apriU 1906, 

ìUg, 22. ÀMi del Ghvsmo a f. 37. P. Misorrn. 
LuQgo del BigiUo. V. U OiianJUuiigiUi C. PINOCCHIARO-APRILB. 



A. FORTIS. 



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LEGGI E DECRETI DEL BEONO D*ITALIA - 1&05 1049 

N. Ì46. A, N. 146. 




Regio Decreto che convoca pel giorno 14 maggio 1905 
il collegio elettorale di Pesaro per la elezione del prò- 
prie deputato. 

27 aprile 1905. 
{JP9t»UeaUf n4Ua QoMtnia Uf^U del Regno U 27 apriU 1905» n.^) 



VITTORIO EMANUELE lU 

PKR ORilZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA MAZIOME 
B£ D'ITALIA 

Veduto il messaggio in data del 24 aprile 1905, col quale 
rufficio di presidenza della Camera dei deputati notificò es- 
sere vacante il collegio elettorale di Pesaro; 

Veduto Tart. 80 del testo unico della legge elettorale po- 
litica, approvato con regio decreto 28 marzo 1895, n. 83; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deir intemo, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo nnico. 

il collegio elettorale di Pesaro è convocato pel giorno 
14 maggio 1905 afl^chè proceda alla votazione del proprio 
deputato. 

Occorrendo una seconda votazione essa avrà luogo il giorno 
21 maggio suoces8Ìvo« 



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1030 ItHaoi ^ I)909Bt; J>^ 9^ono p'italia - 1905 

Ordiniamo che il presente decreto» munito del sigiUo deDo 
StatOi 0i^ ipserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del BJ^ho d'Itidia» mandando a chiunque spiitidl ossijrvarlo a 
di farlo osservare. 

Dato a Roma» addì 27 aprile 1905 

Vittorio IsHajavmìjs 



.^gittrato alla CorU dd eonH ofM 1^ ^rit^ |tf^5 
Reg. 22. AtH del Governo a f. 38. P. Mbzzbtti. 



A. FORTIS. 



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'4 , ■ • 



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t Ut- A N. 147. 



Regio Dboreto che convoca pel giorno i4 maggio 1905 
il collegio elettorale di Trapani per la elezione del 
proprio depvAatò. 

yi fiprìld 1905. 
{Pubblicato nella Gatgetta qflMk éel tUgno U WJ épHk 1M5. ». W) 



VITTORIO EfilANUELE m 

PSR ORAJUA DI DIO S PKR VOLONTÀ DELLA NAZIOIIB 
EB D'ITALIA 

Veduto il messaggio in data del 17 aprile 1905, col quale 
Tufficio dì presidenza della Camera dei deputati notificò es- 
sere vacante il collegio elettorale di Trapani; 

Veduto l'art. 80 del testo unico della legge elettorale po- 
litica, approvato con regio decreto del 28 marzo 1895, nu- 
mero 83; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Il collegio elettorale di Trapani è convocato pel giorno 
14 maggio 1905 affinchè proceda alla elezione del proprio 
deputato. 

Occorrendo una seconda votazione essa avrà luogo il giorno 
21 maggio successivo. 



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1052 LfiGOI E DECIttnt DSL REONO B*ITAIIA - 1905 

Ordiniamo ohe il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d' Italia, mandando a chiunque spetfi di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 27 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



U$ffiMtrato alln OorU M eoi/< addi 27 aprile 1905. 

JB#f. S2. Atti del Gatm-mo a f. 39. F. Mazttm. 
huojo del Sigillo, y. a OiULi*dMÌgìUi C. FUNOCCHURO- APRILE. 



A. FORTJS. 



I I 



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uggì e DBCRETI DKt RSGKO D*ITAUA - 1905 )053 

N. 14& i|k N. I4a 




Regio Decrbto che riduce la quota di toncorso a carico 
dello SicUOy concessa al comune di Vizzmi per Voto- 
Uzione del dazio sw farinacei. 

23 mano 1905. 
{fìibòtieaio nella GaoMOa O/fleiuie del lUgnó U 1» maggio 19^5, m 102^ 

VITTOBIO EMANUELE IH 

VÈR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA ilAZIONI 
ES D'ITALIA 

Visti gli articoli 2, lettera &, 3, 4 o 20 della legge 23 gen- 
naio 1902, n. 25, allegato A; 

V^eduto l'art. 8 del regolamento 9 marzo detto anno, nu- 
mero 90; 

Visto il Nostro decreto 5 aprile 1903, n. 139, col quale 
furono approvati gli elenchi delle quote di concorso a ca- 
rico dello Stato, concesse ai comuni indicati negli elenchi 
medesimi, per rabolizione totale del dazio sui farinacei; 

Vista la deliberazione 13 marzo 1905 della commissione 
centrale nominata con Nostro decreto 10 aprile 1902, nu- 
mero 134; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per le finanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
La somma annuale compresa, a favore del comune di 
Vizzini, neireknco relativo ai comuni della provincia di Ca- 
tania, il quale è annesso al sovracitato Nostro decreto del 
5 aprile 1903, è ridotta da lire 11,715. 06 a lire 5,954. 28, 
dal r gennaio 1903 in poi. 



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ld'^4 I.EGGI < IÌÈC;ÌtfeTt ÌJfÈL VitOM ìftTlfilA - IMS 

Ordiniamo che il presente ilKreto» munito del sigillo dello 
St^to, lift Incerto nella racc(rt1* Ufficiale delle 1#^ » dei decreti 
del Regno (V Italia, mandando a chiunque spettiai osservarlo e 
di farlo osservare, 

Dato ù Ruma, addì 28 mirio 1905. 
VITTORIO tìMANÙÈLfi 



E0g. 9^, Affi éUl ao9erno a /. 36u P. UtxzKrr. 

Luo(;o d4l Sigillo. V. Il Oaardasigiili HONCHBTTL 



A. UétOBàMé^. 



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m:ooi e nta reti del REO^'o d'itat.ia - 1905 1055 

N. 149. lÉs N. 149. 




Rsoio Decreto che approva f^li stattifi per la reale insi^ 
gne accademia di bette arti di San Luca in Aoma. 

10 febbraio ]^'5« 
[PMtbUealo nella QoMJfttia Cf/kIaU ésì Ré^no ti U maggio 19(j5. ». 105) 

VltTORIO EMANUfXE IH 

PER efeAUA DI DÌO E PER VOLONTÀ. DELLA RAKÌONE 
BB D'tfALtA 

Veduto gli statuti della reale insigne accademia di belle 
arti dehomìnata di San Luca in Roma; 

Riconosciuta la convenienza di modificare g\ì statuti stessi 
secondo i voti manifestati dalla stessa accademia ; 

Sentito ii consiglio di Stato ; 

Sulla proposta del Nòstro|ministro segretario di Staio 
per la pubblica istruzióne; 

Abbiamo decretato e diicretiamo: 
Articolo unico. 

Sono approvati per la reale insigne accademia di belle 
arti di Sa|^ Lucfa ip Roma gli statuti apQesfli al presente 
decreto e firmati d'ordine Nostro dal Nostro ministro se- 
gretario di Stato per la pubblica istruzione, 

Ogni disposizione contrària è abrogata. 

Ordiniamo che il t)reBeato decroto> uinaltu dei ^igiliu d( Ilo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei <Jeonti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di fikrio BéMtywfHt 

Dftto ft'Rboie^, addi 16 febUraio 1905. 

VtWOftlO EMANtJfittì 

Registrato alla Corte dei conti addi ?S aprile 1005 

Reg. 22 Atti del Governo a f, 40. P. MKr>:RTTt. 
Luogo del Sigillo. V. Il Guariasigiiii RONCHETTF. 



Orlando. 

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1056 LEGGI E DECUETI DEL REGNO d'iTALTA - 1005 



STATUTI 
della reaJe insigne Accademia di bello arti denominala di San Luca. 

Articolo PBKHMiNA.ur4. 

La Eoale insigne Accademia Romana di belle arti, denomi 
nata di S. Luca, ha origine dalia università dei pittori del secolo 
XIV, riformata con nuovo Statuto del 17 dicembre 1478, la quale 
aveva sede in una chiesa dei ss. Cosma e Damiano, con fondo an- 
nesso, sull'Esqnilino. Demolita questa da Sisto V, fu in compenso 
assegnata ad essa l'odierna sede con la chiesa di S. Martina (motu- 
proprio dell'anno 1588). 

La trasformazione dell'università in Accademia dei pittori e 
scultori fu promossa dal pittore Girolamo Muziano ed approvala 
da Gregorio XIII (Breve dei 15 settembre 1577). Quindi, per rop(.»ra 
del pittore Pederieo Zuccari, furono nel 1593 riunite nell'Accade- 
mia le arti della pittura, della scultura e dell'arehitettura, con 
perfetta eguaglianza di grado. Da Pontefici, da RcpubbUchc, da 
Imperatori e da Ile ebbe questo insigne Sodalizio in ogni tempo 
protezione e privilegi. Esso ha tenuto il pubblico insegnamento 
dello belle arti in Roma, dalla propria origine fino airanno 1873. 

CAPO I. 

FBOGBAMMA E COSTITUZIONE DELL'ACCAPEMIà, 

Art. 1. 

La Eeale insigne Accademia Eomann di belle arti denominata 
di S. Luca è istituita per insegnare e promuovere le belle arti, ono- 
rare il merito s'ngolare degli artisti, ammettendoli nel Corpo Acca- 
demico, e per adoperarsi alla conservazione dei monumenti e delle 
opere d'arto antica e moderna. ^ . ... . 



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LEGGI B DBCBETI DEL BEOKO s'iTAUA - 1905 1057 

Art. 2. 

« 

L'Accademia deve adempiere gl'incarichi ad essa affidati da 
speciali disi>osizioniy dare il giudizio di concorsi o risposte a quesiti 
d'arte proposti da Enti pubblici, e proporre partiti e consigli fa- 
Torevoli al progresso delle arti. 

Art. 3. 
L'Accademia è Corpo morale autonomo^ fin dalla sua origine. 

Art. 4. 

L'Accademia è costituita da tre classi di Aeeademiei di merito 
residenti^ che corrispondono alle tre arti cioè pittura, scultura ed 
architettura; da tre classi di Accademici di merito corrispondenti; 
di tre classi aggiunte di Accademici residenti o non residenti, e da 
una classe speciale di Accademici d^ onore. 

Art. 6. 

Il titolo storico di Principe perpetuo dell'Accademia è confe- 
rito unicamente a Sua Maestà il Be. 

Art."6. 

L'Accademia deve pubblicare in ogni anno VaLbo dei suo i mem - 
bri, secondo l'esistenza dei medesimi al 1^ di gennaio. 

CAPO n. 

DBGLI AOOABEMIOI DI MERITO. 

Art. 1 

Oli Accademici di merito residenti sono eletti dair Assemblea 
generale su proposta della relativa classe (come al capo Villi 
art. 4) fra i più rinomati prtjfessori di qualunque nazionalità domi - 
ciliati in Boma. Essi sono in numero di dodici per ciascuna <irte p 
».' ■• ' n 

67^— Vol; il - 19Q5. 

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1058 LEGGI £ DECBETI DEL BEOKO d'ITALIA - 1906 

Art. 2. 

Oli Accademici di merito corrtspondentij cioè con domicilio 
fuori di Boma, hanno lo stesso grado dei residenti, e sono in numero 
di venti per claase< Sono Accademici corrispondenti i Presidenti di 
quelle Accademie italiane od estere, le quali conferiscono lo stesso 
onore al Presidente dell'Accademia di S. Luca. 

Art. 3. 

Le donne di alto valore artistico possono essere elette Acca- 
demiche di merito residenti e corrispondenti. Se sono residenti, 
hanno li diritto del voto nell'Assemblea generale. 

Art. 4. 

Gli Accademici di merito aggiunti sono coloro che si sono resi 
eccellenti nelFarte, anche se applicata a rami speciali. Sono in nu- 
mero non superiore a nove complessivamente. Hanno il diritto del 
voto nell^Assemblea generale. 

Art. 6. 
Il seggio o grado accademico di S. Luca è a vita. 

Art. 6. 

Affinchè Fattività del Corpo Accademico si mantenga sempre 
in vigore, è istituita una classe di Accademici emeritiy alla quale 
vengono ascritti gli Accademici di merito residenti^ che, per motivo 
di salute, o per assenza, non possono piti intervenire alle adunanze. 
Ad essi sono conservati tutti gli onori e i privilegi del grado acca- 
demico. I seggi degli emeriti si considerano vacanti nella rispettiva 
classe. 

Art. 7. 

Nel corso di un triennio, gli Accademici di merito inviano al- 
rAccademia il proprio ritratto nella forma e misura stabilite nel 

Begolamento. 

Art. 8. 
jf *è. E' vietato qualunque interesse, o^rapporto d'indole finauzia- 
Tìa,tra^gli_ Accademici eJ'Acc3,4®Dii«'T 



-^ 



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£EG^OI B inSCRETI DEL REGNO ]>'lTAIJA - 1905 1059 

CAPO in. 

DEGLI AOOADEHIOI D*ONOBB. 

Art. 1. 

Oli Accademici d*onorej eletti o dall'Assemblea generale o dal 
Cons'glio Accademico sono illustri scienziati, letterati, scrittori di 
arte, protettori delle belle arti, d'ambo i sessi, di un merito gene- 
ralmente riconosciuto, essendo questo il massimo onore che TAc- 
cademia conferisce a persone non esercenti l'arte. 

4rt. 2. 

Oli Accademici d'onore sono di numero illimitato. Essi Inter- 
vengono ad alcune sedute accademiche, dietro invito speciale* 
Possono ricevere incarichi dal Consiglio, ed essere consultati per 
qualunque affare sia di arte, sia di amministrazione. 

CAPO IV. 

DELLA PRESIDENZA. 

Art. 1. 

La Presidenza dell'Accademia è formata da un Presidente, 
da un Vice-Presidente, da un ex-Presidente, dal Segretario del Con- 
siglio e dal Sovrintendente dell'amministrazione. 

Art. 2. 

La durata dell'ufficio del Presidente, eletto dall'Accademia 
(come al capo Vili, art. 1) è di un anno comune. E' in facoltà del- 
TAccademia il confermarlo per un altr'anno. 

Art. 3. 

Il Presidente ha il titolo di Conte Palatino, riconosciuto dalla 
Consulta Araldica del Bcgno, finché esercita l'ufflciO;. Egli è anche 
insignito dell'ordine equestre speciale dei Principi dell'Accademia, 
istituito con Breve di Pio VII del 23 settembre 1806; e mantiene 
questo onore dopo cessato l'ufficio. Le insegne dell'ordine gli ven- 
gono consegnata dal Presidente, che cessa dall'ufficio, nella prima 
seduta del nuovo anno. 



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1060 L.EGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Art. 4. 

Il segretario del Consiglio Accademico, eletto successivamente 
ìe ciascuna delle tre classi, dura in ufficio come il Presidente. 

Art. 6. 

In mancanza del Presidente, ne esercita le attribuzioni il 
Vice-Presidente; in mancanza del quale, le dìsimpegna l'ex-Presi- 
dentej ed ìu assenza di questo, il Segretario del Consiglio. 

Art. 6. 

La Presidenza rappresenta l'Accademia nelle funzioni, nelle 
corimoniCj in ogni atto pubblico tanto d'onoro, quanto d'ammini- 
strazione. Può anche delegare altri Accademici a rappresentarla in 

casi speciali. 

Art. 7. 

Il Presidente sottoscrive i verbali delle adunanze consigliari 
e generali, dopo approvati dal Consiglio o dall'Assemblea; le cor- 
rispondenze di materia artistica ed anche economica con i Ministri 
dello Stato; i diplomi delle nomine accademiche e i decreti dei 
premiì. Egli convoca lo adunanze accademiche e ha il diritto di in- 
tervenire a tutte le Commissioni. 

Art. 8. 

Poiché i membri della Presidenza rappresentano le tre classii 
le adunanze delle classi separate sono presiedute dal rispettivo 
membro della Presidenza, salfo il diritto al Presidente dell'Acca- 
demia d*iritervenire in ciascuna adunanza, senza dare il voto. 

• Art. 9. 

Il Presidente regola le discussioni, tanto nel Consiglio Accade- 
mico, quanto nello Assemblee generali, secondo l'ordine del giorno; 
propone gli argomenti sui quali si deve deliberare; fa lo spoglio 
delle votazioni e ne proclama il risultato; vigila suU'o^servajiza 
degli Statuti e dei^Eegolamenti/j 



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LÈÙGt E DÈCEEtl DEL REGNO D*ITALIA - 1905 1061 

CAPO V. 
BEL SEQBBTABIO. 

Art. 1. 

Il Segretario dell'Accademia è' un letterato di noto valore 
eletto a vita dall'Assemblea generale (come al Capo Vili, art. 10). 

Art. 2. 

Il Segretario interviene in tutte le adunanze accademiche e 
in tattf le Commissioni tanto artistiche quanto economiche^ ma 
non ha il voto. Egli dà lettura degli articoli dello Statuto relativi 
all'argomento delle adunanze stesse; ne redige i verbali, ne rac- 
coglie le proposte, ne mette in atto le conclusioni; controfirma con 
il Presidente i verbali delle sedute approvati e i diplomi accade- 
mici. EgU redige tutte le corrispondenze che vengono sottoscritte 
dal Presidente dell'Accademia. 

Art. 3. 

Spetta al Segretario la custodia dei sigilli accademici, l'ordi- 
namento degli atti in corso, dei quali non potrà dare copia né comu- 
nicazione ad alcuno senza licenza del Consiglio. Egli ha la conse- 
gna dell'Archivio dell'Accademia, con obbligo di non estrarne do- 
cumenti senza licenza del Consiglio e non dare in prestito libri o 
stampe della Biblioteca che ai soli Accademici residenti. 

Art. 4. 

Il Segretario formula gli ordini del giorno e convoca, per in- 
carico del Presidente dell'Accademia, le adunanze generali, quelle 
del Consiglio e delle Commissioni speciali; convoca le Classi separa- 
tamente, d'intesa col rispettivo Presidente. 

Art. 6. 

Al Segretario compete un'annua medaglia per -compenso, 
come ancora competono le indennità per i varii Concorsi e per la- 
vori straordinari, che sono stabilite dai testatori, o vengono decre- 
tate dal Consiglio Accademico, 



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10<'>2 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Art. 6. 

n Segretario presta la sua opera nella Amministrazione, 
(vedi Capo VII, art. 2) nella quale ha il voto consultivo, ne redige 
6 ne controfirma i verbali insieme col Sovrintendente. 

Art. 7. 

Spetta al Segretario l'ufficio di dettare le memorie, compilare 
gli atii^ l'albo annuale, i documenti, le iscrizioni e quanto altro ri- 
guarda la parte letteraria, storica e araldica dell'Accademia. 

Art. 8. 

In caso di assenza, di malattia o di decesso, il Segretario del- 
rAccademia è sostituito dal Segretario del Consiglio; ed in man- 
canza dì esso, dal Consigliere anziano. 

I, CAPO VI. 

DEL CONSIGLIO AGGADEMIOO E DEL SEGRETARIO DEL CONSIGLIO. 

Art. 1. 

Il Consiglio Accademico è formato da ventiquattro Accade- 
mici di merito residenti, otto per ogni classe, compresi 1 membri 
della Presidenza. 

Art. 2. 

Il Consigliere è eletto dall'Assemblea dei 36 Accademici di 
merito residenti, su proposta del Consiglio stesso, appena si rende 
vacante un posto nella relativa classe. L'ufficio di Consigliere è a 
vita, salvo il caso di volontaria dimissione, e il disposto dell'art. 6 
oap. II. 
, Art. 3. 

r ^' Al Consiglio spetta l'alta responsabilità di tutta l'am mini- 
strazio ne accademica; perciò esso esamina i bilanci annuali, decreta 
le spese straordinarie, non registrate nel bilancio, le alienazioni, gli 
acquisti, l'accettazione di lasciti e di doni, e le cause, con le forma- 
lità di legge. Esso nomina e destituisce gl'impiegati, e riferisce al- 
TAssemblea generale le proprie decisioni per mezzo della Presi- 
denza. 



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Ì^ÈÙÙt E DSCRETÌ DJ3L REGNO D^ITALIA - 1905 1063 

Art. 4. 

Al Consiglio spetta la revisione dei giudizi sui Concorsi arti- 
stici, la sorveglianza sugli obblighi dei pensionati, la presentazione 
delle candidature del Vice-Presidente e, degli Accademici di merito 
residenti e corrispondenti, che vengono pure eletti dall'Assemblea 
generale, e la nomina effettiva degli Accademici di onore, che par- 
tecipa all'Assemblea stessa. 

Art. 6. 

n Consiglio si aduna una volta al mese, salvo che sia ^ dal Pre- 
sidente richiesta una seduta straordinaria. Esso è legalmente co* 
stituito, quando, oltre al Presidente o a chi ne fa le veci, siano pre- 
senti almeno sette consiglieri. Il Consigliere che mancasse a cinque 
snccessive adunanze, senza giusto motivo, s'intende dimissionario. 

Art. 6. 

n Consiglio nomina due Accademici Sovrintendenti alle Gal- 
lerie dell'Accademia, le cui funzioni sono determinate da un rego- 
lamento. 

Art. 7. 

Se vi sarà la distribuzione della medaglia di presenza (in lire 
cinque), questa competerà ai f^oli Consiglieri presenti alla lettura 
del verbale della seduta precedente. 

Art. 8. 

E' in facoltà del Presidente l'adunare il Consiglio in casa, o 
in altro luogo fuori della sede Accademica per giusto motivo. 

Art. 9. 

n Segretario del Consiglio invigila sul regolare andamento dei 
Concorsi, sullo stato della biblioteca, dell'Archivio e della Segre- 
teria, sulla condotta degli alunni e studiosi che frequentano l'Ac- 
cademia, e sulla osservanza dei presenti Statuti. Egli ha una me- 
daglia d'oro annuale. 



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106i LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTAUA - 1906 

CAPO VII. 

DELLA COMMISSIONE AMMINISTRATITA. 

• Art. 1. 

L'ammÌBÌs trazione delle entrate e la erogazione delle mede- 
sime, seconda i Bilanci approvati dal Consiglio Accademico, è 
affidata ad una Commissione permanente, che sostituisce l'Eco- 
nomo stabilito dagli antichi Statuti. 

Art, 2. 

La Commissione è composta di tre Consiglieri scelti uno per 
ciascuna classe, esclusi i membri della Presidenza. Sono eletti dal 
Consiglio Accademico e durano nell'ufficio tre anni. Essa nomina il 
suo Sovrintendeato. Il Segretario dell'Accademia è Segretario 
deHa Commissione, Ogni anno fra i tre si rinnova un Commissario, 
quelio che ha compiuto il triennio. Il Consiglio può riconfermarlo. 
I Commissari che mancano a tre adunanze di seguito sono ritenuti 
dimissionari. 

Art. 3. 

Spetta alla Commissione la vigilanza immediata sugli impie- 
gati^ sullo stato della contabilità, sulla regolarità delle esigenze, 
sulla manutenzione delle proprietà Accademiche, sulia regolarità 
dei pagamenti e sulla corrispondenza con lo Stato, Provincia e 
Comune per gli altari amministrativi. , 

Art. 4. 
La Commissione si aduna ogni settimana, se gli affari lo ri* 
chieggono, ma non meno di due volte al mese. È convocata dal 
Sovrintendente. E' in numero legale, quando i Commissari sono 
due, oltre il Segretario. Oli intervenuti hanno diritto ad una me- 
daglia di presenza. 

Art. 6. lì 

H Presidente dell'Accademia può intervenire alla Commis* 
filone amminiBiiativa (come al Capo IV, art. 7) e quantunque non 
intervenga, ha il diritto di essere informato dal Sovrintendente 
della Commissione delle risoluzioni e di ogni affale che riguarda 
l'andamento amministrativo. 



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LB<H>I B DECRETI DEL REQÌTO D^ItALIA - 1905 1065 

Art. 6. 

Il SoTrìntendente della Commissione ha facoltà d'invitare 
qualsiasi Accademico^ per fornire aiuti od informazioni utili al- 
l'andamento dell'amministrazione, e qualsiasi impiegato dell'Ac- 
cademia per rendere conto del suo ufficio. 

Art. 7. 

L'Accademia non deve custodire valori in danaro. Le sue en- 
trate sono versate quotidianamente in un pubblico Banco. Il So- 
vrintendente della Commissione firma gli ordini di pagamento 
prima che siano sottoposti alla firma del Presidente dell'Accade- 
mia, la corrispondenza ordinaria e tutti gli atti che si riferiscono 
all'Amministrazione. 

Art. 8. 

D-Bagioniere dell'Accademia prepara i bilanci annui, che ven- 
gono redatti nella Commissione amministrativa e sottoposti alla 
approvazione del Consiglio. 

Art. 9. 

La Commissione per mezizo del suo Sovrintendente, riferisce 
al Consiglio accademico tutto ciò che eccede i limiti dell'ordinaria 
amministrazione, e riceve da esso gl'incarichi e le facoltà neces- 
sarie per casi speciali. 



CAPO Vili. 

DBLLB ELEZIONI. 

a) Dd Presidente. 

Art. 1. 

Allorquando il Vice-Presidente dell'Accademia è promosso 
per il turno di classe alla Presidenza, il Consiglio accademico si 
aduna per le elezioni del nuovQ VicePresidente, che dev'essere un 
Consigliere della classe a cui spetta il turno. 



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1066 LEGGI È BECBEtl DEL SEGNO d'iTALIA - l90à 

Art. 2. 

La elezione del Vice-Presidente si fa dal Consiglio Accademico^ 
con deporre nelle mani del Presidente una scheda firmata che 
contiene tre nomi. I nomi che riportano maggiori voti sono pre- 
sentati all'Assemblea generale; la quale elegge con ischeda senza 
firma recante un solo nome dei tre candidati. 

Art. 3. 

Tanto]]nella votazione del Consiglio^ quanto in quella dell'As- 
semblea generale, in caso di ballottaggio, il Presidente dell'Acca- 
demia può usare di doppio voto. 

b) Degli Accademici di merito. 
Art. 4. 

L'elezione degli Accademici di merito si fa in prima luogo 
dalla rispettiva classe, in cui. è vacante il seggio, presieduta dal ri- 
spettivo membro di Presidenza, avvertendo che il numero degli 
adunati sia di due terzi della classe, non tenuto conto degli assenti 
da Boma e degli impediti da forza maggiore. 

Art. 6. 

Ogni Accademico ha diritto di proporre uno o più nomi per la 
elezione con scheda firmata. Prima di procedere alla votazione, si 
propongono coloro che furono approvati, ma non eletti, nelle ul- 
time elezioni. L'Accademico, che propone un candidato, deve gua- 
rentire che questi sia un artista di valore generalmente noto; e 
se si tratta di un candidato a corrispondente, ch'egli sia già Socio 
della primaria Accademia della sua nazioìie. 

Il Presidente della classci aperte le schede, comunica i nomi 
in esse contenuti, affinchè, assunte le debite informazioni sui re- 
quisiti morali ed artistici, si proceda alla seconda convocazione. 
In questa successiva seduta la Classe, a scrutinio segreto, decide 
prima sul titolo dei requisiti, e poi sulla nomina a Candidato, a 
maggioranza assoluta di voti. In caso di parità di voti, si rimette 
la decisione ad altra adunanza della Olaaae. 



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tEÒGl E DECRETI DEL HEGNO d'iTALIA - 1906 1067 

E' in facoltà^della^Glasse^ il tenere doppia seduta nello stesso 
giorno, ove per notizie positive, da esprimersi con votazione,' sia 
considerata, superflua la seconda convocazione. 

Art. 6. 

La candidatura è partecipata al Consiglio Accademico, il 
quale fa relezione a scrutinio segreto sulla proposta della classe. 

Art. 7. 

L'Assemblea dei soli Accademici di merito, riceve dalla Presi- 
denza la partecipazione della elezione dei candidati fatta dal Con- 
siglio, e li elegge definitivamente a nuovi Accademici, per mezzo 
di scrutinio segreto. 

Art. 8. 

Il diploma di Accademico di merito residente si conferisce nel 
giorno del possesso, dopo il giuramento (v. Capo XI, art. 1). 

e) Del Segretario dd Consiglio e deW Accademia. 

Art. 9. 

L'elezione del Segretario del Consiglio viene fatta come^ quella 
del Vice-Presidente. L'elezione del Segretario dell'Accademia è 
preparata dal Consiglio. 

Art. 10. 

Il Consiglio, per l'elezione del Segretario dell'Accademia, pro- 
cede alla formazione di una terna per mezzo di scheda firmata, e 
presenta la terna all'Assemblea generale, che elegge da essa il Se- 
gretario con ischeda non firmata. 

d) Degli Accademici d^onore. ^ ; 

Art. 11. 

Ogni Accademico di merito può presentare alla Presidenza 
uno o più nomi di scienziati, o letterati 'o di jiersone benemerite 
delle arti, perchè siano eletti Accademici d'onore. La proposta di 
ciascun nome deve essere accettata con firma da altri due Acoade- 



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1068 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITALL\ - 1905 

mici, e viene quindi sottoposta al Consiglio, che, approvandola con 
scratinio segreto, la trasmette all'Assemblea generale la^quale de- 
cìde con identica votazione. 

Art, 12. 

E' in facoltà del Consiglio l'elezione definitiva di Accademici 
d'onore, quando le circostanze richieggano minore impiego di 
tempo, salva sempre la partecipazione all'Assemblea generale 

Il Presidente dell'Accademia conferisce il diploma di Accade- 
mico d'onore. 

CAPO IX. 

DEI GIXJDIZII, DEI CONCOKSI E DEGLI ALUNNI 

Art. 1. 

L'Accademia dà giudizi e formula perizie di cose d'arte sol- 
tanto per incarico di pubbliche autorità e di Enti morali, non per 
conto di privati. 

Art. 2. 

I giudizi dell'Accademia nei Concorsi artistici sono emessi 
dalla rispettiva Classe e in ordine alle disposizioni testamentarie, 
con i relativi diritti ed obblighi in esse determinati. Il Presidente 
della Classe partecipa all'Assemblea generale il giudizio emesso, 
accompagnato da una relazione. 

Art. 3. 
I giudizii dell'Accademia nei Concorsi artistici sono inappcl* 
labili. 

Art. 4. 
Le discussioni che hanno luogo nella sede del giudizio, e il 
numero e la provenienza dei singoli voti debbono essere mantenuti 
nella massima segretezza, anche dopo il conferimento del premio. 

Art. 5. 
I Exigolamenti dei Concorsi vengono compilati o modificati 
dal Consiglio, sempre in ordine alle disposizioni testamentarie ed 
fUe forme di legge. 



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lAGOI B DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1069 

Art. 6. 

Le opere dei concorrenti vengono esposte al pubblico a cura 
deirAccademia. Per ciò che spetta ai doveri e ai diritti dei concor- 
renti si osserveranno esclusivamente i regolamenti e i programmi 
di ciascun Concorso. 

Art. 7. 

Iie Commissioni straordinarie, per qualunque esame, perizia 
o giudizio, sono nominate dal Presidente dell'Accademia. 

Art. 8. 

Ogni Accademico ha facoltà di proporre, in casi di dubbi d'in- 
dole artistica e prof essionale, alla respetti va Classe, di formulare un 
voto. 

Art. 9. 

I giovani allievi degli Accademici di merito delle tre Classi 
possono essere ammessi per titoli al grado di al«n»f dell'Accademia, 
e saranno disciplinati da norme speciali. 



CAPO X. 

DELLE ADUNANZE AOOADEMIOHE. 

Art. 1. 

Le adunanze generali della Accademia sono di due specie: 
cioè dei soli Accademici di merito residenti, per trattare aftari in- 
terni ed elezioni di cariche, di tutti gli Accademici, quando si 
tratta dì possessi di nuovi ascritti e di cose d'arte. 

Art. 2. 

Per qualunque adunanza generale l'ordino del giorno viene 
formulato dal Segretario, d'intesa col Presidente; ed in esso non 
può iscriversi alcun argomento che non sia stato già esaminato d ^l 
Consiglio accademico. 



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1070 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Art. 8. 

L'adunanza generale è in numero legale quando intervengono 
dodici Accademici, compreso il Presidente, tenendosi conto del- 
Tassente che partecipa la causa della sua assenza. 

Art. 4. 

Il voto è sempre personale, né alcun Accademico può farsi 
rappresentare, né inviate il voto in iscritto. 

Art. 6. 

Le deliberazioni si prendono per voto di maggioranza assoluta. 
8e trattasi di elezioni, in caso di ballottaggio, il Presidente ha dop- 
pio voto. 

Art. 6. 

Le proposte d'importanza artistica debbono essere presentate 
in iscritto alla Presidenza, la quale decide sull'ordine e sul tempo 
lu cui saranno discusse. 

Art. 7. 

E' vietato di approvare o di riprovare qualunque proposta 
por mezzo di acclamazione; ed anche di eleggere o confermare al 
cuna carica accademica in tal modo, salvo il caso che si tratti del 
Prìncipe perpetuo. 

Art. 8. 

Le adunanze dell' Accademia sono mensili, eccettuato il periodo 
dal 30 giugno al 13 novembre, nel quale esse non hanno luogo. 
Tuttavia la Presidenza ha facoltà d'intimarle anche in questo pe- 
riodo, come in qualunque altro tempo, per motivo di provata op- 
portunità. 



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USOai E DECBSTI DEL BEONO D^ITALIA - 1905 1071 

CAPO XI. 

DISPOSIZIONI OBNEBALI. 

Art. 1. 

Ogni Accademico nel prendere possesso del suo grado sia di 
merito^ sia di onore, pronuncia innanzi alla Presidenza la formola 
seguente: » Io K. N. prometto alla Beale Accademia Eomana di 
i Belle Arti di 8. Luca di adoperarmi a vantaggio dell'arte, di eoo- 
i perare all'utilità ed alla gloria dell'Accademia e di osservarne gli 
4 Statuti ». 

Art. 2. 

Agli Accademici estinti sono resi gli onori dalla Presidenza e 
dai colleghi. Nell'Assemblea generale un Accademico, o il Segre- 
tario, ne ricorda i meriti artistici e civili. 

Art. 3. 

L'apposizione di qualunque memoria, il collocamento di 
qualsiasi oggetto d'arte, l'esecuzione di qualsiasi lavoro tanto 
nella Chiesa di S. Luca, quanto nel sotterraneo di 8. Martina, e 
nelle aule e Gallerie Accademiche non può assolutamente farsi senza 
decreto della Presidenza. 

Art. 4. 

Qualunque atto contrario alle disposizioni dei presenti Sta- 
tuti è nullo, 

DISPOSIZIONI TEANSITOBIB. 

Art. 1. 

I diritti acquisiti e le funzioni in corso degli Accademici, se- 
condo gli Statuti del 1889, rimangono in vigore fino alla cessazione 
del relativo ufllcio. 

Art. 2. 

Entro un anno dalla data del Begio Decreto, che approva i 
presenti Statuti, sarà ordinata l'Accademia nel modo i|i essi pre- 
«?ntl;o, 



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1072 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Art. 3. 

L'Archivio e la Biblioteca delir Accademia saranno consegnati 
al Segretario della medesima, quando ne saranno compiuti i nuovi 

inveutarii. 

Art. 4. 

T quadri, le statue, 1 mobili, le suppellettili dell' Accademia 
fiaranuo consegnati agli impiegati responsabili destinati dalla 
Commissione amministrativa, quando ne sarà compiuto il nuovo 

inventario. 

Art. 5. 

Per effetto della esperienza acquistata nel corso del governo 
dell'Accademia, si reputa utile alla medesima il tener conto di 
proposte che possono modificare le presenti disposizioni, e che 
a tal Une possono essere presentate dagli Accademici Consiglieri 
nelle rispettive adunanze, 

V. d'Ordine di S. M. 

Oblanpo, 



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LJSOOI E DXCBETl DEL REGNO d'iTALIA - 1906 1073 

N. 150. A N. ISO. 

Rseio Dkcbbto riguardante il ntwvo modello di conto gith 
diziàle che debbono presentare i eonsegnatari di mch 
gaazini e depositi di materiali della regia marina. 

% aprile 1905. 
(PudMlMlo nMa €huxHia UffhiàU M Segno il 4 maggio 1906, h. 106) 

VITTORIO £MàNU£L£ m 

FER ORA2IA DI DIO E PER YOLONTX DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Tata la legge 17 febbràio 1884, n. 2016 (serie 3*), ed 
il regolamento per la saa applicazione, approvato con regio 
decreto 4 maggio 1885, n. 3074 (serie 8^); 

Visto il regio decreto 20 giugno 1895, n. 43*1, che ap- 
prova il regolamento pel servizio delle direzioni dei lavori; 

Vista la legge 11 luglio 1897, n. 256, ed il regio de- 
creto 23 dicembre 1897, n, 532, per l'appUpazione di detta 
legge; 

Visto il regio decreto 25 maggio 1899, n. 190; 

Visto il regio decreto 14 gennaio 1900, n. 28, relativo 
&i conti giudiziali dei magazzini e depositi della regia ma- 
rina; 

Visto il regio decreto 26 maggio 1904, n. 228, col quale 
ò stato istituito il registro analitico riassuntivo per tenere 
in evidenza la consistenza e le variazioni dei materiali e 
merci dei magazzini e depositi della regia marina; 

Sentito il parere della corte dei conti-; 

SuUa proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per la marina di concerto con quello del tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

68 — V«. IL - 1906. 

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1074 LBOOI X DECRETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1005 

Art. 1. 

I conti giudiziali che debbono presentare i consegnatari 
di magazzini e depositi di materiali delia regia marina» sono 
compilati secondo l'unito modello, a cominciare dall'eserci- 
zio finanziario 1904-905. 

Costituiscono documenti giustificativi dei conti giudiziali 
i registri analitici riassuntivi, mod. A, prescritti dal citato 
regio decreto 26 maggio 1904, n. 228, corredati dagli or- 
dini di carico e scarico, che a norma del regio decreto 
25 maggio 1899, n. 190, sono trasmessi trimestralmente alla 
corte dei conti. 

A piedi del conto giudiziale di ciascun magazzino, il capo 
deir ufficio di ecobomato dichiara, in nome proprio e per 
delegazione della ragioneria dell'amministrazione centrale, 
la conformità delle introduzioni e degli esiti dei materiali 
quali risultano dai registri analitico-riassuntivi, mod. A, coi 
dati inscritti ne^ registri dejlle direzioni e sotto direzioni. 

Art.. 2. 

II modello dì conto giudiziale fst^rbìUto con il regio de- 
creto 14 gennaio 1900, è abolito, a principiare idaU'eser 
pizio flnafLziario 1904-905. 

: Art. 3. 

11 citato regolaqiento 20 giugno 1895, s'intende modifi- 
cato in conformità delle disposizioni del presente decreto. 
Ordiniamo che ilf presente decl^to, munito del sigillo dello 
Stato, sìa inserto nella raccolta ufiiciale delle leggi e dei decret: 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di oshefvarto p 
di farlo osservare. 

Bato a Reina, addi 2 aprile 1905. 

/ni " VITTORIO EMANUELE . 

lUaisiyaìo mila CorU M dotUi adiU 28 aprile 1905 

iuta, 22. Ani del Governo a f. 46. F. MBorrn. . ' 

imio del aigillo. V. D GuardaidgiUi C. FlNOCpHIARO-APRlLE. 

r C. MlRABEII.0. 

Oarcano. 



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LEOai £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1076 

Modello 
REGIA MARINA 



JDipartimeiito di (1) 

(2) 



CONTO GIUDIZIALE 



del contabile del ma^azsdno (8) ^. 
dal al 



(1) Spesna o Napoli o Venana o Taranto. 

(S) Dimioiie o Sotto Dimione. 

(3) IMrasiooale o oonrani regie navi o deposito. 



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1076 


LBOOT 11 DBCEETT DBL SEGNO d'iTALIA • 


. 1906 








Debito 


Aumenti nel trimestre 


Totale 

del debito 

e degli 

aumenti 


al 
r luglio 


!• 


2* 


3° 


4o 



























lì cantabile sottoscritto dichiara che il suo carico al 1^ luglio 190. .. gli aumenti e le di- 
mlnuzloDi «Trenute nel corso dell*esercizio ^ iX comguei^t^ caiM3Q.al.60^ugno^ 190.. sono 
i^elk precise quantità e Talori risultanti dai registri analitici modello A d^ quattro^ trimestri 
i>elatifì al detto esercizio e nel loro complesso riportati nel presente conto. 



addi 



190 — 



IL CONTABILE 



Dichiwo, anche per delegazione della ragionerìa del Ministero della marina, la confor- 
mità delle introduzioni e degfli esiti del materiale quali risultano dai suddetti registri anali- 
tici modello A coi dati inscrìtti nei registri della (1). 



IL CAPO DBLL*UPFICIO DBLL*BC0N0MATO 



(!} Direzione Sotto-Direzione. 



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LEGGI £ DECRETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 



1077 



DiminìizioDi nel trìmestra 



20 



Totale 

delle 

diminmioiii 



Rimanenza 

allachivBura 

dell*eaercizio 



Visio: IL DIRETTORE 



j r 



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1078 LEoai E DicmiTT del regno d'italia - 1905 

N. i81. Jk N. IM. 






Riaio Dborbto e?ie dichiara zane mcUariche porzioni 
di territorio della promncia di Messina. 

26 marzo 1905. 
{PvAblkiato nella QaMMtm UflldaU M Répto il 5 maggio 1905, n. 106) 

VITTORIO EMANUELE m 

PER QRilZLL DI DIO E PKR VOLONTÀ DELLA NAZIONB 
BS D'ITALIA 

Vedute le leggi 2 novembre 1901, n. 460, 22 giugno 1902, 
n. 224, e 19 maggio 1904, n. 209, e il regolamento appro- 
vato con regio decreto 30 marzo 1902, n. Ili, che con- 
tengono disposizioni per diminuire le cause della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Messina ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di altre zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli afiari esteri. Nostro ministro ad interim per gli affari 
deir interno, e per la presidenza del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche ad ogni effetto di legge 
e di regolamento le porzioni di territorio della provincia di 
Messina distinte come risulta dall'elenco che segue, facente 
parte integrante del presente decreto che sarà vidimato, d'or- 
dine Nostro, dal ministro proponente. 



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LKGGI £ DECBETI BEL REGNO o'iTALIA - 190Ò 1079 

A cnra del signor prefetto della provincia e coll'aiuto degli 
affici finanziari competenti, per le zone ove ciò occorra, af- 
fine di precisarne maggiormente la delimitazione, sarà pror- 
yeduto alla compilazione degli elenchi dei proprietari dei 
fondi compresi sielle zone stesse, con riferimento ai dati 
censnarL 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del 8igl]^o dello 
Stato, sia inserto neUa raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Ragno d'Italia, mandando a chi\mque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 26 marzo 1905. 
VITTORIO EMANUELE. 



Sifktrato alUk OorU dm eofiM addi 29 apHU 1006. 

%. n. Ata del Qwiémo a f. 47 P. Mbuttl 
hmgo da SigUlQ. T. U GuardMigiUi RONCHETTI 



TlTTONI. 



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1080 LEOOI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

tsistenti in provinola di Messina, coli' indicazione dei risiiettivi 
confini territoriali 



L — Comune di Alcara li Fusi. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona (a destra del torrente Rosmarino) ha per 
limiti : 

la mulattiera Sant'Agata-AIcara^ dalla sponda destra 
del torrente Rosmarino alla parte superiore dell'abitato di 
Alcara; 

la mulattiera AIcara-Sant'Antonino-AcqHachiusa, dalla 
parte superiore dell'abitato di Alcara al burroncello Viddi- 
cano; 

il burroncello Viddicano dalla mulattiera Alcara-Sant'An- 
tonino-Acquachiusa al burrone Sant'Anania; 

il burrone Sant'Anania, dalla confluenza col burron- 
cello Viddicano al torrente Rosmarino; 

la sponda destra del torrtnte Rosmarino, dalla con- 
fluenza col burrone Sant'Anania alla mulattiera Sant'Agata- 
Alcara, punto di partenza. 

Nella zona resta compreso tutto l'abitato di Alcara. 
La seconda zona (a sinistra del torrente Rosmarino) ha 
per confini: 

il limite territoriale Militello-Alcara, per metri seicento, 
a partire dalla sponda sinistra del torrente Rosmarino; 

la sponda sinistra del torrente Rosmarino, dal limite 
territoriale Militello-Alcara al ponte Gatto; 

la mulattiera San Paolo, per metri seicento, a partire 
dal ponte Gatto; 

una linea virtuale congiungente gli estremi della prima 
e terza linea di confine sopradescritte. 



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LEGGI E DECRETI DEL REOKO D'iTALIA - 1905 1081 

2. — Comune di Brolo. 
Vi è una sola zona malarica, i cui confini sono: 

il limite territoriale Naso-Brolo, dalla spiaggia alla via 
provinciale ; 

la strada provinciale, dal limite territoriale Naso-Brolo 
alla sponda sinistra del torrente di Brolo ; 

la sponda sinistra del torrente di Brolo, dalla via pro- 
vinciale alla mulattiera che va al torrente Jannello; 

la mulattiera anzidetta, dal torrente di Brolo alla sponda 
sinistra del torrente Jannello; 

la sponda sinistra del torrente Jannello, dalla via mu- 
lattiera suddetta alla strada provinciale; 

la strada provinciale, dalla sponda destra del torrente 
Jannello alla sinistra del torrente S. Angelo; 

la sponda sinistra del torrente S. Angelo, dalla via pro- 
linciale alla spiaggia; 

e da ultimo questa, dalla sponda sinistra del torrente 
S. Angelo al limite territoriale Naso-Brolo. 

Nella zona resta compreso tutto Tabitato del comune di 
Brolo, 

3; — Comune di Caprileone 
Vi è una sola zona malarica, i cui confini sono : 

il limite territoriale S. Marco-Caprileone, dalla sponda 
sinistra del torrente ZappuUa alla via mulattiera detta di 
S. Giovanni o Barbuzza; 

la mulattiera Barbuzza o S. Giovanni, dalla via pro- 
vinciale alla via mulattiera Rocca-Caprileone ; 

la mulattiera Rocca-Caprileone, dalla via jS. Giovanni 
alla via mulattiera Rocca-Mirto ; 

la mulattiera RoccA-Mirto, dalla via Rocca-Caprileone 
al limite territoriale Caprileone-Mirto ; 

il limite territoriale Caprijeone Mirto, dalla via mulat- 
tiera Ròcca-Mirto ^lla sponda sinistra del torrente Zap- 
pulla; 

la sponda sinistra del torrente ZappuUa, dal limite ter- 
ritoriale Caprileone-Mirto al limite territoriale Caprileone- 
S. Marco. 



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1082 LEGGI E DKCV.LVl Dr-.L KKGNC) l/lTALIA - 1905 

4, — Comune di Caronia. 

L' intero territorio del comune, nei suoi attuali confini, 
costituisce zona malarica, eccettuatane una porzione che ha 
i seguenti confini : 

Il limite territoriale Caronia-Troina, da Trefinaidi sino 
aUa via mulattiera che dal territorio di Troina scende al 
torrente S. Barbara; 

la mulattiera anzidetta, dal limite territoriale Caronia- 
Troina al torrente S. Barbara; 

il torrente S. Barbara, dalla via mulattiera anzidetta 
al burrone Grassetto; 

il burrone Grassetto, dal torrente S. Barbara alla mu- 
lattiera che da Grassetto va alla Croce d'Anaci ; 

la mulattiera anzidetta dal burrone Grassetto alla Croce 
d'Anaci ; 

la mulattiera che dalla Croce d'Anaci va al Pizzo Pe- 
trudelle, dalla Croce . d'Anaci al torrente Rubino; 

il torrente Rubino, dalla mulattiera anzidetta sino al- 
l'altra mulattiera proveniente dalla contrada Sambuco ; 

la mulattiera Sambuco-Monte Pomiere, dal torrente Ru- 
bino sino al limite territoriale Caronia-Capizzi in prossi- 
mità del Monte Pomiere ; 

il limite territoriale Capizzi-Caronia, dalla via mulat- 
tiera Monte Pomiere-Sambuco,. sino al limite territoriale 
Caronia-Troina, in corrispondenza delle Trefinaidi, 

5- — Comune di Mirto. 

Vi è una sola zona malarica i cui confini sono : 

il limite territoriale Caprileone-Mirto, per metri cin- 
quecento, a partire dalla sponda sinistra del torrente Zap- 
puUa; . . 

la sponda sinistra del torrente ZappuUa, dal limite 
territoriale Mirto -Caprileone alla confluenza col torrente 
Galali ; 

la sponda sinistra del borrente Galati, dalla confluenza 
col torrente Zappulla al limite territoriale Mirto-Frazzanò ; 



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LEGGI E DECRKTI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1083 

il timite territoriale Mirto-Frazzanò, per metri cinque- 
cento, a partire dalla sponda sinistra del torrente Galati ; 

una linea virtuale congiungente gli estremi della prima 
e quarta linea di confine anzidescritti. 

6. — Comune di Motta d'Affermo. 
Vi è una sola zona malarica, i cui confini sono : 

il limite territoriale Motta-Reitano, dalla spiaggia alla 
strada provinciale; 

la strada provinciale, dal limite territoriale Reitano- 
Motta alla via mulattiera che da Torremuzza, passando per 
Bellomo e Piana, va a Motta; 

la mulattiera anzidetta, dalla strada provinciale al bur- 
rone Piana o S. Catavado ; 

il burrone Piana o S. Catavado, dalla via mulattiera 
anzidetta alla strada provinciale ; 

la strada provinciale dal burrone Piana o S. Catavado 
al limite territoriale Motta-Tusa; 

il limite territoriale Motta-Tusa, dalla via provinciale 
alla spiaggia; 

la spiaggia, tra i limiti territoriali Motta-Tusa e Mot- 
ta-Reitano ; 

Nella zona resta compreso tutto T abitato di Torre- 
muzza. 

7- — Comune di Naso. 
Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona ha per limiti: 

il limite territoriale Naso-Brolo, dalla spiaggia al limite 
territoriale Naso-Ficazza; 

il limite territoriale Naso-Ficazza, dal limite territo- 
riale Naso-Brolo alla sponda destra del torrente di Naso; 

la sponda destra del torrente di Naso, dal limite ter- 
ritoriale Naso Ficazza alla strada provinciale ; 

la strada provinciale, dalla sponda destra del torrente 
di Naso alla Torre di San Carro; 

la spiaggia dalla Torre di San Carro al limite terri- 
toriale Naso-Brolo, 



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1084 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

La seconda zona è delimitata: 

dalla strada mulattiera Capo Orlando-San Gregorio, i 
partire dall'abitato del villaggio Capo Orlando fino alla yi£ 
provinciale ; 

dalla strada provinciale, cominciando dailla mulattieri 
anzidetta fino alla sponda destra del torrente Zappulla; 

dalla sponda destra del torrente Zappulla partendo dalli 
via provinciale fino alla spiaggia; 

daUa spiaggia, a partire dalla sponda destra del tor- 
rente 2^ppulla fino all'abitato del villaggio Capo Orlando 
in corrispondenza dell'intersezione della via rotabile Cap< 
Orlando-Naso coll'antica via RealQ , attraversante la Piani 
di Naso. 
La terza zona ha per. confini : 

la strada provinciale per metri cinquecento, a partirf 
dalla spalla destra del ponte sul torrente Zappulla; 

la sponda destra del torrente Zappulla, dalla via pro- 
vinciale al limite territoriale Naso-Casteir Umberto; 

il limite territoriale Naso Gastell'Umberto, per metri cin 
quocento, a partire dalla sponda destra del torrente Zap- 
pulla; 

una linea virtuale congiungente gli estremi della primi 
e terza linea sopradescritte. 

8. — Comune di Pettineo. 

Vi è una sola zona malarica, i cui confini sono: 

il limite territoriale TusarPettineo, dalla sponda destre 
del torrente di Tusa alla via rotabile di Pettineo ; 

la rotabile di Pettineo, dal limite territoriale Tu»a-Pet 
tìneo a Pettineo ; 

la mulattiera Pettìneo-San Giovanni, da Pettineo al bur 
rone San Giovanni; ' 

il burrone San Giovanni, dalla via mulattiera anzidetti 
alla spontia destra del torrente di Tusa; ^ 

la sponda destra del torrente di Tusa, dalla confluenze 

col burrone Sah Giovanni al limite territoriale Tusa-Pettineo 

Nella zona rimane compreso tutto l'abitato di Pettinec 



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LEGGI E DECRETI DEL REGXO d'iTALIA - 1905 1085 

9. — Comune di Piraino. 

Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona ha per limiti ; 

la sponda sinistra del torrente Zappardino dalla spiag- 
gia alla strada provinciale; 

la strada provinciale, dalla sponda sinistra del torrente 
Zappardino al Capo dì Piraino, in corrispondenza della Torre 
dei Ciavoli; 

la spiaggia dal Capo Piraino in corrispondenza della 
Torre dei Ciavoli alla sponda sinistra del torrente Zap- 
pardino. 
La seconda zona ha per confini: 

la strada provinciale, dal capo di Piraino, in corri- 
spondenza della Torre dei Ciavoli, àUa sponda destra del 
torrente Sant'Angelo; 

la sponda destra del torrente Sant'Angelo, dalla via 
provinciale alla spiaggia; 

la spiaggia, dalla sponda destra del torrente Sant'An- 
gelo al Capo di Piraino, in co'rri'spondehza della Torre dei 
Ciavoli 
La terza zona ha per confini: 

la via rotabile di Sant'Angelo, dalla via provinciale al 
limite territoriale Sant'Angelo-Piraino;* ' 

il limite territoriale Sant'Angelo-Piraìiio, dalla Ma ro« 
tabile di Sant'Angelo, alla sponda destra del telante S. Angelo. 

la sponda destra ^ del torrente Sairt' Angelo, dal limite 
territoriflJe Sant'Angelo-Piraino alla strada proyinciale; 

la strada provinciale dalla sponda destra del torrente 
anzidetto aUa via rotabile di Sant'Angelo. 

10. — Comnne di San Fratello. 

Vi è ima sola zona malarica, i suoi '-confini sono: 
la sponda sinìAtra del torrente Inganno, dalla spiag- 
pà al viottolo Sant'Anna-Presamurata; 

il viottolo Sant'AnnsrPresamurata dalla sponda sinistra 
lei torrente Inganiio alla strada provincide Sant'Agata- 
San Fratello; 

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1086 l.VCiGJ V TìKCRKTI DEL BF.OXO d'iTALIA - 1905 

la strada provinciale Sant'Agata-San Fratello, dal viot 
tolo Sant'Anna-Presamurata, alla vìa mulattiera detta Te 
desca che da Acquedolci va a San Fratello; 

la mulattiera detta Tedesca, dalla via provinciale, S. Fra 
tello-Sant' Agata, alla via mulattiera Acquedolci-Castellaro- 
San Fratello; 

una linea virtuale, congiungente l' intersezione della mu 
lattiera Tedesca con la mulattiera Acquedolci- Castellaro ( 
r intersesdone dell' altra mulattiera Scorcianebbia col bur- 
roncello Sugherita; 

la mulattiera Scorcianebbia, dal burroncello Sugherita 
all'altra mulattiera dividente la contrada Terreforti dalh 
contrada Mascarino; 

la mulattiera anzidetta, dalla via Scorcianebbia alh 
sponda destra del torrente Furiano; 

la sponda destra del torrente Furiano, dalla mulattiera 
dividente la contrada Terreforti dalla contrada Mascarin< 
alla apiag^a; 

qùeitta dalla, sponda destra ^ del torrente Furiano alb 
sinistra del torrente Inganno. 

11. — Comune di San Marco d'Alunzio.. 

Vi è una,. sola zQna malarica i cui confini sono: 

la sponda sinifi|tra dei torrente ZappuUa, dalla spiaggia 
al limite territori£^9 «San iMarco-GaprìIeone ; 

il. limite territoriale San Marco Capirileone, dalla sponda 
sinistra del torrente Zappulla alla via provinciale; 

la strada provinciale, dal limite territoriale San Marco- 
Caprileone alla sponda destra del torrente Rosmarino; 

la sponda destra del tojrrente Rosmarino, dalla via pro- 
vinciale alla spiaggia e questa dalla sponda destra del tor- 
rente Rosmarino alla sinistra del torrente Zappulla. 

12. — Comune dì Sant'Agata di AfiliteUo. . 

Vi è una sola zopsa m<darioai, i cui limiti sono: 
la sponda sinistra del torrente Rosmarino,^ dalla spiag- 
gia dUa via provinciale; 

la strada proìdncisde, dal torrente Rosmarino al bur- 
rone Posta; 



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LEGGI E DECRETI DEL HEONO d'iTALIA - 1905 1087 

questo burrone Posta, dalla via provinciale alla via mu- 
lattiera che va alla contrada Telegrafo; 

la mulattiera deUa contrada Telegrafo, dal burrone Po- 
sta al burrone Carra in corrispondenza della contrada Te- 
legrafo; 

il burrone Carra, dalla via mulattiera anzidetta alFal- 
tra vìa mulattiera detta di Oaglio; 

la mulattiera detta di Gaglio, dal burrone Oarra sino 
al crocevia detto di Gaglio ; 

la mulattiera detta di San Giovanni dal crocevia di Ga* 
^o al burrone Minuto nella contrada San Giovanni; 

questo burrone, dalla via mulattiera Gaglio-San Gio- 
vanni alla sponda destra' del torrente Inganno ; 

la sponda destra del torrente Ingaiino, dalla confluenza 
col burrone Minuto alla spiaggia; 

questa^ dalla spondft destra d^l torrente Inganno alla 
sinistra del Rosmarino. 
13. — Comune di^ Tusa. ^ 
Vi è una sola zona, ina^rica, i pui confini sono: 

il limite territoriale TusaMotta d'Affermo, dalla spiag; 
già alla strada provinciale Messina- Palermo: 

la strada' provinciale anzidettft, dal limite territoriale 
Motta-Tusa alla strada rotabile di Pettineo; . 

la strada rotabile di'Pettineo,; dalla strad^a provinciale 
al limite territoriale Tus^r-Pettineo; 

il limite territoriale Tusa-Pettineo, dalla via rotabile 
di Pettineo alla sponda sinistra del toji^rente di Tusa; 

la sponda sinistra del torrente di Tusa, dal limite ter- 
ritoriale Tusa-Pettineo alla confluenza col burrone San Pan- 
taleo segnante Taltro limite territoriale Tusa-ÌPettìneoj 

il burrone San Pantaleo^ segnante il limite territoriale 
Tusa-Pettineo, sino alla yia mulattiera che passando da Oa* 
mone e Sampolito, va a JTusa; V 

la mulattiera anzidetta, dal burrone Sé^u Pantaleo alla 
strada rotabile di tusa; 

la rotabile di Tusa^ dalla v^a mulattiera proveniente 
da Sampolito e Camene alla strada provinciale; 



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1088 I^aGI E DECEBTI DEL RKONO D*ITALIA - 1905 

la strada provinciale, dalla vìa rotabile di Tusa alla 
sponda destra del torr0ii;te San Biagio; 

la sponda destra del torrente San Biagio dalla via pro- 
vinciale alla spiaggia; e da uttinio questa dalla spenda de- 
stra del torrente San Biagio al limite territoriale Tusa- 
Motta d'Affermo. 

14. — Comuni di Cesarò e San Teodoro. 

Vi è una sola zona malarica costituita da porzioni con- 
tigue del territorio di ciascuno dei detti due comuni, e cir- 
coscritta: 

a) pel comune di Cesarò: 

dal Kmite territoriale Troina-Cesarò, a partire dalla via 
mulattiera di Bottiglierfa flEno alla spónda sinistra del fiume 
di Troina ; * 

dalla sponda sinistra del flume^di Troina, a partire dal 
limite territoriale Cesarò-Troina fino alla confluenza del 
fiume di Brente. 

dalla sponda destra del fiume Brente a partire dalla 
confluenza del àume di Troina flno alla confluenza col fiume 
Semantile; 

dalla sponda dedtra del fiume Semantile cominciando 
dalla confluenza col fiume di Brente 'flìio al limite territo- 
riide Cesarò-Broùte. » 

dal lìmite territoriale Cesarò-BroAte per metri sette- 
cento (m. 700) a partire dalla s^^onda destra del Seman- 
tile; . . ' 

da una liilea virtuale passante a melri settecento a 
mónte della sponda destra del Semantile e parallelamente 
alla sponda medesima, h partire dal limite territoriale Ce- 
sarò-Bronte fino alla via mulattiera detta del Nadore; 

ddlla mulattiera del Nadóré a partire dallo i^contro 
con la linea virtuale anzi descrltjba fino all'altra mulattiera 
che va alla . casa cantoniera Malamogliera ; . 

dalla via ùazionale cominciando dalla^ cantoniera Ma- 
lamogliera fino alla via mulattiera detta di Bol^glieria; 

dalla mulattiera di Bottiglieria cominciando dalla via 



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LEGGI E DECRETI DEL HEGXO d'iTALIA - 1905 1089 

nazionale fino al confine territoriale Cesarò-Troina in cor- 
rispondenza della contrada Bottiglieria. 
h) pel comune di S. Teodoro : 

a levante : dal limite territoriale Cesarò-S. Teodoro, a 
partire dalla sponda sinistra del fiume di Troina fino alla 
strada nazionale; 

a mezzogiorno : dal tratto di sponda sinistra del fiume 
di Troina compresa fra i due limiti territoriali di est ed 
ovest dei comuni di Cesarò e S. Teodoro ; 

a ponente : d^J limite territoriale Cesarò-S. Teodoro^ 
compreso fra la sponda sinistra del fiume di Troina e la 
strada nazionale; 

^ settentrione : dal tratto di strada nazionale compresa 
fra i limiti territoriali di ponente e levante dei comuni di 
Cesarò e S. Teodoro. 

15. — Comune di Santa Bomei^ca Vitto^a. 
La zona malarica ha per confini : 

il limite territoriale Roccella-Valdemone- Santa Dome- 
nica dalla via mulattiera RoccellaContrada Torrazza-Santa 
Domenica alla sponda sinistra del fiume Alcantara; 

la sponda sinistra del fiume Alcantara dal limite ter- 
ritoriale RoccellarSanjta Domenicct al limita territoriale Santa 
Domenica-Randazzo ; , 

il limite territoriale Santa Domenica-Randazzo dalla 
sponda sinistra del fiume Alcantara al burrone Secco ; 

il burrone Secco dal limite territoriale Santa Dome- 
nica-Randazzo alla via mulattiera Santa Domenica-Ter- 
razza; 

la mulattiera Santa Domenica-Terrazza dal burrone 
Secco al lìmite territoriale Santa Domenica-Roccella. 

16." — Comune di Spadafora S. Martino. 
La zona malarica ha per confini : 
il torrente Spadafora o Cocuzzaro, segnante il limite 
territoriale Spadafora* Venetico, dalla Spiaggia alla strada 
provinciale. 

d9 — VoL. II. - 1905. 



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1090 LEGGI K nKCIlTCTI DEL REGNO d'iT.ÌLIA - 1905 

la strada proviiioìale, dal torrente Spadafora o Cocuz- 
zaro al torrente Fondaeonuovo, segnalate il limite territo- 
riale Spadafora-Rometta. 

il torrente Fondaconuovo» dalla strada provinciale alla 
Spiaggia; 

la Spiaggia, dal torrente Fondaconuovo al torrente Co- 

N. B. — Nella zona sopradesoritta è compreso tntto 
l'abitato di Spadafora. 

17. — Comune dì Venetico. 

La zona malarica ha per confini: 

il (torrente Siena OiPalmara, segnante il limite torri- 
torialeipVenetieo-Yaldina dalla spiaggia a^a via provin- 
ciale; 

la strada provinciale, dal torrente Siena o Palmara al 
torrente Cocuzzaro o Spadafora, segnante il limite terri- 
toriale Spadafora-Venetino. 

il torrente Co<;uzzaro e Spadafdra, dalla strada pro- 
vinciale' alla spiaggia ; .' 

la spia.ggia, dal torrente Cocnz2aro al torrente'^ Siena 
o Palmardf. ' " ' • 

N. B. — ' NiBllà "zona sopradescrittii è compr^o tntto 
l'abitato delle borgate Carmine-Liddotto e Bagni. 



VhtOy (Pordine di S» M.i 
11 ministro deirinter oo^ 
TITTONL 



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LEGGI £ DECBEXI DEL B£G>'0 d'iTALIA - 1903 1091 

N- ÌS2. Jk N. 1S2. 




Regio Dscrsto che istituisce presso il Ministero della mad- 
rina un consiglio superiore della marina mercantile^ 

2 aprile 1905. 
(P^mtu» m$Um QmMwma^Vfìl^U del ÌU^no U 3 maggio 190&, n. 104). 

YmomO EMANUELE IH 

PCB «BAZIA. DI MO B PKR TOLOM TÌ. DBUJl MAZIOMS 
BB D'ITALIA 

Visti i re^: decreti in data 18 luglio 1885, n. 3596; 
6 dicembre 1889, n. 6562; 23 agosto, 1898, n. 397, sul^ 
rordinamento del consiglio superiore della marina mer- 
cantile; 

Riconoficiuta^ lai necessità di modificare la composizione 
^ le attribuzioni del suindicato consigplio superiore ; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Udito il Gonsìglip dei ministri; 

SaUftì proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
la marina; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 
É istituito', presso il Ministero della marina, un consi- 
glio superiore della marina mercantile. 

Arti 2. 
Il consiglio può esser chiamato a dare il suo parere : 
1* — su tutti i disegni di leggi, di regolamenti e dì de- 
creti di massima riguardanti la marina mercantile ;' 

2* — sulle proposte' di m()dìfiòazioni della circoscrizione 
marittima stabiKta dal codice per Ta marina mercantile ; 



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1092 LEGGI E DECENTI DEL REGXO D*ITALIA - 1905 

3*^ — su tutte le questioni di massima relative all'or- 
dinamento amministrativo della marina mercantile; 

4^ — a richiesta dei Ministeri competenti, sulle parti 
controverse dei trattati di commercio e di navigazione degli 
accordi internazionali che riguardino la navigazione, la pe* 
sca, la industria marittima in generale e gli interessi della 
gente di mare nazionale; 

5® — sull'ordinamento del servizio dei porti, sulla siste- 
mazione del servizio ferroviario in relazione col movimento 
della navigazione, sulle proposte di istituzione di consorzi 
portuari, sulla classificazione dei porti e sulle proposte di 
opere marittime che devono essere eseguite di concerto 
fra i Ministeri della marina e quello dei lavori pubblici; 

6"" — sulle proposte di nuove tasse e diritti marittimi 
principali e supplementari, sulla applicazione delle tasse e 
dei diritti esistenti, sulle questioni di massima e reclami re- 
lativi, sulle proposte' di nuove tariffe dì diritti consolari e 
suirapplìcazione dì quelli vigenti, sulle proposte di age- 
volazioni da usare, in materia di tasse e di diritti, verso 
la bandiera nazionale e le bandiere straniere, sulle pro- 
poste di trattamenti differenziali e sui relativi reclami; 

7* — sii tutte lè proposte di léggi, di regolamenti e 
di decreti relativi al trasporto per mare dei passeggeri 
e degli emigranti, sulle questioni di massima riguardanti 
l'emigrazione, relativamente alle attribuzioni dell'ammini- 
strazione marittima e su di ogni altro argomento ohe, re- 
lativamente al trasporto dei passeggeri e di emigranti, 
possa interessare la marina mercantile nazionale, compreso 
le questioni riguardanti il trattamento da usare verso . le 
navi straniere che vengono ad esercitare tali traffici nei 
porti nazionali e le agevolazioni che si concedono per di- 
rigere emigranti njsizionali a prendere imbarco nei porti 
stranièri;., 

8"* — sull'istituzione dei servizi marittimi postali e 
commercisili, sui rapporti fra il servizio ferroviario e quello 
marittimo postale sul^e questioni relative al funzionamento 



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LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 1093 

dei servizi già esistenti nei rapporti dell' interesse pubblico, 
su di ogni proposta di sovvenzione diretta o indiretta per 
lo stabilimento di lìnee di navigazione, ed infine su di ogni 
altro argomento riguardante l'espansione del commercio ma- 
rittimo nazionale; 

9^ — sul servizio di sanità marittima, relativamente 
agli' interessi della marina mercantile, nei limiti delle at- 
tribuzioni dell'amministrazione della marina, sui reclami re- 
lativi al trattamento sanitario usato verso navi nazionali 
in porti stranieri, sulle proposte di imposizioni di speciali 
diritti, ed infine sul sistema sanitario marittimo in ge- 
nerale ; 

10* — sull'ordinamento della regia scuola superiore 
navale, degli istituti nautici e dell' insegnamento nautico in 
generale e sui relativi programmi; 

11^ — sull'esercizio della pesca, per quanto riguarda 
le attribuzioni dell'amministrazione della marina mercantile, 
sulla ripartizione del litorale in distretti di pesca, sulle con- 
cessioni ai sindacati per le società cooperative ed alle so- 
cietà in generale fra i pescatori e relativi ^ regolamenti ; 
fiulle: questioni relative al trattamento usato verso ì pescar 
tori nazionali in acque straniere, sull'ammissione di pesca- 
tori stranieri nei mari dello Stato, sulle istituzioni desti- 
nate a promuovere la industria della pesca o la istruzione 
dei pescatori; 

12* — sulle proposte di leggi, di regolamenti, e di de- 
creti relativi alla previdenza ed all'assistenza della gente 
di mare, sulle proposte di fondazioni di istituti destinati a 
regolare l'ofierta e la richiesta di lavoro della gente stessa, 
e di società cooperative fra le persone addette al servizio 
della navigazione e dei porti; 

13® — sulle opportanità di addivenire alla concessione 
di parti del demaliio marittimo, dei porti, delle rade o delle 
spiaggie per lo stabilimento di opere di speciale importanza 
per l'industria ed il' commercio marittimo nazionale, con- 
cessione negata dal Ministerp della marina o da altre am- 
ministrazioni dello Stato. 



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1094 T-KGGI E DECRETI DEL REGNO d'ITALIA - 1905 

In questo caso il parere del oonsigUo superiore deve es- 
sere chiesto tanto sulla domanda delle parti interessate c^ 
degli enti pubblici. 

Art. 3* 

Se consenzienti le parti ed annuente il ministro della ma^ 
rina potrà, anche sulla richiesta di enti piAblici/ essere 
chiesto il parere del consiglio superiore sulle questioni di 
carattere collettivo concementi i rapporti* fra la gente di 
mare, compresi i lavoratori dei porti e gli arm^ètori, le so- 
cietà di navigazione e gli esercenti di piA^lici servizi nei 
porti. 

Art. 4. 

Il consiglio può, di sua iniziativa, proporre al ministro 
della marina le riforme della legislazione, le inchieste ed i 
provvedimenti che reputa utili all' incremento dell' industria 
marittima nazionale ed agli interessi della gente di mare. 

Art. 5. 

É in facoltà del ministro della marina di chiedere 11 pa- 
rere del consiglio su di ogni altra materna che non sia fra 
quelle indicate nei precedenti articolile 4she abbia attinenza 
«Ha marina mercantite. 

Art. 6. 
Il consiglio si compone di membri di diritto e di mem- 
bri designati. 

Il numero complessivo dei membri del consiglio è di 
trenta. , 

Sono membri di diritto: 
Il direttore^ generale del personale, e del servizio mili- 
tare al Ministero della marina; 

Il direttore generale delle costruzioni navali; 
il direttore generale della marina mercantile; 
IL direttore generale delle gabelle; 
Il maggiore generale medico, ispettore del servizio sa* 
nitario militare marittimo; 

L'ispettore del corpo delle capitanerie . di portp; 



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LEGGI E DECRETI DKL REGNO n'iTALlA - 1905 1005 

L'ispettore generale deirindHstria e del commercio al 
Ministero di agricoltura, industria e commercio; 

L'ispettore superiore dei servizi marittimi al Ministero 
delle poste e dei telegrafi; 

Il direttore capo della divisione « affari commerciali » 
al Ministero degli affari esteri; 

Il capo dell'ufScio del lavoro; 

Un funzionario superiore del Ministero dei lavori pub- 
blici (opere idrauliche); 

Un funzionario superiore del Ministero dell'istruzione 
pubblica (insegnamento nautico); 

Un delegato del consiglio di emigrazione; 

Il direttore della regia «cucia superiore navale di 
Genova; 

Il direttore del registro italiano; 

Un funióonario del personale deiramministrazione cen- 
trale della marina (direttore . capo divisione) che avrà l'in- 
carico di segrfetariodel conaiglio. 
Sono membri designati: 

Due scelti fra le persone più versate nelle discipline giu- 
ridiche ed economiche, relative alla marina mercantile e 
nella pratica della industria della navigazione; 

Tre scelti fra le associazioni marittime e fra i gli ar- 
matori; 

Due sc^ti, a turno, fra i èomponenti le camere ' di com- 
mercio ' d^le àittà m^arittime ; 

Due direttori di casse degli invalidi della marina mer- 
cantUe; 

Un direttore di cantiere di costruzioni navali; 

Un direttore di stabilimento siderurgico ; 

Un rstppfesentante dei capitani marittimi; 

Un rappresentante dei macchinisti navali; 

Un rappresentante dei lavoratori del mare e dei porti. 

Art. 7. 
I membri del consiglio* sono npminati con decreto ^reiJe, 
sulla proposta del ministro della marina. 



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1096 LEOQI E DECRETI DEL EEOXO d'iTAUA - 1905 

I membri designati durano in carica tre anni e possono 
essere riconfermati. 
Essi sono nominati dal ministro della marina. 

Art. 8. 

Per la validità delle deliberazioni occorre che sia pre- 
sente più della metà dei membri del consiglio. 

Art. 9. 

I lavori del consiglio saranno diretti da un presidente e 
da un vice presidente da nominarsi fra i membri di esso, 
con decreto reale, i quali rimangono in carica per tre anni. 

Art. 10. 

II consiglio si raduna in sessioni ordinarie nel maggio e 
nel novembre di ogni anno. 

Potrà anche essere radunato in sessioni straordinarie. La 
convocazione del consiglio è fatta dal ministro della marina, 
sia direttamente sìa su proposta del presidente. 

Art.. IL 

11 consìglio è ripartito in 4 sezioni: 

1* Della navigazione in generale, dei trattati ed ac- 
cordi intemazionali, delle costruzioni navali del diritto ma- 
rittimo in tempo di guerra; 

2* DeHa protezione della marina mercantile, delle tasse 
e diritti marittimi, di tutte le questioni relative all' industria 
dell'armamento; 

3* Del servizio dei porti, delle concessioni del demanio 
marittimo, della pesca e dei pescatori; 

4* Delle istituzioni di previdenza e di assistenza per 
la gente di mare, delle leggi e dei regolamenti di carat- 
tere sociale. 

Art. 12. 

L'assegnazione dei membri del consiglio alle rispettive 
sezioni sarà fatta dal presidente, il quale potrà sempre mo- 
dificarla. 



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LEGGI E D£CHKTI DEL EEGNO d'iTALXA - 1905 1097 

Art. 13. 
Ciascuna sezione procede all'esame preliminare secondo 
la propria competenza, delle materie che debbono essere 
sottoposte all'esame del consiglio superiore ed elegge nel 
suo seno un presidente. 

I presidenti delle sezioni costituiscono il comitato perma- 
nente del consiglio superiore. 

Art. 14. 

Al comitati permanente è preposto il vice presidente del 
consiglio superiore. 

É membro efiettivo di diritto del comitato il direttore 
generale della marina mercantile. 

II segretario del consiglio superiore esercita, con diritto 
di voto, le stesse funzioni presso il comitato. 

Il presidente del consìglio superiore può intervenire nelle 
adunanze del comitato: in tal caso ne assume la presidenza. 

Art. 15. 
Il comitato riassume i lavori compiuti dalle commissioni, 
e designa un relatore che ha T incarico di riferire al con- 
siglio superiore. 

Art. 16. ; 
Il comitato è convocato dal ministro della marina sia di- 
rettamente, sia sulla proposta del proprio presidente e anche 
del presidente del consiglio superiore. 

Art 17. 

Le questioni di carattere collettivo indicate nell'art. 3 
sono sottoposte all'esame del comitato, nel quale, in tal caso, 
però, dovranno sempre intervenire i rappresentanti delle 
parti in controversia, per esporre le proprie ragioni, senza 
che abbiano diritto a voto. 

Qualora le parti non accettino il parere del comitato, e 
ne facciano esplicita domanda, sarà chiesto il parere del 
consìglio saperiore in adunanza generale. 



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1098 LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1905 

Art. 18. 
Il ministro della marina ha facoltà di chiedere il parere 
del comitato sulle questioni di competenza del consiglio su- 
periore, qualora questo non sia radunato. 

Art. 19. 
Il comitato si raduna durante gli interyalli che corrono 
fra le sessioni del consiglio superiore. 

Art. 20. 
Le norme per il funzionamento intemo del consiglio e per Tor- 
dine dei lavori saranno determinate con decreto ministeriale. 

Art- 21. 

Per Tesame di determinati argomenti possono essere ag- 
gregati al consiglio, mediante decreto ministeriale, dei mem- 
bri straordinari, i quali avranno gli stessi diritti dei membri 
ordinari 

Con consenso del ministro, il presidente può fare intervenire 
nel consiglio, a semplice titolo consultivo, (|uelle persone che 
egli creda necessario di interrogare sulle questioni in esame. 

Art. 22, 
In fine di ogni anno il presidente presenterà al Bodnistro 
della marina una relazione sui lavori fatti dal consiglio, che 
sarà pubblicata nella Gaazetta Ufficiale del Regno. 

Ordiniamo che il pi^ente decreto, mnaito del sigiHo delio 
Stato/ sia inserto nella raccolta ufficiale dell» leggi e d^ decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

n$^htraio ai^ Corié^^M' «onU addi Sg anriU 1905. 

Bàg, 22. Alti d4l ao9«rno a A 44 P. Mkzzktti 
LiOffQ dei aigilìo. V. li Gcardaglgiili C. FINOCCHIARO-APRILE. 

C. MlRABBLLO. 
A. FORTIS. 



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LEGGI E DECRETI DEL BEGXO d'iTALIA - 1905 1099 

N. im. A N. f sa 




Lseos che costituisce in comuni autonomi le fl^azioni 
di Verderio Superiore e Verderio Inferiore. 

9 aprile 1905. 
(PuMOcola mUa <3«fjr#lia UffiaUde d^i JU^no U 3 maggio 19l5, n, 104). 



VITTORIO EMANUELE HI 

pm ORAZU DI DIO S PER VOLONTÀ DSLLA NiJKIOmi 
BE DXTALZA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sttizionato e promulghiamo 'quattto segue: 

Art. 1. 
Le due frazioni di Verderio Inferiore e di Verderio Su- 
periore jiono costituite in comuni autonomi. 

. Art. 2. 

Il Governo del Re è autorizzato a dare le dìspoaizioni 
opportune per l'attuazione della presente l^ggd dal T gen- 
naio 1906. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 9 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

iMogo del Sigiih. V. D GaardaBÌgilli C. PINOCCHIARO-APRILE. 

A. FORTIS. 



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1100 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



N. 1S4 JAi N. f S4 




Legge che costituisce in comune autonomo la frazione 
di Soìbiate Amo e Monte. 

9 aprile 1905. 
{PuMiùata nella Qatxtiia JJfAdaU del Kegfio il 3 maggio Wb, n. 104) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PER ORAZU DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Il Senato » la Camera deitdepujtati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Articolo unico. 

La frazione di Solbiate Amo e Monte è separata dal co- 
mune di Albizzate (Milano) e costituita in comune auto- 
nomo. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
nserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Itegno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 9 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

Luogo dsl Sigillo. V. Il Qoardasigilli C. FINOCGHIARO-APRILE. 

A. FORTIS. 



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LSOai E DECSETI DEL BEONO D^ITALXA - 1906 1101 

N. 16S. A N. ISS. 






Rboio Decreto che approva alcune varianti al piano di ri- 
sanamento della città di Palermo e dichiara dt ptibblica 
utilità il prolungamento della via Roma in quella città. 

23 marzo 1906. 
(PiOmoaio neUa QMMetta UfflcUOe del Megna V 8 w%aggio 1006, n. 108 

VITTOBIO EMAIRJELE DDt 

PER QRAZU DI DIp E P«R VOLONTI DELLA MAnOIIB 
Bl A' IVJLLIA 

Viata la domanda presentata dal comune di Palermo af- 
finchè: ' 

a) sia dichiarato di pùl)blìca utilità ti prolungamento 
della? via Roma nei due tratti compresi fra le vie Bandiera 
e Bara e tra le vie Vittorio Emanuele e Divisi; 

t) siano approvate alcune varianti al piano di risana- 
mento deUa città approvato con la legge 19 luglio 1894, 
n. 344; e precisamente nelle zone 3* e 4* del rione Latta- 
rmi, 5* e 6* del rione Santa Rosalia e 2* del rione Stazzone; 
e) sia concessa iJ'comime la facoltà di espropriare le 
zone laterali tanto per le opere progettate come varianti al 
piano di risanamento approvato con la citata legge, quanto 
per i due nuovi tratti della via Roma, giusta le disposi- 
zioni delia legge sulle espropriazioni e col diritto di chia- 
mare a contributo i proprietari dei beni confinanti; 

Visti i piani particolareggiati delle opere da eseguire in 
data 27 novembre 1897 e 5 maggio 1904; 

Visto Fart. 8 della'legge 19 maggio 1904, n- 185, Tari 3 
della legge 19 lùglio 1894, n: 344, e la legge 25 giugno 1865, 
n. 2359; ''" ' 



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1102 LEOOI S DECBBTI DEL RSQKO D*ITALU ^ 1905 

Considerato che in virtù del combinato disposto degli ar- 
ticoli 2 della legge 19 luglio 1894 e 8 della legge 19 mag- 
gio 1904, per il solo fatto della regolare approvazione delle 
varianti al piano di risanamento e del progetto particola- 
reggiato delle altre opere cui è accordata la precedenza su 
quella del piano medesimo, deriva al comune la facoltà: 

a) di espropriare le zon^ laterali alle nuove vie e piazze 
con le norme sancite dall'art. 2 del regio decreto « ^ lu- 
glio 1886, n, 3983 (serie 3'); 

b) di chiamare a termini degli articoli 77, 78, 79, 80, 
81 della vigente legge sulle espropriasnoni a contribuire 
nelle spese del piano, e delle opere cui è accordata la pre- 
cedenza, i proprietari dei beni confinanti o contigui alle 
opere che verranno eseguite; 

Ritenuto che regolare è il procedimento seguito e che 
durante il periodo della >pubblica2aoxi0 del progetto furono 
presentate nove opposizioni o cioè: 

l** da Palminteri Melchiorre' percltè una sua villetta, 
fu totalmente, compresa fra le zone da espropriarsi, nventre 
una sola parte di essa è necessarìst per le ope;re pjrogettate ; 

2*^ da Vito Rallo perchè il numero dei vani del. suo 
stabile indicato nell'elenco sarebbe inferiorid alla realtà; 

3"* dal principe di Fitalia : a) per difformità fra il ^iano 
di esecuzione e il. piano. parcellare relativamente al suo pa- 
lazzo compreso neUer espropriazioni; b) perchè, iliiupiéFO di 
vani ad esso assegnato è inferiore alla realtà; e) perchè a 
suo avviso la proposta variante potrebbe essere vantaggio* 
samente sostituita da un'altra coa Ja quale la mi^gioir papte 
del palazzo verrebbe risparmiata; 

4"" da Bonanno Cal^neo , Francesco Paolo priB|CÌpé di 
Lingùaglossa per f ar , rjlserva ' riguardo ai danni <?he dal 
taglio potranna derivar!^ al suo fondo e per propprro una 
variante; 

5"*. da,. La Mattini9k Giovaivnx: a) perohò venne «omesso 
neirelanco un yano ad uso magdzzin^ di sua. pròprieÌÀ; 
b) perchè i corpi di fabbrica in via San Cristoforo figurano 



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LEGGI B DECRETI DEL BKG^rO D'ITALU - 1SK)6 1103 

a 8Q0 avviso illegalmente come espropriandi in vlrth della 
legge sul risanaaiBnto ; e) per proporre una variantei; 

6* da Algerino Giuseppe, Bracco Gaetano ed altri per 
affermare il loro preteso diritto a non essere espropriati 
in base allÀ legge sul risanamento di Napoli; 

7"* da Russo Giuseppe, Baldi Gaetano ed altri per pro- 
porre in sostituzione della variante nel rione Santa Rosa^- 
lia il ri tomo al primitivo progetto col semplice allarga- 
mento della via Stazione; 

8* 'da Cardinale Salvatore perchè i'espropriasione non 
avvenga gìnsta la legge di -risanamento, trattandosi a suo 
avvisa di puri e semplici miglioramenti; 

9" da Aragcma Pfgnatelli Cortes Giuseppe, duca di Ter- 
ranova, per protestaftpe contro Tespropriazione di una zona 
laterale alla via Roma attualmente coltivata a giardino e de* 
stinata per i nuovi uffici del Museo nazionale e per nuovi* 
fabbricati; 

Ritenuta che il consiglio comunale di Palermo ha accolto 
il primo reclamo di Fatmintèri Melchiorre ed ha dichiarati 
irricevibSi o idamminsibili gli' altri in base a ragioni aecet^' 
tate dairilffifeiò del genio civile; 

Considerato che quanto ai vari reclami che rilevano una 
discordanza fra il numero reale dei vani dei loro stabilì e 
quello dichiarato' n€*reletico,' o- romissione- di una intera 
parte dei loro fondi, il consiglio comunale opportunamente 
rìspondei che tali dati sono defunti da* indicazioni catastali 
e che quindi i reclamanti devono imputarea se stessi tale 
dlf!o[rmit& oinsu€teiesiza che^ non si curarono di far rilevare; 

Che uguale ragione può con^apporsi ^al reclamo del prin^- 
cipe di Fitalia che lamenta una differenza ira'* il piamo di 
esecuzione e il piano parcellare; 

Che le varianti proposte da alcuni dei reclamanti per 
evitane od attenuare il. danno dei loro fondi, o non possono 
accogliersi; riguaraando la parte del proge^ito ormai defini- 
tivamante .app;^ovata e non compresa nelle varianti, o de- 
vono .respingarsi per sicure ed evidenti ragioni tecniche; 



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1104 LEOOt E DECBBTI DEL BEQNO d'iTAUA - 1905 

Che airofiservazione di tre dei reclamanti, di essere stati 
cioè i loro rispettivi fondi designati nel progetto come spro- 
prìabili in base alla legge sul risanamento di Napoli e quindi 
con maggior sagrìfizio del privato interesse, e non in base 
alla legge comune, può agevolmente rispondersi che tale de- 
terminazione procede daUa legge approvante il piano di ri- 
sanamento e che quindi i reclami in quanto si oppongono 
ad essa devono essere dichiarati irricevibili; 

Che il reclamo del principe di Linguaglossa il quale per 
le suesposte ragioni è da respingersi, per la parte che pro- 
pone una variante, ò altresì da ritenersi intempestivo per 
la parte che riguarda la determinazione della indennità; 

Che infine non. può neppure ritenersi accoglibile il re- 
clamo del duca di Terranova, giacché la parte del giardino 
Monteleone compresa fra i terreni da espropriare, e desti- 
nata dal comune ai nuovi locali del museo, è compresa ira 
le zone laterali che il comune chiede ed ha diritto di espro- 
priare come necessarie per indiscutibili ragioni tecniche al- 
Tattuazionedel piano; tnentre la destinazione data fin da 
ora dal comune all'area non può infirmare tali ragioni; 

Ritenuto che uniformandosi al disposto dell^art. 8,capov. S"*, 
della leggci 19 miaggio 1904, già citata, il comune di Pa- 
lermo ha presentato I-elenco ideile opere da rinviarsi per 
l'importo complessivo di lire 17,199,595. 71 con la data 
r marzo 1904;, , 

Uditi i pareri del consigUO' superiore dei lavori pubblici 
e del consiglio di Stato; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per 
gli affari esteri interim dell'interno e per i lavori pubblici; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Respinte le opposizioni e le osservazioni piii sopra rego- 
larmente i^saminate: 

Sono approvati i piata particolareggiati di esecuzione dól 
prolungamento della vìa Roma nei tratti compresi fra le vie 



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uggì S SKRKTI del REOVrO O'ITALIA - 1906 1105 

Bara e Bandiera e tra le vie Vittorio Emanuele e Divisi, 
redatti dall'ingegnere Felice Qiarrusso capo dell^uffioio di ri- 
sanamento di Palermo, e visti d'ordine Nostro dai ministri 
proponenti nelle tre planimetrie in data 5 maggio 1904, 
uell'elenco delle espropriazioni in data 27 novembre 1897 
e negli altri due in data 5 maggio 1904. 

Sono approvate le varianti al piano di risanamento deUa 
città di Palermo e precisamente: alle zone 3* e 4* della 
parcella n. 13 (rione Lattarinì), alla zona 5* e 6* della 
parcella n« 8 (rione Santa Rosalia) ; alla zona 2^ della par- 
cella n. 7 (rione Stazzone). 

E approvato l'elenco delle opere da rinviarsi per l'im- 
porto di lire 17,190,595.71, visto d'ordine Nostro dai mi- 
nistri predetti nell'apposito quadro in data 1* marzo 1904 a 
firma dell'ingegnere capo Felice Giarrusso. 

E assegnato il termine di anni tre da oggi per il com- 
pimento delle espropriazinni e dei la\rorì. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osiservario e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma^ addi 23 marzo 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Ma CorU ad ótmU addi 11 maggio 1906. 
Jbf. 22. Atd M Ga9€mo a f. 51. P. Mkzitti 
ItMfo da mgilUh r. U Ovardaiigim RONCHETTI. 



TlTTONI. 

Tedesco. 



70 — Toii. IL • 100& 

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1 106 LRGOI X DECRETI DEL IBOICO d'IZAUA - 1906 

N. 18G. JU N. 158. 



tfii 



Regio Decreto c^ disciplina il reclutamento e le promo- 
zioni nel personale di bassa for^a delle capitanerie di 
porto. 

2 apiile 1905. 
{JhMIkai» nslla QoMMtita UffietaU del Bégno TS maggio i905| «. 108^ 

VrrrOBIO EMANUELE m 

PXR ORAZIO DI DIO E PER VOLONTI DELLA NAZIONI 
EE D'ITALIA 

Visto il regio decreto 20 novembre 1879, n. 5166 (se- 
rie 2*), che approva fl regolamento per la esecuzione del 
testo unico del codice per la marina paercantile; 

Visto il regio decreto 17 novembre, 1904, m 650, circa 
il reclutamento della bassa forza del corpo delle capitane- 
rìe di porto; 

Sentito il parere del consiglio superiore di marina, del 
consiglio di Stato e del Consiglio d^i ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro delia marina e di con- 
certo con quello di grazia e giustizia e dei culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Gli articoli 53, 54, 55, 56 del predetto regolamento ma- 
rittimo 20 novembre 1879, n 5166 (serie 2*), sonò modi- 
llcdti e sostituiti dai seguenti : 

Art. 53 — Le nomine a marinaio di porto e le suc- 
cessive promozioni di classe e di grado sono fatte con de- 
creto ministeriale. 

• ^ Art 54. — Le promozioni da marinaio di porto di 
2* classe a marinaio di 1* classe sono conferite per anzia- 
nità, con esclusione doi non meritevoli. > 



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isaoi M sfcuiz BU UMNO b'italu - 1906 1107 

Le promozioni da marinaio di porto di 1^ classe a secondo 
nocchiere sono conferite metà a scelta, metà per anzianità. 

Le promozioni da secondo nocchiere a nocchiere di 2* e 
da nocchiere di 2^ a nocchiere di 1* sono conferite esclu- 
sivamente a scelta. 

Una commissione composta di un capo sezione del Mini- 
stero presidente e di due ufficiali di porto procederà an- 
nualmente, in hase alle note caratteristiche trasmesse dai 
capi di compartimenti, alla compilazione delle liste di avan- 
zamento, in relazione alle vacanze che per ciascun grado e 
per ciascuna classe si potranno verificare, presumibilmente 
nel corso dell'anno. 

Art, 55. — Un quarto dei posti di secondo nocchiere 
e di nocchiere di porto sarà riservato ai sottufficiali del 
corpo reale equipaggi i quali ne facciano demanda entro il 
trimestre anteriore al cougedamento e purché il posto si 
renda vacante nel termine di due anni dòpo il congeda- 
mento. Sono esclusi da tale beneficio i sottufficiali delle ca- 
tegorie furieri ed infermieri, nonché quelli di qualsiasi ca- 
tegoria riformati per imperfezioni fisiche che impediscono 
di prestar servizio nei porti. * 

Nelle nomine dei sottufiiciali al quarto dei posti di secondo 
nocchiere dì porto sarà data U precedenza a quello, tra gli 
aventi diritto^ che abbia maggiore anzianità di servizio sotto 
le armi e, in caso di pari anzianità, al maggiore di età. 

Art 56. — Gli- individui ddla bassa forzai del corpo 
delle capitanerie di porto sono assimilati ai gradi del corpo 
reale equipaggi nel seguente modo : 

Nocchiere dì porto di lodasse — Nocchiere di 1*; 
Nocchiere di porto di 2* classe — Nocchiere dì 2* ; 
Secondo nocchiere di porto; — Secondo nocchiere; 
Marinaio dì porto di 1* classe e 2* — Marinaio scelto e 
comune. 

Per le trasferte per motivi di servizio e nei casi (A tra- 
mutamento da una sede ad un'altra detto personale rice- 
verà le competenze stabiKte per gli agenti civili di basso 
servizio» _ ^,. , .4 



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1108 taooi i uoÈnf aie finàM tfnOUZ ■ lOU 

Art. 2. 
Nulla è innoyato circa le dispoBizionl del suddetto rego- 
lamento marittimo concernenti la bassa forza delle capita- 
nerie di porto per quanto riguarda la diyisa, le norme di- 
sciplinariy il diritto ai proventi eventuali, le licenze, le at- 
tribuzioni varie, ecc. 

Disposizioni transitorie. 

Art. 3. 
Le disposizioni contenute negli articoli 54 e 55, saranno 
applicate allorquando entrerà in vigore il nuovo organico 
della bassa forza portuaria, in conformità dall*art. 6 del re- 
gio decreto 17 novembre 1904, numero 650. 

Art. 4. 
I marinari di porto reclutati prima dell'attuazione del 
nuovo organico stabilito col regio decreto 17 novembre 1904 
dovranno, per essere promossi al grado dì 2"" nocchiere, 
soddisfare alla condizione di saper leggere e scrivere. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale <Ielle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
ii farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELK 

M$pis1raio tUla Cort$ dM etmM oidi lo n%a§gio 1905. 

JUg. 22. Atti del Governo a f. 50. F. Mbuvri. 
Lkogo del Sigyilio Y. U Gvardasigìlli C FLNOCCH ARO-APRUiE. 

C. MlRABELLO. 

A. FORTIS. 

C. FlNOCCmARO-APRILB 



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Maòl E DECHteTl DEL HEGNO D*ITALtA - 1906 1109 



N. 137. JA| D. 187. 




Regio Decreto che istiluisce un posto di notaro 
nel. comune di Omignano. 

9 aprila 190B. 
iy%àklkan mUa QiUUMa UffMaU da Magno U 6 mmggiù 1906^ n. 107) 



VITTOJUO EMAl^JELE m 

Pnt GRAZIA DI DIO E PER VOLONTI DELLA MAZIOini 
BB D'ITALIA 

Vista la deliberazione, con la quale, il consiglio comunale 
di Omignano ha chiesto T istituzione di un posto notarile in 
quel comune; 

Visti 1 .pareri emessi al riguardo dal consiglio provinciale 
d| Salerno e del consiglio notarile di Vallo della Lucania; 

Visto Fari. 4, alinea, della legge notarile, testo unico del 
25 maggio 1879 n. 4900, (serie 2'), e la tabella, che de- 
termina il numero e la residenza dei notari del Regno, ap- 
provata col regio decreto dell' 11 giugno 1882, n. 810 
(serie 3*); 

Ritenuta la necessità della chiesta istituzione; 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segretario 
di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo ùnico. 

É istituito un posto di notaro nel comune di Omignano, 
distretto notarile di Vallo della Lucania. 



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Ilio LEGGI 15 DECRETI DEL REGNO D^ITALIÀ - ld06 

Ordiniamo cfie il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a ciiiunqae spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 9 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELB 

SUgiHfatù atta CorU dH eon(t addi 1* maggio 1905. 

Éag. %% Aiti del Governo a f, 49. F. Mbzzktti. 
Imgo dei Sigillo, y. D OixardasigiUi a FINOCGHTARO-APRILB. 

C. FiitoocHT ARO Aprale 



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tÈdÙt t tZCtttt ÈBt ntGXO D^ITALIA - ld05 Hit 

N. 188. gU N. ìliS. 




Reoic Decreto che approva fi regolamento pe^ la esecu- 
zione delta legge i4 febbraio 19(^4, n. 36 y sui mani- 
comi e sugli alienati. 

5 marzo 1905. 
{PìMlkato nsUa QaxMéUa TJffieiaìs del Regno il 17 maggio 1005» ti. IIQ 

VITTORIO EilANUELB m 

PER GRAZIA DI DIO E PER YOLQIITJI DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 14 febbraio 1904, n. 36, sui. manicomi 
e sugli alienati ; 

Veduti ì pareri del consiglio superiore di sanità e del 
consiglio di Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro jninistro segretario di Stato 
per gli affari dell' intemo ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico* 

È approvato Punito regolamento per Tesecuzione d<^lla 
legge 14 febbraio 1904, n. 36, sui manicomi e sugli alienati. 

Detto regolamento sarà vidimato e sottoscritto, d'ordine 
Nostro, dal ministro dell' intemo. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
<ii faiio osservare. 

Dato a Roma, addì 5 marzo 1905. 

VirrORIO EMANITELE 

JMiinM c/te Cbrlf dèi canti addi 4 maagio IS»( 5. 

Em. 2t àm dd aw€MU> a f.6i.lf. Mtfsvm 
blf iti affOk. y. ^ OiMdariilU ROMoasm 

QlOUTTIi , 

., . _, ^oogle 



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Ili 2 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

REGOLAMENTO 
par la esecuzione della legge 14 febbraio 1904, n. 36 



CAPO 1. 



Manicomi pubblici e privati ed altri luoghi di cura 
e di ricovero degli alienati. 

Art. 1- 

Sono compresi sotto la denominazione di manicomi e sottopo- 
Htx alio prescrizioni della logge 14 febbraio 1904, n. 36, e del pre- 
sente reyjolamento tutti gì istituti pubblici provinciali, le istitu- 
zioni pubbliche di beneficenza e gli stabilimenti privati che, sotto 
qualsiasi denominazione di ricoveri, case o ville di salute, asili e 
simili^ ricoverino alienati di qualunque genere. 

Fanno parte integrante dei manicomi le colonie agricole o fa- 
miliari da essi dipendenti. ^ 

Le colonie agricole o familiari autonome, cioè non dipendenti 
da maoicumi, sono considerate, agli effetti della legge, come mani- 
comi. 

Art. 2. 

Sdoo comprese sotto la denominazione di case private, di cui 
al 2^ e 3^ comma dell'articolo V della legge, tutte quelle case pri- 
vate, esclusa la casa propria deiralienato o della sua famiglia, che, 
BBO^a c^8sere organizzate a stabilimento, ricevano uno o due alle- 
natì^ a norma degli articoli 13, 14 e 16 del presente regolamento. 

Art. 3. 

Ogni manicomio, sia pubblico, sia privato, non può ricoverare 
elis il II amero di alienati consentito dalla accertata capacità dei 
locali di cui dispone, e deve avere i locali ripartiti in guisa da assi- 
curare la separazione dei due sessi e delle diverse categorie di alle- 



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LEGGI E mSCBBTI BEL REGNO d'ITALIA - 1906 1113 

nati, in coniormità 4eIlej8trn£Ìoiu cbe^Baranno emanate dal mini- 
stro dell'interno^^sentito^il^oonsiglio Buperiore di aanità. 

Art. 4. 

Ogni manicomio, sìa pubblico, sia privato, ad eccezione degli 
latitati di cui all'articolo 6, deve ayere: 

a) un locale distinto e separato per accogliere i ricoverati 
in via provvisoria, in maniera che questo locale non abbia alcuna 
comunicazione con gli altri reparti del manicomio, e preferibil- 
mente ne formi una parte distaccata, od almeno abbia separato 
ingrèsso ed apposito personale di assistenza ed abbia una o più 
stanze separate per i pericolosi e gli agitati; 

b) locali dove i malati possano occuparsi nel lavoro preferi- 
bilmente in forma di colonie agricole; 

e) locali di isolamento pei malati pericolosi ricoverati defi- 
nitivamente e per quelli in osservazione giudiziaria, 

d) locali di isolamento per malattie infettive; 

e) provvista di acqua e fognatura corrispondenti ai bisogni 
dell'istituto ed alle esigenze dell'igiene; 

/) un gabinetto fornito di quanto è necessario allo studio ed 
alla diagnosi e cura dei malati. 

I manicomi che provvedono agli alienati, la cui spesa è a ca- 
rico della provinda, debbono avere comparti spedali per gli impu- 
tati prosciolti per infermità di mente ai sensi dell'articolo 46 del 
codice penale e pei condannati che abbiano espiata la pena« 

I detti manicomi possono essere dispensati da quest'obbligo 
quando la provincia provveda al ricovero dei detti alienati o in 
altri manicomi provvisti dei comparti speciali, o riunendosi in con- 
sorzio con altre Provincie. 

I manicomi pubblici debbono avere un locale speciale pei le 
autopsie degli alienati. 

Art. 5 

Sono esenti dall'obbligo dei riparti di osservazione e di lavoro: 

a) le cliniche psichiatriche, le quali funzionino come reparti 
di osservazione; 

b) gl'istituti privati e i reparti per pensionanti negli istituti 



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1 114 J tÈÒGl È DfiCRÈTÌ DEL REGNO D^TTAUA - 190S 

pubblici, ^riandò gli uni e gli altri abbiano dimore distinte pet 
ciascun pensionante; 

e) lo sezioni di ospedale, in cui gli alienati sono provvisoria- 
mente ammessi o trasferiti da altre sezioni^dell'ospedale stesso. 

Art. 6. 

Olì istituti pubblici o privati, destinati a ricoverare soltanto 
alienati cronici tranquilli, eb^ti, cretini, idioti, ed in generale indi- 
vidui colpiti da infermità congenita, non pericolosi a sé od agli altri, 
uè BuBcettibili di cura, sono tenuti, all' osservanza dei commi a), 
h)j d), e)j /), del precedente articolo 4 e di tutte quelle norme che 
valgano ad assicurare il trattamento igienico e l'assistenza dei ri- 
coverati. 

Art. 7. 

L'amministrazione del manicomi pubblici è rispettivamente 
affidata: 

a) al consiglio provinciale, il quale la esercita per mezzo 
della deputazione provinciale, pei manicomi mantenuti dalle Pro- 
vincie: 

b) ad un consiglio, nominato dai rispettivi consigli provin- 
ciali^ per quelli consorziali^ secondo le speciali disposizioni dei re- 
lativi atti di costituzione; ' 

a) alla congregazione di carità od all'amministrazione spe*. 
ciale deir opera pia, in conformità della legge e delle tavole di fon- 
dazione, per i manicomi che hanno carattere d'istituzione pubblica 
di benefìcenza. 

Art. 8. 

La deputazione provinciale ed il consiglio consorziale possono 
delegare; nei limiti e colle cautele da stabilirsi nel regolamento orga- 
nico di ciascun manicomio, ed in conformità al disposto del 2° 
comma deU'articoio 32, l'esercizio delle rispettive funzioni ammini- 
strative di vigilanza e di esecuzione ad uno dei propri membri, da 
scegliersi preferibilmente fra quelli che dimorano nel^luogo ove il 
manicomio ha sedò. 



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L&Oai E DfiCBBtt D£t REGNO B^ITALIA - 1905 lll5 

I Art. 9. 

L'amministrazione dei manieomljpriyati è regolata dai parti- 
colari Btotnti e regolamenti. 

Deve però essere notificato al prefetto ed al procuratore del 
Be il nome dell'amministratore e di qnello che sia destinato a sosti- 
tuirlo in caso di assenza o d'impedimento, ed ogni cambiamento 
che si yeriflcasse al riguardo. 

Art. 10. 

I manicomi pubblici ed i pubblici istituti di cui aU'articoIo 6 
dovranno averei oltre al regolamento speciale prescritto dall'arti- 
colo 6 della leggCi un regolamento organico, da deliberarsi dall'am- 
ministrazione provinciale o dalla commissione amministrativa, se 
trattasi di opera pia, nel quale siano determinate, fra l'altro, e le 
categorie e il numero del personale amministrativo o tecnico; i 
diritti ed i doveri dei vari impiegati; i rapporti fra i vari ordini di 
impiegati e le responsabilità di ciascuno, le norme per i vari servizi 
di fornitura e di manutenzione. 

Questo regolamento organico sarà approvato, nei modi stabi- 
liti dalla legge comunale e provinciale o da quella sulle istituzioni 
pubbliche dì beneficenza, secondo che si tratti di stabilimenti pro- 
viaciali, anche consorziali, o di opere pie. 

Art. 11. 

Chiunque intenda di istituire uno stabilimento pel ricovero e 
la cura degli alienati deve presentarne domanda al prefetto, corre- 
data del piano edilizio, del progetto di regolamento speciale di cui 
all'articolo 6 della legge e di una relazione particolareggiata sull'or- 
dinamento dell'istituto, sulle norme igieniche, sulla ubicazione ed 
orientazione di esso, e sul numero di alienati che l'istituto è desti- 
nato a ricevere. La relazione deve dimostrare anche l'osservanza di 
tutte le prescrizioni contenute nell'articolo 4, salvo il disposto 
dell'articolo 6. 

Uguale domanda deve essere presentata per qualsiasi modifi- 
cazione essenziale del piano edilizio o dell'ordinamento dell'isti* 
tuto» 



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1116 LEOOt E 1>ECSE±I Dfit REGNO D^ITALIA - 1905 

Art 12, 

Il pn^fetto, compiate con la commissione di vigilanza le oc- 
correiitì yerlfiche, e sentito il parere della commissione stessa e del 
consiglio provinciale di sanità, nonché, ove lo creda opportuno, 
queUo di altri tecnici, se ritiene che l'autorizzazione possa essere 
coQcessaj trasmette con sua relazione gli atti al Ministero deirin- 
terno^ per T approvazione, da parte del consiglio superiore di sa- 
nità, prescritta dal secondo comma dell'articolo 6 della legge, del 
regolami^oto speciale dell'istituto. 

Soltanto dopo l'approvazione del regolamento il prefetto ri- 
lascia raiitodzzazione con suo decreto, nel quale determina anche 
il numero massimo degli alienati che potranno essere ricoverati 
neiriatituto. 

Le Bpc&e occorrenti, sia per le verifiche che il prefetto credesse 
compiere, sia per il parere dei medici alienisti che egli reputasse di 
domatidat e, sono a carico di chi ha presentata la domanda. Il pre- 
fetto può anche richiedere che il medesimo depositi anticipata- 
mente por tali spese, presso la tesoreria provinciale, una somma 
determinata in via approssimativa, salvo l'obbligo di versare la 
maggiore gomma che potesse in fine risultare necessaria. 

Art. 13, 

Kon può essere autorizzata la cura in una casa privata che per 
uno Q due alienati. 

Art. 14. 

Pere li è possa essere autorizzata la cura in una casa privata, 
ciiA non sia la casa propria dell'alienato o della sua famiglia, oc- 
eorrt^ che sia dimostrata: 

a) la salubrità dell^ casa e la sua capacità a ricevervi conve- 
nientemente l'alienato, e l'a.datta disposizione degli ambienti; 

h) la sua ubicazione, che dev'essere fuori dei centri abitati, 
ed avere possibilmente una sufficiente estensione di terreno an- 
nesso; 

e) la possibilità che l'alienato sia adibito a qualche lavoro, 
preferibilmente agricolo; 



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tSGoi E jmCRsm del regno d'Italia - 1905 1117 

d) la compoBÌ£Ìone della famiglia ed i lavori in cui essa è 
occnpata, in maniera che si scorga se Talienato possa avere la 
dovuta cnra ed assistenza, e sia eliminata ogni probabilità di pe- 
rìcolo per l'alienato o per altri, e di pubblico scandalo; 

e) la buona condotta e la moralità dei componenti la fa- 
miglia; 

/) l'assistenza medica assicurata, con l'indicazione del sa- 
nitario che assumerebbe la cura dell'alienato. • 

art. 16. 

Chiunque intenda ottenere rautorizzazione per la cura di alie- 
nati estranei nella propria casa, deve farne domanda al prefetto. 

Il prefetto, assunte le debite, informazioni e compiute all'oc- 
correnza le opportune verifiche, se riconosce che la domanda me- 
rita di essere accolta, la fa iscrivere in apposito elenco del quale 
dà partecipazione al prociirat^ore del Re della circoscrizione in cui 
ha sede il manicomio e al direttore di quest'ultimo. 

Il direttore di un manicomio, che sotto la sua responsabilità 
autorizza la cura di un alienato in una casa privata, sceglie la casa 
stessa fra quelle autorizzate dal prefetto. 

' Art. 16. 

1 direttore del manicomio può istituire speciali corsi teorico- 
pratici per coloro che intendono ricevere alienati in casa privata. 
Tali corsi non possono durare meno di' sei mesi e possono essere 
fusi coi corsi di cui all'articolo 24 del presente regolamento. 

j lì direttore è autorizzato a rilasciare, secondo le norme stabi- 
lite dall'art. 24, terzo comma, di questo regolamento, attestati di 
idoneità a chi frequenta L corsi medesimi. 

Le famiglie delle quali fa parte persona munita del detto at- 
tentato o uno degli ex -infermieri od ex -sorveglianti contemplati 
nel capoverso dell'art. 22, devono di regola essere preferite nell'as- 
segnazione degli alienati aUa cura in casa privata, quando 'non 
manchino gli altri' requisiti di cui nel precedente articolo 14. 



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1118 X^BOGI E DBCSSn IMBL REGNO Vf^JTJOJA - 1906 

CAPO II. 

PERSONALE DEI HANIOOHI - NOMINE ED ATTRIBUZIONI. 

Art. 17. 

IN'essnQO può essere nominato a qualsiasi ufficio nei mani- 
comi pubblici e privati, se non sia cittadino italiano e maggiore 
di età e se non abbia serbato costanteoiente buona condotta 
morale e civile. 

Oli amministratori dei manicomi privati che adibiscano im- 
piegati in contravvenzione alle dispoBizioni del presente articolo 
sono soggetti ad una pena pecuniaria estensibile a lire trecento. 

Art. 18. 

Per l'approvazione dejle deliberazioni di nomina degli im- 
piegati e salariati dei manicomi pubblici, compresi i consorziali, 
nulla è innovato alle disposizioni dclle;leggi sull'amministrazione 
comunale e provinqiale e sulle istituzioni pubbliche di benefi- 
cenza, i 

Art. 19. 

Nei manicomi pubblici la nomina del direttore e dei medici 
non può aver luogo che per concorso. 

La nomina viene fatta rispettivamente dal consiglio provin- 
ciale o dalla rappress^ntanza consorziale o dall'amministrazione 
dell'istituzione pubblica di beneficenza fra i' primi tre classifi- 
cati dalla commissione di cui nell'articolo aeguente. i 

Pei manicomi privati la nomina dev' essere denunziata al 
prefetto, che può annullarla nel termine di 30 giorni dal rice- 
vimento della notifica, se il nominato . non ha, oltre a q.-uelli 
stabiliti dall'articolo 17, i necessari «requisiti di moralità e com- 
petenza tecnica. 

Art. 20. 

I concorsi, per la nomina del direttore e ^ei medici di un 
manicomio pubblico bebbono essere fatti per titoli scientifici e 
pratici e giudicati da una commissione composta di tre o di 



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ZJMOX X USCISTI wsL REGNO b'italu - 1906 1119 

cinque membri, dei quali uùo, nel primo caso, e due, nel se- 
condo, debbono essere professori universitari di psichiatria or- 
dinar! straordinari. Nel concorso per la nomina dei medici il 
direttore del manicomio fa parte di diritto della commissione 
esaminatrice. 

A parità di altri titoli costituisce titolo di preferenza il ser- 
vizio prestato nello stesso manicomio. 

I membri delle commissioni esaminatrici non debbono essere 
parenti né affini, entro il quarto grado civile dei concorrenti, e 
non debbono essere interessati in alcun modo^ neanche indiretto, 
nella gestione del manicomio. 

Art. 21. .. 

Per essere ammessi al concorso per la nomina a direttore, 
occorre comprovare di possedere i requisiti previsti dall'arti- 
colo 17, e di avere prestato servizio in manicomi od in cliniche 
psichiatriche per non meno di un quadriennio. 

Per il concorso a medico basta comprovare la competenza 
tecnica acquistata per studi speciali compiuti o per servizi pre- 
stati in manicomi o in cliniche psichiabiche. 

Art. 22. 

I 
Nei manicomi pubblici e privati il personale di vigilanza, 

sotto qualsiasi denominazione eserciti le sue funzioni, cioè di 
sorveglianti, capi-infermieri o simili, d^ve e^ere scelto fra per- 
sone che abbiano apecùali attitudini e adeguala coltura, e che 
abbiano riportato i'attcatato di idoneità alla qualità di sorve- 
gliante, di cui air articolo 2i. La nomina sarà^ fatta su proposta 
del direttore. 

Possono anche essere, sulla proposta del direttore medesimo, 
promossi ai gradi suddetti gli mfermìeri, che abbiano prestato 
servizio per tre anni almeno, e sieno stati sperimentati capaci 
alle relative funosioni. 

Art. 23. 

Oli Infermieri, sia nei manicomi pubblici che privati, debbono 
essere dotati di sana costituzione fisica riconosciuta con app9- 



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1120 XiEOOI S DECRETI DEL BEGNO d'iTIUA - 1905 

sita visita medica, e saper leggere e scrivere ed aver riportato 
l'attestato di idoneità di cui all'articolo 24. 

Essi non possono esser nominati se non sn proposta del di- 
rettore. 

Art. 24. 

TI direttore del manicomio, o personalmente o per mezzo di 
medici del manicomio stesso da Ini prescelti, deve istituire corsi 
speciali teorico- pratici per la istruzione degli infermieri allievi e 
di quelli interni e, possibilmente, anche per la formazione di un 
buon personale di vigilanza. 

I corsi debbono aver la durata di sei mesi almeno per gli 
infermieri e di un anno per gli inspiranti alla qualità di sorve- 
glianti. 

II direttore è autorfzzato a rilasciare attestati d'idoneità ri- 
spettivamente agli infermieri ed agli aspiranti alla qualità di 
sorveglianti che, avendo frequentato il corso con assiduità, 
avranno superato con buon esito un esame teorico-pratico finale, 
che sarà dato davanti ad una commissione composta del medico 
provinciale, del direttore medesimo e di un delegato dell'ammi- 
nistrazione. 

Oli attestati d'idoneità rilasciati in un manicomio pubblico 
sono validi per l'ammissione in qualunque altro. 

Art. 26. 

Il ministro dell'interno può, sulla proposta della commis- 
sione provinciale di vigilanza, rilasciare attestati di beneme- 
renza ai direttori e medici di manicomi pubblici e privati, i quali 
si siano specialmente segnalati per attitudine e zelo nel tenere i 
corsi di cui nei precedenti articoli 16 e 24. 

Art. 26. 

La nomina dei medici, del personale di sorveglianza e degli 
infermieri dei manicomi pubblici diventa deflnitiva»dopo due aniu 
di esperimento. 

Art. 27. 

n licenziamento dèi medici dev'essere deliberato almeno tre 
mesi prima della scadenza del biennio dal consiglio provinciale 



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LEGGI E DKCRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1121 

o dalla rapprcsentaiiza coDSorzfale, o cfalVamministrasiune del- 
Tistituartone pubblica di beneficenza. 

Traacorso il periodo di esperimento, le ammini^trajtioni pre- 
dette non possono licenziare il medico se non per motiri ^avi 
che debbono essergli contestati in iseritto, con invito a presen* 
tare, pure in iscritto^ nel termine di giorni 16, le sue ginatifl- 
cazìoni. 

La relativa deliberazione motivata dovrà essere presa dal 
consiglio provinciale con l'intervento almeno di due terzi dei 
consiglieri assegnati alla provincia, o dalla rappresentanza con- 
sorziale, o dairamminìstrazione déiristitnzlone pubblica di be- 
neficenza col voto favorevole della maggioranza assoluta dei 
membri componènti l'asseniblea leònsorziale o Tamminlstrazione 
stessa. 

Art. 28. 

Al direttore dei manicomi pobblioi « privati, per T^aercizio 
della piena autorità sul servigio interno sanitario e dell'alta sor- 
veglianza su queUo economico per tutto ciò che concerne il trat- 
tamento dei malati^ nonché t^er l'esercizio del potere disciplinare 
bqI personale dipendente, spetta, di: , . 

a) provvedere all'ammissione ed Sil Jioenziamento dei ma- 
lati secoudo le norme stabilite dalla leg^^ e dal prosente rego- 
lamento; 

h) sopraintendere alla cura fisica e morale dei ricoverati e 
regolarne i rapporti colle famiglie ed esterni; 

e) organizzare tutti i servizi dello stabilimento, provocando 
airoccorrenza i provvedimenti dell'amministrazione, in mode ri- 
spondente agli intenti di esso e sopra tutto al benessere dei ri- 
coverati, all'igiene, alla sicurezza, al decoro dell'istituto, in con- 
formità dei progressi de}la scienza e della tecnica dei manicomi; 

i) distribuire e regolare le funzioni dei medici e del per- 
sonale di vigilanza e degli infermieri, in modo che ciascuno abbia 
la responsabilità effettiva del rispettivo .ufficio ; ; 

e) vigilare a che tutto il personale dello stabilimento^ in 
ogni ramo di servizio, adempia ai propri doveri, ed esercitare i 
poteri disciplinari addatigli dai rispettivi regolamenti ; 

71 — VoL. II. - 1905. 



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1122 LEOOI £ DKCaETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

/) denunciare alle eompetenti autorità qualsiasi fatto ac- 
caduto o atto compiuto da persone addette allo stabilimento, 
che cada setto la sanxione del codice penale o.di altre leggi 
vigenti ; 

g) sorvegliare tutto ciò ohe concerne il servizio economico 
interno. 

Art. 29. 

Per le case di salute speciali presso gli ospedali civili, de- 
stinate abitualmente a servire di ricovero ad un numero limi- 
tato di alienati cronici e tranquilli, le funzioni di direttore pos- 
sono essere esercitate, agli effetti della legge e del presente 
regolamento, dal direttore medico dell'ospedale al quale è an- 
nessa la casa di salute, o, in mancanza, da chi ne esercita le 
funzioni. 

Se la casa di salute è affidata ad un medico specialista, questi 
deve avere irequisiti contemplati dilV^rtìcóìoil od esercita le fun- 
zioni di cui ncirarticolo.28, menò Quelle indicate nella lettera ^). 

i Art. 30. 

* 

Nelle sezioni di ospedali, che sono éomparti di osservazione 
per alienati, la 'nomina dello specialista deve* essere fatta per 
concorso, còlle norme degli aiticeli 19, 20 e 21. Ad ee^ò spette- 
ranno le funzioni di cui nell'articolo 28, meno quelle indicate nella 
lettera g). ' * 

Nelle cliniche psichiatriche che funzionano da* comparti di 
osservazione tutte le funzioni di cui nell'articolo 28 spetteranno 
ai direttore della clinica. 

Art. ai. 

Nei manicomi pubblici il servizio economico iìitèrna è affi- 
dato ad un' economo, a cui spetta la eretta responsabilità del- 
l'esecuzione dei provvedimenti relativi, e presta la prescritta cau 
zione, nei modi e nella misura che verrà stabilita col regolamento 
di cui al precedente articolo 10. 

Il delegato nominato dàiramministrazione nel caso di cui 
air artìcolo 8 del regolamentoinvigila su tutto l'andamento ammi- 



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LRQQl E DBCRBTI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 . 1123 

BìstratiTO ed economico del manicomio e suiresercizio delle f iin- 
àoai dell'economo. 

Quando il gervìxio economico sia molto importante e com- 
plesso, specialmente a causa della gestione di opiflct interni o di 
apposite aziende, è data facoltà alle amministrazioni del mani- 
comi di nominare, oltre Teconomo, nn capotecnico, e ciò senza 
pregiudizio dell'alta sorveglianza spettante al direttore sul ser- 
vino stesso per tutto ciò cbe concerne il trattamento dei malati, 
e ferma restando all'economo la funzione esecutiva e contarle 
di cui al primo comma. 

Il regolamento organico determinerà le funzioni del capo- 
tecnieo. 

Art. '32. 

Spetta ai medici di sezione, od a coloro che ne hanno le fun- 
zioni, sotto la sorveglianza del direttore, la cura dei malati e la 
vigilanza e responsabilità del servizio tecnico e disciplinare nei 
riparti rispettivi. 

■ì » ... i. 

Art. SS. 
li. , . . 

Spetta al personale di vigila^^, sotto gli ordini del direttore 
e dei medici, di curare che diagli, inferA^ieri e dal personale dj 
servizio siano cigorosamente osserviate le prescrizioni ,e gli orari, 
e aia siantenratf^ desta L'attività, e Io zelo di essi, riferendo ai 
superiori intorno alle eventiiali mancanze del personale ed a tuttq 
eiò che riguarda i malati ed il servizio. 

Art. 34. 

Spetta agli infermieri, sotto la dipendènza del direttore, dei 
medici e dei capi -infermieri, di sorvegliare ed assisterei malati 
affidati a ciascuno di essi ; vigilare attentamente affinchè questi 
non nuocciano a sé e s^gli .altri, e. sia provveduto ad ogni loro 
bisogno; curare, per quanto è possibile, di adibirli a quello oc 
oupazloni che dai medici fossero indicate come adatte all'indole 
e alle attitudini di ciaBCuno ; eseguire tutte le presenzipni im- 
partite dai superiori per la buona manutenzione del locali, degli 



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1124 * L^GGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA - ]f)06 

arredi, ecc., e riferire immediatamente ai saperiori stessi tutto 
quftAtQ concerne i malati ed il servizio. . , 

. Bi9pondQn.o dei malati loro affidati e della custodia degli 
strumenti impiegati pel lavoro. .,, 

Non possono. ;rlcorrere, a mezzi coer;Cì ti vi,^ se non in casi ec- 
cezionali col permesso scritto del medico. "Sei caso di. contrav- 
venzio;ae a questo divieto sono soggetti ad una pena pecuniaria 
estensibile a lire 100, senza preziudizio delle maggiori responsa- 
bilità in cui potessero incorrere a' termini di legge. 

liTell'adempi mento dei loro doveri debbono aver sempre pre- 
senti le disposizioni contenute negli articoli 371, 375, 386, 390, 
391 e 477 del codice penale. 

Copia a stampa di questi deve essere costantemente tenuta 
affissa in ciascuno dei reparti del manicomio. 

Art. 36. r 

* * • . , 

La proporzione tra il numero dei medici, degli infermieri e 
del personale di assistenza e quello degli alienati di ogni mani- 
comio pubblico privato deve essere determinata nel regola- 
mento speciale di cui airarticolo 5 della legge. 

Il servizio medico,^ 'di infermierf e di vigilanza fion deve 
mancare né di giorno né di notte; e derve essere' ussiébrato nei 
modi e coi turni da stabilirsi eoi regolamenti i^t^ecillli^ provve- 
dendo a che tutto il personale di assistenza abbia ' il fiee^ssario 
riposo. • '* " 

CAPO III. 

kUrnS^lOT^B DEGLI ALIENATI NEI LUOGHI DI OXJR^ E DI RICOVERO. 

' . . ' ' * "^ . 

Art 36- . ,' .- 

L'ammisst.one degli alienati in un manicòmio ò là cti^a in 
una rasa privata, che non sia quella dell^lienato o della sua fa- 
nnglìa, dev'essere chiesta dai V»i*^iiti neirordino in rlii sono te- 
nuti agli alimenti, ai tenuini deirarticolo 142 'dèt còdice* civile, 
ovvero dai tutori, protutori o curatóri.' ^ i ■ 



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L^OI E DECRETI DEL REGNO d'ITAUA - 1905 1125 

La doQianda [)<^t ricovero in un uiaiiicomio, o per l'autoriz- 
zazione della cura in casa privata d'un alienato, deve essere pre- 
sentata al pretore o airautorità locale di pubblica sicurezza e 
firmata, da chi la produce e portare l'indicazione del domicilio, 
della condizione del richiedente e dei suoi rapporti con l'alienato, 
e il vÌ9io del sindaco del comune dove questi dimora. 

Insieme con la domanda, le persone indicate nell'articolo 36 
debbono presentare il eertàfioato medico e^ se non trattasi di 
caso d'urgeBJta, i'altto di notorietà dji cui al secondo comma del- 
l'articolo 2 della legge. 

.- : . Art. «8. 

U ceitifìcato medico deve essere rilasciato da un medico eser- 
cente non vincolato da legami di parentela, ent^o il quarto grado « 
civile, col malato, o col direttore o prpprietkrio del manicomio, 
né appartenènte al manicomio' siefUsó, o alla casa di saluta" avente 

reparti anche per alienati. 

j • . 

Art. 39. 

Il, certifiQi^to medico deve. «accertare: . . 

a) l'indole dell^ infermità mentale, indicando i sintomi, 
r.origijQjer, il, decorso, ^ f38^,.e via dicendo; 

h) la necessità di ricoverare il malato nel manicomio, atte- 
stando, pve pecorra, la necessita dell'im mediato ricovero di ur- 
genza; ^ : r, ' 

e) la possibilità; .^i trasportar^ l'alienato al manicomio, per 
le condiisioni^ fisiche in cui si trova senza grave noc.umento della 
sua salute. .. . / 

Il certificato ' dev^essere rilasciato in dupliòe copia, una per 
uso deU'autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza, e Taltra per 
uso del direttore del manicòmio, a norma degli articoli seguenti. 

Art. 40. 

L'ajtt.o di np^tor^età deve essere co m^pilato dal pretore o, nei 
eomuni che non sono sede di pretura, -dal sindaco, é deve ri- 



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1126 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'ITALIA - 1905 

sultare dalle deposizioni giurate di quattro testimoni che abbiano 
i requisiti di leg^c^, siano riconosciuti come persone probe e de- 
gne di fede, e siano estranci alla famiglia deiralienatp, ma pos- 
sibilmente dimoranti in prossimità della casa di quest^ultimo. 

L'atto di notorietà dere essenzialmente riguardare i fatti e 
le circostanze che fanno ritenere lo stato di alienazione mentale 
dell'indi viduo. 

Art. 41. 

Il certificato medico e l'atto di notorietà luiu sono più ya- 
lidi se presentati dopo quindici giorni dalla loro data. 

Art. 42. 

L'autorità locale di pubblica aicnrezza, appena viene a cono- 
fSK^enza in seguito a denunzia od altrimenti, di un caso di alie- 
nazione mentale, se scorge in esso l'assoluta urgenza di provve- 
dere immediatamente senza attendere l'autorizzazione del rico- 
vero provvisorio dal. pretore, dispone, con ordinanza motivata, 
il ricovero provvisorio stesso in base af certificato medico ed in 
conformità del S'' comma dell'articolo 2 della legge. 

Art. 43. 

Il pretore del mandamento doVe trovasi Talienato emette 
l'ordinanza di autorizzazione del ricóvero di esso 111 via provvi- 
soria nel manicomio, qualora dal certificato' mèdiéo ristrlt) che 
possa essere trasportato. ' ' ' * * ' 

Quando dal certi^cato medico risulta che ralienàtò non'può 
essere trasportato per le condizioni fisiche in cui si trova, il pre- 
tore sospende l'emissione dell'^ordìnànza di ricovero provvisorio, 
mandando al sindaco del luogo ove rfsle^é l'alienato di dare le 
disposizioni opportune perchè siano evitati eventuali pericoli 
4^11' alienato ed agli altri^.fino a che sia accertato,* con altro 
certificato medico, che possa essere trasportato, in seguito a 
che il pretore emette l'ordinanza di autorizzazione del ricovero 
provvisorio. 

il sindaco che non ottemperi alla disposizione del precedente 
capoverso è soggetto ad una pena pecuniaria estensibile a lire 
trecento. 



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JJEQGl E DECBEn DEL REGNO d'ITAMA - 1906 1127 

Art. 44. 

Sulle domande di autorizzazione alla cura In case prirate, 
le quali risultino conformi alle disposizioni degli articoli 13 a 16 
del presente regolamento, il precBratore del Be provvede i0 ria 
provvisoria. 

Il tribunale, prima di emettere l'ordinanza di autorizsaaione, 
deve accertare, coi mezzi che ritiene opportuni, lo stato di alle* 
nazione mentale. 

Art. 46. 

Contemporaneamente alla autorizzazione del ricovero in via 
provvisoria il pretore, e rispettivamente il procuratore del Be, 
assunte sommarie informazioni sulla condlzrone economica del- 
l'alienato e sui suoi rapporti di famiglia, provvede, ove ne sia 
il caso, alla custodia provvi«prìa dei beni di lui mediante l'ap- 
posizione d'ufficio dei sigilli nelle forme prescritte dal codice di 
procedura civile o con la nomina di un semplice custode o in 
quell'altro modo che ritenga più conveniente. Se l'alienato non 
è del mandamento^ a ha aziende e beni fuori del mandamento, 
provoca subito analoghi provvedimenti dal pretore o dai pre- 
tori locali. 

Quando Tautorità di pubblica sicurezza ordina il ricovero 
di urgenza a' termini dell'articolo 2, comma 3% della legge, prov- 
vede alla custodia momentanea dei beni dell'alienato nei modi 
che stima più convenienti, provocando al più Jprestó i provvedi- 
menti del pretore. 

Il .direttore del manicomio è obbligato a denunziare all'au- 
torità che ha emesso l'ordinanza di autorizzazione provvisoria 
tutti i valori che avesse seco l'alienato al momento del suo in- 
gresso nel manicomio. 

Art. 46. ^i/V.^^* 

L'ordinanza di autorizzazione, del ricovero provvisorio in un 
manicomio, se emessa dal pretore, è comunicata coi relativi do- 
cumenti airftutotiti locale di pubblica mcurezza, la quelle in ogni 
caso provvede aH'inviò ed airacooBipagiiamento« d^U'aUenato 



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1128 USaOI £ DECRETI DSL BEGNO d'iTALIA - 1905 

al manicomio destinato ad accogliere gli alienati poveri della 
provincia. 

Quando non si tratti di famiglia povera, il traspo^rto ha luogo 
a spese della lamigUa, e rispettivamente delle pprsone tenute a 
prestare all'alienato gli aliment^^ 9^1 termini dell'articolo I42 del 
codice civile, all'istituto prescelto dalla famiglia. Quando qoie^ia 
lo .domandi, oj^ia,2:iohi68tq da ragipni ,d'iirgenza, provve.de al 
traspoDcto l'autorità di pubblica sicurezza. 

Le spese del trasporto sono anticipate, ove occorra, .dal co- 
mune. 

L'autorità di pubblica sicurezza invia ai direttore del mani- 
comio l'ordinanza di ri<^overc| pi'ovvisorio coi relativi documenti- 
li direttore del manicomio dà avvisi del disposto ricovero prov- 
visorio al presidente della deputazione provinciale, se si tratta 
di alienato povero. ^ , , 

• Art. 47. 

A richiesta deiramministrazione dei manicomi pubblici, il 
sindaco deve trasmettere ad essa i seguenti documénti, in carta 
libera per uso interno d'ufficio, per ciascun alienato : ' 

a) situazione di famiglia, in cui djBbbono essere compresi 
anche i parenti indicati dall'articolo 142 del codice civile; ' 

h) certificato relativo alle condizioni economiche dell*ali6- 
nato e di ciascvino dei parenti di lui, contemplati dal citato 
articolo 142. A tale certificato debbono essere' uniti quelli del- 
l'agente delle imposte dirette e dell'esattore, relativi a tutte le 
menzionate persone, da rilasciarsi sii ricHiesta del sindaco stesso. 
In caso di omissione o d'ingiustificato ritardo oltre i trenta 
giorni, ovvero di attestazioni incomplete, od inesatte, ì sindaci, 
gli agenti delle imposte egli esattori sono soggetti all'amm'enda 
da lire dieci a lire cinquanta, salva la facoltà dell'amministra- 
zione di ricorrere al prefetto perchè provveda di ufficiò a ca- 
rico di chi di ragioif^'^ti^termfni della legge comunale. 

Art.' 481 ■' 

Per -gli alienati estèri tiem» luogo.. ^f)|. d^oo^meiìti prescritti 
dairaxticolo precedemte mi attestato del .console dello St^to cui 



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LEGGI £ P£^*R£TI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1129 

falienato apparticDe, nel quale siano indicati, con la maggiore 
preeisioniì che sarà possibile, nome, cognome, paternità, 'età, 
liiogo ili nascita e di domicilio, profcssioiie, condizioni econo- 
niicbo e di famiglia deirali^^nato. 

Art. 49. 

Dopo un periodo di osservazione, non .maggi<Nre. di quiudici 
giorni, il direttore del manioomio trasmette al proouiatox^ del 
Be presso il tribunale del luogo ove ha sede il manicomio^, una 
reazione circa la natura ed il grado della malattia, e^pr^m^ndo 
il proprio indizio se l'ammalato . travisi o no nelle condisioni 
previste dal primo comma dell'art. 1° della legge^ e conaeguen- 
temente sulla necessità di trattenerlo, o no, in cura nel mani- 
comio, come anche fa le sue proposte sull'opportunità di auto- 
rissame la eura in una casa privata, o di coneedenie Tuscita in 
esperimento alla famiglia deH'alienato, se queata ne abbia f^tto 
domanda. 

Nei easi in cui il direttore non creda di poter emettere il 
giadixio .entro il termine suddetto, ne comunica le ragioni al 
procuratore : del Be, chiedendo una proroga, che^nou potrà ec- 
cedere altri quindici giorni. ; 

Art. 60. 

Il tribunale del luogo ove ha sede il manicomio, sopra istanza 
del procuratore del Be provvedendo in camera di consiglio, 
sentito, ove occorra, un perito alienista che Qon appartenga al 
personale del manicomio e fatte le altre indagini che credesse 
necessiffie, emette il decreto.che autorizza il definitivo ricovero 
nel manicomio, ovvero la cura in casa privata, degli alienati pei 
quali è risultato che si trovano nelle condizioni previste dal 
primo comma dell'articolo 1^ della' legge. Con lo stesso decreto il 
tribunale nomina, ove occorra' preferibilmente fra le persone 'e 
secondo l'ordine stabilito dall'articolo 330 del codice civile, un'am- 
ministratore provvisorio per l'alienaio. Ordiha invece rimine- 
diate licenziamento dal manicomio di quelli che ^oho risultati 
non affetti da alienazione mentale. 



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1130 LEGGI E DECRETI DEL REGNO I)*ItALIA - 1905 

Per coloro che, durante il periodo di osservazione e in base 
agli altri accertamenti ordinati dal tribunale, sono risultati bensì 
affetti da alienazione mentale, ma non pericolosi né a sé né agli 
altri, né di pubblico scandalo, come alienati cronici tranquilli, 
ebeti, cretini, idioti, ecc., il tribunale emette ugualmente Tordi- 
uanza dì ricovero definitivo nel manicomio e dispone nel tempo 
stesso ohe vendano segnalati al prefetto della provincia, perchè 
si possa provvedere altrimenti alla loro assistensa in uno degli 
istituti di cui nell'artieolo' 6 o in case private. 

Il procuratore del Be comunica T ordinanza del ricovero de- 
finitivo eoi relativi documenti al procuratore del Be nel)a cui 
giurisdizione ha domicilio l'alienato. 

Art. 61. 

Quando non vjf sia domanda» dei parenti, il procuratore del 
Be, prMso il tribunale nella cui giurisdizione ha domicilio l'a- 
lienato, in base agli articoli 326 e 339 del codice civile^ ed entro 
il termine che reputa opportuno, tenuto. conto delle particolari 
condizioni di famiglia ed econòmiche dellHndividuo^.provooa i 
provvedimenti del tribunale circa la tutela e La cura della per- 
sona e dei beni di chi sia dichiarato eolpito da alienazione men- 
tale. 

Art. 62. 

Dei decreti del tribunale é diata, a cura del procuratore del 
Be, immediata p'artecipa^ione al direttorie del manicomio ed al 
prefetto della provincia ove il manicomio ha sede. 

Art: 53. - 

Quando individui maggiorenni, avendo coscienza del pròprio 
sta^to di alienazione parziale di mente, chieggano di essere rico- 
verati in un manicomio, U. direttore, in caso di assoluta urgenza 
e sotto la propria r^spousabilità, può riceverli provvisoriamente 
in osservazione, dandone t^vviso entro venti quattr^ore al procu- 
ratore del Be, salvo a riferirgli, ai termini del precedente arti- 
colo 49, pei provvedimenti del tribunale, come nei casi ordi- 
nari], ed all'autorità di pubblica sicurezza. 



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I.EOOI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1131 

Il direttore, che ometta o ritardi di dare l'ayTÌBo al pro- 
curatore del Be, è soggetto ad nua pena peouniaria entensibile 
a lire 300. 

Art. 64, 

Il direttore del i&anicomio deye sempre avyisare immedia- 
tamente il procuratore dei Be dell'aTTenuta ammissione proy- 
yisorìa, nonché del trasferimento di un alienato da un mani- 
eomio all'altro. 

Art. 66. 

Per gli alienati rimpatriati dall'estero, il ricoyero proyyisorio 
ha luogo per ordine e a eura de^rautarHà di pubblica sicurezza 
in baae al certificato medico. 

r Art. 66. 

Per gli alienati non regnicoli, il procuratore del Be, Tanto- 
rità di pubblica sicurezza e il direttore del manicomio debbono, 
a seconda dei casi e della rispettiya competenza, fare le occor- 
renti partecipazioni al console dello Stato, cui ciascuno di quelli 
appartiene. , 

Art; 67. • 

Il direttore e i medici di una casa di salute per malattie ner- 
vose, nella quale esistano anche reparti per alienati, non pos- 
sono trairferive un malato nei reparti degli allenati se nen col- 
rossenranza delle disposizioni deirarticelo 2 della legge e di 
quelle del presente regolamento. 

Chimnique eontrayyenga a tale diyiete è soggetto ad una pena 
pecuniaria da lire 3M a lire. 1000, seuza pregiudizio delle pene 
maggiori sancite dal eodiee penale, e tolvi i pro^yedi menti del 
prefetto af termini della legge aomunale e di quella sulla sanità 
pubbliea.' 



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11?^ ^.EOai K DECRETI DEL KKONU d'ITALIA - 1906 

• ' CAròìv. '■ ■■ ■ • '•/■ " 

' '• •' ' I , li. » 1 • » 

AtìHlSTBNZA, OUEA E TRASFERIMENTO DEGLI ALltóNA;4'i. 

Art. .68. 

Durante il periodo di osservazione i rieo /erati nei manicomi 
debbono essere tenuti costantenl(»titte nrtl'aj^pósWo locale »pre- 
scritto dal secondo coiilìna doll'àrtieolb 2 ftelhi legge.' 

Per rittfrazioné di tale disposizione, non gitist^eata dd as- 
soluta necessità, il direttore è sottoposto ad una pena pecuftiaria 
da lire 20 a 100. 

Art. 59. 

Kei manicotnì debbono essere aboliti o ridoi/ti ai''ea^i asso- 
lutaméhte eccezionali i niè^fci di coeì^cizione deglfiAfernfiS «'^non 
possono essere usati se non con rautori%!za!rioné d(!tìt}ta del- di' 
rettore o di un medico dell'istituto. 

Tale autorizzazione deve indicare la natura e la durata del 
mezzo di coercizione. 

L'autorizzazione jndebita dell',usd di detti ine z^i rende pas- 
sibili coloro che ne sono responsabili di.una pena pecuniaria da 
lire 300 a lire 1000, senza pregiudfzio delle maggiori pène com- 
minate dal codice penale. .->,». 

L'uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura iu case 
private. Chi contravviene a tfi^e disposizione è soggetto alla stessa 

pena stabilita nel comma precedente. 

^ i . ' ■' .-ri-;..» 

. .Art.. 60. , ;. . ,j, .. 

Co&i deliberazione delia deputtkZ'tone' furo Ti nei ale^ .piwigii «ilie* 
Uati a carico della provincia, e per gK. altri» so^tBii dosiiaAdavdel- 
reserceute la patria potestà, del tatore. o del curatore !o del pro- 
curatore d^ iRie, il quale anche negli idtri casi dieve daDe ^ìl suo 
consenso, o, in easo di contestasi o ne, :x>fir deen^to ilelttoibapalie, 
Talienato può essere trasf^ito.ida.*«Tin^ maoiCQOiiOi^i^Vi^trp. ^ _ 

' In tal easo ]lidi)>ettore del •maojcotnìo, da eui provieu§ Taljier 
nato, deve trasmettere a quello del manicomio in cui è tra^sf^rito, 
una speciale relazione medica, da lui firmata, e copia conforme. 



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LKGGI E DECKKTI DKL ilKGNO d'iTALIA - 1905 l1^ 

autenticata Butto la sua respoiiAabilità dal direttore Btosao, d<^i 
documenti, in base ai quali fu Wùtòn^zato il ricovero definitivo. 

Art. 61. 

Qnando il numero dei matati i^coverati superi la capacità 
di»! manicomie, il pretetto, sentite la eoviniiasioiìei di vigilanza 
e I» deputacione pfovint^ale, dovrà protvedero al ooìloG&metito 
del numero esuberante di cronioi tranquilli sia in case private^ 
sia negli islSituti di cui airarticolo"ft, osservate^ quanto a questi 
ultimi, le disposizioni del 2° comma dell'articolo 60. 

• AH. 62- ' . 

^ I ..,.....»;, 

Ia> Ogni manicomio deve essere temitoe » :•; i . 

•) UB registro nominatìTO) a forma di rubrica alfabetieai 
di ttttti i ricoverati J ^ i . 

b) un fascicolov personale per eiasciuiri^jfoyorato, noi quale 
debbono essere conservati i.doeumenti relativi air.aÀnmisaionOf i 
provvedimenti,.]* comutiiei^^ni e la eor.rispondQaza 'diel^auto* 
riià giudiEiaria, di quella amministrativa se idoUa faipiglia, la 
diagiM» ed il riassunto mendile delle i condizioni dell'alienato, e 
gli atti relativi al licenziamento di esBò per guarigione od in 
esperimento o per altra causa;. 

e) un registro in cui siano indicati giorno per giorno, i ma- 
lati a cui sono stati applicati i mezzi di coercizione; 

i) un elenco dei- malati dimessi in via di esperimento, 
pei quali non^sia stato emesso il decreto di licenziamento defl- 
oitivo; 

e) un elenco dei malati affidati a case prirate^ 

? , .Art, .63. . • 

Con .speciali istruzioni il Ministero dell'interno, sentito il 
ronsigìio* superiore di sanità, darà le norme per i trasporti degli 
alienati e prescriverà i modelli per i certificati medici, di cui 
all'articolo 37, e per i njgit*1ri prescritti dall'articolo prcccdouic. 



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^Èi LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

CAPO V. 
LICBNZIAMBNTO DEGLI ALIENATI. 

Art. 64- 

Quando ub alieoato sìa guarito, il direttore trasmette appo- 
sita relaBione al procuratore del Be presso il tribunale della circo- 
scrizione in cui ha sede il manicomio, richiedendo l'autorizza- 
zione del presidente del tribunale pel licenziamento dell'alienato 
guarito. 

Del decreto del presidente del tribunale è data, a cura del 
procuratore del Be, immediata partecipazione al direttore del 
manicomio, il quale provvede perchè senza ritardo il licenzia- 
mento abbia luogo. A tale uopo egli potrà, secondo i casi, o invi- 
tare la famiglia del guairit'é,|' direttamente o per mezzo del sin» 
daco del comune ^ui appartiene, a ritirare il ricoverato entro un 
termine congruo, proporzionato alla distanza del comune stesso 
dal manicomio, ovvero fare accompagnare il ricoverato al pro- 
prio domicilio, anche rilasciarla* aeftz-'altro quando giudichi, 
sotto la propria»' responsabilità, bon necessario l'accompagna- 
mento, ovvero, * quando non esista più la famiglia, potrà affi- 
darlo all'autorità di pubblica sicurezza perchè provveda al rim- 
patrio e al collocamento di esso. * 

Art. 66. 

n direttore può, in via di esperimento, consegnare alla fami- 
glia, se questa lo richieda o vi consenta, l'alienato che. abbia 
raggiunto tal grado di miglioramento da potere essere curato a 
domicilio, avvizandone contemporaneamente il procuratore del 
Be presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sederi mani- 
comio, l'autorità di pubblica sicurezza ed il sindaco del comune 
a cui appartiene. 

Durante l'esperimento la fan^iglia deve inviare ogni quattro 
mesi, per mezzo del «indaco, al direttore un certificato medico 
sullo Htato del malato. 

Quando il direttore dichiari che l'alienato in esperimento è 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'itALIA - 1905 1185 

marito, ne dà ayyiso al procuratore del Ko perchè provochi il 
decreto di licenziamento definitivo. 

Yeriflcandosi durante l'esperimento la necessità del ritorno 
del malato al manicomio, questi vi è riammesso in base a sem* 
plice certificato medico. Il direttore deve subito informarne il 
procuratore del Be, inviandogli copia autentica del detto cer- 
tificato. 

Il direttore che omette o ritarda di dare al procuratore del 
Be l'avviso di cui nel capoverso precedente, incorre in una pena 
pecaniaria da lire 60 a lire 300. 

Artr 66. 

Verificandosi negli alienati affidati alla cura' in case private 
la necessità del ritorno del malato nel ìnanicomio, il direttore 
potrà riammetterlo, salvo a darne subito avviso al procuratore 
del Ee ed all' autorità di^ pubblica sicurezza. 

Per gli alienati affidati a case private che siano guariti, o in 
«condizione di essere consegnati alle famiglie in via di esperi- 
mento, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti articoli. 

, r . Ar,t. 67. , 

La conseguii' dèH'drHenatoi guarito, nel case in' cui il direttore 
non creda di rilasciarlo sotto la propria responsabilità, o di 
quello licenziato in via di esperimento, deve essere fatta a chi 
esercita la patria potestà su di esso, o al tutore, o al curatore. 

In caso che le dette persone rifiutino di ricevere l'alienato 
guarito, il direttore ne informa il procuratore del Re, il quale 
provvede immediatamente alla nomina di una persona incaricata 
di prender cura dell'alienato guarito, fino alla revoca della inter- 
dizione o dell'inabilitazione, ovvero lo consegna all'autorità di 
pubblica sicurezza. 

Chiunque, essendovi obbligato,' si 'rifiuti a ricevere un alie- 
nato guarito, è soggetto ad una pena pecuniaria da lire 100 a 
Hre 500. 

Art.^ 68. 
ì 
Quando la famìglia voglia ritirare un alienato non guarito, 

ohe ha ancora bisogno di cura e custodia, il direttore, che non 



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1136 LEGGI E DECKETI DEL REGNO IMITALI A - 1 f>05 

creda di rilasciarlo in esperimento sotto la sna rcAponsabilltày 
non pnò farne la consegna se non in seguito ad autorizzazione^ 
che il tribunale concede in camera di consiglio, sentito il pub- 
blico ministero, dopo (3i aver accertato che concorrono le condi- 
zioni necesisarie per la cura e custodia deiralienato. 

Dell'eseguita consegna il direttore dà immediato avviso al 
procuratore del Be ed all'autorità di pubblica sicurezza. 

. Art. 69. 

Qualunque cittadino può reclaùiare contro un ricovero rite- 
nuto indebito e chiedere che cessi.. 

L'istanza può essere presentata tanto al direttore del ma- 
nicomio quanto ad altra autorità pubblica, e chi_la riceve è in 
obbliga di rimetterla senza ritardo al procuratore del Be. 

Il tribunale, sentito il pubblico miniatero, decide in camera 
di consiglio, m base alle informazioni ed alle perizie che avrà 
reputate necessarie all'uopo. , 

Il direttore del manicomio e qualunque altra persona rive- 
stita di autorità, che ometta di inviare al procuratore del Re 
l'istanza ricevuta, incorre nella pena pecuniaria da 100 a 600 
lire, seuBai pregiudizio delle maggiori» pene con^minate dal codice 
penale. 

' Art. io. 

Bmesso d»L presidente del tribuaale il decreto di diefiuitivo 
licenziamento, il procuratore del Be provocherà il giudizio per 
la revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione. 



CAPO VI. ' 

.COMPSTBHZA DBLLB SPB8B. /, 

Art. 71. 

Oiascuna provincia del Begno adempie all'obbligo del man- 
tenimento degli alienati poveri, provvedendo al ricovero di essi, 
sia in manicorat propri, sia, in seguito a speciali convenzioni, in 
manicom! pubblici o privati, salvo l'eventuale rimborso delle 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA - 1905 1137 

spese relative secondo le norme contenute nel capo VII della 
legge 17 luglio 1890, n. G972. 

Quando si provveda a tale obbligo avvalendosi di nn mani- 
comio esistente fuori del territorio della provincia, sulla relativa 
convenzione dev'essere previamente sentito' il consiglio provin- 
ciale di sanità, il quale deve motivare 11 suo parere, tenendo' 
eoQto della distanza, delle condizioni di viabilità e del numero' 
degli alienati in relazione alla capacità def mam'còihio prescelto. 

La provincia, cLe non ha manicomio proprio, deve noti11ci)(ro' 
a tutti i sindaci della provincia stessa quale manicomio è desti- 
aato ad accogliere. ^1i alienati poveri. 

■ * 't 
Art. T2. 

Ciascuna provincia è obbligata a provvedere al ricovero di 
'Hti gli alienati cbo si trovino nul territorio li.^p^'ttlvo, beucbò 
apparteui liti ad altre pruvingic. 

In t»li oasi e sempre ch.e,uu alienato,. ppr ragioni urgenti di 
ordine o di moralità pubblica, venga ricoverato in un manicomio 
diverso da quello di cui si avvale la provincia uUa quale in- 
fT.nibe la spesa pel manttaiimeiito di essoj a provincia medesima 
é toQuta a rimborsare, a quella clfe le I^a anticipato, le spese 
relative, ma può far trasferirei a sue sp^se, nel proprio mani- 
coiìiio, l'alienato, purcbà guest! Aia in coudizioni di salute tali 
da x)oLcr sopportare il viaggio. 

È sempre fatto salvo alla provincia, che sopporta la spesa 
di mantrnimenlo di un alienato, il diritto di farsene rimborsare 
dal medesimo o dai parenti di esso che fossero in grado di farlo, 
osservando rordiue stabilito dall'articolo 142 del codice civile. 

Art. 73. 

Le spese, a carico della provincia, per ricondurre in fami- 
glia l'alienato guarito, comprendono anche, quelle pef iljviaggio 
della persona inearieata' dal direttore dell' accompagno o dell^ 
persona di famiglia che fosse invitata a ritirare il ricoveralo. , 
72 — VoL. IL . 1905* 



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1^3^ Ì^^GGl E DECRETI BBL REGNO d'iTALIA - 1903 

Art. 74. 

JiP 0p?R^ w\ trv^jffc^po àfjfìì alienati esteri al manicomi e 
^q^qcJq noQ yì ^i prpyye^^ dlrettameute dagli interessatii sotic 
^i^ttip^p^tf ^al 99fp)mey i|^ qi^i Tali^nato ^i provai ì] <|uale rimetti 
^\ 'f^if>^^, }f^ T^^t'^y^ ppntabilità pel rimborso » caricp 4j^ll< 

Art. 75. 

La domanda di rimborso a carico dello Stato pel manteni- 
mento di alienati esteri ricoverati nei manicomi, deve essere ri 
volta al prefetto della provincia in cui il manicomio ha sode, < 
ueve essere corredata: 

a) della contabilità della spesa in doppio esemplare; 

b) della tabella nosologica cc^mprovante l'indole della ma- 
lattia che ha reso necessario il ricovero, vidimata dal direttore 
del manicomio; ' 

f) 'di una copisi dell'ordinanza di ricovero provvisorio o 
rtcfinitivb^ 

La forma della contabilità e delle domande di rimborso à 
(jiif^lla In vigóre per la cnra di stranieri negli ospedali del Begno. 

Lt> 'contabilità debbono essere trfpieàtrali. 



Art. 7G. 

Qualora il direttore del manicomio riconosca ohe Talienat^ 
i'ntcro è in grado di poter sostenere il viaggio per essere rimpai 
triato, deve darne avviso al prefetto. 

Art. 77. 

- Tatti gli atti amministrativi e giadleiMi restivi all^ammi» 
sionè ^d al lioenKiamento degli alienati pCTwi sono redatti ìH 
carta libera e Bensa spesa di sorta 



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LEGGI E DECRETI DKL REGNO D*ITALTA - 1905 1139 

CAPO VII. 

¥XpUbiN:64 9U^ MANICOMI 9 UUQhl ALIENATI. ] 

Art. 7S. 

La commissione di vigilanza si riunisce in sessione ordinaria 
n 1 mese di gennaio di ciascun anno ed in sessione straordinaria 
tntfce le volte che il prefetto crede di convocarla. 

Tiene le sue seduto nel locale della prefettura, ed è assistita 
da nn impiegato della prefettura medesima con le funzioni di 
segretario, senza voto. 

Art. 79. 

Il prefetto deve sentirò il parere della cpmmisaioQQ di vigl 
lanza sugli aflari, ppi qo^U quo^tp sia richiesto dal , presente rp 
SalamQptQ, e può dpma^^f^lq su tettigli altri pgg^t^tf p^p pi ri 
feriscono al funzionamento dei manicomi ed alla cpra ^f^^\ 
alie|44ti. . • 

Art. 80. 

L'oi&cio di segreterìa dolla commissione di vigilanza, annesso 
[^quello del modico provinciale, deve tenere in corrente: 

a) UB elenco del manicomi pubblici e privati esistenti nella 
provincia, con rindicazione del proprietario, degli amministra- 
tori, del direttore, del numero dei medici, dei sorveglianti e degli 
infermieri, del numero degli alienati che può contenere; 

h) un elenco degli istituti, di cui all'articolo 6 del presente 
regolamento, con le stesse indicazioni sopra cennate ; 

e) un elenco delle case di salute annesse dall'ospedali, di cui 
all'articolo 30 del presente regolamento, con le stesse indicazioni ; 

d) un elenco delle case private, ammesse a ricevere in cura 
g'i alienati, in conformità dcirarticolo 15 ; 

e) un elenco delle case private, presso le quali già siano 
ricoverati alienati, per autorizzazione sia del tribunale, sia del 
direttore del mamcòmfo ; 

/) un registro delle deliberazioni della commisdioue; 
a) nn registro delle visite eseguita. 



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1 1 tO l.I.c;^:i !'. UKCKETI DEL REGNO D'ITALIA - 1905 

Ari. ^.l. 

I d rettori dei manicouit pubblici e privati debbono mensil- 
mente inviare al prefetto, per u:^o della commissione di vi;;i. 
hiuza, un elenco in cui sia indicato il numero degli alienati ri 
coYor;iti e la loro dl.ntiibuzione nei singoli riparti. 

Art. 82. 

TI medico alienista che deve far parte della commissione di 
vigilanza di cui al primo capoverso dell'articolo 8 della legge, non 
può esaere nò il proprictaxio, né il direttore, né alcuno dei me- 
dici adibiti al servizio di manicomi, case di salute o sezi mi di 
ospedali per alienati esistenti nella provincia. 

In quelle provincie nelle quali non vi siano medici alienisti, 
o quelli che vi sono si trovino nelle condizioni prevedute uA 
precedente camma, il minisfro dell'intetno può incaricare di far 
IKirte della commissióne un medicb alienista residente in altra 
provincia. ' ' ' 

La nomina del medico alienista è fatta dal ministro dell'i n- 
terno per un biennio ed è sempre rinnovabile. 

'Art. 83. ^ 

Al medico alienista che risiede nel capoluogo della provinci;^, 
non spetta indennità o comj)enso, né por Tassistenza alle sedute 
della commissione, né per visite nel capoluogo stesso. 

Se non risiede nel capoluogo, gli spetta Tiadennità di liro 
quindici al giorno, oltre il rimborso delle spese di viaggio, d^ 
liquidarsi ai termini del regio decreto 23 agosto 1863, n. 114G, 
esclusa ogni altra indennità. 

II trattamento medesimo gli è dovuto per lo ispezioni che 
esegue, aia da solo, sia collegialmente, fuori il luogo di propria 
residenza. 

Art. 84. 

Tutti i manicomi debbono essere iS;pez]onati almeno una 
volta l'anno dalla commissione di vigilanza ed almeno una volta 
ogni due anni da ispettori generali del Ministero delTinternoi 



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LtGGT E DECHETI DTX KKGXO d'iT.^T-IA - 1905 11*1 

Le case priyate debbono «j^ssore ispezionate aua volta I'aui^u 
da un membro delegato dalla commissione di vigilanza. 

Il ministro dell'interno ha facoltà di disporre in qualunque 
tempo ispezioni straordinarie di ciascuno dei manicomi contem- 
plati dagli articoli 1 e 6 del presente regolamento, nòifchè delle 
case private di oni all'articolo 2. affidandole, a seconda delle 
circostanze, o agl'ispettori generali che da esso dipendono, alla 
commissione di vigilanza istituita dairarticolo 8 della legge, o 
ad ano dei membri di essa. 

Art. 85. 

Quando si .veri-ficano circostanze che rehdano opportuna o 
necessaria l'ispezione d'aa manicomio, Il prefetto, sentita, ovc^ 
occorra, la commissione di vigilanza, ne riferisce al Ministero ' 
per la necessaria autorizzazione;' formulando lo 'prot>ogte che oc- 
corressero in ordine all'oggetto Speciale dell* ispezione ed alla^ 
persona o alle persone» che' debbono eseguirla. 

Nei casi di assoluta urgenza, nei quali non sia possibile at- 
tendere rantorizzazione ministeriale, il prefetto provvede infor- 
mandone contemporaneamente il Ministero. 

Art. 86. ' ' , 

- »■• 
Quando dsille ispesioni ordinarie e straordinarie agii Istituti 

contemplati nel presente regolamento, da éhinnque vetigano di'-' * 
sposte ed eseguite, risultano tiasgressioni delle disposizioni con- 
tenute nella legge e nel regolamentp, il prefetto, accertata la 
spesa occorsa per la ispezione, emette mandato di ufficio sopra 
qualsiasi 'fondo disponibile a carico dell'amministrazione dell'isti- 
tuto, se trattasi di stabilimento pubblico, o dispone con decreto 
il pagamento, se trattasi di stabilimento privato. In entrambi 
i casi o!rdina di versare la somma alla tesoreria provinciale in \ 
conto delle efatrate eventuali del tesoro. ' / 

Ove, nel termine di dieci giorni dall'invio del mandato di ,^ 
ufficio o dell'ordine di pagamento, l'amministrazione dell'istituto ! 
non vi adempia, il prefetto provvede mediante apposito com- 
missario, se trattasi di pubblico istituto, e con l'aptilrcàzione 
della sospensione deiresercisio, M trattasi di istituto privato. « 



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1142 LEGGI E DECRETI DEL HEOXO DITAtlA - 1906 

Il prefetto ha obbligo di assicurarsi ohe le amministradoni 
degli istituti pubblici esercitino la fapooltà di refreeso verso gii 
amministratori e gli impiegati responsabili delle liasgres^ioni; 
promuovendo anche, quando ne sia il oaso« i proTTedioienti di 
cui agli articoli 99 e 30 della legge 17 loglio IMO, a. ««79, per 
gli amministratori di istituti che siano i^titttzioai pvbbliolse di 
beneficenza. 

• • n^ l • Att. 67. ' ' 

Nel caso previsto dalParticolo 9 della legge, il prefetto, prima 
di sospendere o revocare rautorizzàzione di apertura o di eser* 
cizip dei m^^icom! privata o di fare adottare t proTt^cdilllènti 
di ufficio consentiti dalle leggifpei q^nW^mf . pubboi, d«ve pre- 
scrivere alle amministrazioni dei detti «tabrlimieBti un congruo 
termine per reseci^zione dei lavori o 1' ^eqnisto dGgH anedi, o 
per quegli altri provvedimenti qh^.fos^erd stvfiltamehte a^ces* 
sari al regolare andamento del servizio (O* ^mt Figleiito del rico- 
verati. ...«.: i ' ' i . :V • ■ 

T^j^^prppedyra pvò essere o|9e6S^S(»)tan<>#i& «nei: oiril straor- 
dinari, nei q lali un sollecita. jrrQvv^ilkm^Ato «a impanto da evi- 
dente ed assoluta urgenza nell'interesse della morale o deirigiene. 
I motivi dell'urgenza debbo ncf éssbi^ esposti nel decreto. 

In caso di chiusura di «n mantceoiio il pvefetto Vigila pel 
coi^vepienjLe. coUaeaB^Mto degli «liénalt. 

. .. AH. 8S. ^ ' ' 

1 pretettu séqtitaja commissioni) di vigilanza 4i oiii^all* ar- 
ticolo 8, deAa legge, debbói^o inviare p{[pl anpoal ^{iuistera del* 
l'internA', tlbn pii!r iardi dei mese di fe^^braiOi una relazione^- gè- 
nef'à¥^ sul servizio dei manicomi e <}eglijs^xti;ti .di civi a^V^FU- 
colò D (iéf p^e&A^nlè regolamento, iióncbò s^l A^rviziodj quF» degli 
alienati in caaa privata. . . . , -«. 

. -•. • - Art. 9». - — ' 

ISTun^ À jinpovato al)0idispOsiaroiii éirglinri7ie4tl $6»A^KI del 
togo|fM9i#|i.tp 0fBMfaiepe«gl>»tlk)MÌip»èDbr M(rót^r«ìri fr viié tii^ttmif 



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LEGGI E DECRETI D5L BEGXP d'XTALIA - 1905 1143 

tori goTernatiri doJ Keguo, approvato con regio deoroto 1* leb- 
braio 1891, n. 2QQ. 

I regolamenti interni, dei qnali è parala ncH^iirticoIo 479 succi- 
tato, debbono e^^re coordinati, p^r quanto è posaibilei allo Bo^me 
(oatennte nel presente regolamento, ed appprovatì dal consiglio 
Biiperiore di sanità. '.'•.-. 4.. 

La n-Iazione annuale, ;^reacritta dall' ar ti cg4o4BOdctl regola- 
Biento generale. ^uocitato^ dev' essere trasmessa al Ministro p/?r . 
M zzo d^I prefette, che 1» siottopone priiQfi alla commis^onedi 
vi^^ilanza itisi^jine poj^ l^i;#la^ioae di poi aU'articfoI^. è^,df^ J^tfi- . 
sente regolamento. 

Sono estese ai manicomi giudixfarl le facoltà di vigilanza, da 
j'^^te della commissione e degli ispettori, di cui all' articolo 8 
ÙlIU Ìèg^^é'^4 e 85 di' questo rogbl ai Jiie fatò. * * '' ! 

fCAPO VTJI. 
BK^pomsMini niTAliiis* Tn:Kiit0BfEJ 

' -Art. m ■ ^ ^ 

Sono cbris^ilérail Co'vao maniero ini, aglf ' eflefèi delf^ 1^?^® 
hi febbraio lbu4, n. 3o, e déTpreseiite régotàìlifefiid, t«> clinicté 
]' icbiatriche quando fanzionino come comparti di Ooscrvazione 
I)\* ilienati. 

ha Tigilan^ pullc cIwìcIiq psicbiatricbe sarà es<>rcitattt a 
1 ifma 4t^gii autfocli ft èli dolhihfgge. • ' :' 

Però, ogni vdìtik tìrfei lo ffètiS èKaieBe deSbafl* ^smre. fspè' 
yi'^n'ite o dalla commissione di vigilanza o dagli ispettori gene- 
rici del Ministero deirintcrno, ne dovrà esser dato avviso al 
''rini.stero della pnl>blica isù'uzione perchè possa, ove lo creda, 
farsi *fàpprésentarè nefl'ispezione da un proprio delegato. 'l 

Art. 91. 

r-itro tre mesi dal giorno in cui andrà in vj;:oro il presente 
r-^^olamento, tutti i direttori di manicomi pubblici e privati deb- 
b}no trasmettere al procuratore del Ee rolenco degli alienati, 
iuiicando per ciascuno il nome, il cognome, la paternità, il luogo 



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1 ] 14 «ilGGi e decreti del regno d*italia - 1905 

e la data di nascita, il luogo di provenienza, il genere ed lfrra<l 
della malattia, la data di ammissione e se sia mantenuto in tutt 
o in parte a spese della famiglia. 

'I direttori che omettono o ritardano l'invio del detto clcnc* 
incorrono in una pena pecuniaria di lire trecento. 

Il procuratore del Ite, presso il tribunale nella cui circoscri 
sione ha sede il manicomio, osaminati gli atti, assuntele oppor 
tun^ informazioni e fatte eseguire le verifiche che reputassi 
necessarie, promuove dal tribunale il decreto che convalidi l'am- 
niissiotte o ordini il licenziamento degli alienati. 

Art. 02. 

Entro un anno dalla pubblicuioao del presente regolamento 
tutti i manicomi, così pubblici come privati, debbono presen- 
tare al prefetto : 

a) una relazione da cui risulti che essi si sono conformati 
alle disposizioni della legge e del regolamento Rteaso per quanto 
Ri riferisco alla direziono, al personale ed ai locali. 

b) il regolamento speciale compilato in conformità dcUo 
disposizioni della legge e del presente regolamento, perchè sia 
sottoposto airapprovazione del consiglio superiore di sanità. 

Alt. 93.* 

Per l:i prima ap;)licazione dMla legge e del presente regola- 
mento le nomine dei medici alienisti, di eui nel precedente arti- 
coVo 32, avranno effetto Ano al 31* dicembre 1905. 



Visto, d*ordine di 8w Maestà 

Il ministro dell*iiitenio 

GIOUTTL 



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LEGGI B DECRETI DEL REGNO d'iTAUA - 1905 1145 

N. 1S9. lift N. isa 






Rboio Decrrto che disiacea la frazione Carpe dal comune 
di Balestrino e V aggrega a quello di Toirano. 

23 mano 1906. 
(FnWfcaio mUa QoMum Uf/MaU M Bégm il 12 magfph ÌUOè, n. US) 

vrrroKio Emanuele m 

PXB GRAZIA DI DIO S PXR YOIìONtX^ DILLA NAZIONI 
RB D'ITALIA / 

Sulla proposta del Nostro bainistro segretario di Stato 
per gli affari esteri^ interim per gli affari dellMntemo, e 
per la presidenza del consiglio dei ministri ; 

Veduta 1^ istanza in data 9 marzo 1901, presentata dalla 
maggioranza degli elettori della frazione Gar|>e per otte* 
nere il distacco dal. comune di Balestrino e l>ggregazione 
a quello di Toirano ; 

Vedute le deliberazioni' 6' gennaio' 1901, del consiglio 
comunale di Toirano^ e 21 SLprììe stesso anno del consiglio 
comunale di Balestrino; 

Veduta la deliberazione 16 gennaio 1904 del consiglio pro- 
vinciale di Genova; 

\^sto il parere favorevole 13 marzo 1904, dell' ufllcio del 
genio civile e relativa pianta topografica per la delimita- 
tone del confini; 

Vedutele relazioni in data 1 a ottobre 1904 e 24 gen- 
naio 1905; del óommlssarìo prefettizio incaricato di pre- 
sentare le proposte per il riparto delle attività e passività 
patrimoniali del comime di Balestrino, che in ' conseguenza 
del distacco devono passare a Carpe e per essa al c(»nune 
di Toirano; 



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1146 LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALL4 - 1905 

Visto il voto iàv ore volò ai proposto ripaKo emesso dalla 
giunta provinciale amministrativa di Genova in seduta 10 no- 
vembre 1904 ; ' ', 

Visti 1 pareri del consi^lb di Stato eméssi ih «tdtinanze 
3 giugno 1904 e 3 correria mése ; 

Vista la legge comunale e provinciale; 

Abblaitid defci'éfato e dMretiAmof 

Ari ì. 
La frazione Carpe è distaccata dal comune di Balestrino 
ed aggFe^gjdia invece a quello di Toiram>* 

Art. 2. 

I territori dei oanrani- di^ Balestrai»^' e^di Toirano sono 
rispettivamente dimihuiii ed'àùmeniati della porzione risul- 
taaite dàltó' pldlifa toj[)Ograàcà redatta néU'àt^t^é f 9J4 dal- 
rufl3.cio del genio civile! di Gfenova, che sarà, d'ordine No- 
stro, vidimata dal ministro proponente. 

' . r . ; ■ , "Art. 3i » • f ; * :•' 

II riparto delle MtÌTitli e passività fra 4I oomume (U Bur 
léstriBO 0} la fpazìoiiB* Gaffpe IggfegaM nècMttttiet di /Toi- 
rano è stabilito c^me nt^guei : . t , 

Aiiiviià assegnate alla^ fraj^ióne t^àrpè 

e per essfl^ al comtm^ di , Tótrdnb :. • ] 

V Rieibvo ^i.be&iinooki^ Geptidc^ti^iiw 1)230,444^ della 
rendita di lire 35; . . 

^ }A. Gremto di lire 4,234. 40 ohe viiltfc tuttora il co- 
mune di Balestrino verso i terzi acquirentiM dei bèoÉt ia 
purola j ; .r : i-p. . ' . • .' v. \ . ^ 

8^ }d. Capitale :di lir&^t ,7394 60 .dei itaap» iHMmatè di^ 
Balestrino, con avvertenza che, ove il suddito (eredito '4ì 
lire 4,334. 40 verso i terad ae^ufireifti (dii80 ri4òti€r * ibi- 
nore 9omma^ ia differenza! £wrà ^^unti^Mla Baleeiti4ilo alle 
lire 1,739. 60 -ijnj»dic»tft; :^ \ • : i ì - 

4''X»^it0 « Cateamiglio». Gertì^iiiriio &. 576/668 Mll« 
renetta, (tt liw 3^^* > - ' . 



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IJBOOI S BECBEn USL BEQNO D^ITAUA - 1905 1147 

5* Scuole dì Carpe. Certificato n. 632,415 della ren- 
dita di lire 175; 

6*" Id« Capitale di lire 438. 18 incassato da Balestrino 
quale sopravanzo yerificatosi neiracquisto dèi certificato di 
rendita di lire 175. 

Passività : 

i^ Òeùào di lire 10. »8 dbtilto kM& còngfegaiioilé fli 
carità ài fiatóStrtito (dàpitalé dì fire 183 ài 6 pei- ceiito; 

2* Ctodò di lite 5.84 dovuto àU^òteM ^ÒVèrl di Carpe 
(capitale di lire' Ì46 àì 4 per cento) j 

3^ Censo di lire 13.53 dovuto al comune di Toirano 
che lo ha riscattato dalle, due caj)pellanie della SS. annun- 
ziata* e Trinità (capitale dì lire 34l. 25 al 4 per cèh^). 

Art. 4. 

La fr^^zione pdrpe, A di cui favore reèta interamente de- 
voluta la beneócenza della c^ua speciale opera pia^ è esclusa 
dai béfletìzi della congregazione di carità di Toirano, limi- 
tatamente però al patrimonio attu&Iè deUa congregazione 
stessa^ non da quello che venisse ad acquistare dopo che 
la suddetta frazione avrà fatto pj9*rte integrante di Toirano 
medesimo. 

a , Art. 5., 

La c(uofa asinata al copune di Toirano pel disimpegno 
dei servizio sanitario consorziale coi comuni di^ Balestrino 
e Baissano, sarà. aumentata di lire 800,. ed> in conseguenza 
dìmiiitiita di pari somnaà la quptà dovuta da Balestrino. 

Ordiniamo chp il presente decreto» munito 4tk Bigilìo dèile 
StatOf »a ii]Mserto nella raccolta ufficiale delie leggi e dei itoefeti 
del Regno d'Italia^ mand^odo a cLdunque spediti di oMdrvarlo • 
di fiurló 03sejrvare, 

fiato a Romti^ ad^ £d mafflO 1905. 

1-U.ù'u,traip mia CorU de^ eonli aàai ò, magato ìiHJ5. 

"TlTTOklw 



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1148 LEGGI E DECRETI DEL REGFO D*ITALIA - 1905 

N. 160. A N. 160. 

Regio Decreto col quale sono accertate le rendite sui beni 
devoluti al demanio e qtùella corrispondente alla tassa 
straordinaria del 30 per cento sull'intero patrimonio 
degli enti morali ecclesiastici soppressi. 

30 marzo 1905. 
{PHmieato nella Qaztetta UffitiaU de' R$j. o TU maggio 1905, n. Ili) 



VITtOBlO EMANUELE m 

PXR OIUZU DI DIO B PER VOLONTÀ DXLUl HÀZIOMI 
j BS .'D'ITALIA 

Visti la legge 7 luglio isno^ >,, .103(r, et] il relativo re- 
golamento approvato col r^ale decreto 21|taglio stesso anno, 
n. 3070; 

Visti la legge 15 agosto 1$67> n, 3848, ed il relativo 
regolamento appressato col reale decreto 22 agosto stesso 
anno, n. 3852 ; ' * 

Visti l'art. ^4 della legge 7 luglio 1868, n. 4490, gli ar- 
ticoli 1 e 2 'della legge 11 agosto 187Ó, il. 8784, allegato^, 
e l'art. 2 della legge 22 luglio 1894, n. 339; 

Visti i reali decreti 6 gennàio 1867, n. 3546, 17 feb- 
braio 1870, n. 5519, e 2 settembre 1880, n. 5644; 

Visti gli atti verbali di presa di possesso dei beni, operati 
per gli eflfetti della soppressione degli enti morali ^vBoélesia- 
stici indicati negli elenchi annessi al presente decreto; 

Viste le liquidazioni della rendita dei beni devoluti al de- 
manio e di quella corrispondente alla tassa straordinaria 
del 30 per cento sul patrimonio degli enti morali eoclesia- 
stici suddetti; 



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hEQQl B DECRETI DSL BEQNO d'iTALIA • 1905 1149 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per 
le finanze e per gli alTarì di grazia e giustizia e dei culti; 

Sentita la conunissione centrale di sindacato istituita dal- 
l'art. 8 della suddetta legge 15 agosto 1867; 

Abbiamo_decretato e decretiamo : 

Art. 1. 

Le rendite liquidate pei beni devoluti al demanio e quella 
corrispondente alla tassa straordinaria del 30 per cento 
suirintiero patrimonio degli enti morali ecclesiastici sop- 
pressi indicati negli elenchi Aj By C^ i), E^ Fy Gj Hy 7, 
Ky Ly My Ny 0, Py oontrofirmati dai Nostri ministri segre- 
tari di Stato per le flnaoze e per gli affari di grazia e 
giustizia e dei culti, ed annessi al presente decreto, sono 
rispettivamf'n^e accertate nelle somme annue esposte nelle 
colonne 5 e 6 degli elenchi stessi. 

Art. 2. 

In relazione all'articolo precedente per effetto delle li- 
quidazioni del patrimonio degli enti morali indicati nei sud- 
detti elenchi, è accertata al V luglio 1904, giusta le risul- 
tanze del prospetto riepilogativo allegato Q, coiitroflrmato 
dai Nostri ministri segretari di Stato per le finanze e per 
gli aflari di grazia e giustizia e dei culti, annesso al pre- 
sente decreto, in complessive lire duemila quattrocento tredici 
e centesimi due (L. 2,413.02) la residua annua tassa del 
30 per cento da dedursi dalla rendita 5 per cento dovuta 
al fondo per il culto, a termini dell'art, 11 della legge 
7 luglio 1866, n. 3036, e dell'art. 2 della legge 15 ago 
sto 1867, n. 3848. 

È altresì accertato in complessive lire trentamilacinque- 
oentotto e centesimi uno (L. 30,508.01), deduzione fatta 
delle rate arretrate di tassa, il residuo credito dell'ammi- 
nistrazione del fondo per il culto per rato di rendita ma- 
turate a tutto giugno 1904. ' 



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1150 LEGGI B BBCRETI DEL BEGKO l/lTAtlA - 1905 

|Li'ati2Ìdetta annua tassa ed arretrati di rendita saranno 
conteggiati e prelevati dalla rendita iscritta a favore del 
fondo per 11 culto coi predetti reali decreti 6 gennaio 1867^ 
n. 3546, e 2 settembre 1880, n. 5644/ ' 

Ordiniamo che fi presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta yfficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
4i fiiirlo QSMnraite. . ^ . > i 

Datp a RpHia, ^ddl 30 jRarzp 19Q§. 
VITTORIO EMANUELE 



tU^ttraio ali0 GorU dèi emU adéH 5 maggia ìWk 

Reg. 22 Atti dtl Governo a /". 54. F. H^xtas^m. ) 

Luogo del Sigillo. V, fl Guardasigilli C. FINOCCHI ARO-APRILE, 



A. Jf4fORAWA- 

p. Fiifppc«ffV«P^APWL]¥r 



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ELENCO 

itegli enti morali ecclesidstici soppressi, delle rendita 6 
pfT Oio àa. inscriversi sul Gran Libro del Debito pub- 
|>|t^ JPfT ^ffftiQ della conversione dei beni immopili di 
ì^f^ rmffili epslesfastipi. 



<i-*egg6 7 loglio 1866, n. 3036, e 16 agosto 1867, n« 3848) 



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1 152 LEGGI E DECRETI DEL REGXO d'iTAUA - 1905 

Allegato A — Elenco degli | 

delle rendite 5^|g da inscrwerti eul Oran Jéibro del Debito puhòlico m fk^n 

a saldo della tassa del SO per cento in eeeat4M^ 
(Leggi 7 lugUo 1866, n. 33 



DENOMINAZIONE 



d«U*Bnt6 



morale eecleeiMtieo 



BoppresBo 



SEDE 

dell*Ente morale 

eociesiaetioo 

soppresso 



OOMUNK 



Corporaz. religiosa 

Convento degli agosti- 
niani scalzi in (!) • . 



Messina 



PROTIMCU 



miNDITA 

annaa 



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DIPPERBNZA 

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nelle' 
oolonoe 5 e 6 






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Messina 



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S 

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PiiC<»ndo8Ì luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dal 1^ luglio 1904, si 
a(.^^inngono alle rate arretrata di rendita liquidate fino all'epoca indicata nella 
l'olonoa 0, le rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 
ÌD04 sul complessivo ammontai e della rendita annua esposta nella colonna 7.L. 

Ammontare complessivo deUe rate arretrate di rendita liquidate a tutto giugno 1604 L. 



(i) Iscrizione suppletiva, vedi n. 178 dell'allegato if, annesso ai regio decreto 12 ago&to 1^71 
Roma, addì 30 marzo 1905. 

Visto, d' creine di S, M,: 
U ministro segr^tvrìo di Stato per gli affari delle 
A. MAJORANA. 



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1906 



■ LEGGI & DBCKBn DEI, REGNO d'iTALIA 

mi Mtiaiiaitici «opprats), 

m fondo per il Culto e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 
^ Itggi di UquidaMione delCAue eccletùulieo 
>lì)(i»iol80T, B. 3848). 



1153 



lM>Mho4op«nCaho 



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CBBOITO DSL DBUl'OO 

p«r raM arratratti di tai 
dal 30 par oaoto 



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Total* 



4 



14 



Tltlo» d^ordiné di 8. M.i 
n minlitro Mgretaiio di Stato per gli affari di grazia e giustizia e d«i culti 
C. FINOG(mURO-APRILE. 

^3 - VoL. IL - 1905. 



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1154 LEGGI £ DECRETI DEL BEGKO d'xTALU * 1905 

Allbgato B ~ Elenco degli 
ffellfi rendite 5 ^^ da inscrivevi iul Gran Libro del Debito puòbliao a fi 

a saldo della taua del 30 j^er cento in esecui 
(L^gì 7 luglio 1366, lu 



DENOMINAZIONE 



deIl*Bnta 



morale ecclesiastioo 



aoppresso 



SEDE 
dell'Ente morale 

eceleaìastico 
floppreaso 



OOMUIiE 



PROVINCIA 



RBflDlTA 

annua 



re 'itti BvrKurte 

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Legato Franceioo GQe> 
l'ira in (1). 



Caltagirone 



Catania 



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Faoendosi luogo alla iBcrudone della rendita con decorreusa dal l** luglio 1 904^ al aggiun- 
gono alle rate arretrate di tassa liquidate fino idl^epoea indicata nelU colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 190i iul com- 
plessivo ammontare della rendita annua esposta nella colon na 8 .*..., L. 

Ammontare com plessi vo delle rate arretrate di tasaa del 30 per canto liquidate a tutto 
giugno 1904 . , , , . L. 



(1) Iscrizione suppletiva, vedi n. 39 dell'allegato Q, annesso al regio decreto 2 febbrai > l< 
Roma, addi 30 marzo 19Q5. 

Visto, d^ordbM di 8. M,: 

n miaiatro «agretarìo di Stato per gli affari delle finanze 

A. MAJORANA. 



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I«£GGI £ DECBETI DSL SSOKO D^ITALIA < 1905 1165 

raE aeeletiasiiei soppressi, 

I Fbntla per ti Culto e delle rendite da prelevarsi a favore u . '^^mamo 

P ^"^gi ^ HqtddoMÙme deWÀMee ecclesùutieo 

5Bgwto 1887, n. 3848). 



«UDITO O'jò. D&iUNa» 

fm rate anatrate óì t«Ha 
M 10 p«r Mfito 




0S59, Mrie 3^. 



il ministro ganetario di Stato per gli altari di graiia e ffinstisia e dei culti 
0. FmocOHIARO-APRuLB. 



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1166 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'TTALIA - 1906 

ALLBOATo C — EiiMO dogli 

dèlie rendite 5 "^^ da itucrioerei tul Qrem lAbro del Debito pmòiUco a fi 

a ealdo della taeea del 80 per eemto im eaecm 
(Leggi 7 loglio 186d» a. \ 



DSNOMINAZIONK 



4«irXat« 



moraU «aclMÌMlieo 



••pprtiM 



SEDI 

«lall'KnU moral* 

•eelMÌMtiM 

aoppresM 



OOlfUNS 



PROTINOU 




Legato Agsta Mimmi- 
Moretti 



Spoleto 



Perugia 



Pacandosi luogo alla iscrizione della readita con deoorrensa dal 1* loglio 1904, si aggiun- 
gono alle rate arretrate di tassa liquidate fino all'epoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 sul com- 
pleesiTo ammontare della rendita annua esposta nella colonna 8 L. 

Ammontare compLessiyo delle rate arretrate di tassa del 30 ^1^ liquidate a tutto 
giugno 1904 L. 



Roma, addi 30 mano 1905. 



Vitio, d'ardine di S. JC: 
segretario di Stato per gli aflari delle finania 
A. MAJORANA. 



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. LBOOI E PHCRETT D2L REGNO d'iTAUA - 1906 1157 

tii MGttMttici sappressi, 

I Fondo per ti Ouito e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 
m l'fgi dx UqtudaxUme delVAue eecleekutieo 
15 igcito 1887, n. 3848). 



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79.60 



167.58 



«17. 18 



634.11 



6H.41 



8 



714.01 



107.88 
881.50 



Visto, d'ordine dH S. Jlf.: 

D ministro logretarìo di Stato per gli ftffari di grazia • giustizia e dei eolti 

C. PINOnCHIARO-APRILE. 



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J 



1158 LEGGI £ OKCBKTI OKI. ESONO d'iTALIa - 1905 

AiXBOATo D — Eltoet 
dei^ rtndùe 5 •(„ rfa iiwfln»tfrj« MtU Gran Libro del IMito puòMiGO 

a mlda della (ossa del 30 per cento in 
(L«gsi 7 loglio 



DENOMINAZIONE 



dairiDt^ 



morale eoolmuatiao 



SEDB 

dell^Ente morali 

•c<slesìftttÌQO 



•oppi^tMO 



Legato Gaffurrì Bal<il««- 
auro nella parroi^Ule 
di 

Legato Bortolo Facino 
ài BoQvicìni Odila par- 
rocohiale di 

Legato Roaaato Giovanni 
ncdla clùeea parroc- 
chiale di Valle 8. Gior- 
gio in. ,,.».. , 

Da riportarMu . . 



CX>lfUNK 



EllTDtTA 

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PH0V1NCT4 



Àrdeaio 



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Bergamo 



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liEOGI E BBCHETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1159 

mcdemstìcì soppressi, 
' ^mBdo per il CuUo e delle rendite da preìevarei a favore del Demanio 
l^gi di hquidazions delVAne eccUnoMiico 
1867, n. 3848). 




1,539.93 



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lieo 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



DENOMINAZIONE 



deirEnté 



morale ecciesiastico 



soppresto 



SEDE 

dell*Ente morale 

ecclesiastico 

soppresso 



COMUNE. 



PROVINCIA 



BANDITA 

annua 



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DIFFERENZA 

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reedito esposte 

nelle 
ooloone 5 e 6 



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Riporto . . 

Legato dal Moro di Bai^ 
tolomeo nella chiesa 
parrocchiale di S. Leo- 
nardo dell* isola del- 
rAbbà in 

Corporaz. religiosa. 

Convento di S. Francej t*o 
di Paola in (1). . . . 



Polvewira 



Catania 



Padova 



Catania 



M.I6 



15. » 



74.70 «86.01 



Ammontare complessivo delle rendite annue e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tutto dicembre 1898 L. 



74.70 900.17 



49.46 



15. » 



61.91 



1».47 



Facendosi luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dal 1® luglio 1904, n 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino all'epoca indicata nella colonna 9 b 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 sull'am- 
montare complessÌTo delle rendite annue esposte a colonna 8 • L 



Ammontare complessivo delle rate arretrate di tassa del 30 per cento liquidata a tutte» 
giugno 1904. . . L, 



(1) Iscrizione suppletiva, vedi n. 202 dell'allegato P^ annesso al regio decreto 5 fibbi*^ia 14 
Roma, addi 30 marzo 1905. | 

VtKo, d^ ordine di S. M.: , 

D ministro segretario di Stato per gli a d'ari d«ll@ finii 

A. MAJORANA. j 



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L,EGG£ E DECRETI DKh BEONO d'ITALIA - 1905 



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amtrmte di usw^ 
SOpAToauto 



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090.08 



1%a8«.67' 6,086.07 



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n ministro sefftretaiio di Stato per sAi affari di grazia e ginaticiai * d«i eohi 
C. FINOCGHIÀRO-APRILE. 



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1162 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

At.lkqato e — Eienao degli 

delle rendite 5 ^}^ da imcrivetsi sul Gran Libro del Debito pubblico a i 

a saldo della tas$a del SO per cento in ^^cà 
(Leggi 7 lugUo 1866, iJ 



SEDE 

dell'Ente morale 

eccUeiastico 

ftoppreedo 



DENOMINAZIONE 



dell* Ènte 



m orni e tìccleai&Htico 



sappreaso 



coMiT^ir 



l»ROVlNCiA 



RENDITA 



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Legato pio Raffaele Pa- 
trjgnoni in 



S. Elpiiiio 
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Facendoci luogo alla iicrizioiie della rendita con decon^nza dal !° luglio 1904^ bì 
aggiungono alle rate arretrate lic|uidate floo nllepoca indìaiti nella colouua ^ là 
rate matumte nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 Buiram- 
montaro completivo dell^ rendite annue esposte nella colonna 7 L. 

Ammontare completai vo delle rate aiTt>trate di rendita liqiiidatea tutto giugno 1904 L, 



Rom:i, uddL 30 marzo 1905. 



Viste ^ d'ordine di S. M,i 
lì minifttrv aegrètaHo di Stiito pei' gli affari dalle 
A,MAJOR.ySA, 



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LKGGI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1906 1163 

r«ii eeeleriastici soppressi, 

\ Fondo per il Cttìto e delle rendite da prelevarsi a favore del Detnamo 

^e leffgi di liquidazione deWAsse ecclesiastico, 

15 &«wto 1867, n. 3848). 



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548.86 618.66 



98.40 



81.S8 



109. '57 



98.49 1fa97 



81.98 



895.11 



109.77 499.09 



98.46 



98.45 



r98.46 



98.46 



Visio, d&rdiné di S. M.i 
D ministro segretario di Stato per gli affari di grafia e giustizia e dei calti 
C. FINOCOHIARO- APRILE. 



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1164 LKGGl E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

ALUBOATo F — Elencodegt^ 

delle rendite ^\ cUt inscriversi sul Oran Libro del Debito pulMi(^ a 

a saldo della tassa del 30 per cento in esead 
(Leggi 7 luglio 1866, i 



1 



DENOMINAZIONE 



diilDCiild 



monJtt «oolMiastico 



■oppresso 



Cappellanìa prima Ot- 
tavio Montaperto prin- 
cipe di Raffadali in. . 

Legato Bonazzi Elisa- 
betta nella chiesa dì 
S. Maria dei Servi in. 

Legato Pusateri can. Fi- 
lippo Donna Paola in. 



SEDE 
dell^Ente morale 

eoclesiajBtioo 
■oppresso 



OOIIUNB 



Raffadali 



Padova 



Caccamo 



PROYIMOU 



Oirgenti 



Padova 



Palermo 



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37.88 



87.31 



33.99 



I 



Ammontare complessivo delle rendite annue e dei re- 
lati vi arretrati liquidati a tutto dicembre 1899. L. .. 108.18 f08.18 

Facendosi luogo alla iscrizione della rendita con deoorrenza dal ì° luglio 1904, si 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino airepoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dsdla detta epoca a tutto giugno 1904 sull'am- 
montare complessivo delle rendite annue esposte a colonna 8 L. 

Ammoncare complessivo delle rate arretrate di tassa 30 °[o liquidate a tutto giu- 
gno 1904 L. 



Romi>, addi ^0 marzo 1905, 

. Visto, d'ordine di S. M.: 
Il ministro segretario di Stato per gli effari delle finanis 
A. MAJORANA. 



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I.EGGI E DECRETI DEL REGNO D'iTALIA - 1906 



1165 



jEMT il CmUo e delle rendUa da prelevarti a favore del Demanio 
di Uquùkuùme delFAese eecìuiaetico 
1807, n. 3848). 



)fmtl Goito 




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704.77 



1,096 41 

899.18 
1.009.69 



9,996.13 



9.998.13 



1,991.47 

995.99 
1.066.40 
8.916.09 

486.81 



8.709.90 



yirfo, d^&rdine di 8. Mi 
n ministro gegnUrio di Stato per gli affari eli grada e ginstuda • dei eultì 

C. FmOGGHTARO-APRILB 



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■ 


1106 XEGOI E DEClTKTr UEL RHONO b'ITÌXTA - 1905 ■ 


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Ax.LBG^Ta 6 — Eianco dafl 


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delle rendite 5 \ da imcrH^enti muI gran Libro del Debito pubblico ^k 


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a saldo della tasm dei 30 per cenh in 0^U 


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(X^eggi 7 lugUt? i^l^H 


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SEDE 




DIPFBREMSa 


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deU*Eiite morale 
ecclei9ìaatioo 


RlIfOITA 

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f«iuaht wpoals 


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soppresso 




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Legato Salvator© Koma- 
no Ctibm&ro nella chi»- 


















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sa del Purgatorio in . 


Piaiza 
Armerina 


OaltanÌB- 
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Legato Catania Placido 
















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Clero ricettbio di S. Ma- 






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Carpignano 


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3.81 






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Da rigMrUtrsù . , 


Salentuio 








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4.73 


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(1) Ucriiione «oppletìfa, Tedi n. 37 deiraUogato E, annesso al ragìo dacreto 17 agotll 


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I^GGI E DECRETI DEL REGNO D'ITAUA - 1905 

tali ecclestastìci soppressi, 

iFofi'io per il Culto e delle rendile da prelevarsi a favore del Demanio 

v ì'^i di liquidazione delTAsse ecclesiastico. 

I «gtiBto 1807, IL 3848)L 

L 



1167 






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S54, seria 2*. 



di rioeliMi» moibito 



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1168 



l£QGl E DECRETI DEL REGNO d'itALIA - 1905 



SEDI 

d«ll*Kiite morale 

•ooleiÌMtieo 

•oppreMO 



DENOMINAZIONE 

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morale eooletiattioo 

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BUporU). . • 

Legnato Massa cci nella 
chiesa parrocchiale di 
S. CasBiBDO in ... . 

Legato Rasconà Gioyan- 
ni in 

Legato Mocco Giueppa 
e Salamene Ted. Mocco 
in 

Legato Messina Cristina 
nella chiesa di S.Pie- 
tro in 



Da ripofiarti. • . 



Samano 
Fiumedinisi 

Moni'eale 

Id. 



Macerata 



Messina 



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D'ITALIA - 1906 


1169 


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1170 



IJ^GGI E DECRETI BEL BÉGKO d'ITMiIA - 1906 



DKNOMINAZIONt 



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•CClMUSticO 

•oppresM 



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i&fporlo. 



Legato Fasi aao. Oio. 
Battista in 



Legato di messe Can* 
naTÒ Yineèiiso nella 
matrice chiesa di. . • 



Legato pio Banano Pie- 
tro in TUmtAidò di . 



Eredità Sparaoia Qia- 
seppe in (l) 



'Va'AflSM^ii. 



Monreale 



Fsitinico 



Oambolò 



Oastelve- 
trano 



Palermo 



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(l) Iflcrìdone snppletiTa, vedi n. 954 dell'allegato H, anneMO^tfTVegio déSMoHfca^dioanibrtt l\ 



Ljtaai K deoeh i>el bpono d'italu. - 1906 



1171 




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1172 



LEGGI £ DECRETI DEL R£ONO D^ITALIA - 1906 



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12 



13 



DENOMINAZIONE 

deirEnte 

morale eccleaiaBtioo 

soppresso 



SEDE 

dell'Ente morale 

eccleBiastico 

•oppresso 



CX)MDNE 



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Riporto, . . 

Cappellania di messe 
Oenna Vincenzo ed An- 
na Maria Barbara in • 

Legato Oiacomini Can- 
dido nella chiesa par- 
rocchiale di S. Anasti^ 



Marsala 



Cessiato 



Trapani 



Treviso 



Ammontare oomjpleesiTO delle rendite aunné e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tatto giugno lOGO. . L 



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Pacandoci luogo alla isciìziQne della rendita con decorrenia dal I* luglio 1904, ai ag- 
giungono alle rate arretrate liquidate fino all^epoca indicata nella colonna le rate 
maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 8ull*ammontare 
complessivo delle rendite annue esposte nelle colonne 7 e 8 L, 



Ammontare complessivo delle rate arretrate di iiendita e tassa 80 per cento liquidate 
a tutto giufTPO 1904 L, 



Roma, addi SO marso 1005. 



Yiito, tToràine di 8* Af.: 
11 ministro iegi*etario di Stato per gli affari delle fluauzd 
A. MAJORANA. 



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I£OOI E DECRETI DEL BEONO d'iTAUA - 1905 



1173 



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48.891 884. » 1,11M4 4.734.14 



6,<46.38 



lì miskiTO Bégretorio di Stato per gli attsA <1i «rruia • giwtìnA e 'Jeiaulii 

0. PINÒOC&ARO-APRILE. ^^^^^, ,^ GoOgle 



1174 



LEOai E B&CEEn JOSt BBOKO D'ITALIA - 1905 



ÀLLBOATo H — Elenco dej 
delle rendite 5 % da tnècHf>erH iul Oran Libro del Débito pubblico a 

a ealdo della tassa del 30 per cenA in eseet 
(Leggi 7 luglio 1866, n 



DENOMINAZIONE 

deU*Bnto 

monde eeelefliaetioo 

•oppresso 



SEDE 

deirE&te morale 

eodesilLstico 

soppresso 



I 



COMUNE 



PROVINCIA 



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1 

2 



Beneficio del Magnifico 
Gregorio Soopazzo in (1) 

Capitolo collegiale di San 
Auchele Arcangelo in 
Belcastro pel legato 
Grandinetti in (2). • . 

Legato Serena Galim- 
berti bèlla chieirkdi San 
Giacomo in. «... . 



■Z/d rtpotioni ■ 



Aidone 



Belcastro 



Crema 



Caltanis- 

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Catanzaro 



Cremona 











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(1) iMriiione snppIetiTa» Tedi n. 15 deU*allegato J7, annesso al regio decreto 8 IngHo 
(S) Iseriiione snppletiTa, Tedi n. 05 doll*allegato S, annesso al regio deereto 15 dioembrs 



JJSOQX S BEqpiZ BEL BE6N0 d'iTAJ(JA - 1905 

Bini accbihrtici sopprassi, 

M FbMioper il Culto e delle rendite da preìeearei a fawìre del Demanio 
^eUe leggi di hqmdoMione deWAsee eeeleeiaetioo 
t 15 agallo 1887, a. 384% 



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1176 



LEGGI B DECRETI DEL REGNO «'d'iTALIA - 1905 



DENOMINAZIONI 



MrfiDtf 



monde Mclestaatico 



•0ppr6f«9 



SEDE 

dell* Ente morale 

eccIesÌMtieo 

eoppreseo 



COMUNE 



PROTINCU 






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Riporto. . . 



Legato pio Martini Er- 
menegildo nella chiesa 
pari^occhiale di. . • . 

Legato Baaterotti dia- 
coriio in 



Legato Adduoci nella 
chiesa rurale di Colle- 
pila io 

Ufficìatnra Pineschi in 
S. Martino a StroTein. 



Da riportarsi 



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Bondeno 


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USGOI S DECBETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1906 



1177 



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1178 



UBOGI B raCXBTI DSL BSOVO d'iTAUA - 1905 



DBNaMINASIONS 



deU*Biit« 



moimlt eoolMiastioo 



•OpilNiM 



SEDE 
dtU'KiiU moiak 

•OCl60ÌMtÌO9 

■oppraeso 



OOMinCB 



PROTDKIÀ 



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mperio. . . 
BeiMficio di S. Stefano 

« 0) 

Opera^pia Marco Di Leo- 
( nardo in 

Legato Amigoni Teresa 
nella chiesa parroo» 
chiale di 8. Maria Aa- 
santa ift« 



Oa p%ptfttmi» 



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Cineto 
Romano 



Galatafimi 



Roma 



Trapani 



Chioggìa 



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§ 

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(1) Itcritiona rappletìva, Tedi n. 3 dell'allegato D, annesso al regio decreto 11 aprile li 

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xJSGor s DBOtsri dei. bKovo T/Ttàsxk - 1906 



1179 






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811.77 16,419.36 



890.58 



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11,981.18 



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1180 



LEOQI E DSCBETI DEL SEGNO p'iTAT.TA - 1905 






DENOMINAZIONE 



deU^Ent* 



morale «ecle«ÌMtioo 



•opprMM 



SEDE 

deIl*Enta morale 

eecleaiaatiee 

•oppreMO 



COMUNE 



PROVINCU. 



miMSITA 

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DIFFBRSNZA 
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11 



11 



Corporax. religiosa. 

MoiiMtero delle cappio- 
cine di San Oirolamo 
in (1) 



.Ragnaca- 
▼allo 



Ravenna 



1«.» 


MH.89 


44.87 


396.81 


J69.S5 


49.10 


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Ammontare complessìTo delle rendite annue e dei re- 
latìvi arretrati liquidati a tntto dicembre 1900 L. 

Facendosi luogo alla iacrizione della rendita con deeorrensa dal 1* luglio 1904, ei 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino airepoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tntto giugno 1904 snll^am- 
montare compleaaiyo delle rendite annue eepoete nelle colonne 7 e 8 .... L^ 

Ammontare compleesivo delle rate arretrate di rendita e di tassa del 30 per cento 
liquidate a tutto giugno 1901 L. 



(1) Iscrizione suppletiTa, Tedi n. 106 delFallegato L, annesso al regio decreto 30 ottobre 18 

Roma, addi 30 mano 1905. 

Vigtc, d'ordine di S, M: 
n miaiatro segretario di Htato per gli affari delle finanze 
A. MAJORANA. ^ r 

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IfOOI E DECBETI DEL BSOHO d'iTALIA - 1905 



1181 






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8.880.00 fiK4l8.86 18i668.96 



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11,S8i.1S 



1.888.83 



VUto, Sordine di S. M.i 

D miniitro 8Mnretario di Stato per gli affari di grazia e giustùda o dei eviti 

G. FINÒGCHIARO-APRILB 



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1182 IiSaGI B 0BGBBTI DEL K&QlSfO d'iTALIA - 1905 

Allegato I — Elenco degli E 
delie rendite 5 ^{^lìà inecrwerst sul Oran Libro del DebUo fmòòttco a fan 

a sQUdo della taeea del Super cento m eeecuzic 

(Uggi 7 Ivglio 1866, n. 30 



DENOMINAZIONI 

inonJ« eoeleaiiMPtm 
•oppr«Mo 



SSDS 

d«II*BBta momb 

•aelMAStioo 

■oppriiM 



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Legato De Anffelis 6io. 
Batta nella onieiapar^ 
rocchiale di Castiglioni 
in ,. . 



Legato Torri Olinero in. 



Meglio KoBdagiiail» ^- 
Tani in • ; 



Da HpoftarsL 



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BelTedere 
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I.E6QI E JDECEETI WSL EEGNO d'iTALIA - 1906 

BTtri eodesiattioi soppressi, 

r- Fondo per il Culto déUe rmdUe da prelevarsi a fa^9ore dei Demanto 
Ci Uggi ài liquidazione deWAsee eceìeeiasHco 
15 ^Rwto 1867« n. 384Q. 



1188 



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1184 



JjEQQi e decreti del becno d'itaua - 1906 



DENOMINAZIONE 

deU*Ent6 

morale oooleeiastico 

■oppresso 



SEDE 

dell'Ente xnerale 

eoolesiastico 

soppresso 



OOilUNB 



PROYINCIA 



RXlfDITA 

annua 



DIFFERENZA, 
frate 

rtcdiit esposta 

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Riporto. . . 

Legato Picoioni Gentili 
nella chiesa di S. Roooo 
di Scisciano 



Legato pio della Ma- 
donna deUa Misericor- 
dia nella parrocchiale di 
8. SelMurtiaao in. . . 



Benefleio Benerba Giu- 
seppe e Baldassaitein. 

Legato Impsria Matteo 
in 



Da r^forktni. 



Maiolati 

Gastelplanio 
Castiglione 
8eordla 



Ancona 

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LEGGI B DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



1186 



CBBDITO IWL OBUÀMIO 

per rata amirftta di (mba 
dtl 30 p» otato 




l- 



75 — Vou n. - 1905. 



98.16 1,W.M 



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1186 



LEOGI E DECEETI DEL REGNO d'ITALIA - 1905 



l 



SEDE 
d^irSnte morale 

aoppr«iftO 



DBNOMfNAZIONE 



(IdrBuW 



inor%l« «tì«l#fli«irtico 



«oppresso 



GOinjNS 



PROTINGJA 



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annua 



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frale 
racditt Mp««io 

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ittporto. 



Cappellania Comarda Be- 
nedetto in (1) .... 



Legato Patti Tommaso 
di Giuseppe in. . . . 



Legato Patti Tommaso 
di Giuseppe in. . . . 



Comnnìa dei Preti in 
Serrentini di (2) . . . 



Da riporiarsù 



Messina 



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Id. 



Patti 



Messina 



Id. 



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249.48 





[1) derisione suppletiva, vedi n. 104 dell'alleg ato F^ annesso al rerio decreto 27 novembre I8i 

(2) Iscrizione suppletiva, vedi n, 6 dell'allegato /, annesso al regio decreto 29 novembre W 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D ITALIA 



190c 



1187 



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4),9I7.68 



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1,910.88 



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4,UH.Sf 



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7318, ««ia 3*. 
562. 



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1188 



LEGGI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1905 



12 



13 



14 



15 



DENOMINAZIONE 

deU*8nU 

morale aeclMÌastico 

«opprtMO 



SEDE 

dell*Ente morale 

eecleBiastìeo 

•oppreBM 



OOMUNB 



Riporto, 



Legato Gardoletti Gin- 
■appe Antonio in. . . 

Ganpellania Migliaocio 
Vinoenso in (1). . • • 

Fìdecommisflarìa Beni- 
gno Iwbellm Bignano 
in. 



Legato Foci Maria An- 
tonia nella chieaa par- 
rocohiale di 



Bieno 



Mcmtemag- 
giore 



Palermo 



Da riportarsi» 



PROTIMCU 



BXMBITA 

annna 



DIFFXRRKZA 

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rtDdht •nMta 

Mito 
Qolon&tt 5 • S 



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(I) lacrìnone inppletitm, Tedi n. 151 dell'allegato JB; amneMO il regio decreto 29 gingno 1873. n. 

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UaaOI K DECBBTI DEL BSGNO d'iTALIA - 1906 



1189 



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1190 



LEGGI £ DECRETI DEL BEGKO d'iTALU. - 1906 



ODE 

dell*Ente morale 

accletiactioo 

•opprtsao 



DENOMINAZIONE 

deU^Ente 

monde ecc.^aiaetieo 

soppresso 



OOMUNB 



PROVGfCU 



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anniia 



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16 



Jltporfo. . . 

Corporaz. religiosa. 

Oorporazionireligiose di- 
Terse (yeadita oggetti 
mobili ed arredi sacri) 



Bologna 



Bologna 



173.11 



Ammontare complessiTo delle rendite aanne e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tutto gingno 1901 . Ir 



173.11 



8S7.19 



M.M «M7 



409.13 »1.17 



357.19 



867.19 



Facendosi luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dall® luglio 1904, si 
ag^ungono alle rate arretrate liquidate Ano all*epoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 sull'am- 
montare complesBÌTO delle rendite annue esporte nelle colonne 7 e 8 L. 

Ammontare complessiTO deUe rate arretrate di rendita e di tassa 30 per cento li- 
quidata a tutto giugno 1904 L. 



Roma, addi 30 marzo 1905. 



Tufo, d^ ordine di 3, M.: 

Il ministro segretario di Stato per gli affari dells finanze 

A. MAJORANA. 



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LEOOI S UECBETI DEL BS6NU D'ITALIA - 1906 



1191 



AMMuraATm uqcidatb 
krw* M Fondo per il Culto 





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di ricchezza mobile 



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660.28 



71.70 79.70 «90.81 



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CBBDITO OH. DmAMM 

p<»r rat« anetrate di taaaa 

del 30 per cento 



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16.» «73.41 m.3i 631.9813,593.10 6,780.A> 6;i>2.C9 12,9>2.66 



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6.708.89 



1,071.B7 



6,212.09 



6,212.09 



11,920.98 



11,928.98 



1,071.W 



YiHo, éCordine di S. M.: 

Il ministro segretario di Stato per ^li ai!ari di grazia e giustizia e dei culti . 

C. FINOCCHIARO-APRILE. 



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1192 Li:c;c;i :: i)k< ukìi dì-:l ricgno d'italia - 1905 

Allegato K — Elenco degli Ei 

delle rendite 5 \ da imeriversi sul Qran Libro del Debito pubblico a fa»o 

a saldo della tassa del 30 per cento in esecutiOi 
(Leggi 7 IngUo 1866, n. 302 



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DENOMINAZIONE 



d«U'E»t» 



monete ec^leaiaittioo 



0opprea«o 



SEDE 

deU*Ent*s inornie 

«acIèftìa«ttco 

fiop presso 



0OM13HH 



PROYlNaA 



RBNDITA 

annua 



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DIPFEKBNZA 

fral« 
Ttoditt esposto 

nelle 
oolonoe 5 • 6 



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Legato Pio Ricbhzì neh 
ta fthì<?«a del SS. Crt>- 
eiftiio df 1 Borgo in (J ) 

Benefloìo di S« Dorotea 
o Legato Terraneo in 
Oasaina Amata m, (2), 

Fondanone Olivetta Bar- 
tolomeo fu Gasparo nel- 
la cappella di Né Sé del- 
le Orarsi» in 



Dm riporiarti. 



Statolo 



Cantb 



Nòli 



Ancona 



Como 



Genova 



18.68 



7.50 



10.60 



86.68 



18.68 



7.60 



10.60 



86.68 



! 



(1) licriiione BUfphtha, Tedi a. 3 deiraUagHto /, annesso al regio decreto 22 marzo 18' 

(2) laemtona aappletiTa^ Tedi n. t dairallegato B, annesso al regio decreto 2r dioembre \S 



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XEOGf E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

^trnB acofesiasliGi soppressi, 

^^ Fomdo per il Oulto e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 

leggi cU Uquiàaxione diWAsee eccleetastioo 
^ te agosto 1S76, n. 3848). 



1193 




•^363, «erie 3*. 
S323, ««rie «*• 



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1194 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



DENOMINAZIONE 



d«irEnte 



morale aoolesiastioo 



«oppresso 



Riparto. • • 



Fondazione Gallo Fran- 
cesco nella chiesa di 
S. Ambrogio in. . . . 

Beneficio Scaglione Giu- 
seppe in 



SEDE 

dell*Ente morale 

ecclesiastico 

«oppresso 



OOBIUNB 



PROTINf^U 



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JfclKDITA 



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DIFPBRiCNZA 

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Legato Pianacci nella 
chiesa parrocchiale di 
Montalbano in ... . 

Legato Vergellese nella 
cUesa parrocchiale di 
S. Paoloin. . . . . . 



Da riportarsi. 



Genom 
S. Fratello 

Zocca 

Monselioe 



Genova 



Messina 



Modena 



Padova 



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36.66 


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T.KOGI B DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1195 



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CBIOITO bKL OJIMAMIO 

per ntu am^tr^to di tMM 
4«l 30 {^r cauto 



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881.80 



1,048.90 



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«88.66 



1460.80 



8,089.66 



11.tt1.60 



1,1M.60 



44.88 



6B6.S9 



1,418.63 



8,762.74 



1t»068.40 



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1196 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



DENOMINAZIONB 



deU^Ento 



morale ecclesiastico 



soppresso 



SEDB 

deirSnte morale 

ecclesiastico 

soppresso 



COMUNE 



PROVINCIA 



RENDITA 

annua 



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DIFFERENZA 

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rendite esposte 

nelle 
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Ripcrlo, . • 

Gorporaz. religiosa. 

Monastero di S. Maria 
Maddalena dei Pazzi 
detta delle Grazie in (I). 



Bologna 



Bologna 



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896. M 


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996.66 


06.50 


19.96 


46.66 


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60.80 


Ì15.61 


46.86 


99ft.66 



Ammontare complesslTO delle rendite annue e dei rela- 
ti7i arretrati liquidati a tutto dicembre 1901 . • lu 

Facendosi luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dal V luglio 1904^ ai 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino all'epoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1004 sull*am- 
montare complessiyo delle rendite annue esposte nelle colonne 7 e 8 .... L. 

Ammontare complessivo delle rate arretrate di rendita e di tassa 30 p«r cento li- 
quidate a tutto giugno 1904 ' L. 

(1) Iscrizione suppletiva, vedi n. 181 dell'allegato K, annesso al regio decreto 31 luglio 18 
Roma, addì 30 marzo 1905. 

ViiiOy d^ordins cU S. M.: 

n minislro segretario di Stato per gli affari delle finanze 

A. MAJORANA. 




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iKGGl K DJÌCUETI DEL REGNO d'iTALIA - li3{)5 



1197 






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OBIDITO DEL DBIUmO 

por rato amtrate di tMn 
dal 30 por oanto 



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84.» 



6.06 



88.97 



M.1 



86.10 



98.88| 88 88 



117.38 



881.89 imi.60 18008.49 



881.88 



988.90 



1,880.19 11 ASI* 00 



I1.CH.00 1S;068.49 



968.90 



18^.89 



>• 3», Borie 3*. 



Yiito, d'ordine di S. M.: 

n ministro ■«grotarìo di Stato per gli affari di grada e ginstisia e dei culti 

a FINOCCHIARO-iPRILB. 



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1198 T.F.GOI K DKClìKTl DFX REGNO d'iTALTA - 1005 

Allegato L — Elenco degli I 
fielle rendite 5 '[o da inscriversi sul Gran Libro del Debito pubblico a f€i\ 

a saldo della tassa del 30 per cento in esect^jst 
(Leggri 7 luglio 1866, tu 2 



I 



DENOMINAZIONE 



^.éìYEnU 



m^ifÈÌt pcelMi&stico 



««oppr«Miii 



CAf>peI[o già ammini- 
mù&ìe dAUa congrega- 
KiMie lìì earità di (1) . 

C^apitoìo ddlla chiesa col* 
legiata dai SS. Pietro 
e F&oUj del Sasso Ca- 
V30B0 in (2) 

Capp^llania di S. Fau- 
stino nella chiesa dì 
B. Qiu&oppe in. • . . 



Legate Pavara Salvatore 
in - , , 



IM riportarsi. 



SEDE 

dell'Ente morale 

ecolesiastieo 

noppresso 



COMUNE 



PROVINCIA. 



I 



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Potenza 

Siracusa 
Trapani 



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(!) Ie€i-i£mae snppletiTa, yedi n. 5 dell*allegato P, annesso al regio decreto 2 novembre 1899, n. ] 
(^) liRrtiione suppletiva, vedi m. 84 dell'allegato K, annesso al regio decreto 7 maggio U 



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IFGGI E DFXnETI DKL RKGXO d'iTALIA - 100-3 

ecclesiastici soppressi, 

IjRmuìo per U CuUo e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 

Uggi di liquidazione deìTAnte eeelesiastico. 
; agosto 1867, n. 384^. 



1199 



» M FdDdo pmr U Culto 




à\ ricchMSit mobii« 



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del 



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31 SI, eme 3*. 



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1200 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



SEDE 

dell^Ente morale 

•ocleaiMtioo 

soppresao 



DENOMINAZIONE 

mcuftle «odesuMtico 
■oppr#Mo 



OOMUNE 



Miporio . . , 

OappeU&ub 2^ dell'arci- 
prete Moraca nella ehie- 
ia deU^Addolorata in . 



Minala 



PROVINCIA 



Trapani 







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Ammontare f-ómpl*»«fiÌTO delle rendite annue e dei re- 
lati^ arretrati liquidati a tntto giugno 1902 L. 



F^flendoai luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dal V luglio 1904, si 
a^ungono alla rate arretrate liquidate fino àIl*epoca indicata nella colonna 9 
le rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 Bull*am- 
montare complessivo delle rendite annue esposte nelle colonne 7e 8 . . . • L^ 

Ammantare compleeeÌTO delle rate arretrate di rendita e di tassa 30 ^f^ liquidate a tutto 
giugno 1904* . . * L. 




Roma, addi 30 mano 1906. 



Visio, d^itrdèM di a.M.1 

Q ministro segretario di Stato per gli ailkri delle fimui 

A. MAJORANA. 



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LKGGI E DECEETI DEL HEGXO d'iTALIA - 1905 



1201 



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OBBDITO DU. DBUAKIO 

p«r rata «minte di %mma 
del 30 per eento 



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91.60 



191.1.H 



90 68 99.63 



91.50 



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19.93 19.93 79.70 688.71 1,nt.58 1.711.29 



19.99 



18.80 



d8.3Sft 88.83 



19.99 79.70 



18.30 73.20 



158.90 



80187 



881.(8 



809.U 



1^.08 



98.11 



1,814.69 



1,814 69 



38^.98 



8,096.37 



809.44 



8,^71 



Visto^ d'ardine ài S. M.: 
D ministro segretario di Stato per gli affari di grazia e ginfticia e dei e«l(i 
C. FINOCGHIARO-APRILE. 



76 — y€fu n. - 1905. 



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1202 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

ÀLL3GAT0 M — Elenco degli 

delle rendite 5 \ da inscriversi sul Ghran Libro del Debito pubblica r f-:^ 

a saldo delta tassa del 80 per cento in esecu^i 
(Leggt 7 luglio 1866« n. 2* 



I 



DENOMINAZIONE 



d«irint« 



SEDE 

dell* Ente morale 

ecclesiastico 

soppresso 



morale ecclesiastico 



BoppreMO 



1 

i COMUNE 



PROVINCIA 



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Legato Pezzutti GiovanDi 
in 

Legato Pio Pantanella 
in 

Beneficio Scriffignano 
Giuseppe in 

Opera pia dell'Assunta 
in 



Da riportarsi. 



Greco 

Arpino 

Agira 

Sangineto 



Brescia 



Caserta 



Catania 



Cosenza 





16.60 




16.50 




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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1203 

iG ecclesiastici soppressi, 

Fondo per il Culto e delle rendite da prelevarsi a femore del Demanio 
> leggi di Uquidaxione delVAsse ecclesiastico 
sgotto 1867, n. 3848). 



LTDM M Féad» pm D Ottlto 



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600.74 



930.55 



143.77 



889.98 



1.658.04 



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1204 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



'SS o? « 

li!f 

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i2tporto. . . 

Legato Puma Antonio 
nella chiesa madre di. 

Legato Costa Piccichò 
Oiiiseppa in 

Legato Gnllo Giuseppe 
in 

Fondazione del barone 
Francesco Mariano Cu* 
Btos nella chiesa del 
Reclusorio di S. Maria 
del Ponte in 

Legato di messe del sac. 
Strada Pietro Giuseppe 
in 



Da riportar^ . . 



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I.EGGI E DECEETI DEL SEGNO D ITALIA 



1905 



1205 



in OaXTSATB UQOIDikTB 

iTcra del Vuoéo per il Gallo 



mA\A raadita «spoat» 



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Totale 



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p«r mie amtrato H 
del 30 per cento 



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7.78 



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181.85 
419.70 



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1,448.79 

868.» 
4,81t.99 

68.71 

M78.S8 
606.41 



1»894.98 9»780.86 



Totale 



U 



1.659.04 

640.47 

6,832.69 

54.71 

S,080.«S 
614.81 



11.155.48 



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1206 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d' ITALIA - 1905 



DENOMINAZIONE 



deU*Enta 



morale eoclesiaatioo 



■oppresM) 



Riparto. . . 

10 Legato di messe Masca- 
racci Tommaaini nella 
chiesa di S. Angelo dei 
Calcinelli in 

11 Prebenda di S. Irene o 
Canf orale annessa alla 
chiesa collegiata di. . 

12 Legato Fantini Alessan- 
dro in 

13| Legato RaTa^rnan Giu- 
seppe fa Felice nella 
chiesa parrocchiale di 
S. Andrea in 



Da riportarti. . . 



SEDE 

deirEnte morale 

ecclesiastico 

soppresso 



I 



OCMfUNB 



PROVINCU 



RKNDTTA 

annua 



s 

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1 

I 

1 

I 



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DIFFERENZA 

fra !• 
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38.80 

66.77 
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61.86 



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4.16 



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LEGGI E DECRETI Dìh REGNO d'iTALIA - 1905 



1207 



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1,362.94 



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1.831.60 



16.462.41 



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1208 



LEGGI K DECRETI ìW.Xj RKGXO d'iTALIA - 1905 



DENOMINAZIONE 



deirEnta 



morale ecclesiastico 



soppresso 



SEDE 

dell* Ente morale 

ecoleBÌastico 

soppresso 



COMUNE 



PROVINCIA 



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annua 



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Riparato. . . 

Corporaz: religiosa. 

Convento dei cappuccini 
di S. Lorenzo martire 
in (1) 



Pistoia 



Firenze 



6.93 


483.74 


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Ammontare oomplessiTo delle rendite annue e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tutto dicembre 1902 • L. 

Facendosi luogo alla iscrizione della rendita con decorrenza dal 1^ luglio 1904, si 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino airepoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decoreo dalla detta epoca a tutto giugno 1904 suU^am- 
montare complessivo delle rendite annue esposte nelle colonne 7 e 8 .... L. 



ammontare complessivo delle rate arretrate di rendita e di 
quidate a tutto giugno 1904 



30 per cento li- 
L. 



(1) Inscrizione suppletivs, vedi n. 16 deirallegato G, annesso al regio decreto 2 settembre 1^ 
Roma, addi 30 marzo 1905. 

VittOf d'ordine di S. M.: 
Il ministro segretario di Stato per gli affari delle finanze 
A. MAJORANA. 



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LEGGI E DECRETI DEL UEQNO d'iTALIA - 1905 



1209 



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1.94 1.94 7.78 



1.68 



9.91 



1.68 6.74 



3.62 14.62 



9.n 86.90 



8,467.09 



8,467.09 



721.44 



12.84 12.84 61.42 4.178.68 12,995.32 17,178.85 



12,996.31 



12,995.32 



16,402.41 



16,452.41 



721.44 



S'Ui, serie 2*. 



Vùtoy érordÌ9te di S. 3f.: 
U ministro segretario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti 
a FINOCCHIARO-APKILE. 



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1210 LKGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Allegato N — Elenco degli. 

delle rendite 5 \ da inscrwerst sul Oran Libro del Debito pubblico a fìi 

a saldo della tassa del 30 per cento in esecuM 
(Leg^i 7 loglio 1866, n,\ 



DENOMINAZIONE 



dell* Ente 



morale ecclesiastioo 



soppresso 



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deirSnte morale 

eoclesiastico 

soppresso 



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Gappeliania o legato 
Giardini in 



Liegato pio di messe Da- 
tado nella collegiata di. 



Legato Zucchi nella chie- 
sa del SS. Crocifisso in. 



Da riportarsi, . . 



Monteca- 
rotto 



Id. 



Cast pla- 
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Ancona 



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XEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1211 

Brali ecelesiastici soppressi, 

1 Fondo per ti Culto e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 
ile leg^ di VqtUéUizione dell* Asse eccleìtiastieo 
15 agosto 186T, n. 3S48). 



i éel Fondo pmr U Colto 



ìSm. VHidita 



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818. sr 



966.65 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA 




-<e)^ato Anderlini nella 
chiesa parrocchiale di 
Castelplanio e chiesa ru- 
rale di Monte Adamo 
in 

negato Giuseppe Sag- 
gese in 

lanonicato settimo ag- 
giunto alla cattredale 
di 



Da riportarsi, . . 



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I.EGGI E DECEETl DEL BEGNO d'iTALIA - 1905 



1213 



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à««t» dei Ptede par U Colto 



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8,839.19 



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1214 



LEGGI E DECRETI DEL REGXO d'iTALIA - 1905 



2; 

1 



DENOMINAZIONE 

delFEnte 

morale eoolesiastioo 

soppresso 



SEDE 

deirEnte morale 

ecclesiastico 

soppresso 



COMUNE 



PROVINCIA 



RENDITA 

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Riporto, . . 

Legato pio Locatelli Ber- 
nardino nella chiesa 
parrocohisle di S. Bar- 
tolomeo in 

Iiogato cappellania Pre- 
vosti Antelmo in . . . 

Legato Sqnassoni Gio. 
Batt. nella chiesa par- 
rocchiale di S. Agata in 

Legato Coiana Bernardo 
nella chiesa di S. Ber- 
nardo in. . . * . . . 



Da riportm'si. 



Bologna 
Gastelmella 

Brescia 

Cagliari 



Bologna 
Brescia 

Id. 

Cagliari 



H6.96 



131.01 



91. S6 



89.09 



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LEGGI E DECRETI DEL KEGXO d'iTALIA - 1905 



1216 



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10,500.45 



3.839.19 



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1.083.84 



13374.86 



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1216 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



11 

12 
13 

14 



DENOMINAZIONE 

d«U*Eiito 

inorala aeolasiastieo 

soppresso 



SEDE 

deirEnte moralo 

eoclesiastico 

soppresso 



OOifUNB 



PROTINGEA 



8 ^1 4 



Riporto, 



Cappellanìa Stimolo Sal- 
vatore nella chiesa del- 
TAddolorata in. . . , 



Legato biennale Arcan- 
gelo Maddalena in . . 

Legate Napolitano Aniel- 
Jo nella chiesa di S. Fe- 
lice in 



Lpgato Torriani don Las- 
«aro in 



Da riportarti 



Niscemi 

Caltanìs- 
setta 



Nola 



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Caltanis- 
setta 



Id. 



Caserta 



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LEGGI E DECEEH DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



1217 



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18.874.80 



410.01 



108.10 



«77.03 



M.00 



14,867.88 



77 — VOL II. - 1905* 



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1218 LEGGI 


E DECRETI 


DEL REGXO d'itALIA 


- 1^:) 


1 










SEDE 






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dell* Ente morale 


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ecclesiastico 


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DENOMINAZIONE 

dell'Ente 






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50.86 


457.96 


85.9ft 


419.86 




, , 


15 


Luogo dìo della Madonna 
della Neve in ... . 




















Lund 


Cosenza 


•• 


S.86 


•• 


3.86 




.. 


16 


Luogo pio di S Pietro 














1 






Martira in 


Id. 


Id. 


•• 


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.. 


8,87 


§ 


.. 


17 


Ciiiesa ricettiiia sotto U 
titolo di Santa Croce 


Gelenza 












1 






in (1) 


Valfortore 


Foggia 


•• 


90.43 


•• 


10.43 


• 
1 


•• 


18 


Cappellania Antonio Ma^ 
ria Tomglia nella chie- 
sa di S. Giacomo di 














1 






Hnpinaro in 

Dm riportarsi. . . 


ChiaTarì 


Genova 


• • 

sa» 


63.80 


• • 
85.35 


^50 
698. S2 




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(1) bcricione ■nppletiva, vedi n. 228 deU'allegato ^ uiwsm al ragia decreto 8 msggio 1 

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LEGGI E nÉCRETl 1)EL HEGXO d'iTAUA - 1905 



1219 






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14,867.89 



188.28 



807.08 



74.96 8,939.65 



9,189.86 



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1220 



J.'GGl E DECRETI DEL HEGXO D ITALIA 



1905 



SEDE 

deirEnte morale 

ecclesiastioo 

soppresso 



DENOMINAZIONE 

deU*Ento 

morale eoclenastico 

soppresso 



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Gappellania Qi ima Idi 
Gentile nella chiesa di 
S. Margherita in Fossa 
Lupara di 

Fondazione Facce Albert 
to in Gremeno di. . . 

Legato Saladino Pietro 
nàia chiesa di S. Mi- 
chele in 

Legato, Oronzo Golelli 
in 



Da riportarsi. 



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Sestri Le- 
vante 

Bolzaneto 



Sambuca 
Zabut 

Lecee 



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LKGOI B DECHETI DBI, HEGNO d'iTALIA - 1905 



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1.486.81 



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1222 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO D ITALIA 



1905 



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DENOMINAZIONE 



deirFntd 



morale ecclesiastico 



soppresso 



Riporto, 



23 Legato di culto nella 
cMesa parrochiale di . 

24 Legato di messe Lippi 
Speranza in 

25 Legato Calamante nella 
chiesa matrice di. « . 



26 Legato Righelli Giusep- 
pe nella chiesa parroc- 
chiale dL 



Da riportarti. 



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dall' £nl6 morale 

ecclesiastico 

soppresso 



COMUNE 



PROTINCIA 



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use GÌ B DECRETI DEL UEGXO dViALIA - 1905 



1223 



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8,4S6.61 



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1,172.86 



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9,495.61 



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1.960.39 



8,069.99 



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1224 LEGGI E DECEETI 


DEL EEGXl 


i D'ITALIA . 


. 1905 












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rocchiale di Virgoletta 
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Barcellona 


Messina 


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Legato BramfoiUa nella 






















chiesa parrocchiale di. 


Gessate 


Milano 


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I.EOGI E DBCBETI DEL BEOMO d'eTAXIA - 1905 



1225 



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1226 



LEGGI E DECRETI DKL REGNO d'iTALIA - 1905 




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I.EGOI E DECUETI DEI. REGNO d'iTAUA - 1906 



1227 



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1.761.97 



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1228 ^GGl 


E DECRETI 


DEL REGNO d'iTAUA. 


. 1906 












SEDE 






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ci amento nel TiUagglo 














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FiiidcommiBiarìa San Fi- 
lippo Tommaso Duca 


Lercara 


Palermo 




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LEGGI E UECRETI DEI REGNO d'ITAÌIA - 1905 



1229 






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LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



SEDI 

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•ed esi ittico 
■oppr«««o 



40 



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•oppr«Mo 



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Legato Pindno Vincenzo 
in 

Beneficio Longhi Gio- 
Taccbino in 



41 I Legato Virgìnia d'An- 

1 stria o Gambino Rocco 

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42 
43 



Legato Moraschi in . . 

Legato De Luca nella 
massa dei legati pii in. 



Da riportarH, 



Caccamo 
Caltavutnro 

Paleimo 
Stradella 

Vigevano 



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Pavia 

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IiEOOl E DECRETI DEL REGNO d'tTALIA - 1905 



1231 



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937. 

90.88 



1,066.88 4^7.76 10^779.18 48,434.94 



8.034.94 
661.34 

3,385.01 
9.916.38 



47.900. S4 

3.695. ;5 
684.66 

9.689.61 
9,463.38 

90.85 



64,907.09 



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1232 LEGGI 


E DECRETI 


[ DEL REGNO D'tTATJA 


- 1905 










SEDE 




DiKHi^aisw«inA 


SI 


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delFEnte morale 


BStfDITA 


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DENOMINAZIONE 

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Gappellania fondata da 
GÌQ« Carlo Bi-asca nella 
cappella della SS. An- 
nnniìata entro lacbiesa 
di N. S. degU Angeli 














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in 


S. Remo 


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Cappelle riunite ammi- 
nurtrate dalla congre- 














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gazione di carità in. . 


Brienza 


Pot«ii£a 


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IiEOOI E OECBETI DEL BEONO J^ITALIA - 1906 



1233 



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1.068.88 



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165.58 



10.718.70 



811.66 



61.107.09 



966.58 



19.979.09 



517.81 



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1234 LEGGI 


E DECRETI 


DEL REGNO d'iTALIA 


- 1905 












SEDE 








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deirEnte morale 
ecclesiastico 


RENDITA 

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neUe 








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DENOMINAZIONE 

deU*£nto 

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soppresso 










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• • 


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47 


Legato Castelli nel Duo- 






















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Reggio Bm. 


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16.35 








48 


Massa dei canonici di 














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1 








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Vetralla 


Roma 


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nella chiesa parroo- 






















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• • 


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3175.60 




. • 


-• 



(1) Iicrisione «upplativa, vedi n. 93 dell'allag. K, annemo al regio decreto 8 febbraio 1882, n. 65 

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LEGGI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1905 



1236 



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69^730.88 



349.76 



109.» 



994.48 



77.66S.» 



471.96 



1.10 



116.01 



1,081.78 



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1234 LEGGI 


E DECRETI 


DEL REGNO d'iTALIA 


- 1905 












SEDE 






DIFFERENZA 


ii. 

o a 








dell'Ente morale 
ecclesiastico 


RXMDTTA 

annua 


frale 

rei.dite «sposto 

neUe 






soppresso 






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DENOMINAZIONE 
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soppresso 


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47 


Legato Castelli nel Duo- 




















mo di 


Reggio Rm. 


Reggio Bm. 


•• 


15.86 


•• 


15.35 




•• 




48 


Massa dei canonici di 
2* erezione nella col- 














1 
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1 








legiata di (l) 


Vetralla 


Roma 


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9.49 


.. 


.. 


49 


Legato Senesi Marghe- 














1 








rita in 


Tivoli 


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•• 


3.87 


•• 


S.87 


1 


•• 


• • 


50 


Legato Bianchi Giuseppe 
nella chiesa parroc- 






















chiale di 


Cenesellì 


Rovigo 




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Da riportarsi. . . 


• • 


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9519.35 


689.63 


1175.60 




•• 


• • 



(1) lacriiione suppletiva, vedi n. 93 dell'alleg. JK, annesso al regio decwto 2 febbraio 1882, n. 65' 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1235 



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1,080.87 



4,688.71 



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1.10 



6.99 



87.851 



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100.98 



994.48 



77.668.» 



471.96 



1.10 



116.01 



1.0M.78 



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1236 LBOGI 


E DECRETI 


[ DEL BBON 


D'r 


FATJA 


- 1905 












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SEDE 




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UBOOI B DBCBBn DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1237 



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par a Colto 



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3.18 



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109.69 



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1238 V LEGGI 


E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA 


- 1905 










SEDE 




DrFEKENZà U 








d«irEnttì morale 


RXNntTA 

annua 


fra le 7^ 

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II 




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picchlbk di 


Codroipo 


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Legato Garafoli immiai- , 
strato dalk fabbriceria i 
di ÌN. Gio. Batlifita in 
















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BamMrar^ di . . . , 


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VÈOQl E DECBETI DEL REGNO D'iTALIA - 1906 



V>i39 



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^ar rate &rretr&ta di ta^^a 
del 30 per o«nto 



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16.01 



6M.63 4»978.96 * 6,680.40 3.01 



191 



n.85 



85.86 



09S.(H 



8.18 



S96.79 



1,060.87 



4,683.71 



18.614.87 



850.80 



M7.87 



3.18 



1173 



886.73 



1.084.05 



4,696.44 



I0,678.r 



63,584.48 



6,787.49 



1,t12.66 



111.43 



5,t09.38 



76,866.28 



82,168.85 



7.638.33 



1,479.98 



121.43 



6,046.11 



97,443.56 



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1240 



LEGGI E DECRETI DEL UEGXO D IT.VLIA 



1905 



DENOMINAZIONE 



dtirSnta 



morale ooolatiaitioo 



«oppresso 



Riporto. 



59 Legato Carnis nella ohie- 
Ba parrocchiale di San 
Rocco in 



60 Legato Sartori Teresa 
in. 



61 Legato Gomini Caterina 
fu Carlo nella chiesa 
parrocchiale di. . . . 



62 Cappellania Zanoni in 



SEDE 

dell* Ente morale 

eccletiastico 

■oppresso 



OOlfUNB 



milfDITA 

annua 



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Da riportarsi. 



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rEOGI E DECRETI DEL HBOXO d'iTAT.TA - ir05 



1241 



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6474.96 S.91 



8S.36 



8S.S5 



995.79 



1,084.06 4,606.44 



168.89 



116^.68 



188.89 



1,«A.94 



636^68 



6,«IS.09 



310.578.87 



S08.4I 



173.0S 



SB9.60 



10,919. SO 



76,865.28 

1,774.77 
976. S9 

1,»inU63 
8V.8» 



81,06S.S0 



97,4i3.55 

1,983.18 
1,148. »l 

1,61S.1S 
84. H8 



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1242 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO D ITALIA - 1905 



DENOMINAZIONE 

delI*EDt« 

monile «ooìatiaatioo 

soppreaiK) 



SEDE 

dell* Ente morale 

ecoldsiaetico 

Bopprcs3o 



OOICUNB 



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03 



64 



Riporto, . . 

Legato Simeoni nella 
chiesa di S. Paolo in 
Campo Marzo di . . . 

Legato Niccoli Valentino 
nella chieda di S. Gro- 
gorio di Yeronella già 
Cucca 



Verona 



Cologna 
Veneta 



Verona 



Id. 



1149.67 »M.4S 



»«. J 



Ammontare complesfiivo bielle rendite annue e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tutto giugno 1903. . L. 



1149.67 



785.46 



119.71 



3406.14 786.46 



«832.» 



42. 2 



119.71 



8993.98 



I 

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Facendosi luogo alla iscrizior.« della rendita con decorrenza dal V luglio 1904, si 
aggiungono alle rate ar'ret.Ate liquidate fino all*epoca indicata nella colonna 9 le 
rate maturate nel tempo decorso dalla detta epoca a tutto giugno 1904 suU'am- 
montare complessiyo delle rendite annue esposte nelle colonne 7 e 8 L. 

Ammontare complessivo delle rate arretrate di i*endita e di taasa 20 per cento liquidate 
a tutto giugno 1904 , L. 



Roma, addì 30 marzo 1905. 



Visto, d'ordine di 5. M.: 

Il ministro segretario di Stato per gli affari delle finaiu 

A. MAJORANA. 



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LEGGI E DECKETl DEL REGNO d'itALIA - 1906 



1243 



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6,474.96 



735.46 



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85.85 



1154.68 



85.361154.68 



147.09 



1,34S.M 



1,9». 9» 



147.09 



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136.36 



466.71 



81,8S8.S7 



8,093.98 



81,068.30 



1,155.08 



3,280.15 



85,487.47 



ios,r/i.5o 



1.»1.d8 



3686.86 



107,849.74 



8,998.83 



Visio, éTordiné di S, M.: 

n ministro ■egretario di Stato per gli affari di graxia a giuRtixia e dm culti 

C. PTNOCCHIARO-APRJLE. 



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1244 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'ITALIA - 1906 

Allegato — Elenco degli | 

delle rendite 5 \ da inscriversi sai Oran Libro del Debito ptMlico a feà 

a saldo della tassa del 30 per cento in es&pmm 
(Leggi 7 lugUo ISee, nTi 



DBNOMINAZIONK 

Ìùìl*ìblt9 

monde eeelaeiastieo 
8oppr«M« 



8SDI 

deirinte morale 

eeoleeUatico 

•oppreflAO 



OOifUNK 



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Beneficio o legato pio 
Santo Andrea in (1) . 



Clero rìcettizio di Santa 
Maria della Fonte in 
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Legato Mingotti Tavo- 
lini Teresa in Chiesa 
nova di Bottocaga in. 



Da riporiirsi, . 



Ceoflole 



Carbonara 



Brescia 



Alessandria 



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Brescia 





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(1) Iscrizione suppletiTa, vedi n. 1 dell'allegato ^, annesso al regio decreto 3 maggio \%1A, n 

(2) Isoriaioae suppletiva, vedi n. 14 dell'allegato Z^ annesso al regio decreto 20 febbraio 1901, d 



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LEGGI B DECRETI DEL REGNO D*ITALIA - 1905 

rati ecclesiastici soppressi, 

^ Fondo per U Culto e deìlt rendite da preìevarsi a favore del Demanio 
k leggi di Uquidasùme delVAsse eceìeeiastieo 
'Scolto I9fn, n. 3848) 



1246 






UQCIID4' 



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1246 LEGGI 


E DECRETI 


DEL REGNO DITAHA 


- 1905 












SEDE 




OIFFKRBMZA 


él 


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DENOMINAZIONE 


d«U*Snte monO* 

•eelaÙMtioo 

soppreMo 


AXlfDITA 

annua 


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Legato Sala Camilla nel- 
la pai ixicchiale dei SS. 














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Fanatino/e ^Giovita in. 


Brescia 


Id. 


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Legato Baronie Agostino 
nelb parrocchiale dei 
SS, Faustino e Giovita 




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LFOGI E DECRETI DEL REGXO D ITALIA 



1905 



1247 



* ami Fbodo p«r il Culto 



^'a rmoditM. esposta 



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179.75 



534.96 



8,009.74 



1.348.06 U95.60 



1,063.47 



8,316.24 



68434 8,097.16 3,7tt.60 



I9f440.9^ 



3,909.15 



1,t43.n 



1,851.*) 



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1248 



LEGGI E DKCRETI DEL HEGNO d'iTALIA - 1905 



S£D£ 

deirEntd morale 

ecclesiastico 

soppresso 



DENOMINAZIONE 

deirEntd 

morale ecoleeìastioo 

ioppresfic 



BSNDITA 

annua 



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nelle 
colon uè 5 e 6 



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Mipottù. . . 

Legalo AugbUeri Dome- 
nico neUa parrocciiiale 
dei SS^ Fauetino e Gio- 
Tita in ..,,,., 

Legato Bmì Luigi nella 
parrò ochiale dei SS. 
FauBtino e Qiorita in, 



Legato Giuseppe Tar- 
ohìaio in (1) . , . , , 

Legato Arcangelo Mad^ 
dalena nella chieea di 
S. Calogaro in , ^ . . 



Da ripm'iariit 



Brescia 



Id. 



Castrogio- 
Tanni 



Caltanis- 



Brewla 



Id. 

Caltanift- 
aetta 



Id. 



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(l) Tsoriiione «appletiva, vedi a. 57 dairallegato E, annesto al regio deoroio 8 maggio 1 

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uggì e mSCBBTI DBL BSGNO D'iIALIA - 1905 



1249 






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del 80 par eaoto 



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1,697.84 


1.02 


18.06 


16.06 


84.68 


187. % 


8,891.62 


17.M9.08 



19,600.77 



669.90 



5,987.68 



406.48 



1,778.93 



21.!»0.60 



*8, seria 2*. 

79 — YoL. II. - 1005. 



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1250 LEGGI 


B DECHETI DEL HEQWO d'iTATJA 


. 1905 












SEDE 

delVEate morale 

eccleai&atìco 


ESN SITA 

^nnoA 


DIFFERKKZ& 
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LEOOI B DSCBETI DEL BEONO d'iTALIA - 1905 



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1252 



LEGGI £ DEGBETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1906 



DENOMINAZIONE 

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SEDE 

dell*Sikte morale 

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Beneficio di S. Antonio 
Abato nella chiesa di 
S. Iacopo in Ontaneta 
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Fondazione' Serrato Do- 
menioo nella chiesa par- 
rocchiale di S. Ambro- 
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1254 



LEGGI £ DBCEETI DIX BBGI70 p'iTAT.TA • 1905 



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DENOMINAZIONE 



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S. Lorenio in . , » t 

Fondazione Bl anatro Lo- 
dovico nella chiesa dì 
S. Lorenzo in . . » * 

Fonda^àone Cibo Oin* 
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Lorenzo in . « • • * 



Fondazione Pallavicino 
OiuHo nella chiesa di 
S, Lorenzo in • • * . 



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1266 LEGGI 


E DECRETI 


DEL REGNO d'iTALIA 


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SEDE 

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1258 



LEGGI E DECRETI DEL BEGKO p'iTAMA - 190S 



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Fondazione Dneto An« 
tonio nella chiesa di S. 
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Fondazione Oncia Mar- 
tino nella dùesa^di S. 
Lorenzo in • . \ . • 

Fondazione^ Parodi Lino 
^ nella ohieea di S. Lo- 
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Legato Sciatto Vittoria 

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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



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FondasEione Bertollo Be- 

(nedetto nella chiesa 

parrocchiale di. . . . 

Legato Bondani ^ nella 
cfideaa parrocchiale di 
S. Maria di Nazzaret 



Fondazione De Valeri 
Melchiorre nella chiesa 
di B. Lorenzo in • . . 

FideeommiaMiria Orto- 
leTa Baffo Ginaeppe in. 



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LEGGI B DECttETI DEL REGKO D'iTALIA - 1906 






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Riporto 



Legato Corradino Fraa- 
o<*§co n**lla chiesa dei 
cappaccìni Tecchi in , 

Legato Galli a Carlo nella 
chieda parroochial^ dì. 

Legato B Olii A Dna Dalla 
chiesa parrocciùale di . 

Legato Greppi Stefano 
ti ella ehleea dei eap*« 
pncciai Tacchi in, . . 



J>a réporiarsi. 



VerceUi 



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1264 



LEGGI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1905 



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DENOMINAZIONE 



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Legato Moroieme n«Ua 
chieea di S» Agne^ m. Vercelli 



Legato MalìnTerm Oin- 
eepp6 UL , 



Beneficio laicale Albei*- 
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Legato Figliolo Andrea 
fu Qio. Maria ict. , , 



Olcenengo 



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(1) IsciixìoiLe BuppUtiTa, Tedi n. 94 deH'allegato H, anneaao al regio decreto I^ agosto 18 

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UOOI B OECRETI DEL BBONO d'ITALIA - 1905 



1265 



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1266 



LEGGI É DECRETI DEL EEGNO D'ITAUA - 1905 



deU*£iit4 morale 

eccleniastico 
sopprdftto 



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DENOMINAZIONE 

morale eoclestaatìco 
a<>ppreMo 



OOliDNS 



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PKOVINCIA 



43 Legato Di Falco Cario 
in 

14 Legato Anfuso Salvatore 
iu . ♦ ♦ 

45 Legato Lo Iacono Vin- 
cenzo in. •...., 

46 Legato Vìnìm Giuseppe 
ia . . . ,.,... 

47 Legato N4*grom Maria 
in * . . , 



J>a Tipori^rn, , 



Carini 



Monreale 



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Vigevano 



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LBGOI X DECBETI DEL BEONO d'IXALIA - 1906 



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1268 



LEGGI E DECHETI DEL BEGIV^O d'ITALIA - 1906 



DBNOMINAZIONB 

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•opprfMo 



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dall*Ente morale 

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kiporto. . . 
Legato ikÈi^e Gàrio in. 

Legato Borghi Pasquale 
nella chiesa di S. Qio. 
Battista in. 

Capitolo della chiesaool- 
leràta dei SS. Pietro 
e Faolo del Sasso Ca^- 
veoifo in (1) 

Legato Andrea Dovadoli 
in 



Da ripciriarsL 



Vigevano 



Sassooor- 
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(1) IscrizioiM rappletin, Tedi a. 2 dell'alkgato L, aamimo al preMnto decreto. 

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USOpi ^ ^ECRBfTI P^L J^Q^^O d'ITA^^ - 1905 



1269 




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1270 



LEGGI E BECSBTI DEL BEOKO l/lTAIJA - 1906 



BENOMINAZIONE 



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SEDE 

dell* Ente morale 

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55 



Riporio. . 
Legata Pio Bnooelk in. 

Leg^ Pirchedda o delle 
anime purganti in • • 

Gappellania Qiaralone 
Nicoolò nella chiesa di 
8. Cristina in ... • 



Gapoella di Maria 88. 
della Presentasione fon- 
data «ia Lombardo An- 
tonio e Ballo in • . . 



Da ripormrtL 



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127É 



LteOOl B DEOBBn 0BL' BBG90 ^ ll^ftfilA' - 1085 



DENOMINAZIONI 
dtO'Into 
morale «eelMÌMiioo 
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(S6 Legato RegiiiA Michele 
in • . • • . . 

57 Lsgato Soiaeca Antonio 
in, 

58 Legato OcaOio. Batti- 
sta in 

50 Legato Di Stefano Ga^ 
spare in« 



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dell*Inte morale 

eceleaiastieo 

soppresso 



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1274 



3UB60I E JKBGBSTI JOXi BEONO d'xcAXIA - 1905 



DBNOMINAZIONK 



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SKDE 
dell* Ente morale 
eoelesiastioo 
■oppn 



•oppratM 



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Legato Suor Maria Anna 
Verdirame in ... . 

Legato Sdaeca GioTaani 
in 

Legato Romano Stella 
in 

Legato Suor Angela Oli- 
▼eri in 



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LBGOI E DBCBEn XOSL BBONO d'iTAIJA - 1905 



1275 



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1276 



LBOGI E SECSBTZ DBI. BJBONO d'iTJUìIA - 1905 






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•eelMUuitie# 
■oppr000o 



DENOMINAZIONI 

dtirinte 

morti* aoelMÌMtioo 

■oppront 



«! 

64 Legato Scimemi Oin- 
■eppe in 

65 CttppeUania AlagnaBia- 
gio.im 

66 Gai^pellaiiia Santa Lom- 
* ìÌJOl. 

67 LBgato Pietro FaTina 
in, •••••••• . 



Da r^portar*^ • . 



QOIfUNS 



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£SOOI BimMÉTL mOi^&BCHTO d'ITAXJA - 1906 



1277 



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1378 



LEGGI E DECBETI DEL SEOKO D ITAUA 



1005 



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DENOMINAZIONE 
»opprasao 



SEDE 
aoppr 



comn^B 



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ftlNDITÀ 



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BipcrU, . . 

CAppellftnia Qiacolono 
Niccolè nelbohieaa di 
S, CrìstinaL in (1). , , 

Legato Suor GelìdoniA 
Oliverì in 

]>gato Rendft Franoe«cc 
in * * . . 

B«n6fteìo o legato Crì- 
fiAtì Mariano &«lk chiefla 
madre dì 



Marsftla 



Salami 



14 



Alcamo 



Trapani 



Id, 



Id. 



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Da riportarsi ,.. ia.itÌMff*IT 97mWtS,U 

(1) Iscrizione auppletita^ tedi n. 54 deU*allegftto 0, anneaeo al preiente decreto. 



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I2GOI B BECBBTI DEL BEGKO d'iTIZJA - 1906 



1279 






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1260 



utooi E ubobbxi dbl axavo d'itaua - 1905 



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DBNOMINAZIONB 

àéTKnU 

moni* «ooletiastioo 

iopprMM 



SEDE 

deirEnte monda 

ooolesiastioo 

0Oppr6MO 



OOIIDNB 



PROTmOU 



BBMDITA 

BnniiA 



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JRtporfo. . . 



Cappellania di Girolamo 
Eleonora in 

Legato Fonato noUa obie- 
■a parroechialo di 8ar- 
cedo amminiatrato dal 
parroco prò tèmpore 

Mi) 

Corporai. Religiose. 

Monastero delle France- 
scane di S. Maria Egi- 
ziao»lB(2). 



Da riportarti.,*. 






Baroedo 



Bologna 



Trapani 



Vicenia 



m*vhfffi.9i 66.99 ms*» 



1S.!K> 



Bologna 



64.TO 



91.97 



46. U 



m.9i S07i.il 
I 






(1) laerizione anppletlTa, vodi a. 118 dell'allegato K^ anneiio al regio decreto 6 ottobre 

(2) beruione rapj^thn, Twdi n. 17 dall'aUegaio i, aantfw al regio deereto 2 lettimlM 

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X^GGI E BECEETI DEL BBGKO d'iTALU - 1906 



1281 



Wn AMRTHAr* UaOB>&TB 

t £iTon 4ftl Fondo par il Coito 



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dal 30 (Nir oauto 



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118.91 



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17S.98 



9C5.11 



99.1B6 



96f.06 



89.48 48S.90 



965.94 



99.68 



467.47 



1,800. 13 



90.69 



9.414.01 



10.869.77 



68.19 



»7,«7.78 



609.88 



68.911.60 



666.77 



10,918.89 (y7,980. 98 



68.867.97 



D. sega, 6eri6 2\ 

«. 5641, Mrìe 2*. 



81 -* VoL. IL « IMS. 



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128;^ 



LEGGI E DECEETI DEL ££GKO P'iTATJA - 1905 



DENOMINAZIONE 

morata eccle«i&aticd 
oapprawiQ 



Biparto,. 



GonTento dei pudri do- 
menicaiii di S. Maria 
Novella in (l) . . . . 

Convento dei Gaaainesi^ 
di S. Maria delia Ba- 
dia in (2) 

Convento degli ex do- 
menicani di S. Maroo 



in (3). 



Monastero delle enore 
della carità in (4) • • 



Da riporiarH. 



SEDE 

dell'Ente morale 

eeclesiafitìcó 

soppresso 



COMUKB 



FROVIWCU. 



RENDITA 

annua . 



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181.81 



138.16^079.11 



1.8T7 » 



BB.4S 



161 II 



f7eo.iimo.o6 



(\) Isorisione suppletiva, vedi n. 81 dell'allegato L, anneno al regio decreto V* gennaio 1880, 
(2) Iicrizione suppletiva, vedi n. 1 dell'allegato A, annesso al regio decreto 3 giugnio 1886, 
Co) Iscristone suppletiva, vedi n. 105 dell'allegato A annesso al regio decreto 90 ottotre 1896, 
(4) Iscrizione suppletiva, vedi n. 89 dell'allegato L, annesso al regio decu^eto V gennaio 1880, 

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LEGGI E DECBETI DEL BBaNO d'iTAUA - 1905 



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^'i^. serie 2^. 
?^3, seria 3*. 

39, serie 2*. 



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S4I.86 4,971.461616.80 



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6.009.41 4871.45 



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7,180.10 



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87,960.88 70.087.89 



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1284 



LEGGI E DECRETI DEL BEONO d'iTALIA - 1906 



I 



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80 



81 



SEDE 

dell*£nte morale 

•oolesiastioo 

•oppresso 



DENOMINAZIONE 



den*Eiit« 



momle eoolesiMlioo 



m>fptmMQ 



Riporto, . . 

GonTeàto degli agoati«^ 
niani sotto il titolo di 
S. Nicola in (1). .• . \ 

Monastero delle cappuc- 
cine di S. Egidio abate 
in (2) 



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Pisa 



Siena 



PROYIHCU 



BSNDITA 



annua 



DIFFBRJBCN2A. 

rflodttB eepoata 

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Pisa 



Siena 



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Concento dei carmelitani I 

riformati in (3) ... | ScicU Siracusa 

Ammontare complessivo delle rendite. annue^ e dei reW 

tivi arretrati liquidati a tutto giugno 1903 • . L. ni.WtttM.TS 

Facendosi luogo all$ iscrizione della rendita oon decorrenza dal 1* luglio 1904, si 
aggiungono alle rate arretrate liquidate fino airèpoca indicata nella colonna ^ le 
rate maturate nel tempo deooTBo dalla detta epoca a tutto giugno 1904 sUiraàn- 
aontare òomplessiTo delle rendite annue esposte nelle colonne 7 e 8. . . . L. 

Ammontare coroplesfriro delle rate arretrate di rendita e di tassa del 90 per cento 
liquidate a tutto gi^jgno 1904. . ' L. 



Ucrisione suppletiva, vedi n. 133 dell*allegato £, annesso al regio decreto 6 
I Iseriaione suppletiva^ vedi n. 37 dell'allegato M^ annesso al regio decreto 22 ' 
I Iscrizione suppletiva, vedi n. 1 deirallegato N^ annesso al r^gio decreto 20 
Roma, addi 30 mano 1905. 

Visto, d'ordine di S. M,x 
U ministro segretario di Stato per gli affari 
A. MAJORANA. 



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LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'ITALIA - 1905 



1285 



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7,088.05 



1710. > 



0.31 



189.39 



7147.90 



11,194.61 



9,488.64 



0.81 



587.98 



14.091.U 



376.99 



14.487.66 



68369.46 19,087.01 67,960.38 70.0S7.89 



11.631.96 



1.95 



3,196.97 



78,187.34 



1,604.90 



79,609.94 



19,087.01 



1,100.04 



13,187.06 



97,960.38 



87.960.88 70.037.89 



1.100.04 



71,137.43 



56&S, serie 2*. 



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visto, d'ordine di S, M.\ 
n ministro segretario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti 
C. FINOCCHIARO-APRILE. 



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1286 



LEGGI K DKrlirTI UIX .ìKiJXO 1) 



il\\Ll.\ - lii.C 



ALLKeATo P ~ Elenco degli 

delie rendite 5 \ da nucnveret sul Gran Libro del Deòtto pukUico a, ; 

a ealdo della tassa del 30 per cetUo in esecu 

(Leggi 7 loglio 186G, n 



SEDE 

dell* Ente morale 

dcclesiaistico 

80ppresBo 



BSMDITA 

annua 



DENOMINAZIONE 

deU^Eute 

morale ecclesiastico 

><op presso 



OOMl^K 



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Massa dei preti della 
collegiata di N.S. delle 
Vigne in (1) 



UMciatura Capacchia in 
Cerìgnano in 



Genova 



PiTinano 



Genova 



Carrara 



Ammontare complessivo delle rendite annue e dei re- 
lativi arretrati liquidati a tutto giugno 1904 . L. 



25. > 
t5.90 



60.90 



SS. » 

S6.1X) 



60.90 



I 



(1) Iscrizione suppletiva, vedi n. 21 dell'allegato /, annesso al regio decreto 6 ottobre 
Roma, addi 30 marzo 1905. 

Vùto, d: ordine di S. M: 
Il ministro segretario di Stato per gli affari delle finanze 
A. MAJORANA. 



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UEGGI E DECRETI DEL REGNO d'itALIA - 1905 

iMnH welMiasliei sopiirastì, 

lei Fondo per ti Cuito e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanio 
VAe leoffi cU UquidaMÒme delVAue eecìetiaeHeo 
%\IS agosto 1867, n. 3848). 



1287 



OMDITC »BL DBUAiOO 

p«r r&te aiTstrat» 4i Utmm. 
d«l 30 par oeato 




71S.fiO 



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737* 9S 



64.81 



998.96 



1«00B.|6 



776.81 



968.77 



1.780.18 



t 5008, Mrìe 2*. 



Viffo, d^ordku di S. M.: 

n miairtro tegretarìo di Stato per gli affari di grazia a giustizia e dei onlti 

C. FINOCOHIARO-APRILE. 



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1288 LEGGI E DECRETI DEL BEGKO d'iTALIA - 1905 

Allboàto — Prospetto riepilogativo do 

delle rendite 6 \ da mserivern sul Qran Libro del Debito pubblico a favt 

a saldo della tatsa del 30 per cento in esecuzio 
(Leggi 7 lugUo 1866, n. 30; 



INDICAZIONE 

degli Elenchi 

degli Enti morali 

eccleaìastìci 

loppressi 



NUIIBRO 

degli Enti morali 

eccleeiastici 

pei quali ti ha 



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BSNDITA 

annoa 



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I.KGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

ihaelii dagli Enti moraH ecclesiastici soppressi, 

lei Fondo per il CUito e delle rendite da prelevarsi a favore del Demanie 

UXU leggi di liquidazione delTAue ecclesiastico 

1 15 agosto 1857, n. 8848) 



1289 



finora dal Food» p«r 11 Onlto 



nHÌM, rsodita 



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per rata amtrati* di t^*» 
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1290 



LEGGI £ DECRETI DEL REGNO D'iTALIA - 1906 



INDICAZIONE 

degli Ebn^ilii 

difa enti morali 

«ocleikatici 
ioppre^il 



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f*ccl**iiastici 
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7. Eleneo - Allegato O 



9. Eleaeo — AUtftto H 



9. Eleaeo— Alliftto I . 



la Beneo ~ Allegato : 



11 . Eleaco -> Allifralo X*. 



11. Beneo — AUtftta K. 



13 Eltiioo* Allegato M. 



1 1. Btoaco - Allegato O. 



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104.78 


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9,098.98 






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r.'=:ooi F. nx(r:<Tr tC'.l ul :.\-> d'itali- - 190Ò 



1291 



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1 bTftì* d«t Foodo per U Catto 



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817.31 



848.34 



89.89 89.1 



86.86 
7,068.06 



38.88 



12.84 



1901.77 



48.89 



886.69 989.71 



681.86 3^.10 



88.83 



1^190.08 



7147.3014,467.66 79.698.84 



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117.38 



162.90 



18.84 61.4 



6,880.39 



1,118.84 



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6,780.46 



1^.79 



1,091 08 



4,178.63 



84,816.80 



18,187.06 



4,734.14 



10,449.86 18,669.96 



6,218.09 



11,821.60 



1,814.69 



18,996.31 



8MS7.47 



57,960.88 



6,846.38 



18,9». 66 



18.048.89 



8,906.71 



17,178.86 



110,843.67 



71,197.43 



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1292 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



INDICAZIONE 

d«gli Blandii 

dagli Enti morali 

aocleaiastici 

■opprassi 



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acclasiastici 

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J>9bUé del Fiando (Mito par randlta da praleyare 
eoa daeorraaia dal i* luglio 1904 



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I OreéUo degli imétHU isgli BnH morali per rate di rendita maturate a loro fetore 
/ dalla presa di poeteseo degli immobili a tutto il 3 Mttambre 19i7 



1. RaiUUta 6 per ceato da prelerare « fBTora del Demanio con decorrenaa dal 1» loglio 1904, contegglandolt 
dlei e oentesimi due , 

9. fiali d( rendita dorate agli inr>etm dògli 3^tì moraU pel tempo dacono dalle preaa di pouaiao dai beni la 
evi entrò in tlgore la leg^e di fopprasslone del 16 agosto 1907, e già pagate egli intestiti medesimi 
n. 5519, ilre 

9, Baie di rendita maturate a Attore del Fondo per il Culto a tatto giugno 1904 e da saontarsi sugli interi 

1907, a.3540L lire eentotfomila ottoeenionovanuisei e centesimi senai^kuette 

ì, Mletmta per imposta di rieck^^T-UL mobile sulle rete maturate a fiitnre dal Pondo par il Culle negli anni iià 

5. Ma$e di rendila a tutto giugno 1904 deparate dalla ritenuU di rleekana mobile, lire nowmtmmila ottoct 

%, Male di latta dei IN) per eento dotute dal Fondo Culto al Demanio pel tempo posteriore alla presa di possa 
7. Moie di da dedurre dalle ..... 

9. Ueeidmt^ a eratUto dfl Pondo per il GuUo a tutto giugno 1904, lire trentetmila cmqu^centotto e centesimi i 



Home, addi 80 mano «906. 



Vttte. éToréUne di S,M: 



n ministro segretario di SUto par gli ailkrl delle flnanie 

A. majoKaha. 



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LE06I E OECUETX DEL BEGNU D ITALIA 



1005 



1293 



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>*|fo!to raaMmtu» eoHo^ltfriTo dette putite a deUto (coLSS) da quelle 
^ Ptnite a awlHolool. SS) «. 

^*^ dd PeaM CUfto p«r rate arretrate di rendita liquidate a; tutto gli^- 



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^ eil tOKittta a tao faTora la eieeiuioBe del i^Deerelo 6 genaaio 1867* a. 3616, lire .liiiemaa qnotlrveenioirg' 

L. 9,413.99 

J*«a<« per gU aietli éeUa eeaTeialMa urdlaatpi dalU legge 7 lucilo 1966, Ano al poanp 4 fettesibrt 1967, la 
I» iMtitilto dagli iBtereeel deUà rendMa iascHtU al IMmanio la eiecaaioae del R. Decreto 17 M»bralo 19F9* 



^ ùlle eieao Fmdo per 11 Culto salU rendlU la9or|tU a tao 


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17,066.40 




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Il Valitro ef gretario di SttWper gH'Ikfliirf 'di mila e giaftliia • dei culti 



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1294 :,KGOI E D£CRF/;.l 'ìI'T. PK'rVO n'iTALlA - 1905 

N. m. Jk. N. 161 




Regio Decreto che fissa il giorno per la estrazione della 
tombola telegrafica a favore deW ospedale civile di 
Ancona. ^^ 

20 aprile 1905. 

{PiMliealo nella Gazzetta Uffeiale del Regno il 10 fnaffgio 1905^ n. 110) 

VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NA7JONK 
EE D'ITALIA 

Vista la légge 30 giugno 1904, n. 317, con la quale il 
Governo del Re venne autorizzato a concedere alla com- 
missione amministrativa dell'ospedale civile di Ancona una 
tombola ^telegrafica nazionale per l'ammontare di lire otto- 
centomila, ed a fissare la data dell'estrazione, purché non 
oltre il 30 giugno 1905; 

Visto il Nostro decreto 1^ dicembre 1904, esecutivo della 
citata legge e l'annessovi piano; 

Vista la lettera 14 aprile 1905, n. 7482, con la quale la 
commissione esecutiva chiede che la data dell'estrazione sia 
fissata per il giorno 29 giugno 1905; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per le finanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

A!Ì;icolo unico. 
] L'estrazione della tombola telegrafica concessa alla com- 
missione amministrativa dell'ospedalei civile di Ancona avrà 
luogo alle ore 18 del giorno 29 giugno 1905 in Roma, nel 
cortile del palazzo demaniale ove ha sede la direzione com- 
partimentale del lotto, alla presenza della commissione di 



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LEGGI E DECRETI DEL RKGXO d'tTALIA - ^'-'^ìò 1295 

vigilanza e sotto la osservanza delle condizioni e formalità 
tutte stabilite dal citato Nostro decreto P dicembre 1904 
e dal rejfativo piano d'esecuzione. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 20 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Rtgktraio alla Corte dei tonH addì 5 maggio 1905. 

Bi9g. 22. AM del Governo a A 56i F. MBZzvm. 
Luogo del Sigillo, Y. Il Qnardaslgilii 0. FINOCCmARO-APRILE. 



A. Majorana. 



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J296 LKGGI E DECRETI DEL BKGNO d'iTALIA - 1905 

N. 462. JjjL N. 161 

Regio Decreto c?ie dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Catania* 

2 aprile 1905. 
iPttèèìicmio n§lla GoMM^a UffUsiaU del Regno il 9 maggio 1905, fi« 109} 

VITTOBIO £MAm}£L£ lU 

PER GRAZIA Di DIO B PER VOLONTÀ DELLA NAZiOMj: 
KE D ITALIA 

Vedute le leggi 2 novembre 1901, n. 460, 22 giugno 1902, 
n. 224, e 19 maggio 1904, n. 209, e il regolamento appro- 
vato con regio decreto 30 marzo 1902, n. Ili, che con- 
tengono disposizioni per diminuire le cause della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto della provincia 
di Catania ha inviato le proposte di quel medico provin- 
ciale per la designazione di talune zone malariche in quella 
provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli afifari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche ad ogni effetto di legge 
e di regolamento le porzioni di territorio della provincia di 
Catania distinte come risulta dall'elenco che segue, facente 
parte integrante del presente decreto, che sarà vidimato, 
d'ordine Nostro, dal ministro proponente. 



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LEGGI E DECRETI DEL RLGNO D*ITALIA - 1905 1297 

A cura del signor prefetto della provincia e oolFaiuto 
degli uffici finanziari competenti per le zone ove ciò occorra 
affine di maggiormente precisarne la delimitazione, sarà prov- 
veduto alla compilazione degli elenchi dei proprietari dei 
fondi compresi nelle zone stesse» con riferimento ai dati 
censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo delio 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo • 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 



g$giMlrau> alla Coru dai ecnii addi è maggio 1906. 
JU^. 2SÌ. Am iél ^otMTNo • f. 59. F. Itaurm. 

iMCffc dèi atffUió. V. Q a«>iii>itgini a pinocchiaro-aprilb. 



A. FORTIS- 



82 — VoL. II. - 1905. 

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1298 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Catania coli' indicazione dei rispettivi 
confini territoriali 



1. — Comune di Agira. 

La zona malarica occupa quasi tutto il territorio del co- 
mune, restandone escluse: 

la cresta dei monti sulla quale si svolge la strada na- 
zionale che passa per l'abitato ; le sommità dei monti Sant'A- 
gata, Gianguzzo, Colla, Rocca d'Aquila, San Vito, Finocchio, 
Nunziatella, Marcato Crudo, Portella Grande, Santa Chiara 
e le alture delle regioni: Mandr^ Bianche e Scardilli. 

Le contrade interamente mal^^riche sono le seguenti: 
Capodoro, Consolazione, Lavandaio, Bucale, Piano della 
Corte, Comuni, Marano, Ulmi, Commenda, Botemo, Trefon- 
tane, San Paolo, Caramitia, Santa Barbara, Speziale, Te- 
sauro, Salito, Tinghina, Bene&^io, Zagaci, Ministra, Saglim- 
bene, Linusella, Barracca, Perni, Lavanga, Risicata, Ma- 
taplana, Vaccarìzzo. 

Le contrade che sono malariche solo nelle parti basse sono : 
Mastro Marino, Mensale, Blasoi, Ponte Sancì Pemi- 
cone, Pirato, Stramazzo, Ciappitelle, Bordino, Campana, Mo- 
dica, Cote, Mangiagrilli, Giorgia, Colla, Cordaro, Scardilli, 
Marcato Crudo, Sciarella, Gararai, Nunziatella, Bastione, 
Salinella, San Nicola, Cannomele, Buffa, Mandre Bianche, 
Grado, Barbarigo, Bufali, Santa Chiara, Saraceni, Burrone, 
Santa Nicolella. 

Sono completamente immuni da malaria le contrade: 
Frontedoro o Fronti, San Giuliano, San Costantino, 
Maimone, Consiglio, Sant'Anna, Gianguzzo, Contessa, Mintina, 
Conche, Orteluzzo, Serre, Canaletto, Sant'Agata, Gambone, 
Mazzacane, San Giorgio, Seritondo, Carrubba e Ghiapparo. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGXO D'iTALIA - 1905 1299 

2. — Comune di Assoro. 

Vi sono tre zone malariche : 

La prima zona che resta ad est, ed è costituita dai piano 
di Morra e San Giorgio, è delimitata: 

a nord e ad ovest, da un tratto della mulattiera che 
segue presso a poco l'andamento della curva orizzontale 600 
e dalla cresta dei monti che segue la stessa altitudine; 

a sud, dal torrente Morra e da parte della mulattiera 
che attraversa le Manche e va a Villa San Giorgio; 

ad est, da un tratto del limite territoriale con Agira. 
La seconda zona malarica occupa l'estremità meridionale 
del territorio ed è limitata: 

a nord, da una linea che segue a mezza costa l'anda- 
mento dei monti che formano il versante sud del fiume 
Dittaino, e precisamente dalla curva orizzontale 350; 

ad est ed a sud, dal vallone di Valguamera; 

ad ovest, da un tratto del limite territoriale con la 
provincia di Òaltanissetta e da un tratto di quello col co- 
mune di Leonforte. 

La terza zona occupa la parte a nord del tratto di ter- 
ritorio che confina con i comuni di Agira, Rammacca e Rad- 
dusa, ed è delimitata: 

a nord, dal corso del fiume Dìttaiiio; 

ad est, dal limite territoriale con Rammacca; 

a sud-ovest, da una linea che, dal triplice confine Assoro- 

RaddusarRammacca, va in direzione deUa stazione di Assoro. 

Restano comprese in detta zona le seguenti contrade : 

' Piano di Morra, Villa San Giorgio, Sperone-Piano, Co- 

muni-Milocca, Rape (piano di Nezio), e le parti basse delle 

contrade : 

Mandre Tonde, Cuticchi, Capo Bianco, Rassoaro, Spa- 
ragia^ Agliastro e Pozzo. 

3. — Comune di Centuripe. 
Vi sono due zone malariche. 

La prima zona comprende le valli del fiume* Salso e del* 
Simeto, ed è limitata: 



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1300 LEGGI B DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

a nord, dalla strada rotabile che daUa contrada Grotta 
Fumata conduce alla borgata Carcaci, sino ad incontrare 
la mulattiera che, dirìgendosi verso i) nord, costeggia il fiume 
Simeto, e che forma il limite ad est; 

a sud dal tratto di strada nazionale che, dalla regione 
Si^to, va ad incontrare il fiume Salso nella regione D. Gen- 
naro ; quindi il limite della zona, seguendo la mulattiera che 
va in direzione nord-sud, costeggia le colline all'altezza 
della curva 350 passando ad est di Poggio Spinasanta, e, 
salendo sino alla contrada Marmora, costeggia il Poggio Re- 
nardo ad ovest, va ad incontrare la mulattiera che passa 
per Poggio La Cucca e ripiega in direzione nord-est-sud- 
ovest lasciando compresa nella zona la regione Paportelll; 

ad est, dal tratto del fiume Simeto compreso tra il 
triplice confine Randazzo-Centuripe Adernò e la regione 
Raisa; 

ad ovest, dal tratto di limite territoriale con Regalbuto, 
compreso tra la regione Grotta Fumata e l'altra denominata 
Sisto. 

La seconda zona occupa la valle del fiume Dittaino che 
scorre al sud del territorio, ed è circoscritta: 

a nord e nòrd-est, da un tratto della mulattiera Pa- 
ternò-Catenanuova, compreso tra il limite territoriale Pa- 
temò-Centuripe e la casa Granare, e quindi da una linea 
che, da detta casa va a quella denominata Ficodindia, e da 
quivi alla regione Ponticello, precisamente al punto in cui 
una mulattiera attraversa il limite territoriale con Re- 
galbuto ; 

ad est, da un tratto del limite territoriale con Paterno, 
sino aùa stazione ferroviaria di Sferro; 

a sud-ovest, dal fiume Dittaino e da un tratto del li- 
mite territoriale con Catenanuova; 

ad ovest, dall'altro tratto di detto limite e da un tratto 
di quello con Regalbuto; 

Restano comprese nelle zone predette le seguenti con- 
trade : 



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LSGOI X DECBETI DEL REaNO d'iTALIA - 1905 1301 

Careaci, Ougno di Carcaci, Don Carlo, Canalotto, Ra- 
gona, IntorreUa, Saporito, Licciardi, Spinasanta, Salenella, 
Gavalera^ Gooo Marmora, Minuè, Picone, Manderano, Pa- 
portello, Muglia, San Todaro, Laocitella, Pranchiscè, Salina, 
CuM», Pietralunga, Granaio e Giudeo. 

4. — Comune di Cerami. 

Vi sono due zone malariche: 

La prima zona ò cosi circoscritta: 
a nord, da un tratto del limite con la provincia di 
Messina, compredo tra il mulino della Rocca e la regione 
Monerchia; 

ad est, da una linea che segue a mezza costa Tanda- 
mento dei monti che formano il versante ovest del fiume 
Cerami e che passa per i punti: Molineddu, Giardino, Qhi- 
riti, Serra di Falco, Cigone, San Nicola, da dove il limite 
resta costituito dalla mulattiera che passa ad est deUa con- 
trada Le Stanze; 

ad ovest, dal tratto di fiume compreso tra i punti Ruf- 
fiano e Cannameli. Da questo punto la zona si estende sino 
alla contrada Sciascia, e quindi il limite segue una linea a 
mezza costa in porrispondenza della curva orizzontale 650 
sino al mulino della Rocca; 

a sud, da un tratto del limite con Gagliano-Castelfer^ 
rato e da un tratto di quello con Nicosia tra i punti: La 
Serra e Cannameli. 

La seconda zoi^a che occupa la valle del fiume di Troina, 
è compresa tra due linee che seguono a mezza costa l'an- 
damento dei due versanti di esso fiume e che corrispondono 
alle curve 1000. 

Restano comprese interamente in dette zone le contrade 
Ruffiano, Stanze, San Nicola, Ponte Stretto, Rigone, Ri- 
verso, Nerìone, Molinello, Staforno, e, parzialmente, Cam- 
misa, Cannameli, PancoUo, Pietrarossa, Stagliate, Pardo. 

5. — Comune di Gagliano Gastelferrato. 

Vi è Una sola zona malarica, che comprende le parti a 
sud e ad ovest del -territorio, ed è limitata: 



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1302 LEGGI £ BECUETI DEL REGNO d'iTALLA. - 1905 

All'esterno, dal limite territoriale oon Nissoria (fiume 
Cerami) e dal fiume Salso. 

All'interno del territorio, da una linea che segue a 
mezza costa Tandamento dei monti che costituiscono il ver- 
sante a sud del Salso ed il versante ad ovest del fiume di 
Cerami, la quale linea può ritenersi coincidere con la curva 
orizzontale 550. 

Restano comprese in detta zona le contrade: Bonfiglio, 
Molino Caferfari, Molino Nuovo, Guido, Molino di Nardo, 
Nagaretto, Molino Carretta, Isola, Crisostomo, Garbato e 
Cotoniero. 

6. — Comune di Leonforte. 

Vi è un'unica zona malarica che occupa quasi tutta la 
parte meridionale del territorio ed è circoscrìtta: 

a nord, dalla mulattiera che dal bivio della strada per 
Assoro, sulla Leonforté-Agira va verso la regione Scan- 
naso, da dove il limite della zona attraversa la contrada 
Salito, e quindi segue l'altra mulattiera che va verso la 
contrada Mangiafara. Di qui la linea di confine segue la 
mulattiera che da Léonforf e conduce alle case della regione 
Montagna di Mezzo, da dove infine con un'unica linea sì 
unisce alla strada che passa ad ovest della R. Castellazzo 
Buzzetta ; 

ad est, dal tratto della strada nazionale compreso tra 
il bivio tìopradescrìtto e la casa del Re, e dal tratto di lì- 
mite territoriale con Assoro, compreso tra detta casa e la 
provincia dì Caltanissetta; 

a sud e ad ov^est, dal lìmite territoriale con detta pro- 
vincia. 

Dalla zona sopra descritta restano escluse le alture delle 
contrade Scala, Castellazzo, Valle dei Fiori e Russi, dalla 
linea di livello 500 in su. 

Restano comprese in detta zona le seguenti contrade: 
Salito, Castellazzo, Noce, Canaletto, Mistrì, Signiruzzo, Presa, 
Serrazza, Voltarutta, Mistri Sottani, Sperone e la stazione 
ferroviaria, nonchò le parti basse di Manca, Zafiariu[ia, Boz- 



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LEGGI E DECEETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1303 

zetta, Rocca di Mietere, Manca Scala, Filiere, Valle di Fiori, 
Mangiafara, Palombazzo, Erbebianche, Grottaformosa e Russi. 

7, — Comune di Nicosìa. 
Vi sono quattro zone malariche. 

La prima zona sita lungo le valli del fiume Salso e del 
fiumeito di Nicosia, è circoscritta: 

a nord, da una linea che segue l'andamento della curva 
orizzontale 600, dall'estremità est di casa Salamene, sino 
al km. 103 a sud della regione La Costa. D\ questo punto 
il confine della zona segue a mezza costa l'andamento del 
Fiumetto, con una larghezza totale di circa 500 metri, 
Quindi, dal chilometro 102, in poi, verso ovest, la zona con- 
tinua ad essere circoscritta a nord dal limite territoriale 
con Sperlinga e chiusa ad ovest da un tratto di detto limite ; 

a sud, da una linea che segue Tandamento della curva 
orizzontale 600 sul versante nord del Salso a principiare 
dalla sorgente in contrada Pioppo sino alla regione Bene- 
fizio, dove va ad incontrare il limite territoriale con Nissoria; 

ad est, dal tratto di detto limite compreso tra il punto in 
cui esso ripiega risolutamente verso nord e la casa Salamene. 
La seconda zona è limitata : 

a nord-ovest, da una linea che segue l'andamento de]Ia 
curva orizzontale 800, che passa a nord della borgata Vil- 
ladoro ; 

a sud-est, da una linea che^ dall'estremità del limite 
territoriale con Sperlinga, va a passare ad ovest del monte 
Mancipo, e indi a mezza costà della contrada Mandra di 
Piano, sino ad incontrare la mulattiera che passa ad est 
del P. S. Agostino; 

ad ovest e sud, dal limite del territorio con la provin- 
cia di Caltanissetta; 

a nord-est, da un tratto del limite territoriale con 
Sperlinga. ^ 

La terza zona lungo il cosi detto Fiumetto di Sperlinga, 
è delimitata: 

a nord, dalla mulattiera che dalla regione Cannella 
conduce alla Parizze; 



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1304 LEGGI E DECHETI DEL KEONO d'ITALIA - 1905 

a sud, dal detto Fiumetto; 
ad est, dal molino di Capatrà; 

ad ovest, da un tratto del limite territoriale con Gangi. 
La quarta zona resta sul limite territoriale con Cerami 
che la chiude ad est, mentre ad ovest resta chiusa da una 
linea a mezza costa che segue Tandamento della curva oriz- 
zontale 600 dal punto Cugni-Latri alla contrada Cannameli. 
Restano comprese in dette zone le contrade : Fiume Salso, 
Piano dell' Acpto, Anghera, Soccorso, Basso Ciappiere, Mu- 
niarellì, Valdinora, parti basse di Fontana di Piazza, Gèssi, 
Olivera, Fiumetto, Pioppo, Pantano, Montegrosso, Margio, 
D* Albano, Fucilino, Passarello, Mancipa, Mandre, Selle, Be- 
neficio, Casale, Cannella e Parizzo. 

8. — Comune di Nissoria. 

Vi è una sola zona malarica che comprende parte del 
territorio e che è limitata: 

a nord e ad ovest, da una linea che segue a mezza 
costa Tandamento dei monti che formano il versante sud 
del fiume Salso ed il versante est del vallone che torma li- 
mite territoriale con Gagliano Castelferrato, e la quale li- 
nea può considerarsi coincidere con la curva orizzontale 500 ; 
a sud, da un tratto del limite con Nicosia, compreso 
tra la casa Salamone ed il punto in cui lo stesso ripiega 
verso ovest, e da una linea che segue la curva di livello 500 
sul versante nord -est e sud-est del P. Galate, costeggiando 
anche il vallone San Paolo e Rinaldi; 

ad est, la zona resta chiusa dal limite territoriale con 
Gagliano. 

Restano comprese in detta zona: 

1. Lungo il fiume Salso: le contrade Trappettazzo, 
Santa Caterina e Rocca di Sarro, nonché le parti basse dì 
Favara, Mentina e Galati ; 

2. Lungo il vallone San Paolo: le contrade Rinaldi, 
Torre, Costa di Salso, Cozzo Mendoliere, Bosco Centosalme. 

3. LuDgo il vallone di Cerami: le parti basse delle con- 
trade: Santa Caterina, Caporetina, Canaletto e Busciana. 



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LEGOK S DFCBSXX DEIi SBOXQ p'jTAUA - 1905 1305 

9. — Comune di Raddusa. 

Vi sono due zone malariche che comprendono parte del 
territorio. 

La prima zona malarica è compresa tra il tratto di li- 
mite territoriale con la provincia di Caltanissetta, costituito 
dal cosi detto fiume Secco, e la strada mulattiera che va 
in direzione sud-est, nordovest, toccando Testremità ovest 
dell'abitato di Raddusa. 

La seconda zona occupa l'estremità ovest del territorio 
ed è compresa tra un tratto del limite territoriale con la 
provincia dì Caltanissetta, un tratto di quello col comune 
di Assoro compreso tra il trìplice confine Raddusa, Aidone- 
Assoro, e la prima strada mulattiera che, dalla contrada 
Capo Bianco, va verso Raddusa. 

Le contrade comprese in detta zona sono quelle deno- 
minate: Betta, Mattea, San Nicolò, Poggio di Croce, Gan- 
gitano e Cannellara. 

10. — Comune di Rammacca. 

U intero territorio del comune, nei suoi limiti attuali, co* 
stituisoe zona malarica, eccettuate le seguenti località: 

a) Le alture dei monti che restano a sud dell'abitato 
di Rammacca, comprese tra il limite territoriale, la strada 
mulattiera che unisce detto abitato colla fonte Calcagno e 
il tratto di strada rotabile Rammacca-Palagonia compreso 
tra l'abitato stesso ed il limite territoriale; 

h) Le alture dei monti San Nicola, Tre forche e Pollice, 
che restano ad est del paese, dalla curva di livello 200 in su; 

e) Le alture dei monti Capezzano, San Giovanni e Tur- 
rìsi dalla curva di livello 200 in su; 

d) Le alture del monte Indica che restano circuite a 
sud-est dalla strada mulattiera che attraversa la borgata 
Giardinellì e si dirige verso la casa Stella; aa ovest, dall'altra 
mulattiera che, aaiia predetta va verso la contrada Caval- 
lera e passa vicino alla casa Campanarella; a nord-est da 
una linea che unisce le dette due case Stella e Campanarella; 



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1306 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

e) Le alture dei monte Scarpello, comprese tra il li- 
mite territoriale con Agira e la mulattiera che ne resta 
immediatamente al sud in direzione est-ovest; 

f) Le alture delle contrade Mandrerosse e Calatari 
che restano comprese tra il limite territoriale con il co- 
mune dì Raddusa e la mulattiera che dal punto Zolfara-Por- 
tella, dirigendosi verso nord-est, attraversa la contrada Rocca 
di Mastro Pasquale, e quindi, ripiegando in direzione sud- 
est, nord-ovest, va ad unirsi all'altra che da Catenuova va 
verso Raddusa, passando per la stazione di Agira. Il tratto 
di quest'ultima mulattiera compreso tra il punto d' incon- 
tro con la prima ed il limite territoriale con Raddusa cir- 
coscrive anche le altre in discorso. 

11. — Comune di Randazzo. 

Oltre la zona malarica già delimitata con regio decreto 
31 gennaio 1904, n. 39^ ne esistono altre due nella Jfra- 
zione del comune stesso situati fra i comuni di Brente, 
Centuripe, Troina. 

La prima zona è compresa tra il tratto del fiume Simeto, 
che forma limite territoriale, e una linea che dorre a mezza 
costa in coincidenza con la curva di livello 400, sul ver- 
sante occidentale di detto fiume, cosicché la zona in pa- 
rola è costituita dalle parti basse della regione Pietre Rosse. 

La seconda zona è limitata dal tratto del fiume sotto 
Troina che forma limite territoriale con la frazione di Ran- 
dazzo e da una linea che segue l'andamento della curva 
orizzontale 400. 

Questa zona occupa le parti basse delle legioni Spanò e 
Scala. 

12. — Comune di Regalbuto. 
Vi sono due zone malariche : 

La prima zona è costituita dalla valla del fiume Salso, 
ed è limitata : 

a nord, da una linea che dal punto Cotonerà (sul limite 
territoriale con Gagliano Castellerrato) segue l'andamento 
della curva orizzontale 400 dei monti che costituiscono il 



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I.EGOI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALTA - 1905 1307 

versante sud del fiume Salso ed est del fiume sotto Troina, 
sino al punto Grotta Fumata ; 

ad est, dal tratto di limite territoriale con Centuripe 
compreso fra detto punto e la regione Sisto ; 

a sud, da un tratto della strada nazionale Bronte-Re- 
galbuto, e quindi da una linea che segue Tandamento della 
curva orizzontale 400 dei monti che costituiscono il ver- 
sante nord del Salso, sino alla contrada Tremoli; 

ad ovest, da im tratto del limite territoriale con Agira. 
La seconda zona è delimitata: 

a nord, dalla mulattiera che partendo dal limite ter- 
ritoriale con Centuripe, sul punto Regione Ponticello, segue 
un andamento sinuoso, passa a sud di Montepeloso e quindi, 
dirigendosi verso nord, costeggia ad est il vallone Cere- 
mellaro sino all'altezza di Pizzo Pagliarazzo. Da questo punto 
il limite della .zona costeggia il versante est del vallone pre- 
detto, seguendo la curva di livello 250 sino a raggiungere 
la mulattiera che va verso Fìzzq Turrìcchia questa seguesi 
sino a questo punto, ner poi^ seguire la curva orizzon- 
tale 300 dei monti che formano il versante ovest del val- 
lone Sciagnana; 

ad est, da un tratto del limite territoriale con Cate- 
nanuóva e con Centuripe ; 

a sud e ad ovest, ,dal limile territoriale con Agira. 
Restano comprese in dette zone le seguenti contrade : 
Sparacene, Boterno, Gangemi, Campo grande, Prato, Pozzillo, 
Fontana Fichera, Parisi, Speziale Sparacollo, Ponte, Sitalù, 
Colle, Cagno Troina, Miraglia, Bruca, Sisto, Ciaramidaro, 
Piano Mattina, Sparacogna e le parti basse di TTorricchia. 

13. — Comune di Sperlinga, 

Vi è un'unica zona malarica che occupa parte del terri- 
torio e precisamente le valili del Fiumetto e del Salso. 

Essa è circoscritta : 
dal lato estemo : dal corso del Fiumetto, dal limite con 
la provincia di Palermo sino al Molino Capostrà e da que- 
sto punto, da una linea che costeggia ad est, l'andamento 



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1308 LEGGI E DECaETI DEL EEGNXD D*ITALIA - 1905 

del detto Fiumetto, passa a breve distanza dall'abitato di 
Sperlinga (lato ovest) ed a mezza costa del monte Grattar 
vecchia, dove ragigpiunge il limite territoriale con Nìcosia. 
Prosegue quindi, la detta linea di confine, nella direzione 
di nord-ovest sino alla contrada San Silvestro, dove rag- 
giunge la curva orizzontale 800. 

Dal lato intemo, il limite della zona segue Tandamento di 
detta curva sino alla contrada Tiri ; quindi, passando per la 
masseria Intronata, si dirige verso la contrada Gorgasse, da 
dove ripiega in direzione nord-ovest e, seguendo l'andamento 
del Fiumetto, raggiunge il limite con la provincia di Palermo. 

Lungo il corso del Fiumetto, la zona mantiene una lar- 
ghezza variabile dai 300 ai 500 metri. 

Sono parzialmente comprese nella suddescritta zona ma- 
larica le contrade: Santa Venera, Cicera, Veschena, Oapostrà, 
Capreria, Balmazzi, Paglione, Rocca, Corte, Grottavecchia, 
Gurgazzi, Intronata, Pantano, San - Silvestro e Mandre. 

14. — Comune di Troina. 

Vi sono tre zone malariche costituite dalle ^alli dei fiumi 
Troina, Sotto Troina e Salso. 
La prima zona è delimitata : 

a nord, dal limite territoriale con la provincia di Mes- 
sina dal punto C. Stagliata, sino alla regione Monastra, sul 
limite territoriale col comune di Brente; 

a sud, da una linea a mezza costa che segue Tanda- 
mento dei monti che costituiscono il versante a nord del 
fiume di Troina, e precisamente la curva orizzontale 800; 

ad est, da un tratto del limite territoriale con Brente ; 

ad ovest, da un tratto del limite con Cerami. 
La seconda zona è delimitata: 

a nord e ad est, da una linea sinuosa che segue a mezza 
costa l'andamento dei monti che costituiscono il versante 
a sud del fiume sotto Troina, a partire dal punto in cui 
il limite territoriale con la frazione di Randazzo, cessando 
di seguire l'andamento del detto fiume sotto Troina, co- 
mincia a seguire la linea che passa ad est della M^a Pia- 



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LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1906 13C9 

sarò tra la regione omoDÌma e quella detta Spanò, sino a 
punto C. Squilla, ad ovest di Troina, Detta linea, che segue 
anche TaDdamento del vallone Lavanche e del burroni che 
immettono nel fiume, attraversando le regioni Pissarò, Stingi, 
Ferrerò, San Paolo e Redegone, si può ritenere coincidere 
con la curva orizzonlale 500, dal punto in cui il fiume sotto 
Troina cessa di formare confine con la frazione di Ran- 
dazzo sino al vallone Levanche predetto, e da quivi in poi 
con le curve orizzontali 600 e 700 ; 

a sud ed ovest, da un'altra linea che segue a mezza costa 
il versante a nord del fiume Sotto Troina e che coincide 
simmetricamente alla precedente con le curve orizzontali 500, 
600 e 700 dal punto in contrada Rocca Fumata, dove co- 
mincia il limite territoriale tra Centuripe e la frazione di 
Randazzo, sino alla C. Squilla. 

La tersa zona occupa l'estremità del territorio che tocca 
il fiume Salso sino all'altitudine di metri 350 nella r^one 
Cagno di Jroina, che costituisce il confine a nord. Ad est 
è ciFCoscrltta da un tratto del limite con Regalbuto ; a sud 
dal fiume Salso, e ad ovest da un altro tratto del limite 
con Regalbuto. 

Restano comprese in dette zone le contrade Mannia, Pe- 
decaro, Failla, San Costantino, San Cataldo, Ponte, Biatore, 
Costagraiide, Santa Domenica, Brunno, Contessa, Paciona, 
Principe, Mastratico, Paterno, Candela, Larcirci, Marchelli, 
Calabro, Gambaro» Radicene, Olivete, San Gregorio, La- 
vanche, Masseria Vecchia, San Francesco, Licciardello, Gra- 
nate, Cuij)pulla, Ferraro, Cammino, San Paolo, Scodellafi'e, 
Stime, Pisciare, Corre, Naso, Cota, Lupo, Ficarazzi, Afiìtio, 
Prastà, Pietralonga, Buscemi, Feudo Grande e Cugno. 



Furto, d'ordins di S. M. : 

Il ministro deirinterno 

FORTIS. 



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1310 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTAUA - 1905 

N. 163. A N. 163. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Campobasso. 

2 aprile 1905. 
{Pubblicato nella GaggeUa Ufficiale del Regno il 16 maggio 1906> n. 115) 

VITTOBIO EBiANUELE m 

PER GRAZIA DI DIO B PER VOLONTI DELLA If AZIOMS 
MB D'ITALIA 

Vedute le leggi 2 novembre 1901, n, 460, 22 giugno 1902, 
n. 224, e 19 maggio 1904, n. 209, e il regolamento appro- 
vato con regio decreto 30 marzo 1902, n. Ili, che con- 
tengono disposizioni per diminuire le cause delia malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto della provincia 
di Campobasso ha inviato le proposte di quel medico pro- 
vinciale per la designazione di talune zone malariche in 
quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte ; * - ' 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell' interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche ad ogni effetto di leg^e 
e di regolamento le porzioni, di territorio della provincia di 
Campobasso distinte come risulta dall'elenco ohe segue, far- 
cente parte integrante del presente decreto, che sarà vidi- 
mato, d'ordine Nostro, dal ministro proponente. 



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LEOQI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1905 * 1311 

A cura del signor prefetto della provincia e colPaiuto 
degli uflBci finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra, affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sarà provveduto alla compilazione degli elenchi dei pro- 
prietari dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferi- 
mento al dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 2 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 



Regisiraio alia Corte dei conti addi 6 mofrgio 1905 \ 

%. ^. /luì del Gooomo a /\58. F Mbzzitti 
Luogo del SigUlo, V. Il Guardasigilli C. FINOOCHTARO-APRILE 



A. FORTIS. 



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1312 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti In provincia di Campobasso, con riodicaiione dei rispettivi 

confini territoriali 



1. — Comune dì Baranello. 

La zona malarica ha per lìmiti: 

a) a nord, il confine Baranello-Busso, cominciando dal 
suo incontro col Biferno, fino all'intersezione del confine 
con Baranello e la via Santa Cecilia; 

b) ad est, la via di Santa Cecilia, cominciando dal suo 
incontro col confine Busso-Baranello, fino al punto detto 
Torretta; poi la via detta del Molino, dalla Torretta fino 
all'incontro della via sunnominata col vallone Isca; da que- 
sto punto, un rettifilo fino alla cappella di Santa Maria a 
Monte. Finalmente da Santa Maria a Monte la via della Selva 
dell'Aquila fino al suo incontro col confine Baranello-Colle 
d'Anchise; 

e) a sud, il confine Baranello-Colle d'Anchise, comin- 
ciando dal suo incontro con la via della Selva dell'Aquila, 
fino al Biferno; 

d) ad ovest, il Biferno per tutto il tratto per cui forma 
confine comunale. 

2. — Comune di Bonefro. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona è delimitata: 

a) a nord-ovest, dalla via mulattiera detta Gerione, co- 
minciando dal punto detto Cerro del Ruccolo, fino al punto 
d'incontro della via di Gerione col confine Bonefro Montorio, 
e poi da questo confine fino al suo incontro col vallone di 
Montorio ; 



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LEGGI E DBCEETI DKL KEGNO u'iTALlA - 1906 1313 

6) a nordest, dal corso del vallone Montorio, prima, a 
partire dal punto suddetto, e poi da quello del torrente 
Tona fino alla sua confluenza col vallone Varco; 

e) a sud, dalla via mulattiera Isca degli Zingari, co- 
minciando dalla confluenza del vallone Varco col Tona, fino 
all'incontro della detta via Isca degli Zingari con la rota- 
bile Rotello-Bonefro; 

d) ad QYQftt, da questa, rotabile, a partire dal punto sud- 
detto, fino al punto sul Tona; 

e) a sud-est, dalla via mulattiera, che prende succes- 
sivamente i nomi di Cava d'Arena, San Paolo, Cannilia, 
Aia delle Macchie, Pinpiara, Gadiorio, Rapino e Tre Terre, 
cominciando dal ponte sul Tona fino al punto detto Colle 
della Nevieora; 

f) a sud-ovest, dalla via mulattiera che prende succes- 
sivamente i iH)mi di Carpini, Crocelle e Trocchi, cominciando 
dal punto detto Colle della Neviera, fino al punto detto Cerro, 
del Ruccolo^ 

La seconda zona, malarica è delimitata: 

a) a nord-ovpst, dalla via mulattiera che prende suc- 
cessivamente i nomi di Macchiarelle, Riserva e Degna, co- 
minciando dall'incontro della via Macchiarelle col confine, 
Sant'Elia- Bonefro, fino all'incontro della, via^ Degna con la 
rotabile che conduce a CoUetorto; 

h) a nord-est, dalla rotabile per CoUetorto, comin- 
ciando dal suo incontro con la via Degna fino al suo in- 
contro col tratture; 

e) a sud, dal regio tratture^ cominciando dal suo incon- 
tro con la rotabile, fino al suo incontro col confine Bone- 
fro-Sant'EUa, e poi da questo confine fino al suo incontro 
con la vìa Macchiarelle. 

3. — Comune di Busso. 
Vi sono due zone malariche. 
r.a prima zona è delimitata: 

a) ad ovest, dal corso del Biferno; 

h) a nord, dal confine di Busso con Gratino lungo il 

83 — Voi. II. - 1905. 



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1314 LEGGI J£ DKCKETI DEL EEONO d'iTALIA - 1905 

corso del vallone Rio, cominciando dalla confluenza del Rio 
col Biferno fino al punto d'incontro del Rio con la vìa mu- 
lattiera detta di Santa Croce; 

e) ad est, dalla via mulattiera di Santa Croce, comin- 
ciando dal suo incontro col Rio. fino alle vicinanze dell'abi- 
tato di Busso, a nord; 

d) a sud, a partire dal detto punto, la zona è delimi- 
tata, prima da una linea che gira a nord dell'abitato, fino 
a raggiungere la strada Vicenda di Lisce: poi da questa 
via fino alle Masserie Strade, continuando sulla stessa fino 
a raggiungere il confine territoriale di Busso con Baraneilo. 
e indi da questo confine fino a raggiungere il Biferno. 
La seconda zona è delimitata: 

dalla mulattiera di Santa Maria, cominciando dal punto 
d'incontro di detta mulattiera con la rotabile, presso il ci- 
mitero, fino al punto in cui essa incontra la via vicinale 
Ciapparelle, la quale gira attorno, comprendendole, al gruppo 
di case coloniche esistenti nella contrada avente lo stesso 
nome di Ciapparelle, e infine dalla detta via fino a rag- 
giungere la contrada Cesa Longa nel bosco comunale. 

Indi dalla mulattiera detta di Montevairano cominciando 
dal bosco comunale fino ad incontrare la rotabile, e poi da 
quest'ultima fino al suo incontro con la via Santa Maria 
nelle vicinanze dell'abitato. 

4. — Comune di Caccavone. 

Vi sono due zone malariche 

La prima zona ha i seguenti confini: 

a) a sud-ovest, il fiume Verrino per tutta la lunghezza 
per la quale forma confine comunale; 

b) ad est, il confine Caccavone- Civitanova del Saujiio 
per la parte posta al di qua della sponda destra del Tri- 
gno, cominciando dall'incontro del detto confiiie Caccavone- 
Givitanova del Sannio col Trigno, fino ad arrivare al punto 
detto Farone a 1000 metri dì distanza d».l Verrino (da questa 
parte la zona malarica di Caccavone . è in confine con altra 



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LEGGI E DECUETl DEL REGNO D*ITALlA - 1905 1315 

zona malarica appartenente al comune di Civitanova del 
Sannio) ; 

(?) a nord-ést, una linea parallela al Verrino e distante 
uà chilometro da questo fiume, cominciando dal punto detto 
Forcone tìno a raggiungere la mulattiera dtetta Faidone 
posta nOiMa contrada Casale; da questo punto un lettifllo 
fino a raggiungere la via Coste del Molino nelbi località 
Casette e precisamente alla masseria degli eredi Francesco 
Paolo Antinucci; e finalmente da questo punto un altro 
rettifilo fino al punto d'incontro del corso del Verrino col 
confine Caccavone-Agnone. ' 

La seconda zona malarica ha i seguenti confini: 

a) a sud-ovest, la via detta Tratture,, cominciando dal 
Colle del Sorbo fino all'incontro del detto Tratture col con- 
fine Caccavone-Agnone che segue il corso del vallone delle 
Coste grandi; ... 

6) a nord, il confine Caccavone-Agnone, cominciando 
dal suo incontro col tratture fino all'incontro del suddetto 
confine comunale ,cól corso del Sente; 

e) a nord-est, il corso del Sente cominciando dal suo 
incontro col confi ce Caccavone-Agnone fino all'incontro del 
Sente col confine Oaccavone-Schiavi d'Abruzzo ulja contrada 
Farone e lungo il vallone Carapellese; 

d; a sud-est^ il vallone Carapellese comipciaudo dalla 
sua confiuenza col Sente fino alla 3ua origioe alla località 
Colle del Sorbo- 

5. — Comune di Campodipietra. 
Vi è una sola zona malarica, ch'è delimitata: 
a) a nordest, dal tratturo che conduce a Ripalimo- 
sano, cominciando dal punto in cui questo tratturo inter- 
seca il confine comunale con Campobasso, fino al punto in 
cui incontra la mulattiera detta- Rua dei Mancini; poi da 
questa mulattiera fino all' incontro della rotabile» che viene 
da Toro; indi da questa rotabile fino all' incontro con quella 
che viene ^1a Campobasso; finalmente da quésto punto (in 
rettifilo) fino all' incontro del tratturo col confine dì Toro; 



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1316 ],..•.;: ]. DIXKETI DEL KilG.NO u'iXAJLIA - VòOò 

b) sA est, dal confine con Toro dal detto punto fino 
all'incontro dei tre confini di Campodipietra, Toro e Jelai, e 
poi dal confine con Jais! per tutta la sua. lunghezza; 

e) a, sud, dal, confine con Qildone p^r tutta la sua lun- 
ghe^zza; 

d) ad ovest, dal confina con Ferrazzano, poi tutta la 
sua. lunghezza, ii^i dal confine con Campobasso, comin^ 
cia^do dal punto in cui s' incontrano i tre confini di Cam- 
podipietra, Ferrazzanp e Campobasso fino al punto in cui 
il confine con Campobasso interseca il tratture che viene 
da Ripalimosano. 

6. — Comune di Casacalenda. 
Vi sono tre zone maljiriche. 
La prima zona è delimitata: 

a) a nord, dal confine comunale con Larino, e preci- 
samente dal casello 41 al punto in cui detto confine in- 
contra il torrente Cigno; 

h) a sud-est, dal corso del torrente Cigno, cominciaijda 
dal punto in cui detto torrente incontra il confine comu- 
nale di Larino, fino alle sue origini, e poi dalla strada mu- 
latrerà per Bonefro, fino al punto in cui questa incontra il 
confine comunale con Bonefro; 

e) ad est, dal confine comunale di Bonefro partendo dal 
punto anzidetto fino al punto in cui detto confine incontra 
la strada rotabile per Bonefro; 

d) a sud, dalla strada rotabile per Bonefro, cominciando 
dal punto anzidetto fino al punto in otti detta s^^ada incon- 
tra la ferrovia nei pressi della stazione, di Bonefro; 

e) ad. ovest) dalla linea ferrorisDla, cominciando dal 
punto anzidettp fino al punto in cui la ierrovia» incontra la 
mulattiera che porta al casello 51 ; poi dck detta; mulattiera 
fino all'incontro della rotabile per- Casacalenda; indi dalla 
liqea iero^vìam fino al casello 50; poeciat daUai rotabile 
fino al suo iiigresso nell'abitato di Ca^m^alendai alia vìa Nar 
poli, e df^ questui fino alla piazza Umbertoi; indi da questa 
pia,s^a, segu^odo via Termoli, fiìno alla fine dell'abitata cko 



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LEGGI E DECKETI DEL BEGNO l/lTALIA - 1905 1317 

sottosta a detta via; in fine dalla rotabile per Larino, fino 
al casello 44^ e, da questo, dalla ferrovia fino al casello 41 ; 
Da seconda 2ona è delimitata: 

a) a nord-ovest, dal fitiÉie Biferno, e precisamente dal 
punto in cui detto fiume Intìarseoa il confine con Oudrdial- 
flera sulte sponda destra, fino al punto in cui interseca il 
confine con Larino, pure sulla sponda destra; 

b) a nord -est, dal vallone Olivoli, detto volgarmente 
vallone O'rande, dal punto in cui detto vallone si getta nel 
Bifémo, fino al punto in cui incontra la mulattiera per 
Larino; 

e) ad est, dal còrso del vallone Olivoli, a partire dal 
punto anzidétto, fino alla confluenza col vallone Collaltare; 

d) *a sud, d-al cdrso del Vallone Collaltare a partire 
dal pulito anzidetto; fino ad incontrare la mulattièra che 
passa presso la masseria Melfi; 

e) ad ovest, dalla mulattiera che mena alla masseria 
Melfi, u paìHilre dal punto anzidetto, fino a raggiungere detta 
masserta ; 

f) a sud, accora dalla toulattiera che passa sotto monte 
Cece, partendo dall'anzidetto punto, fi ao all'innesto suo 
nella mulattiera che còiiduce al Biferno, dirimpetto al monte 
Peloso, e poi da detta mulattiera fino al Biferno. 

La terza zona è delimitata: 

a) ad ovest, dal corso del fiume Biferno, e precisa- 
mente dal punto in cui detto fiume interseca sulla sponda 
destra il confine fra Morrone e Casacalenda, fino al punto 
in cui interseca il confine fra Casacalenda e Guarlialfiera, 
lungo il vallone della GravelIIna; 

h) a nord-est, dal confine comunale con Guardialfiera, 
a partirà dalFanzidetto punto, fino dove detto confine in- 
terseca la mulattiera per Casacalenda; 

e) ad est, dalla mulattiera per Casacalenda, partendo 
dal punto ora detto, fino al punto in cui detta mulattiera 
interseca 11 confine comunale fra Casacalenda e Prov- 
videnti ; 



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1318 LEGGI E DECRLTl DEL UJ:G^O d'iTALIA - 1905 

d) a sud, dal confine con Provvidenti, dal punto ora 
detto, fino ad incontrare il Rio; 

e) ad ovest, di nuovo, da una linea che dal punto an- 
zidetto, scende al corso del Rio, seguendolo fino al punto 
in cui questo abbandona il confine comunale; indi dal con- 
fijie comunale fino a raggiungere di nuovo il Biferno. 

7. — Comune di Cercepiccola. 

Vi è una zona malarica che ha i seguenti confini: 

a) a nord, la strada rotabile, cominciando dal suo in- 
contro col confine CercepiccolaSan Giuliano del Sannio fino 
al suo ingresso nel. paese a valle dell'abitato; indi una li- 
nea girante tutt'attorno all'abitato a sud fino a raggiun- 
gere la vìa mulattiera per Gildone; poi questa mulattiera 
per Gildone, mulattiera che prende successivamente i nomi 
di Porta Fontana, Capo Croce, Chiusa di Cristo, o Macera 
de' Santi, e Padulatta, fino all'innesto della via deIJa Cro- 
cella alla Montagna; finalmente questa via della Crocella 
fino a raggiungere il confine Cercepiccola-Cercemaggiore; 

b) ad est, il confine comunale Cercepiccola-Cercemag- 
giore, cominciando dal punto d'incontro di questo confine 
con la via della Crocetta fino al punto d'incontro dei tre 
confini Cercepiccola- Cereemaggiore-Sepino; 

e) a sud ed a sud-ovest, il confine Cercepiccola-Sepino 
per tutta la sua lunghezza; 

d) ad ovest, il confine Cercepiccola-San Giuliano del 
Sannio, cominciando dal punto, ove s' incontrano i tre con- 
fini Cercepiccola SepinoSan Giuliano, fino al punto d' incon- 
tro del confine Cercepiccola- San Giuliano del Sannio con la 
strada rotabile. 

8/ — Comune di CoUetorto. 

Vi è una zona malarica, i cui confini sono: 

a) a nord, la via mulattiera detta volgarmente del Mo- 
linello e che porta a Colle Jammanco, cominciando dal mo- 
lino Santa Maria fino all'incontro della via del Molinello col 
confine CoUetorto-San Giuliano di Puglia; 



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LEGGI E DECRETI BEL REGNO D ITALIA - 1905 1319 

b) ad e^t, il confine Colletorto-San Giuliano di Puglia, 
cominciando dal punto suddetto fino a dove il detto con- 
fine incontra il vallone Santa Maria, e da questo punto il 
corso del vallone Santa Maria fino alia sua confluenza col 
Fortore; e poi il corso del Fortore da quest'ultimo punto 
fino alla confluenza col vallone Caprareccia ; 

e) a sud, il fiume Fortore cominciando dalla sua con- 
fluenza col vallone Caprareccia fino al punto in cui il con* 
fine di CoUetorto con Carlantino passa al di qua della sponda 
sinisrtra del Fortore; 

d) a sud ovest, la parte del confine comunale CoUetorto- 
Carlantino, che trovasi al dì qua della sponda sinistra del 
Fortore, cominciando dal punto in cui il confine di Colle- 
torto con Carlantino abbandona il Fortore, fino al punto di 
incontro dei tre confini CoUetorto-Carlantino e Sant'Elia a 
Pianisi; 

e) a nord ancora, la via mulattiera Fonte la Torre, co- 
ininciando dal suo incontro col confine CoUetorto Sant'Elia 
a Pianisi, fino al punto d' incontro della suddeUa vi*?. Fonte 
la Torre colla rotabile; poi la rotabile, cominciando dal suo 
incontro con la via Fonte la Torre, fino all'incontro della 
rotabile con la via mulattiera detta Airino o Mara della 
Torre, poi la strada Airino o Mura della Torre fino al suo 
incontro con la via mulattiera, che dall'abitato di Colle- 
torto conduce all'aia Pietroniro, e che si chiama appunto 
strada Pietroniro; indi una linea retta fino all'origine dc4 
vallone Macchiarelle ed all'incontro di questo vallone con la 
via, che prende successivamente i nomi di Serpullo e Savace, 
finalmente queste vie Serpulle e Savace fino ad Aia Nicola; 

/*) ad ovest, la mulattiera che attraversa la contrada 
Gefalicchio cominciando dall'Aia Nicola fino al molino S. Maria. 

9 ~ Comune di Fossalto. 
La zona malarica è delimitata: 
a) a nord, dalla mulattiera detta dell'Aia Vecchia, co- 
minciando dal vallone Fossalto (distante dall'abitato circa 
iOO metri) fino al suo incontro col vallone Castelluccio; 



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1320 LEGGI E DECRETI DFX REGNO d'iTALIA - 1905 

h) a nord-est, da una lìnea retta che dall' incontro della 
via Aia Vecchia col vallone Ca^teliuccio va a raggiungere 
rincontro della mulattiera di Macchie Colucci col confine 
comunale con Limosano; 

e) ad est, dal confine col comune di Limosano a par- 
tire dal punto d'incontro di esso colla mulattiera di Mac- 
chie Colucci fino a raggiungere il Biferno ; 

d) a sud-ovest, dal confine comunale con Caàtropì- 
gnano (che segue il corso del Biferno), cominciando dal- 
l' incontro di questo fiume col confine comunale con Limo- 
sano fino alla confluenza del vallone Fossalto col Biferno; 
poi dal vallone FossaHo, a cominciare da questo punto, fino 
a raggiungere \\ contrada Lisciare; indi salendo la costa 
Tre Monti per 300 metri, e da questo punto da una paral- 
lela al corso del vallone Fossalto, distante 300 metri dal 
vallone stesso, e continuando parallelamente al corso del 
vallone Feudo, e sempre alla stessa distanza di metri 300, 
fino all'incontro della mulattiera denominata Costa Calda; 

e) ad ovest, a partire da questo punto, dalla mulat- 
tiera di Costa Calda fino all'abitato di Fossalto ; poi da una 
linea che gira attorno a questo (alla distanza di circa 100 me- 
tri dal vallone Fossalto) fino alle ultime case a nord in 
contrada Rinforzi, indi, da questo punto da una parallela 
al vallone medesimo toccando ftl di sopra il casino Orlando 
fino all' inr^ontro col confine comunale con Pietracupa ; in- 
fine di questo confino fino alla sua intersezione col vallone 
stesso ; 

d) a nord, a partire da quest'ultimo punto, dalla mu- 
lattiera Castellano fino a raggiungere la via dell'Aia Vecchia. 

10. — Comune di Ferrazzano. 

Vi sono due zone malariche. 

La prim^a zoaa è delimitata : 

a) a nord dal confine con Campobasso, cominciando 
dal punto, in cui questo confine interseca la rotabile nuova 
Campobasso Ferrazzano, fino al punto in cui interseca la 
rotabile Campobasso-Gildone ; poi da questo punto da un 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1321 

rettìfflo fino al ponte Scarafone, e da questo da altro ret- 
tifilo fino al punto d' incontro della strada vecchia 'di Gii- 
(Ione colla mulattiera detta delle Piane ; infine da questa mu- 
lattiera fino a raggiungere il confine con Campodipietra 
presso la regione detta Feudo Ci vitella ; 

b) ad est (a cominciare dal punto ora detto), dal con- 
fine con Campodipietra fino a raggiungere il Tappino; poi, 
dal detto punto, d!al confine con Gìldone, fino al punto 
d'incontro dei tre confini di Gildoile, Ferrazzano e Mira- 
beUo; 

(?) a sud, dal confine con Mirabello Sannitico, a par- 
tire dal punto d' incontro dei tre confini sopranotati, fino 
dove questo confine abbandona il Tappino ; 

d) a nord ancora, dal punto suddetto, da una linea 
retta fino all' incontro della rotabile per Gildone colla mu- 
lattiera detta Quartilia; 

e) a sud ancora, dal punto suddetto, da un rettifilo 
fino al punto in cui la nuova rotiibìle Campbbasso-Ferraz- 
zsno interseca il confine con Campobasso. 

La seconda zona malarica è delimitata : 

a) a nord, a partire dal punto d' intersezione del con- 
fiìie di Campobasso con la mulattiera detta Dammonte, 
da questa fino al punto in cui inconti*a la rotabile per Mi- 
rabello. 

b) ad est, dalla rotabile ora detta fino all' intersezione 
col confine di Mirabello ; 

e) a sud, a partire dal detto punto da un rettifilo fino 
alia sorgente dell'acqua solfurea; 

d) ad ovest, dalla sorgente dell'acqua solfurea fino al 
punto d' incontro del confine di Campobasso con la mulat- 
tiera detta Dammonte. 

11. — Comune di Gambatesa. 
Vi è una sola zona malarica, essa è delimitata : 
a) a nord, dalla strada nazionale Appuia- Sannitica, 
cominciando dal punto in cui interseca il confine fra Ric- 
cia e Gambatesa, fino al punto in cui incontra la muiat- 



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1322 LEGGI E DECKETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

tiera che porta al tratturo presso le masserìe Torretta ed 
Aviuso ; 

b) ad ovest (dal detto punto), da una linea ietta fino 
alla masseria Farinaccio (volgarmente detta Pellanera) e 
continuando nella stessa direzione fino ad incontrare il con- 
fine con Pietracatella ; 

e) a nord di nuovo, dal confine con Pietracatella par- 
tendo dal punto anzidetto fino a quello in cui detto con- 
fine si allontana dal Tappino; poi da un rettifilo fino alla 
masseria Galante (ora Fanelli); 

d) ad ovest di nuovo (dalla masseria Galante), da un 
rettifilo fino al punto di incontro del confine di Pietraca- 
tella colla mulattiera che conduce a Macchia Valfortore ; 

è) a nord, di nuovo dal confine comunale con Pietrar 
Catella, a partire dal detto punto fino a raggiungere il fiume 
Fortore ; 

f) ad est, dal corso del fiume Fortore, partendo dal 
detto punto fino air incontro del confine con Tufara ; 

g) a sud, dal confine con Tufara, partendo dal punto 
ora detto, fino air intersezione fra il detto confine e la curva 
di livello 250 ; indi da un rettifilo fino alla masseria Josa, 
e poscia da un altro rettifilo aucora fino air incontro della 
strada mulattiera detta della Carestia (presso la località 
Querce-Marino) con la strada nazionale ; e poi dalla rota- 
bile fino all' incontro della mulattiera detta del Mulino ; 

h) a sud ancora, a partire dal detto punto, dalla mu- 
lattiera detta del Mulino fino air incontro del vallone Fezzano 
e indi dalla mulattiera detta Folicari per trecento metri ; 

i) a sud-ovest, dal detto punto in rettifilo fino all' in- 
tersezione fra il vallone Finocchio ed il confine con Rìccia; 
da ultimo dal confine con Riccia fino all' incontro con la 
strada nazionale. 

12. — Comune di Qildone, 
Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è delimitata : 

a) a nordovest, dal fiume Tappino e precisamente 



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LEGGI E DECRKTI DEL REGNO d'iTALTA - J 905 132ii 

cominciando dal ponte Tappino fino al punto in cui il con- 
fine comunale con Campodipietra si allontana dal Tappino; 

b) a nord, dal conf ne con Campodipietra, a partire 
dal punto anzidetto, fino a quello in cui questo confine in- 
contra quello con Jelsì ; 

e) ad est, a partire dal punto anzidetto, dal confine 
con Jelsi fino ad incontrare la strada nazionale Appula-San- 
nitica ; 

d) a sud, cominciando dal punto anzidetto, dalla na- 
zionale verso Gildone, fino ad incontrare il vallone Perdoc- 
chioso, e per una zona larga 80 metri a destra e 80 a si- 
nistra dell'asse del detto vallone, risalendo lunghesso per 
cinquecento metri e ritornando alla nazionale poi fino al 
ponte sul torrente San Nicola; 

e) ad est ancora, a partire dal punto anzidetto, dal 
torrente San Nicola fino ad incontrare il confine di Cer- 
cemaggiore ; 

f) a sud, a' partire dal punto anzidetto, dal confine 
con Cercemaggiore fino ad incontrare la nazionale ; 

g) a nord- ovest, dalla nazionale, a partire dall'ora detto 
punto, fino all' incontro con la provinciale per Campobasso. 
Poi. dalla provinciale fino a raggiungere di nuovo il ponte 
Tappino- 
la seconda zona, che comprende tutta la contrada Volla 

Golia, è limitata : 

a) a sud-ovest, dal confine col comune di Cercemag- 
giore, cominciando dal punto ove esso interseca il tratturo 
che porta a Cercemaggiore, fino al punto in cui interseca 
la via della Golia; 

h) a sud' est, da una linea che va dal punto anzidetto 
fino al punto d' incontro della strada che conduce al Bosco 
comunale di Gildone con la strada che conduce presso la 
masseria Franco-Rìccelli e dalla strada del bosco che passa 
al disopra della cisterna grande ; 

e) a nord-est, a partire dal punto anzidetto, dalla strada 
del bosco che passa fra Colle Quadrano e Colle Sarachella^ 



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1324 LEGGI E DECRETI DEL REGXO D*1TALU - 1905 

fino al punto in cui detta strada incontra il tratturo per 
Cercemaggiore ; 

d) a nord-dvest, a partire dal punto anzidetto, dal 
trattilro stesso, fino air intersezione del confine di Cerce- 
maggiore. 

18, — Comune dì Guardialfiera. 
Vi sono quattro zone malariche. 
La prima zona è delimitata : 

a) a nord ovest, dalla vìa mulattiera detta della Ca- 
màrda, e precisamente dal punto ih cui detta via interseca 
il confine comunale dì ^'Lupara fino al punto in cui s' im- 
mette nella strada detta del Camposanto Vecchio a da que- 
sta strada fino al punto in cui incontra la mulattiera che 
conduce al torrente Cervaro ; dal detto punto da una linea 
retta fino ad incontrare, nella contrada Sella Monte Peloso, 
la strada rotabile che conduce al Liscione; poi da detta 
strada fino al ponte Liscione; 

b) a sud-est, dal fiume Biferno e precisamente dal punto 
ove trovasi il ponte Liscione fino al punto in cui il Biferno 
incontra il confine fra Guardialfiera e Lupara; 

e) a sud, dal confine comunale iTra Guardialfiera e Lu- 
para dal punto in cui incontragli Biferno fino a quello in 
cui la strada detta della Camarda interseca il confine co- 
munale. 

La seconda zona è delimitata: 

a) ad e^t, dal ponte Sant'Antonio seguendo la strada 
mulattiera che va sotto Monte Cecio fino al punto in cui 
detta strada abbandona il confine comunale; 

b) a sud, a partire dal punto suddetto, dal confine co- 
munale, fino al punto in cui detto confine interseca la strada 
mulattiera che porta a Casacalenda, e poi dal detto punto 
fino al Biferno; 

e) a nord-ovest, dal fiume Biferno. 
La terza zona è delimitata: 

a) a sud-est, dalla vi«a che dall'abbeveratoio pubblico 
presso l'abitato mena al cimitero fino al punto in cui dótta 



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LEGGI E DECRETI DEL fiEGNO d'iTALIA - IGUj 1325 

strada inconira quella, detta delle Vallocchie, e poi da detta 
strada fino a raggiungere il torrente Cervaro; 

h) a nord-est, dal corso del torrente Cervaro, a par- 
tire dai punto ora. detto fino a quello in cui detto torrente 
incontra il vallona Yaccardo^ 

e) a nord^ dal corso del vallone Vaccardo, a partire 
dal punto ora detto fino a quello in cui detto vallone in- 
contra la strada che da. Acquavi va conduce a Guardialfiera; 

d) ad ovest, dalla strada che viene da Àcquaviva dal 
detto punto fino alla prima casa dell'abitato ; 

e) a nord-ovest, dal perimetro dell'abitato, a partire 
dal detto punto fino a raggiungere l'abbeveratoio pubblico. 

La quarta zona è delimitata: 

a) a nord est, dalla prima casa dell'abitato verso la 
via che mena al Calvario fino all'incontro della via che mena 
a Civita; 

b) a nordovest, dalla strada che mena a Civita, par- 
tendo dal punto anzidetto fino al torrente Vallone; 

e) a sud- ovest, dal Vallone, scendendone 11 corso, a partire 
dal Vallone: fino ad' incontrare i ruderi dell'antico mulinello; 

d) ad est, a partire dal punto anzidetto, dallist stradella 
vicinale che mena al paese, fino a raggiungere di nuovo 
l'abitato presso la casa d'Angelcola ;- 

e) a sud, da una linea che dal punto anzidetto, ra- 
sentando l'abitato, raggiunge le ultime case del paese verso 
la strada che mena al Calvario. 

14. — Comune di Jelsi. 
Vi è una zona malarica: essa è delimitata: 

a) ad est, dal confine con Pietracatella, cominciando 
dal punto ìa cui il ccmfine interseca il corso del torrente 
Carapello fina al punto in cui interseca la mulattiera delle 
Vigne Vecchie^; 

h) a sudasi, a partire dal detto punto dalla strada dello 
Vigne Vecchie^ poi da quella della Greca^ indi da quella 
del Macchione fino a raggiungere^ l'abitato di Jelsi alla via 
Pìsciarello; 



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1326 l:atGI e decheti dkl regno d'italia - 1905 

e) a nord, dal detto punto, girando attorno airabitato 
a nord, raggiungasi la nazionale Appulo-Sannitica, sul ponte 
del vallone Cerri; 

d) a sud, da una linea che dal detto punto, girando 
attorno all'abitato a sud, rag^unge la strada mulattiera che 
conduce all'ex bosco di Jeisi, e che è detta volgarmente via 
della Selva; 

e) ad est, a partire dal detto punto, dalla suddetta mu- 
lattiera, fino alla contrada detta Casale S. Pietro, poi dalla 
mulattiera che conduce al vallone Oscuro fino ad incontrare 
il confine con Riccia; poi da detto confine fino a raggiun- 
gere il vallone Oscuro; 

f) a sud ancora, dal corso del vallone Oscuro, a par- 
tire dal detto punto fino a raggiungere di nuovo la mulat- 
tiera detta via della Selva; 

g) ad est, ancora, a partire dal detto punto dalla mu- 
lattiera suddetta, fino ad incontrare il confine con Cerce- 
maggiore ; 

h) ad ovest, a partire dal detto punto dal confine con 
Cercemaggiore fino ad incontrare la fiumara Carapello al 
confine di Qildone; poi da tale confine fino ad incontrare 
il vallone della Castagna ; poi da un rettifilo fino al cimitero 
di Jelsì; quindi, da altro rettifilo, fino alla masseria Ciaccia; 

i) a nord, da una linea retta che va dalla masseria 
Ciaccia fino all'incontro del torrente Carapello col confine 
di Pietracatella. 

15. — Comune di Larino. 
Vi è una zona malarica Essa è delimitata 

a) a sud, dal confino con il comune di Casacalenda, 
partendo dal casello n. 41, punto dove s'ìncontraùo la lìnea 
ferroviaria, la strada rotabile di Ca;3acalenda ed il detto con- 
fine comunale, fino all'incontro 'lei torrente Cigno; 

' h) a sud sud-est, dal torrente Cigno, partendo dal punto 
d' Inter? ezìone col confine di Casacalenda, fino al punto 
; incontro coi confini di Ururi e di San Martino in Pen?i- 
lis, seguendo sempre il corso del torrente Cigno; 



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LEGGI E DECRETI DEL REOXO d'iTALIA - 1905 1327 

c) a nord-est, dal tenimento dì San Martino in Pensi- 
lis, cominciando dal punto dove s' incontrano i confini dì 
Larino, Ururi e San Martino in Pensilis fino al fiume Bi- 
femo, seguendo sempre il confine comunale; 

d) a nord-ovest, dal fiume Biferno, cominciando dall'in- 
contro dei confini di Larino e Guglìoneai fino air incontro 
dei confinì di Larino e Casacalenda, seguendo sempre il 
corso del fiume Biferno; 

e) a sud, ancora, dal confine col comune di Casacalenda 
cominciando dall' incontro di detto confine col Biferno al- 
l'incontro col vallone Olivoli, della stradetta vicinale che, 
passando presso la masseria RiCiii, conduce a Larino, e dal 
detto punto, dalla stessa stradetta vicinale fino all'incontro 
di questa col vallone della Terra; 

f) a sud-ovest, da una linea che dal punto d'interse- 
zione del vallone della Terra .con la stradetta vicinale sud- 
detta, segue la curva orizzontale 150, fino al suo incontro 
con la stradetta vicinale detta dell' Acquara; 

g) a nord, da una linea che dall'incontro della curva 
di livello 150 con la stradetta dell'Acquara, va fino all'in- 
tersezione della strada vicinale (che conduce al bosco co- 
munale) con il r^gio tratturo; 

h) ad est, da una linea retta che dal punto d'interse- 
ziotie suddetto va fino al casoUo ferroviario n. 30; 

' t) a nord-est, dalla ferrovia, a partire dal casello fer- 
roviario n. 30, fino al casello n- 29; 

/) a sud-est, da una lìnea che dal casello n- 29 va sino 
all'incontro della strada mulattiera che mena a Roteilo, e 
precisamente a 500 metri di distanza dall'intersezione di 
detta strada con quella dei Tufi. Poi dalla vstrada di Roteilo 
fino al Montarono, poi dalla stt-ada detta dei Tufi, fino al 
casello n. 38, e finalmente dal casello n. 38, lur>go la linea 
ferroviaria, fino al ctt^ello n.' 41. 
la zona malarica comprende le seguenti contrade: 
Molino, Fonte del Pesce (dett^, comunemente te Fonte del 
Pesco »), Voi velli ;{detto comunemente « Olivelli »), il Ri- 



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1328 LEGGI E DECRETI DEL EEGNO d'iTALIA - 1905 

cupo, Parco di San Pardo, Colle dei Perazzi, Piani di La- 
rino, Monte Carbone (detta « Colle Carbone »), Pozzo della 
Mendorla, Campolungo, Colle di Lauro, Pezza di Spinilli, Di- 
fesanuova, Parco dei Boni (detta comunemente oc Parco dei 
Bovi »), Quascitello, Bosco di Melaine, la Defensa^ Ripe- 
tello, Molino Falocco, Farozzs, Frassitello (detto comune- 
mente « Frasaniello »), Colle di Vreccia e Colle Torretta, 
e quella parte della contrada detta comunemente Para, che si 
avvicina alla contrada Frasaniello. 

16. — Comune di Limosano. 

Vi è una zona malarica, cosi delimitata : 

a) a nord, dalla mulattiera detta Morgia della Volpe, 
cominciando dal suo incontro colla mulattiera detta di Colle 
Favorì, fino alla masseria di Marcellino Ricciuto; poi dalla 
mulattiera detta di Pozzillo fino alla masseria degli eredi 
di Costanzo Ramolo ; poi dalla strada di teschio Martino e 
Macchie Colucci, fin oltre la Morgia di Peschio Martino, e 
da questo punto dalla via detta Fonte degli Sbirri fino a 
raggiungere la mulattiera detta prima Le Mesce, ed in se: 
guìto Morgia delle Cese; e infine da quest'ultima mulattiera 
e poi da quella detta Lavandaia, sino a raggiungere la ro- 
tabile Mpntagano-Limosi^no; 

b) ad est, a partire dall'incontro della via Lavandaia 
con la rotabile Montagano-Limosano, da questa fino a rag- 
giungere il ponte sul Biferno ; 

e) a sud, a partire dal ponte sul Biferno, dal corso di 
questo fiume fino all' incontro del Biferno colla strada (ii 
Colle Favori; 

d) ad ovest, a p^^rtire di^U' incontro del Biferno cpl|a. 
strada di Colle Favori, da questa strada fino al suo incoij- 
tro con la mulattiera detta Morgia delia. Volpe, 

17. — Comune di Macchia Valfortore. 

Vi è una zona malarica ; essa è delimitata : 
a) a nord-est, dal corso del torrente Cigno, comin- 
ciando dal punto d' incontro di questo collìsi mulattiera detta 
di Colletorto, fino alla sua confluenza col Fortore ; 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITAHA - 1905 1329 

6) ad est, dal corso del Fortore, cominciando dalla sua 
confluenza col Cigno, fino al punto in cui il Fortore esce 
dal tenimento di Macchia Valfortore; 

e) a sud, dal confine con Pietracatella, cominciando dal 
punto d'intersezione di questo confine col Fortore fino al 
punto d'intersezione dello stesso confine colla mulattiera 
detta dello Spirito Santo, che passa presso la cappella di 
S. Maria degli Angeli; 

d) ad ovest, dalla mulattiera dello Spirito Santo, co- 
minciando dal Tallone di Macchia fino a raggiungere l'estre- 
mità sud dell'abitato; poi, girando tutt'attomo all'abitato 
ad ovest, dalla strada dd circonvallazione fino a raggiun- 
gere l'estremità nord dell'abitato presso la mulattiera detta 
di CoUetorto ; e finalmente da questa mulattiera fino a rag- 
giungere il torrente Cigno. 

18. — Comune di Mirabello Sannitico. 

Vi è una sola zona malarica cosi delimitata: 

a) a nord, dal corso del Tappino, cominciando dal 
punto in cui questo torrente entra nel territorio di Mira- 
bello fino al punto in cui riceve le acque del vallone Ca- 
stagna, che scende dalla regione San Paola; 

b) a sud-est, dal corso del vallone Castagna, comin- 
ciando dalla sua confiuenza col Tappino, fino al punto in 
cui incontra la mulattiera detta strada S. Giorgio ; 

e) ad ovest, a partire dal ^tbo punto, dalla mulat- 
tiera detta strada San Giorgio fino all*abitato, e poi, gi- 
rando tutt'attomo all'abitato ad ovest, fluo al principio della 
rotabile; indi dalla rotabile fino ad incontrare il confijsie 
di Ferrazzano, e finalmente dal confine di Ferrazzano fino 
a raggiungere di nuovo il Tappino. 

19. — Comune di Monacilioni. 

Vi è una zona malarica, delimitata: 

a) a nord, dal confine con Campolieto, cominciando 
dal punto d'intersezione di questo confine conVla ' rotabile 
Campolieto-Monacilioni pressò il vallone Maillo,^fino al punto 

84 — Vou II. - 1905. 



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1339 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

in cui la rotabile incontra il tratturello che partendo da 
Campolieiio porta a Sant' Elia attraversando il canale delle 
Lame al di sopra della rotabile; poi da questo tratturello 
oljtre rattrayersamento del canale della Lama, e precisar- 
mente fino al punto in cui incontra la mulattiera che porta 
a Monacilioni; 

b) ad esty da questa mulattiera, dal suo punto d' in- 
contro col tratturello fino a quello con la rotabile presso 
le prime case dell'abitato ; poi, girando tutto attorno all'a- 
bitato ad eBity fino ad imboccare la mulattiera che conduce 
a Pietracateila e che passa vicino a Serra di Macchia e 
Monte Maniro, e poi da questa mulattiera fino all' incontro 
col vallone Canale ; 

e) a sud, dal vallone Canale, dal suo punto d'incon- 
tro colla mulattiera per Pietracateila fino aJl' incontro del 
detto vallone col Fiumarello, seguendo sempre il confine 
con Pietracateila; 

d) ad ovest, dal confine con Toro e quindi da quello 
con San Qiovanni per tutte le rispettive lunghezze ; quindi 
dal. confine con Oampolieto, cominciando dal puntò d' in- 
contro dei tre confini comunali di Monacilioni, San Gio** 
vanni e Campolieto, fino, al punto in cui il confine con Cam- 
polieto incontra la rotabile Campolieto-Monacilioni presso il 
vallone Manlio. 

20. — OoiAune di Montagano. 

Vi è una zona malarica che ha per confini: 

o) a nord-ovest, il corso del fiume Bifemo; 

b) a sud-ovest, il corso del torrente Ingotto, comune- 
mente chiamatp Covatta, cominciando dalla sua confluenza 
col fiume Bifemo, fino al punto d'incontro del sunnomi- 
nato torrente Ingotto con la via mulattiera detta di Colle 
Misero ; 

e) a nord-ovest .ancora, la via mulattiera di,. Colle Mi- 
sero, cominciando dal suo incontro col^ torrente Ingotto, 
fino all' interse;;ione fra la via di collo Misero e la rotaJi>ile ; 
poi la rotabile cominciando dal bivio di questa con la^ via 



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LEGGI £ DECRETI DEL BEGKO d'iTALIA - 1905 1331 

di Colle Misero, fino all^ incontro della rotabile con la yia 
della Covatta; indi un rettifilo fino al bivio fra la vìa del 
Ponte e la via Piana del Ponte; poi un altro rettifilo fra 
il bivio suddetto e le masserie di Fonte Cuculo che termi- 
nano la via Spinillo, finalmente un terzo rettifilo dalle mas- 
serie di Fonte Cuculo alle masserie Janigro che si trovano 
nella contrada Piano del Monaco e lunghesso la via delle 
Caae; 

d) ad ovest, la via delle Case, cominciando dalle mas- 
serìe Janigro ed arrivando al punto detto Colle Martino, e 
precisamente alle masserìe di Teodoro Janigro; 

e) a. nord, la linea retta, che dalle masserìe di Teo- 
doro Janigro va al punto d' incontro del vallone della Piana 
colla strada mulattiera, che da Montagano conduce, alle mas- 
serie Casale; 

f) ad est, il vallone della Piana, cominciando dal suo 
incontro coUa mulattiera per le masserìe Casale, fino alla 
confluenza del vallone Fonte Nuova col vallone della Piana; 

g) a sud, il vallone di Fonte Nqova cominciando dalla 
sua confi|Uenza col vallone della Piana fino all' incontro del 
vallone di Fonte Nuova colla via Carpineto; 

h) ad ovest ancora, la via Carpineto cominciando dal 
suo incontro col vallone di Fonte Nuova Anomalia località 
detta Fonte di Calcare ; indi la linea retta tracciata dalla 
fonte di Calcare alla confluenza del gallone di Petrella Ti- 
femina nel Bifemo. 

2L — Comune di Montelongo. 

Vi è una seda zona malarica, che ha per confini: all'e- 
sterno i confini del comune e air intemo : 

a) ad est, la via mulattiera detta Fonte Porci, comin- 
ciando dall'Abitato, per la lunghezza di un chilometro, an- 
dando verso la contrada Pisciarelli; ^ 

b) a sud-ovest, la linea retta congiungente il punto 
della via Fonte Porci, situato ad un chilometro di distanza 
dall'abitato, con le masserìe dette Aia Pagliaia; 



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1332 LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

c) ad ovest, la via mulattiera Fontana» cominciando 
dalle masserie Aia Pagliaia, fino alle prime case del paese 
ad est; 

d) a nord, la linea che gira tutt'attomo all'abitato a 
sud, fino a raggiungere il principio della via Fonte Porci. 

22, — Comune di Morrone nel Sannio. 

Vi è una zona malarica che ha per confini : 

a) a nord-ovest, il corso del Bifemo lungo i confini 
comunali con Castelbottaccio e Lupara per tutta la loro lun- 
ghezza ; 

b) a nord-est, il confine comunale con Casacalenda per 
tutta la sua lunghezza; 

e) ad est, il confine comunale con Provvidenti, comin- 
ciando dal punto d' incontro dei tre confini di Morrone, Ca- 
sacalenda e Provvidenti, fino al punto in cui il confine di 
Morrone con Prt)widenti incontra la strada di Provvidenti; 

d) a sud, dal detto pùnto la strada di Provvidenti, fino 
a raggiungere il cimitero ; 

è) ad ovest, la via Trocchi a partire dal cimitero fino 
al suo incontro con la strada Pagliariello ; 

f) a sud ancora, a partire dal detto punto, la strada 
Pagliariello fino alla fontana detta Fonte Rape; 

g) ad ovest ancdra,' a partire da Fonte Rape, la via 
chÌ9 mena al conventd e )[>oi alla cappella Santa Maria, fino 
a questa cappella; 

k) a sud ancora, a partire dalla cappella Santa Maria, 
la strada di Santa Maria fino alla masserìa di Colasurdo 
Pasquale fu Michele, sita in contrada Montepeloso; 

t) ad est ancora, a partire dalla masseria Colasurdo 
Pasquale fu Michele, la strada detta Font^ Capalumbo, fino 
alla masserìa di Carosilli Gabriele fu Bene<]letto; 

Q a sud ancora, a partire dalla masserìa di Carosilli 
Gabriele fu Benedetto, la via Santi Pietri, fino all'incontro 
con/ la via Aja Jannotta; ^ 

m) ad est àncora, a ^partire dal punto suddetto, la via 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D^ITALIA - 1905 1333 

Aja Jannotta fino al suo incontro con la via dei Giardini , 
e precisamente al punto detto Colle della Creta Rossa; 

n) a sud ancora, a partire dal Colle della Creta Rossa, 
la via Giardini, fino air incontro con la via San Benedetto, 
e precisamente alla masseria Carbone, e da questa la via 
San Benedetto, fino al suo incontro con la via delle Mac- 
chie, e finalmente la yia delle Macchie da questo punto fino 
a raggiungere il regio tratturo; 

o) a nord-est ancora, il tratturo da questo punto fino 
al suo incontro con la vìa detta delle masserie Cicchelli; 

p) a nord ancora, la via delle masserie Cicchelli e poi 
quella detta Fonte Schiaronesca, dal detto punto fino alla 
cappella di San Roberto; 

g) ad est ancora, la via Brancone, dalla detta cappella 
fino al suo incontro col regio tratturo; 

r) a nord ancora, a partire dal detto punto, il tratturo 
fino al suo incontro con la via Pozzacchi; 

s) ad ovest ancora, la via Pozzacchi, da^r incontro con 
essa del regio tratturo fino al suo incontro con la via Fonte 
delle Case; 

t) a nord ancora, la via Fonte delle Case, dal detto 
punto fino al suo incontro col' confine comunale Morrone- 
Ripabottoni; 

u) a sud-#et ancora, a partire dal detto pùnto, il con- 
fine Morrone-Ripabottoni fino al suo incontro con la via 
Pozzacchi, nella regione Torrioni; 

v) a sud ancora, a partire dal detto punto un rettifilo, 
attraversando il bosco Castiglione, fino ad incontrare il vallone 
Cupo a 900 metri a^ monte della sua confluenza col Riomaio; 

i) a sud-ovest ancora, a partire dal detto punto, prima 
il corso del vallone Cupo e poi quello del torrente Riomaio, 
fino alla sua confluenza col >fiume Biiemo. 

23. — Comune di Gratino. 
Vi è una zona malarica, che ha per confini: 

a) ad ovest, il corso del Biferno per!tuttaìa lunghezza 
del confine comunale; 



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1334 LEGGI E DECBEXI BEL BSGNO d'iTALIA - 1906 

h) a nord, il corso del Rivolo cominciiuido dalla sua 
confluenza col Biferno, fino al punto d' incontro dei tre con- 
fini dì Santo Stefano, Gratino e Ripalimosano; 

e) ad est, il confine con Ripalimosano per tutta la sua 
lunghezza; 

d) a sud est, il confine con Campobasso, cominoiaiido 
dal punto d'incontro dei tre confini di Campobasso, Ripali- 
mosano ed Gratino fino al punto distante 500 metri dal 
detto triconfine, andando verso il tratture; 

e) ad^ ovest, la linea, che, partendo dal punto suddetto, 
corre parallelamente al corso del vallone San Pietro, e, 
sempre distante da questo 500 metri, fino a raggiungene le 
falde del colle Tridone; 

f) a sud, la linea che, partendo dalle falde del coUe 
Tridone, corre parallelamente al Rivolo, sempre distante da 
questo 500 metri, e a va raggiungere il tratturo; 

g) ad est ancora, la linea che, partendo dall'ultimo 
punto nominato va in . rettifilo a raggiungere la via provin- 
ciale polla voltata sotto la Rocca; poi la via provinciale fino 
al suo incontro colla mulattiera, che va a Casalciprano ; 

h) a sud ancora, la mulattiera di Casalciprano, comin- 
ciando dal suo inco^tro con la via provinciale, fino all'in- 
contro della suddetta mulattiera col Rio d'Oratino, e qu^Idi 
il corso di questo Rio fino alla sua confluenza col Biferno. 

24. — Comune di Pescolanciano. 
La zona malarica ha per confini: 

a) a sud, un rettifilo tirato dal molino Spognardì (presso 
il tratturo) all'incontro della mulattiera Colmaiuro colla 
strada ferrata (poco lungi dall'imbocco della galleria di 
Montetotila), poi questa via Colmaiuro fino al suo incontro 
colla via detta Guado delle Selve, che dalla contrada Cer- 
rone conduce all'abitato di Pescòlanciano ; 

h) ad ovest, un rettifilo tracciato dal puaf o d' incontro 
della via Colmaiuro con quella detta Guado delle Selve, al 
punto d'incontro della via Pelisi col tratturo; indi la via 
mulattiera Polisi fino al suo incontro colla ferrovia; 



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LEGGI E DteCBETT DEL RBGJ^rO b'iTAXJA - 1906 1335 

c) a nord, la ferrovia, cominciando dal sno incontro 
colla mulattiera Pelisi, fino air incontro col confine di Ca- 
roviUi, poi questo confine fino al suo nuovo incontro colla 
ferrovia presso il casello 103 primo; 

d) a nord-ovest, il confine con Carovilli, cominciando 
dal casello 103 primo, fino al vallone Sant'Angelo; 

e) a nord-est, un rettifilo tracciato dal punto d'incontro 
del vallone SanVABgdo eoi confine di Carovilli, fino al punto 
d'intersezione della mulattiera che viene dal bosco di Col- 
lemeluccio con la provinciale per Pietrabbondante ; poi altro 
rettifilo tracciato dall'ultimo punto nominato fino allMncon- 
tre della mulattiera che viene da Chianci (e che passa fra 
Colle Jeto e Colle Lione) col confine comunale di Chianci; 

f) a sud-est, il confine comunale con Chianci, comin- 
dando dal punto suddetto, fino al suo incontro ool tratture 
presso il molino Spognardi. 

25. — Comune di Pietrabbondante. 

Vi è una zona malarica i cui confini sono: 

a) a nord, il confine con Castelverrino, da colle Ric- 
cione fino a raggiungere il fiume Verrino; 

b) a nord-est, il confine con Caccavone, per tutta la 
sua luni^ezza; 

e) a sud, il confine con Civitanova del Sannio, dal ^uò 
incendo col fiume Verrino fino al suo incontro col tratture ; 

d) ad ovest, il rettifilo tracciato dal punto d'incontro 
del confine di Civitanova del Sannio col tratture fino alla 
masseria Fafò della contrada Stampamiglia: poi altro .ret- 
tifilo tracciato da quest'ultimo punto a colle Vernoni,. e fi- 
nalmente il rettifilo tracciato da colle VemoDi a colle Riccione. 

26. — Comune di Pietracatella. 

Vi sono due zone malariche. 
La prìnota è delimitata : 

a) a nord, dalla mulattiera che, partendo* da Pietraca- 
tella, va a finire nel vallone di Macchia, a cominciare dal- 



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1336 LEOOI E DEGBETI DEL SEGNO d'ITALIA - 1905 

l'abitatOy fino al punto d'incontro di questa mulattiera col 
confine di Macchia e poi da questo confine fino a raggiun- 
gere il Fortore; 

V) ad est, dal fiume Fortore, cominciando dal punto di 
incontro col confine Pietracatella-Macchia, fino al punto d' in- 
contro col confine Pietracatella-Gambatesa; 

e) a sud, dal confine con Gambatesa, cominciando dal 
Fortore fino al punto d' incontro di questo confine col val- 
lone detto della Confine; da questo punto da un rettifilo 
fin sopra Casa Arsa e finalmente da Casa Arsa di^a mulat- 
tiera fino a raggiungere l'abitato e poi da una linea che gi* 
rando intorno all'abitato a. sud, va fino al principio deUa 
mulattiera che scende al Tallone di Macchia. 
La seconda zona è delimitata: 

a) a nord, da una linea parallela al córso del Tappino 
e distante un chilometro dalla sua sponda sinistra, comin- 
ciando dall'intersezione col confine di Toro, fino al punto 
d'incontro col confine di Gàmbatesa; 

h) ad est, a partire dal detto punto, dal confine con 
Gambatesa per un chilometro di lunghezza, fino a raggiun- 
gere la sponda sinistra del iTappino poi dal corso del Tap- 
pino fino ad incontrare il confine fra Gambatesa e Pietràr 
Catella sulla sponda destra, e infine da questo confine per 
500 metri; 

e) a sud, a partire dal detto punto, da una linea pa- 
rallela alla sponda destra del Tappino, e distante da questa 
500 metri, fino a raggiungere il confine fra Pietracatella 
e Toro, alla distanza di 500 metri daUa sponda destra del 
Tappino ; 

d) ad ovest, a partire dal detto punto, dal confine con 
Toro, fino a raggiungere la sponda destra del Tappino, poi 
attraversando il Tappino dal suo corso fino ad incontrare 
il confine con Toro sulla sponda sinistra, e poi da questo 
confine fino ad allontanarsi di un chilometro dalla detta 
sponda sinistra. 



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LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'xTjOJA - 1906 1337 

27. — Comune di Provvidenti. 

La zona malarica ha per confini: 

a) a nord e ad est, il confine comunale Prowidenti- 
Casacalenda, dal suo punto d' incontro col torrenter Rio fin 
dove esso incontra la via mulattiera detta del Cantone; 

b) a sud, la via del Cantone, dal- detto punto, fino ad 
incontrare la rotabile per Provvidenti, e poi questa rota- 
bile fino a raggiungere l'abitato, girando tutt'attomo al- 
l'abitato (che rimane escluso dalla zona malarica) fino al 
punto in cui la mulattiera Provvidenti -Morrone^ esce dal- 
l'abitato, indi questa mulattiera fino a raggiungere il con- 
fine Provvidenti Morrone del Sannio; 

e) ad ovest, il confine Provvidenti-Morrone 'dal detto 
punto fino a quello d'incontro dei tre confini Provvidenti- 
Morrone Casacalenda. r . . 

28. — Comune di Riccia, 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona è delimitata: * ' 

a) a nord, da una linea che, cominciando dalla scesa 
Sabatelli, e, girando attorno all'abitato di Riccia, va ad 
incontrare la via Passo Orando; 

b) a nord-est, a partire dal pùnto anzidetto, dalla mu- 
lattiera che mena a Castelvetere e passa sotto Pcfsco della 
Carsa^ fino a raggiungere il confine comunale fra Castel- 
vetere e Riccia; 

e) a sud-est, cominciando dal punto anzidetto, dal con- 
fine comimale con Castelvetere fino ad incontrare il confine 
comunale con Castelpagano ; 

d) a sud-ovest, a partire dal punto anzidetto, dal con- 
fine comunale con Castelpagano fino a raggiuligere la strada 
delle Masserìe Ciccaglione; ^ 

e) a nord- ovest, a partire dal punto anzidetto, dalla 
strada delle Masserìe Ciccagliene, che passa presso il Ca- 
sone Massimo e non lontano dalla Masseria Crìsci, fino a 
raggiungere di nuovo l'abitato di Riccia, presso la ^ scesa 
Sabatelli. 



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1338 LEGGI £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

La seconda zona malarica è delimitata: 

a) ad est, dalla strada rotabile che condfuce ali' innesto 
della nazionale, cominciando dairuscita del paese; poi dalla 
nazionate fino all'incontro della mulattiera che porta a Pie- 
tracatella; e infine dalla detta mulattiera fino all'incontro 
dei confi&i di Riccia, PietraeBiteUa e Gambatesa; 

h) a nord-est, a partire dal punto anzidetto, d^l con- 
fine comunale con Gambatesa, fino all'incontro del Tallone 
detto Valle Finocchio; 

e) a sud-est, dal punto anzidetto, da una linea r^a, 
prima fino al Casiao del Lupo, e poi fino alla mulattiera 
che passa vicino al Casino Cima; 

d) ad est, a partire dal punto anzidetto, dalla mulat- 
Mw^ dbe passa presso la masseria ZingareUi fino u rag- 
giungere il fabbricato di Riccia; 

e) a nord, a partire dal punto anzidetto dal perimetro 
estemo di Riccia fino a raggiungere il principio della rotabile. 

29. — Comune di Ripabottoni. 
Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è delimitata : 

a) a nord, dalla strada rotabile per Morrone nel San- 
nio dal punto in cui questa inta^seca il confine di Motrone 
coD) Ripabottoni, fino all'innesto della stessa rotabile comu- 
nale con la strada nazionale, e di qui dalla mulattiera di Oer- 
rosecco fine all'incontro di questa mulattiera con la ferrovia; 
h) ad est, a partire dal punto ora detto^ dalla ferrovia 
fino all' incontro di questa con la mulattiera dèi fastello e 
poi da questa mulattiera fino a raggiungere il vallone della 
Taverna; e finalmente dal corso di questo valloup fino ad 
incontrare il tratturo FoggiarCelano che passa per S. Croce 
di Magliano; 

e) a sud, dal tratturo, a partire dal detto puaio fin 
pressoi la Taverna Centocelle, e di qui da un rettifilo fino 
all'origine del torrente Riomaio e finalmente dalla mulat- 
tiera detta di Pianici per un chilometro di lunghezza ; 

d) ad ovest, a partire dal punto ora detto, da un relr 



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UOOI B PKCHWn DEL prn^O n'iTAMA - 1906 1339 

tifilo fino ad inoontrare il confine ccHiiunale con Morrone 
del Sanalo alla contrada Colle Querceto; indi eempre dal 
confine con Morrone fino all'incontro di questo coiÀne con 
la strada rotabile di Morrone. 
La seconda zona è delimitata: 

a) ad ovest, dalla mulattiera detta Gastiglioney a par- 
tire dal suo punto d' incontro con quella detta della Pizzuta 
fino all'incontro con la strada nazionale; 

b) a sud, dalla nazionale a partire dal suo punto d' in- 
contro colla mulattiera Castiglione fino all'incontro colla 
ferrovia, poi da questa verso la stazione di Ripabottoni, fino 
all'incontro della ferrovia con la mulattiera detta della 
Pizzuta; 

e) ad est, dalla mulattiera della Pizzuta dal suo punto 
d'incontro colla ferrovìa fino all'incontro colla strada Ca- 
stiglione. ^ 

30. — Comune di Bipalimosano. 
Vi è una zona malarica, delimitata: 

a) a nord, dal confine con Limosano, per tutta la sua 
lunghezza, quindi dal confina con Montagano cominciando dal 
punto ove s'incontrano i tre confini di Ripalimosano, Limosano 
e Monti^aAO, fino al punto in cui iliconfine con Montagano 
incontra la rotabile, che daUa stazione porta a Montagano ; 

b) ad est, dalla rotabile Montagano-Campobasso, comin- 
ciando dal punto in cui questa interseca il confine di Mont^k 
gano, fino all'incontro colla ferrovia presso la località Cam- 
posorouno fra la taverna Mariana e la contrada Oessera; poi 
dalla ferrovia fino all'intersezione col confine di Campobasso; 

e) a sud, dal c(mflne oon Campobasso, cominciando dal 
punto d'incontro di ^questo confine con la ferrovia fino al 
punto d'incontro delle rotabili, che conducono a Campobasso 
partendo l'una da Ripalimosano e l'altra da Montagano; 

d) ad ovest, a partire dall'incontro ideile due rotabili 
suddette, dalla rotabile di Ripalimosano, fino all'incontro 
della mulattiera che passa presso la Madonna della Neve, 
poi da questa mulattiera fino all' incontro, presso la cosi detta 



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1340 LEGGI E DECRETI DEL REGKO d'iTAIJA - 1905 

Crocella di Pallacuoca, di due altre mulattiere, che diver- 
gono ad angolo andando verso il Bif erno, e denominate, quella 
a sinistra, di Ravenna, e l'altra a destra dei Mulattieri; 
poi da una linea retta dalla Crocella di Pallacucca fino al- 
l'origine del vallone della Covatta, e finalmente da questo 
vallone fino al Bifemo. 

31. — Comune di Sant'Elia a Pianisi. 

Vi è una zona malarica, delimitata: 

a) a nord, dal regio tratturo, cominciando dal punto 
detto Taverna vecchia, fino al punto d'incontro col tor- 
rente Cigno; poi dal corso del Cigno fino ad incontrare il 
confine con Bonefro, e finalmente da questo fino all'incon- 
tro dei tre confini di Sant'Elia, Bonefro e San Giuliano di 
Puglia; 

b) ad est, a partire dal punto suddetto, dalla mulat- 
tiera che, dalla regione Campo Lottatore, va alla strada 
rotabile Sant'Elia- Colletorto, presso la contrada Affariaturo ; 
poi da questa rotabile fino all' incontro con la rotabile Col- 
letorto Casacalenda; da questo punto, dalla mulattiera che 
scende nel vallone Salso (il quide, attraversando la contrada 
Li Valli, immette nel- Fortore) fino ad incontrare il confine 
con Carlantino, poi dà questo confine fino al punto d'incon- 
tro dei tre confini di Sant'Elia, Carlantino e Macchia Vai- 
fortore; 

e) a sud, a partire dal detto punto, dal confine con 
Macchia Valfortore, fino all'incSontro della rotabile Sant'Elia- 
Macchia Valfortore; 

d) ad ovest, cominciando da quésto punto, dal vallone 
che passa presso la masseria * Codemanno, fino alla con- 
fluenza del valloncello Stingete, poi da questo vallonceUo fino 
alla rotabile per Colletorto ; poi da questa rotabile fino alla, 
contrada Pozzo Cfbpone, indi dalla mulattiera che dalla con* 
trada Pozzo Cupone va a masseria Borro, e finalmente a 
partire da questa masseria, da una linea retta, fino a rag- 
giungere il tratturo presso la Taverna vecchia. 



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LEGGI B BECRSTI DSL BE050 d'iTALIA - 1906 1341 

32. — Comune di San Giovanni in Galdo. 
Vi è una zona malarica così delimitata: 

a) a nord, dalla mulattiera che conduce a Monacilioni 
passando presso la masseria Graziano, cominciando dall'e- 
stremità nord dell'abitato fino all'incontro del confine con 
Monacilioni; 

h) ad est, dal confine con Monacilioni, cominciando 
dal punto dove questo comune interseca la mulattiera San 
Giovanni-Monacilioni, fino al punto d'intersezione col tor- 
rente Fiumarello; 

e) a sud, dal confine con Toro, e da quello con Cam- 
podipietra per tutte le lunghezze rispettive; 

d) ad ovest, dal confine con Campobasso per tutta la 
sua lunghezza; indi dal confile con Matrice cominciando 
dal punto dove s'intersecano i tre confini di San Giovanni, 
Campobasso e Matrice fino al punto d' intersezione del con- 
fine con Matrioe con la mulattiera San Giovanni Matrice; 

e) a nord-est, a partire dal detto punto, da ima linea 
retta fino airestramità nord dell'abitato, presso la chiesa 
dell'Annunziata. . - > 

33. — Comune di San Giuliano nel Sannio. 
La zona malarica ha per confini; 

a) a sud, il confine comunaliB SÀn Giuhjsuio-Sepino per 
tutto il tratto compreso fra Ponte Lungo ed il punto d'in- 
contro dei ir^ confini San Giuliano-Sepino-Guardiaregia e 
della via mulattiera Guardiaregia-San Giuliano; 

h) a nord-ovest, la via mulattiera^ Guardiaregia-S. Giu- 
liano, cominciando dal punto d'incontro dei tre confini 
San Giuliano-Sepino-Guardiaregia fino alla casa colonica 
del marchese di San Giuliano ; poi un rettifilo tracciato fra 
quest'ultimo punto ed il casello 65; 

e) a nord, la linea ferroviaria per il tratto compreso 
fra il casello 65 ed il caseUo 63 ; poi la mulatllìera Magna- 
lupo che dal casello 63 va a San Giuliano, cominciando dal 
suddetto casello fino all' incontro .della mulattiera Magnalupo 
con la via nazionale; 



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1342 LSaOI E BEC&ETI BEL BBOKO d'ITALIA - 1906 

d) a nord-est, la vìa nazionale, cominciando dsd suo in- 
contro con la mulattiera Magnalupo, fino a Ponte Lungo. 

34. — Comune di San Pietro Avellana. 
Vi sono dtte zone malariche. 
La prima zona malarica ha per limiti: 

a) ad ovest, il confi ae comunale San Pietro Avellana- 
Castel di Sangro, cominciando dal punto di questo confine, 
presso la contrada San Nicola, a 1000 metri dal fiume 
Sangro, fino all'incontro dei tre confini San Pietro Avellanar 
Castel di Sangrc-Roccaraso ; 

b) a nord-ovest, il confine San Pietro Avellana-Rocca- 
raso, per tutta; la sua lunghezza ; 

e) a nord, il confine San Pietro Avellana- Ateista per 
tutta la sua lunghezza, e poi il confine San Pietro AvellsuMr 
Castel dal Giudice, cominciando dal Sangro fino all' incontro 
del detto confine con la mulattiera detta delle Serre^ che 
da Castel del Giudice conduce a San Pietro Avellana; 

d) a sud-ovest^ la via delle Serre, cominciando dalla 
sua intersezione col confine San Pietro Avellana-Caat^ del 
Giudice, fino all'estremo sud delle masserìe dei Cerri; 

e) a sud, il rettifilo che, partendo dall'estremo sud 
delle masserie dei Cerri, porta al punto del confine S. Pietro 
AveUana-Castel di Sangro, a 1000 metri dal Sangro presso 
la contrada San Nicola. 

La seconda zona malarica ha per confini: 

a) a nord, il rettifilo che unisce il punto d'incontro 
della mulattiera per Forlì del Sannio con il confine S/ Pietro 
Avellana-Castel di Sangro, con il punto d' incrocio del trat- 
ture con la mulattiera detta della masseria di S. Giovanni, 
e poi questa mulattiera fino . al suo incontro col confine 
San Pietro Avellana-Vastogirardi; 

b) a sud-est, il confine San Pietro Avellana-Vastogi- 
rardi, pomiilciando dal suo incontro con la mulattiera della 
masseria. di §an Giovanni, fino al confine San Pietro Avel- 
lana-Vastogirardi 9, Castel di Sangroi; 

e) a sud-ovest, il confine con Castel di Sangro^ coznin- 



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LSOOI £ DSCBETI DEL REGNO d'iTAIJA - 1905 1343 

ciando dal triconflne anzidetto, fino al punto d'incontro del 
confine San Pietro Avellana-Castel di Sangro con la mu- 
lattiera per Forlì del Sannio. 

35. — Comune di Sepino. 

Vi è una sola zona malarica, i cui limiti sono : 

a) a nord, i confini comunali di Sepino con San Giuliano 
del Sannio e con Oercepiccola, per tutta la loro lunghezza; 
h) ad est, il confine comunale di Sepino con Cercemag- 
giore per tutia la sua lunghezza; 

e) a sud, il confine comunale di Sepino con Santa Croce 
del Sannio, cominciando dal punto ore s'incontrano i tre con- 
fini di Séinno, Gercemaggiore e Santa Croce, fino al punto d'in- 
contro del detto confine Sepino-Santa Croce con la ferrovia; 

d) ad est ancora, il rimanente tratto del sunnominato 
confine comunale Sepino-Santa Croce del Sannio, compreso 
fra la ferrovia ed il punto d'incontro dei tre confini Sepino- 
Sauta Croce del Sannio-Sassinoro ; 

e) a sud ancora, la parte del confine comunale Sepino-Sa»- 
sinoro compresa fra il punto d'incontro dei tre confini Sepino^ 
Santa Croce del Sannio-Sassinoro e l'intersezione del sunnomi* 
nato confine Sepino-Sassinoro con la via del hosco Colatorre; 

f) ad ovest, la via del bosco Colatorre, cominciando dal 
suo incontro col confine comunale fino al ponte di San Rocco 
sul torrente Tappone; poi il corso del Tappone fino al suo in- 
contro con la stradetta di accesso al tiro a segno, e quindi que- 
sta stessa strada fino alla rotabile; poscia il confine ovest della 
zona è dato dalla rotabile fino alla cosi detta Fontanella, e. da 
questa Fontanella, dalla vìa del Ponte delle Tavole sino al tor- 
rente SaracLQo; quindi dalla via dell' Altilia fino alla Croce Ma- 
glieri, e, da questo ultimo punto, dalla via dei Cantoni, interse- 
cando il torrente Magnalupo e continuando lino ad incontrare 
il tratture al vallone Cupo; finalmente dal tratture fino al suo 
incontro col triconfine Sepìno-San Giuliano Guardiaregia. 

36. — Comune di Sessano. 

La zona malarica ha per confini:. \ 

a) a nord, la strada che dalla borgata Coste (pasisando 



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1344 LEGGI E DECHETI DEL EBGKO d'iTALIA - 1906 

per la borgata Pantanello e per le contrade Fonte Castalda 
e Fonte la Taverna) va alla stazione ferroviaria, comin- 
ciando dall'incontro della strada denominata Le Coste col 
vallone di Miranda (detto volgarmente la Rava) fino alla 
stazione sunnominata; 

b) ad est, la linea ferroviaria, cominciando dalla sta- 
zione di Sesf^ano, fino al suo incontro col confine comunale 
Sessano*(!arpinone ; 

e) a sud, il confine comunale Sessano-^Carpinone co- 
minciando dal suo incontro colla ferrovia fino al triconfine 
Sessano-Carpinone-Pesche; indi il confine di Sessano con 
Pesche, cominciando dal triconfine suddetto fino all'incontro 
del già nominato confine Sessano-Pesche con il fiumarelio 
di Case Resine (che si trova sul prolungamento del corso 
del vallone di Miranda o Rava e va a terminare col Rio 
Fonte la Satta che va nel territorio di Carpinone) ; 

d) ad ovest, il detto fiumarelio di Case Resine, comin- 
ciando dal suo incontro col iconfine. Sessano-Pesche, fino al 
suo incontro con la strada delle Coste. 

37. — Comune di Toro. 

Vi è una zona malarica,, cosi delimitata: 
a) a nord, dalla sponda sinistra del torrente Fiuma- 
relio per tutta la lunghezza per la quale questo forma con- 
fine fra Toro e San Giovanni in Galdo; 

. b) ad est, dal confine con. Monacilioni, per tutta la sua 
lunghezza; poi dal confine con Pietracatella, cominciando 
dall'incontro dei tre confini di Toro, Monacilioni e Pietra- 
catella, fino all' incontro del confine di Pietracatella col tor- 
rente Tappino; 

e) a sud, dalla sponda destra del Tappino, cominciando 
dall'incontro col confine di Pietracatella, fino ali* incontro 
del Tappino col confine di Campodipietra; 

d) ad ovest, dal confine con Campodipietra cominciando 
dal punto d* intersezione con la sponda destra del Tappino, 
fino al punto d' incontro col ciglio superiore del regio tratture; 

e) a nord ancora, a partire dal pimto suddetto, dal 



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I.EGGI R DECBETI DEL REOITO d'iTAJLIA - 1905 1^5 

regio tratluro (lungo il suo ciglio superiore), fino ad incon- 
trare la sponda sinistra del Tappino presso la località detta 
Bosco dì Toro; 

f) ad est e poi a sud ancora, a partire dal detto punto, 
da una linea parallela alla sponda destra del Fiumarello, e 
dìstantiB da questa metri 250 fino ad incontrare il confine 
con San Giovanni 4n Gaido, poco lontano dal punto d'incontro 
dei tre confini di Toro, San Giovanni e Gampodipietm ; 

g) ad ovest ancora, «omincisAdo dal detto punto, dal 
confine con San Giovanni in Gaido fino al punto d'incontro 
col Fìumarello- 

38. — Comune di ToùtWL 

Vi è una sola zona malarica situata ad est dell'abitato di 
Tofara, e cosi delimitata: 

a) a nord, dal confine con Celenza Valf ortore per tutta 
la sua lunghezza; 

b) a nord-est, dal confine con San Marco la Catola, 
pure per tutta la sua lunghezza; 

e) ad est, dal confine con San Bartolomeo in Gtaldo, 
pure per tutta la sua lunghezza; 

d) a sod, dal confine con Caetelvetere Valfortore, eo* 
mineiando dal Fortoce, risalendo il oonfine per la lunghazea 
di 300 m0Èri; 

e) ad overt, a paptirs dal datto punto, da una linea retta 
fino ad incontnare il moUno Giglio; indi da U2ia retta fino 
alla masseria Porcarelli, e poi da altra retta fino ad incon^ 
trare il confine oon Gambatesa a 300 metri dal fiume Fortore; 

f) a nord ancora, a partire dal detto punto, dal oon- 
fine con Gambatesa, fino a rag^ungere il Fortore. 

TittOi éPordine di 8, M.\ 

Il niid»ifttro d«ir interno 

A. FOftTIB. 



85 — VoL. II. - 1905. 



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1346 LEGGI E DECRETI DEL EEGXO d'iTALIA - 1905 

N. 164 JU N. i64 




Regio Decreto che indice tm esame suppletivo all'impiego 
di tifficiale d^ ordine di classe transitoria nel Ministero 
del tesoro, 

13 aprile 1905. 
{Ptibklka0 nMÌla GaMxetta VffioiaU del B^gmil 10 maggio 1905, n. HO) 

VITTORIO EMANUELE HI 

PKR ORAZIiL DI DIO S PER VGLONTI DBLLA NASOMB 
BB D'ITALIA 

Visto l'art. 3 della legge 23 giugno 1904, n. 258; 

Visto il Nostro decreto 30 giugno 1904, n. 324, col quale 
gli scrivani avventìzi, i cottimisti ed i commessi fiduciari 
del cassiere speciale dei biglietti a debito dello Stato, del 
tesoriere centrale e dell'agente contabile dei titoli del de- 
bito pubblico in servizio del Ministeì^o del tesoro alla data 
della pubblicazione della legge 23 giugno 1904, n. 258, 
vennero ammessi all'esame di idoneità per l'impiego dì 
ufficiale d'ordine di classe transitoria nel Ministero del tesoro; 

Visto il parere n. 724-112 emesso dal consiglio di Stato 
nell'adunanza del 10 febbraio 1905; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 
É indetto un esame suppletivo all' impiego di ufficiale di 
ordine di classe transitoria nel Ministero del tesoro, al quale 
saranno ammessi, in seguito a loro domanda, coloro che 
rimasero soccombenti nell'esame bandito col Nostro decreto 
30 giugno 1904, n. 324. 



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LEGGI E DECEETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1347 

Art. 2. 
Detto esame avrà luogo nei giorni che saranno fissati con 
decreto ministeriale, in base alle norme stabilite dal decreto 
30 giugno 1904, n. 324, e i dichiarati idonei saranno gra- 
duati fra di loro secondo la rispettiva anzianità di servizio 
e collocati in graduatoria dopo gli approvati nell'esame ban- 
dito col predetto regio decreto. 

Art. 3. 
Per Tassistenza all'esame e pel giudizio degli elaborati è 
confermata la commissione nominata con decreto ministe- 
riale 11 novembre 1904, n. 8897. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia^ mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 13 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Regirtrato eUla Corte dei conti addi 6 maggio 1905. 

Reg. 22. AtU del Governo a /. 61. P. Mszzvm. 
Luogo del Sigillo. V. H Qnardasigmi C. FINOCCHIAHO-APRILE. 



Gargano. 



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1348 LEGGI E DECKETI DEL BEGNO d'iTALIA - 19Q5 

N. 163. A N. I6S. 




Reqio Decebto cfie proroga V applicazione delle norme con- 
cementi la misura delle reti permesse e delle maglie 
di esse nelle acque del lago di Como, e dei laghi di 
Garlate^ di Moggio e di Olginate. 

3 af^rUe 19&g. 
(^P%Mlii^io mh QaMfjat» Vffi^^ ^-'^ ^<Vn^ ^* ^ maggio 19Q&, ^. UQ; 

VriTOmO EMANUELE lU 

PIE aUkUX DI DIO B PBR VOLONTÀ DKLLÀ 1IA2I0IIB 
BB D'ITALIA 

Visto il Nostro decreto dell'8 maggio 1904^ n. JL7^^ che 
disciplina la pesca nel lago di Como e nei laghi di Garlate, 
di Moggio e di Olginate; 

Vista la istanza d^i peseatpri ii^r^s^ati ; 

Visti i pareri degli enti locali; 

Visto il parere del consiglio di Stato; 

Udito il Consiglio dei minijitri; 

Ritenuta la oppartmiità ,^1 QOftcedepe una dilmone mag- 
giore (che il consiglio di Stato ritiene sufficiente se accor- 
data per un altro anno) di quella consentita, dall'art. 2 
del su citato decreto reale, ai pescatori, per uniformarsi 
alle disposizioni sulla misura delle reti permesse esuU'am- 
pìezza delle maglie di queste nelle dette acque ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per Tagricoltura, l'industria e il commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
11 termine consentito dal regio decreto 8 maggio 1904, 
n. 176, ai pescatori del lago di Como, e dei laghi di Gar- 



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LEGGI E DECRETI DKL REGNO D*XTALIA - 1905 1349 

late, di Moggio e dì Olginate, per uniformarsi alle nuove 
dispo8izìom riguardanti la misura delle reti permesse e l'am- 
piezza delle maglie di queste in quelle acque è prorogato 
fino a tutto maggio 1906. 

Ordimamo ohe il presente decreto, munito del sigillo detto 
Stato, aia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 13 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Beffiitroio alla CorU dei ccfnH addi 6 maggio 1905. 

%. SS. Am'dél GotéhHo d f. (7. f. MBttBm. 
Imgo dd mgOlo. V. U Ooardasiilll C. FINOCCmARO-APRILE. 



A. FORTIS* 

Rava. 



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1350 LEGGI E DECEETI DEL KEGNO d'iTALIA - 1905 

N. 166. A N. 166. 




Regio Decreto che chiama Von. comm. Rubini Giulio^ de- 
putato al Parlamento^ a far parte della commissione 
tecnica per gli istituti di previdenza^ in sostituzione i 
deWon, Fasce Giuseppe. 

SO aprile 1905. 
(pyhblitaiù nelta^ Qui ietta XJffidaU del lUgno V\\ maggio 1005, n. Ili) 



VITTOBIO EMANUELE IH 

PER OFUZIA DI DIO K PER YOLOIITI DELLA NAZI01IB 
BB D'ITALIA 

Visto l'art. 24 deUa legge 14 luglio 1898, n. 335, rela- 
tiva alla ìstitu2:ione di una cassa pensioni per i medici 
condotti, col quale si prescrive la costituzione d'una commis- 
sione tecDÌca estesa a tutti gli istituti di previdenza ammi- 
nistrati dalla cassa dei depositi e dei prestiti per soprain- 
tendere alla gestione economica e finanziaria degli istituti 
stessi ; 

Veduti Fari 6 deUa legge 7 luglio 1902, n. 302, rela- 
tiva air istituzione dì una cassa di previdenza per gli im- 
piegati tecnici straordinari del catasto e dei servizi tecnici 
finanziari ; Tart- 40 del testo unico delle leggi sul monte 
pensioni per gli insegnanti elementari, approvato col regio 
decreto 2 luglio 1903, n. 430, e l'art. 35 della legge 
6 marzo 1904 che istituisce la cassa di previdenza e di 
pensione a iavore dei segretari ed altri impiegati comu- 
nali ; coi quali articoli si danno le norme per la costituzione 
della precitata commissione tecnica e si stabiliscono le sue 
attribuzioni per ogni singolo istituto; 



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LEGGI E DECRETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 1361 

Veduti i Nostri decreti 24 maggio 1900 e luglio 1900 coi 
quali si nominavano i membri componenti la commissione 
tecnica per gli istituti di previdenza amministrati dalla cassa 
depositi e prestiti; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato pel 
tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

É chiamato a far parte della commissione tecnica per gli 
istituti di previdenza amministrati dalla cassa depositi e pre- 
stiti Ton, comm. ing. Rubini Giulio, deputato al Parlamento, 
in sostituzione dell' on. Fasce prof. Giuseppe, 'deputato al 
Parlamento, nominato sottosegretario di Stato pel tesoro. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo deDo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 20 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Begittralo alla Corte dei conti addi 6 maggio 1Q05. 

Rig. 22. Atti del Go^mmo a f, 60. F. Mkzzbtti. 
hmgo del Sigillo, V. U GaftrdaBigiUi C. FINOCCHI ARCA PRILE. 



Gargano 



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1352 X-EQOI E DECfiÈTI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

N. 167. i& N. 167. 




Regio Decreto che istituisce una commissione con V inca- 
rico di riferire al Governo sulla convenienza del ri^ 
scatto delle ferrovie meridionali, 

22 aprile 1905. 
(PubblitiX^ n^l^a (?«w/rtte Uffiaiak M Hégno il 9 faggio 1906, fi. 109) 

VraOElO MAKUMiE HI 

nOt 0RA1IA DI DIO E PER VOLONTÀ t>^Lhk HAStOHÈ 
E£ B'ITALlJli 

VisU la legge 16 aprile 1905, che proroga al 20 mag- 
gio pros.nmo vnniuro il termine utile per la difl&da relativa 
al ri:^oatto delle strade ferrate meridionali; 

Visto l'art- 25 dell'altra legge del 22 aprile 1906, col 
quale vengono conferite al Governo le facoltà necessarie 
per adottare i provvedimenti ravvisati opportuni pel caso in 
cui non si a4ldi venga al riscatto delle strade ferrate predette; 

Ritt)uuta la necessità di trarre dagli studi jSnora com- 
piuti e dagli elementi raccolti definitive conclusioni sulla 
convenieozaj o non, del riscatto in parola, e di avvisare 
così sulle condizioni alle quali il riscatto dovrebbe effet- 
tuaraij come sui provvedimenti da adottare qualora il ri- 
scatto non apparisse consigliabile ; 

Sulla proposta del presidente del consiglio dei ministri, 
e dei ministri del tesoro, dei lavori pubblici e dell'agricol- 
tura, industria e commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
É istituita una commissione con l'incarico di riferire al 
Governo, non più tardi del 10 maggio 1905: 



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LEGGI E DECRETI DEL REG2JO d'iTALIA - 1905 1353 

« Se convenga, ed a quali condizioni subordinato, il 
FÌscatto delle strade ferrate meridionali, e quando il riscatto 
si reputasse non conveniente, quali provvedimenti occorre 
adottare, sia in rapporto al trattamento del personale, sia 
nei riguardi delle tarifle pei trasporti nelle regioni servite 
dalle strade ferrate medesime ». 

Art. 2. 
La commissione dì cui all'art. 1** è cosi composta: 

Senatori 
Casana barone Severino ; Colombo comm prof. Giuseppe ; 
Finali cav. Gaspare. 

Deputati 
Cannine ing. Pietro; Guicciardini conte Francesco; Mas- 
siminì aw. Fausto. 

Funzionari 

Avvocato generale erariale, comm. Adriano De Cupis, 
senatore ; direttore generale del tesoro, comm. Serafino Zin- 
cone ; ragioniere generale dello Stato, comm. Emilio Melani ; 
vìae4spettore generale delle strade ferrate^ comm. Icilio Cai- 
veri; regio ispett'Ore capo delle strade ferrate, comm. Ip- 
polito Saint-Cyr. 

Ondiniaaio che il iweseote decreto, munito à«ì sigillo deUb 
Stato, sia inserto nella raccolta ufflciaJe deUe leggi e dei decorati 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osaetYsre. 

Dato a Roma, addi 22 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

Bs^émBoto alia Corte dei eonU addi 9 maggio 1005 
Méjf, M. AtH éM Bocé-nó a f. 6^7. P. MÉeììtrrL 

éM mgUk y. n Onartaligtlli C. PINOGGHIARO^APRILE. 

A. Fouris. 
Gargano. 
Carlo Ferraris. 
Rava, 



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1364 LEaoI E DECHETI BEL REGNO D'TIMXk - 1905 

N. 168. A N. 168. 






Regio Decreto che nomina gli onorevoli aw. Francesco 
Girardi ed ing. Leone RomaninrJacur, deputati al Par- 
lamento^ a far parte della commissione di riferire al 
Governo le questioni relative al riscaito delle strade fer- 
rate meridionali^ in sostituzione degli onorevoli ing. Pie- 
tro Carmine e comm, Francesco Guicciardini. 

29 aprile 1905. 
(FMkàìiù<m nella GatMétta VffMuU dèi Regno U 9 maggio 1905, n, 109) 



VITTORIO EMANUELE HI 

Pia QRfZIA DI DIO E PER YGLOMTJL DELLA NAZIONB 
RE B^JLTALIA 

Visto il Nostro precedente decreto in data 22 aprile 1906 
col quale fu istituita una commissione con T incarico di ri- 
ferire al Governo, non più tardi del 10 maggio p. v., sulle 
questioni relative al riscatto delle strade ferrate meri- 
dionali ; 

Sulla proposta del presidente del consiglio dei ministri, 
dei ministri del tesoro, dei lavori pubblici e dell^agricoltura, 
industria e commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
In sostituzione degli onorevoli ing. Pietro Carmine e 
conte Francesco Guicciardini, deputati al Parlamento, che 
non poterono accettare Io incarico, sono nominati a far 
parte dell'anzidetta commissione gli onorevoli aw. Fran- 
cesco Girardi e ing Leone Romanin-Jacur, deputati al Par- 
lamento, 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1355 

Ordiniamo ohe il presente deoreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raecolta uffioiale delle leggi e dei deoreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. , 

Dato a Roma, addi 29 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



lU^isttalo alla Corte dei etmU addi 9 maggio 10C6. 

Beg, 22. AtH del Qwamo a f. 6S. F. MuEvrn. 
LMgo del Sigillo. V. U Gnardasigmi C. FINOCCHIARO-APRILE. 



A. FORTIS. 

Caroano. 
Carlo Ferraris 
Rava. 



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13B6 LEGGI r DECERTI BEL BEOKO u'iTAXIA - 1905 



N. 169. am N. ina 




Regio Decreto che nomina Von- comm, Valentino Cer-- 
rw/i, senatore del Regno ^ a far parte della commissione 
con r incarico di riferire sul riscatto delle ferrovie me- 
ridionali in sostituzione delVon, comm. Giuseppe Co- . 
tornio. 

30 aprile 1905. 
{FttbòliGiaù Hiiìa QaM9€tUi UfTiciaU dal Bàgw^ il 9 maggio 1905, n. 109} 



VITTOBIO EMAKUKLE UI 

?1E GRAZIA DI DIO S PER VOLOXTX DELLA NA/JONl 
RI D ITALIA 

Visto il Nostro precedente decreto in data 22 aprile 1905 
col quale fu istituita una commissione con V incarico di ri- 
ferire al Ooverno, non più tardi del 10 maggio p, v. sulle 
questioni relative al riscatto delle strade ferrate meri- 
dionali ; 

Sulla proposta del presidente del consiglio dei ministri^ 
dei ministri dei tesoro, dei lavo ri pubblici e dairagricol- 
tura, industria e commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 

In sostituzione dell'onorevole comm. prof. Giuseppe Co- 
lombo, senatore del Regno, ohe, per impedì mento soprav- 
venuto, ha dovuto rinunziare air incarico, è nominato a far 
parte deiranzìdetta commissione l'onorevole comm* profes- 
sore Valentino Cernirti» senatore del Regno. 



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LEGGI E DECRETI DEL BEGXO d'iTALIA - 1903 1357 

Ordiniamo ohe il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, m inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osseirario ^ 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi SO aprile 1905. 
VITTOJIIO EMANUELE 



tUgiiIrak) Ma Corte dei eonft addi 9 maggio 1905. 

Btg. 22. AtH del Governo a f. 69. F. Mbzzbtti. 
Utogo dd Sigillo, y. O i6u%r4i»f^9Uiì C. FINOCCHURO^PBILE. 



A- FORTIS. 

Caroano. 
Carlo Ferraris. 
Rava. 



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1358 LEGGI E DECRETI DEL HEGXO d'iTALIA - 1905 

N. 170. A N. 170. 

Legge che autorizza una maggiore assegnazione di lire 
350^000 pel completamento dei lavori di costruzione 
del palazzo delle poste e dei telegrafi in Milano. 

20 aprile 1905. 
iPuifblkaia nella Gatzetia UffleicUt d$l Regno il 12 maggio 1905, tt. 112j 



VITTOBIO EMANUELE m 

PER aRAZU DI DIO S PSR VOLONTÌ DILLA MAZIOlll 
£1 D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvarlo; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art- 1. 
Nella parte straordinaria del bilancio del Ministero delle 
poste e del telegrafi è autorizzata una maggiore assegna- 
zione di lire 350,000 per provvedere al completamento dei 
lavori di costruzione del palazzo delle poste e dei telegrafi 
in Milano, la quale somma farà carico per lire 180,000 al- 
Fesercizio 1904-905 e per lire 170,000 all'esercizio 1905- 
1906. 

Art. 2. 
È approvata l'annessa convenzione stipulata il 26 giugno 
1903 in Milano fra l'impresa Ignazio Zanini ed i rappre- 
sentanti del Ministero delle poste e dei telegrafi, nella 
quale sono stabilite le condizioni per l'anticipata ultimazione 
dei lavori. 

Art. 3. 

La detta convenzione sarà registrata col diritto fisso di 
lire L20. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1360 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
^'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os^ 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 20 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 
^90 del SigUìo. V. H Goardasigim C. FINOCGHIARO-APRILE. 

morelu gualtierotti. 
Carcano. 



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1360 LEGGI E DECHETI DEL REGXO d'iTALIA - 1905 



CONVENZIONE 

fra ramministrazione delle poste e telegrafi e T impresa ZaRlnilgnazio 
per I accelersmlBnto dei lavori di costruzione del palazzo delle po- 
ste e telegrafi in Milano 



Premesso che in seguito a richiesta dell' impresa Zanini 
per stabilire le condizioni alle quali essa avrebbe anticipato 
l'ultimazione dei lavori del palazzo delle poste suddetto, in 
confronto col tempo fissato nel contratto di appalto in data 
7 novembre 1902, Sua. Eccellenza il Ministro delle poste e 
telegrafi ha stabilito che si addivenisse a opportune tratte^ 
ti ve con r impresa stessa; 

Che a queste trattative presero parte, per conto del dBtto 
Ministero, il sig. cav. Carlo Civallero, ispettore centrale, e 
r ingegnere del genio civile di Milano; 

Si è addivenuto con il pieno accordo di tutti i funzio- 
nari suddetti, e sentito pure il parere favorevole del si- 
gnor ispettore compartimentale del genio civile, alla presente 
convenzione : 

Art. 1. 

L'amministrazione delle poste e telegrafi, corrisponderà 
all'impresa Zanini Ignazio un premio di lire 60,000 (lire ses- 
santamila) nelle quali sono compresi i premi allo stesso 
scopo assegnati dal municipio e dal comitato dell'esposizione 
di Milano nel 1905 sempre quando la suddetta impresa con- 
segni, ultimati e pronti al servizio, all'amministrazione ap- 
paltante, i locali di cui al successivo art. 4, entro il 15 gen- 
naio 1905 e terminati tutti i lavori che le sono stati appaltati 
in forza del contratto 7 novembre 1902 entro il 15 aprile 
1905. Detto premio s'intende netto da ogni ribasso. 



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LEGGI E DECRETI Dix ui:(;no d'itaua - 1005 1361 

Art. 2. 
Il premio sarà corrisposto in una sola rata in base ad 
apposito certificato di pagamento da rilasciarsi dall'ufficio 
del genio civile col corredo di due distinti verbali di con- 
statazione, da compilarsi dallo stesso ufficio il 15 gennaio 
ed il 15 aprile 1905 in contradittorio dell'impresa e con 
l'intervento di un ispettore ministeriale appositamente a ciò 
delegato dal Ministero delle poste e telegrafi. 

Art. 3. 
Qualora uno od ambedue i suddetti certificati riescano 
negativi, non si farà luogo alla concessione di premio di 
sorta, e resterà in pieno vigore il contratto principale in 
tutte le sue partì e come se la presente convenzione non 
avesse avuto luogo. 

Art. 4. 
I locali che dovranno essere consegnati per il 15 gen- 
naio 1905, sono i seguenti: 
a) tutto il sotterraneo; 
h) tutto il pianterreno; • ^ 

e) tutto l'ammezzato; 

{Q tutte le scale, meno quella riservata all' impresa nel 
successivo articolo, fino al 15 aprile 1905. 

I locali in parola dovranno essere in perfetto assetto e 
tali da poter essere immediatamente occupati dall'ammini- 
strazione postale e telegrafica. 

Art. 5. 

Dal 15 gennaio al 31 marzo 1905 l'impresa potrà man- 
tenere tutti i ponteggi compresi gli estemi, purchò la loro 
parte inferiore, e cioè quella che fronteggerà il piano ter- 
reno e l'ammezzato, sia ridotta per modo da non togliere 
luce agli ambienti consegnati e da permettere la completa 
tttilizzazione delle porte e finestre relative. 

L' impresa potrà tener per sé la scala situata nell'angolo 
nord-ovest dell'edificio rendendone, con opportuni muricci 
provvisori, indipendente l'accesso del rimanente dell'edificio. 

85 -. VoL. n. - 1905. 



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13(32 LEGGI E DECRETI DEL HEGXO d'iTALIA -. 1905 

Le altre scale saranno sbarrate all'altezza del primo piano 
in modo che non possano dall'alto cadervi calcinacci, de- 
triti od altro. 

Al 15 aprile tutti 1 locali dovranno essere c(»npletamente 
ultimati, rimossi i ponteggi, ultimate e scoperte le facciate 
e consegnato Tediflcio airamministrazione in completo as- 
setto. 

Art. 6. 

In base ai prezzi stabiliti nell'elenco senza ribasso d'asta, 
r impresa si obbliga ad eseguire i lavori di adattamento di 
apparecchi, mensole e sostegni per fili, fori nei muri e si- 
mili, che le fossero richiesti in tempo opportuno dairam- 
minìstrazione postale^ e telegrafica, per modo che conse- 
gnati i locali si possa senz'altro portarvi gli apparati. 

Di tali lavori sarà compilato un conto speciale separato, 
indipendentemente éa, quello relativo al contratto principale. 

Art. 7. 
La presente convenzione andrà inmiediataimente in vigore, 
sempre riservata la superiore approvazione. 

Milai^o, 26 giugno 1903. 



IJ* ispettore d^l^e poste e telegrcifi 
Carlq Cxv/l^.lbho. 

^' ingegnere capo del genio civile 
B. Sanjust di Tbulada. 

V impresa assuntrice 
Zakini Ignazio. 



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LEGGI E DKf UETI DKL RKGXO d'iTALIA - 1905 1363 



N. 171. Jk N. 171. 



^*H|Pr 



Regio Decreto che dà piena ed intera esecuzione air- 
raccordo per la repressione detta « tratta delle bianr 
che ». 

9 aprile 1906. 
(P%MUm%o n$Uo GasMem UfjflùiaU d§l JUgno il 13 maggio 1905, n. 113) 



YTTTOBIO EMANUELE ffl 

PBR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Visto l'art. 5 dello statuto fondamentale del Regno; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli aflfari esteri, di concerto col presidente del consiglio dei 
ministri, ministro dell'interno, e col ministro di grazia e 
giustizia e dei culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Piena ed intera esecuzione è data all'accordo per la re- 
pressione della « tratta delle bianche », firmato a Parigi, 
tra l'Italia e vari Stati, il 18 maggio 1904, le cui ratifiche 
furono scambiate nella stessa città il 18 gennaio 1905. 



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1364 LEGGI E DECRETI DEL REGXO d'ITALIA - 1905 

Ordiniamo che il presente decreto, niunito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufflciaJe delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 9 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



MéffùtnOo alla Ooru ad taM ttddi 8 maggio 1906. 

BUg. 82. Ani d$l Qmfmmo a f. 64. ¥. Mannm. 
Luogo M SigiUo T. B QwrdMigflli 0. F1N0CCHIAR0-APR1LB. 



A. FORTIS. 

TlTTONI. 

C. FmOCOHrARO-APRILE 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1365 

ACCORDO INTERNAZIONALE 
per la repressione della < tratta delle blanebe » 



(18 maggio 1904) 



Sa Majesté l'Empereur d'AUemagne, Roi de Prusse, au 
nom de TEmpire allemand; Sa Majeerté le Roi des Belges; 
Sa Majesté le Roi de Danemark; Sa Majesté le Roi d'Espa- 
gne ; le Président de la République Frangaise; jSa Majesté le 
Roi du Royaume-Uni de la Grande-Bretagne et d'Irlande 
et des possessions britaimiques au óJélk des mers, Bmpereur 
des Indes; Sa Majesté le Roi d'ItaUe; Sa Majesté la Reine 
des Pays-Bas; Sa Majesté -le Roi de Portugal et des Al- 
garves; Sa Majesté l'Empereur de toutes les Russies;,Sa 
Majesté le Roi de Suède et de Norvège, et Je Conseil Fe- 
derai Suisse, désireux d'assurer aux femmes majeures, abu- 
Bées ou contrainteSy cornine aux femmes et filles mineures, 
une protection efficace eontre le traflc crimìnel connu sous 
le nom de « Traite des Blanches y>j ont résolu deconclure 
un Arrangement à l'eflfet de concerter des mesures propres 
à atteindre ce but, et ont nommé pour leurs Plénipoten- 
tiaires, savoir: 

SA MAJESTÉ L'EMPEREUR d'aLLBMAONE, ROI DE PRUSSE : 

S. A, S. le Prince de Radolin, Son Ambassadeur Extraor- 
dinaire et Plénipotentiaire près le Président de la Répu- 
blique Francaisej 

SA MAJESTÉ LE ROI DES BELGES : 

M. A. Leghait, Son Envoyé Estraordina^ire et Ministre 
Plénipotentiaire près le Président de la République Fran- 

caise; 



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1386 LKOGI K DECRETI DEL REGNO d'iTALI.\ - 1905 

SA UUEBTÈ LE ROI DE DANEMARK : 

M. le Comte F. Reventlow, Son Eavoyé Extraordinaire 
et Ministre Plénipotentiaire près le Président de la Répu- 
blique Francàise; 

SA MAJESTÉ LE ROI d'ESPAQNB : 

S. Exc. M. F. de Leon y Castillo, Marquìs de Muni, Son 
Ambassadeur Extraordinaire et Plénipotentiaire près le Pré- 
sident de la République Frangaise; 

LE PRÉSIDENT DB LA RÉPUBLIQUE FRANgAISE : 

S. Exc. M. Th. Deicassé,' Député, Ministre des Affaires 
Etrangères de la RépuWiqtie Frameaise ; 

SA BIAJB^é LE ROI DU ROFAUME-UNI DB LA ORANOB^RETAGNE 
ET d'iRLANDE et DBS P08SESSI0N8 BRITANNIQUE8 AU DELÀ 
DBS MBRS, BIIPBREUR DBS INDBS : 

S-' Exc, Sir Edmund Monson, Son Ambassadeur Extraor- 
diliail:*e et Plénipotentiaire près 'le Président de la Répu- 
blique FraiiQaise; ^ 

SA MAJESTÉ LE ROI i^' ITALIE: 

S. Exc. M, le Comte ToniieUi Brusati dì Vergano, Son 
Ambassadeur Extraordinaire et Plénipotentiaire pt*s le Pré- 
sident de la République Francaìse; 

SA MAJESTÉ LA REINB DES PATS-BAS : 

M. le Chevalier de Stuers, Son Envoyé Extraordinaire 
et Ministre Plénipotentiaire près le Président de la Répu- 
blique Frangaise; 

SA MAJESTE LE ROI DB PORTUOAL BT DBS ALGARVES: 

M. T. de SouzarRpisa, Son Envoyé ExtraK>rdinalre et Mi- 
nistre Plénipotentiaire près le ÌPrésident de la République 
FrauQaise ; 



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LEGGI E DECRETI DEL REGXO d'iTALIA - 1905 1367 

SA MAJESTÉ L^EMPEREUR DE TOUTES LES RUSSIES : 

S. Exc, M. de Nelidow, Son Ambassadeur Extraordinaire 
et Plénipotentiaire près le Président de la République Fran- 
gaise; 

SA MAJESTÉ LE ROI DE SUEDE ET DE NORvéoE : 
PCUR LA SUÀDS BT POUR LA NOBVÈOB : 

M. Akennaiiy Son Envoyé Extraordinaire et Ministre Plé- 
nipotentiaire ppès le Président de la République Francaise ; 

ET LE G0N8EIL FIÈDÉRAL SUISSE: 

M, Charles-Edouard Lardy, Envoyé Extraordinaire et Mi- 
nistre Plénipotentiaire de la Confédération Suisse près le 
Président de la République Frangaise ; 

Lesquels, ayaat échangé leurs pleins pouvoirs trouvés en 
benne et due lorme^ sont conrenus des dispositions sui- 
vantes : 

Art. 1. 

Ghacun des GouvemementB contractants s'engage à éta- 
bldr ou à designer une autorité chargéo de centraliser tous 
les renseignements sur l'embauchagie des femmes et fiUes 
en me de la débauclie à Tétranger; cotte Autorité aura la 
faculté de eorrespondre directement avec le service simi- 
lairo établi daiis chacun des autres Etats contractants. 

Art. 2. 

Chacun des Gouvernements s'engage à faire exercer mie 
surveiUance en vue de rechercher,. particulièrement dans 
les gares, les ports d^embarquement et en cours de voyage^ 
les conducteurs de femmes et fiUes destinées à la débauché. 
Des instructions seront adressées dans se but aux fonction- 
naires ou à toutes autres persopnes ayant qualité.à cet effet, 
pour procurer, dans les Umites légales, tou^ rensj»lgnements 
de aatuire & maitre sur la trace d'un trafic crii^inel. 

L'anivée de personnes parai^ssant évidemmen^t étre les 
auteux'Sy ÌM (CompliQes ou les vìctimes d'un tei trafic sera. 



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1388 LKGGI K DECttETI DEL REGNO D'iTALIA - 1905 

sìgnalée, le cas échéant, soit aux autorités du lieu de de- 
stinatiop, soit aux agents diplomatìques ou constilaires in— 
téressés, soit à toutes autres autorités compétentes. 

Art- 3. 

Las Gouvemements s'engagent à faire recevoir, le cas 
échéant et dans les limites légales, les déclarations des 
femmes ou fiUes de nationalité étrangère qui se livrent à 
la prostitution, en vue d'établir leur ìdentité et leur état 
civil, et de recherclier qui les a déterminées à quitter leur 
pays. Les renseignements recueiUis seront communiqués aux 
autorités du pays d'origine desdites femmes ou fllles, en vne 
de leur rapatriement éventuel. 

Les Gouvemements s'engagent, dans les limites légales 
et autant que faire se peut, à confier, A titre provisoire et 
en vue du rapatriement éventuel, les victìmes d'un traflc 
criminel, lorsqu'elles sont dépourvues de ressources, à des 
institutions d'assistance publique ou privée ou à des par- 
ticuliers offrant les garanties nécessaires. 

Les Gouvernements s'èngagent aussi, dans les limites lé- 
gales et autant que possible, à renvoyer dans leur pays 
d'origine celles de ces femmes ou fllles qui demandent leur 
rapatriement ou qui seraient réclamées par les personnes 
ayant autorité sur elles Le rapatriement ne sera effectué 
qu'après enterite sur l'identité et la nationalité, ainsi que 
sur le lieu et la date de l'arrivée aux frontières. — Cha- 
cun des Pays contractants faciliterà le transit sur son ter- 
ritoire. 

La correspondance relative aux rapatriements se fera, 
autant que possible, par la voie directe. 

Art. 4. 

Au cas où la femme ou fiUe à rapatrier ne pourrait rem- 
bourser elle-mème les frais de son transfert et où elle 
n'aurait ni mari, ni parents, ni tuteur qui payeraient pour 
elle, les frais occasionnés par le rapatriement seront à la 
charge du pays sur le territoire duquel elle réside, jusqu'à 



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LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1905 1369 

la prochaine frontière ou pori d'embarquement dans la di- 
rection du pays d'orìgine, ~ et à la charge du pays d*ori- 
gisie ponr le surplus. 

Art. 5. 

Il n'est pas dérogé, par les dispositions des artides 3 
et 4 cl-dessus, aiix conrentions particulières qui pourraient 
exister entre les Gouyemements contraotants. 

Art. 6. 

Les Gouyemements contraotants s'engagent, dans les li- 
mites légaleSy à exércer, autant qu9. possible, une surreil- 
lance sur les bureaux ou agences. qui s'occupent du place- 
ment de femmes ou filles à Tétranger. 

Art. 7. 

Les Etats non signataires sont admis à adhérer au pre- 
sent arrangement. A cet effet, ils notifleront leur intention, 
par layoie diplomatique, au Gouyernement frangais qui en 
donnera connaissance à tous les Etats contraotants. 

Art. 8. 

Le présent arrangement entrerà en yigueur six mois 
après la data de l'échange des ratificationB. Dans le cas 
où rune (les Parties contractantes le dénoncerait, cotte dé- 
nonciation n'aurait d'effet qu'à Tegard de cotte partie, et 
cela douze mois seulement à dater du jour du ladite dé- 
nonciation. 

Art. 9. 

Le présent arrangement sera ratiflé et les ratifications 
seront échangées à Paris, dans le plus bref délai pos- 
sìble. 

En poi de quoi, les plenipotentiaires respectifs ont si- 
gile le présent arrangement et y ont appose leurs cachets. 



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1370 LEGGI E DECRETI DEL REG^O d'iTALIA - 1905 

Fait à Parùi, le 18 mai 1904, eu un seul exemplaire 
qui resterà depose dans les archives du Ministère des af- 
faires etrangères de la République Francaise, et dont une 
copie, certìfiée conforme, sera remise à chaque Puissance 
contractante. 

(L. &) Signé : Rabolìn. 

(L. S.) Signé: A. Leghait. 

(L. S.) Signé: F. Reventlow. 

(L. S.) Signé : F. db Leon y Castillo. 

>{Lr Si) Signé : Oblcassé. 

(L. S.) Signé : Edmund Monson. 

(L. S) Signé: O. Tornielli. 

(L. S). Signé : A. de Stuers, 

(L. S.) Signé : T. de Souza-Roza. 

(L. S.) Signé: Nelidow. 

Pour la Suède et ponr la Norvège 
Le Ministre de Suède et Norvègie : 

{L. S.) Signé: Akerman. 
(L. S.) Signé : Lardy. 



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LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1905 1371 

PROCèS-VERBAL DE SIGNATURE 



Lea plé&ipotentiaiF6S sonssignéa réunis ce jour à Tefifet 
de procéder à la signature de Tarrangement aya&t pour bui 
d'assurer une proteotion efficace contre la « tratte des 
bhmches y>y ont échangé la déclaration snidante en ce qui 
concerne Tapplioation dudit arrangement aux colonies re- 
spectives des j^itats contraotants. 

Art. 1. 

Les Pays sìgnataires de Tarrangement susinentionné ont 
le droit d'y accèder en tout temps pour leurs colonies ou 
possessions étrangères. 

Ils peuyent, à cet effet, soit faire une déclaration gene- 
rale par tequelle toutes leurs colonies ou possessions sont 
comprises dans l'accession, soit notnmer exprèssement celles 
qui y sont comprises, soit se bomer à indiquer celles qui 
en sont sont exclues. 

Art. 2. 

Le Gouyemement AUemand dédare résenrer ses résolu- 
tions au sujet de ses Colonies. 

Le Gouyemement Danois déclare quHI se réserye le droit 
d'adhérer à Tarrangement pour les Colonies Danoises. 

Le Gk)uyemement espagnol déclare résenrer ses résolu- 
tions au sujet de ses Colonies. 

Le Gouyemement Frangais déclare que Tarrangement 
s'appliquera à toutes les Colonies Francaises. 

Le Gouvernement de Sa Majest^ Britannique déclare se 
réseryer le droit d'adhérei: à l'arrangement et de le dénon- 
cer pour chacune des Colonies ou Possessions Britanniques, 
séparément. 

Le Gouyemement Italien decloro que TaiTangement s'ap- 
pliquera à la Colonie de l'Erythrée. 

Le Gouyemement des Pays-Bas déclare que Tarrange- 
ment s'appliquera à toutes les Colonies Néerlandaises. 



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1372 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALLV - 1906 

Le Gouvemement Portugais déclare se réserver de dé- 
cider ultéiìeurement si rarrangement sera mis en vigueur 
dans quelqu'une des Golonies Portugaises. 

Le Qouyernement Russe déclare que rarrangement sera 
applioable ìntégralement à tout le territoire de r£mpire en 
Europe et en Asie. 

Art. 3. 

Les Gouvernements qui auraient ensuite à faire dea de- 
elaratìons au sujet de leurs colonies les feront dans la forme 
prévue à Tarticle 7 de rarrangement. 



Au moment de procéder à la signature de rarrangement, 
S. A. S. le prinoe de Radolin, ambassadeur d'Allemagne, 
demande, au nom de son Gouvernement, ^ faire la deci»- 
ration suìvante: 

De Tavis du Goavemeinent Allemanda les réglmients qui 
pourraient ^exister entre l'Empire Allemand et le pays d'ori- 
^e, concemant l'assistance mutuelle d'indigents, ne sont 
pas applicables aux personnes qui seront rapatriées, en 
vertu du présent arrangement, en passant par l'Allemagne. 

En foi db quoi, les pléDipotentiaires ont signé le pré- 
sent procès-verbal. 

Fait à Paris, le 18 mai 1904. 

Signé: Radolin. 
Signé: A. LEOHArr, 
Signé : F. Reventlow. 
Signé: F. de Leon t Castillo. 
Signé': Dklcassé. 
Signé: Edmund Monson 
Signé: G. Tornielli. 
Signé: A. de Stuers. 
Signé : T. de Souza-Roza. 
Signé : Nelidow. 
Poar la Soòde et ponr la Norvège: 

o 

Signé : Akerman 
Signé: Lardy. 



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LEGGI K DECBETI DEL KKGXO D^ITALLà - 1905 1373 



N. 472. n N. 472. 




Regio Dborvto relativo (Ma istituxiùne 
di un reparto macchine nei regi arsenali marittimi. 

16 aprile 1905. 
ìFì MU ó a l o mlU GagMéUa UfJteiaU del Me^no il 15 ma^pto 19W, w. lUì 

VnrORIO EMANUELE ffi 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DRLLA NAZIONI 
EE D'IYALIA 

Viato il regio decreto 20 giugno 1895, n. 431, che ap- 
prova il regolamento per il servizio delle, direzioni dei la- 
vori e per la contabilità del n^ateriale nei regi arsenali e 
cantieri marittimi; 

Visto il regio decreto 21 aprile 1904, n. 189, che porta 
alcime modificazioni al regolamento suddetto; 

Riconosciuta la necessità d'istituire nei regi arsenali e 
stabilimenti marittimi, presso le direzioni dei lavori, un 
e Reparto Macchine » alla diretta dipendenza del direttore 
delle costruzioni navali; 

Sentito il cfonsiglio superiore di marina; 

Sentito il consiglio di Stato e la corte dei conti; 

Sulla proposta del Nostro ministro per la marina, di con- 
certo col ministro del tesoro ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. L 
Presso ciascuna direzione delle costruzioni navali è isti- 
tuito un reparto, che assumerà la denominazione di « Re- 
parto Macchine », nel quale sarà accentrato tutto il* servizio 
delle direzioni dei lavori inerente al montamento, alla con- 
dotta, alla manutenzione e alla riparazione degli apparati 



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1374 LKGOT K DECRETI TìFX RKGNO d'iTALIA - 1905 

motori del naviglio militare e delle macchine a vapore dei 
regi arsenali o stabilimenti marittimi ; 

A capo (li questo reparto è proposto un twente colon- 
nello macchinista col titolo di « capo del reparto macchine »j 
il quale è alla immediata dipendenza del direttore delle co- 
struzioni Btavali per tutto oiò che riguarda il servizio del 
reparto a lui affidato. 

Art. 2. 

Nelle Msenze del direttore delle costruzioni navali i rap- 
porti tra il vice-direttore che lo surroga ed il capo del rè- 
parto macchine sono regolati come se il direttore fosse pre- 
sente. 

Art* 3. 

Alla immediata dip^idenza del capo del reparto mac- 
chine saranno destinati un maggiore ed un capitano mac- 
chinista. Sarà pure destinato al reparto, dal direttore delle 
costruzioni, un'sudtciente numero di ufficiali macchinisti, di 
disegnatori e di iihpiegati della direziohe costruzioni, in base 
alle richieste del capo reparto. ' ' 

Gli ufficiali macchinisti Imbarcati suUe^ regie navi in dispo- 
nibilità dipenderanno direttamente dal capo del reparto 
macchine per quanto, si riferisce ai lavori inerenti agli 
apparati motori delle* navi sulle ^uali sono fmbarcatì. 

Art. 4. 
Nelle assenze del tenente colonnello macchiniata il re- 
parto macchiBe sarà retto dall'ufficiale maoc]|4nista più ele- 
vato in gpfbdo o più anziano addetto 6^1 reparta* 

Art. 5. 
Il capo del reparto macchine riceve gli ordini e conto 
per Tesecuzione dei lavori emanati dal direttore delle co- 
struzioni aUe offleine di soa competenisa (calderai ^oon an- 
A]9ssi iramierì, toMAti e congegnateri per la parte die pisò 
cenpeter9li);li tiraamette agli ufficiali maechilììsli praposti 
alle officine* tiesse,' ed è responsabile della buona eseoufliùne 
di e^ttL '-^ r -' . .^ , 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITALL\ - 1905 1375 

Nei casi di urgenza ha facoltà di emanare direttamejite 
gii ordilìi yerbtkli e le disposizioni necessarie per la pronta 
esecuzione dei lavori facendone poi immediato rapporto al 
direttore delle costruzioni per averne la sanzione. 

Art. 6. 

Egli fa eseguire dai suoi dipendenti od esegue egli stesso 
frequenti visite a bordo delle navi in riparazione, in dispo- 
nibilità, in allestimento o in disarmo per assicurarsi del 
buono e del rapido andamento dei lavori, della conserva- 
zione ed accurata manutenzione delle macchine a vapore e 
relative caldaie, dando a tal uopo le necessarie disposizioni 
in relazione alle istruzioni in vigore sul servizio degli ap- 
parati motòri. 

Art: 7.' , 

Analogamente per lo scopo indicato neU^àrti&olo precedente 
l'officina calderai, con l'annessa sezione dei ramleri, tubisti, 
col personale tecnico, ed operaio alla stessa assegnato, è 
posta alla dipendenza del capo tepartò. 

Per quanto ha tratto all'offlcina consegnatori ed a tutte 
le altre ofllcine invece la ingerenza del capo del reparto 
macchine è esclusivamente limitata ai lavori che vi si com- 
piono per conto del reparto. 

Arl.'S. 
Sono attribuzioni del capo reparto macchine : 

a) la compilazione d'eUe note dei materiali ed aftri og- 
getti necessari per i lavori jdi,. sua competenza per presen- 
tarla al direttore dèlie 90struzioni per gli ùltÌ3riori ordini 
di acquisto, e la vigilanza suf buono ii^piego e sulla buona 
conservazione dei medesimi; 

b) la tenuta al corrente dei disegni di insieme e di det- 
taglio de^li a{){toTttti motori ed^aUsilitiri delle navi ascritte 
al dipariiéietito nondhè di quelli appltrtenenti alle offleine, 
tenendo a tale uopo speciali cataloghi descrittivi dei pre- 
detti apparati ; 

e) la ^oittèilazione di speciali' rapporti relativi alle pro- 
poste, o progmiì di ihnovaziòne, modifiche o riparazioni, da 



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1376 LKGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

compiersi, corredate da disegni illustrativi debitamente fir- 
mati e vidimati. Tali rapporti dovranno essere diretti al 
direttore delle costruzioni; 

d) la vigilanza sugli apparati motori e ausiliari delle 
navi, torpediniere e barche, galleggianti, ecc., ascritti al di- 
partimento, per curarne la manutenzione e rendersi conto 
dei lavori nécessarìi, servendosi a tale uopo dei propri di- 
pendenti ; 

e) la vigilanza sui pezzi di ricambio degli apparati mo- 
tori delle navi, conservati nei magazzini, aflSnchè essi siano 
custoditi convenientemente ed in condizioni di poter essere 
sempre impiegati; 

f) le proposte del direttore delle costruzioni relative 
alle costituzioni degli inventari ed alle dotazioni dei pezzi 
di ricambio, attrezzi e materiale di consumo per gli appa- 
rati nuovi, e le modifiche che si crede utile apportare alle 
dotazioni degli apparati motori in. esercizio ; 

g) fa compilazione e la teputa delle matricole degli 
apparati motori e dell'archivio tecnico per quanto concerne 
macchine e macchinari ; 

h) il servizio di rifornimento del combustibile e quello 
della produzione dell'acqua distillata. 

Art. 9. 
Presso il reparto macchine dovrà essere custodito e te- 
nuto in ordine per ogni nave upo speciale registro nel quale 
sono indicati sommariamente tutti i lavori di macchine e 
caldaie di cui ciascuna nave ha bisogno, suddividendoli in 
urgenti, necessari ed utili.. Tale suddivisione dovrà essere 
tenuta presente neiresecuzione di vart lavori. 

Art. 10. 
Analoghi registri dovranno essere tenuti in ordine indi- 
canti le caldaie ed i macchinari nuovi o impiegabili esistenti 
nei magazzini. 

Art. 11. 
In r0lazione alla natura ed alla importanza dei lavori da 
eseguire il ,capo reparto potrà richiedere che parte del per- 



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ÌMboi t fiBCSETi DSL ftBONO d'italia - 1905 1377 

sonate militare (macchinisti e fuochisti) sia, in base all'ar- 
ticolo* 40 del regolamento 20 giugno 1895, chiamato a coa- 
diuvare il personale operaio nelle officine. Avrà però sempre 
facoltà di utilizzare il perf^onale militare imbarcato sulle 
navi nei lavori che si eseguono sulle medesime, previo ac- 
cordo con le autorità di bordo. 

Art. 12. 
U capo reparto esercita speciale vigilanza sui lavori di 
montamento degli apparati motori, avendo ai suoi ordini 
Tufflciale macchinista destinato ad imbarcare quale direttore 
di macchina ed essendo per tale incarico all'esclusiva e di- 
letta dipmdeiusa del direttore delle oostnudoni. 

Artia. 

Interviene a tutte le prove di macchina più importanti, 
sia come capo del reparto macchine, sia come delegato del 
direttore delle costruzioni quando questi non crede di. in- 
tervenire personalmente o non si faccia rappresentare da 
altro delegato. 

Art 14. 

Nelle giunte di ricezipne il direttore delle costruzioni in 
seguito a proposta fattane dal capo reparto macchine, de- 
lega un ufficiale msicehinista a prendervi parte ogni qual- 
volta si tratta di ricezione di parti di macchile, di com- 
bustibile di qualsiasi natura, e di materie lubrificanti. 

Il capo reparto è membro di diritto della giunta' supe- 
riore quando questa è . convocata per giudicare dei materiali 
sopraccennati. 

Art. ^5. 

Il capo reparto "vigila che le prove idrauliche e sotto va- 
pore di qualsiasi specie previste dai regolamenti in vigore 
siano sempre seguite inoltrando in tempo le opportu{ie pro- 
poste al direttore d^Ua costruzioni. 

Art 16. 
Ri/a^tte /dl.itiriittore delle costruzioni un rapporto men- 
sile particeiu9ggi*to sullo stato dei lavori in cono^ su quelli 

87 - VoL, II. - ì9jó, w 



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1378 LSaOI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1005 

sospesi, ecc., specificati per ogai singola nav^e, galleg- 
giante, ecc., indicando esattamente l'epoca nella quale ogni 
singolo lavoro o riparazione sarà compiuta, e specificando 
altresì per ogni macchinario principale od ausiliario lo stato 
di manutenzione e conservazione, ecc. 

Art. 17. 
Analogamente in caso di consegna del proprio ufficio re- 
dige uno speciale processo verbale, da cui risulta quanto è 
specificato nell'articolo precedente. 

Art 18. 
Presso la direzione di artiglieria ed arammenti il servizio 
delle macchine, ecc., potrà essere retto da un ufficiale mac- 
chinista alla dipendenza del'direttore di artiglieria, ed ar- 
mamenti. 

' ^ Art. 19. 
Tutte le, disposizioni contrarie a quelle indicate nei pre 
cedenti articoli sono da ritenersi abrogate. 

Art 20. 
n presente decreto entrerà in vigore il 1* ìna^gio 1905. 

' Ordiniajoto che il preeiente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi.e dei decreti 
del Regno d'Italia^ mandando a cubiunque spetti di osservarlo e 
di jbrlo ojsservare. 

Dato a Roma, addi 16 aprile 1905. T 

VITTORIO EMANUELE J. / 

R$g. tt. Aftf <W GotMTfw a /. se. F. BlBom. 

iifofo M mfUi^ y. n Q«snusigflu a finocchiaro-apriul ^ 

e. IClRABKLLO. 

r~ Carcaho, 



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iirnòtT, rmcRkn nw, nisoico d'italia - WOO 1379 

N. i7a JU N. i7a 




Reojo Decreto che approva il regolamento per Veseeuziane 
della legge 31 marzo 1904^ n. 140^ e sui provvedimenti 
speciali a fauore della provincia di Basilicata. 

26 marzo 1905. 
iPubblkaio nella Gaztetta Ufficiale del Regnq il 30 maggio 19Qt(» n. 125) 

VITTORIO EMAOTJELB HT '^ / 

. .PIR ORAZU DI DIO E PKR VOLONtX DKLLA. NAZIOm 
BE D'ITALIA 

Veduta la. legge 31 marzo 1904, n. 140, portante proY-- 
vedimenti/ spepiali a favore della provincia di Basilicata; 

Visto li parere della commissione centrale consultiva isti^ 
tuita daU'art 92 della predetta legge; 

Udito il consiglio di Stato; 

Sentito il Consìglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari esteri interim per l'interno e dei Nostri mi- 
nistri segretari di Stato per il tesoro, per le finanze, per 
r istruzione pubblica, per i lavori pubblici, per ragrìcoltura, 
industria e commercio, e per la grazia e giustizia e pei 
culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

• Articolo unico. 

É approvato il qui unito regolamento, visto, d'ordine No- 
stro, dai ministri predetti, per resecu7Ìono della lef/^e 
31 marzo 1Ó04, n. 140, portante provvedimenti speciali a 
Idvgre della provincia di l3asilioiita. 



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1380 



taaoi B DBcnn msL «bovo B^rrAUA • 1906 



Ordiniamo che il presento decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficialo delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Ftalta, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di fario osaenrare. 

Dato a Romai adcfi 26 marzo 1905. 



VITTORIO BMAKUIHiS 

M§gb»taù «Ai Ori» dd mtU addi 10 maggio 190S. 

M$g. 2Z. Aur da «h9€mo « f. 70. T. Mnstm. 
iMogo da aigiUo. T. U Ovardaii^ ROMGHBTTL 

TrrroHU 

A. Majorama. 
^ Orlando. 

TBMfiMO. 

Rata. 

'RONOHBm. 



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LÈOOl S HftCHEtl ML RKOVO D^IXALXA - 1905 1381 



REGOLAMENTO 

par rm&màmm (Ma Itggti 31 mano I8M, ». 140; 
jMrtftiiié p r Q ¥ ¥a dIin ttili tpeekili a tevore deNa previnoia di Basitieala 



TITOLO I. 

Amminibtrazionb so opebb pubbliohb. 

CAPO I. 

Ahhinii^tbazions. 

Art. 1, 

Il eomminsarìo civilei di obI nei titolo VII dalla l^gge 31. marzo 
1904, n. 140, è alla diretta dipendenj^a dcd Ministero dei lavori 
piliblid ad lialarappr/esentanca di i&eao Hinifitero e di quello del- 
l'agricoUrura, indBatiiAe commercio per tutto quanto riguarda la 
esecuzione delle opere contemplate dalla legge medesima, com- 
prcBA U boniflcll^• 

Art. 2. 

ÌX oomn^^Jio civile: 

X^ fiee^oita le attribuzioni deferitegli dalla legge e dal pre* 
aeate regolaiaenjtas 

2"* firma gli atti e la corrispondenza del Oommigsarìato, pre- 
aiedf^ le adwia^use del OonsigUo e dà esecuzione alle deliberazioni 
del medesimo;. 

di^ esercita» rigu^do alle opere di cai alV articolo precedente 
e non appaltate o non autorizzate prima della data di coslfituzione 
del.Qps^ajesariatO| le attribuzixmi che, in materii^ di layori pub- 
bU(^^ ^I^Q deferte 1^ p^^etto dalle disposizioni in vig^xre* salvo 
leccezioni stabilite dall'articolo. OS della legge, provvedendo ai 
corrispondenti aervisi am.miniati:ativi; 



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1382 LÈÒC^X K BECBE^ BEL BEOKO D^ITAtU - 1906 

é^ dà esecnzione alle disposizioni dei Ministeri competeutii e 
provvede perchè sia conservata unità di indirizzo nei servizi affi- 
dati, in dipendenza della legge, air officio del genio civile ed a quello 
d*Ispezìone forestale, sui quali esercita la sua diretta sorveglianza; 

Ò'* prepara lo schema del prospetto annuale dei lavori e de- 
gli studii^tenendo presente il piano regolatore di masmma comuni- 
catogli dal Ministero dei lavori pubblici, ed il presente regolamento; 
|3aa 6°^ provvede, in conformità delle deliberazioni prese dal 
consiglio del commissariato ai sensi del n. 2 dell'art. 8 del presente 
regolamento, per lo studio e la compilazione dei progetti delle opere 
di cui all'articolo precedente, ed invigila sulla gestione economica 
ed amministrativa dei relativi appalti; 

7^ prepara gli atti che debbono essere sottoposti al consiglio 
del commissariato, sia per le adunanze ordinarie che straordinarie, 
stabilisce l'ordine del giorno e nomina il rellatore su ciascun affare; 
l^r^i 8^ ha facoltà di chiedere l'intervento dei rappresentanti 
delle autorità governative e dèlie amministrazioni pubbliche e pri- 
vate alle adunanze del consiglio, perchè forniscano le informa- 
zioni ed i pareri di cui questo possa aver bisogno; 

9^ trasmette ai Ministeri interessati un estratto del verbale 
delle deliberazioni prese dal consiglio, accompagnandolo con le 
notizie e con gli schiarimenti opportuni; 

I 10" presenta, entro il mese di agosto di ciasicun anno, ai 

Ministeri interessati una relazione sull'andamento dei servizi del 
commissariato; 

'' 11** promuove la iniziativa dei privati o'dèi consorzi per la 

utilizzazione, nei riguardi dell'agricoltura, delle acque di eui sia 
stata riconosciuta possibile la derivazione ai termini dell'art. 28 
del predente regolamento; 

12*' corrisponde, secondo le esigenze del servizio, coi Mini* 
steri, con la prefettura, con l'ispettore superiore compartimentale 
del genio civile e con tutte le autorità governative, provinciali e 
comunali; 

I ;; IS"" cura la disciplina del personale addetto all'ufficio del 
commissariato e gli accorda i congedi ordinari nenchè quelli straor- 
dinari non eccedenti i quindici giorni; 

14'' esercita finalmente quelle attribuzioni dipendenti dalla 



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LBGGt B Ojgcnteti jOsl RfiolTo d'italu - 1905 1383 

legge, che, sebbene non specificate nel presente regolamento, ri- 
spondano ai fini della sua istituzione. 

Art. 3. ^ ; 

È assegnata al commissario la indennità annaa di lire seimila 
oltre lo stipendio di cui è provvisto. La indennità gli sarà corri- 
sposta mensilmente in dodicesimi posticipati. 

Quando si reclii, per ragioni di servizio, fuori di residenza, gli 
spetta la indennità giornaliera di lire 18, il rimborso dei prezzo del 
biglietto di prima classe in ferrovia, oltre il decimo dell'importo del 
biglietto e la indennità chilometrica di centesimi 40 per viaggi 
Bolle strade ordinarie. 

Sezione 2* — Consigliojid oommissariaio. ] 

{A — Nomina dei componenti U Consiglio. \ 

Art. 4. ' 

L:.,^Entro^un m^e^daila pubblicazione del presentejregolamento, 
il Ministero dell'interno, quello di agricoltura, industria e commer- 
cio ed il consiglio provinciale di Potenza nominano le persone che, 
insieme ai membri di diritto, devono comporre il consiglio del com- 
missariato. . - 

.. hÀ Art. 6. 

I consiglteri non hanno facoltà di delegare altri in lor o^sostitu- 
zione. Quando manchi uno dei rappresentanti di diritto per vacanza 
della carica o, in caso di legittimo impedimento o di incompatibi- 
lità ai sensi dell'art. 7, ne fa le veci chi lo sostituisce neir ufficio. 

Ove i servìzi' tecnici governativi della Basilicata siano affidati 
a diversi uffici del genio civile, alle adunanze dei consiglio del com- 
missariato interviene Tingegnere capo che dirige il servizio atti- 
nente alle materie che sono all'ordine del giorno. 

Art. 6. 

Tre mesi^prima della scadenza del quinquennio^di^cui^all'arti- > 
colo 90 della legge, i Ministeri e gli enti interessati designano i 
membri a scelta od elettivi che devono far parte del consiglio del 
^commissariato per il quinquennio successivo. 



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1884 LEOGtI B UBCftEtt D15L REGNO D^ITALIA - l&tìè 

DoTendosi surrogare in via straordinaria un membro a Bceìtà 
od elettivo, si provvede, entro un mese dalla vacanza del posto 
alla sua sostituzione nei modi indicati dal presente regolamento. 

Il consigliere cosi nominato resta in carica per il rimanente 
periodo del quinquennio. 

Art. 7. 

Non può essere chiamato a far parte del consiglio dei commis- 
sariato: 

a) chi sia attore o convenuto in vertenze giudiziarie o «rbi- 
tralif aventi rapporto diretto col servizi affidati al commissariato; 

b) chi sia arbitro o perito in tali vertenze; 

o) chi partecipi direttamente o indirettamente ad appalti, 
imprese o servizi di competenza del commissariato; 

d) chi abbia un vincolo di parent^a Ano al quarto grado, o 
di affinità Ano al secondo, con altro consigliere. 

Chi si trovi, o venga a trovarsi, in una delle sopraindicate con- 
dizioni, decade immediatamente dall'ufficio di membro del com- 
missariato. 

§ B — Attribuzioni dd Consiglio del Commisiariato. 

Art. 8. 

n consiglio del commissariato: 

l"" Esercita le attribuzioni deferitegli dalla legge e dal pre- 
sente regolamento; 

2^ esamina lo schema del prospetto annuale di cui all'ar- 
ticolo 95 della legge, e compila il prospetto definitivo; 

3^ esamina, nei riguardi tecnici, economici ed amministra- 
tivi, i progetti e le eventuali varianti delle opere contemplate dal. 
l'art. 1** e prende in merito le necessarie deliberazioni; 

4** dà parere: 

a) sulle eventuali proposte per accelerare la esecuzione 
delle opere previste dalla legge e sulle conseguenti variazioni nella 
ripartizione dei fondi di cui alila tabella F, 

b) sulle proposte di costituzione di conBorzi per le manu- 
tenzioni delle opere dei corsi d'acqua non classificate in seconda ca- 
tegoria; 



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è) auUe pTOiK)Ste di decadenza della temporanea esenzione 
dall'imposta fondiaria eo^ncessa ai proprietari ai quali siano stati 
assegnati i pTemi di eoi all'art. 43 della legge; 

d) sulle domande per ceneessioni di derivazioni d'acqua; 

e) sulle proposte di revisione dell'elenco delle strade na- 
zionali scorrenti nella Basilicatai e di variante all'andamento delle 
Btrade provinciali sovvenute dallo Stato; 

/) sui contratti di enfiteusi da approvarsi dal commissa- 
rio civile a termini dell'art. 27 della le^ge; 

g) sulle vertenze che possono insorgere durante l'esecu- 
zione delle opere e sulle transazioni che eventualmente siano pro- 
poste; 

h) su tutte le questioni, sulle domande e sui ricorsi che si 
riferiscono all'applicazione della legge. 

5^ esercì tja finalmente q^uelle attribuzioni dipendenti dalla 
legge che, sebbene' non specificate nel presente regolamentO| ri- 
spondano ai lini della sua istituzione. 

Art. 9. 

n consiglio del commissariato si riunisce in via ordinarla una 
volta al mese; in via straordinaria ogni qual volta sia convocato dal 
commissariOi o di sua iniziativa, o su domanda di almeno quattro 
consiglieri. 

L'avviso per le adunanze, col relativo ordine del giorno, ò 
intiato dal commissario civile ai consiglieri almeno cinque giorni 
prima. 

U commissario, dopo spedito l'avviso, può aggiungere altri 
oggetti all'ordine del giorno, purché 24 ore prima iie sia stata data 
partecipazione ai singoli consiglieri. 

' Art. 10. 

n presidente regola l'ordine da seguire nell'esame dogli affari 
che scilo da trattarsi in ciascuna adunanza; apre la discussione sulle 
propóste dei relatori e le mette a partito. 

I segretari teìigono nota delle deliberazioni prese in ciascuna 
adunanza per inserirne sommariamente i risultati nel relativo ver- 
bale. 



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Idèe hÉùat z m^c&BM firn, ssano d'itaUi - 1905 

la caso di dissenno, ciascun consigUora lia diritto di fare in- 
scrivere nel verbale la motivata dichiarazione del proprio voto. 
Il verbale di ciascuna adunanza, è di regola, approvato nel- 
l'adunanza successiva e sottoscritto dal presidente e dai segretari. 

J : Art. 11. , ;,:; , 

^Alle adunanze del consiglio possono essere invitati ad inter- 
venire, per fornire notizie e schiarimenti, gli autori dei progetti il 
cui esame è inscritto nell'ordine del giorno. ' 

Art 12. ; ^ ' J J ; 

Il^consiglio delibera a maggioranza di voti. Nel caso di parità 
di voti ha prevalenza il voto del presidente.' 

Non vi può essere deliberazione s^ non intervengano almeno 
cinque^consiglieri. In mancanza del numero legale il commissario 
provvede per una seconda convocazione, la quale non può, a ver 
luogo se non 48 ore dopo la adunanza andata d^erta. ' 

[ J Art. 13. 

Ài consiglieri non provvisti di stipendio, e che risiedono^in 
Potenza, è assegnata una medaglia di presenza di lire 10, la quale 
è corrisposta per ogni adunanza cui essi intervengano. Qualora in 
una giornata si tengano due sedute, queste si computeranno 
come una sola adunanza agli effetti della medaglia di presenza. 

Ai consiglieri che risiedono fuori di Potenza è rimborsato il 
prezzo del biglietto di prima classe per il viaggio in ferrovia dalla 
loro abituale residenza e viceversa, e la indennità chilometrica di 
lire 0.30 per viaggi sulle strade ordinarie. W inoltre loro corrispo- 
sta una medaglia di presenza di lire 15, per ogni giorno di seduta, 
e una indennità, in eguale misura, per le giornate necessarie al 
viaggio di andata .e ritorno. 

Ove sia ad essi affidata una speciale missione fuori del li^ogo di 
loro ordinaria residenza hanno diritto, per tutta la durata della 
missione, ad una indennità giornaliera di lire 16, oÌf;re alla inden- 
nità di viaggio di cui al precedente capoverso. 



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JUÈ:(Ìjtlì S ]>£C&fóì DEL A£OKO D'itAUA - .190& iW 

Seziokb^S* — Segreteria del Commissariato. 

Art. 14« 

Il commisBario civile ha alla sua dipendenza^un ufficio di se- 
greteria composto di funzionari dipendenti dal Ministero' dei la- 
vori pubblici e da quello di agricoltura, industria e commercio. 

Il personale componente l'ufficio continua a far parte del 
ruolo della rispettiva amministrazione, a carico della quale riman- 
gono gli stipendi ad esso dovuti. 

A ciascun funzionario addetto airufflciov c&e appartenga ai 
ruoli dell-amministrazione centrale dei lavori pubblici o deiragri- 
coltura, industria e commercici è corrisposta una indennità in con- 
formità al regio decreto 14 settembre 1862, n. 840. Questa inden- 
nità, che graverà sul fondt) assegnato pel commissariato, sarà, 
dopo il primo mese, ridotta di uil terzo. ' ' 

La missione presso l'ufficio di siegreteria del comn&issiariato dei 
funzionari deUe amministrazioni centrali predette non può esser 
protratta oltre due anni sen^a il loro consenso. 

Art. 15. 

Il Ministero dei lavori pubblici determina, annualmente, ras- 
segno da prelevare sul fondo di cui aììak tabelIa^J*, allegata alla legge 
che deve iM>;rrispondersi al commissario civile per le ^pese d'ufficio'. 

Sbziokb 4* — Commissione eehtraie consultiva. 

1^ Art. 16. 

Gol decreto reale, col quale viene nominata la commissione 
centrale consultiva, è designato il presidente della commissione 
stessa. 

Con deóreto del ministro dei lavori pubblici è provveduto alla 
nomina del personale che deve esercitare le funzioni di segreteria 
della commissione. 

Z-t.l7. 
Iia commisiione oentrale: 

l^'^apj^OTa il piano regolatore di massima; 



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3*" dà parere: 

a) su tutti i progetti riguardanti i larori contemplati dalla 
legare, pei qnali sia prevista una spesa superiore alle lire 200 mila; 

b) sul prospetto annuale di cui all'art. 23 del presente re- 
golamento; 

e) sulle proposte di modiflcacioni al programma.di esecu- 
sione allegato al piano di massima; 

(I) sulle proposte riguardanti la necessità di accelerare la. 
esecusione di opere previste dalla legge; 

•) sulla elàs^iflcazione delle opere di 3*, ^ e 6* categoria 
compiute per la sistemazione dei corsi d'acqua e sulle proposte per 
la costitudone dei consorzi; 

/) sulle domande per concessione gratuita di derivazioni 
da tutti i corsi d'acque pubbliche della Basilicata; 

g) sulle eventuali opposizioni de|^ enti interessati a rice- 
vere in consegna le opere eseguite in base ^la legge; 

i) su tutte le questioni, attinenti all'applicazione della 
legge, che le siano sottoposte dal Ministero dei lavori pubblici^ o. 
di sua iniziativa, o in seguito a richiesta di altri Ministeri. 

Art. 1& 

In tutrti i casi in erti, dal presente regolamento, sia l4i^]liesto^ il 
parere della commissione ^centrale eonsidtrva, tato- pavere tiene 
luogo di quello che, per effetto di altre disposizioni regolamentari, 
dovrebbe emettere il oanaigUo^ sajpteripxe dei labori puliJiUci. 



CAPO II. ;, : 

Obbub Pubbuchs» 
^SsziOKB 1* — Piano regolatore e prospetto annuale dei lavori. 

Art. Ift. 

Il piano regolatore di massima dei lavori da eseguire in base 
alle tabelle annesse alla legge è compilato dairufflcio del genio ci- 
vile di Potenza, con la cooperazione' 4eU'iepeci<atte' iosesteli^ per 
la parte attinente alla siate la^iona idvairiiea^f westalif^ 



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SàWOfQl E9Wnra MML-R-BCmO D*ITAJLIA - 1006 1869 

Iift.e#mpilafiiaBe éd^piftao, per la parte Attinente «i rimboschi- 
Baeftti ejTMiealdasieAtii'è <aMa diM*i^»€«ioiie toreetaley di coooei^to 
ooa IHUidedel genie eivfle. 

Art. 20. 

piano^segolatere^^coBtituito dai segmenti allegati: 

«) di mna planimetria generale sommaria delle opere. dise- 
gnata sulla carta topegraflca dairistitute -geografico militare nella 
scala.da 1 a 35 mila; 

V) di una stima descrittiva sommaria dei lavori, che stabili- 
jwa lUmporto approssimativo di ciascuno di essi nei limiti fissati 
deUa legge. 

La yalutasione dei lavori potrà essere ^tta a mn tanto pe,r 
metro lineare quando trattisi di strade, canali, condutture per ac- 
qua potabile, argini, fognature, opere d'arte e di difesa e simili; 
ad un tanto per metro quM^dato se trfuttfsi di rimboschimento, 
riwaldamefito, nonché d^lla sistemasione di bacini montani dei 
eoxsi d*acqna; e con somme a calcolo iier spese ed opere non contem - 
piate nelle qategorie precedenti; 

e) di un programma di, esecuzione dei lavori, contenente 11 
riparto di. questi nei vari eaerdsi finanziari stabiliti dalla legge in 
ooivisFfMidensa deUa somme, p^ ciascun eser-cizio assegnate, dal le 
.tabule edi quelle già antorissate da leggi anteriori e non impe- 
gnate prima della data di oostitusione del commiesaiiatoi 

i) di una reiasione giustiflcativa. 

Art. 21. 

L'ordine di esecusione dei lavori, e per conseguenza il riparto 
di cui fiel pseeedente artie^lo» è slabttito jael modo Mgmente: 

.#) per i rimboAehimentiyrlnsaldameDti e pw le sistemasioni 
idrantfetM e leMstfdi è dati^ la iMcefeyenna ai lavori che ooneenono 
alla difesa degli abitati minacciati da fraa^e, tenuto conto del ri- 
spettivo grado di lurgepaa, ed^^i lavwineUa parte montana dei ba- 
cini; f 

b) per i lavori di consoUdamento deUofrane^di liaanamento 

,gti abitati indissi nella taMUa S delia legge, o di f^vnitora di 

•0I9IIII jp^otabitOT^ da0ka)la'PBflef «o^ H g«^lL«be Mooxfoao per per • 



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1890 LEGGI 1? DT5CHETI BEL HEOKO d'ITALIA - 1905 

«eryare abitati da pericoli imminenti o prossimlf per rhanare i;1 1 
abitati che si trorino in peggiori condizioni igieniche e per fornire 
di acqua potabile i comnni che ne siano assolntamente deficienti 
e incontrino'maggiore difflcoltà'per provvedersene; 

e) per le strade provinciali è data di regola la preferenza ai 
lavori che servono a' togliere i comnni dainsolàmento ed a qnelli 
che facciano raggiungere più presto ai tronchi già costruiti, od in 
corso di costrnrione, l'obbiettivo della strada; 

d) per le strade comnnali sarà continuata !a costruzione di 
quelle che, al momento della pubblicazione della legge, risultino già 
appaltate o in corso di costruzione e sarà poi data, per le altre, la 
preferenza a quelle che servono a togUere dallMsolamento il centro 
principale del comune. ' 

.t^;/. 5 ..Art. 22. 

Le due' parti che, a senso dell'art. 19, costituiscono il piano re- 
golatore, sono, a cura degli uffici che le hanno compilate, coordi- 
nate fra lóro e jJresentaté con relazione unica firmata dai capi degli 
uffici medesimi al commissario civile, affinchè invi! il piano stesso 
al Ministero deflavori pubblici con' le sue osservazioni. H Ministero 
dei lavori pubblici, dopo inteso quello dell'agricoltura, industria 
e comfmercio, per quanto^riguarda 1 rimboschimenti ^e i rinsalda- 
menti, lo sottopone all'approva jìione della commissione centrato di 
cui all'articolo 92 della legge.' ^ 

li piano^ dopo approvato, è rimesso al commicTsarìato per la 
sua attuazione. 

. Art. 23. . , 

A cura del commissario è annualmente fatto : compilare 
dall'ufficio del genio civile e dall'ispeMoneforestalè; a secónda delle 
rispettive competenze/' un prospetto dei singoli stanziamenti an- 
nuali per le opere comprése nelle tabelle allegate alla legge. 

n prospetto viene sottoposto alle deliberaizioni del consiglio 
del commissariato entro il mese di aprile precedente l'eserciiao fi- 
nansitfio a eui si riterisee. 

? ^ J^I®^™™*sl»rio^4rasm5ette il prospetto, con le deliberazioni del 
coasi^o deroommissariato/^ al Ministero dei lavori pubbBd il 



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u<^ai s mscREit msL rsoico B^rrAru - ld06 1391 

quale, dopo averlo comantoato, per le Bue OBserrazioni, al Mini- 
stero di agricoltura, industria e commercio, Io approva sentita la 
oommissione centrale. 

Art. 24. 

Nel prospetto, di cui airarticolo precedente, sono indicati gli 
studi e i laYori da compiere per ciascun esercizio, tenendo presenti 
i bisogni locali e il relativo loro grado d'urgenza, e determinando 
Tordine di precedenza delle opere da eseguire. 

Il prospetto è diviso in due parti: la prima riguarda le spese 
occorrenti alla compilazione dei progetti; la seconda le spese per 
la esecuzione dei lavori. 

Ciascuna delle due parti è divisa in capi corrispondenti alle di- 
verse categorie di lavori,* e cioè: correzioni di corsi d'acqua, rim- 
boschimenti e rinsaldamenti, lavori stradali e lavori d'interesse co- 
munale per consolidamento di frane^ risanamento degli abitati 
e fornitura di acqua potabile. 

Il prospetto è 'accompagnato da una relazione giustificativa 
proponente l'ordine da seguire nella compilazione dei progetti e 
nella esecuzione dei lavori, il modo e il tempo più opportuni per 
provvedervi^ 

Art. 28. 

n commissario civile, nei limiti d%gti stanziamenti anhuali. 
propone nel prosìpotto, ove lo ravvisi necessario, quelle variazioni 
al piano di massima che sia'uo consi^liiiteda bisogni megbo acoer- 
tati, o richieste da 'nuove circostanze di fatto, e suggerisce nello 
stesso tempo le variazioni opportune nel riparto dei singoli stan- 
ziamenti annuali fra i divetsi lavori, curando che non si venga con 
ciò a superare la sómma totale assegnata per l'esercizio^ 

Ove circostanze eccezionali ed impreviste lo richieggano, 
il commissario potrà proporre lo studio di progetti non compresi 
nel prospetto annuale. 

Sezione 2* — Sistemazione dei oorsi ' adacqua. 
. t Art. 26. 
Il commissario civile incarica gU nfBci del genio civile e della 
ispezione forestale di procedere, ognnno per la parte che lo zi- 



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1892 ixOQi X DBCHcn iibl rbono d'italu * 1965 

guarda^ a nornm dell'art. 10, alla oosipf fanone dei prof^eèti dei lga« 
Tori di ùsteHiafiione sia inpiaD^ura ohe net bacini mostaai dei coesi 
d*acqna comprese le opere di rimboschimento e rinsaldamento^dei 
terreni montani naturalmente ad essi collegate e coordinate. 

I progetti sono compilati separatamente pel lavori di sistema- 
zione idranlica e per quelli di rinsaldamento e rimboschimento dei 
terreni relatiTi, e sono dal commissario civile trasmessi al compe- 
tente ispettore superiore compartimentale del genio civile con una 
sua relazione. 

Art,97. 

.1 progetti sono studiati ed'eseguiti con unità di coucettOi asso- 
ciando e coordinando ai lavori di correzione dei córsi d'acqua <|uelli 
dMndole forestali e <ju^lli ausiliari. 

,1 lavori sono eseguiti per ciascun bacino triJ>utario gradual- 
mente, senza interruzione, fino al loro completamento. 

Iie sistemazioni di pianura sono coordinate e subordinate a 
quelle dei bacini montani. 

' Art. 28. • 

Nello studio dei progetti, ove si riconosca possibile utilizzare le 
acque per la fertilizzazione deHe terre, debbono coordinarsi le opere 
di siii^mazione dei corsi d^^acqua a quelle per lo inizio di uà fidBtema 
di irrigazione, formando un elenco delle possibili d^vazioni. Tale 
elAQt^o, dopo Tapprovazione dei progetti, è reso dipubblioa notizia 
pediante avviso da rimanere affisso per 16 giorni nell'albo pretorio 
dei comuni il cui territorio è attraversato dal eof so d'acqua. 

ITeU'avviso è dichiarato ohe Telenco trovici depositate, per il 
periodo, di un mcise, nell'ufficio del commissariato.a disposizione di 
obi voglia prenderne conosoenza. 

Art. 29. 

Appena approvato il contratto d^appalto di ogni singolo pro- 
getto riguardante opere di sistemazione idraulica dei tronchi di 
pianura dei corsi d'acqua, il commissario civile promuove dal Mi- 
nistero dei lavori p«bbllei la emanazioBe del regio deereto[^di cui 
^ll'articoloi48 della legge. 



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I.EOOI E DECRETI DEL BEONO d'ITALIA - 1905 1393 

PromnoTo pure, appeoa approvato il contratto d'appalto dì 
ogni singolo progetto riguardante la sistemazione idraulica dei 
corsi di acqua nel bacino montano, nonché il rimboschimento e il 
rinsaldamento del bacino stesso, la classificazione delle opere rela- 
tive nella categoria cui esse possono appartenere, a norma delle 
vigenti leggi, ed avvenuta questa, provvede alle' pratiche occor- 
renti per la costituzione dei relativi consorzi di manutenzione, 
ferme restando, per le opere di terza categoria, le disposizioni del- 
l'ultimo capoverso dell'articolo 10 della legge 7 luglio 1902, n. 304, 
per le spese relative alle riparazioni straordinarie dell'opera o di 

parte di essa. 

Ultimati poi i lavori, il commissario provvede per la consegna 

all'ufficio del genio civile, in rappresentanza dell'amministrazione 

idraulica governativa, delle opere di seconda categoria, e per la 

consegna di quelle delle altre categorie al consorzio degli interessati. 

A tal fine un rappresentante del consorzio è invitato ad inter- 
venire alle operazioni di collaudo. 

Le opposizioni che fossero sollevate alla, consegna delle opere 
saranno risolute dal Ministero dei lavori pubblici, udito il consiglio 
del commissariato e la commissione centrale, di cui all'articolo 6 
del presente regolamento. 

A misura che è ultimata la sistemazione di un tronco di corso 
d'acqua, il commissario civile provvede inoltre all'accertamento 
ed alla delimitazione dei terreni guadagnati nell'alveo improdut- 
tivo, per farne consegna alla cassa provinciale di credito agrario. 

Art. 30. 

Al collaudo delle opere di sistemazione idraulica si provvede 
secondo le disposizioni vigenti. 

n collaudo dei lavori di rimboschimento e rinsaldamento, 
compresi nei progetti di sistemazion^ idraulica, quando superino 
l'importo di lire 12,000, è eseguito, in concorso dell'ingegnere capo 
del genio civile, da un ispettore di ripartlmento delegato dal Mini- 
stero di agricoltura, industria e commercio che non abbia preso 
parte al progetto od alla esecuzione dei lavori da collaudare. 

Per i lavori di minor importo, l'ispettore forestale, con l'in- 
gegnere capo dell'ufficio del genio civile, constata, con apposito 

88 — VoL. II. - 1905. 



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1-304 LKGGI B DECttKTl DEL KKUNO d'iTALIA - 1905 

oertiflcato, la regolare esecuzione delle opere e la loro corrispo n- 
denza coi documenti contabili. 

Art. 31. 

Nessuna domanda per derivazione d'acqua da un fiume o 
torrente, di cui sia prevista la sistemazione nel piano di massima, 
potrà essere presa in considerazione, nei riguardi doU'istruttoria 
se non dopo approvato il progetto di sistemazione. 

A tale norma potrà farsi eccezione solo quando intervenga pa- 
rere favorevole da parte del consiglio del commissariato. 

^ Art. 32. 

Chiunque intenda di ottenere gratuitamente una derivazione 
di acqua pubblica, deve presentare al commissariato, oltre i docu- 
menti prescritti dalla legge 10 agosto 1884, n. 2644, e dal relativo 
regolamento, la prova che a favore della concessione concorre una 
delle condizioni stabilite alle lettere a) e h) deirarticolo 50 della 
legge 31 marzo 1904, n. 140, e che egli dispone dei mezzi sufllcienti 
per procedere eventualmente alle espropriazioni di cui alla let- 
tera o) dell'articolo stesso 

Sezione 3» — Strade. 
§ A — S ifade nazio nali. 

Art. 33. 

Il consiglio provinciale di Potenza propone le eventuali modi- 
ficazioni da apportarsi all'elenco delle strade nazionali esistenti 
nella provincia. 

Le proposte col parere del consiglio del commissariato, sono 
trasmesse al Ministero dei lavori pubblici il quale, nel termine sta- 
bilito dall'articolo 55 della legge, provvede alla pubblicazione del 
nuovo elenco, uditi il consiglio superiore dei lavori pubblici ed il 
consiglio di Stato. 

§B — Strade provinciali. 
Art. 34. • 

Alla costruzione delle strade provinciali sovvenute, di cui 
nella tabella B della legge, piovvede direttamente lo Stato in 



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LEGGI E DBCBBTI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1395 

base alle norme vigentii con il contributo della provincia ai sensi 
degli articoli 62 e 63 della legge medesima. 

I laYori però attualmente in corso a cura della provincia sa- 
ranno da essa proseguiti fino alla loro completa ultimazione col 
contributo dello Stato, corrisposto ai sensi degli articoli 62 e 53 
sopraricordati. 

È obbligatoria per la provincia Tiscrizione in bilancio della 
sua quota di contributo nella misura che le sarà indicata dal Mini- 
stero all'atto dell*approvazione di ogni progetto. 

L'iscrizione in bilancio incomincia dall'anno successivo a 
quello in cui saranno dal Ministero aggiudicati i lavori. 

§ C — Strade eomunàli. 

Art. 36. 

Le nuove strade destinate ad allacciare alla esistente rete stra< 
dale i comuni e le frazioni di comuni^ di cui nella tabella D annessa 
alla legge, devono, qualora non risultino comprese in eleucbi già 
omologati, essere inscritte a cura delle Giunte comunali interessate 
negli elenchi delle strade comunali, da compilare entro un anno 
dalla pubblicazione del presente regolameqto, secondo il modello 
unito al regolamento 11 settembre 1870, n. 6021. 

L'aggiunta nell'elenco è approvata dal consiglio comunale ed 
omologata dal prefetto. 

Per ciascuna delle strade comunali di accesso alle stazioni fer- 
roviarie, di cui all'art. 64 della legge, deve essere compilato dalla 
Giunta municipale un elenco contenente l'indicazione della strada, 
la stazione ferroviaria da collegare con l'abitato, le strade esistenti 
cui debbasi eventualmente congiungere quella da costruire o da ul- 
timare per arrivare alla stazione ferroviaria ed il carattere della 
strada, se rotabile, cioè, o mulattiera. 

L'elenco sarà corr^edatp di una carta topografica nella scala 
di 1 a 25,000 in cui sia indicata la strada da costruire. e quelle esi- 
stenti cui essa deve collegarsi per giungere alla stazione. Per Tap- 
provazioae e la pubblicazione dell'elenco si seguirà laprocedura 
di cui all'articolo 17 della legge 20 marzo 1865, allegato F, 



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1396 LKCJGI K DECUKTI DEL RKONO n'iTALlA - 1906 

L'omologazione è data dal Prefetto, sentito il consiglio del 
commissariato. 

Art. 36, 

I progetti delle opere, di coi alle lettere ò) e e) dell'articolo 61 
della legge, e quelli delle strade comunali di accesso alle stazioni 
ferroviarie di cui all'articolo 64, sono compilati dall'Ufficio del 
Genio civile, secondo le norme ed i regolamenti in vigore pei lavori 
di conto dello Stato. 

L'andamento generale delle strade da costroire è stabilito 
con l'intervento di un rappresentante dell'ufficio tecnico pro- 
vinciale e di ciascuno dei comuni interessati. 

In caso di dissenso, il commissario ne riferisce al Ministero 
dei lavori pubblici, a mezzo del competente ispettore superiore 
compartimentale del genio civile. Il Ministero decide sentita la 
commissione di cui all'articolo 92 della legge. 

Art. 37. 

I progetti debbono essere studiati con l'intento di raggiun- 
gere la maggiore possibile economia, escludendo ogni opera di 
lusso e di abbellimento. 

Di regola la pendenza massima non può superare il 7 per 
cento e la larghezza normale di via lìbera deve essere di metri 6. 

Bono però ammesse, sentito il Oomune interessato, maggiori 
inclinazioni e minori larghezze, in casi eccezionali, e quando sia 
opportuno evitare troppo grave dispendio. 

Allorché un tronco di strada comunale serva di allaeciamento 
fra due strade provinciali, potrà essergli assegnata la stessa lar- 
ghezza di queste. 

r 

Art. 38. 

Compilati i progetti, il commissario li trasmette al Ministero 
dei lavori pubblici, per l'approvazione, a 'mezzo dell'ispettore su- 
periore compartimentale. 

Dopo l'approvazione nei riguardi tecnici, il Ministero li comu- 
nica al prefetto per la dichiarazione di pubblica utilità, dandone 
contemporaneamente avviso al commissario civile. 



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LKOOI E DECRETI DEL REGNO d'ITALIA - 1906 1397 

Art. 39. 

Per TappaltOi l'egecuzione ed il coUando dei lavori sono ob- 
seryate le norme Yìgenti per i lavori di conto dello Stato. 

I pagamenti Bono disposti dal Ministero dei lavori pubblici 
sui fondi annualmente inscritti in bilancio, salvo il ricupero della 
quota posta a carico della provincia. 

Art. 40. 

Per le strade indicate alle tabelle C e Dy che erano in corso 
di costruarìone alla data della pubblicazione della legge, l'importo 
delle opere e di ogni altra spesa relativa per il periodo anteriore 
alla detta epoca, sarà determinato mediante accertamenti conta- 
bili da farsi dall'ufficio del genio civile in contradittorio coi rap- 
presentanti della Provincia e di ciascun Comune interessato. Ogni 
spesa successiva sarà, dal momento dell'andata in vigore della 
legge, assunta dallo Stato, col contributo della provincia ai sensi 
dell'art. 52 della legge. 

CAPO III. 

OoiTBOLIDAlCJfiNTO DI FBÀlfB — BI8ANAHBNT0 DI ABITATI 
FOBNITUBA DI ACQUA POTABILB. 

Art. 41. 

Le opere per il consolidamento delle frane minaccienti la 
sicurezza dell'abitato dei comuni indicati nella tabella E allegata 
alla legge, debbono essere limitata al più stretto bisogno con 
esclusioiie di qualsiasi lavoro inteso a riparazioni di fabbricati 
o di strade. 

Le opere di rimboschimento, di rinsaldamento, nonché quelle 
di sistemazione idraulica e forestale, destinate a concorrere alla 
difesa dell'abitato dei comuni, debbono essere coordinate a quelle 
sopradette e comprese in separato progetto. 

Art. 42. 

Nello studio dei progetti per la fornitura di acqua potabile 
ai comuni indicati nella tabella M della legge^ deve aversi l'obbiet- 



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1398 LEOQI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

tivo di limitare la provvista al più stretto bisogno e di ntilissare 
il più ohe sia possibile le esistenti sorgenti e condottare. 

Quando non sì possa, o riesca molto dispendioso, derivare le 
acque da sorgenti, dal sottosuolo, da serbatoi naturali od artifi- 
ciali, da fiumi o da" pozzi comuni od artesiani, si provvede me- 
diante cisterne razionali. 

Art. 43. 

Ai progetti per la provvista di acqua potabile deve essere 
unita una relazione che giustifichi, nei riguardi tecnici ed igienici, 
le proposte per la qualità e quantità d'acqua da provvedere, se- 
condo le norme vigenti per la sanità pubblica. 

Art. 44. 

Se è proposta la derivazione dell'acqua da sorgenti, la rela- 
zione deve descrivere il bacino imbrifero, fornire i dati di mas- 
sima e minima portata'dalle sorgenti stesse, con le indicazioni 
sulle variazioni di temperatura delle acque in confronto a quella 
atmosferica. 

Deve ptire contenere i risultati delle indagini compiute per 
assicurarsi che l'acqua si mantiene costantemente limpida anche 
dopo le pioggie e quant'altro può occorrere a far meglio conoscere 
le condizioni di potabilità delle sorgenti. 

Se non si proponga la derivazione da sorgenti, la relazione 
deve contenere la descrizione particolareggiata di tutte le condi- 
zioni locali permanenti o temporanee, superficiali o sotterranee, 
le quali possano avere un'azione sulla purezza dell'acqua, e ciò 
allo scopo di fornire tutti gli elementi per un sicuro giudizio sulla 
qualità dell'acqua e sui mezzi da adottare per garantirne la po- 
tabilità. 

Art. 46. 

Nella compilazione dei progetti delle opere di risanamento 
e di fornitura di acqua potabile devono tenersi presenti la legge 
ed il règofl'amento vigenti sulla tutela della sanità pubblica e le 
istruzioni ministeriali sulla 'igiene del suolo e dell'abitato. 



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LEGGI E DBCHBTI DEL RKGNO b'iTALIA - 1905 1399 

Art. 46. 

Se un comune compreso nella tabella Mi intendesse eseguire 
una condottura 'd'acqua potabile, di un importo superiore a quello 
assegnatogli nel piano di massima, deve assumere a suo carico la 
maggiore spesa. 

II relativo progetto, in questo caso, è compilato dal comune 
e, dopo essere stato esaminato dal consiglio del commissariato, 
è trasmesso, a. mezzo del competente ispettore superiore oompar- 
tiiuentale, aMfinistero dei lavori pubblici agli effetti dell'art. 92 
della legge. I relativi lavori sono eseguiti a cura del comune sotto 
la sorveglianza dell'ufficio del genio civile, salvo rimborso da 
parte dello Stato della .quota stabilita nel piano di massima. 

Tale rimborso è fatto in rate proporzionali all'importo dei 
lavori eseguiti, in base a certificato rilasciato dall'ufficio del 
genio civile ed in relazione ::rgli stanziamenti iscritti nei prospetti 
annuali di cui all'art."* 96 della legge. 

Art. 47, 

I comuni non iscritti nella tabella E che, posteriormente al 
1® luglio 1903 e fino al giorno della pubblicazione della legge, 
avessero appaltato opere di condottura d'acqua' potabile, deb- 
bono, entro due mesi dal funzionamoiftò del commissariato, 
darne partecipazione al commissariato stesso, presentando copia 
del contratto e del progetto appaltato. 

II commissariato trasmette col suo parere gli atti pervenu- 
tigli al Ministero dei lavori pubblici, il quale, udita la Commis- 
sione centrale, determina la quota di contributo a carico dello 
Stato da corrispondersi al comune in ragione di metà della spesa. 

Tale contributo viene pagato in base a certificati dell'ufficio 
del genio civile attestanti la regolarità e l'importo dei lavori ese- 
guiti ed in relazione agli stanziaménti iscritti nei prospetti an- 
nuali di cui all'art. 95 della legge. 



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1400 LKOai K DKCHKTl DEL JtKGNO D ITALIA - 1906 

CAPO IV. 

Disposizioni comuni P£b le st&abs oomunàli, feb il consoli- 
dàmento delle frane, il risanamento degli abitati e 
la fobnituba di acqua potabile. 

Art. 48. 

1 progetti delle opere, di cui alle tabelle 0^ D ed S della 
legge devono essere corredati del piano particolareggiato di ese- 
cuzione rappresentante i beni da occupare con un fianco descrit- 
tivo delle ditte e con la indicazione delle indennità relative. 

Essi saranno pubblicati agli effetti della legge 26 giugno 1866 
n. 2359, nei modi e con le avvertenze di cui agli articoli 4, 8, 17, 
18, 21 e 24 della legge medesima. 

Sulle eventuali osservazioni e sui reclami che fossero pre- 
sentati durante la pubblicazione dei progetti, dà il suo parere il 
consiglio del commissariato, e, sui medesimi, decide Tautorità 
competente ad emettere la dichiarazione di pubblica utilità. 

Qualora però la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera 
spetti al Prefetto e le osservazioni siano dirette contro il tracciato 
od il modo di esecuzione dell'opera stessa, il Prefetto, udito l'av- 
viso dell'ingegnere capo del genio civile e del consiglio di pre- 
fettura, se riconosce insussistenti le opposizioni le respinge defi- 
nitivamente; se invece le ravvisa meritevoli di considerazione ne 
decreta il rinvio, per la decisione, all'autorità da cui fu impartita 
l'approvazione del progetto. 

Art. 49. 

Le opere sono collaudate dall'ispettore compartimentale del 
genio civile o da un ingegnere del genio civile da lui delegato. 

In casi speciali potrà essere nominata dal Ministero dei lavori 
pubblici una commissione coUaudatrice composta di ispettori su- 
periori e ingegneri capi del genio civile. 

Alle visite di collaudo dei lavori di strade comunali sono in- 
vitati ad intervenire un rappresentante dell' amministrazione 
provinciale e un rappresentante del comune interessato, desi- 



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LROOI B DBCHEn DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1401 

gnati rìBpettiYamente dalla deputazione provinciale e dalla 
giunta comunale. 

Per tutte le altre opere è invitato a intervenire un rappre- 
sentante del comune interessato. 

Se le opere sono ritenute coUaudabili^ l'ingegnere capo del 
genio civile ne fa la consegna ai^ comuni interessati, i quali non 
possono riflutarla. ^ 

Sulle opposizioni sollevate dalle provincie o dai comuni prov- 
vede definitivamente il Ministero dei lavori pub.blici, sentito il pa- 
rere della commissione centrale consultiva. 

Art. 60. 

I comuni interessati^ debbono trasmettere al commissario 
civile^ entro due mesi dalla pubblicazione del presente regola- 
mento, i progetti di massima o defluitivi che fossero stati compi- 
lati per le opere da^eseguire, di cui^alle tabelle C^ DedE della legge* 

CAPO V. 

DiVBBOENZE FBA I CONOESBIONA&I DELLE FEBBOVIE AUTOBIZZATE 
dall' ABT. 60 DELLA LEGGE, E GLI ENTI PBOPBIETABI DI STBADE 
OEDINABIE — COSTITUZIONE DEI OOLLEGI ABBITBALI. 

Art. 51. 

La determinazione del contributo nelle eventuali maggiori 
spese di manutenzione per quelle strade ordinarie su cui, ai sensi 
dell'articolo 64 della legge, debba impiantarsi una ferrovia, sarà 
fatta, in caso di dissenso fra il concessionario e gli enti interessati, 
da un collegio di tre arbitri, nominati, uno dal presidente della 
deputazione provinciale di Basilicata, l'altro dal concessionario 
della ferrovia, ed il terzo dal presidente del tribunale di Potenza. 

Art. 62. 

Le eventuali divergenze per compensi relativi o alla trasfor- 
mazione della sede delle ferrovie, previste dall'articolo 60 della 
legge, in sede promiscua per strada ordinaria, o all'utilizzazione, 
per l'impianto delle ferrovie stesse, di strade costruite od in eorso 
di costruzione dipendenti dal commissariato, saranno deferite 



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1402 LEGGI B DECBIiTI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

al giudizio di un collegio di tre arbitri nominati, uno dal consi- 
'glio del «ommissariato, l'altro dal concessionario della ferrovia 
ed il terzo dal presidente del tribunale di Potenza. 

/^^-- TITOLO II 

; BiMBOSCHIHENTI £ COUSBBYÀZIONE DEI BOSCHI. 

CAPO jl. 

"*5!Elenchi de4^t£erbni soggetti al vincolo forestale. 

'^j ^ Art. 63. 

Jln esecuzióne dell'art. 37 della legge, il conaitato forestale 
della provincia di Potenza cessa dalle sue funzioni, appena co- 
minci a funzionare il commissariato, al quale dovrà farsi regolare 
consegna di tutte le carte, processi verbali e registri del comitato. 
Il commissario civile promuove la nomina, da parte di cia- 
scun consiglio comunale della provincia, di un delegato, il quale, 
limitatamente a quanto si riferisce al territorio del comune ^ohe 
rappresenta, prende parte con voto deliberativo alle adunanze 
del consiglio del commissariato per quanto concerne il vincolo 
forestale, la coltura agraria e il pascolo. 

Art. 64. 

Per le proposte di vincolo, di cui all'art. 38 della legge,* la 
ispezione forestale prepara, previ preliminari accordi con l'uf- 
ficio del genio civile, gli elenchi dei terreni da sottoporre al vincolo 
forestale, segnando sulle carte dell'istituto geografico militare 
alla scala da 1 a 25,000 la loro ubicazione e possibilmente il loro 
perimetro. 

Nella formazione dei nuovi elenchi la ispezione forestale si 
varrà di quelli attuali, e procedendo, ove occorra, all'accerta- 
mento delle condizioni locali. 

L'elenco distinto per ciascun comune,, indica: 

a) il nome, cognome, la paternità e il domicilio del pro- 
prietario; 

h) il bacino idrografico principale e quello secondario; 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D'ITALIA - 1906 1403 

e) la denominazione del fondo e^qnella della contrada; 

d) ì confini e la Buperflcie; 

e) la elevazione massima e minima; 

/) la natura del suolo e del sottosuolo; 
g) la pendenza massima e minima; 
h) i corsi d'acqua interni e laterali; 
i) lo stato di coltura; 
\>\l) i motivi della proposta di vincolo. 
Per i terreni che formano una zona ininterrotta si indicano 
soltanto i confini del loro complesso. 

Le spese, per gli accertamenti locali e per la preparazione de- 
gli elenchi di vincolo, fanno carico al fondo di cui al n. 15 della 
tabella A annessa alla legge. 

Art. 66. 

Gli elenchi sono trasmessi al commissario civile, il quale ne 
dispone la pubblicazione in ciascun comune per la durata dì 30 
giorni, decorsi i quali il sindaco li restituisce al commissario con 
la dichiarazione dell'avvenuta pubblicazione, unendovi gli even- 
tuali reclami. 

Art. 66. 

Il commissario civile sottopone al consiglio del commissa- 
fiato, per le definitive ^decisioni, gli elenchi pubblicati ed i reclami. 

Besi così definitivi gli elenchi, l'ispezione forestale ne pre« 
para quattro esemplari, corredandoli delle relative carte del- 
l'istituto geografico militare, ingrandite alla scala da 1 a 10000, 
sulle quali traccia i limiti dei terreni vincolati di ogni comune. 
Sino a ohe non siano disposibili le< carte nella suindicata scala po- 
tranno impiegarsi quelle in scala da 1 a 26000. 

Uno di tali esemplari è rimesso al sindaco di ciascun oe- 
mune, perchè provveda alla Sua pubblicazione. 

Art. 67. 

Dei quattro esemplari, con le carte di cui all'articolo prece- 
dente, uno è conservato nell'archivio del commissariato, il se- 
condo in quello dell'ispezione forestale, il terzo presso il distretto 
forestale ed il quarto nell'archivio del comune interessato. 



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1404 LEGGI E DECRETI DEL BEGKO D'ITALIA - 1906 

Il solo elenco ha forza probatoria rispetto al vincolo ed ai 
suoi effetti^ dorendoBi considerare le carte come semplice illn- 
strazione deirelenco stesso. 

Art. 58. 

Sino alla approvazione dei nuovi elenchi restano in vigore 
quelli esistenti. 

Il vincolo forestale, osservata la procedura di cui nei prece- 
denti articoli, può essere in seguito esteso anche ad altri terreni, 
per i motivi indicati nell'articolo 38 della legge quando lo richie- 
dano le mutate condizioni locali. 

Art. 69. 

I confini dei terreni vincolati sono segnati, con termini sta* 
bili, a cura deirAmministrazione forestale, la quale preleverà la 
relativa spesa dai fondi indicati al n. 16 della tabella A annessa 
alla legge. 

CAPO II. 

DlSBOSOAHENTI, TAGLIO DBI BOSCHI E DISSODAICENTI. 

Art. 60. 

Chiunque, nei boschi sottoposti a vincolo, intenda procedere 
a disboscamento per camfoiaire la specie legnosa, all'estirpazionq. 
di piante vecchie e ceppale improduttive ed alla lavorazione del 
terreno per quindi rimboscarlo, deve farne preventiva domanda 
al commissario civile, dimostrandone la necessità o l'utilità nei ri- 
guardi dell'economia silvana. 

II commissario, previo raccertamento delle condizioni lo- 
cali, fatto a cura dell'ispezione forestale e su parere motivato 
della medesima, decide sulla domanda stabilendo il taoào e il 
tempo per la esecuzione dei lavori. 

Le spese per l'accertamento sono a carico dei richiedenti. 

Art. 61. 

Quando un proprietario intenda introdurre la coltura agra- 
ria in un terreno sottoposto a vincolo forestale,, a tenore dell'ar- 
ticolo 41 della legge, ne fa domanda corredata, possibilmente. 



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LEOUi K ì)K<:kkti dkl rkono d'itali a - 1906 1406 

del tipo catastale, dimostrando la convenienza della proposta col 
tivazione e presentando il piano dei lavori da esegnire per garan* 
tire permanentemente la stabilità del snolo ed assi cnr are il buon 
governo agrario ed Igienico delle acque. 

La domanda è consegnata al sindaco del comune, in cui è 
compreso il fondo, per essere pubblicata all'albo pretorio con i rela- 
tivi allegati, durante 15 giorni consecutivi. 

Spirato questo termine, la detta domanda è trasmessa dal sin- 
daco al commissario civile, con gli eventuali reclami e con il certi- 
ficato di eseguita pubblicazione. 

Le colture agrarie già introdotte in terreni sottoposti a 
vincolo possono essere mantenute alle condizioni che siano pre- 
scritte dal commissario per la saldezza del terreno e per lo scolo 
delle acque. 

Art. 62. 

n commissario civile rimette la domanda, coni relativi docu- 
menti, all'ispezione forestale perchè la esamini e, se del caso, pro- 
ceda allo accertamento locale a spese del richiedente e vi aggiunga 
la pianta del fondo, segnandola sopra una delle carte indicate nel- 
l'art. 66, nonchò una relazione contenente le notizie sulla inclina- 
zione massima e minima del terreno, sulla natura geologica, sulla 
consistenza del suolo e sui corsi d'acqua. 

Nella relazione è espresso il parere dulia efficacia delle opere 
esistenti o proposte dal richiedente, e sono suggerite le prescrizioni 
necessarie al fine della legge. 

Art. 63. 

Il commissario civile, ricevuti gli atti di cui al precedente arti- 
colo, li sottopone all'esame del. consiglio del commissariato, il quale 
decide sulla domanda e la decisione^ se favorevole, indicherà la de- 
limitazione del terreno destinato ad uso agrario ed il tempo entro 
il quale dovranno essere eseguiti i lavori. 

La decisione è esecutiva dopo l'approvazione del Ministero di 
agricoltura, industria e commercio ed è trasmessa dal commissario 
civile al sindacoy che la notifica subito all'interessato. 

La delimitazione del terreno sarà segnata, a cura e spese del 
proprietario, con termini stabili. 



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1406 LRGOI E DKCRBTl DEL REGUO d'iTALIA - 1906 

Art. 64. 

Presso Tispeziono forestale è tenuto un registro in cui sono se- 
gnati, per ogni comune e proprietario, tutti i fondi vincolati per i 
quali è autorizzata la coltura agraria, con la indicazione della loro 
superficie e, sommariamente, delle condizioni alle quali è subordi- 
nata la concessione. 

Art. 66. 

L'ispezione forestale cura che i lavori prescritti siano eseguiti 
regolarmente nel termine stabilito e mantenuti in buono stato. 

Art. 66. 

Chiunque intenda dissodar;e o disboscare terreni vincolati per 
eseguire lavori ed opere, ancorché d'interesse pubblico, deve chie- 
derne il permesso al commissario civile, il quale lo concede quando 
ritenga che nessun danno può derivare alla consistenza del suolo 
od al regolare corso delle acque, salvo a prescrivere le norme e 
cautele di esecuzione. 

Qualora si tratti di opere già dichiarate di pubblica utilità, il 
commissario civile delimita la zona occorrente per l'esecuzione del- 
l'opera, prescrivendo le i^orme.e cautele come sopra. 

In tal caso, alla domanda, deve essere allegato il piano del- 
l'opera stata dichiarata di pubblica utilità e già approvato dall'au- 
torità competente. 

Art. 67. 

E vietato il pascolo nei terreni vincolati, di cui all'art. 42 della 
legge, fino a che le piante e i nuovi virgulti non abbiano raggiunto 
uno sviluppo tale da non esaere offesi dal morso e dal calpestio del 
bestiame pascolante. 

Nei boschi esistenti o da piantare possono essere riserbate al 
pascolo quelle zone che, per le condizioni topografiche, idrogra- 
fiche e geologiche dei luoghi, comportano tale uso e con le norme e 
garanzie che saranno prescritte dal commissario civile, su parere 
dell'ispezionejforestale. 



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LEGGI E 0KCHET1 DKL REGNO «ITALIA - J 905 140T 

Art. 68. 

I comuni e gli altri enti morali che intendano procedere al ta- 
glio, sa tutta 8u parte della superficie, nei boschi di loro pro- 
prietà i quali, tenuto conto delle condizioni e degli usi locali, ab- 
l>ìano raggiunta la maturità economica, debbono farne domanda 
al commissario civile, ai termini deirai>t. 40 della legge. ,. 

II commissario dispone che l'ispezione forestale esegua, a spese 
del proprietario, i relativi accertamenti e, quando da questi ri- 
sulti la maturità economica del bosco, la ispezione medesima com- 
pila il progetto di taglio, secondo le norme vigenti, e lo rimette 
al commissario, il quale, udito il consiglio del commissariato, lo 
invia al Ministero di agricoltura, industria e commercio per l'ap- 
provazione. 

Art.j69. 

I privati proprietari di bos^chi -Vincolati, che intendano di pro- 
cedere al taglio su tutta o sn parte della superficie, debbono farne 
domanda al commissario civile il quale, sentito il parere del con- 
siglio del commissariato, concede il permesso, prescrivendo le con- 
dizioni e le cautele necessarie per la buona conservazione ed il 
miglioramento del bosco. ^ 

L'ispezione forestale sottoporrà il permesso di taglio a quelle 
condizioni e cautele che crederà opportune, previo, ove occorra, 
accertamento locale delle condizioni de>l bosco da farsi a spese del 
proprietario. 

' CAPO III. 

Rimboschimenti a cuba dei privati <]1^^ 
; Premi pd esenzioni da imposte — Espropriazioni, v^ 

■ Art. 70. 

n proprietario che, a tenore dell'art. 43 della legge, intenda 
procedere al rimboschimento di terreni nudi o cespugliati sotto- 
posti a vincolo e concorrere ai premi dalla legge stessa stabiliti, 
Qo dà avvilo al commissario civile; indicando l'epoca nella quale 
intende iniziare i lavori. 



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1408 LEGGI E DBCBETI DKL REGNO d'iTALIA - 1905 

11 commissario prescrive le norme alle quali il proprietario 
dovrà attenersi nella esecazione del lavoro, per garantire la sal- 
dezza del suolo e il buon regime delle acque. 

L'ispezione forestale cura, per mezzo degli agenti alla sua di- 
pendenza, che il proprietario osservi le norme predette. 

Art. 71. 

Dopo un quinquennio dall'inizio del rimboschimento, il com- 
missario civile dispone per Taccertamento locale ed il verbale con- 
statante il risultato della visita è trasmesso al commissario perchè 
sentito il consiglio del commissariato, assegni i premi a tenore del- 
l'art. 43 della legge e determini, su proposta dell'ispezione forestale, 
il piano di coltura e di conservazione. Questo piano deve essere 
accettato integralmente dai rispettivi proprietari con atto dì sot- 
tomissione. 

Accertata la inosservanza delle norme contenute nel piano 
l'ispezione forestale ne riferisce al commissario il quale, sentito il 
consiglio del commissariato, pronuncia, se del caso, la decadenza 
dall'esenzione temporanea dell'imposta fondiaria, di cui all'art. 78 
della legge, salvo le pene stabilite dai regolamenti forestali in vi- 
gore ed ove si tratti anche di trasgressione prevista e punita dalle 
disposizioni in essi contenute. 

Art. 72. 
I 

Qualora, per i, terreni vincolati di privata proprietà, sia r co- 
nosciuta la necessità del rimboschimento per il consolidamento 
delle frane, per la sistemazione dei corsi di acqua, per ragioni igie- 
niche per altri interessi generali ed i rispettivi proprietari, inter- 
pellati, si ricusino di rimboschirli, nonostante i premi e la esenzione 
d'imposta, il commissario civile, quando non riesca conveniente 
o possibile la costituzione di un consorzio, si varrà, ai termini del- 
l'articolo 44 della legge, della facoltà di procedere alla espropria- 
zione dei terreni stessi, a tenore dell'art. 16 di quella l"* marzo 1888 
n. 6238 (serie 3»). 

Art. 73. 

Sempre ai fini del rimboschimento dei terreni privati soggetti 
al vincolo forestale, di cui^all'art. 44 della legge, il commìBsario 



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U500I B jmoBm del rrono d'italta - 1905 1409 

civile può concedere una ìndcnjaità ai proprietari di essi, che esclu- 
dano, per un tempo da determinarsi, il pascolo di una o piti specie 
di animali dai terreni stessi e si sottomettano alla osservanza dei 
disegni di coltura e di conservazione, preparati dall'ispezione fore- 
stale e approvati dal Ministero di agricoltura, su parere del consiglio 
del commissariato 

CAPO IV. ) 
Rimboschimenti a ouea e spese dello Stato. 

Art. 74 

Il commissario civile compila, per mezzo dell'ispezione fore- 
stale, in ba-se agli elenchi di vincolo, separati prospetti dei terreni 
demaniali dello Stato, dei terreni provinciali e coraunatli, che de- 
vono essere rinsaldati e rimboschiti a spese dello Stato, ai termini 
doirart. 46 della legge, distinguendo, fra i terreni comunali, i pa- 
trimoniali e demaniali, da quelli ex-feudali. 

Invita pure la provincia ed i comuni a fornire, entro un mese, 
pei terreni di cui sopra, esclusi quelli di pertinenza dei comuni che 
fossero demaniali ex feudali, documentate notizie sul reddito me- 
dio netto riscosso nel sessennio antecedente alla promulgazione 
della legge. 

Determinato, In base a tali notizie e sentita l'ispezione fore- 
stale, il reddito medio netto per ogni terreno, il commissario civile 
provvede perchè, nel foglio degli annunzi legali della provincia, 
8- ino pubblicati i prospetti di cui alla prima parto del presente ar- 
ticolo, con la indicazione del reddito a ciascun terreno assegnato. 
La pubblicazione &arà fatta senza spesa. 

I prospetti sono rimessi ai sindaci di ciascun comune interes- 
sato per essere affissi, durante trenta rrìorni, all'albo pretorio. 

Spirato tale termine, i prospetti, con le eventuali osservazioni 
che fossero prodotte, sono rinviati al commissai*io civile il quale, 
udito il consiglio del commissariato, approva gli elenchi e deter- 
mina definitivamente il reddito medio di ciascun terreno dandone 
notizia agli enti interessati e al Ministero di agricoltura. 

Contro le decisioni del commissario civile è ammesso, entro 
trenta giorni, il ricorso al Governo del Re. 

89 — VoL. IL - 1905. 

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1410 LEGOI E DBGRETI DEL REGNO d'iTALU - 1906 

Art. 76. 

LMBpezione forestale, eontemporaneamente alla preparazione 
dei prospetti, di cni all'articolo precedente, compila i progetti dei 
lavori di rinsaldamento e di rimboBchi mento dei terreni suindicati 
e quelli per la costrazione delle case di guardia, delle atradelle e 
delle siepi di chiusura necessarie alla buona conservazione dei 
nuovi boschi ed alla loro razionale utilizzazione. 

Tali progetti debbono essere compilati anche per i terreni li- 
beri erariali e provinciali, per i quali sia stata riconosciuta conve- 
niente la coltura silvana e che, a quest'oggetto, siano stati conse- 
gnati all'ispezione forestale a norma dell'art. 26 della legge. 

Il consiglio del commissariato, esaminati i detti progetti ed ac- 
certatosi che essi concordano coi lavori di sistemazione idraulica 
proposti dal genio civile, li approva e li trasmette al Ministero di 
agricoltura, industria e commercio, per essere autorizzato a prov- 
vedere alla loro esecuzione valendosi del personale forestale a nor- 
ma dell'art. 93 della legge. 

Art. 76. 

L'ispezione forestale inoltre compila i piani di governo dei 
nuovi boschi, come sopra formati; ed i piani stessi, previo esame 
del consiglio del commissariato, sono approvati e resi esecutivi da 
Ministero di agricoltura.. 

Art. 77. 

Per tutti i terreni rimboschiti, dichiarati foreste inalienabili, 
a sensi dell'art. 46 della legge, l'ispezione forestale propone, sulla 
base dei piani di governo di cui all'articolo precedente, i progetti 
per la loro utilizzazione.- 

Questi progetti, previo parere del consiglio del commissariato 
sono trasmessi al Ministero d'agricoltura, industria e commercio 
per l'approvazione. 

Per l'amministrazione dei boschi divenuti inalienabili, affidata 
all'ispezione forestale, si provvede con le norme dettate dal con- 
siglio del commissariato ed approvate dal Ministero di agricoltura, 
iftdustrifr e comm^rcio^ '^ • 



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I£OGI E DECBETI DEL REGNO d'iTAUA - 1905 1411 

Art. 78, 

La rendita netta che bì otterrà dai terreni provinciali e comu- 
nali, dal giorno in cui passeranno all'amministrazionef crestaie per 
essere rimboschiti ai termini deir articolo 46 della legge, sarà ver- 
sata in conto corrente nella tesoreria provinciale di Potenza, ai 
sensi dell'articolo 606 del regolamento di contabilità generale dello 
Stato, e verrà quindi corrisposta, fino all'ammontare della prece- 
dente rendita media netta sessennale, accertata come all'articolo 
74 del presente regolamento, dal Ministero di agricoltura alla pro- 
vincia ed ai comuni interessati, a rate semestrali posticipate. 

Eguali norme si osserveranno per il versamento della rendita 
ne tta^pr eveniente dai terreni demaniali dello Stato, la quale, in- 
sieme con l'eccedenza traila rendita^netta'che'si otterrà dai terreni 
provinciali e comunali e quella che verrà corrisposta alla provin- 
cia e ai comuni, ai sensi della prima parte del presente articolo sarà 
poi'ripartita,''a'cura^derMinistoro"d'agricoltura ed assegnata alla 
cassa provinciale di credito agrario e ai monti frumentari nelle 
forme e con le norme stabilite dall'art. 46 della legge. 

CAPO V. 
Agenti fobestau. 

Art. 79. 

Agli effetti dell'articolo 39 della legge, l'attualo corpo degli 
agenti forestali della provincia di Basilicata è sciolto dal giorno in 
cui comincia a funzionare il nuovo corpo ricostituito secondo le 
disposizioni della legge e del presente regolamento. 

n prefetto della provincia emana il decreto di scioglimento di 
concerto col commissario civile. 

Art. 80. 

n commissario civile, sentiti l'ispezione forestale e il consiglio 
del commissariato, procede alla formazione del nuovo corpo degl 
agenti forestali, determinando il numero, i gradi, gli assegni, le in- 
dennità, le spese d'amministrazione, nei limiti delle somme autoriz - 
zate dal Ministero di agricoltura, industria e commercio. 



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Iil2 LEGGI E PKCBFTT ni?t. BKGWO D^ITAWA - 1P06 

Il commissario civile, su proposta deirispezione forestale, com- 
pila le norme organiche e disciplinaifi del nuovo corpo. 

Art. 81. 

Per l'ammissione del nuovo corpo degli agenti forestali, i 
concorrenti debbono presentare al commissario civile domanda su 
carta bollata da centesimi 60, corredata: 

a) della fede di nascita, dalla quale risulti che l'aspirante ha 
compiuto gli anni 21 e non superati i 32. Per coloro che hanno pre- 
stato servizio nell'esercito o nell'armata, il limite di età è elevato a 
36 anni; 

i) del certificato penale; 

e) dell'attestato di buona condotta morale, rilasciato dal 
sindaco del comune, in cui l'aspirante ha avuto la sua residenza nel- 
l'ultimo biennio; 

d) del certificato medico di sana costituzione fisica. 
I documenti, di cui alle lettere &), o) d), devono avere data non 
anteriore di tre mesi a quella dell'avviso di concorso. 

Gli aspiranti sono sottoposti ad un ename sullo n^aterie da de 
signarsi dal commissario civile nei relativi avvisi di concorso. 

Art. 82. 

Gli attuali agenti forestali della Basilicata potranno far parte 
del nuovo corpo, senza che sia tenuto conto del limite di età e 
senza l'obbligo dell'esame di cui nel precedente articolo, qualora 
posseggano gM altri requisiti, abbiano serbato buona condotta o 
CT)nservino l'idoneitfi al servizio. 

Art. 83. 

Lf^ nomina degli agenti forestali è fatta con decreto del commis- 
sario civile, sentito il consiglio del commissariato. 

Art. 84. 

I contributi a carico della provincia e dei comuni, per il man- 
tenimento degli agenti forestali, debbono essere versati a rate bi- 
mestrali nella cassa del commissariato civile. 

Ove tali contributi, stabiliti dalla legge forestale vigente per 
il mantenimento degli agenti forestali, risultino insuflScieuti per 



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lEaOi È Decreti del regno d*italia - 1905 l4ia 

far fronte alle spese del nnovo corpo, sarà, per la diiferenza, prov- 
veduto col foudo di cui al n. 15 della tabella A^ annessa alla legge. 

Art. 86. 

Oli stenti forestali saranno inscritti alla cassa nazionale di 
previdenza per la invalidità e per la vecchiaia degli operai, 

A tal iino sugli assegni degli agenti sarà prelevata mensilmente 
una ritenuta nella misura di una lira, ed un contributo equivalente 
sarà dato sul iloudo di cui al n. 15 della tabella Aj annessa alla 
^egge. 

Lo ritenute degli agenti forestali e i contributi deirammini- 
Btrazìone saranno, mensilmente, versati alla sede secondaria della 
cassa nazionj^le di previdenza gerita dal banco di Napoli, 

CAPO VI. 

Jj Disposizioni oenbbaIjI. 

Art. 86. 

Quando, ai termini dell'art. 93,delila legge, occorra la CQope- 
razìonie del personale forestale nella sistemazione idraniica, re- 
stano ad esso affidate la direzione e la cisccuzione dei lavori di rin- 
saldamento e di rimboscliimento nella parto montana di o^ni ba- 
cino idfograrflco. 

Art. 87. 

A CMa deirispezione forestale, è provvcd.uto, nello foreste de- 
maniali inalienabili, alPirapianto od alla Hucoossiva manutenzione 
di vivai per I rimboBchimenti, di cui nel presente regolamento. 
I progetti relativi, udito il parere del consiglio del commissariatp, 
sono sottoposti all'approvazione del Ministero di atgricolturf^. 

Art. 83* 

Il consiglio del commissariato formula il nuovo regolamento 
di polizia forestale, che sarà approvato con le norme stabilite dal- 
l'articolo 24 della legge Ì0 giugno 1877, n. 3917, serie 3\ Lo stesso 
consiglio, su proposta dell'ispezione forestale, stabilisce le prescri* 



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1414 USaOI E DECBEtT DEL REGNO d'ITALU - 1905 

£Ìoni di mafisimft per la buona conBervazione, la razionale utilizza- 
zione e la riproduzione dei boschi vincolati. 

Sino a quando non siano stati pubblicati il nuovo regolamento 
e le nuove prescrizioni di massima^ continueranno ad applicarsi 
quelli in vigore. v^ 

TITOLO III. 
Obedito AO&ABIOi 

OAPO I. 
Gabba pbovikoiale di o&ebito agrario. 
A — Costituzione e funzionamento della Cassa protineialté 

Art. 89. 

H consiglio di amministrazione deMa cassa provinciale, costi-» 
tuito ai termini dell'art. 4 della legge, dovrà, entro due mesi dalla 
sua costituzione, proporre lo statuto della cassa. 
Lo statuto deve contenere: 

l"* le norme per la convocazione e la validità delle adunanze 
del consiglio di amministrazione; 

2° la procedura da osservare per decidere sulla concessione 
delle anticipazioni di cui alle lettere a), h) e e) dell'art. 1 della legge 
e sulle cautele per la destinazione agricola di esse e per la esecu- 
zione delle opere iudicate alle lettere b) e o); 

d"* le norme per Tamministrazione dei terréni, di cui ai nu- 
meri 2 e 3 dell'art. 2 della legge; 

4" le norme per la formazione del bilancio annuale della 
cassa; 

6^ le attriburìoni del direttore della cassa e le discipline re- 
lative alla nomina ed alla revoca degl'impiegati. 

Art. 90. 

Il Ministero di agricoltura, industria e commercio ha facoltà 
d'introdurre nello statuto della cassa tutte le modificazioni che re- 
puterà convenienti. 



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tÈGÓt E DECBEtl tm. RF.àNO d^italU - Ì906 1415 

tio statuto è approvato con decreto reale, promosso dal mi- 
nistro di agricoltura, sentita la commissione di cui airarticolo 92 
della legge e il consiglio di Stato. 

Art. 91. 

Le successive modificazioni allo statuto della cassajprovin- 
ciale possono essere proposte dal consiglio di amministraeione. 

Quando siano promosse dal Ministero di agricdltura,^industria 
e commercio deve essere sentito il consiglio di amministrazione 
deUa cassa. 

Quando le variazioni proposto allo Statuto riguardino gli 
obietti di cui ai numeri 2 e 3 dell'articolo 89, dovranno essere sen- 
titi anche la commissione di cui airarticolo 92 della legge ed il 
consiglio di State. 

Aru. 92. 

lì bilancio col resoconto annuale della cassa provinciale è 
formato dal consiglio d'amministrazione non più tardi del mese di 
marzo dell'anno successivo a quello cui si riferisce e deve essere 
sottoposto all'esame dei revisori, di cui nell'articolo seguente. 

n bilancio, col resoconto delle operazioni compiute e con 
l'elenco dei mutui concessi, è ibviato al Ministero di agricolturai 
industria e commercio assieme alla relazione dei revisori. 

Ottenuto il nulla osta del Ministero, il bilancio col resoconto e 
l'elenco dei mutui è pubblicato nel BoUettino della prefettura ai 
sensi del penultimo capoverso dell'art. 4 della legge. 

Art. 93. 

Nel gennaio di ogni anno deve essere nominato un collegio di 
.^visori dei conti della cassa provinciale; uno dei quali nominato 
dal prefetto della provincia, l'altro dall'intendente di finanza e il 
terzo dalla deputazione provinciale. 

I revisori nominati dal prefetto e dall'intendente di finanza 
devono essere funzionari dello Stato residenti in Potenza. 

I revisori esaminano collegialmente il bilancio e il rendiconto 
delle operazioni compiute dalla cassa provinciale,, ed hanno facoltà 
di riscontrare i libri dell'iatituto e i documenti che hanno relazione 
egl bilancio e ool rendiconto* 



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1416 LEOOl E DECRETt DEL REGNO o'iTAUA - 1905 

Art. 94. 

Il consiglio d'amministrazione ba facoltà di nominare nel ano 
seno un vice presidente. 

Quando il presidente sia abaente o impedito, ne assume l'uf- 
ficio il vice presidente ed, in mancanza anche di questo, il consi- 
gliere più anziano. 

Art. 95. 

Il direttore della cassa provinciale ha la rappresentanza legale 
deiris tituto. 

Lo stipendio del direttore della cassa provinciale non poirà 
essere superiore alle 6000 lire annue. 

Art. 96. 

Il direttore e gl'impiegati dalla cassa provinciale saranno in- 
8i;ritti alla cassa nazionale di previdenza per la invalidità e per la 
vecchiaia dogli operai, ramp rendite popolari vitalizie. 

I contributi da versare nella ca;}Ba provinciale e le ritenute su- 
gli stipendi dei detti impiegati saranno stabiliti con apposita con- 
venzione che interverrà fra l'amministrazione della cassa^provin- 
cialq e quella della cassa nazionale di previdenza.] 

Art. 97. 

II consiglio di amministrazione della cassa provinciale for- 
merà il regolamento interno e disciplinare, che satà sottoposto al- 
Tapprovazione del Ministro di agricoltura, industria e commercio. 

f B — Anticipazioni ddta cassa provinciale. 

Art, 98. 

Per ottenere le anticipazioni in danaro dalla cassa provinciale, 
di cui nella lettera a) dell'art, l'ideila legge,! Monti frumentari, 
le casse agrarie e i consorzi agrari devono presentane al consiglio 
di amministrazione della cassa provinciale; '.>' 

y una domanda, nellj^ quala.deve essere indi-cata la somma 
richiesta, e gU scopi ai quali è destinata; 

2'' un estratto della.situazione, a data eorreute, dei oonti dei* 
l'istituto richiedente. 



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LBÒGI S DECRETI DKL REGNO d'iTALIA - 1905 1417 

Prima di accogliere le doma&de di anticipazione che vengano 
fatte da istituti che non sono Monti frnmentari o casBC agrariei 
\'ftmniini8trasione della cassa proTinciale deve assumere esatte e 
precise informazioni sulla solvibilità deiristituto richiedente. 

Art. 99. 

Perle anticipazioni in attrezzi, l'istituto richiedente deve indi- 
eare nella domanda se questi servono per essere dati in prestito agli 
agricoltori, ai seilSi degli aiuticeli 10 e 20 della legge, o se di essi 
sia stato chiesto l'acquisto dagli agricoltori. 

Nel secondo caso, ed anche per le anticipazioni in scorte, 
l'istituto richiedente devo unire alla domanda l'elenco degli oggetti 
chiesti dagli agricoltori con rindicazione delle condizioni di acqui- 
sto e del termine nel quale debba esserne pagato il prezzo. 

Art. 100. 

jbe domande di anticipazioni presentate dagli enfìtcutì, dalle 
società cooperative agrarie riconosciute e dai proprietari e condut- 
tori di terre per gli scopi indicati nello lettere 6) e e) dell'articolo 1** 
della legge, devono contenere: 

l'^la indicazione dei lavori o degli acquisti ai quali è desti, 
nata la somma richiesta; 

2** la' descrizione d'el fondo o dei fondi sui quali può essere 
accesa l'ipoteca; 

3^ la durata dell'anticipazione, il numero, l'ammontare e 
la scadenza di ciascuna rata di ammortamento. 

Quando l'anticipazione è chiesta per la esecuzione di lavori 
aUa domanda deve essere unito il piano dei lavori ehe si intende 
eseguire col relativo fabbisogno. 

Ali. 101. 

Le anticipazioni della cassa provinciale, in danaro e in natura, 
ai. Monti |r^mentari non possono complcssit^amente 'superare la 
somma di lire £000 fissata dairarticolo 9 della legge. 

Le anticipazioni alle casse agrarie non possono essere superiori 
nel loro complesso, al capitale da ciascuna di esse posseduto, se- 
condo l'articolo 16 della legge. 



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l4Ìd IXaai B DBCRBTI DEI. REQVO ViTTALLA - 190é 

La misura delle aatìcipazioai cUe possono essere concede a 
consorzi agrari, sarà, per oiasenno di essi, determinata dal consiglio 
d'amministrazione della cassa proTinciale, come prescrive Tarti- 
colo 19 della legge. 

Ari^ 102. 

Le anticipazioni in danaro fatte dalla cassa provinciale di ere 
dito agrario ai monti frnmentari, alle casse agrarie e ai consorzi 
agrari devono estinguersi in un periodo di tempo non maggiore di 
quattro anni. 

Il prezzo degli attrezzi e delle scorte somministrati dalla cassa 
provinciale agli istituti predetti deve essere da questi pagato in un 
periodo di tempo non maggiore di sei anni. 

Le anticipazioni fatte agli enfiteuti e alle società cooperative 
agrarie riconosciute, per acquisto di bestiame, di strumenti di la- 
voro, di materie prime e in generale di scorte, devono essere estinte 
in un periodo non maggiore di sei anni. Quando le anticipazioni 
predotte diano date in natura, ne deve essere pagato il prezzo 
entro lo stesso periodo di tempo. 

W in facoltà della cassa provinciale di pattuire con gli enti e 
le persone sovvenute il pagamento delle anticipazioni date o del 
prezzo di quelle in natura, sia n una sola volta alla scadenza con- 
venuta, sia in rate semestrali con gli interessi a; scalare. 

Art. 103. ' 

Le anticipazioni fatte dalla cassa provinciale agli enti ed ai 
privati di orui alle lettere b) e e) dell'art. 1 della legge e per gli scopi 
ivi indicati, possono essere rimborsate entro un periodo di tempo 
non maggiore di cinquantanni. 

Quando le somme date in anticipazione vengano sommini. 
strate ratealmente a misura che procedono i lavori, il periodo del- 
Tammortamento incomincia dalla data deirultima somministra- 
zione e, nel periodo delle somministrazioni, il mutuatario paga sol- 
tanto gli interessi sulle somme effettivamente ricevute. 

Il rimborso delle anticipazioni si effettua mediante pagamento 
di semestralità eguali comprendenti l'interesse e la quota di am* 
mortamento del capitale anticipato. 



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Ieggì 'è hecseti d£l regno d'itaija - 1906 14Ì9 

[Art. 104. 
Per la costituzione del privilegio speciale consentito dall'ar- 
ticolo l"* della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 (serie 3*), Tatto scritto 
di cui nelTart. 3 della legge stessa, deye contenere : 

1^ Tindieazione precisa della qualità del mutuatario, cioè 
se enflteuta, società cooperativa agraria, proprietario di terre, 
conduttore o mezzadro; 

2^ la descrizione degli oggetti e dei prodotti sui quaU viene 
eostitaito il privilegio; 

3^ la misura dei diritti che il mutuatario possiede sugli og- 
getti e sui prodotti anzidetti; 

4^ la espressa costituzione del privilegio con la indicazione 
della durata di esso; 

6° la enunciazione della somma per la quale il privilegio è 
costituito, della- misura dell'interesse pattuito sul prestito e la de« 
Btinazione della somma stessa agli scopi indicati negli articoli 1, 
10, 17 e 20 della legge 31 marzo 1904, n. 140; 

O'' l'indicazione se il privilegio è costituito a garanzia di 
cambiali (quante e di quale somma ognuna) o di un conto corrente. 
Quando gli oggetti e i prodotti dovessero, per condizioni spe- 
ciali, trovarsi o essere trasportati in luogo diverso del fondo cu| 
servono o da cui provengono, si £arà espressa menzione di tale con- 
dizione nell'atto costitutivo del prijvilogio. 

Quando il contratto del prestito non viene fatto con la forma 
cambiaria o con atto separato, ma nello stesso atto di costituzione 
del privilegio, questo deve anche determinare i tempi e i modi di 
restituzione delle somme costituenti il prestito 

Art. 106. 

La registrazione presso l'ufficio 4^1 registro e la registrazione 
sul registro speciale del conservatore delle ipoteche, ai sensi del- 
l'articolo 3 della legge 23 gennaio, 1887, n. 4276 (serie 3*), e la rin- 
novazione di cui neir articolo 9 della legge medesima, debbono es« 
sere fatte a cura dell'istituto Qreditore. 

I certificati d'iscrizione possono, quando l'istituto lo consenta 
essere stesi in calce all'atto originale di costituzione del privilegioi 



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1420 LEGGI E DECKETI DEL REGNO D*ITALTA - 1900 

Art. lOG. 

Le auticipazioni, per gli scopi indicati alle Ietterò b) e.o) d^« 
Tarticolo 1^ della legge, devono risaltare da atto s^dUo^ il quale^ 
oltre alle indicazioni di cui nell'articolo 100 del piresenite regola- 
mento, davo contenere: 

1° le norme per la spniminislrazione jratcale delle 4<ianfi)^ 
mutuate, quando sia pattuita a misura dellaeeecusione dei lavori; 

2"^ la costituzione, quando ne sia il caso, del privilegio ape- 
cialesoprailmaggior valore che acx}ui8terà il f(.adodopo <»seguite 
le opere per effetto dciranticipazione consentita dall'art. 22 dellA 
leggo 23 gennaio 1887 n. 4276, o della ipoteca couBentitn dibirarti- 
colo 17 della legge 31 maggio 1903, n. 264; 

8*^ la dichiarazione dei creditori ipotecari anteriori, nel caso 
dell'art. 28 della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 (3««ie 3^); 

4"^ l'elezione di domicilio, da parto del debitore^ uqI oireon- 
dario del tribunale dove sono.situati i fondi, per sèesuoi aucceasori 
ed alicnatarii. > 

Art. 10.. 

Kelle anticipazioni guarentite col privilegio speciale, di cui 
negli articoli 22, 23 e 28 della leggo 23 gennaio 1887, n. 4276 (se- 
rie 3*), si concorderanno fra le parti le basi e le condizioni del con* 
tratto, da avere effetto dopo che sia stata depositata la perizia 
del fondo e siano state adempiuta le altre formalità indicate dal- 
l'articolo 23 della letrge modesima. Dtopo ciò la Gassa provinciale 
farà procedere alla stipulazione del contratto e, previe le oppor- 
tune inscrizioni, incomincierà la consegna delle somme mutuate 
per l'inizio dei lavori. 

* Art. 108. 

La Cassa provinciale può promuovere (iirettamente ed a 
spose del mutuatario negligente,, l'esecuzione della s^econda pe- 
rizia e l'adempimento delle altre formalità prescritte dall'arti- 
colo 25 della legge 23^gen,naio 1887, n. 4276 (serie 3«), per Taccer- 
tamento del maggior valore del fondo risultante dai lavori per i 
quali l'anticipazione i^u concessa* 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1421 

S -^ Bimi^rio del e&ntributo detli^ 8Mo. 

Art. 100. 

Alla fine dcirundicesimo anno dalla data dell'ultimo ver- 
sanrento della somma di 2 milioni di lire somministrata dallo 
Stato alla cassa provinciale di credio agrario, la cassa stessa in- 
coniìncierà il rimborso della somma ricevuta. 

Tale rimborso si. effettuerà nel periodo di 50 anni, mediante 
annualità che dovranno essere non inferiori, ciascuna, nel primo 
decennio a lire 30,000, nel successivo ventennio a lire 40,000, e a 
lire 45,000 nell'ultimo ventennio. Ogni rata sarà versata alla fine 
dell'anno cui si riferisce nella tesoreria dello Stato, aumentata 
degli interessi a scalare nella misura del 2 %. 

II patrimonio mobiliare ed immobiliare della cassa ])rovin- 
ciale guarentisce il rimborso delle somme dovute allo Stato. 

CAPO II. 

Monti fiiumentabi. 
§ A — Coltivazione gratuita dei terreni dati ai Monti. 

Art. 110. 

Quando, per formare od accrescere la dotazione in grano dei 
Monti frumentari, oerorra ftp])lTcare lo disposizioni contenute 
nell'art. 7 della leggts il prefetto, sentita la commissione ammini- 
stra trice del Monte, invita il ccu»fiiglio comunale a concedere gra- 
tnitnmente la estensione di terreno che sia sufficiente a tale scopo. 

Il consiglio comunale deve provvedere entro due mesi dal- 
Tìnvito del prefetto; e qualora enir^o quel termine non provveda, 
il prefetto fa procedere d'ufficio alla scelta e concessione del ter- 
reno, e stabilisce la durata di questa, addebitandone al comune 
il canone di affitto quando il terreno non sia di proprietà comunale. 

• Art. 111. 

Per la coltivazione gratuita dei terreni di cui nc.irarticolo 
precedente, adempiute le condizioni indicate nell'art. 7 della 



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1422 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITALIA - 1906 

le^ge, la gianta proTinoiale amminiBtratiTa emette la relativa 
ordinanza e stabilisce la durata della coltivazione stessa. 

La commissione amministratrice del monte formerà il molo 
delle prestazioni d'opera che trasmetterà al consiglio comunale. 

Nel formare il ruolo deve tener conto delle speciali condi- 
zioni che nel comune sono portate dalle cosuetudini o giustificate 
dalla natura del terreno o da altre circostanze. 

Art. 112. 

Ogni capo di famiglia, abitante o possidente nel comune in 
cui ha sede il monte, può essere obbligato a dare annualmente 
tante giornate di lavoro quante sono necessarie per la coltivazione 
del fondo, in proporzione delle bestie da lavoro che possiede, e 
quando non ne possegga, per ogni individuo maschio atto al la- 
voro dai 16 ai 60 anni che faccia parte della sua famiglia. 

La commissione amministratrice del monte potrà consentire 
che la prestazione abbia luogo in giorni festivi. 

Art. 113. 

Agli effetti degli articoli 117 e 119 la commissione jiel monte 
determina in apposita tariffa il valore in denaro di ogni giornata 
di lavoro personale e il prezzo giornaliero dell'impiego delle be- 
stie da lavoro coi relativi attrezzi. 

Art. 114. 

La commissione del monte stabilisce l'epoca nella quale do- 
vranno eseguirsi le prestazioni. 

Il ruolo e la tariffa so&o pubblicati nel primo giorno festivo 
dopo la sua approvazione da parte del consiglio comunale e de- 
vono rimanere affissi nell'albo del comune per 10 giorni. 

Di questa pubblicazione si deve, nei comuni rurali, dare no- 
tizia alla popolazione per mezzo di pubblico bando. 

Art. 116. 

Entro il termine fissato nell'articolo precedente gl'interes- 
sati possono reclamare alla giunta provinciale amministrativa. 

I reclami, a cura del presidente della commissione del monte, 
cou le osservazioni di questa, devono essere inviati alla giunta 



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XJSaOI E DSCSETI DSL REGNO D^ITALIA - 1905 1423 

proTinoIale amministrativa, la quale pronunzia deflnitlTament e 
nel termine di un mese. 

Art. 116. 

I! ruolo e la tariffa sono resi esecutivi dal prefetto e pubbli- 
cati nell'albo del comune per 10 giorni. 

Il ruolo e la tariffa sono riveduti ogni anno, e per le varia- 
Ejoni di essi, si segue la procedura indicata in questo e negli arti- 
coli precedenti. 

Art. 117. 

E in facoltà del contribuente di convertire in danaro le pre- 
stazioni di opera. 

In tal caso dove farne dichiarazione al presidente della com- 
missione del montCf nei cinque giorni successivi alla pubblica- 
zione del ruolo e della tariffa, e nei 30 giorni successivi deve ver- 
sare la somma relativa al montistv*. 

Art. 118. 

Sono esenti dalla prestazione del lavoro personale di cui nel- 
r«»ticolo 111: 

a) coloro ohe vivono eoclusivamente con lavoro retribuito 
a giornata; 

;li Inabili al lavoro; ^ 

e) coloro che non hanno raggiunto Tetà di anni 16 e coloro 
che hanno superato quella di 60 anni; 

d) coloro che sono a salario fisso per tutto Tanno plesso i 
coltivatori, siano questi o no proprietari; 

e) gli agenti forestali, le guardie comunali e le guardie 
campestri. 

Alle esenzioni di cun alle lettere o), d) ed e) non si farò, luogo 
quando le^persone si trovino nelle condizioBi di possidenza di cui 
al precedente art. 112. 

Art. 119. 

La mancata prestazione di lavoro personale porta l'obbligo 
4ella conversione in danaro della prestazione stessa, ^ ,: 



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1424 Limoni E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA - 190$ 

Art. 130. 

La riscossione delle prestazioni volontariamente conver- 
tite in danaro e non pagate nel termine indicato nell'art. 117 e dì 
quelle indicate neirart. 119 si esegue dal montista in base al 
ruolo formato dalla commissione del monte e reso esecutivo dal 
prefetto. 

L'esecu^^ione dei contribuenti morosi viene fatta dal mon- 
tista coi privilegi fiscali consentiti dalla legge vigente sulla ri- 
scossione dello imposte dirette. 

Art. 121. 

I componenti la commissione del monte, insieme ai venti 
maggiori contribuenti del comune, soeleròno a turno fra di loro 
una delegazione per esercitare Iji vififilanza suH'esecuzione mato- 
naie delle prestazioni di opera, sul raccolto del grano e sulla in- 
troduzione di questo nel magazzino del monte. 

La sorveglianza tecnica sulla cultura del terreno èesercitata 
dal direttore della cattedra ambulante ai sensi dciruUimo ca- 
poverso dell'art. 7 della legge 

Art. 132. 

•' La misurazione del grano prodotto, prima il^^lla. esporta- 
zione dalle aie, deve risultare da verbale, formato alla presoij;!a 
di almeno due membri della commissione del monte. 

Altro verbale deve formarsi per la consogna del grano al 
montista. 

Copio autentiche di tali atti sono rimesse al prefetto. 

Art. 123. 

La concessione gratuita del terreno può cessare ancihe prima 
del termine di cui nell'art. Ili, quando il prefetto, su proposta 
del consiglio comunale d'accordo con la commissiono del monte, 
accertata dairispettore di cui nell'art. 21 della legge, riconosca 
Buffioiente la dotazione in grano del Monte* 



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xjsaai B DECBETi DEL REGNO d'italia - 1005 1425 

- OperoBioni dei Monti frumefiiart. 

Art. 134. 

Ogni Monte frnmentarto deve essere regolato da uno sta- 
tuto, il qnale deve contenere le norme: 

a) per il fnnzionamento della commissione amministratricc; 

b) per la'natnra delle malleverie che devono darei richie- 
denti il prestito; 

e) per le guarentigie che deve offrire il montista; 

d) per la distribuzione degli utili annuali^ 

e) per la formazione delle situazioni semestrali e dei rendi- 
conti annuali. 

Kello statuto deve essere fissata la retribuzione mensile o 
annuale del montista. 

Oli statuti dei monti frumentari sono approvati dal consi- 
glio di amministrazione della .cASsaprovinoial^ ed omologati dal 
Hinifltero di agricoltura. Industria e commercio. 

TArt. 136. 

Entro il mese di agosto, il presidente della commissione 
del monte invita con pubblico avviso gli agricoltori del comune 
a presentare, nel termine di 16 giorni, le domande per essere am- 
messi all'assegnazione ordiinaria dei prestiti di grano, di stru- 
menti agricoli o di danaro. 

Le domande devono contenere rindicazionef 

a) della qualità del richiejclente, se cioè .proprietario, con- 
duttore, mezzadro, enflteuta; 

,») della quantità di grano, degli strumen]bi agricoli o della 
Bomuia di danaro di cui i richiedenti hanno bisogno; 

e) della estensione del torreno'prèparata per la seminagione; 

d) dello scopo a cui serve il grano chiesto in prestito e della 
destinazione agricola del prestito in danaro; 

e) delle malleverie offerte daji richiedenti. r > 

" Art. 126. ' 

La comìnissioné del Itonte determina, per ogni singolo richie- 
dente, la quantità di gi*ano, gli strumcmti agricoli e la somma'^di 
90 -. VoL. IL - 1^5, 



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1426 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 190o 

danaro da concedersi a'prestito, dando la preferenza ai piccoli col- 
tivatoriy e forma un elenco per ordine alfabetico e con le indica- 
zioni delle domande, del prestito chiesto e concesso e delle malle- 
verie. 

Neirelenco è indicata, per ogni categoria di prestiti, la misura 
dell'interesse che sui medesimi deve essere corrisposto, e che non 
potrà in Ter un caso superare il 6%. 

Art. 127. 

Oli elenchi devono essere compilati entro dieci giorni dalla 
scadenza del termine fissato per la presentazione delle domande, e 
pubblicati per afSissione all'albo del comune; rimangono affissi per 
dieci giorni e sono comunicati al consiglio di amministrazione della 
cassa provinciale. 

Coloro la cui domanda non sia stata ammessa in tuttoo in parte 
qualora i loro reclami siano respinti dalla commissione ammini- 
stratrice del Monte, possono ricorrere al consiglio di amministra- 
zione della cassa provinciale, il quale provvede inappellabilmente, 
sentita la commissiono del monte. 

La presentazione dei ricorsi non sospende la esecuzione deh 
l'eLenoo. 

Art. 138. ' y- 

La commissÌT)ne non può concedere alcun prestito, né diretta* 
monte, né per interposta persona: 

a) ai debitori morosi; 

h) a chi non presenti idònea malleveria; 

e) a chi non è maggiore d'età o non abbia la libera ammini- 
strazione dei suoi beni, quando non sia' legalmente rappresentato. 

Art. 129. 

Oltre al riparto ordinario autunnale, in caso di esuberanza di 
fondi, si ooncederanno prestiti per scopo agricolo, in di tre epoche, 
mediante formazione di elenchi Suppletivi, osservate le horme sta- 
biute nell'articolo 127 per il riparto ordinario. 

La domanda e l'ateo col quale si concede il prestito devpno 
indicare gli scopi agricoli ai ^uali deve essere applicato. 



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LEGGI £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1427 

Quando il prestito non sia impiegato negli nsi indicati nel- 
Tatto, il monte dovrà chiederne l'immediata restituzione. 

Art. 130. 

n presidente della commissione del monte fissa il giorno in 
cui Incominca la distribuzione dei prestiti nel periodo autunnale, 
la quale deve continuare nei giorni successivi senza interruzione. 

n mutuatario rilascia una obbligazione secondo la formula 
indicata da apposito modulo. 

L'obbligazione è firmata dal mutuatario, dal fideiussore e dal 
montfsta. Qualora uno o più del contraenti fossero analfabeti 
l'obbligazione sarà da questi crocesegnata, ma deve essere firmata 
da dne testimoni. H fideiussore inentrambi i casi è solidale col de- 
bitore. L'obbligazione fa piena prova in giudizio. : ] 

^ ^ Art. ÌSL " 

I prestiti in grai^o devono essjere restituiti nel raccolto succes- 
sivo alla data di concessione del prestito. 

La restituzione deve essere eseguita dal debitore prima di 
asportare dall'aia p grano raccolto. Il montista deve recarsi sul- 
l'aia e scegliere il grano della migliore qualità e domanderà, ove oc- 
corra, il sequestro conservativo, secondo le disposizioni dell'arti- 
colo 924 del codice di procedura civile. 

II monte godo del privilegio stabilito nell'articolo 1968, n. 5, 
del][codice civile. i * 

Il procedimento coattivo deve esplicarsi con la forma dei pri- 
vilegi fiscali stabiliti dalla logge 29 giugno 1902, n. 281 /^^sto unico) 
'^^r la riscossione delle imposte dirette. 

Art. 132. ^ -^ 

La scade;iza per la restituzione dei prestiti in danaro.è stabi- 
lita annualmente dalla commissione del monte non oltre >1 mese di 
novembre. , i ... 

È ammessa, alla fine del primo ^pno, la rinnovazione del pre- 
stito per un altro anno soltanto^ e per il sblo capitale o per parte 
di esso. 



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1428 LEGGI K DECRETI DEL REGNO D*ITALIA - 1905 

Art 133c 

Almeno dne moBi priroa del pi*rlodo del raccolto il rnontista 
tr:wmetto al prefetto, per Tapprovazìono, la lista di tntti i debitori 
correnti ed arretrati, riconosciuta regolare e firmata dal presidente 
dell(v .cQmmissiorje. Questa lista serve di.titolo esecuiiYO per la pro- 
codaip.«>. cQuti:o i dQbil^ori che alla scadenza del loro prestito non ab* 
biaup .paga»t,o,e d^vo .essere conforme ad apposito madalo. 

Il, montisi doTe accusare. ricevuta deJla list^ approvata^ 

CAPO HI. 

Delle ^ oasrb^ aqb^bi?-, 

art. 184. 

Lo istituzioni di credito agrario esistenti nella Basilicata sotto 
varie denominazioni e derivate (L^fLa, trasformazione di monti fra- 
mentari o di altre opere pie, assumono il titolo di 4 Oasse.agrarip >• 

Esse devonO) nel termine di un anno damila pubblicazione del 
presento regolamento, modillc re i loro statuti per porli in armo* 
nia con la nuova la rinnovata loro funzione. 

I nuovi statuti delle casse esif3[tenti e gli statuti delle nuove 
casse, escluse quelle costituite con la forma di società cooperative 
in nome collettivo, deliberati dai rispettivi consigli di amministra- 
zione od enti fondatori, sono approvati per decreto reale promosso 
dal ministro di agricoltura, indùstria e commercio. 

Art. 186; 

Oli statuti delle casse agrario devolvo conton^i:e le norme:. 

a) per la formazione, la rinnovazione e il funzionamento del 
consiglio di amministrazione, il quala;[ion potrà essere minore di 
tre né maggiore di cinque componenti, compreso il presidènte; 

b) per la concessione dei prv^stiti agli scopi indicati nell'ar- 
ticolo 17 della legge; '' * 

0) per il servizio dei depositi a risparmiò quando ne siano au- 
torizzate a tenore deirarticolo 16 della Icfrge; 

d) per la nomina e la revoca degli impiegati; 



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t&Ùùt S BfiCRBtt DEL BECNO d'iTALIA - 1905 1429 

e) per la^formazione del conto annuale e per la distribuzione 
degli utili; 

/) per la custodia dei titoli e valori di proprietà della cassa. 

Art. 136. 

Le casse agrarie, le quali intendano funzionare come casse di 
risparmio esercenti il credito agrario, devono présòntare d rimanda 
al Miidstei'o' di agricoltura, industria e commercio. Alla domanda 
saranno uniti i seguenti documenti: 

l"* copia autentica delle deliberazioni deiramministrazione 
della cassa intorno alla assunzione del nuove servizio; 

2"* statuto contenente le disposizioni intorno al servizio dei 
depositi a risparmio; 

3° stato attivo e passivo della cassa alla chiusura del mese 
precedente a quello in cui si presenta la domi^mla. 

Il ministro di agricoltura, industria e commercio, sentito il 
consiglio di Stato, promuove il regio decreto col quale la cassa 
agraria è autorizzata a funzionare come cassa di risparmio esercente 
il credito agrario. 

Art. 137. 

Le casse agrarie costituite con la forma di società cooperative 
in nome collettivo, adempiute, per la loro costituzione, le forma- 
lità volutedal codice di commercio, devono rimettere al Ministero 
di agricoltura, induiStria e commercio una copia dell'atto costitu- 
tivo e dello statuto. 

irMitlistero baiacoltà di suggerire quelle modiflcazionr che re- 
puta opportune per il buon funzionamento della cassa ài fini della 
'Ifegge. 

Art. 138. 

Per èssere inscritti alla cassa agraria, ai sensi dell'articolo 18 
della legge, gli agricoltori deroomune devono presentare domanda 
alla amministrazione della cassa. 

La domanda oouterrà le indicazioni: 

a) della qualità del richiedente, se cioè proprietario di terroi 
conduttore, mezzadro o enflteuta; 



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1430 LKOOI E BECBETt DSL REGKO B^ITALIA - 1905 

b) della estensione e destinazione agricola del terreno posse 
dato o coltivato; 

e) del numero dei capi di bestiame qualora ne possegga. 
L'amministrazione della cassa agraria ha facoltà di control- 
lare l'esattezza delle dette indicazioni. 

Art. 139. 

L'amministrazione della cassa agraria forma il ruolo degli 
agricoltori inscritti che sarà permanentemente af&sso in un locale 
dell'istituto accessibile al pubblico. 

Nello stesso locale deve essere afteso l'elenco degli agricol- 
tori cancellati dal ruolQ. 

Art; 140.. '. : .. yj_,,. k^lr:. 

Sono cancellati dal ruolo degli agricoltori inscritti ammessi al 
credito: 

1^ coloro che non abbiano pagato nel termine convenuto il 
diritto di primo ingresso, di cui nell'articolo 18 della legge; 

2^ coloro che non abbiano, alle scaden-ze pattuite, rimbor- 
sato in tutto o in parte il prestito- ricevuto. 

Il diritto di primo ingresso può essere pagato in una sola 
volta all'atto della inscrizione o in rate mensili di una lira ciascuna. 

Art. 141. 

Kel consiglio di amministrazione della cassa agraria devono 
essere rappresentati gli agrì^coltori inscritti in numero non minore 
di due. 

I rappresentanti degli inscritti devono essere eletti diretta- 
mente da questi con le norme che saranno stabilite nello statuto 
della cassa. 

I revisori dei conti devono essere scelti fra gli agricoltori in- 
scritti e da questi designati. 

L'ente fondatore della t^assa ha però facoltà di aggiungere ai 
revisori una persona che abbia speciale competenza contabile. 

Art. 143. 

Per le operazioni che compiono le casse agrarie sono applica- 
bili, nelle parti che concei^ono i prestiti in danaro, le disposizioni 
degli articoli 124 a 132 del presente regolamento. _ 



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tfiOGÌ £ t)£CR£tI pÈL ftìSdNO B^ItAtlA - 1905 14Sl 

CAPO IV, 

Sovvenzioni delle casse di risparmio e delle società or- 
dinarie E COOPERATIVE DI CREDITO, AI MONTI PRUMENTAEI, 
ALLE CASSE ED AI CONSORZI AGRARI. 

Art. 143. 

Per ottenere le sovvenzioni dalle casse di risparmio e dalle 
società ordinarie e cooperative di credito autorizzate ai sensi del- 
Tarticolo 22 della legge, i monti frnmentari, le casse agrarie e i 
consorzi agrari devono rivolgere apposita domanda all'istituto dal 
quale intendono ottenere la sovvenzione. 

Le domande devono essere corredate di un esemplare dello 
statuto e del regolamento interno e di un estratto della situazione 
a data corrente dei conti dell'istituto richiedente. 

Alle domande dei mónti frumentari e delle casse agrarie sarà 
inoltre unito il parere favorevole del consiglio d'amministrazione 
della cassa provinciale. 

Art. 144. 

Le domande per la concessione delle. sovvenzioni, corredate, 
quando occorra, di quelle altre informazioni che l'amministrazione 
dell'istituto sovventore abbia raccolto sull'istituto richiedente 
sono sottoposte all'esame del consiglio di amministrazione del 
Tistituto sovventore. 

Il consiglio d'amministrazione, quando trovi regolare e meri- 
tevole di accoglimento la domanda, determina la somma della sov- 
venzione che può essere accreditata in un anno all'istituto richie- 
dente. 

Trattandosi di domande di casse agrarie costituite con la forma 
di società cooperative in nome collettivo, il consiglio d'ammini- 
strazione dell'istituto sovventore, stabilita la cifra del valore pa- 
trimoniale di ciascun socio, determina la somma della sovvenzione 
in una misura non superiore alla metà del valore complessivo de 
patrimonio dei soci. 



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1432 LEoai s OECBfixz osl uGiro d'iiaua - 1906 

L ^Art. 146. 

n consiglio d'amministrazionedeiristitutoBOTTentorei quando 
lo reputi necessario, può stabilire che la concessione sia subordi- 
nata ad una garanzia personale, da prestarsi in solido da tutti, o 
solo da alcuni, a scelta del consiglio stesao, dei membri dell'ammi- 
nistrazione dell'istituto che ha presentato la domanda, o anche da 
una o piti persone estranee all'amministrazione; ovvero ad una 
garanzia reale in titoli emessi o garantiti dallo Stato, da prestarsi 
dall'istituto richiedente. 

Art. 146. 

Le sovvenzioni da concedere ai consorzi agrari p^ procurarsi 
i mezzi per l'acquisto di sostanze e di materie agrarie commesse 
ad essi dai soci, non devono superare l'ammontare, a valore cor- 
rente, delle sostaiuze e materie commissionate dai soci, depurato 
delle somme depositate dagli stessi soci all'atto della commissioae. 

Le cambiali emesse in dipendenza della sovvenzione concessa 
non possono avere una scadenza superiore ai «ei- mesi. Possono, 
alla scadenza, col consenso dogli enti sovventori, essere sostituite 
dalle cambiali che avranno rilascisi^to ai consorzi i soci acquirenti. 

Art. 147. 

Por il servizio delle vendite collettive dei prodotti agrari de- 
gli agricoltori, di cui al n. 2 dell'art. 20 della legge, le sovvenzioni 
sotto forma cambiaria ai consorzi agrari non devono superare i 
tre quinti del valore dei prodotti eifettivamente trasportati nei 
magazzini dei consorzi o nei magazzini generali. 

A garanzia di questo' operazioni l'istituto sovventore può 
chiedere, oltre la firma dei rappresentanti il consorzio, la costitu- 
zione in pegno dei prodotti immagazzinati, la cessione dei titoli di 
deposito presso i magazzini generali o la cessione dei titoU di de- 
bito per acquisti fatti dai terzi. 

Le cambiali scontate per il servizio delle vendite collettive 
non possono avere una durata superiore ai sei mesi; possono ia 
seguito essere sostituite da altre di minor somma, le quali però 
dovranno essere totalmente estinte dopo un anno dalla data delle 
cambiali originarie. 



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UBOoi X 9lB0B8tl ma* bbqvo d^itaua - 1906 I4à3 

Art. 148. 

Le disposizioni degli articoli 146 e 147 del. presente regola- 
mento si applicano anche alle Boyyen;QÌoni fatte dalla cassa provin- 
ciale di credito agrario ai consorzi agrari. 

Art. 149. 

Per il pagamento del contributo dello Stato, di cui nell'arti- 
colo 23 della legge, le casse di risparmio e le società cooperative ed 
ordinarie di credito che abbiano fatto sovvenzioni ai monti fru- 
mentari, alle casse agrarie ed ai consorzi agrari della Basilicata, 
devono, alla fine di ogni anno, rimettere, al Ministero di agricol- 
tura, industria e commercio, un elenco contenente: 

a) la denominazione degli istituti sovvenuti; 

h) la somma a ciascuno di essi anticipata; 

e) la data delle singole sovvenzioni; 

d) il giorno dal quale decorrono gl'interessi sulle singole 
sovvenzioni concesse; 

e) l'ammontare e la data dei rimborsi ricevuti durante 
, Tanno; 

/) l'ammontare del eredito che l'istituto vanta al 31 dicem- 
bre dell'anno verso ciascuno degli istituti sovvenuti. 

In corrispondenza degli elementi contenuti nell'elenco, l'isti- 
tuto sovventore deve indicare la somma costituente la differenza 
fra l'interesse del 3% e l'interesse che l'istituto prende sulle opera- 
zioni cambiarie. 

In ogni caso la somma della differenza non sarà superiore al 
2 per ogni cento lire di capitale somministrato ed ancora da i^imbor- 
sare e per il tempo perii quale sid capitale stesso è do vutol'interesse. 

Art. 160. 

Il llfinistero di agricoltura, industria e commercio, prima di 
procedere Ma liquidazione del contributo dovuto agli istituti sov- 
ventori, chiederà a ciascuno degli istituti sovvenuti laindicazione: 

a) delle somme^da essi ricevute; 

b) della data delle singole somministrazioni; 

e) degli eventuali rimborsi, con le date rispettive, effettuati 
uetfftiiiio} 



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1434 LEQOt fe D«CR£tl DEL UtOVO D^ITAlIA - 1905 

d) delle somme ancora dovuto al SI dicembre dell'anno. 
Qualora le informazioni ricevute dagli istituti sovventori non 
concordino con quelle ricevute dagli istituti sovvenutici! Ministero 
ha facoltà di fare eseguire opportune verifiche presso gli uni e gli 
altrL 

Art. 151. 

Accertata la somma del contributo che deve essere pagato a 
ciascuno degli istituti sovventori, il Ministero di agricoltura, indu- 
stria e commercio procede alla liquidazione del contributo stesso, 
la quale è comunicata all'istituto interessato, prima di emettere il 
relativo mandato di pagamento. 

CAPO V. 

VlOIULNZA GOVERNATIVA, 

Art. 162.J . 

L'ispettore governativo, di cui nell'articolo 21 della legge, 
deve prendere in esame gli statuti dei monti frumentari esistenti, 
accertare la consistenza patrimoniale di essi entro sei mesi dalla 
pubblicazione d^l presente regolamento e promuovere dalle com- 
missioni amm'inistratrici le riforme degli statuti in conformità 
del. a legge e del regolamento. 

Qualora la dotazione in grano del monte non sia sufficiente ai 
bisogni del comune, l'ispettore determina la quantità di grano oc* 
corrente per integrare quella dotazione e ne fa rapporto al prefetto 
per i provvedimenti indicati negli articoli 6 e 7 della legge e 111 e 
seguenti del presente regolamento. 

Art. 163. 

Nei comuni nei quali non esiste monte frumentario^ od altro 
istituto che possa trasformarsi in cassa agraria» l'ispettore deve 
promuovere la costituzione di uq monte frumeutario o di una cassa 
agraria secondo che il consiglio comunale, all'uopo interpellato, 
decida per l'uno o per l'altra. 

Nel caso di costituzione di un monte frumentario, l'ispettore 
deve stabilire la quantità di grano occorrente per la sui^ datM&oae 



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LSCFdl S DÈCREtl tfÈL BEQNO D^ITAUA - 1905 l4d5 

e farne rapporto al prefetto per i provvedimenti di cni nell'articolo 
precedente. 

Qualora occorra dar vita a casse agrarie, l'ispettore deve ado- 
prarsi perchè esse siano costituite nella forma di società coopera* 
tive in nome eoUettivo. 

Art. 154. 

La vigilanza sulla cassa provinciale di credito agrario è esercì* 
tata dal Ministero di agricoltura, industria e commercio per mezzo 
dell'ufflcio d'ispezione e di vigilanza sugli istituti di credito e di 
previdenza. 

La vigilanza ordinaria sui monti frumentari, sulle casse agra- 
rie e sui consorzi agrari è esercitata dal Ministero per mezzo del- 
l'ispettore di cui nell'articolo 21 della legge. 

Il Ministero potrà anche servirsi, per la vigilanza sui consorzi 
agrari, dei direttori delle cattedre ambulanti della Basilicata 

Art. 156 " ^ 

La cassa provinciale di credito agrario rimette al Ministero di 
agricoltura, industria e commercio, non più tardi deiprimi quindici 
giorni di ogni mede, la situazione dei conti del mese precedente, 
nei primi quattro mesi di ciascun anno, il rendiconto delFesercizio 
dell'anno precedente. 

Nelle situazioni mensili e nei rendiconti annuali deve essere 
appo.sta la dichiarazione sottoscritta dagli amministratori e dai 
revisori che essi sono conformi alla verità. 

U Ministero ha facoltà di chiedere all'amministrazione della 
cassa tutte le informazioni che reputerà necessarie. 

Art. 166. 

1 monti frumentari, le casse agrarie e i consorzi agrari ri- 
mettono all'ispettore, di cui all'art. 152, le situazioni semestrali 
dei conti non piti tardi del mese successivo alla fine del seme- 
stre cui si riferiscono e i rendiconti annuali nel termine stabi- 
lito nell'articolo precedente. 

Le situazioni e i rendiconti devono 'essere muniti della di- 
chiarazione di conforme alla Aderita, sottoscritta dagli ammini- 
stratori e dai revisori. 



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ì^36 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D^ITALIA - ld05 

Art. 167, 

Le ispezioni alla cassa provinciale ai monti frumcntari, alle 
casse agrarie ed ai consorzi agrari sono ordinarie o periodiche 
e straordinarie. 

Le ispezioni periodiche si fanno di regola una volta Tanno 
e si compiono mercè gli opportuni risòontri' dei registri, dei ti- 
toli di credito e della oasaa degli 'istituti. 

Quando' il Ministero ravvisi la necessità di un'ispezione straor- 
dinaria rispettoré dovrà fare un'Inchiesta completa ed esauffeilte 
sopra ogni parte della gestione. 

Le ispezioni straordinarie possono anche essere òhieste dai 
soci delle casse agrarie e dèi consorzi agrari che rappresentino 
un quinto almeno del numej'o totale delusoci delTtstituto. 

Art. 168. 

Ogni ispezione periodica o straordinaria deve essere eseguita 
nel giorno stesso in cui gli ufficiali incaricati di compierla si pre- 
sentano all'istituto, né può essere rimandata per qualsiasi motivo 
ad altro giorno. Occorrendo piti di un giorno, si prosegue nei giorni 
successivi senza interruzione, con quelle precauzioni che gli uffi- 
ciali stessi crederanno necessarie per assicurarne il risultato. 

B^ell'eseguire le ispezioni si deve avere riguardo alle esigenze 
del pubblico servizio dell'istituto. 

Il consiglio di amministrazione deiristituto e il direttore di 
esso coloro che li rappresentano, sono obbligati a fornìre'tutte le 
spiegazioni e rendere ostensibili tutti i documenti richiesti dagli 
ufficiali che hanno l'incarico dell'ispezione e debbono fare assistere 
all'ispezione il capo dei servizi ai quali si riferisce il riscontro. 

Art. 169. 

I risultati di ogni ispezione devono essere accertati per mezzo 
di processo verbale. Qualora sorga contestazione fra gli ufficiali dei 
Governo e quelli dell'istituto, deve farsene particolareggiata men- 
zione nel verbale. Esso porta la firma di tutti gli interessati, eia- 
senno dei quali può farvi inserire le dichiarazioni che raputerà op- 
portune* 



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UOOJ B DECRETI DEL REaNO D^ITALIA - 1905 1437 

II processo verbale dell'ispezione è spedito entro cinque 
giorni dalla chiusura di esso al Ministero, con una relazione, nella 
qi^alQ rispettore eapoxrà )€^ sue osseryazioni e 1 suoi giudizi intorno 
airaa4^Q^^ii^o dell'ìsl^ituto,. alle cagioni degl'inoonvenienti che 
fossero. accertati e ai proryedi menti necessari per rimuoverli. 

Le irregolarità gravi che possono dar luogo a provvedimenti 
devono essere denunziate immediatamente. 

Una copia del processo verbale dell'ispeisione è rilasciata al- 
l'amministrazione dell'istituto. 

Il processo verbale sarà presentato al consiglio d'amministra- 
zione dell'istituto nella sua più vicina. adunanza ed anche prima, 
se dalla ispezione risultino fatti gravi. 

Saranno puro, pr^se^iit^te al coiisigtio* d'amministrazione le 
osservazioni del Ministero che i risultati delle ispezioni abbiano 
provocato. 

Art. 160. 

Quando dall'ispezione risultino gravi irregolarità nell'ammini- 
strazione, dei monti frumejitari oselle ca^se agrarie non costituite 
nella forma di società cooperative in nome, collettivo, o violazioni 
della legge, o dello statuto, il Ministero di agricoltura,, industria e 
commercio può promuovere lo, scioglimento, cjel oonsiglip d'ammi- . 
nistrazione o della commissione amministratrice dell'istituto e la t 
nomina del commissario regio, mediante decreto reale, sentito il 
consiglio di Stato. 

* Per leicasseagrarie costituite nella forma di società cooperative 
in nome collettivo e per i consorzi agrari, il Ministero comuni- 
chesà i risultati dell'ispezione all'autorità giudiziaria per gli effetti 
dell'artìcolo 153, del codice di commercio. 

Ark 161. 

Il commissario regio assume l'amministrazione dell'istituto 
por un periodo di'>tempo non superiore a tre mesi. Esso deve rife- 
rire ogni mese al Ministero sull'andamento dell'istituto. 

Per gli atti che eccedono i limiti di conservazione del patri- 
monio e di ordinaria somministrazione, il commissario regio dey^ 
conseguire la preventiva ap^roSrazioné del Ministero, 



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14S8 LEGGI E DECRETI DEL REGNO D*ITALIA - 1905 

A 3"^ 

Appena composta la nuova amministrazione/ il commissario 
regio la convoca per dichiararla costitnita ed immetterla ^nell'eser- 
cizio delle funzioni con la consegna dell'ufficio, dei titoli, dei valori 
del numerario esìstenti in cassa. Di tutto ciò è esteso processo 
verbale, sottoscritto in triplice esemplare dagli intervenuti, di cui 
uno è depositato nell'archivio dell'istituto, uno è inviato al Mini- 
stero ed uno rimane presso il commissai^o regio. 

TITOLO IV. 
B0vv]n>i]csinci pbb l'agbiooltxtba. 

CAPO I. 
Beni di patbimonio^^erasulEi provinciale e comunale. 

t Art. 163. 

Tutti i ten-ciii, di cui all'articolo 2, n. 2, e all'articolo 26 della 
legge saranno rispettivamente consegnati, dall'intendenza di fi- 
nanza e dall'amministrazione provinciale di Potenza, alla cassa 
provinciale di credito agrario, entro due mesi dalla pubblicazione 
del presente regolamento. 

Art. 164. 

Appena la cassa provinciale di credito agrario sarà entrata in 
possesso dei terreni predetti, procederà alla nomina di una com- 
missione tecnica composta di un membro del consiglio d'ammini- 
strazione della cassa con le funzioni di presidente, del direttore 
della cattedra ambulante di agricoltura del circondario in cui i 
beni trovansi ubicati, di un ispettore forestale e di un ingegnere 
dell'ufficio tecnico di finanza, perche distingua i terreid nelle due 
categorie, liberi e vinoolaiiy a norq^a dell'articolo 26 della legge. 

Art. 166. 

g^ I terreni vincolati, e quelli, liberi ai quali meglio convenga, a 
giudizio della commissione predetta, la coltura forestale, sono 
consegnati, a cura della cassa provinciale di credito agrario, entro 



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LBQGI B DECRETI DSL REGNO d'ITALIA - 1905 l^d 

tre mesi dalla relazione della commissione tecnica, alla ispezione 
forestale per essere dalla medesima rinsaldati e rimboscati. 

m 

Art. 166, 

I terreni riconosciuti più adatti alla coltura agraria sono, a 
cura dell'amministrazione della cassa provinciale, concessi in enfi- 
teusi, in conformità agli articoli 25, 26 e 27 della legge, con l'ob- 
bligo dei miglioramenti prescritti in appositi capitolati proposti 
dalla commissione tecnica di cui all'articolo 164, e approvati dal 
commissario civile. 

La cassa potrà pure proceut?re alla vendita dei terreni, ai ter- 
mini dell'articolo 26 della legge, previo parere favorevole del con- 
siglio del commissariato, nel qual caso il prezzo potrà essere pa- 
gato in rate annuali, comprensive di capitale e d'interesse, in un 
periodo di tempo non superiore a 20 anni. 

In ogni caso la concessione in enfiteusi o la vendita sarà ef- 
fettuata mediante pubblici incanti sulla base dei capitolati di cui 
nella prima parte del presente articolo. L'incanto sarà reso noto 
mediante avviso inserito, almeno 16 j^'orAi prima di quello fis- 
sato per Tasta, nel foglio dèglf annunzi legali della provincia e 
pubblicato in ciascun comune óve sonò situati i terreni da conce- 
dere in enfiteusi o da vendere. 

La trattatila privata non sarà consentita se non dopo riusciti 
deserti due esperimenti d'asta. 

Nel caso di inadempimento delle condizioni prescritte ai sènsi 
dell'articolo SI della légge, il decreto del prefetto, col quale è pro- 
nunziata la risoluzione del contratto, è notificato per mezzo del 
messo comunale alle parti interessate. 

Dalla data della notificazione decorre il termine di un mese per 
il ricorso al Ministero di agricoltura, industria e commercio, il 
quale i>ronuncia definitivamcDte, sentita la commissione centf'^^e 
consultiva, ed il consiglio di Stato. * ' 

-», Art. 167; 

Entro sei niesi d^Ua pubblicazione del presente Begolamento 
é fatto obbligò, a ttitti i Comuni delle Basilicstta, di denunciare, 
al commissario se posseggano teìfféni patrimoniali indicandone 



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1440 LSGGX E DBOBBTI DEL REGNO D*ITALIA - 1906 

ìd caso affermativo, la denominazione, la ubicazione, la superficie, 
Taso, la rendita annnale accertata, le servitù e le imposte rispet- 
tive. 

Nel caso che la denuncia non sia fatta nel termine indicato, il 
prefetto, su richiesta del commissario civile, provvede di ufficio 
a spese del Comune ritardatario. 

Art. 168. 

commissario civile, promuove dal consiglio comunale la 
deliberazione per la' concessione in enfiteusi o per la vendita a 
pagamento rateale dei terreni liberi da adibirsi a coltura agraria. 

La deliberazione del consiglio comunale, col relativo capi- 
tolato, sono approvati dalla giunta provinciale amministrativa 
sentito il commissariato per la parte tecnica. 

La concessione in enfiteusi o la vendita P'^rà fatta con le norme 
dell'art. 16^. 

Art. 169. 

n capitale ricavato dall^alienazlone dei terreni comunali^ di 
CU' all'articolo precedente, sarà investito in titoli del Debito pub* 
bl'co dello Stato, e la rendita relativa rimarrà attribuita al co- 
mune fino all'importo corrispondentjB al reddito. annuo medio ri- 
cavato dai terreni nell'ultimo quinquennio. 

Il di piti della rendita eventualmei^te .disponibile Bara asse- 
gnato per metà al comune,, acciò lo eroghi in .aumento alle entrate 
copiunal' e per metà alla cassa agraria od al monte frumentario. 
locali. 

Nel caso che i terreni fossero invece concessi in en&teuai, i 
canoni relativi saranno assegnati nA comune sino alla concorrenza 
della rendita media del quinquennio precedente ricavata ds4 ter- 
reni stessi, e la parte residua sarà distri^buita in poraioni effu«^.i fra 
il comune, la cassa od il monte frumentario locali. ».i 

Qualora nel comune non fosse ancora costituito Tuno o l'al- 
tro di questi due enti^ la quota parte di rendita derivante dall'alie* 
nazione e dai canoni dell'enfiteusi, sarà prowisoriaménte depe 
aitata nella cassa provinciale di eredito agrario. 



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LEOOI S DECRETI DEL BEGNO d'ITAI^IA - 1905 1441 

Arfc. 170. 

I terreni che, mediante i lavori idraulici lungo il corso dei 
fiumi, saranno guadagnati negli attuali alvei improduttivi, do- 
vranno, a cura del commissariato, essere consegnati alla cassa 
provinciale di credito agrario, redigendone verbale, al quale sarà 
allegato il tipo della località. 

L'amministrazione della cassa, mediante avviso inserito 
nel foglio degli annunzi legali della provincia e pubblicato in cia- 
scun comune ove sono situati i terreni per un periodo di tempo 
non inferiore ai tre mesi, rende noto al pubblico l'elenco dei ter- 
reni disponibili perchè i proprietari confinanti possano, in quel 
termine, far valere i loro diritti di preferenza all'acquisto. 

Neirelenco sarà indicato il prezzo dei terreni corrispondenti 
alla fronte delle singole proprietà, determinato in base a stima 
compilata dal genio civile. 

n pagamento del prezzo d'acquisto potrà farsi anche a rate. 

Scadi^to il suddetto termine, i terreni che non siano stati 
chiesti in acquisto dai proprietari, saranno concessi in enfiteusi, 
a termini dell'articolo 2 della legge. 

La concessione in enfiteusi sarà fatta con l'obbligo di intro- 
durre nei terreni quei miglioramenti che saranno prescritti in ap- 
positi capitolati approvati dal commissario civile. 

CAPO II. 

GATTBBBE AMSm/ANTI DI AGBIOOLTUBA E PODERI DIMOBTBATIVI. 

Art. 171. 

II Ministero dell'agricoltuj*a, industiia e commercio, tenendo 
conto delle condizioni, economiche agrarie, di viabilità, di popola* 
zione, di movimento di afiFari e di quant'altro può contribuire a 
trarre il massimo della utilità, dalle cattedre ambulanti circonda- 
riali e dai poderi dimostrativi, destina la sede rispettiva di cia- 
scuna istituzione circondariale, udito il parere del consiglio del 
commissariato. 

91 — VoL. 11. - 1905.. 



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1442 Lk>oor K DROKKrr iìbl imiìono d'Italia • 1906 

Art. 172. 

L'ineegnamonto delle quattro cattedre circondariali deve 
essere quello dell' agricoltura pratica nelle sue vario manifesta- 
zioni, con speciale riguardo, per ciascuna cattedra, alle varie con- 
dizioni economiche agrarie dei rispettivi circondari, secondo le 
istruzioni che saranno impartite dal Ministero dell'agricoltura, udi- 
to il consiglio dei direttori di cui all'articolo 180 del presente rego- 
lamento. 

Art. 173. 

La nomina del direttore e degli assistenti delle cattedre am- 
bulanti è fatta in seguito a concorso per titoli e per esame. 

Qualora vada deserto il concorso o non sieno riconosciuti ido- 
nei i concorrenti, il ministro dell'agricoltura, industria e com- 
mercio può procedere alla nomina dei detti funzionari a scelta 
fra il personale delle istituzioni agrarie alla sua dipendenza, 

' Art. 174. 

I sorveglianti esperti o agricoltori pratici sono scelti fra gli 
allievi delle scuole speciali e pratiche di agricoltura con preferenza 
a quelli che abbiano fatfo un tirocinio pratico presso cattedre am- 
bulanti, scuole ed aziende agrarie. 

Hanno un assegno non inferiore a lire mille e non superiore 
a lire milleduecento all'anno. 

A questa spesa è provveduto con lo stanziamento, nel bi- 
ancio passivo del Ministero di agricoltura, dì cui al n. 9 della 
Tabella A annessa alla legge. 

Art. 176. 

II direttore, gli assistenti e i sorveglianti esperti di ciascuna 
delle quattro c*attedre ambulanti di agricoltura, sono iscritti alla 
cassa nazionale di previdenza per la invalidità e per la vecchiaia 
degli operai, ramo « Rendite popolari vitalizie ». 

I contributi da versare dal Ministero di agricoltura e le ri- 
tenute sugli stipendi dei detti impiegati, sono stabiliti eon appo- 
sita convenzione, che interverrà fra il Ministero medeBìmo e la 
cassa nazionale di previdenza. 



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UEUOI e BRl^RKTI DEL REGNO D*ITAL(A - 1906 H43 

Art. 176. 

Lft «lasBiflcasiono e rAnrianità per i direttori e gli assisteuti 
è stabilita in base alla, data di nomina e al maggior numero dei 
roti riportati neiia graduatoria del rispettivo concorso. 

Nri caso di vacansa nei posti di direttore e in quelli di assi- 
stente a lire 1600 si provvede per concorso in conformità del- 
l'articolo 173. 

QU assistenti possono essere promossi a lire 2000 per an- 
zianità eongianta ai merito. 

Kei concorsi al posto dì direttore, gli assistenti, a parità 
di voti, hanno titolo di preferenza sugli altri concorrenti. 

r Art. 177. 

Ai direttori ed agli assistenti che dovranno recarsi, per il di- 
simpegno delle loro funzioni, fuori del coAune di ordinaria resi- 
denza spettano: ai &irettori lire 7, ed agli assistenti lire 6 per ogni 
giornata, nonché il rimborso del prezzo di un biglietto di 2* cla8<;e 
per i viaggi sulle fereovit» e una indennità di centesimi 26 a 
chilt>metro, dalla sede della cattedra, sulle strade ordinarie. 

La metà della diaria e le indennità di viaggio saranno cor- 
risposte per le trasferte nel territorio del comune di residenza oltre 
i cinque chilometri dalla sede della cattedra. 

Ai sorveglianti esperti è corrisposta l'indennità di lire tre per 
ogni giornata di trasferta fuori del territorio del comune Ove 
risiedono, oltre al rimborso del prezzo del biglietto di 3* classe per 
i viaggi in ferrovia e ad una indennità di centesimi venti a chilo- 
metro per i viaggi sulle strade ordinarie, Per le trasferte oltre i 
5 chilometri, entro il territorio del comune della loro residenza, è 
loro corrisposto la metà della diaria e Tindennità di viaggio. Per 
le visite richieste dai privati, nei loro particolare interesse, le inden- 
nità sòpi;adette sono a carico dei richiedenti. 

Art. 178. 

Lu residenza ordinaria del i)orsonjile addotto alle c.ittcMlre, 
deve essere nel luogo ove ha sedo la cattedra rispettiva. 



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1444 LEGCH E DECRETI DEL UKONO d'ITALIA - 1906 

Art. 179. 

I sorveglianti esperti possono essere destinati, dal direttore, 
in altro comune fuori di quello in cui ha sede la cattedra. In caso 
di destinazione temporanea, che non potrà eccedere i sei mesi, ai 
sorveglianti distaccati è corrisposta, durante il primo mese della 
missione, l'indennità giornaliera di Ure tre, di cui all'articolo 177; 
per il tempo successivo l'indennità predetta è ridotta alla metà. 
Quando la destinazione temporanea del sorvegliante in altro co- 
mune è fatta su richiesta del comune, questo dovrà provvedere 
l'alloggio. 

Art. 180. 

I quattro direttori delle cattedre ambulanti circondariali si 
riuniscono due volte l'anno in copsiglio sotto la presidenza del di- 
rettore anziano, per trattare affari concernenti il progressivo in- 
cremento dell'agricoltura localCi secondo }e porme proposte dal 
consiglio medesimo ed, approvata dal Ministero di agricoltura, in- 
dustria e commercio. 

Uno degli assistenti della cattedra, presso la quale ha luogo la 
riunione, funziona da segretario del consiglfo ed ha voto consultivo, 

Art. 181. 

II consiglio dei direttori delle cattedre fissa annualmente, su 
proposta dei rispettivi insegnanti: il programma delle conferenze 
da tenersi da ciascuna cattedra, degli esperimenti che si reputino 
più opportuni, delle ricerche e degli studi secondo il questionario 
della inchiesta agraria allo scopo .di mantenerla in corrente; il 
piano generale di propaganda agricola; la forma delle relazioni che 
ogni direttore ha l'obbligo di. presentare nel mese di gennaio di 
ogni anno, a cominciare dal 1906, al Ministero di agricoltura, sul- 
l'attività spiegata da ciascuna cattedra e sui risultati ottenuti, 
il metodo uniforme di contabilità da adottare tanto per' le catte- 
dre quanto per i poderi dimostratavi e istituzioni annesse, previa 
l'approvazione del Ministero, e quant'altro si renda necessario 
per conservare l'unità di indirizzo, a meglio raggiungere il fine del 
progressivo incremento dell'agricoltura locale, rispettando sem- 



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LEQQl E DEGRSTI DEL BEGNO d'iTAUA - 1906 1445 

pre Tantonomia di ciascuna cattedra avuto riguardo alle condi- 
zioni particolari di ciascun circondario. 

Art. 182. 

Delle sedute del consiglio dei direttori sono fatti speciali ver- 
baliy dei quali ò rimessa copia al Ministero di agricoltura e al com- 
missario civile, nei dieci giorni successivi, a cura del presidente, 
con la firma dì questo e del segretario. 

Le deUberacioni che importino spesa o che modifichino l'indi- 
rizzo e i programmi delle singole cattedre già approvati dal Mini- 
stero di agricoltura, non sono esecutive se non dopo l'approvazione 
del Ministero predetto. 

Art. 183. 

I direttori e gli assistenti delle quattro cattedre ambulanti 
esercitano la loro propaganda a favore del progresso agrario della 
Basilicata a mezzo: di conferenze agrarie pratiche nei vari comuni 
della provincia; di consigli e dimostrazioni pratiche intorno alle 
coltivazioni, all'allevamento ed all'igiene del bestiame, alle indu- 
strie agrarie, alle macchine, ai concimi ed altri fattori della produ- 
zione rurale nei poderi dimostrativi, come nei campi sperimentali 
e nei fondi degli agricoltori privati; di istruzioni verbali e scritte 
sopra materie che interessino le varie branche della tecnica agra- 
ria, dell'economia rurale, della contabilità agraria, della prepara- 
zione e dell'imballaggio dei prodotti agrari, e di quanto altro con- 
cerne il miglioramento economico o tecnico-agrario della regione. 

Sarà loro cura di promuovere i campi di prova presso i pri- 
vati, le escursioni agrarie d'istruzione, le piccole mostre agrarie e 
zootecniche, e quelle associazioni agrarie a forma cooperativa che 
abbiano per scopo: l'esercizio del credito agrario specialmente in 
natura; l'acquisto di cose utili all'agricoltura; la produzione e lo 
smercio delle derrate; l'assicurazione contro i danni della morta- 
lità del bestiame, della grandine, incendi, ecc. 

Art. 184. 

I direttori ed uno degli assistenti di ciascuna delle quattro 
cattedre debbono tenere, ognuno, non meno di 24 conferenze o le- 
zioni, pratiche pubbliche ogni anno nel rispettivo circondario, se- 



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1446 LEGGI F. DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

condo il programma approvato dal coesi gHo dei direttori e dal Mi- 
nistero. 

Il direttore affida riucarico delle conferenze a ciascun assi- 
stente tenuto conto delle sue attitudini. 

Nei luoghi delle rispettive residenze sono tenute lezioni e con- 
ferente serali di agricoltura pratica secondo il programma appro- 
vato dal consiglio dei direttori. 

Art. Id5. 

Non è permesso, ai funzionari delle cattedre, di tenere confe- 
renze o lezioni pubbliche fuori della circoscrizione assegnata a 
ciascuna cattedra, senza il consenso deila cattedra locale. 

Art. 186. 

Quando i mezzi lo consentano e col concorso, possibilmente, 
della provincia, dei comuni e degli agricoltori, sarà pubblicato, a 
cura dei direttori delle cattedre, un periodico agrario intitolato: 
Bollettino delle cattedre ambulanti di agricoltura della Basilicata. 

Esso sarà dettato in forma semplicissima: tratterà soltanto 
argomenti agrari di pratica utilità per la provincia; renderà noti 
l'attività di ciascuna cattedra e i risultati dei miglioramenti agrari 
eseguiti nei rispettivi fondi da enti e da privati. 

Alla direzione, alle spese ed alle altre modalità della pubbli- 
cazione sarà provveduto con deliberazione del consiglip dei diret- 
tori delle cattedre, da approvarsi dal Ministero di agricoltura. 

Art. 187. 

Nei limiti dei mezzi disponibili si formeranno man mano, per 
ciascuna cattedra, piccoli musei agrari, affinchè grinsegnanti pos- 
sano disporre del materiale necessario a meglio illustrare e rendere 
piti proficue le conferenze e le dimostrazioni pratiche aelle stagioni 
meno favorevoli alle visite ed alle istruzioni dirette nei campi e 
nelle stalle. 

Art. 188. 

I poderi dimostrtìtivi, annessi a ciascuna -cattedra circon- 
dariale, debbono costituire tanti centri di aiuto intellettmato e ma- 
il eri^le per gli agricoltori e favorire eou l»>diiiio8ilra9ion« o con lo 



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LEOat E DKC'KKTT DKL l?FGXO d'iTALTA - 1906 1447 

eseinpie le opere di bonìftcamento agrario e di oolonizzuzion<)y la 
trasf or m aziono e la inteiiBifleazioDe delle colture od ogni altro nii- 
^ioramentO' che miri a rendere più rimunerativa l'agricoUnra 
locale. 

Art. 189. 

Il terreno assegnato alla cattedra come podere dimostrativo 
sarà diviso in tre parti: una pai te da destinarsi alle prove ed agli 
esporimenji di coltivazione da introdurre o da adattare; un'altra 
parte ad uso di vivaio di piante agrarie arboree ed arbnstive, e la 
terza sarà coltivata con quei criteri tecnici ed economici che me- 
glio valgano ad avviare ad un progressivo miglioramento la pro- 
duzione agraria del circondario. 

Art. 190. 

Tanto nell'impianto del podere con i fabbricati ed accessorii, 
quanto nell'esercizio della sua coltivazione, le spese devono essere 
contenute nei limiti strettamente necessari. 

Del terreno destinato alle prove ed agli esperimenti deve te- 
nersi un conto speciale, che potrà chiudersi anche in perdita. 

Sul conto del vivaio non devono prevedersi profitti, perchè le 
piantine debbono cedersi agli agricoltori al solo prezzo di produ- 
zione. 

Il conto del podere dimostrativo propriamente detto dovrà, 
salvo eventuali avversità d'indole fìsica od economica, risultare 
normalmente attivo, per attestare l'utile impiego dei capitali nel- 
l'agricoltura razionalmente esercitata. 

Art. 191. 

Delle stazioni di monta equina, bovina, ovina e suina, di 
cui all'art. 33 della legge, sono tennti conti speciali distinti da 
quelli de! podere dimostrativo economicamente coltivato. 

Le tariffe sono proposte dal consìglio' dei direttori delle catte- 
dre ed approvate dal Ministero di agricoltura. 

Art. 192. 

A enra dei direttori di ciaacuna cattedra circondariale è ri- 
mc'Bsa, nel mese di uarso di ogni aniàai al Ministero di agricoltura,. 



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H'ìS LEGO! E DKCREll DEL U£GNO B'ITALIA - 1906 

un'acourata relazione sul fnncionamenio della cattedra» del po- 
dere dimostrativo e delle istituzioni annesse, con i relativi conti 
consuntivi dell'anno precedente ed i preventivi pel nuovo anno 
agrario. 

A cura degli stessi direttori ò pure rimessa ogni anno, nel mese 
suindicato, al presidente del consiglio amministrativo della cassa 
provinciale agraria, una copia del conto consuntivo del podere di- 
mostrativo per il precedente esercizio. 

Il detto consiglio ha facoltà di far procedere a quei riscontri 
od a quelle verificazioni, che crederà opportune, nella parte ammi- 
nistrativa e contabile dell'azienda. Il risultato di tali indagini sarà 
dal presidente del consiglio suddetto, con le eventuali sue osserva- 
zioni, comunicato al Ministero di agricoltura. 

Art. 193. 

Ai poderi dimostrativi saranno, possibilmente, annessi, in 
progresso di tempo e gradatamente: una modesta stazione per il 
controllo e la selezione dei semi di piante agrarie; un piccolo osser- 
vatorio udotermometrico per le più comuni osservazioni utili 
all'agricoltura; un deposito di màcchine e strumenti più indicati 
per l'agricoltura locale; un modesto laboratorio per sperimentare 
e per dimostrare i modi di preparazione razionale delle principali 
conserve alimentari, per la utilizzazione di quei prodotti del suolo 
per i quali non sarebbe facile o conveniente lo smercio in natura. 

Art. 194. 

Nel podere dimostrativo di ciascuna cattedra, oltre il vivaio 
di piante agrarie da frutto e da foglia, che meglio corrispondano 
alle prevalenti condizioni telluriche e climatiche del circondario, 
saranno coltivate piante madri delle più scelte varietà da frutto 
per il commercio di esportazione, dalle quali potranno ottenersi le 
marze per gli innesti delle piante adulte di qualità scadenti, appar- 
tenenti ai privati. 

Agli agricoltori, che ne facciano richiesta in tempo debito alla 
direzione del podere dimostrativo, potranno pure essere forniti, a 
loro spese, buoni operai innestatori, potatori, ecc., quando le esi- 
genze delle coltitazioni del podere lo consentano. 



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LKQQI S DECRETI DEL REGINO d'ITALIA - 1905 1449 

CAPO III. 

Case coloniche ed altsi iìigliobamenti agbabi. 

Art. 196. 

PoBSono concoriere ai premi di costruzione delle case coloniche, 
di cui all'articolo 34 della legge, tatti i proprietari di fondi rustici 
e gli agricoltori della Basilicata. 

È lasciata piena libertà ai proprietari per l'ampiezza, la forma 
e il modo di costruzione delle «ase coloniche, purché rispondano 
alle esigenze della stabilità, dell'igiene, della economia e delle con- 
dizioni culturali del fondo, secondo le prescrizioni approvate dal 
consigli '^ del commissariato, intesi i direttori delle cattedre. 

Art. 196. 

Le domande, per l'ammissione al godimento dei premi, de- 
vono essere presentate in carta semplice al commissario civile nel 
primo semestre di ogni anno, a cominciare dal 1906, e devono con- 
tenere le notizie seguenti: 

a) il nome, cognome e dimora del concorrente; 

b) l'indicazione del comune e della contrada ove trovasi il 
fondo, in cui la casa ò stata costruita; 

e) la strada di accesso^al fondo del capoluogo del comune 
e dalla stazione ferroviaria più vicina; 

d) la indicazione se la casa sia provvista di acqua potabile e 
come; 

e) la estensione del fondo e un cenno sommario intorno alla 
sua coltivazione. 

A corredo della domanda deve unirsi un disegno, anche sol- 
tanto dimostrativo, della casa costruita, in modo che risultino chia- 
ramente indicati: la distribuzione delle stanze la loro destinazione e 
le misure dispetti ve in lunghezza, larghezza, altezza e spessore dei 
muri. 

Il e>>mmissario civile tiene al corrente un registro delle do- 
mande per ordine cronologico di presentazione. 



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1450 LKGOI K DKCRKTI DFX REGNO J>*1TALTA - 1906 

Art. 197. 

Il commissario civile, ricevuta la domanda e riconosciuto dagli 
elementi eeìblti ehe Q^Ia eoatruzione della easarsouo state seguite 
le prescrizioni di cui nell'art. 195 fa eseguire il collaudo a tenore 
della prima parte dell'articolo 34 della legge. 

Art. 198. 

Sarà titolo di preferenza al conferimento dei premi: 

a) l'aggiunta alla casa della stalla e annessa concimaia; 
h) la scelta del luogo meno abitato per il quale la costruzione 

delle case coloniche contribuisca al progressivo ripopolamento e 

alla redenzione economica delle terre incolte; 

e) la limitata condizione economica del concorrente. 

Art. 199. 

Il commissario civile, nel mese dì marzo di ogni anno, rimette 
al Ministero di agricoltura una particolareggiata relazione intorno 
alle case costruite accompagnandola con le sue proposte per il con- 
ferimento dei premi. 

Art. 290. , 

A cura del consiglio dei direttori delle quattro cattedre cixcou- 
dariali di agricoltura sono preparate, entro Tanno 1906, le norme 
che debbono regolare il conferimento, a decorrere dall'esercizio 
finanziario 1907-908, dei premi per i singoli oggetti indicati alle 
lettere a), 6), o), d), e), /), ^), A), dell'art. 35 della legge, da sottoporsi 
alla approvazione del Ministero di agricoltura. 

Art. 201. 

Le spese per l'aggiudicazione dei premi e le indennità alle com- 
missioni, di cui all'articolo 34 della legge, fanno carico al numero 6 
della tabella A annessa alla legge. 



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LEGGI B DKORKTl DKL REGNO D*ITAT.TA - 1905 1451 

TITOLO V. 
Nuovi centri di popolazione. 

CAPO I. 

Costituzione dei nuovi centri. 

Alt. 202. 

Agli effetti dell'articolo 83 della l^gge i nuavi centri possono 
essere costituiti quando in regioni disabitate ed incolte venga a for- 
marsi un complesso di case, anche sparse, in comunicazione fra loro 
che servano alla residenza stabile di una popolazione non inferiore 
a cinquanta abitanti. 

Si intendono per regioni incolte quelle in cui siavi assenza di 
lavorazioni atte a modificare o ad accrescere il prodotto naturale e 
spontaneo della terra, da qualsiasi causa dipenda tale assenza, 
anche se da abbandono di precedenti colture, purché verificatosi 
prima della pubblicazione della legge. 

Art. 203. 

La constatazione ufficiale dei nuovi centri è promossa, a ter- 
mini di legge, con domanda diretta al prefetto. 

Il prefetto incarica una commissione, composta dell'ingegnere 
capo dell'ufficio tecnico di finanza, der direttore della cattedra am- 
bulante di agricoltura del circondario e del medico provinciale, di 
constatare l'esistenza del nuovo centro e dar parere sull'estensione 
di territorio da attribuirgli. 

Brell'emettcre il suo giudizio* la commissione terrà conto del 
numero degli abitanti idonei al lavoro, della natura dei terreni, 
della potenzialità dei mezzi disponibili e delle altre condizioni ne- 
cessarie a rendere possibile una razionale coltura dell'intero ter- 
ritorio. 

Coloro eke, agli effetti dell'articolo precedente^ intendessero 
costruire nuove case in una regione incolta, potranno richiedere 
obo il prefetto^ sentita la commissione di cui sopra, aoeerti preli- 
minarmente l'assenza di coltura nella località. 



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1462 LEGGI K DECKETI DEL UKGìNO B*ITALIA - 1906 

Sul rapporto favorevole della commissione, e sentiti il con- 
sigilo del comune interessato e la Giunta provinciale amministra- 
tiva, il prefetto emana il decreto di costituzione del nuovo cen- 
tro e di delimitazione del territorio, a norma dell'articolo 83 della 
legge. 

Qualora il consiglio comunale non si pronunci nel termine asse- 
gnato dal prefetto, si riterrà assenziente. 

Art. 204. 

Il decreto del prefetto dev'essere registrato alla corte dei conti 
a cura del Ministero di agricoltura, industria e commercio, al quale 
sarà trasmesso entro 60 giorni dalla sua data, corredato dei seguenti 
atti: 

1^ domanda di costituzione e documenti necessari a dimo- 
strare l'esistenza' delle condizioni di cui all'articolo 202; 

2^ parére della commissione relativo alla constatazione del 
nuovo centro; 

3^ deliberazione del consiglio comunale interessato o, in 
caso di mancanza, certificato del prefetto attestante l'invito fat- 
togli a deliberare nel termine di cui all'articolo 203; 

4^ parere della giunta provinciale am ministrati va; 

ò"" mappa catastale del territorio compreso nel perimetro 
del nuovo centro^ e piano di delimitazione di esso, in sc^la da 1 a 
50 mila, vistato dal genio civile; 

6^ certificato dell'agenzia delle imposte su la imponibilità 
fondiaria. 

Tutti gli atti e documenti occorrenti per la costituzione dei 
nuovi centri, devono essere richiesti dal prefetto ai competenti uf- 
fici e saranno rilasciati in carta libera ad uso amministrativo. 

. Art. 206. 

Gli atti relativi alla costituzione dei nuovi centri sono conser- 
vati nell'archivio del Ministero di agricoltura, industria e com- 
mercio, il quale rimette al prefetto ed ai Ministeri dell'interno e 
delle finanze copia autentica del decreto registrato alla corte dei 
conti. > 



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LEOOI E mCRVn DBL REGNO d'iTALIA - 1905 1453 

CAPO II. 

SpBSB PS& I BS&VIZI PUBBLIOI. 

Art. 206. 

L'ujfficiale del Governo, di cui al penultimo capoverso dell'ar- 
ticolo 83 della legge, nel termine di due mesi dalla comunicazione 
del decreto di riconoscimento del nuovo centro, prende accordi col 
comune, nella cui circoscrizione si forma il centro medesimo, per 
stabilire: 

a) i servizi pubblici collettivi indispensabili ai quali debba 
continuare a provvedere il comune; 

&)rentitàela forma dei contributi da prestare dalla borgata 
per tali servizi in proporzione della loro importanza. 

I nuovi servizi che occorresse in seguito afSdare al comune do- 
vranno essergli richiesti almeno tre mesi prima dell'apertura del- 
l'esercizio finanziario al quale si riferiscono. 

II riparto del contributo dovuto^ al comune, come di ogni altra 
'Spesa o prestazione occorrente per i servizi riconosciuti indispen- 
sabili nella borgata, viene eseguito, dall'ufOicìale del Governo, fra 
i capi di famiglia del nuovo centro, in proporzione dei redditi di 
ogni specie della famiglia e del numero degli indivìdui atti al la- 
voro, che la compongono. 

In caso di disaccordo fra il comune e la borgata sui servizi 
collettivi e sul contributo nella relativa spesa, come pure sul ri- 
parto delle quote di contributo a carico delle famiglie, provvede la 
Giunta provinciale amministrativa. 

TITOLO VI.; 
Provvedimenti tbibutabi. 

CAPO UNICO. 

Esenzioni e sqbavi d'imposte. 

i Art, 207. 

Per la determinazione della rendita imponibile provvisoria dei 
terreni nella provincia di Basilicata, a' sensi ed agli effetti dell'ar- 



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111104 LB90I E DECKETI DBL BBOMO b'ITAUA - 1906 

ticolo 66 della legge, ramministrazione catastale sceglie, per cia- 
scun circondario amministrativo della detta provincia, fra i co- 
muni nei quali siano eottipiute le ^^erasioni di misura, qualifica- 
zione, classiflcazione e classamento per gli effetti della legge 1^ 
marzo 1886, n. 3682, uno o piti comuni che, per la specie e l'esten- 
sione delle colture, meglio si prestino a rappresentare le condizioni 
del circondario, così sotto l'aspetto topografico e altimetrico, 
come sotto l'aspetto agricolo ed economico. 

Art. 208. 

Per i comuni scelti come tipo di ciascun circondario, giusta 
l'articolo precedente, l'amministrazione catastale raccoglie gli 
elementi occorrenti per la determinazione delle nuove rendite im- 
ponibili provvisorie. Tali elementi saranno desunti, sia da infor- 
mazioni locali e da indagini dirette, sia dai registri delle aziende 
rurali di enti morali, di società agrarie e di grandi amministrazioni 
private, sia dai canoni di affitto ed anche dai prezzi di compra- ven- 
dita risultanti da regolari contratti esistenti presso gli uffici del re- 
gistro. 

Nella raccolta e nella valutazione dei detti elementi saranno te- 
nute presenti le condizioni nelle quali la provincia di Potenza si 
trovava nel dodicennio 1874-1886, nonché delle speciali circostanze 
che ne abbiano peggiorate le condizioni dopo quel dodicennio. 

Art. 209. 

Con la scorta degli elementi di cui all'articolo precedente, i 
periti catastali, per ciascuno dei comuni scelti come tipi del circon- 
dario, determinano, con procedimento sintetico e mediante op- 
portuni confronti, le tariffe provvip.orie d'estimo delle diverse qua- 
lità di coltura risultanti dal quadro di qualificazione e classifica- 
zione predisposto per i comuni medesimi. 

Stabilite le tariffe per i comuni tipo, sono determinate, me- 
diante coefficienti, quelle degli altri comuni del circondario, nei 
quali sia compiuto il classamento, tenendo conto delle speciali con- 
dizioni dei diversi comuni; e sulla base delle tariffe provvisorio 
cosi stabilite si calcola !a rendita imponibile compleshiva dei co- 
muni stessi. 



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LKOOI E IMSCBETI IIEI^ HKUNU D ITALIA - 1906 14% 

Art. 310. 

Alle readi te' imponibili proFvJsom determinate ^r i eomuni 
di ciascun circondario, ai qnali siasi potuta estendere l'operazione 
di coi agli articoli precedenti, si applica l'aliquota dell'8.80%, e 
l'ammontare totale dell'imposta che ne risulta è confrontato con 
l'ammontare della imposta erariale sui terreni (principale e decimo) 
attualmente gravante sui comuni medesimi. 

La differenza fra i due carichi totali di contribuzione prediale 
serve a determinare la quota percentuale di riduzione provviso- 
ria dell'imposta erariale da accordarsi, dal l"" gennaio 1906 e fino 
All'attivazione del nuovo catasto, a tutti i contribuenti inscritti nei 
ruoli dei terreni dei comuni del circondario, esclusi quelli che haano 
eiascuno una rendita imponibile complessiva superiore a lire 8000. 

Art. 211. 

Compiuto le operazioni d| cui agli articoli precedenti, le ali- 
quote di riduzione di imposta da applicarsi in ciascun circondario 
sono approvate, sentito il consìglio del catasto, con decreto del mi- 
nistro delle finanze, da registrarsi alla Corte dei conti e da inserire 
nella Gazzetta ufficiale del Regno e nel Foglio degli annunzi legali 
della provincia di Potenza. 

Art. 212. 

La ripartizione, fra terreni e fabbricati, delle somme comples- 
sive di ciascuna delle due sovrimposte provinciale e comunale, è 
fatta ogni anno, in proporzione della somma d'imposta erariale 
principale inscritta, pei fabbricati, nei ruoli principali dell'anno 
precedente, e per i terreni, nei ruoli principali dell'anno 1905. 

Per la distribuzione, fra i singoli possessori, del carico di so- 
vrimposta che cade sni' terreni e sui fabbricati, separatamente, si 
tengono per base i rispettivi imponibili inscritti nei ruoli dello stesso 
anno al quale si riferiscono le sovrimposte. 

Art. 213. '' 

Per ottenere l'esonero dalla imposta e dalle sovrimposte, di cui 
all'articolo 7 della legge, il possessore, dove presentare domanda, 
iu carta semplieei all'agenzia delle imposte del distretto entro tre 



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1456 LEGGI S DECBJETX DEL &BGNO B'iTALLà - 1905 

mesi dal giorno in oai ha principio la concesBione gratuita del ter* 
reno destinato alla semina. 

La domanda deve essere corredata da copia autenticai in carta 
semplice, dell'atto di concessione. 

In caso di ritardo, oltre i tre mesi, Tesenzione è limitata dal 
giorno della domanda fino al termine della concessione. 

Art. 214. 

Le somme equivalenti alla riduzione dell'imposta fondiaria, 
di cui al 2" capoverso dell'articolo 66 della legge, e destinate ad au- 
mentare il capitale della cassa provinciale di credito agrario, sono 
determinate, su proposta dell'agenzia delle imposte, con decreto 
dell'intendente di finanza il quale dispone altresì per il pagamento • 

Oontro il decreto dell'intendente, la cassa provinciale può ri- 
correre al Ministero delle finanze entro il termine di SO giorni. 

Art. 216. 

L'esenzione, di cui all'articolo 69 della logge, si accorda ai sin- 
goli possessori che non paghino per i loro fabbricati più di lire 
quattro di imposta principale, non abbiano redditi né mobiliari 
uè fondiarìi soggetti, per ciascuna categoria dei redditi stessi, ad 
un'imposta principale maggiore di lire dieci, ovvero non siano tas- 
sati in principale per più di lire venti complessivamente per le 
tre imposte dirette. 

La riduzione di lire quattro d'imposta principale sui fabbri- 
cati, coi relativi decimi e con le corrispondenti sovrimposte comu- 
nale e provinciale, si accorda ai singoli possessori di fabbricati ohe, 
per i medesimi, paghino più di lire quattro e meno di lire 10.01 di 
imposta principale, e si trovino, per le altre due imposte e pel coa- 
cervo, nelle condizioni del precedente alinea. 

Art. 216. 

Le aliquote da applicarsi al reddito imponibile esentato dalla 
imposta, per determinare l'importo delle sovrimposte da restituire 
alla provincia ed ai singoli comuni, giusta il primo capoverso del- 
l'art. 69 della legge, non potranno essere maggiori di quelli com- 
plessivamente stabilite in conto di competenza dell'anno 190S per 



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LEGGI E DECHETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1005 1467 

ognnno degli enti stessi, e da tale restituzione verrà provveduto 
con apposito stanziamento nel bilancio passivo del ministero delle 
finanze. 

Art. 217. 

La domanda ed i certificati in carta semplice, di cui all'art. 78 
della legge, devono essere presentati entro tre mesi dall'eseguito 
lavoro di rimboschimento. In caso di tardiva presentazione, l'esen- 
Kione sarà limitata dal giorno della presentazione della domanda 
Ano al termine dei periodi di esenzione. 

Nei casi di decadenza dalla esenzione dalla imposta e dall:^ 
Bovraimposta, giusta l'ultimo capoverso dell'art. 43 della legge, 
l'ispezione forestale dà immediato -avviso, alla competente agen- 
zia delle imposte dirette, delle decisioni pronunciate dal commis- 
sario civile. 

Art. 218. 

Per ottenere lo sgravio e l'esenzione concessi dall'art. 79 della 
legge, 1 contribuenti devono presentare all'agenzia delle imposte 
dirette, come all'articolo precedente ed agli stessi effetti, apposita 
domanda col certificato, in carta semplice, del commissario civile, 
comprovante la destinazione voluta dal suddetto articolo 70. 

Gessando la destinazione per la quale i terreni od i fabbricati 
sono stati esentati dall'imposta, il commissario civile ne dà avviso 
immediato all'agenzia delle imposte, la quale provvederà per la 
determinazione del reddito dei terreni e fabbricati stessi con lo 
norme stabilite per i beni sfuggiti alla imposta. 

Art. 219. 

Per ottenere l'esenzione dall'imposta fondiaria, accordata 
dall'art. 80 della legge, gli interessati devono denunciare all'agei.' 
zia delle imposte dirette l'attuata coltura entro tre mesi dalla dat b 
dell'inizio dei lavori. 

La denuncia deve essere corredata di certificato da rilascian i 
in carta semplice dal commissario civile, attestante che la coltura 
è praticata nei sensi voluti dalla legge. 

92 — VoL. II, - 1905 



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1458 LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'ITALIA - 1905 

Qualora, in prosieguo di tempo, la coltura venga abbandonata 
prima che sia decorso il ventennio di esenzione, il possessore de- 
cade darl diritto aircsonzione per gli anni successivi. 

Art. 220. 

IVr ottenere, a termini dell'art. 82 della legge, l'esenzione de- 
cennale dalle imposte, a favore di opifìci nuovi per industrie non 
ancora esistenti nella provincia, e l'esenzione quinquennale a favore 
<li opifici nuovi per industrie Ciìlstenti e di opifici risultanti da am- 
])liamenti organici di stabilimenti minori, i possessori devono 
farne denuncia alle agen.T^o delle imposte entro tre mesi dacché 
fa terminato l'impianto o rampiiameuto. 

Qualora la denuncia sìa presentata dopo decorso tale termine 
(o sgravio dello relative in:pc>»ste già iscritte è concesso soltanto 
dalla data di presentazione e pel tempo che rimane per compiere il 
decennio od il quinquennio. 

Per opifìci che risultino da ampliamenti organici di stabili- 
menti minori si intendono quelli che derivano da trasformazioni o 
modifìcazioni nei generatori della forza motrice, o nelle macchine 
lavoratrici, che siano di tale natura ed entità da costituire un note- 
vole effettivo auu lento di potenzialità e un miglioramento nell'eser- 
cizio razionalo della industria. 

L'agenzia delle imposte si accerterà che concorrano le circo- 
stanze stabilite dalla leggo per la esenzione. 

Art. 221. 

Agli effetti dell'esonzione dai tributi fondiarii, il prefetto tra- 
smette il decreto di cui agli articoli 203 e 204 del presento regola- 
mento all'intendenza di finanza, la quale provvede allo sgravio 
del reddito imponibile per i terreni attribuiti col decreto prefettizio 
al nuovo centro e pel rimborso dell'imposta che già fosse inscritta 
nei ruoli. 

Lo sgravio del reddito e l'eventuale rimborso d'imposta sui 
terreni decorre dal giorno in cui, secondo il decreto prefettizio, ha 
oominciato ad esistere il nuovo centro di ahitazluiie. 



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LEGGI E DECEETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 1459 

Art. 222. 

' Le agenzie delle imposto tengono nota nei loro registri delle 
esenzioni temporanee accordate ai terreni, ai fabbricati ed ai red- 
diti di ricchezza mobile, per procedere, in tempo debito, alla sca- 
denza del termine di esenzione, all'accertamento e tassazione re- 
lativi. 

Il Ministero di agricoltura, industria e commercio, a mezzo 
degli uffici dipendenti, e le agenzie delle imposte, coadiuvate dal* 
Tufflcio tecnico di finanza, invigileranno se, durante il periodo 
delle esenzioni temporanee accordate dalla legge, permangano le 
condizioni del diritto alla esenzione. 

Art. 223. ^ 

Ideile contestazioni che possano sorgere in materia d'imposta 
sui terreni, fra agenti delle imposte e contribuenti, decidono l'in- 
tendenza di finanza ed il Ministero delle finanze in via di ricorso. 

Per le contestazioni sulle altre imposte si seguiranno le norme 
eia procedura stabilite dalle leggi e dai regolamenti in vigore. 

Art. 224. 

Per la registrazione, con tassa fissa di una lira, degli atti di 
enfiteusi fra privati, che si stipulino a termini dell'articolo 2S 
della legge, occorre che, dal contesto dei detti atti, risulti espres- 
samente convenuta la condizicne di cui alla lettera a) del citato 
articolo e che, all'originale atto esibito per ia formalità, venga unito 
un certificato in carta semplice, rilasciato dal competente ufficio del 
catasto, indicante la estensione del fondo. 

Per la registrazione, con la tassa fìssa di una lira, degli atti di 
cui alla prima parte dell'articolo 74 deJla legge, stipulati dai co- 
muni a sensi dell'articolo 29,. occorre che gli atti stessi siano stati 
approvati dalla Giunta provi nei alo amministrativa. 

Per ottenere la registrazione, con tassa fìssa di una lira, degli 
atti di permuta e di compra-vendita, di cui al terzo capoverso del- 
Tarticolo 74 della legge, fatti allo scopo di arrotondare il tenimento 
di uno stesso proprietario, dovrà essere unito, all'original e atto , un 



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1460 ' LEGGI E DECilKTI DEL UKGXO d'iTALIA - 1905 

certificato In carta semplice, rilasciato dal competente ufficio del 
catasto, dal quale risulti l'estensione, così dell'arrotondamento 
contrattato, come del fondo principale. 



Visto d'ordine di Sua Maestà: 

H ministro dell'interno II ministro di grazia e giustizia o dei ooltl 

TITTOiri. RONCHETTI. 

Il ministro delle finanze II ministro del tesoro 

A. MAJORANA. L. LUZZATTI. 

Il ministro della pubblica istruzione II ministro dei lavori pubblioì 

ORLANDO. TEDESCO. 

U ministro di agricoltura, industria e commercia 
RAVA. 



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LEGGI E DECRETI DEL HEGNO d'iTALIA - 1905 1461 



N. 174 mt N. 174 




Rsoio Decreto che dal fondo di riserva per le spese im- 
previste autorizza una 26^ prelevazione nella somma 
di lire 6y680 a favore del Ministero del tesoro. 

27 aprile 1905- 
(Pt«hft tolto n€lia Gas g' Ha VffciaU del Regno il 16 maggio 1905, n. 115 

VITTORIO EMANUELE lU 

PBR GRAFIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA- NAZIONE 
££ D'ITALIA 

Visto Tart. 38 del testo unico della legge sull'ammini- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato, approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste 
inscritto in lire 1,000,000 nello stato dì previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, 
e reintegrato tìella somma di lire 350,000 colla legge 23 di- 
cembre 1904, n. 664, in conseguenza delle prelevazioni già 
autorizzate in lire 1,159,41 1. 06, rimane disponibile la somma 
di lire 190,588.94; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario dì Stato per 
il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-1905, è 
autorizzata una 26* prelevazione nella somma di lire sei- 



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1462 LEGGI E BECRETI DEL REGXO d'iTALIA - 1905 

milaseicentottaata (L. 6,680) da portarsi in aumento al ca- 
pitolo n. lAl-quinqmes: « Rimborso alle società di naviga- 
zione di spese di trasporto bonificate agli esportatori dì vini 
dai porti dell'Italia meridiotiale per Vienna e Budapest » 
dello stato di previsione medesimo. 

Questo decreto j^arà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo della 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osseryarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 27 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla Corte dei eonii addi 10 mag^gio 1905. 

R^g, 22. Alfi; del Governo a f.7L F. Mbzzbttt. 
Luogo del Sigillo. 7. D anardaaigiUi C. FINOCCHIARO-APRILE. 



A. FoRTrs. 
Gargano. 



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LEGGI E DECRETI DSL REGNO d'ITALIA - 1905 1463 

N. I7& ^ N. I7S. 




Regio Decreto che dal fondo di riserva per le spese im- 
previste autorizza una 27^ prelevazione nella somma 
di lire 4fi00 a favore del Ministero dell' istruzione 
pubblica. 

30 aprile 1905. 
(Pubblicato nella Gaztofia Vffini-iU del P^c/io il 16 maggio 1905, n. 115Ì 

vrrroRio emai? iiele in 

rSR ORAZU DI DIO 8 PER VOLOWTÀ DULLA MAZIOME 
SE D'ITALIA 

Visto Tart. 38 del testo unico della legge suirammini- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato, approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste in- 
scritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905, 
e reintegrato della somma di lire 350,000 colla legge 23 
dicembre 1904, n. 664, in conseguenza delle prelevazionì 
già autorizzate in lire 1,166,091.06, rimane disponìbile la 
somma di lire 183,908.94 ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; . 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Bai fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 

capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del 

Ministero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905, è 

autorizzata una 27* prelevazione nella somma di lire quat- 



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1464 LEGGI E DECRETI DEL BEGNO d'ITALIA - 1905 

tromila (L. 4,000) da inscriversi ad un nuovo capitolo col 
n. 292**^'*'' e con la denominazione « Concorso dello Stato 
nella spesa per il V congresso internazionale di psicologia 
in Roma » dello stato di previsione della spesa del Mini- 
stero della istruzione pubblica per Tesercizio finanziario 
predettò. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficialo delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 30 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla CorU dei conti addì 11 maggio 1905. 

Reg. 22. Aiti del Governo a f. 75. P. Mxzzbtti. 
Luo^o del Sigillo. V. Il GuardaFigilli C. FINOCCHI ARO- APRILE. 



A. FORTIS 

Gargano 



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LEGGI E DECBETI DEL EEQKO d'iTALIA - 1905 1465 

N. 176. A N. 176. 




Regio Decreto che dal fondo di riserva per le spese impre- 
viste autorizza una 28^ prelevazione nella somma di 
lire 20^340 a favore del Ministero dell' istruzione pub- 
blica. 

30 aprile 1905, 

{Pubblicato nella QoMxeUa Ufficiai, del R^gno il 16 maggio 19C5 n. 115) 

VITTOBIO EMMUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÌ DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Visto l*art. 38 del testo unico della legge suU^ammini- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato, approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste^ in- 
scritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per Tesercizìo finanziario 1904-905, 
e reintegrato della somma di lire 350,000 colla legge 23 di- 
cembre 1904, n. 664, in conseguenza delle prelevazìoni 
già autorizzate in lire 1,170,091. 06, rimane disponibile la 
somma di lire 179,908. 94 ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di State per 
il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste^ inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, è au- 
torizzata una 28* prelevazione nella somma di lire ventimila- 



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1466 LEGGI E DECRETI DEL RKGXO d'iTALLI - 1905 

trecentoquaranta (L. 20,340) da inscriversi ad un nuovo 
capìtolo col n. 260'bìs e con la denominazione a Università di 
Sassari - Acquisto e sistemazione di locali per T istituto 
anatomico » dello stato di previsione della spesa del Mini- 
stero deir istruzione pubblica per Tesercizio finanziario pre- 
detto. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d* Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservalo. 

Dato a Roma, addì 30 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



lUgiitrato alia 0>rU d4l conti addi li maggio 1905. 

R$y. 22. Ani dil Governo a /. 74. F. Mbzzbtti. 
Im$j;o del HMìlo. V, D awrdaslgìlli C FINO CCHIARO- APRILE. 



A. FORTIS. 

Gargano. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1487 

N. 177; ^' H. 177. 




Regio Decreto che dal fondo di riserva per le spese im- 
previste autorizza una 29^ prelevazione nella somma 
di lire iOfiOO a favore del Ministero del tesoro. 

30 aprile 19'J5. 
iPubbUeaU) nella Gannita l7/v«:ii^f dfi U^^no ti IT maggio 1905, n. 116 

VITTORIO MAmJELE m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto l'art. 38 del testo unico della legge sull' ammini- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato, approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo dì riserva per le spese impreviste in- 
scritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della spesa del 
Ministero del tesoro per l'esercìzio finanziario 1904-905, e 
reintegrato della somma di lire 350,000 colla legge 23 di- 
cembre 1904, n, 664, inconseguenza delle prelevazioni già 
autorizzate in lire 1,190,431 . 06, rimane disponibile la somma 
di lire 159,568. 94 ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Artìcolo unico. 
Dal fondo di riserva perle spese impreviste^ inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per 1' esercizio finanziario 1904-905, è 
autorizzata una 29' prelevazione nella somma di lire dieci- 



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1468 LEGGI E DECHETI DEL REGNO d'iTAUA - 1906 

mila (L. 10,000) da portarsi in aumento, per lire 5,000, 
al capitolo n. 53: <( Compensi, retribuzioni, mercedi, inden- 
nità di missione al personale dell^ufficio di presidenza del 
consiglio dei ministri » e per lire 5,000, al capitolo n. 65: 
« Spese per Tufflcio di presidenza del consiglio dei mini- 
stri » dello stato di previsione medesimo. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti ^ osservarlo e 
dì farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 30 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Rigiitrato alla Corte dei eonH addi 11 maggio 1006, 

Big. 22, Aiti del Go9emo a /. 73. F. Mkzzbtti. 
iMogo del Sigillo. 7. TL Guardasigilli C. FINOCCHIARO-APRILE. 



A. FoRas* 

Gargano. 



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LEGGI X DECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 14.69 

N. 178. S% N. 178. 




Regio Decreto cJie dal fóndo di riserva per le spese im- 
previste autorizza ima 30^ prelevazione nella somma 
di lire iiy205 a favore del Ministero del tesoro. 

30 aprile 1905. 
(Pubblicato nella Gaxzttìa Ufficiale d$l Regno il 17 maggio 1905, n. 116' 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA N AZIOHl 
KB D'ITALIA 

Visto l'art. 38 del testo unico della leggo suirammini-- 
«trazione e sulla contabilità generale dello Stato approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste 
inscritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della 
spesa del Ministero del tesoro per l'esercizio finanziario 
1904-905, e reintegrato della somma di lire 350,000 colla 
legge 23 dicembre 1904, n. 664, in conseguenza delle pre- 
levazioni già autorizzate in lire 1,200,431.06, rimane di- 
sponibile la somma di lire 149,568.94; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 
capitolo h. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905, è 
autorizzata una 30* prelevazione nella somma di lire un- 
dicimiladuecentocinque (L. 11,205), da iscriversi ad un nuovo 



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1470 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

capitolo col n, 130 '***''*'' e colla denominazione « Ricostru- 
zione di scaffalatura neirarchivio della corte dei conti si- 
tuato nei, locali dell'ex convento di Santa Apollonia in Tra- 
stevere e suo riordinamento > dello stato di previsione 
medesimo. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presento decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 30 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



tUgiMÈralù alla CorU dei coviH addi 11 maggio 1906 

Utg. 22. AiU del Ghtsmo a f. 76. P. Mbzzbtti. 
Lmgo del 'Sigillo. V. Il GnardasIgiUi C. FINOCCHIARO-APRILE. 



A* FORTIS. 

Carcano. 



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LEGGI E DECRETI DEL RKGXO d'iTALIA - 1905 1471 




N. 179. MH N. 179. 



Regio Decreto che dal fondo di riserva per le spese im- 
previste autorizza una 31^ prelevazione nella somma 
di lire 5^000 a favore del Ministero di agricoUuraj in- 
dustria e eommercio, 

30 ypnlo 19.5. 
iP-ibblicaio rulla Qatsetta Vffic:als d^l Regno il 17 maggio 1905. n. 116) 

VITTOKIO MJANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Visto Tart. 38 del testo unico della legge suiramininistra- 
zione e sulla contabilità generale dello Stato, approvato con 
regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste in- 
scritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, 
e reintegrato della somma di lire 350.000 colla legge 23 di- 
cembre 1904, n. 664, in conseguenza delle prelevazioni già 
autorizzate in lire 1,21 1,636. 06, rimane disponibile la somma 
di lire 138,363.94; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste^ inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, è au- 



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1472 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

torizzata una 31* prelevazione nella somma di lire cinque - 
mila (L. 5,000), da portarsi in aumento al capitolo n. 142 : 
« Stazioni scientifiche di controllo per gli spari contro la 
grandine » dello stato dì previsione della spesa del Ministero 
di agricoltura, industria e commercio per Tesercizio finan- 
ziario predetto. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Itaha, mandando a chiunque spetti di osservarla e di feria os- 
servare come legge dello Stato. 

Dato a Roma, addi 30 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



RtgiMiraU) alla Corte dei conti addi 11 maggio 1905 

Rég. 22. Alti del Gommo a f, 77. F. Mbzibttl 
Zuoffo del Sigillo. V. U GuardasigUU C. FINOCCHIARO-APRILE. 



A. FORTIS. 

Carcano. 



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.MMSOl E DSCBETI DEL XEGSO b'iTAUA - 1905 1473 

N. i80. A N. 180. 



^^ 



Bacoo DxdaBTO c^ approva la seconda appendice al -con- 
traUo tira il Governo e la Società italiana per le strade 
ferrate delia Sicilia sul servizio di naoigaziorìe nello 
stretto di Messina. 

le «prik 190&. 
(PMlMlMto mM$ OmKUUa Vf/Urnh 4M lùgmaM 17 ma§gi9 1006, «. 110) 

YITTOBIO EM!aOT£LE IH 

PER GRAZIA DI DIO S PKR VOLONTÀ. DSUJL NAZIONB 
IB B' ITALIA 

Visto Tarticolo addizionale del contratto 31 ottobre 1884 
per Tesercizio delle strade ferrate della Sicilia, approvato 
con legge 27 aprile 1885, n. 3048 (serie 3*); 

Viste le leggi 28 febbraio 1892, n, 75, e 6 agosto 1893, 
n. 491, colle quali è data facoltà al regio Governo di sti- 
pulare colla Società esercente le strade ferrate predette, 
un contratto pel servizio . ili i navigazione a vapore nello 
stretto di Messina; 

Visto il regio decreto 23 novembre 1893, che approva 
il contratto intervenuto fra il regio Governo e la Società 
per le strade ferrate della Sicilia per il servizio di navi- 
gazione nello stretto di Messina; 

Visto l'altro regio decreto 1^ giugno 1897 che approva 
e rende esecutoria una prima appendice al contratto in pa- 
rola relativa ai rischi di navigazione; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato pei 
lavori pubblici e pel tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

03 - VoL. n. - 1005. 



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1474 LEOOX B DBGBETI IXEI. BSaKO D^ITAIJA - 1906 

Articolo irnioo. 

É approvata e resa esecutoria la seconda i^pendice al 
contratto 22 novembre 1893 pel servìzio di navigazione 
nello stretto di Messina, stipulata Vii aprile^ 1905 tra i 
ministri dei lavori pubblici e del tesoro per l'amministra- 
zione dello Stato ed il signor comm. ing, Riccardo Bianchi 
per la Società italiana per le strade ferrate della Sicilia, a 
ciò espressamente delegato dal consiglio di amministrazione 
della predetta Società; colla quale appendice si estende a 
due nuovi ferry-boats la garanzia gi& stabilita a carico 
dello Stato per i rischi marittimi degli altri battelli in ser- 
vizio di navigazione nello stretto di Messina, 

Ordiniamo ohe il presente decreto, munito del sigillo deUo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 16 aprile 1905. 
VITTORIO EMANUELE 



Miffiiira^ alla CorU M ùo/nH addì 18 maggio WgS. 

B»g. 22. Afl^ dA Qùoirno a f. 83. F. Mbbktii. 
ZàMgo del aigUlo. 7. U GuardasigUU 0. FIN0C0mARO-APRa«B. 



Carlo Ferraris. 
Gargano. 



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LEGGI E DBCBETI BEL BEGNO d'iTALU. - 1905 1476 

N. 181. A N. 181. 




Regio Decreto che approva un'aggiunta al regolamento 
sugli assegni speciali di bordo. 

27 aprQe 1005. 
{JPubbUcaio netta Gaietta UJlficlale del Regno il 17 maggio 1905, n. 118) 

vrrroBio Emanuele m 

PER GRAJU DI DIO E PER YOLOMTI DELLA MAZIONB 
BS D'ITALIA 

Visto il regolamento sugli assegni speciali di bordo ap- 
provato con regio decreto 4 febbraio 1897, n. IH; 
Sentito il parere del consiglio superiore di marina; 
Sulla proposta del' Nostro ministro della marina; 
Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
É approvata l'annessa aggiunta al citato regolamento 
sugli assegni speciali di bordo, firmata d'ordine Nostro dal 
ministro della marina. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a cliiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 27 aprile 1905. 

VITTORIO EMANUELE 

Reginrcao aUa Owié del comU addi 13 maggio 1905. 

Reg. 88. AtH del Governo a f. 84. P. BIbortl 
Luogo dei SigiUo. V D Qnardaaigim a PlNOCCmARO-APRILE. 

0. MmABELLO. 

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1476 LBOOI B DSCBETI DSL BSGITO S^ITALIA - 1905 



Aggiunta al regolamento sugu assegni speciali di bordo 

IN DATA 4i FEBBRAIO 1897 



€ Al capitano del genio navale imbarcato su di una nave- 
officina in qualità di uf&ciale dirigente dell'officina e dei la- 
vori è assegnato in ogni posizione amministrativa della nave 
un soprassoldo giornaliero di lire 1. Tale assegno sia ag- 
giunto alla tabella B del citato regolamento. » 

Roma, li 27 aprile 1905. 



Vùia, dTm'dine di Si M.: . 

Il aiftiatr» d«lla marina 

a I0BA9ELL0. 



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IMÙOI B DBORBTI BEL BBOVO d'iTAXiIA - 1905 1477 

N.181 A N. 1S2. 



d 



Lboos cA^ approva lo staio di previsione deUa spesa del Mi- 
nistero del tesoro per l'esercizio finanziario 1905-906. 

I4 maggio 10(/5. 
iPubbUeata mila GoMJtMa Ufficiale dei Regno il 2& maggio 1006, n. 124) 

VUTOBIO EMANUEU; HI 

PfcH tiRAZU DI DIO E PER VOLONTX DELLA KAZIOWE 
RS D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art, 1. j 

Il GoYomo del Re è autorizzato a far pagare le spese 
ordinarie e straordinarie del Ministero dei tesoro per Teser- 
cìzio finanziario dal l*" luglio 1905 al 30; giugno 1906, in 
conformità dello statò di previsione annesso alla presente 
legge. 

Art 2.^ , 

Per gli effetti di che all'art. 38 del testo unico della legge 

sulla contabilità generale dello Stato approvato col regio 

decreto 17 febbraio 1884, n. 2016, sono oonaiderato spese 

oiÒligcUoHe e (Tardine quelle descritte nel qui unito eIeiioo.A« 

Art. 9* 
Per il pagamento delle spese indicate nel qui annesso 
elenco B^ potranno i Minist^ aprire crediti mediante màth 
dati a disposizione dei funzionari da essi dipendenti, ai ter- 
mini dell'art. 47 del testo unico daDa legge sullar eontabi- 
lità generale dello Stato, i^provato ool regio decreto 17 feb- 
braio 1884, IL 2016, 



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1478 LSaOI E DBCBETI DSL BSONO d'iTÌUA - 1906 

Art 4. 
Il limite d'impegno nell'esercizio 1905-906 per le sovven- 
zioni per costruzioni ferroviarie, di cui all'art, 4 della legge 
30 aprile 1899, n. 168, è fissato in lire 500,000. 

Art. 5. 
Agli effetti dell'art. 173 del testo unico delle leggi sulle 
pensioni, approvato col regio decreto 21 febbraio 1895, nu- 
mero 70, il limite massimo dell'annualità per le pensioni, 
da concedersi nell'esercizio 1905-906, pei collocamenti a ri- 
poso, sia d'autorità, sia per domanda determinata da invito 
di ufficio, è stabilito, giusta l'art. 4 dell'allegato V alla legge 
8 agosto 1895, n. 486, nella somma di lire 420,000, ripar- 
tita nella seguente misura tra i diversi Ministeri: 

Ministero del tesoro L. 12,000 

9 delle finanze » 25,000 

r^ di grazia e giustizia e dei culti. » 1 4,000 
» degli affari esteri ...» 10,000 
)» dell'istruzione pubblica. . » 12,000 

> dell'interno * 48,000 

» dei lavori pubblici . . . • 15,000 

V delle poste e dei telegrafi . » 18,000 
» della guerra ...... 240,000 

' » della marina ...... 20,000 

» dell' agricoltura, industria 

e commercio .... » 6,000 

ToTALB . . L. 420,000 

Al conto consuntivo 1905-906 sarà unito l'elenoo delle 
coneessioni fatte durante Pesercizio per le pensioni suddette. 
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato 
sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla 
e di farla osservare come legge dello Stato. 
.Data a Roma» addi 14 maggio 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

iMogo del Sigiilo. V. U Guardasigilli: FINOCCmARO-APRILB. 

Carcaro. 



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stato di previsione delia spesa 



DBL 



MINISTERO DBL TESORO 

|er feseitizio finanziario Ì90S-906 



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•■•^^: 



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LEGOI E BECBETI IXEL KEGHO ì/tIALUl - 1906 



1481 




TITOLO L 
Spesa ordinaria 

CATEGORIA I — Spese éffeUhe. 

Oneri dello Stato. 

DMti perpstuL 

Rendita consolidata 5 per cento (Spesa obbliga^ 
tona) . - . 

Rendita coaiolidata 3 percento (Idem). 

Rendita cotsolid^ta 4 por cento al netto (Idem) . 

Antiche rendite ooneolidate nominatiTe 4.50 par 
cento al netto conserrate esclusivamente} a fin- 
▼ore delle pubbliche, iatìtiisioni di beneficei|»i 
(Idem). • • . • . '. , 
> 

Rendita consolidata 3. 50 per cento al netto (Idem). 

Rendita per la Salita Sed0 . 

Debito per|)etno a noma d^ coi*pi morali in Si- 
cilia " Interessi (Spesa obbligatoria) 

Da riportar»^ 



CoifPITBtti 

[Mir reserctzìo 

finanziario 

dal 

lMagliol005 

al 

30 giugno 1909 



400^1,451.62 
4,802,32a02 
7,8^12. » 

32,532,112.04 

29,762,381.08 

3^225,000. » 

l,Gd3,«84. 87 



479,289,163. 13 



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1482 



LBOGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTALU * 1906 



a 



CAPITOLI 



DBNOÌUIUZIOIIE 



per ra««rcizTo 

flnamJMrio 

dal 

riuc^oioos 

al 
90 giugno 1906 



10 



11 
12 
13 

14 



Ripario, 

Debito perpetuo dei oomimi della SieOia - Inte» 
(Spesa obbligatoria). • . . • 



Rendita 8 per cento aaaegnata ai crédiiori UgaM 
aeUe profÌAoie ni^Militaae (Idem) • • 

Readita 8 per eeato aaeegnata ai creditori di cai 
alla ]egg« W mano 188S, n. 9016, serie 3* 
(Idem). 



DebiU rMmihiU. 

Debiti redimibili inscrìtti nel gran ^bro 
(Speaa obbligatoria) 



late- 



béUti redimibili non inscritti nel gran libro « In* 
tersesi e premi (Idem) 

Obbligasioni p« labori e^lizi di Roma e per Pan- 
tioipazione di lire 12,000,000 del concorso go- 
TematiTO, di eni alle leggi 20 loglio 1890, 
B. 0080, e 28 giugno 1892, m 299 (Idem) 

flpsM doritante dall*art 3 della eeaYeniione 17 no- 
vembre 1876^ modificato coll*art 1* dellVltra 
oenfenzìone 25 febbraio 1878, approvata coUa 
legge '29 giugno 1876, n. 3181, pel riscatto 
' delle ikrrorie deU*AlU ItalU - Interessi 

Da riportarsi. 



47%289,308 13 1 

987,028.78 

94,171.40 

503;MS.(I0 



480,904,400.03 



8,708,042.70 
9,821,294.43 

29a400. » 



25;ì31,004. » 



44,^91341.49 



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UOOI B mCBETI SSL BEOHO Vi'tIÀLIà. - 1906 



1483 



95 


CAPITOLI 


OauFwnaak 

per Teseremo 

finanziario 

dal 


DEliOUINAZIONS 


lMngUol905 

al 

30 gin^no 1906 




Riporto, 


44,291341. 19 


15 


ObbiigMioBi femmurie 3 per oanto per k cMtm- 
Boni ferroTiarie e per conto delle casse degli 
aumenti patrimoniali Q^go 27 aprile 1885, 
n. 9040 - Interessi (Spesa obbligatoria). 


27,540,120. » 


16 


Obbligasioni 5 per oento per le spese di coetru- 
sione di strade forate del Tirreno già conse- 
gnate agli appaltatori in cambio dei certifi- 
cati, date in pagamento dei laTori appaltati 
dopo la pubblicazione della legge 30 marzo 1890, 
n. 075^ - (Interassi (Idem) ...» 


5,721,575. » 


17 


Titoli spedali di rendita 5 per o^uto per il risa- 
namento ddla cttU di Napoli (articoU 3 e 5 
della legge 15 gennaio 1885, n. 2802) - In- 
teressi (Idem) . . i 

DcìHH wxriaHli. 






71^089.801.19 






18 


Stato fSpese fisse) 


WifiOO. » 


Ì9 


Aannalità al eomnne di Napoli per rassegno agli 
12 maggio lOOl, n. 184) (Spesa obbUgatoria). 


400.000. » 


20 


lateressi dei bnoni del teAorò e spese -di negosia- 
iÌMM(Ideln). 

Da riporktrsi. 


«^MO/xn. » 




d,92OJ50O » 



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14S4 



xsoox E OBCBxn Dm. SBOKo D'rrAUA - 1906 



o 
« 


CAPITOLI 


COBIPBmBA 

per Tesereino 

tinanziarìe 

dal 

1* luglio 1905 

30 giugno 1906 




Ci 


RENOMINAZIONE 






Biporlo. 


6,920,600. 




21 


InteresBi di bvottl dal tesoro a ,hiBgm 9cmémim 
creati con la legge 7 luglio 1901, n* 328, e 


1,281,625. 




E^ 


Interessi dipendenti da contratti stipulati a licita- 
zione prìTala per le ooeCruiioni delle ferfvfie 
complementari a norma dell'art 4 detta legge 

cedente leggo U loglio 1867, n. «785 (làem}. 


20,060. 




23 


lolereesi di somme versate in conto corront» eoi 
tesoro dello SUto (Idem) .... 


450,090. 




E4 


Interessi dell* 1.50 per cento A aetto sopra aa«i- 
dpazioni statutarie degli istituti di emissiottè 
a sensi delle leggi 10 agosto 1893, n..449, U 
lugtto 1894, n. 339, 8 agosto 1895, n. 48d, e 
:' 17 geitnaio 1897, n. 9 (art 3 delFallegato D) 
(fi^^f^jj 






25 


Garanzie e sossidi a società conceBsionarie di strade 
ferrate (Idem) . . . ^ . . 


ITtMOjOOA. 




93 


Sovvenzioni annue chilometriche deriTaoti dalla 
facoltà coooessa al CUrferao eoo Vi% U della 
legge 89 luglio 1879, n. 5002, serie 2^ (Idem). 


25;306.90 


27 

• 


Corrispettifi dovuti alla società italiana per le 
strade fenaU della Sidlia per U servizio di 
. Bavigaaione attraverso lo stretto di Messiiia 
-JL»tàs^ O^agosto 1893, n. 491 (Idem) . 

Da riporiarH 


\vifm. 


» 


• 


26,807,SS1. 


29 



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£Wai M IKBCIEZX SBL XBGVO fi'lTALIA - 1905 



1436 



CAPITOLI 



8 



21 



DENOMINAZIONE 



COMPSTEKZA. 

|)6i' Tescrcizio 

finaD7Ìarìo 

dal 

r luglio 1905 

al 

30 giugno 1900 



28 



29 



30 



i&]por<o. 

Onere eveatotle per Hacfai meriitiini dei piMeeell 
CaU$bri0f StUU e Cariddi adibiti al eenizio 
di oavigaaioiie dello etrctto di Meweina (Regio 
deento 1* giugno 1807, a. 380) (Speea obbMg.)* 

Anmialità netta domia rIIs locieià italiana per le 
■trade ferrate Meridionali eseroento la rete 
Adriatica in oorriapettivo delle linee di sna 
proprietà (art V dei ooa^tfto) . 



31 



32 



Corriepettivotshilometrìco Spettante alle Bodetfc < 
centi le reti Medhen^ttcib, AdrìatiÌBa e Sicnla 
per la coetrozione delle strade ferrate di cui 
alle convnzioiu approTate colla legge del fO 
luglio Itta» n. 6660 (Spfea obbligatoria) 

Quote di pro^otéo lordo! àétièr ferrovie apipartenenti 
a locietà prirate ed merritate per loro conto, 
a senio dei riapettrri atH di concessione o in 
legtito a oonTenzioni speciali (art 13 del con- 
tratto per la i«U ìlediterrMiea e 16 di quello 
per la Mie Adriatica) (Idem). 

Corrispettivi dovuti alle società delle reti Mediter- 
, ranea, Adriatica e Sicnla per Tesercizio delie 
linee complementari ooatitnenti le reti seoon- 
' dàrie (art 73 dei capitolati per le reti Medi- 
terranea e Adrìatioa e 69 per qn^lo della rete 
Sicula) (Idem) 

Da riportare , 



26,897,381.29 



per mmnaria 



82,091,646.88 



22,226,089. 43 



7,000,000. » 



23,220,210. » 



111,405^276 69 



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1486 



LEOai S nSCBEII BEL BEGITO Jt'ltAUA. - 1905 



o 

• 


CAPITOLI 


GOMPSnDNEJl 

per Tesercido 

flBaadario 
dal 


DBNOMINJlZIONB 


lMugUol906 

al 

30 giugno 1006 




Riporto» • 


111,406^278.00 


33 


Correflponnone alle cane delle pendoni e dei eoo- 
oond del penonale delle vM M editemuea, 
Adriatioa e Sionla deUe qaote del 2 e 1 per 
cento del prodotto lordo al disopra di quello 
iniziale (art 35 del capitolato delle reti Me- 
diterranea e Adriatica e art. 31 di quello per 
la rete Sicnla) (Spesa obbligatoria) 


2,100,48a » 


34 


Annualità dovuta alla ditta Mangili per il aenrizio 
di nangasione a vapore sai lago di Garda 
(art. 28 della oonvenxione approvata con la 
legge ornano 1803, n. 125) (Idem) 


112,788.40 


85 


ferrovia GremonarMàntova per Tiiao coarane 
della ataiione di Piadena oon la linea Parma- 
Breeoia-Iieo in ordine alla oonvensione 27 o^ 
tobro 1888 e reUtivo atto addizionale 20 mag- 
gio 1889 e alFaltra conTeniioae 12 giagno 18M« 


ìjno. » 


30 


AnnnaUtà apettante alla'caaea depoiiti e preatiti, a 
forma dell*art 8 dell'allegato Jf, approvata oon 
rari 13 della legge 22 lagUo 1894, n. 339 - 
Intereeei - (Nona annualità) 

JUòiio 9ÌiaiÌMÌù. 


4,023,727.01 




117,K2,04«.Ol 






37 


Pendoni del Miniitero del teMro (Speee flaae) 


2;a86^000. » 







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LBOGI E DECRETI DEL BEONO d'iTAIIA - 1905 



1487 




p«r r« 

flniTtfinrig 

r luglio 190S 

30 giugno liM 



Pmukmi 9iraor<Unarié. 

Aflugni ai Mille di ManftU o loro TodoTe ed or^ 
luii, e peBàoni divene. • . • . 

AflMgiii Titalin a titolo di rìoompensa naiionald. 
oompred quelli pei Toterani 184840, ai lensi 
della leggi 4 mano 1898, n. 46, e 18 'dicem- 
bre 1806, &. 480 

Àasegiii a faTore di coloro che preaero parte alle 
guerre per 1* indipendenxa dltalia a eominoiare 
da quella di Crimea (legge 8 luglio 1004, n. 341). 



Indennità per una lola Tolta, iuTece di penftioni, 
ai termini degli articoli 3, 83 e 100 del teeto 
unico delle leggi tulle peneioni cìtìU e mili- 
tar], approrato col regio decreto 21 febbraio 
1806, n. 70, ed altri aefl^gni congeneri legal- 
mente dovuti (Speaa obbligatoria). 

Tcftale del debito Titalido. 
Doteiioni della Gan Reale 



Dovario a 8. M. la Regina Margherite di Savoia, 
vedova di S. ÌLìì Re Umberto 1 (leggv 6 di- 
cembre lOiO, n. 303) 



730,000. » 



2,000,000. » 



per memoria 



2,730,000. 



84,000. 



5,440,000. » 



15,060,000. » 



1.000,000. » 



16,060,000. » 



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1488 



UOQI S DBCBKTI TOSL SEGNO d'iTALIA. - 1905 



o 
u 
• 

81 


CAPITOLI 


CkMfPBlWZÀ 

per Tes^tùsio 

finanzìai-io 

dal 

r luglio 1906 








Z, 


DBMOMINAZIONS 


al 
90 giugno 1906 






Spué per U Cambre UgitlaHve. 






44 


Spese pel Senato del Regno .... 


500,000. 


» 


45 


Speae p«r k Camera dei deputati 


931,000. 


» 


40 


Rimborao aile aodetà di strade ferrate e di naTi- 
gaiione dell'importo dei viaggi dei membri 
del ParUmento (Spesa obbligatoria) 

. 1 * 


812,000. 


» 




2,313,000. 


» 



47 
48 

49 
50 

51 



Spase generali di amministrazione. 

ìAmUUro. 
Personale di nioio (Spese ilsse) .... 

Pexwmak di ruolo -Indennità di residenia in Roma 
(Usffi) ."' 

Personale straordinario .'.••. 

Personale straordinario - Indennità M nsMeaiain 
Roma (Speae fiise) 

Speae d'ufllcio del Ifiusterò . 



2,026,493.44 

275,022. » 
51,8T7. > 

iO,000. » 
105,040. » 



2,468,432.44 



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JUEOQI B DECBEZZ JKBIi JUBGNO d'iTALIA - . 


1905 14S9 




CAPITOLI 


[i«r TMercizio 

finanxiario 

dal 


8 






IMuglio 1905 


2 


DSNOMINAZIOVB 


al 
30 giugno 1900 




Pr09idmua del Consiglio dm ministri. 




» 


PenoiiAl« di n»lo dflU*«fl«io di praidean d«l 
consiglio doi ministri (Speso fisso). 


4,000. » 


53 


Personalo di molo dall'nfBoio di pi-osidonsa del 
oonB%lio doi ministri - Indennità di residenza in 
Roma (Idem) ..... 


350. » 


54 


Compensi^ rstrìbozioni, mercodi, indonnita di mìs- 
■tono al personale dell'ufficio di presidenza 
del oonsiglio dei ministri • • • . 


18,000. » 


55 


Porsonalo straordinario dell*n(Bcio di presidenza 
del oonsiglio dei minÙBtri - Indennità di resi- 
denza in Romi/ (Spese fisse) .... 


400. » 


56 


Spese per Tnfflcio di presidenza del consiglio dei 
ministri 

Corts dei conti. 


5,000. » 




22,750. » 






57 


Penonalo di molo (Spese fisse) .... 


1,528,235. » 


sa 


Personale di ruolo - Indennità di residenza in Ruma 
Gdom). ....... 


214,811.50 


59 


Spese d'ufficio 


* 84,500. » 




1327,546.50 







94 -. YoL n« - 1905. 



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1490 



LEOOI S DECRETI DEL REOMO d'iTAUA • 1906 



• 

2 


C A P ITOLI 


CoMp]ffnr«zi 

l^r lesercirJo 

ttnauziario 

dal 


s 


UPNoMLNAZlONB 


30 giugno .if Jb 




Yt^/oiua sugli isHtuH di emMoné e sui servisi 
dna di Napoli. 




60 


Personal* d^^H* ipp«ttorato generala (Speie ftMe) . 


76,000. » 


61 


Personale deirispettorato genentle - Indennità di 
residenn in Roma (Idem) • . » . 


5,197« 50 


62 


Spese diverse occorrenti per la oommissione per- 
manente di cui all*art 107 del testo unico 
driUa l«gge siigr istituti di emissione e sulla 
ciroolasione dei biglietti di banca, approdato 
eoi regio decreto ottobre 1900, n. 873, e com- 
penso al segretario della detta commiasione** • 


5,000. > 


63 


Indennità di minione agH ispettori deUMspettorato 
generale ed al personale aildetto ali ispettorato 
medesimo o da esso delegato 

Atvoeaturs erarialL 


2!r,500. » 


• 


113,6^7.50 






65 


Personale di ruolo (Spesa fisse) .... 


; 882,830.62 


«9 


Personale di ruolo - Indennità di residenza in Roma 
(Idem). . 

Da Hpopitvst» 


20,653. » 




003,503.62 



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LEGGI E DECEETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1491 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



irajporlo* 

Pflraonak straordinario 

Personale straordinario - Indennità di reeidenia in 
Roma (Spese fine) 

Speso d^nfSdo (Idem) . • 

Fitto di locali non demaniali (Idem) . 



Inttnd^Hsa dfi finanza,' i 

Personale di ruolo di ragioneria, ufficiali di sorit- 
tura e magasmnieri economi delle intenderne 
(Spae fisse). 

Personale di molo di ragionerìa, uffici^ di scrit- 
tura e magaxsiniori economi delle intendeufie 
- Indennità di reeidenxa in Roma (Idem) 

Personale straordinario 

Personale straordinario - Indennità di reaidensa in 
Roma (Spese fisse) . . . • • 



Sertuio del tesoro. 

Personale di gestione e di controllo nella tesoreria 
oeotnde del Regno, nell*ufficio dell'agente con- 
tabile dei titoU del -déMto pubblico, neiroffl- 



C0MP8TBNZÀ 

per reserdsio 

finamdario 

dal 

1* luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



903,503.62 
12,440. » 

900. » 
41,500. » 
25,600. > 



983,943.62 



2,053,109.47 

12,360. » 

5,700. » 

350. > 



2,071,519.47 



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1492 



£BOGI E BECaETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



u 
• 



CAPITOLI 



DENOIfIN AZIONE 



ctiiA daU« cai^ Pilori • dipendenti cartiera, 
nell» r^gia leoca e nella casaa spedale dei 
biglietti a debito dello Stato (Spese fine) 

76 Peraonale di geitione e di controllo nella tesoreria 
oentnle del R^gno, nell*nfflcio deiragente con- 
tabile dei titoli del debito pubblico, nella regia 
lecca e nella casta speclak» dei biglietti a de- 
bito deUo Stato • Indennità di residenza in 
Roma (Idem) 

77 Spese d'ufficio della tesoreria centrale, dell'agente 
omtabUe dei titoU del debito pnbbfieo e del 
magazsiniere dell'officina carte-Talori e della 
tesoreria di Massana 

78 \ Personale fidnoiario della tosoreria centrale e del- 
Tagwito oontalnle dei tìtoli del debito pubblico 
- Indenikità di resrdenza in Roma (Spese fisse). 

79 Personale delle delegazioni del tesoro presso la 
regia tesoreria profindale gestita dalla banca 
d'Italia (Idem) 

30 Personak delle delegazioni del tesoro presso la 
regia tesoreria provinciale gestita dalla Banca 
d'Halia " Indennità di residenza in Roma 
(Idem) 

8[ Personale straordinario delle delegazioni del tesoro 
(Idem) • 

Da HparianL 



CoMPrnaaK 

per resercizìo 

finanziario 

dal 

ringliol905 

al 

ao giugno IQOS 



183,920. 



8,880. » 

43,060. > 

2»000. > 

931,^58.50 

7,460. » 



1,139,018.50 



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LSOGI E HECKETI BEL BEaNO b'iTAUA * 1805 



149S 



CAPITOLI 



DBNOMIMAZIOiaB 



GOMP 

par reserdno 

finAiixiarìo 

dal 

!• luglio 1906 

al 

30 giugno ig06 



Bipono, 
SpéM d*iiiil«o dolio doleirazioni dol tesoro (SpoM 



) 



SpoM por teBporto fondi e di toaororìa» aoqniilo 
di cmeo forti a reoipionti ]j&r la oonaerfaiione 
dei ndori • . . • 



Spoio pei aorriii del 



'Speao per Tacoertamento preeoo lo inCendeno H 
Anania o preno la cassa dei depositi e prestiti 
doUa legittimità dei doeamMitl prodotti per lo 
operaxiaid di debito pubblico • 

Spese di liti sostenute noli* interesse delle ammini- 
■ti ' Mi oB i del tesoro e del debito pubblico e 
dell*asi«nda dei danneggiati dalle troppe bor- 
boniche in Sicilia e altro spere acceoeorìe (Spesa 
obbligatoria) 



Méffia Mecca e moneiagUmé. 

Personale di molo (Spese firn») . . . '. 

Personale di molo - Indennità di residenxa in Roma 
(IdemX ; 

Da riporkarti. 



ì,ì3èj5ìB. 50 
ie,500. » 

36,500. » 
21,500. » 

1,500. » 



10,000. » 



i;230,518.50 



41,390. » 



47,331. » 



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1494 



LBOOI E DECRETI BEL BEGNO d'iTAUA - 1905 



ss 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



CoaiPsnMZA 

par reMrcizìo 

fituuasiimrìo 

dal 

IMngHolOOS 

al 

SO giugno 1906 



88 

89 

89 
àis 



90 



90 



91 



Speaa d'nffido (Bpete fisae) 

Speae d*M«rcl2Ìo della zecca (Speea obbligatoria) . 

Asaegni di Taletndinariotà ai lavoranti di lecca, 
Buasidi ai medeaimi e loro auperatiti - Premi 
per modelli di naovi tipi di monete - Speae per 
la commiaaione artistica-tecoica-monetaria iati* 
tnita con regio decreto 89 gennaio 1905^ n. 27, e 
per laTori atraordìBari 



Personale atraordinario - IndennitJk di 
in Roma (Speae fisae) . 



reaidenaa 



8mvUi diversi. 



Ratribaaioni e oompenaì agrìmpiegati e al perao- 
nale di baaao aarniio deiramminiatradone oen- 
trale e proYineìale del teaoro per laTorì e pre- 
ataaioni atraordinarie - Gompenai alle commia- 
aioni di eaami e alla oommiaBÌone tacnica per- 
maDonta di cai ali* art 83 del regolamento 
16 giugno 1886, n. 853 . 

Speae di commiaaione e di cambio per i pagamenti 
allWaib (Spwa obbligatoria) 



47.881. » 

8,000. » 
88.000. » 



l^OOO. » 



700. » 



150,081. » 



108,860. 1^ 
380,000. » 



438,860. » 



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LBOOi E hbcbeti del segno d'italia - 1906 



1495 



CAPITOLI 



DENOÌJINA/IOXB 



Co^!PETB^rzA 

poi- ToBercino 

finanziario 

1* luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



Riporto, 

Spese di commiMUone per la riseot8Ìoiied<>>iruiilen* 
nttà doiriit^ da] Qoverno cineso (Spesa obbli- 
gmtoria) 

Spese per i servizi delle delegazioni airestaro, per 
rapplieasone àrìVaffidaoU e per telegrammi 
di hmk 

AilestimMito dei titoli dal debito pabbltco * Spese 
per oomple'are, mettsire in ciroolazione e spe- 
dir» alTestMfo i titoli éhe si ricevono dall'of- 
ilfliiia ewlsTalorL 

ladMultà di Tiaggio e di soggiorno agli impiegfttt 

Indennità di tnunvtamento agU ' impiegati ed al 
personale di basso sorvido e indonniti^ di tra- 
sferimento al domicilio eletto, doTuts agrim- 
piegati ed al personale enddetto collocati a 
riposo ed alle famigKe di qnelli morti in aer- 
Tisio . • 

Restìtssione di somme indebitamente versate nelle 
tesorerie dello Stato (Spesa d'ordine). • 

Spese di bollo ani titoli del debito pnbblioo, le 
quali debbono stare a carico dello Stato (Spesa 
obbligatoria) 

i)# ripoi*l8rji« 



40,000. » 

doooo. » 

85,750. » 

56.000. » 



22,000. » 
120,000. > 

5,000. » 



776,010. » 



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1496 



UOOI B nECBITI DEL SEGITO D^ITiXXl • 1909 



o 
u 

a 

z 


CAPITOLI 


CoMPVmCBA 

per reaerctzio 

finanziario 

dal 


DBNOUINAZIONB 


IMugUplQC» 
30 giugno IQW 




AlpOfw* 


776,610. » 


97 


SpMe poi seiTiiio della eonlftbilità g«Mnife ^per 
gU stadi » kvori relothi . 


io,ooa » 


96 


Siuridi non obblig»ftorìament« vitalisi . 


75.00O* » 


99 


TeUgvammi da Bpediro all'aiterò (Spesa d*orduM). 


3,000. > 


100 


8p6M postali (Idem) 


8,000. » 


101 


Spaia di itampa. 


96,700. > 


102 


ProTTieta di carta a di oggetti Tari di caneaUerìa, 
legatura di libri e ragistrì .... 


23,550. » 


103 


Spese per racquisto di libretti e di scontrini fer- 
roTÌari per conto degli impiegati deU*ammin^ 
straàona del tesoro (Spesa d*ordine) ' 


300. » 


104 


Residui passiri alimiiàli a sanse deUTasL 91 dal 
testo unico éi legga aalla contabilità g«Mraìa 
e raolamati dai crediÉoii (9ps«k oèU^alarì^. 


per mm/ncria 


105 


Spasa di latori per preparare i pagamenti della 
rendita nominative consolidata a per eseguire 
gli appuramenti semestrali nel gran libro .. 


16,000. » 


108 


Indennità di miariona par le ispeiioni aBis ra- 
gionerìa delle intandma ^i ftaaaaa a par la 
operasioni dipendenti dalla legge 11 luglio 1897, 
n. 256, su) riacanfro effsClNo M magauM 
e depositi di tnatamli e di marel di proprietà 
dello Stato 


40,000. » 




1,049460. » 



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UOCa E DECBEn DEL REGNO o'iXAIXA - 1906 



1497 



107 



108 

(«) 

110 



111 



112 



113 

114 



CAPITOLI 



DFNOMINAvtONB 



GoMPStnoA 

per Tesercttio 

fiiumiiurìo 

dal 

!• luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



Ripcrto, 

Sussidi ad impiegati di ruolo e atraordinari, agli 
uacieri e al personale di basso s^ryizio in at- 
ticità di funzioni déiramministrazione centrale 
e proTinciale 

Aasegiu, indenaità di ousaione e ^Mee diverse di 
qualsiasi natura per gli addetti ai gabilMMI . 

Somma da versare alla cassa depositi e prestiti 
per costituire il fondo di riserva per le epi- 
soozie, in ordine all*art 4 della legge 20 giù* 
gao 1902, n. 272 (Spesa obbligatoiia e d*«rditte). 

Quota del prodotto della tassa di boUo applicati^ 
agli stipièndi degli impiegali cìyìU e militari 
da destinarsi a^ /sTore delle istituzioni per gli 
orfani degli impiegati stessi (legge 3 marzo 
1904, n. 67; 

Spese casuali 



Spesa per servizi speciali. 

Of/Uina per la fahbrieanone dàlU tmie^aìori. 

Personale (Spese fisse) 

Mercedi e sussidi agli operai ed asaistenti ooutrol- 
lorì e loro superstiti^ spese sanitarie, premi par 
rassicurazione degli operai stessi ed assistenti 
controllori ai termini della legge 17 osane 
I8969 n. 80. Contributo annuo da yersarsi alla 
eaasa nazionale di presidenza per T invalidità 



Da ripetUKTÈi 



1,049,160. » 

40000. » 
20,000 » 

175,000. » 



42,984.60 
23^000. » 



1,350,144.60 



31,760. » 



31.760. » 



(a) n oapililo a. lOf fo ippifUio. 



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1498 



LEGGI E DECBETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 





CAPITOLI 


p«r TeMiretsìo 

dal 

r loglio 1905 

al 

30 giugno 1006 




s 


DKNOMINAZIONB 






Riporlo. 


31,760. 


> 




Itfgge 17 luglio 1806, n. 350, e ad altri i«ti. 
luti oongeneii (Speea d*ordine) 


541,000, 


» 


115 


GarU flligimnata e non flligranata, cartoncino, 
macchino, apoM di aoqua e di matonaie por 
la stampa dello carte-yalori, laTorì di?or«i por 
conto doi Ministeri od altri enti (Idem) 

5 * 


1,520,090, 


» 




2,092,850. 


» 


116 


Fondo di riaorra per lo spofo obbligatorie o d*or- 
dine (art 38 del tosto unico rlella leggo di 
contabilità, approvato col regio decreto 17 feb- 
braio 1884, n. «010) . . . ^ . 


2,500,000. 


» 


117 


Pondo di rvMrra per lo speao impronito (art 38 
dol testo nnico della leggo di contabilità, ap- 
prOTatoi ool regio decreto 17 febbraio 1884, 
n. 80W) 

TITOLO IL 
Spesa itraordlnniia 


1,000,000. 


» 




3,500,000. 


» 










CATEGORIA I — «/)o# tfreitivé. 








Oneri dello Stato. 








{Debitt tariabilì). 






118 


Interessi del 2 per cento» a calcolo, sui mutai con- 
tratti dallo proTineie Jannoggiate daUo iaon- 







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I.BOOI E DECBBTI BEI. BEONO d'itALIA - 1905 



149» 







CoMPnVNZA 


o 


CAPITOLI 


per reeordzio 


s- 
o 




linanriario 


a 




dal 


• 


lMugliol906 


2; 


D£NOMINAZIONB 


30 giugno 1900 




dasioni, a termini dell*art 9 d'ella l«gge 8 giu- 






gno 1813, n. 1400, e delia legge 8 luglio 1883, 






n, 1483 (8peMi obbligatoria). 


56,000. » 


119 


Interrii a calcolo sui mutai oontratti dalla pro- 
^inda di Sondrio in ordino doU'art. 7 deUa . 
legge 7 aprilo 1889, n. 6018, o dalle pro- 
Tinde di Teramo e Ghieti in ordine airiOti- 
colo 11 della legge steesa ^jor riparare i danni 
cagionati dalle inou'^aadoni deirautunno 1888 
e per la eeeenzione di movi lavori occorrenti 
alla difesa contro nuovi diaaatri coueimili 






(Idem) 1. . . . . 


12,000. » 


ISO 


Annualità da pagarsi alla c^sa depositi e prtWtìti 
per interoesi al 3. 50 per cento <d anmiorta- 
mento dei mutui conoeeei alle provincie di Qe- 
nora, Porto Mauriao e Cuneo ed ai comuni 
delle madeeime in relanone alfart 8 deUa 
leggo 31 maggio 1887, n. 4511, per riparare 
ai danni dei terremoti del febbraio e marzo 1887 
ed ai danni cagionati al comune di Campo- 
maggiore dalla frana del 10 febbraio 1888, 
giusta la legge 26 luglio 188& nam. 6000 






(IdemX 


368,294.56 


121 


Indennità dovute secondo la le'<ge per le espro- 
pxiazioni del GoTerno austriaco per opere di 






fortificationi 


per memoria 


1» 


Somme da passarsi nel conto corrente spedala col 
mnnidpio di Napoli come concorso dello Stato 
nei lavori di risanamento di quella città, oor- 

Da Hpmiatti. 


. 




4as;eo4.86 



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l&UO LBGK» a BBGBBTI USL SEGVO D'HALLà - 1906 







GoxpBiSNza 


o 


CAPITOLI 


per reeerciàa 


9 




fiaanaiarìo 






dal 




lMugliolM6 


2S 


DBMOMINAZIONB 


30 giugno 1900 




Riportù. 


426,204 50 




rÌBpOQd«iiti, alla metà della •omma atabiliia 






dall*art. 3 della legge 15 gennaio 1885» nu- 






mero 2892, e da procurani mei modi indicati 






daU*art. 1 deUa oon^enzione 15 «enUaio 1896, 






approTsia eon Fart 5 deU^aOe^ato I alk leff^e 






8 agoilo 1895, n. ^^ ed ai termini delia 






legge 17 luglio 1898, n. 3ia . 


1.000,000. p 


123 


Somma dovuta «Uà aocietà MU fenwno Meridio- 
nali in oona^gneatt della eonvensione appro- 
vata con la legge 28 luglio 189t>, n. 4S^ a 
oompeneo dei lavori CBegniti per il aoprapas- 
saggio al ponte ferroviario snl Po aMenana- 






oorti (Quattordicesima annualità) . 

Speso genoralt di animinittrazime. 


102,838.26 




1,580,192.82 






124 


Maggiori anegnamanti sotto qualsìaai denomiAa- 








23,72a > 


125 


Spesa oooortente alla corte dei conti per il ser> 


- 




personali di spese fisse. . , » • 


43,000, » 


126 


Personale straordinario dellar corte dei conti - In- 






dennità di residenza in Koma (Spese fisse) • 
Da riportarsi. 


2,600. » 




09,320. » 



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UBaei B DECBEn del bboho d'italia - 1906 



1501 



o 

• 

a 
ss. 


CAPITOLI 


GoMPRBaA 

per resepciBio 

finauziariò 

del 

lMugUol905 

al 

30 giugno 1006 




dbnovinàzionb 






Biporto. 


M,320. 


» 


127 


Spen pei lami ■trMrdinari per r«mininifltn«i(ni« 
del debite pabWeo 


46,080. 


» 


19B 


SpeM per la fabbrìcaiume dei biglietti di State e 
per reiaroizio e la manutenzione del forno cre- 
materìo delle carte-calori di Stato (Spe^a ob- 
bligatoria) 


248,800. 


» 


128 
bi9 


Spese d*iifficio del cassiere speciale dei bigiietti a 
debite della State ^ Studi e UT^ri dÌTersi ine- 
renti alla iabbficakione dei biglietti di State . 


17,900. 


» 


IM 


Personafe della cassa speciale dei biglietti a de- 
bito dello Stato - Indennità di rendenxa in 
Rmaa OSpese fisse) 


10,500. 


» 




9l»fiO0. 


» 








190 


Gompena ai danneggiati dalle troppe borboniche 
in Sidla (Spese fisse e d'ordine) • 


264,000. 


» 


ISl 


Anstro-Ungarìca a tonnine dell'art 9- della 
contenzione A, approdata colla legge 23 mano 
1871, IL 137 (Spesa d'ordine) 


4,50d. 


» 


192 


Spesa derìiranto dall'eseoojiione dell'art. 8 della con- 
▼endone B, stipulate fra 1* Italia e ia monarchia 
Anstro-Ungarioa ed approvate ooUa legge 23 
marpo 1871, n. 137 

Z#0 n|Mrf flTff. 


p^n^enuHa 




258,500. 


» 



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1602 


I^QGI E DECBBTI DEL RBGXO d'iTALTA - 


1905 








O 


CAPITOLI 


per leses-eizio 


9 




finanxisario 


3 




dal 







f luglio 1Q05 


z. 


DENOMINAZIONE 


30 giugno 19(M 




jRiporfo. 


856,50a » 


133 


SpMa per indemiità dovuta, ai tormini delPart 149 
della legge ani riordinamento del notariato 
25 maggio 1879, n. 4900 (testo anice), ad ewr- 
centi di ufllrf notarili di propr:età privata in » 
Remi Mati abolita col prM^edente art. 148 






(Sp«a obblfghtorìa) ' . 


30,073.68 


134 


Contributo del tftporo dello Stato a favore della be- 
neficenza pubblica 'romana, ia esegnimonto 
deirart. 9 della leg^e 30 luglio 1890, n. 343, 
ed articol • unico dolìa le^rge 3 febbraio 1898, 






n. 48, ed aii. 3 della logge 8 luglio 1903, n. 321. . 


1,300,000. » 


135 


Contrìbnlo «Tentnale dello Stato a favore della 
congregazione di carità di Roma, in eaecn- 
zione deirart. 5 della bgge 30 loglio 1890, 
n. 343, sulla beneficenza di Roma (Sposa ob- 






bligatoria) 


300,000. » 


136 


Concorso dello Stato nella spesa per la cura degli 
infermi poveri non appartenenti ai comune di 
Roma, ricoverati nell* istituto di Santo Spirito 
ed ospedali riuniti di Roma (I^gge Si mag- 






gio 190a n. 211) 


300,000. » 


137 .. 


Corresponsione all'istituto di Santo Spirito ed agli 
ospedali riuniti di Roma a pareggio del fisO)^ 
bisogno annuale non* coperto dalle disponibi- 
lità del fondo destinato al pagamento delle 
pendoni monastiche a carico d^l fondo spe- 
ciale di beneficenza e religione giusta Tart 1 






comma 2^ della legge 8 loglio 1903, n. 321 . 
Va r^Oi'iarti. 


jier MSmorui 




2,194.573.88 



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J, 



LEGGI E DECREXI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1503 



CAPITOLI 



DBMOMINàZIONB 



PfT 



dal 

l'kgliolQOS 

al 

90 fiagno 1900 



Eiporio. 

Restitaiione «fealoale di rendite e capitali già ap- 
partenenti alle opnlratemite romane indema- 
niate» in ooDcegnenza di dismtsaioni di , beni 
ordinati e da ordinarsi in oonformiti delKan 
ticolò 1 della leggfi 30 loglio 1896» n. 343, e 
reetituzione al demanio, di somme ▼«rsate al 
t«eoro in più delle dovute iu conM'guenxa del- 
ramministrazlone dei beni già &ppartonenli a 
dette confraternite, tenuta dal demanio prima 
deiriipplicazione di detta legge (Spesa obbli- 
gatoria) • 

Somma corrispondente alle quote di eommpoata 
provinciale e comunale sui fabbricatidi prò* 
prieià della, società pei: ^ risanamento di Nft«- •. 
poli da versarsi a favori» de} fondo per il; p,- 
sanamento (art. 3 deìla legge 7 luglio 1902^ 

n. 200) ( « • • • . . , • 

» 

Somma <)orrispondente all^ quota d'imposta era- 
riale sui fabbricati di proprietà delia Società 
per il risanamento di Napoli da versarsi a fa- 
vore del fondo per il risanamento (art 8 della 
legge 7 luglio 1902, n. 290). 

Spesa per la costruzione e l* impianto in Roma della 
nuova secca di Stato • , . 

Sussidio Id Monte per le pensioni agli insegnanti 
elementari 

Da r^^ùriarsi. 



2,194,573. 68 



ver memoria 



410,000. » 



480,000. » 
125,000. » 
300,000. » 



3,509,573.68 



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1504 


L800I B lOCBETI DSL KBOVO d'iTALIA. - 


1906 


u 
• 


CAPITOLI 


CoMpnBoi 

per reMrctrfa 

fiiuuudano 

dal 


a 




1* luglio 1906 


^ 


DKNOMINAZIONR 


al 
30 giagno 1000 




lUpOTtOm 


S,609£73.e8 


143 


Concono dello Steto n«lla •pen da sotteneni dal- 
ramminiitraioiie d«l fimdo per fl «alte per 

dA Im ^m a lira 1,000» di tbm aiTaitioolo 1 
comna f della lc«ge 4 giagno 1600. n. 101 
(art 5 della legge %ì dicembre lOOS, n. 48$^ 

GATBQORIA lU — Mommmio di et^Uaìi. 


1,000,000. > 




4,500,873.08 








CtHiizioiie di Miti. 




144 


Spesa derimnte diUVrt 3 della oen^nzleiie 17 nò- 
Tempre 1875, modificato cblTart 1* dell*alln 
oonTenimae 25 Mbndo 1876, approdata edla 
l^gg» » giagno lerd, «. 3181, pel riecatto 
delle fonone dell*Àlta Italia - Ammortamento. 


7,a28,»07. 12 


145 


Debiti redimibili Inscritti nel gran libro- Ammor* 
tamento (Speea obbligatoria). 


^17,650. » 


146 


Debiti redimibiU non inscrìtti nel gran libro - 
Ammortamento (Idem) 


2.433,080 . » 


Ì47 


Obbligazioni 5 per cento per le ipeee di coetm- 
none delle strade ferrate del Tirreno - Am- 
mortamento (Idem) 


1,560.000. » 




13,8 8,337. 12 



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LEQGI E UECRETI DEI. REGNO d'iTALIA - 1906 



1605 



O 



CAPITOLI 



DXNOMIMAZIONK 



HnMularìo 

dml 

90 ghtgno 19ÙQ 



148 



140 



150 



151 



152 
153 

154 



Riparto. 

Obbligaiioaii iiarroTUne 3 per ouito per le oof tra- 
zioni ferroviarie e per conio delle caese degli 
aumenti patrimoniali - Legge 27 aprile 1885» 
n. 3048 - AminortaiBento • • . . 

Obbliganoni 5 per cento eni beni ecclesiastici ri- 
covate in pagamento di prono di beni (Legge 
11 agosto 1870, n. 9784, e regio decreto 14 
itoMO mese, n. 5794) ~ Ammortamento (Spesa 
obbligatorie) ..<... 

Titoli speoiali di rendita 5 per cento per il risa- 
namento della città di Napoli (aKiooli 3 e 5 
della legge 15 gennaio 1885) - Ammortamento 
(idem) 

Obbligazioni pei layori edilizi di Roma e per Tan- 
tidpasione di lire 12,000,000 del couoorso gp- 
vematÌTO • Leggi 20 luglio 1890, n. 6080, e 
28 gingno 1802, n. 299) - Ammortamento 
(Idem). 

Rimborsi di capitali dovuti dal tesoro dello Stato 
(Wem). 

Annualità spettante aUa oaaaa dei depositi e pre- 
stiti a forma deU*ari % deU*aliegato M, ap- 
pi-ovata ceirart, 13 della legge 22 logUo 1894, 
n. 339 - Ammortamento (Nona ananalità) 

Quota d^ammoriamento dei buoni del tesoro a lunga 
scadenza (Legge 7 luglio 1901, n. 323) . 



Da riportarti. 



13,839,337. 12 



3,750,000. » 



20,000. » 



141,500. » 



45,000. » 
50,000. » 

976,272. 99 
1,210,000. » 



20,032,110.11 



95 — VoL. IT. - 1905. 



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1606 



LEGGI £ DECRETI DEL EEGKO D ITALIA 



1906 



CAPITOLI 



B 

p 



DENOMINAZIONE 



COMPBTBNZA 

per Tesercizio 

<iaaD/.iarìo 

dal 

!• loglio 1905 

al 

30 fl^iugno 1900 



Riporto, 

155 Restitazione alla eaata depo»iti- e presliti dette 
anticipazioni in conto della somma dì lire 
25,000,000 autorizzata oolla legge 28 dieembre 
1902^ n. 547, per resecuzione aatleipata di la- 
vori stradali, portuali, idraulici e di bonifica 
approvati da leggi dello Stato (Prima rata) . 



AfUieipaiioni a provincie e comuni. 

156 Somma da pacarsi ma conto corrente^siMQÌale ocd 
mnnioipio di Napoli^ eernspefadente alla metà 
della somma stabilita dalFart. 3 della legge 
15 gennaio 1885, n. 2892, e da procurarsi nei 
modi indicati all^art. 1 della oonveanone 15 
gennaio 1895, approvata con Tari. 5 d^*alle- 
gato L alla legge 8 agosto 1896, n. 486, ed ai 
termini della legge 17 luglio 1898, n. 318 . 



Partite «Ae si compensano oolVentrata, 

157 Quote dovute ai funzionari delle avvocature en^ 
riali sulle somme venuite dalie contropwti, 
per compelvue di avvocali e procuratori, peste 
a loro carico nei gtwiizi sostenuti direttamente 
dalle avvocature ei*ariall e pagamenti di spese 
gravanti le competenze me-Iesime (Spesa d*or 
dine) 

Ikk ripmrlani. 



20,03 2,lia 11 



180,000. » 



20,212,110.11 



1,000,000. 



170,000. » 



70^000. » 



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I200I X DECRETI JXBh BSOITO d'tTALIA - 1986 



150T 



CAPITOLI 



DBMOMINAZIOm 



CùUPvrmxuL 

per reewebio 

flwaniiftrio 

dal 

!• luglio 1905 

al 

90 giugno 1000 



JZtporlo. 

Spesa oecorreirto pel mniaao éei débiti MdiniUM 
indicati naUa tabella Jl annMa aU*«lleg)aio M 
dell*art. 13 della legge tt Inglk» ÌMà, n.SSO, 
pei quali Tengono somministrati i fondi dalla 
cassa dei deponiti e pw s C i ti (Spesa d*offdiiis)L • 

Anticipasioni pel servìzio di cassa del corpi àài-* 
Teseroito 



Anticipazioni da Tersand alia cassa depositi e pre* 
stili per integnxione del fondo di ammortii- 
sezione stabilito daU^art 9 della legge 12 giu- 
gno 1002, n. 106, per la rendita consolidata 
3,50 per cento al netto in sostitozionB di titoli 
di debiti redimibili eonrertiti (Speaa d'ordine) . 



CATEGORIA IV — ParUU di giro. 

Servizi dherH, 

Beadiia consolidata di proprietà dello Stato vinco- 
lata od in sospeso 

Rendita di proprietà dello Stato libera da qual- 
siasi yincolo 

Interessi delle obbligazioni al portatore 5 per cento 
per le spese di costruzione delle strade tw- 
rate del Tirreno state emesse in relazione «Ila 



La riporUttrsL 



170.000. » 



10383,147.50 
8,000,000. » 



per memoria 



18,553,147.50 



6,607. » 
16.475. » 



23.172. » 



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1608 



LEGGI E DECSSTI SEI. B£ON0 s'iTALIA - 1906 




GioBiPnMZÀ 

per l*6Mreizio 

fijuiQiiario 

dal 

I* luglio 1(K)& 

al 

30 giugno 1906 



Riporto. 

legge 30 ni«no 1890, n. 6751, bui non anoorm 
rilasciate in cambio dei certificati o uon an«. 
Cora date in pagamento dei laTorL 

164 Somma da Tenani alla eaeaa depoaiti e prealìti in 
corrispondenza dei proTenti derivanti dagli 
aumenti delle tasse erAriali sni prezzi dei tra- 
sporti a grande e piccola velocità snlle reti 
Mediterranea, Adriatica e Sicnla, a da desti- 
narsi a colmare il disavanxo delle casse di 
pensioni e di mntno soccorso del personale 
ferroviario di cni al cenema 4* degli arti- 
coli 35 e 31 dei capitolati per le reti precitate 
(legge 29 mano 1900, d« 101) (Spesa d*ordine), 

165 Fitto di beni demaniali destinati ad uso od in ser- 
vizio di amministrazioni governativa 



23,172 



1,947,825. » 



6,655.000. » 
496,863.81 



9,122,860.81 



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LEGGI B OBCSBTI D£L BBGKO b'iTAIJA - 1905 



1600 



CAPITOLI 



DBlfOMINAZIOiai 



OOMPITXNZA 

per Vmneuà» 
ftnanziano 

dal 

lMagliol906 

al 

90 giugno IM6 



RIASSUNTO PER TITOU 

TITOLO 1. 
Spes» ordinaria 

GATBQORIÀ PKMA,-- Spese effetUte. 

Oneri dello Stato. 

Debiti perpetui 

Debiti redimIbUi 

Debiti TariabUi 

Debito Titalizio 

Dotaiioni 

Spese per le camere legislatÌTe . 



480,064,406.03 
79,080,861. 10 

117,652,040.01 

5,440,000. » 

16,050,000. » 

2,313,000. » 



701,510,207.23 



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1610 



LBOGI B D£GR£n DEL EEQKO J)'lTALIA - 1905 



m 

a 



CAPITOLI 



DSMOMINAZIONB 



Spese generali d'amministrtzione. 

MiniBtero 

Pretidenia del consiglio dei ministri . 

Corte dei conti 

Vigilanza ingriititQti di emittione e sui senrirì del 
teeoro e ralle opere di riBanamento della città 
di Napoli 

A?TOcature erariali 

IntendenM di Anania 

Senrizio del tesoro 

Ragia lecca e monetazione 

Serfizi diTord 

Spese per servizi speciali. 

Officina per la fabbricazione delle oarte-Talori 

Fmidi di rieerva. 

Totale della categoria prima delia parte ordinaria. 



C0MPVTBEfZ\ 

per reeercizio 
finanziario 

dal 

ringUol905 

al 

30 gingno 1906 



2,468,432. 44 

2a,750. > 
1,827,546. a> 

1 13,687.50 

983,943.62 

2,071,519.47 

1,230,518,50 

150,031. » 

1,350,144.0} 



10,218,583-63 



2,092,850. 



3,500,000. » 



717,830,640.86 



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LEGGI E DECRETI DEI EEONO d'iTAIIA - 1905 



1611 



O 

a 



CAPITOLI 



DBNOMmAZIONB 



CoMPEmOA 

per resercino 

finanziario 

dal 

r luglio 1905 

ai 

30 giugno 1906 



TITOLO IL 
Spela straordinaria 

CATEGORIA PRIMA. — S|Mff« éffmiw. 

Oneri delio Stato. 

Debiti variabili 

Spese g6nei*ali di amministrazione 

Spese diverse 

Totale della categoria prima della parte straordì- 
Dsria 

CATEGORIA TERZA. — Mommmto di capitali. 

Estinzione di debiti 

Anticipazione a provincie e comuni 
Partite che si compensano colFentrata. 

Totale della categoria terza della parte straordi- 
naria 

Totale del titolo U. — Speea straordinaria . 

Totale delle spese reali (ordinarie e straordinarie) . 

CATEGORIA QUARTA. — Partite di giro . 



1,589,132.82 



393,200. » 
4,509,573.68 



4,902,773.68 



6,491,906 50 



20,212,110.11 

1.000,000. » 

18,553,147.50 



39,765,257.61 



46,257,164.11 



763,587,804.97 



9,122,860.81 



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1512 



LEGGI E DECRKTI DKL llEGNO d'I! ALTA - I OOo 



e 
u 
« 



CAPITOLI 



DBNOMmAZIOMB 



COMPRZEIZA 

per reserciiio 

fiimnxLirìo 

dal 

lMasliol905 

a] 

30 giugno 1906 



RIASSUNTO P£R CATEGORIE 



Categoria I. — Spoae effettiva (Parte ordinaria e 
straordinaria) 

Categoria III. — Movimento di capitali (Parte straor- 
dinaria) 



Totale Bpeae reali 



Categorìa IV. — Partito di giro . 



Totale generale. 



723,822^7.38 

39,765;a57. 61 



763,587,804.87 



9.122,860.81 



772,710.665. 78 



^ùtOy (lordine di S» Af.: 

Il ministro del tesoro 

GARGANO. 



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IiEGGl B DECRETI B£L BEQKO d'iTALIA - 1905 1513 



Slenco ^. 

Spese obbligatorie e d'ordine inscritte neUo stato di previsione per Veser^ 
eixio finanziario dal i® ìitglio 1905 al 30 giugno i906^ ai termini 
delVart, 88 del testo unico della legge sulla contabilità generale dello 
Staio^ approvato eoi regio decreto i7 febbraio 1884, n. 2016. 



Capitol 


on» 


> 


n. 


> 


n. 


» 


0. 


» 


n. 


¥ 


n. 


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n. 


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D. 



]IIiiiifiif43i*o del tesoro. 

1. Rendita consolidata 5 per cento. 

2. Rendita consolidata 3 per cento. 

3. Rendita consolidata 4 per cento al netto. 

4. Antiche rendite consolidate nominative 4.50 per cento al 
netto conseryate esclasìramente a farore delle pubbliche 
istituzioni di beneficenza. , 

5. Rendita consolidata 3,50 per cento al netto. 
7. Debito perpetuo a nome dei corpi morali in Sicilia - interessi, 
8* Debito perpetuo dei comuni della Sicilia - interessi. 
9. Rendita 3 per cento assoijnaia ai creditori legali nelle Pro- 
vincie napolitane. 

n« 10. Rendita 3 per cento assegnata ai creditrio di cui alla legge 
26 marzo 1885, n. 3015, serie '>*. 

n. 11. Debiti redimibili inscritti nel gran L'bro - interessi, 

n. 12. Debiti redimibili non inscritti nel gran libro - interessi e 
premi. 

n. 13. Obbligazioni pei lavori edilizi di Roma e per ranticipazione 
di lire 12,00)/J00 del concorso governativo, di cui alle 
leggi 20 luglio 1890, n. 6980, e 28 giugno 1802, n. 299. 

n. 15, Obbligazioni ferroriarie 3 per conto per le costruzioni fer- 
roviarie e per conto delky casse degli aumenti patrimoniali 
(legge 27 aprile 18-5, n, 3048) - interessi. 



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1614 laGOI B DECRETI DSL RXOKO d'iTALIA - IdOS 

Capitolo D, 16. Obbligazioni 5 per cento per le spese di costrazione di stiwle 
ferrate del Tirreno gi& consegnate agli appaltatori in cambio 
dei certificati, o date in pagamento dei lavori appaltati 
dopo la pubblicazione della legge SO marzo 1890, n. 6151 
- tnteressù 

» n. 17. Titoli speciali di rendita 5 per cento per il risanamento della 
cittÀ di Napoli (articoli 8 e 5 della legge 15 gennaio 1885, 
n. 2892) - interessi. 

> n. 10. Annualità al comune di Napoli per rassegno degli iaiitati 

di beneficenza di detta città — Legge 12 maggio 1901, 
n. 164. 

» n. 20. Interessi dei buoni del tesoro e spese di negoziazione. 

» n. 21. Interessi dei buoni del tesoro a lunga scadenza creati oon la 
legge 7 luglio 1001, n. 323, e spese di negoziazione. 

> n. 22. Interessi dipendenti da contratti stipulati a licitazione privata 

por le costruzioni delle férroTie oomplementari a norma 
deirart. 4 della legge 20 luglio 1888, n. 5550, e dell'ar- 
ticolo 4 della precedente legge 24 luglio 1887, n. 4785. 

> n. 28. Interessi di somme yersate in conto oorrante col tesoro dello 

Stato. 

» n. 24. Interessi del 1.50 per cento al netto sopra anticipazioni 
statutarie degli istituti di emissione a sensi delle leggi 
10 agosto 18(^3, n* 449, 22 luglio 1804, n. 339, 8 agosto 
1895, n. 486, e 17 gennaio 1807, n. 9 (art. 3 dell'alle- 
gato D). 

» n. 25. Garanzie e sussidi a società concessionarie di strade ferrate, 

> n. 26. Sovvenzioni annue chilometriobe derivanti dalla facoltà con- 

cessa al Governo con Tart. 12 della legge 29 luglio 1879, 
n. 5002, sefKi 2*. 

» n. 27. Corrispettivi dovuti alla società italiana per le strade ferrate 
della Sicilia per il servìzio di navigazione attraverso lo 
stretto di Messina - Legge 6 agosto 1803, n. 401. 

> n. 28, Onere eventnele per risefai marittimi dei proseafi CalaàHcL, 

Scilla e Cariddi adibiti al servizio di navigazione dello 
stretto di Messina (re^o decreto 1^ giugno 1897, n. 880X 



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I£GGI E DECRETI DEL REGNO d'iTAT.IA - 1905 1615 

OspitoloD. SO. Gorrispettiyo ebilometrico spettante slla Boeietà eeereenti le 
reti Mediterranea, Adriatica e Stenla per la costruzione 
delle strade ferrate di oni alle oonTeBsioni approvate eolla 
legge del 20 luglio 1888, n. 5650. 

» n. 31. Quote di prodotto lordo delie ferroTie appartenenti a società 
private ed esercitate per loro conto a senso dei rispettivi 
atti di concessione o in seguito a convenzioni speciali (ar- 
ticolo 13 del contratto per la rete Mediterranea e 10 di 
quello per la rote Adriatica). 

» n. 82. CJorrispettivi dovuti alle società delle reti Mediterranea» 
Adriatica e Sioula per Tesercizio delle linee complementari 
costituenti le reti secondarie (art. 73 dei capitolati per le 
reti Mediterranea- Adriatica e 69 per quello della rete 
Sicula). 

» n. 33. Corresponsione alle casse delle pensioni e dei soccorsi del 
personale delle reti Mediterranea, Adriatica e Sicula delle 
quote del 2 ed 1 per cento del prodotto lordo al di sopra 
di quello iniziale (art. 35 del capitolato delle reti Medi- 
terranea e Adriatica e art. 31 di quello per la rete Sicula). 

» n. 34. Annualità dovuta alla ditta Mangili per il servizio di navi- 
gazione a vapore sul Iago di Garda (art. 28 della con- 
venzione approvata con la legge 5 marzo 18V)3, n. 125). 

> n. 41. Indennità per una sola volta» inveee di pensioni, ai termini 

degli articoli 3, 83 e 109 del testo unico delle leggi sulle 
pensioni civili e militari, approvato col regio decreto 21 
febbraio 1895, n. 70, ed altri assegni congeneri legal- 
mente dovuti. 

> n. 46. Rimborso alle società di strade ferrate e di navigazione del- 

rimporto dei viàggi dei membri del Parlamento. 

» n. 85. Spese di liti sostenuto nellMnteresse 9elle amministrazioni 
del tesoro e del debito pubblico e dell'azieuda dei danneg- 
giati dalle truppe borbooicbe in Sicilia e altre spese ac- 
cessorie. 

> n. 89. Spese d'esercizio della zecca. 

> n. 91. Spese di commissione e di cambio per i pagamenti all'estero. 
» n. 91 bts. Speae di commissione per la riscossione dellMndennità do- 
vuta dal Governo cinese. 



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> n. 
» n. 



1516 LEGGI E DECRETI DEL OEGNO d'iTALIA - 1905 

Capitolo n, 05. Restitozione di somme indebitamante versate nelle tesoreria 
dello Stato. 
> n. 96. Speee di bollo sui titoli del debito pubblico; le quali deb- 
bono stare a carico dello Stato. 

99. Telegrammi da spedire airest^aro. 
100. Spese postali. 

103. Spese per Tacnnisto di libretti e lii scontrini ferroyiari per 
conto dciitli impiegati deiramministrazione del tesoro. 

n. 104. Residui passivi eliminati a senso delPart^ 32 del testo unioo 
di legge sulla contabilitÀ generale e reclamati dai creditori. 

n. 110. Somma da veiMare alla cassa depositi e prestiti per co- 
stituire il foDdo di riserva per le epizoozie, in ordine al- 
Tai-t. 4 della legge 26 giugno 1902, n. 272. 

n. 114. Mercedi e sussidi Agli operai ed assistenti controllori e loro 
superstiti, spese sanitarie, premi per rassieoratione dag^ 
operai stessi ed assistenti controllori ai termini della legge 
)7 marzo 1898, n. «0. Contributo annuo da versarai alla 
cassa na2Ìonale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia 
degli operai ai termini della legge 17 luglio 1898, n. 350, 
ed altri istituti congeneri. 

n. 115. Carta flligranatii e non filigranata, cartoncino, macchine, 
sposa d'acqua e di materiale per la stampa delle carte- 
valori, lavori diversi per conto doi Ministeri ed altri enti. 

n. 118. Interessi del 2 par cento, a calcolo, sui mutui contratti dalle 
Provincie danneggiate dalie inondazioni, a termini dell^ar- 
ticolo 9 della legge 8 giugno 1873, n. 1400, e della legge 
8 luglio 1883, n. 1483. 

n. 119. Interessi a calcolo sui mutui contratti dalla provinola di 
Sondrio in ordine all'art. 7 della legge 7 aprile 1880, 
n. 6018, e dalle provincie di Teramo e Chieti in ordine 
airart 11 della ìsqgo stessa, per risanare i danni cagio- 
nati dalle inondazioni deirautnnno 1888 e per la esecu* 
zione di nuovi lavori occorrenti alla difesa contro nuovi 
disastri consimili. 

n. 120. Annualità da pagarli alla cassa depositi e prestiti per int»> 
ressi al 8.50 per conte ed ammortamento dei mutui con- 
cessi alle provinole di Genova, Porto Maurizio e Cuneo 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1617 

ed ai comuni delle medesime in relazione alFart. 8 della 
legge 31 maggio 1887, n. 4511, per riparare ai danni dei 
terremoti del febbraio e marzo 1887 ed ai danni cagionati 
al comune di Gampomaggiore dalla frana del 10 feb- 
braio 1888, giusta la legge 26 luglio 1888, n. 5600. 

Callido n. 128. Spene per la fabbricasione dei biglietti di Stato e per Te- 
serdzio e la manutenzione del forno crematorio delle carte 
valori di Stato. 

> n. 130. Compensi ai danneggiati dalle truppe borboniche in Sicilia. 

» n. 131. Pensioni da pagarsi per conto della monarchia Austro-Un- 
garica a termine deirart. 8 delia conrenzione A^ appro- 
vata con la legge 23 marzo 1871, n. 187. 

» n. Ì33. Spesa per indennità dovuta, ai termini dell'art. 149 della 
legge sul riordinamento del notariato 25 maggio 1879, 
n. 4900 (testo unico), ad esercenti di uffici notarili di pro- 
prietà privata in Roma stati aboliti col precedente arti- 
colo 148. 

» n. 135* Contributo eventuale dello Stato a favore della congrega- 
zione di carità di Roma, in esecuzione delFart. 5 della 
legge 30 luglio 1896, n. 343^ sulla beneficenza di Roma. 

» n. 18& Restituzione eventuale di rendite e capitali già appartenenti 
alle confraternita romAue indamaniatei in conseguenza di 
dismiasioni di beni ordinati e da ordinarsi in conformità 
dell'art. 1 dalla legge 80 luglio 1896, n. 343, e restitu- 
zione al demanio di somme venute al tesoro in più delle 
dovnte in oonsegnenza dell*amminÌ8traiione dei beni già 
appartenenti a dette confraternite, tenuta dal demanio prima 
dell'applicaiione di detta leggo. 

» n. 145. Debiti redimibili inscritti nel Gran Libro - Ammortamento. 

» n. 146. Debiti redimibili non inscritti nel Gran libro -Ammortamento. 

> TL 147. Obbligazioni 5 per cento per le spese di eostruzione delle 

strade ferrate del Tirreno - Ammortamento. 

» n. 149. Obbligazioni 5 per cento sui beni ecclesiastici ricevute in 
pagamento di prezzo di beni (legge 11 agosto 1870, n. 5784,. 
e regio decreto 14 stesso mese, n. 5794) - Ammortamento» 



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1518 LKGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Capi Xiloli. 150. Titoli speciali di rendita 5 per cento per il riBanamento 
della città di Napoli (artieoli 3 e 5 della legge 15 gen» 
naio 1885) - Ammortamento. 

> n. 151. Obbligazioni pei lavori edilizi di Roma e per Tantieipasione 
di lire 12,000,000 del concorso goyemativo - Leggi 20 la* 
glio I89Q, n. 6980, e 28 gingno 1892, il 2fl0 - Awba»- 
tameato. 

» n. 152. Rimborsi di capitali dovuti da! tesoro Mio Stato. 

» n. 157. Quote dovute ai funzionari deUe avvocature erariali sulle 
somme versate dalle controparti, per competenze di awo> 
eati e piroouratori, poste a loro carico nei giudizi soste- 
ntiti direttamente dalle avvocature erariali e pagamenti di 
^ese gravanti le competenze medesima. 

» n« 158. Spesa oooorrente pel servizio dei debiti cedùttibili indicati 
neUa tabella A annessa all'allegato M delFart. 13 della 
legge 22 luglio 1894^ n* 339, p^ quali vengono sommi- 
nistrati i fondi dalia cassa dal depositi e prestiti. 

» n. 160. Anticipazioni da versarsi alla caaK depasiti e prestiti per 
integrazione del fondo di ammortizzazione stabilito dal- 
Tart. 9 della legge 12 giugno 1902, n. 166, per la ren- 
dita consolidata 3. 50 per cento al netto in sostituzione di 
tìtoli di debiti redimibili convertitL 

» n. 164. Somma da versarsi alla eaasa depositi e pusstiti in eor^ 
ritpondeaaa dai proveati derivanti dagli aumenti delle 
tasM erariali sui prezzi dei trasporti a grande e piccola 
velocità sulle reti Mediterranea, Adriatica e Sicnla, e da 
destinani a eolnase il dìiavanzo dello casse pensioni e 
di mutao soeeorso dei paiaoaale ferroviario di cui idi 
comma 4^ degli artìcoli 85 e 31 dei caxiitolati per le reti 
precitate (legge S9 mano 1900, b« 101). 



niinistero delle finanze. 

Capitolo n, 18. TVa^porto di registri, stampe, mobili ed altro per conto del- 
ramministrazione finanziaria. 



n. 19. Telegrammi da spedirsi alFeetaro 
n. 20. Spese poetali. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1619 

Capìtolo D. 22. Rimborso al MinisUro del tdBoro della spesa occorrente per 
la proTYiata della carta bollata, deUe mavche da bollo, 
delle oarte-^alori, dei ooateassegni doganali, dei bolli e 
punzoni e ptf le altre forniture oeeorrenti per vari ser- 
vizi finanaiari, da farsi dairofflcina governativa delle carte- 
valori. 

» n. 23. Rimborso al Ministero del tesoro delia spesa per le forni- 
tore eosorrenti per i Tari servizi finanziari, da farsi dalla 
zecca di Roma. 

» n. 24. Acquisto di libretti e soontrìni ferroviari per gli impiegati 
dell'amministraùone centrale e provinmale delle finanze. 

» n. 25. Residai passivi «lÙBmati a senso dell'art 82 del testo unico 
di legge sulla contabilitA generale e reclamati dai cre- 
diti. 

» n. 31. Indennità per una sola volta, invece di pensioni, ai termini 
degli articoli 8, 83 e 109 del testo unico delle leggi sulle 
pensioni civili e militari, approvato col regio decreto 
21 febbraio 1695, n. 70, ed altri assegni congeneri legal- 
mente dovuti. 

» n. 85. Spesa occorrente per la formazione del nuovo catasto - 
Leggi 1^" marzo 1886, n. 3682, e 7 luglio 1901, n. 321. 

» n. 45. Àggio di esazione' ai contabili (Demanio). 

> n. 46. Compenso per le spese d'ufficio ai conservatori delle ipoteche 
ed ai ricevitori del registro incaricati del servizio ipote- 
cario - Alt. 6, allegato O^ le^^ 8 agosto 1895, n. 486 
(Idem). 

» n. 53. Spese di coazioni e di lìti ; risarciobanti ed altri accessori 
(Idem). 

» D. 55. Spese per trasporti di valori bollati, di registri e di stampe, 
e per la bollatura, imballaggio e spedizione della carta 
bollata e per retrlbwdone ai bollatori diurnisti pel servizio 
del bollo straordinario (Idem). 

» n. 53. Spese per le commiasieni provinciali incaricate della de- 
terminazione dei valori capitali da attribuirsi ai terreni 
e fabbricati ag^ effetti delle tasse di registro e di suc- 
cessione - Articoli 15 e 18 dell^allegato C alla legge 
23 gennaio 1902, n. 25. ' 



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1620 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Capitolo n. 67. Restituzioni e rimborsi (Demanio). 

> n. 58. Restituzioni di tasse sul pubblioo insegnamento e di quote di 

tasse universitarie d* iscrizione da versarsi nelle oasoe delle 
unirersita per essere corrisposto ai privati insegnanti, 
giusta Tart. 13 del regio decreto 22 ottobre 1885, na- 
mero 3143 (Idem). 

» n. 50* Contribuzioni fondiarie sui beni delFantico demanio - Imposta 
erariale, sovrimposta provinciale e comunale (Idem). 

» n. 61. Speso di amministrazione e di manutenzione ordinaria e straor- 
dinaria dei canali patrimoniali dell'antico demanio. 
» n. 62. Annualità e prestazioni diverse (Demanio). 

> n. 68. Spese di materiale, d* indennità ed altre spese per la tassa 

sulla circolazione velocipedi. 
» n. 68. Restituzioni di somme indebitamente peroette e rimborsi per 

risarcimento di danni (canali Cavour^ 
)^ n. 69. Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria (Idem). 
» n. 71. Spese per imposte e sovrimposte (Idem). 
» n. 72. Spese di coazioni e di liti (Idem). 

» n. 73. Aggio agli esattori delle imposte dirette sulla riscossione 
deUe entrate (Idem). 

» n. 77. Oneri e debiti ipotecari afferenti i beni provenienti daU*affie i 

ecclesiastico. ' 

I 

» n. 78. Restituzione di indebiti dipendenti dall'amministrazione dei] 
beni dell'asse ecclesiastico. 

> n. 79. Contribuzioni fondiarie - Imposta erariale e sovrimposta pN 

vinciale e comunale (Asse ecclesiastico). 

> n. 80. Spese di coazioni e di liti dipendenti dairamministraziom 

dei beni dell'asse ecclesiastieo. 

> n. 81. Spese relative alle eredità devolute allo Stato apertesi 

26 agosto 1898 e passaggio del prodotto netto alla 
nazionale di previdenza per la invalidità e la yecebia 
degli operai, giusta la legge 17 luglio 189S, n. 350, 

» n. 81. Indennità agli ispettori ed al personale di ruolo delle ageuj 
per giri d'ufficio, per reggenze ed altre missioni oompiol 
neirinteresse del servizio delle imposte diretta e del cataH 



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LEGGI E DECHETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1521 

Capitolo n. 00. Anticipazioni delle spese occorrenti per reseoniione di nf- 
fleio delle yoltnre catastali - Art. del testo anice delle 
leggi sulla conservazione del catasto, approvato col regio 
decreto 4 luglio 1807, n. 276, ed art. 62 del regolamento 
relativo (Imposte dirette). 

> n. 91. Spese pel servizio di accertamento dei redditi di ricchezza 

mobile e dei fabbricati e spese per la notiflcasione di av- 
visi riguardanti il servizio delle imposte dirette e del ca- 
tasto (Idem). 

» n. 03. Prezzo di beni immobili espropriati ai debitori morosi d*im- 
poste e devolati allo Stato in forza delFart 54 del testo 
unico delle leggi sulla riscossione delle imposte dirette 
20 giugno 1002, n. 281. 

» n, 94. Spese di coazioni e di liti (Imposte dirette). 

> n. 95. Spese per le commissioni di prima istanza delle imposte 

dirette. 

» n. 06. Decimo deiraddizionale 2 per cento per spese di distribu- 
zione destinato alle spese per le commissioni provinciali 
- Art SO del' ifegolamento 3 novembre 1894, n. 493, sui- 
Timposta (}i ricchezza ^nobile (Imposte dirette). 

» n. 97. Restituzioni e rimborsi (Idem). 

> n. 98, Rimborso alla provincia ed ai, comuni deUa Basilicata delle 

rispettive sovrimposte sui fabbricati i^ corrispondenza 
alla esenzione d'imposta concessa coll^art 69 della legge 
31 marzo 190^, n. Ì40. 

> n. 99. Imposta sui terreni Aon devoluta ai proprietari in provincia 

di Potenza aventi un reddito imponibile' superiore a 
lire 8,000 e da versarsi alla cassa provinciale del credito 
agitarlo nella stesda provincia. -Art. 66 della legge 11 marzo 
1904, n. 140. 

> n. 109. Impianto e manutenzione dei mezzi per diminuire le eause 

della malaria nelle zone dichiarate infette ove risiedono 
le guardie di finanza «^ Art. 5 della legge 2 novembre 1901, 
B. 460. 

> n. 116. Spese di gibsiizia per liti civili sostenute per propria difesa 

e per condanna verso la parte avversaria, compresi inte- 
ressi giudiziari, risaroimenti ed altri accessori (Oabelle). 
98 — YoL. IL - 1905. 



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1522 LBGOI B DECRETI DSL REGNO D*JTJLhlA - 1905 

Capitolo n. 117. Spase di ginstizia penale * Quote di 2!:^cio «gli agenti do* 
gaiMdi e ad altri aoopritori deUe coatraTyenzioni sol pre- 
dotto delle stesse - Indeiwità a testiiSM>iLÌ e periti - Spese 
di traspoiie ed alire eonpreee fra le spese processuali da 
anticiparsi daU*erarie (Oabelle). 

> n. 119. Pagamento ai Ministeri deUa guerra e della marina per U 

spesa del mantenimento delle gnardie di finanza ineoi^- 
rate nella compagnia di disciplina o detenute nel capcere 
miKtare e per concorso alle spese di ginstizia militare 
(Idem). 
» %. 129. liiéleniiità di ria^gio e fi soggiorno, competenze ai membri 
Arile coàamissfoni (Tasse di fid>bricàzioae)* 

> n. 196. Aggio agli esattori» ai riceTitori provinciali ed ai contabili 

incaricati della riscossione, indennità ai riceyitori del re- 
giitto per la TSftdtla deUe marohe da ap^ttcarsi agli in- 
Tolnoi;! dei fiammiferi e delle polveri* e indennità per il 
rilascio delle bollette di legittimaaioM e per altri serrisi 
relativi alle tasse di fabbricazione (Idem). 

> h. 128* Restitnzione di tasse di fabbricazione sullo spirito e soUo 

zucchero impiegati nella preparazione dei vini tipici e del 
liquori esportati, sulla birra, sulle acqne gassose esportate 
e restituzione della tassa suìracido acetico adoperato nello 
indostrie. 

> a. ItrT, Restituzione di tas^e di fabbricazione indebitamente percepite. 

> ti. 1^. Tasse postati per versa taenti, trasporto di fondi e indennità 

ai propriotari di ^ìérci avariate nei depositi doganali. 
» n. 143. Restitusione.di diritti all^osporiaaione (Pogane)« 

# u, 144. Sestìtudone di diritti indebitameiiàe «iseassii restituzione di 

^tsfOffiii per bellette a eanzifae di meni in transito, 
foeia.xlA oorrisBoadersi aUa repubblica di S. Marino, 
giusta gli articoli 39 e 40 deUa oeavenzione 28 giu- 
gno 18d7 e pagamento al eoaune di (Genova delle semme 
riscosse a tttolp di tassa supplementare di ancoraggio p^r 
gli approdi «el porte di (iesova. 

# n, 148. Quota di concorso per la graduale soppressione del dsaio 

.., sii ftriaaoei, da cerrisp o n d eiyi ai eooisni, meno quello 

di Roma ,e Napoli - Articoli 2 e 3 dell'allegato A alla 
l««fe 23 .gennaio: 190^ a. «>. 



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1.EOGI B BECBETI DEL REOKO D'ìTALIÀ - 1905 1^3 

CapitoIoB* 160; CSdatribste ddlo 8teèp nèlb sMUtfHe éA d«zid ooaaasio di 
Napoli iti aftMttkdtlraBiime fUretti^ oorrìBponddnte alla ec- 
Md«]i«i dalle apatfa mIM entraA^ drik Ifoatione atessa. 

p n. 15h Contributo dello Stato neOa gestione del daiio consumo di 
Roma fai aemmiftislrattotoe diretta oorrlipondente all*ecee- 
densa delle speae eolie entrate d^ lattone stesia. 

» n. ne. B^iese di giuatith per liti civili toMenute per propria difesa* 
e per condanna Terso là parte avttirMria, compresi iute* 
reaai glndiUari» tùardmmiti ed altri mesaori (Priyatiye). 

» Q. ìt*!. Spdàe di giustizia penale - Ouote di riparto agli agenti sco- 
pritori delle contratrebasiodi bai' prodotto delle stesse - In- 
dennità a tMtimoni e pedtl - Spe^ di trasporto ed altre 
comprese &a fd spese px'ocesìSQali da anliciparsi dall'erario 

p a. 166. Mercedi per la Teriflca e pel collaudo e spese per il tra- 
sporto e per Timbàtfa^gio disi 1[>oIl6ttafi del lotto. 

> n. 166. Aggio d'efazioi^e (Lotto). 

^ il. 16T. Tinnito id iollo. 

» n. Vt4. Paghe..al personale operaio delle manifatture e dei magaz- 
zini dei tab&oclii greggi, mercedi àgli operai ammalati, as- 
segni di parto, indennizzi per infortuni sul layoro e con- 
corso dello Stato a favore del detto 'j^erìson&le da versarsi 
aUa eaeea neeionale di previdenm per rtavalidit& e la 
vecchiaia degli opemied alla^easardl mutuo soccorso per 
le malattie* 

» n. ITS. Peiisiotìi ngtl operai delle HHiiiifMtlif e dei tabacchi e dei ma- 
gafidni di depoeito dei tabacchi greggi esteri. 

> n. 176. Paglie ó soprassoldi ai verificatori subalterni ed agli operai 

delle agenzie di coltivazione; iìidètimt& dt li^rehziamento al 
personfde suddetto è- contributi deiramministrazione, da 
veraaiei a favore delio stesso peiP'male, alla «Hssa nacio- 
naie diprevidtonsa per la invididtta è la vecchiaia ed alla 
cassa di tonino socéol^o per le malattie. 

» n. 180. Assedi ed indennità al personale pi^r la vigilanza delle col- 
tivazfottl di tàbntseo destinato aiì^ccporilttione ed altre spese 
relative. 



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1524 LEGGI £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 

Capitolo n. 181. Compra di tabaodii, lavori di bottaio e facchinaggi; apese 
per isformazioni e miaiioni all^eatero nello interesse del- 
raeqoisto e della coltivazione dei tabacchi; spese per cam- 
pionamento e perizia dei tabacchi. 
. » n. 188. Trasporto di tabacchi e di xnateriali diversi. 

» n. 184. Aoqìiisto, nolo e riparazione di materiali diverai per oso 
delle manifattaroi dei magazzini dei tabaoahi greggi e delle 
agens̀L^ delle^.coUiTazioni. 

» n* 190. Paghe agli agenti subalterni ed agli operai delle saline, mer- 
cedi agli opcjrai yaletndinari ed ammalati, indennizzi per 
infortuni sol ln^yoro, conporso di afisicnrazione e contributo 
dpllo Stato alla cassa sodale di mutuo soccorso per gli 
9perai della salina di Luugro. 

» n. 10?. Indennità al riyendifori di generi di privativa pel trasporto 
dei saU. . 

> n. 194. Manntepzione, adattamento e miglioramento delle saline e 

degli annessi fabbricati; acquisto, nolo e riparazione di 
macchine, mobili, attrézzi e 'm'àteriali vari per uso delle 
saline; proYvista di articoli «diyeosì per rimpacchettam^nto 
e r imballaggio dei sali; compra di combustibile, di lubri- 
ficanti e di articoli diversi per il funzionamento del mac- 
ohihario e per altri usi' e ^pese. relative. 

> n. 195. Compra dei pali. , ^ ' ,- 

'» n. 196. Trasporto di sali e di materiati diversi e facchinaggi interni 
nei' magazzini di ^depoatto: 

» n. 199. Speso di produzione, di acquisto e di trasporto delle sostanze 
per radulterazione.del sale..>che si vende a presso di ecce- 
zione per uso delia pastorizia, dell'agricoltura e delle in- 
dustrie, e spese di mano d*opera per prepar^b. 

» n. 200. Spese per otturamento delle sorgenti salse per impedire la 
produzione naturale o clandestina del sale. 

' » n. 201. Restituzione della tassa sul sale impiegato nella salagione 
delle carni, del burro e dei fonnaggi ohe si esportano ad* 
restero -Art 15 della legge 6 luglio 1883, n. 1445. 
» n. 205. Aggio a titolo di stipendio ai m^azzinieri di vendita dei 
sali e tabacchi e con^penso ai reggenti provvisori dei ma- 
gazzini stessi. 



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LEGGI E DBCRSn DEL REGNO d'iTALIA - 1906 1526 

Capitolo n. 209. Indennità ai magazzinieri di yendita ed agli spacciatori al- 
l'ingrosso dei sali e tabacchi a titolo di spesa d'esercizio 
e di trasporto dei generi; indennità di viaggio e di sog- 
giorno per missioni a funzionari ciyili e della guardia 
di finanza incaricati della reggenza di uffici di vendita; 
rimborso al Ministero delle poste e dei telegrafi della spesa 
derivante dall'esenzione di tassa sui vaglia postali pei ver- 
samenti dei gestori degli uffici suddetti, 

> n. 211. Restituzione di canoni di rivendite indebitamente percetti 

(Tabacchi e sali). 

» n. 213. Compra dei sali di chinino da lavorare o trasformare e dì 
quelli preparati e spese occorrenti per la lavorazione, trasfor- 
mazione e condizionatura dei detti sali. 

» n. 214. Spese d'ufficio, di materiali d-ufflcio, di stampati e diverse; 
permanenti o transitorie occorrenti alla gestione del chi- 
nino; compensi ad impiegati e mercedi ad operai adibiti 
a servizi coucernenti il chinino; spese per analisi di con- 
trollo e perii trasporto nel Regno dei preparati chinacei 
destinati alla* vendita. 

> n. 215. Àggio di rivendita dei preparati chinacei ai magazzinieri di 

vendita e spacciatori all'ingrosso delle privative e ai far- 
macislii medici e rivenditori. 

> n. 216. Assegnazione corrispondente al beneficio netto presunto dalla 

vendita del chinino, art 4, lettera A àeìlA legge 19 mag- 
gio 1904, n. 209. 

» n. 217. Sussidi per diminuire le cause della malaria - Art 5 della 
legge 19 maggio 1904, n. 209b 

> n. 224 Prezzo dei beni immobili espropriati ai debitori morosi di 

imposte e devoluti al Demanio in forza dell'art. 54 del 
testo unico di legge 23 giugno' 1897, n. 236. 

> n. 228. Spese di coazioni e di liti dipendenti dalla vendita dei beni 

(Asse ecclesiastico). 

» n. 230. Restituzioni dipendenti dalla vendita dei beni (Idem.) 

» n. 232. Spese per imposte ed oneri afficienti i bèni delle confrater- 
nite romane stati indemaniati in eseguimento dell'art, li 
della legge 20 luglio 1890, n. 6960. 



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1939 LBd»! E SECRETI DEL BEONO d'iTALIA • 1905 

Capitolo n. 2^3. Somme rMooauM al netto dei pi|ga9(Ma<j per la gestione 4«1 
1^ settembre 1886 dei beni appre^ a}le confraternite ro- 
manoi da paga^fii di^l Demaoiio alla Congregazione di om- 
riUL di Roma, in eaecvsione della l^gge 30 loglio 1898» 

p- n. 284. Aggl^ al contabili ixkcaricati della riscossione delle sopra- 
tesse per emesse od Inesatte diekiarazioni nelle imposte 
dirette e per la riscossione delle imposte del 1872 e retro. 

> n« 285. Spese di Uti ed ahre diverse di stralcio pel servizio del macinato» 
s> n. 236. Restituzione d'imposta sni terreni per ritardata attuazione 

del naovo catasto (art 47 della legge 1^ marzo 1886, no- 
mere 8689| modificate coU*art 1^ della legge 21 ' gennaio 
180T, n. 23). 

» n. 2K^ Spese per la gestione delle esattone. 

> n. 249. Affrancazioni di annualitA e restituzione di capitali passivi 

(Asse eccle8Ìastico)i 

> n. 1^0. Rimborsi di ca{»itali ed affrancazioni di pi*estazioni perpetne 

dovati dalle finanze dello Stato. 
;» . n. 252. Fondo per acquisto di rendita pubblica da inteatare al De* 
manlo per conto delli\ pubblica istruzione, in equivalente 
del prezzo ritratto dalla vendita dei beni e daU^afEi*anca- 
zione di annue prestazioni appartenenti ad enti ammini- 
strati, e spese per la valutazione e rendita dei beni so- 
praindicati. 

> 0. 253. Restituzione di depositi per adire agli incanti, per spese di 

astei tasss^ eee^ esegoiti negli nMci esecutivi damanialL 

> n. 254. Prodotto natto delf amminirtffazioae provvisoria dei beni 

ex-ademj}rivili dell'isola di Sardegna, da corrisponderai alla 
cassa ademprivile istituita coUa legge 2 agosto 1897, nu- 
mero 392. 
» n. 256. Canone dovuto al comune di Napoli per eletto dell'art. 5 
della legge 14 maggio 1881, n* 198, deU'art 11 della legge 
15 gennaio 1885, n. 2892, dell'art 2 della legge 28 giu- 
gno 189£, n. 298, e deirart 4 della legge 8 loglio 1904, 
n. 351. 

> n. 257. Pevaonàle per la riscossione del dazio (Comune di Napoli), 
» n. 258. Stipendi» ed. indiMit4 al persoaal* foori ruolo (Idem). 



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LEGGI E DECRETI VEL HEGXO dViaLIA - 1905 I82T 

Capìtolo 0. 269. ÀMégai eà Ménnìià per ap«0» di u<I«M| tf gir», di BÌik/gf^o^ 
dì disagiata f «ridanaa ad altre (QoMmaa di Napoli). 

» n. ffiù. CflMFBumgia, léniìlu»a d) aaqcM potabile e risoaldamenio dei 
locali ^à altv» spesa per ka gaurdfa ék finansa (Idem); 

» B. 291. Spese d! mairatenzione deHa cinta dasiarìa, di illnminazioiie 
B di riscaldamento dei locali ed attre (Idem)* 

» n. 262 Acquisti, riparazioni e tra^ortx> del materiale (Idem). 

» n. 269. KestitTEione dt diritti indeWtamente esatti (Idem). 

» n. 2Ò4, Fitto di localS per gli nfllci e le caserme (Idem). 

> n. MS. Canone dorato al comune di Roma per elTetto degli articoli 
6 e 7 deUa legge SO luglio 1800» n. 6080 (serie 6^) e del« 
rart 4 della legge 8 luglio 1004, n. 320. 

» n* 266. Personale per la riscossione del dazio (Comune di Rema). 

» n. 267* Persomde per la rhceealone del éaci^ coniamo (Idem) -* In- 
dennità di residenza in Roma. 

v* n. 268. Aasegnt ed lataMKà per spese d*ttf>efte| 4ì gifb, d*alk>ggi#, 
di servizio volenle, di 4iss^ite HéJsiMi dt ser.YitÌo aot- 
tnmo ed altre (Idem> 

>^ lu 2d9. Casermaggio, fornitura d*acqua potabile» ritoaidam^to dei 
locali fi4 aJire ^^Mie f^ la guardia di finanza (Idem). 

» n. 270. Spose di manutenzione della cinta dasiaila, canoni per occu* 
pazlcjie di teirienit riparaaion}» mannlefuÉiaAe» illuminazieae 
viaeaìdaiKiita dea loeaM ed aléne tfàtm). 

> n. 271. Acquisto, trasporto, riparazione e manutenzione del materiale 

(Idem). 

T> n, 272. Restituzione, di diritti indebitamente esatti Qldem). 

> u. è73« Fitto di lokcali par gli ufftoi e le eaasrQie (Idem). 

Alinistero di gpaaeia e giustimia e dei culti* 

Capitolo n. 12. ^eae pastai!. 

» n. 13, Telegrammi da spedirsi all*estero. 

» 0. 19. Stampa d^e leggi e decreti iéi Regno. 

> n. 17. Residui passivi eliminati a senso delPari 82 del testo unico 

di legge sulla contabilità generale • reéUuBati dai ereditori. 



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1528 LEGGI E DECRETI DEL KEGNO D*ITALIA - 1905 

Capitolo 0. 21. Acquisto di libretti e di scontrini ferro?iari. 

» n. 24. IndennitÀ per ubh sola Tolta, invece di pensioni, ai tencini 
degli art 8» 83 e 109 del testo anioo delle leggi sulla pec- 
sioni cìtUì e militari, approvato eoi regio decreto 21 feb- 
braio 1895, n. 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
doTQti. 

» n. 28. Spese di giastizia. 

» n. 80. Restituzione di depositi giudiziari e spese di liti. 

> n. 82. Indennità e spese varie per ispezioce e controllo della oon- 
tabilitÀ degli archivi notarili (art. 90 della legge 25 mag- 
gio 1879, n. 4900 e regio decreto 6 febbraio 1898, n. 34). 



Ministero degli affari èsteri. 

Capitolo n. 6, Acquisto di libretti e di scontrini feiroviari 

» n« 7. Telegrammi da spedirsi all*estero. 

» n. 8. Spese postali. 

» n. 12. Residui passivi eliminati a senso deirart. 32 del testo unico 
' di legge sulla contabilità generale e reclamati dai credi* 
tori 

» n. 19* Indennità per una «sola volta, invece di pensioni, ai ternùni 
degli art 3, 83 e 109' del testo unico delle leggi sulle pen- 
sioni civili e militari, approvato col regio decreto 21 feb- 
braio 1895, n. 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
dovuti. 

» n. 40. Rimborso al tesoro delle spese di cambio dei pagamenti in 
oro disposti sulle tesorerìe del Regno; saggio, sconto e 
commissioni su cambiali dall'estero. 



Ministero deU'istruadone pubblica. 

Oapitolon. 8. Spese per acquisto di libretti e scontrini ferroviari. 
» a. 15. Spese di liti. 
» ^ n. 16. Spese postali. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1529 

Capitolo n. 19. Residai passivi eliminati a senso delFarL 32 del tesk> unico 
di legge sulla contabilità generale e reclamati dai creditori. 

> n. 22. Indennità per una sola volta, inTece di pensioni, ai termini 
degli articoli 3, 83 e 109 del testo unico delle leggi sulle 
pensioni ciyiii e militari, approvato col regio decreto 21 feb- 
braio 1895| n. 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
dovuti 

» Bk 104. Musei, gallerie, soavi di antichità e monumenti - Spese da 
sostenersi colla tassa d'entrata (art 5 della legge 27 mag- 
gio 1875, n, 2554> 

» n. 208. Costruzione, ampliamento e risarcimento degli edifizi scola«> 
stici destinati ad uso delle scuole elementari municipali 
(Legge 18 luglio 1878, n. 4460). 

» n. 209. (Concorso dello Stato per il pagamento degli interessi dei 
mutui che i comuni traggono per provvedere all*acquÌ8to 
dei terreni, alla costruzione, airampliamento e ai restauri 
degli edifici esclusivamente destinati ad uso delle scuole 
elementai'i e degristituti educativi deirinfanzia, dei ciechi 
e dei sordomuti, dichiarati corpi morali - Onere del Go- 
verno secondo Tari 3 della legge 8 luglio 1888, n. 5516, 
e 15 luglio 1900, n. 260. 

» n. 210. Concorso dello Stato per il pagamento degli interessi dei 
mutui che le provincie e i comuni contraggono per prov- 
vedere alla costruzione, ampliamento e restauro degli edi- 
fici destinati alla istruzione secondaria classica, tecnica e 
normale, ai quali essi abbiano per legge obbligo di prov- 
vedere, come pure per altre scuple e convitti mantenuti 
a loro spose, che siano pareggiati ai governativi - Onere 
del Governo secondo Tart. 7 della legge 8 luglio 1888, 
n. 5516, e 15 luglio 1900, n. 260. 

p tu 222. Propine ai componenti le commissioni per gli esami di ma- 
turità, di ammissione e di licenza negli istituti d'istruzione 
classica e tecnica, nelle scuole ì ormali e complementari; 
rimborso di tasse d'iscrizione nei ginnasi ad alcuni comuni 
delle antiche provincie. 



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1530 LEGGI E DECRETI DEL HEGNO d'iTALIA - 1905 



Capitolo n. 21. Tolegrammi da spedirsi «U*eate(o. 
» n. 22. Spese di posta, 

> n. 2& Residai pa38ÌTÌ elimÌBati a senso dall'ari. 32 del testo noico 

di legge snlla contalHlitÀ generale e rackmati dai creditori. 

» n. 29. Acquisto di libretti di scontrini ferroviari. 

> n. 30. Spese di liti. 

> u. 33. Indennità per ana sola Tolta, ifiYoce di pensioni, ai termmì 

degli art. 3, 83 e 100 del testo unico delle leggi snlla 
pensioni civili e militari, approvato col regio decreto 21 feb* 
braio 1895, n. 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
dovuti. 

» n^ 54. Fondo a calcolo per la anticipazioni della speea occorrente 
al mantenimento degli inabili al iftvoro fatti rlco venire 
negli appositi stabilimenti (Legge sulla sicnrezza pubblica 
del 30 giugno 1880, n,614l, serie d% art. 81, e regio de- 
creto del 19 novembre 1889, n. 65S5, art. 24). 

» n. 93. Kimborso di debiti di massa delle guardie di città licenziate 
od espulso. 

;► B. 151. Maggiore' interessa da pag^arsi aiki Gassa depositi e prestiti 
sui mutui ai cemuni più bisognoei per opere di risana- 
m^to (Leggi 14 luglio 1887, n. 4791, e 8 febbraio 1900, 
n. 50, art. 2). 

• D. 152. Concorso dello Stato nel pagamento degli interessi sui mutui 
contratti dai comuni con la cassa depositi e prestiti, o con 
altri enti qviteiasi, per reeecusione di epere riguardanti 
la provvista di aoque potabili per i bisogni delle popola- 
zioni (Leggi 8 febbraio 1900f n. 60, e 28 dicembre 1902, 
B. 5661 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iXALIA • 1905 ]63l 

Ministero dei lavori publilici. 

Capitolo n« 10. Spott^ po«EtatL 

» n^ IS. Reeidai passici «lìmiiiAti o senso édH'aH. 32 del testo unico 
di legge, falla oontftbilitÀ generale e reclamati dai ere- 
diteiL 

> n. 15, Spese di liti. 

> vt. W. Acquisto di libretti e di scontrini ferroviari. 

» a. 18. Indennità por una sola volta, invece di pensioni, ai termini 
degli art. 3, 88 e 109 del testo unico delle leggi sulle pen- 
noni civili e^ ittilitari, approvato ool regio decreto 21 feb- 
braio 1895, n. 70| ed altri assegni oóageneri legalmente 
dovuti. 

> n. 34. Lavori eventuali in conseguenza di ooDtvawenzioni aUa po- 

lizia delle stride. 

> ii« 91* Restaori aUe opere mevrHtime dannieggiatein contravvenzione 

alla polizia tecnica dei poiiL 

> n. 67, Quote ar caribo dello Stadio italiano, Mie spese rigurdanti 

Tuffleio centrale intetnazionale di Berna per il trasporto 
delle mèrci e la Delegazione Italo» Svizzera per il Sem- 
pione (Leggo 15 dicembre 18^, n. 710, e 21 gennaio 1904 
• n. 15). 

> n. 69. Spese giudiziali e di stampa in dipendenza di questioni fer- 

roviarie. 



Ministero delle poste e del telegrafi* 

Capitolo D. Ifk Acquato cb libpett» e di scontrini teroviari. 

> n. 16. Spese di liti. 

■p^ u. 34. Reaidoi passivi eliminati » senso deipari. 82 dal tetto unico 
di leggo- sulla coslabilità generale e reclamati dai cre- 
ditori* 

> jk {& SpeM postali. 

> n. 27. Bollo slraerèhiario di eambialL 



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1532 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Capitolo n. 37. Qaote spettanti alle Società esercenti ferrovie o tramvie per 
il trasporto delle corrispondenze e dei pacchi. - Trasporto 
in ferrovia di corrispondenze non contenute nei compar- 
timenti gratuiti assegnati dalle convenzioni.- -Rimborso di 
spese di trasbordo nei casi di interruzioni di linea. - Nolo 
di vetture ferroviarie ridotte ad uso postale. - Retribu- 
zioni per trasporto di corrispondenze ai capitani di basti- 
menti mercantili che non fanno servizio per conto dello 
Stato. 

» n. 38. Quote spettanti alla Navigazione generale italiana ed alle 

altre Società di navigazione per il trasporto dei pacchi. 
» n. 39. Trasporto della valigia australiana ed indiana. 

> n. 40. Trasporto in ferrovia di stampe e di materiale per U ser- 

vizio delle poste, 
» n. 41. Spese variabili per il trasporto delle corrispondenze e dei 
* pacchi. 

» n. 44 Premio per la vendita dei francobolli, di biglietti e tli car- 
toline postali concesso agli uffici di 2* e di l* classe, alle 
collettorie, ai rivenditori autorizzati (art. 138 del regola- 
mento generale 10 febbraio 1901, n. 120). 

» n. 45. Àggio ai consoli sulle tasse dei vaglia emessi. 

> n. 46. Rimborsi: eventuali cui può esser tenuta Tamministrazione delle 

poste ai sensi del lesto unico delle, leggi ppstali (24 di- 
cembre 1899, n, 5Q1) per la perdita di lettere raccoman- 
date od assicurato. 

» n. 47. Rimborsi eventuali cui può essere tenuta ramministrazione 
delle poste per le perdite derivanti dal servizio dei pac- 
chi. Rimborsi per pacchi smarriti, guasti o deficienti. 

» n. 4S. Rimborsi eventuali per perdite o frodi nel servizio dei vaglia. 

» n. 49, Rimborsi eventuali in dipendenza di frodi lyéì. servizio dei 
risparmi. i 

» n. 50. Rimborsi eventuale "per condono o riduzione di multe. Rim- 
borsi dovuti di somime pagate aU*amministrazione. 

» n. 51. Diritti doganali per i piombi ed i lasciapassare dei pacchi 
postali interni spedili per via di mare ; per le bollette di 
cauzione dei pacchi esteri in transito e per le bollette 



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UBGGI £ D£CR£TI DEL RBGNO d'iTALIA - 1905 1533 

di uscita dei pacchi esportati, per i bolli ed i piombi ap- 
posti ai carri deUa yaligia delle Indie, tasso speciale per 
oggetti d'arte esportati all'estero. 

Capitolo D. 53. Retribozione ai fattorini telegrafici. 

> n. 60. Impianti ed altri lavori telegrafici e telefonici per conto di 

diyersi. 

> n. 68. Crediti di amministrazioni estere. Cambio per l'acquisto dei- 

Toro. 

» n. 69. Rimborsi e bonificazioni diverse. 

» n. 82« Rimborso al Ministero del tesoro per la spesa occorrente per 
la carta fiUgranata e non filigranata, per la fabbricazione 
dei francobolli, dei vaglia e.dei biglietti postali, cartoncini 
per cartoline postali, cartoline-^vaglia, bollettini di spedi- 
zione per pacchi postali; cartoncini e carta per libretti di 
risparmio, .per vaglia di partecipazione di depositi, di di- 
chiarazioi^i di conferma, ecc. 

» n. 84. IndennitA per una sola volta, invece di pensioni, ai termini 
degli art. 3, 83 ^ }09 del -testo unico, delle leggi sulle 
pensioni civili e militari, approvato col regio decreto 21 feb- 
braio 1895, n. 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
dovuti. 

^ n. 89. Rimborso 4ol valore d^i francobolli accettati come deposito 
di risparmi dagli uffici postali ed altri istituti (Reali de- 
creti 18 febbraio lS83y n. 1216, e 25 novembre detto anno, 
n. 1698) - Valore dei francobolli- applicati dagli operai 
sui cartellini per contributo minimo per Tiscrizione alla 
cassa nazionale di previdenza (Legge 17 luglio 1898, n. 350). 



Ministero della guerra. 

Capitolo n. .5. Spese postali. 

» n. 8. Residui passivi eliminati a senso dell'art. 32 del testo unico 
di lef^e sulla contabilità generale e reclamati, dai creditori. 

> n. 14. Indennità per una sola volta, invece di pensioni, ai termini 
degli art 3, 83 e 109 del testo unico delle leggi sulle pen- 



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1^4 tiSOGI E DSCHETI DBL HEONO D'ìtAUA - 1805 

•ioni tbrììi e nllftarì» ajpprovato <ioì règio decreto 21 feb- 
VUBilo 1895| ». tO, ed altri imeghì congeneri legalmente 

dOTUtl. 

Capitolo n. 26. Quota spesa manteDimento degli allieri arile scuole miUiarS, 
oorrispondente alla retta « loro carico da yersarsi all^e- 
rario* 

» n. 4L Spese di giustizia penale militare. 

» lì. A4* Spese di liti e per risarcimento di danni. 

» n. 45. Premi periodici agli ufficiali del genio in dipendenza del le- 
gato Henry. 



n. 6. Spese poetali. 

n. 1?. Acquisto di libretti e di scontrini ferroviari per nffleiali ed 
impiegali. 

n. 1$. Residui passivi eliminati a senso delibati. 32 éA tèsto unico 
di legge sulla cóotabiiità generale e )«eclamati dai cre- 
ditori. ♦ . . .: 

n. 14, Spese di liti 

n. 25. Indennità per ana sola volta, invece di pensioni, ai termini 
degli al^. 8, 83 e 109 del tesio^ ntìcp delle leggi Bolle 
pensioni civili e militari, apt^i^otato eòi ì^ègio decreto 21 feb- 
braio 18d^, n. ÌOy ed altri assegni congeneri legalmente 
dovuti.* 

n. 34. Specie eventuali per mantenimento, alloggio e rimpatrio di 
equipaggi naufraghi nazionali, giusta la legge 24 mag- 
gio 1877, n. 3919. 

n. 35. Compensi di costruzione e premi di navigazione ai piroBoafi 
ei ai velieri mercantili nazionali, stabiliti dalle leggi 6 di- 
cembre 1885, n. 3547 (serie 3'), 23 luglio 1896, n. 318, e 
legge 16 maggio 1901, n. 176 - Spese di visite e perizie 
per la esee«sio&e di dette leggi. 

n. ^5. Corpo reale equipaggi -* Prèmi di i^fferma, soprassoldi e gra- 
tifio&zioni. ; 

B. 69. Spese di ginstìeia. 



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T,EOGI E DECftEXr DKL REGNO d'iTALTA - 1905 1635 



MiiìfsterD 4i ftgfrieoltiirTS fntlaiFtiHla e coiiràiereio. 

Carolo n. 5. Minfstoiro - Concorso dello Stato al fondo di previdenza per 
il trattamenlo di riposo al personale di serTizio dell*am- 
miAiSlrazkme eentrale. 

> n. ^. Acquisto di libretti e soontrlni ferroviari. 
» n. 14. l'elegrammi da spedirsi airostero. 

» n. 15. Spese di posta per corrispondenzo e per la spedizione del 

Bollettino ufficiale del Ministero. 
» n. 17. Spese per la pubblicazione del Bollettino ufficiale del Mini- 

stero. 
» n. 20. tlesidai passivi eliminati a sehso dell'art. 32 del testo unioo 

di legge sulla coatabilità generale e reclamati dai creditori. 

> n. &4. Spese di liti. 

> n. .28. Indennità por una sola volta, invece di pensioni, ai termini 

degli art 3, S3 e 109 del testo unico delle leggi sulle 
pensioni civili e militari, approvato col regio decreto 21 feb- 
braio 1895, n* 70, ed altri assegni congeneri legalmente 
doverti* 
» n 37. litruzione agraria - Scuole speciali e pratiche di agricoltura 
otdiniite a s^so Mìa legge 6 gitfgno 1885, n. 3141, serie 3* 
- Speso per ^azienda. 

> n. 48 bis. Spese per gli studi e per la ricerca dei mezzi diretti a 

combattere la diffusione della diaspis pentagona (legge 
24 marzo 1904, n. 130) e della mosca olearia. 
» n. 107. Pubblicazione del Bollettino delle società per azioni (Regola- 
mento del codice di commercio, art 52). 

» n. 109. Spese per le inchieste di cui agli articoli 79 e seguenti del 
regolamento approvato col regio decreto 13 marzo 1904, 
D. 141, per resecnzione della legge (testo unico) 31 gen- 
naio 1904, n. 51 sugli infortuni degli operai sul lavoro. 

> n. 125. Servizio pesi e misure e sag^o dei metalli preziosi - Com- 

pensio agli ufSciali metrici per il giro di verificazione pe- 
riodica ai sensi dell'arti 71 del regolamento per il servizio 
metrico, approvato col regio decreto 7 novembre 1890^ 
n. 7249, serie ». 



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1536 LEGGI E DBCRETI DHL REGNO d'iTALIA - 1905 

Capitolo n. 129. Servizio pesi e misare e saggio dei metalli prexiosi - Resti- 
taziene e rimborsi di diritti di verifloazione. 

» n. 132. Spese di stampa, distribuzione e spedizione dei libretti di am- 
missione al lavoro e delle denunzie di esercizio (Legge 19 giu- 
gno 1902, n. 242, sul lavoro delle donne e dei fanciulli). 

» n. 14«3. Provvista di carta ei oggetti di canoellerìa, oggetti vari e 
di merceria, cordami, ecc., per mantenere viva la scorta 
del magazzino dell'economato generale, a fine di soddi- 
sfare alle richieste urgenti di forniture di uso comune in 
servizio delle amministrazioni centrali dello Stato. 

» n. 145. Riparto dei beni demaniali comunali nelle provinole meri* 
dionali e vigilanza sugli enti collettivi regolati dalla legge 
4 agosto 1894, n. 397. 

» n. 147. Spese per impedire la diffusione della philloxera vmtatrix^ 

» n. 148. Spese per Tacquisto e la coltivazione di viti americane. 

> n. 154. Bonificamento agrario deirfjgro romano - Annualità dovute 
alla cassa dei depostiti e prestiti in rimborso delle antici- 
pazioni fatte, per le espropHazloni, di cui all'art. 9 della 
legge 8 luglio 1883, n. 1489, serie Z\ e spese per Tarn* 
ministrazione temporanea dei beni espropriati. 

» n. 155. Spese di conduzione e di miglioramento del campo speri- 
mentale di Sant'Alessio, 

» n. 172. Prez:{o. delle espropriazioni, dei terreni compresi nella zona 
dell'agro romano, indic^tit dall'art, 1 della legge 8 lu- 
glio. 1883, n. 1489. 



Yisto, d'ordine di S. Jf.: 



Il ministro del tesoro 
GARGANO. 



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ISQGI E DECRETI DEL REGNO D'iTALIA - 1905 1537 



iElenoo JB. 

Spese di riscossione delle entrate^ per le quali si possono spedire mandati 
a disposizione di funzionari governativi^ ai termini dell'art. 47 del 
testo unico di legge sulla contabilità generale dello Stato^ approvato 
col regio decreto i7 febbraio 1884, n. 2016 



Ministero del tesoro. 

Capitolo n. 84. Spese pei servizi del tesoro - Àggio ai contabili sugli introiti 
pel r&mo e Azienda dei danneggiati dalle truppe borbo- 
niche in Sicilia» e per contributi idraulici a di bonjUica- 
mento. 

» n. 85. Spese di liti per ranuninistrazione del tesoro e per quella 
del debito pubblico * Spese di liti alle quali fosse con- 
dannato il tesoro dello Siato dai tribunali, onorari agli 
avvocati, ai causidici ed altri simili (Azienda dei danneg- 
giati dalle truppe borboniche in Sicilia). 



Ministero delle finanze. 

Capitolo n. 45. Aggio di esazione ki contabili (Demanio). 

» n. 46. Compenso per le spese d'ufficio ai conservatori delle ipo- 
teche ed ai ricevitori del registro, incaricati del servizio 
ipotecario - Art. 0, allegato O^ legge 8 agosto 1896, no- 
merò 486 (Idem). 

^ n. 53. Spose di coazioni e di liti; risarcimenti ed altri accessori 
(Idem). 

» n« 55. Spese per trasporti di valori bollati, di registri e di stampe, 
e per la bollatura, imballaggio e spedizione della carta 
bollata e iper retribuiione ai boUatori diurnisti pel servizio 
del boUo fStraordinario (Id^m). 
97 -- VoL. IL - 1905. 



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1638 LEGGI E UKCRETI DKL EEGNO d'iTALIA - 1905 

OApitolon. 57. Rdstìtazionì e rimborsi (Demanio). 

> n. 58. Restitazioni di tasse sai pnbbliso insegnamento e di quote 
di tasse aniversitarie d'iscrizione da versarsi nelle casse 
delle ahiversitÀ per essere corrisposte ai prÌTati Inse- 
gnanti, ginsta l'art. 13 del regio decreto 22 ottobre 1885, 
n. 3443 (Idem). 

» n. 59. Contribnzioni fondiarie sai beni dell'antico demanio - Imposta 
erariale, sovrimposta provinciale e oomanaie (Idem). 

:» n. 71. Spese per imposte e sovrimposte (Canali Cavoar). 

» n. 72. Spese di coazioni o di liti (Idem). 

» n. 73. Aggio agli esattori delle imposte dirette salla risoowione 
delle entrate (Idem). 

» n. 78. Restitazione di indebiti dipendenti dall'amministrasione dei 
beni deli-asse ecclesiastico. 

» n. 79. Contribnzioni fondiarie - ImpoSita erariale e sovrimposta pro- 
vinciale e comniiale (Aése ecclesiastico). 

» n. 80. Spese di coazioni e di liti dipendenti dall'amministraxione 
dei beni dell'asse ecclesiastico. 

'» n. 81. Spese relative alle eredità devolate allo Stato apertesi dal 
26 agosto 1898 e passaggio del prodotto netto alla cassa 
nazionale di previdenza per la invaliditÀ e la vecchiaia 
degli operai, ginsta la legge 17 luglio 1898, n. 350« 

» n. 91. Spese pel servizio di accertìamento dei redditi di ricchezza 
mobile e dei fab|)ricati e spése por la notificazione di av- 
visi rignardanti il servizio delle imposte dirette e del ca« 
tasto (Imposte dirette). 

» n. 93. Prezzo di beni immobili espropriati ai debitori morosi di 
imposte e devoluti allo Stato in forza dell'art. 54 del iaato 
nnico delle leggi sulla riscossione delle imposte divette 
29 giugno 1902, n. *281. 

» n. 94. Spese di coazioni e di liti (Imposte dirette). 

« n. 95. Spese per le commissioni' di prima istanza delle impoate 
dirette. 

» nv 9%. Deóimo dell'addizionale 2 per cento per spese di diatriba- 
lione destinato alle spese per le commissioni provinciali. 
- Art. 36 del regolamento 3 novembre 1894, n. 403, aul- 
r imposta di ricchezza moMle (Imposte dirette). 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 190§ 1639 

Capitolo ii« 97. Restituzioni e rimborsi (imposte dirette). 

» n. 101. Soldi, soprassoldi e indennità giornaliera d'ospedale per la 

guardia di finanza. 
» n* 102. Personale degli ispettori, sotto-ispettori, commessi ed agenti 
subalterni * Indennità di residenza in Roma. 

> D. 103. Premi di rafferma ai sottufficiali ed alle guardie di finanza 

- Art. 1 della legge 19 giugno 1902, n. 186. 

> n. 104. Assegni ed indennità di giro, di alloggio, di servizio volante 

ed altre por la guardia di finanza. 

> n. 105. Indennità di tramutamento, di missione per la guardia di 

finanza. 

» n. 107. Premi e spese per la scoperta e repressione del contrab- 
bando e concorso nella spesa per le rettifiche di confine 
nell^interesse della vigilanza (Gabelle). 

V n. lOB. Casermaggio, spese di materiale, lume e fuoco ed altre spese 
per la guardia di finanza. ' ^ 

» n. 109. Impianto e manutenzione dei itaezzi per diminuire le cause 
della malaria nelle zone dichiarate infetto ove risiedono 
le guardie di finanza -'Art. 5. della legge 2 novembre 1902, 
n. 460. 

» n. 110. Costruzione di casotti, lavori di manutenzione, di sistema- 
zione e di ampliamento dei locali ad uso di caserme delle 
guardie di finanza. , 

» n. 111. Costruzione, riparaziome, manutenzione ed esercizio dei bat- 
telli di proprietà dello Stato e fitto di battelli privati per 
la sorveglianza finanziaria. 

» i\. 116. Spese di giustizia per liti civili sostenute per propria difesa 
e per condanna verso la parte avversaria, compresi int^ 
, ressi giudiziari, risarcimenti ed altri accessori (Gabelle). 

» n. 117. Spese di giustizia penale - Quote di riparto agli agenti do- 
ganali e ad altri scopritori delle contravvenzioni sul pro- 
dotto delle stesse - Indennità a testimoni e periti - Spese 
dì trasporto ed altre comprese fra le spese processuali da 
anticiparsi dairerario (Idem). 

» n. 125. Aggio agli esattori, ai ricevitori provinciali ed ai contabili 
incaricati della riscossione, indennità ai ricevitori del 
registro per la vendita del][e niarche da applicarsi agli in- 



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1540 ALEGGI R DKCilF.TI PEL RF.nvo r/lTATJ A - 1905 

Tolacrì dei fiammiferi e delle polveri e indennità per il 
riUflcio delle bollette di legitiimasione e per altri serbili 
relativi alle tasse di fabbricasione. 

Capitolo n. 126. RefltituEione di tasse di fabbrieazione sullo spìrito e snllo 
succherò impiegati nella preparaeione dei Tini tipici e dei 
liquori esportati, sulla birra, sulle acque gassose esportata 
e restituzione della tassa sull'acido acetico adoperato nelle 
industrie. 

» n. 127. RestituEione di tasse di fabbricazione indebitamente percepite. 

» n. 130. Tasse postali per Tcrsamenti, trasporto di fondi e ìndennitA 
ai proprietari di merci avariate nei depositi doganali. 

> n, 143. Restituzione di diritti all^esportazione (Dogane). 

» n. 144. Restituzione di diriiti indebitamente riscossi, restituzione di 
depositi per bollette a cauzione di merci in transito, quota 
da corrispondersi alla 'Repubblica di S. Marino, giusta gli 
articoli 39 e 40 della convenzione 23 giugno 1897 e pa- 
gamento al comune di Genova delle somme riscosse a ti- 
tolo di tassa supplomentare di ancoraggio per gli approdi 
nel porto di Genova. 

> n. 155. Premi e spese per la scoperta e repressione del contrab- 

bando (Privative), 

» n. 1S6, Spese di giustizia per lìti civili sostenute per propria difesa 
e per condanna verso la parte avversaria, compresi inte- 
ressi giudiziari, risarcimenti ed altri accessori (Idem). 

» n. 157. Spese di giustizia penale - Quote di riparto agli agenti sco- 
pritori delle contravvenzioni sul prodotto delle stesse - 
Indennità a testimoni e periti - Spese di trasporto ed altre j 
comprese fra le spese processuali da anticiparsi dall'erario 
(Idom), 

> n. 174. Paghe al personale operaio delle manifatture e dei magas- I 

Zini dei tabacchi greggi, mercedi agii operai ammalati^ as- 
segni di parto, indennizzi per infortuni sul lavoro e con- 
corso dello Stato a favore del dotto personale da veraarsi 
alla cassa nazionale di previdenza per la invalidità e h 
vecchiaia degli operai ed alla cassa di mutuo soccorso pe 
le malattie.' 



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LEGGI E IJECKETi DKL REGNO d'iTALIA - 1905 1641 

Capitolo D. 176. Paghe e soprassoldi ai veridcatori subalterni ed agli operai 
delle agenzie di coltivazione; indennità di licenziamento al 
personide suddetto e contributi deiramministrazione, da 
yersarsi a favore della stesso personale alla cassa nazio* 
naie di previdenza per la invalidità e la vecchiaia ed alla 
cassa di mutuo soecorso per le malattie. 

> n. 181. Compra di tabacchi, lavori di bottàio e fiiechinaggi; spese 

per informazioni e missioni airestero nello interesse del- 
]*aequi8ip e della coltivazione dei tabacchi ; spese per eam* 
pionamento e perizia dei tabacchi. 
» n. 184. Acquisto, nolo e riparazione di materiali diversi per uso delle 
mani&ttnre, dei magazzini dei tabacchi greggi e delle agen- 
zie delle coltivazioni. 

» n, 192. Indennità ai rivenditori di generi di privatiTa pel trasporto 
dei sali. 

1» n. 199. Spesa di produzione, di acquisto e di trasporto delle sostanze 
per l'adulterazione del sale che si vende a prezzo di ec- 
cezione per uso della pastorizia, dell'agricoltura e delle 
industrie, e spese di mano d'opera por prepararlo. 

> n. 200. Spese per otturamento delle sorgenti salse per "impedire la 

produzione naturale e clandestina del sale. 
» n. 201. Restituzione della tassa sul salo impiegato nella salagione 
delle carni, del burro e dei formag^, che si esportano 
all'estero - Art. 15 della legge 6 luglio 1883, n. 1445. 

» a. 205. Aggio a titolo di stipendio ai magazzinieri di vendita dei sali e 
tabacchi e compenso ai reggenti provvisori dei magazzini 
stessi. 

» n. 208. Indenuità di trasferimento, di missione e di disagiata resi- 
denza pel servizio dei magazzini di deposito e di vendita 
dei sali e tabacchi. 

» n. 209. Indennità ai magazzinieri di vendita ed agli spacciatori al- 
l'ingrosso dei sali e tabacchi a titolo di spesa d'esercizio 
e di trasporto dei generi; indennità di viaggio e di sog- 
giorno per missioni a funzionari civili e della guardia di 
finanza incaricati della reggenza di affici di condita; rim- 
borso al Ministero delle poste e dei telegrafi della spesa 
derivante dall'esenzione di tassa sui vaglia postali pei ver- 
samenti dei gestori degli uffici suddetti. 



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1542 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

Capitolo n. 211. Restituzione di canoni di rivendite indebitamente p^oetti 
(Tabacchi e sali). 

» n. 215. Aggio di rivendita dei preparati ehininaoei ai magazzinieri 
di vendita e spaooiatori ali* ingrosso delle privative e ai 
farmacisti, medici e rivenditori. 

» n. 22 1. Prezzo dei beni immobili espropriati ai debitori morosi d'im- 
poste e devoluti al demanio in forza dell^art 54 del testo 
nnioo di legge 23 gingno 1897, n. 236. 

» n. 228. Spese di eoaiioni e di liti dipendenti dalla vendita dei beni 

(Assd ecclesiastico). 
» n. 230. Restituzioni dipendenti dalla vendita dei beni (Idem). 

» n. 232. Spese per imposte ed oneri afficienti i beni delle confrater- 
-nite romane stati indemaniati in esegnimento dell*art. 11 
della legge 20 Inglio 1890, n. 6980. 

» n. 234. Aggio ai cohtabiii incaricati della riscossione delle sopratasse 
p€|r' omesse od inesatte dichiarazioni nelle imposte dirette 
è per la riscossione dolle imposte del 1872 e retro. 

» n. 286. Restiiazione d'imposta sai terreni per ritardata attaacione 
del naovo catasto (art. 47 della l^ge 1° marzo 1886, nu- 
mero 3682, modificato coirart. 1^ della legge 21 gennaio 
1897, n. 23). 

; f 

» n. 253. Restitnzione di depositi per adire agli incanti, per spese di 
asta, tasse, ecc., esegniti negli affici esecativi demaniali. 

• n. 257. Personale per la riscossione del dazio (Gemane di Napoli). 

» n. 268. Stipendio ed IndennitÀ al personale fuori ruolo (Idem). 

» n. 259. Assegni ed indennità per spese di ufficio, di giro, di alloggio, 
di disagiata residenza 'ed altre (Idem). 

» n. 260. Casermaggio, fornitura di acqua potabile, riscaldamento dei lo- 
cali ed oltre spese per la guardia di finanza (Idem). 

» n. 261. Spese Kli manutenzione della cinta daaiaria, di illuminazione 

e di riBealdàmento dei locali ed altre (Idem). 
» n. 262. Acqtdsti riparazioni e trasporto del materiale (Idem). 

> n.' 263. Restituzione di diritti indèbìtaiùente esatti (Idem). 

> tt.'2é6. Personale per la riscossione del dazio (Comune di RonoLa). 

» n. ÌÌ67. P^so&ale*|>er la riscossione del dàzio consumo (Idem) - In* 
dennitÀ di residenza in Roma, 



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LEGGI E DECRETT DEL EEGXO d'iTALIA - 1905 1543 

Capitolo n. 268. Assegni ed indennità per spese d*afficio, di giro, d* alloggio, 
di servizio volante, di disagiata residenza, di serrizio not- 
turno ed altre (Cornane di Roma). 

» n. 269. Ossermaggio, fornitura d'acqua potabile, riscaldamento dei 
locali ed altre spese per la guardia di finanza (Idem). 

» n. 270, Spese di manntenzioiie della cinta daziaria, canoni per occu- 
pazione di terreni, riparazioni, manutenzione, illuminazione 
e riscaldamento dei locali ed altre (Idem). 

» n. 271. Acquisto, trasporto, riparazione e manutenzione del materiale 
(Idem). 

» n. 272. Restituzione di diritti indebitamente esatti (Idem). 



Visto, d^ordine di S. Af. : 

Il ministro del tesoro 

•CARCANO. 



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1544 LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALTA - 1905 



N. 183. Jk N. 183. 






Leooe che approva lo staio di previsione della spesa del 
Ministero delVintemo per Vesercizio fina/nziario 1905-906. 

14 maggio 1905. 
{P¥JbhUMia mila Gaxutta UffUiaU del Haffno il 26 maggio 1906, n. 124) 

VITTOBIO EMAKUELE m 

PBR GRAZIA DI DIO B PBR VOLONTI DSUJl NAUONB 
Il D'ItAIiilA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Articolo unico. 
Il Governo del Re è autorizzato a far pagare le spese 
ordinarie e straordinàrie del Ministero delFinterno per l'eser- 
cizio finanziario dal r luglio 1905 al 30 giugno 1906 in con- 
formità dello stato di previsione annesso alla presente legge. 

Ordiniamo che la presente, munita dol sigillo delio Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 14 maggio 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

Luogo del SigUlo. V. U OnardasigilU C. FINOCCmARO-APRILE. 

Gargano. 



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stato di previsione della spesa 



DEL 



MINISTERO DELL'INTERNO 

per rwnjao Boannsrìo Ì90S-906 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 


1905 1547 


o 


CAPITOLI 


CoMnmnvA 

p«r Ymmiàà» 


• 

fi 

m 






ì^ìm^ìmm 


X 


DSKOMIIUZIOIQI 


al 




TITOLO I. 






Spesa ordinaria 






CATEGORTA PRIMA. — Spete effHtwe. 






Spese generali. 




1 


Ministero - Personale (S^jese fisse) 


1,008,754.98 


2 


Ministero >- Personale - Indennità 4} residenza in- 






Roma (Idem) . • , . 


99,850. » 


3 


Ministero - Retribnnone agli soriYsni ed inserviènti 
giomalierì (Idem). ..... 


97.810. » 


4 


Ministero - Personale straordinario - Indennità di 






rsaidenza in Roma (Idem) .... 


20,200. » 


5 


Spese per la coj^tnra a oottimo. 


30,500. » 


6 


Ministero - Assegni, indennità di missione e spese 
diverse di qualsiasi natura per gli addetti ai ga- 
binetti 


20,500. » 


7 


' Mbustero - Spese d'nffioio . . . 


137,90a » 


8 


Ministero - Fitto di looaH per nfid dell*ammini- 






stxasione centrale (Sflese fisse) 

Da riportarsi. 


IÌ600. » 




1,430.114.98 



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1548 



I.EOOI E DECEETI DEL RBOXO d'ITAUA - 1906 



u 
% 

a 

a 

Vi 


CAPITOLI 


CoMnmoizik 

per resercixìo 

finansiario 

dal 


DBNUUINàZIOMR 


IMnglioigOS 
30 ginguo 1909 




Tl\tm ■ ^ fi 

ittpano. 


1.430,114.08 





Bfinktaro - MannteBsioiie, rìpwanone ed adatta- 
mento dei locali 


HOOO. > 


10 


Consiglio di Stato - Penonale (Spese fisso) . 


669^391.55 


11 


OonsigUo di Stato - Personale - Indennità di ré- 
sidenxa in Roma (Idem) .... 


5<60a » 


12 


Consiglio;Mi Stato - Spese d'uiBcio • 


%000. » 


13 


Consiglio di Stato - Pitto di locali (Spese flsfe) . 


25^000. > 


14 


1 
Fnniioni pnbbliolie e feste goremative. 


60,000. » 


15 


Bfedsglis^ diplomi e sawdi p«ir atti di indore civUe. 


6,000. » 


16 


Penonale del senriiio araldico - Stipendi (Spm 
Amo) 


aioo. > 


17 


Personale del serrizio araldico - Indennità di re- 
sidenia in Roma (Idem) . • . • 


1,07j. » 


18 


Spese diTsrse pel servizio araldico (art. 10 del re» 
gio decreto 2 luglio 1800, n. 313) . 


10«83a » 


19 


Indennità di trsslocamento agli impiegati . 


236^00a » 


20 


Ispenoni e missioni amministratÌTe . . 


616^000. » 


21 


Telegnmmi da spedirsi aU^estsro (Spesa obbliga* 
toria) % . . 

Da retarsi. 


11,500- » 




3,053.506.53 



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IJIOGI E DECRKTl DKL EEQNO d'ITALIA - 1905 



1549 



O 

a 



CAPITOLI 



DBMOMINAZIONE 



por r« 

fin 

dal 

1* loglio 1906 

al 

90 giugno 1000 



22 
23 
24 

25 

26 

27 

28 

29 

90 
31 



Riporlo. 

SpeM di posta (Speta d*ordine) • • • • 

SpeM di ■Umpa. 

ProTfìite di ourta e di oggetti Tari di oanodileria. 

Reaidtd pasaivi aUminati a miìso dali^art. 32 del 
teato vnioo di If ggs aulla oontabilità generale 
e redamati dai creditori (8peu obbligatoria). 

Gompenii e gratifleasioni »1 peraonale dell'amini- 
niairanone oeittrale per larori atraordinari • 

Svaridi ad impiegati ed al basv-o personale in atti- 
ynA di sermio neU*amminÌBtraiione oentrale e 
prorinoialey del oonaiglio di Stato e degli ar- 
c^tì di StMo ...... 

Smndi ad impiegati ini^idi già appartanenti al- 
ramministrazione dell* intemo, a loro fiamiglie. 

Aoquiato di libretti ed i toontrini ferroviari (Bpeea 
d*ordine) 

Speae di liti (Spesa obbligatoria). 

Spese oasnali 



3^053.500.53 

12,000. » 

110,050. > 

32,700. » 

per memoria 
12,190. » 

26^000. » 
40,000 > 

200. » 

3,000- » 

80^000. » 



3;888,640. 53 



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1550 



LEGGI 12 DECBETI DEL REGKO d'iTALIA - 1905 



a 



CAPITOLI 



DSMOMUfAZIOllB 



CkmpwoMZk 

per l'eBerciiio 

finAfizùu-io 

dal 

!• lugUo 1905 

Al 

50 giugno 1900 



32 
33 



94 
35 

36 

37 

38 



Debito vitalizio. 

Pennoni ordinarie (Speee fisse) .... 

Indennità per una sola Tolta, invece di pensioni, 
ai tennini degli articoli 3, 83 e 109 del testo 
unico déHe*^ leggi sulle pensioni civili e mili- 
tari^ approvato col i^o decreto 21 {febbraio 
1895, n. 70, ed altri assegni congèneri legal- 
mente dovuti (Spesa obbligatoria). 



Speso per gli archivi di Stata. 

Archivi di Stato - Personale (Spese fisie) . - 

Archivi di Stito - Personale -Indennità ^i resi^ - 
densa ia^Roma (Idem). . ' . 

Spese d'ufficio, di 'ordinamento e di ispezione agli 
archivi di Stato 

Fitto di locali per gli archivi di Stato( Spese fisse). 

Blanutendone dei locali e del mobilio degli archivi 
di Stato 



7,600,000 » 



117,000. » 



7,717,000. 



609,365.03 

11,792. » 

65,000. » 
20,245.63 

80,000. > 



786.402.66 



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LEGGI E DECBETI DEL REGNO d'iTALU - 


1905 1651 


• 

a 


CAPITOLI 


Co^>KTB!aÀ 

t)er resercizìo 

finanziario 

dal 


DRNOMINAZIONK 


iMugU loas 

al 
9i giugno A MS 




Spesa per ramministrazione previnciale. 




39 




7.538.479.87 


40 


AmministrazionA proTinciale - Personale - Inden- 
nità di rwidenza in Roma (Idem). 


39.617. 50 


41 


Indennità di residenza ai prefetti (Idem) 


278.000. » 


42 


Spese d'ufficio per ramministruione proiindale 
(Idem). , 


554,845.29 


43 


TÌnciale e per Testiario uniforme agli nscien 
delle principali prefetture del Regno . 


8^249.71 


44 


Indennità agli incaricati del servisio di leva (Spese 
fisse) . . , • . j . 


i 

82,970, * 


45 


Gratificazioni e compensi agli impiegati dell*ammi* 
nìstrazione provincùale per laTori straordinari • 


16.000. * 


46 


Gazzetta ufficiale del Regno - Personale (Spese fisse). 


26,720. » 


47 


Gazzetta ufficiale del Regno - Personale straordi- 
nario - Indennità di i^deyiza in Rcwna (Idem^. 


3,300. » 


48 


Gazzetta ufficiale del Regno e foglio degli annunzi 
Da riportarsi . 


232,400. » 




8.780,582.37 



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1552 



LEGGI E DECRETI DEL fiEGNO d'iTALIA - 1906 



a 

ss 
•A 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



Riporto, 

49 Gazzetta ufficiale del Regno e foglio degli annunsi 
nelle proTinde - Speee di cancelleria, fitto di 
locali e Yarie 

50 Retribuzione agli amministratori del foglio degli 
annunzi nelle proTincie .... 



Spese per la pubblioa beneficenza. 

51 Suasidi dlverd di pubblica beneficenza ed alle iati- 
tuzioni dei ciechi. . • • • . 

52 Speae di spedalità e simili 

53 Assegni fini a stabilimenti dlTeni di pubblica b^ 
neficenza 

54 Fondo a calcolo per le anticipazioni della spesa oc- 
corrente al mantenimento degli inabili al la- 
voro fatti ricoverare negli appositi stabilimenti 
(Legge sulla sicurezza pubblica del 30 giugno 
1889, n. 6144, serie 3*, art 81, e regio decreto 
del 19 novembre 1889, n. 6685, art 24) (Spesa 
d*ordine) 

55 Indennità ai membri delle oommissioni provineìidi 
e del consiglio superiore di assistenza e di be- 

Da riportarsi. 



COBIPKTIMZA 

per reseroudo 

finanziario 

dal 

r iuiirlio 1905 

lil 

30 giugno ig06 



8,780.582.37 

600. » 
25,000. » 



8,806,182.37 



230,000. > 
30,000. » 

73.460 » 



700.000- » 



1,033,460. > 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO D'ITALIA - 1905 



1653 



o 
B 


CAPITOLI 


C0MPmiBN?A 

per Tesercizio 

finanziario 

dal 


DKNOMINAZIONE 


lMugliol905 

al 

30 giugno 1906 




Riporto. 


1,033,460. » 




BAficenia pubblica - Spase di cancelleria, di 
copiatura, di lavori atraordinari e Tane per 
il ftumonamenfo delle singole commiisioni e 
del oonmglìo tuperiore .... ; 


50.000. » 


56 


Indennità ai membri delle commiBsioni provinciali 
di vigilanza sui manicomi pubblici e privati e 
gngli alienati curati in caia privata - Spese 
Tarie per il. loro funzionamento . 

Spese per la sanità pubblloa. 


80,000. » 




1.113,460. » 






57 


Medici provinciali - Personale (Speee fisse) • 


297,612.48 


58 


Medici provinciali - Indennità di residenza in Roma 
(Idem) . . ..... 


1,370. > 


59 


Cura e mantenimento di ammalati celtici contagiosi 
negli ospedali 


298,990. » 


60 


Dispensari celtici - Spese e concorsi pel Ainzionar 
mento, concorsi e sussidi ad enti pubblici ed 
istituti di beneficenza; compensi al personale, 
locali, arredi, medicinali, ecc. 


225,350. » 


61 


Dispensari celtici - Personale straordinario - In- 
dennità di residenza in Roma (Spese fisse) . 

Da riportarsi. 


350. » 




823^,672.40 



— VoL. n. - 1905. 



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1654 



LKGOl T. DECRETI DEL BKGXO d'iTALIA - 1905 



o 


CAPITOLI 


per I escpouio 


f4 

• 




finanziario 


n 




dal 




lMugHol9(te 


Z 


DENOlfINAZIONB 


al 
30 giugno igO0 




Riporto. 


823^072 46 


62 


Indennità ai componenti le commiMioni samtanei 
le cozDJnìaaioni gindicatrici dei conoorai pel 
personale tecnico, centrale e provinciale, di- 
pendente dalla direzione generale della aanità 
pubblica, il oonfliglio raperiore di sanità e i 






sioni all'estero per servìzio sanitario 


4o.ooa > 


63 


Laboratori della sanità pubblica - Personale (Spese 






fisse) 


72,190. » 


64 


Laboratori della sanità pubblica - Personale - In- 


-" 




dennità di residenza in Roma (Idem) 


7.950. » 


65 


Spese pel funzionamento dei laboratori della sanità 






pubblica 


40.000. > 


66 


Sussidi per provvedimenti profilattici in oaai di 
endemie e di epidemie - Spese per acquisto e pre- 






parazione del materiale profilattico 


120,000 > 


67 


Spese varie per i servizi della sanità pubblica - Com- 
pensi per lavori eseguiti nellMnteresse della 
sanità pubblica che non possano imputarsi, 
neanche per analogia, ad altri ciq[>itoli del bi- 

« lancio - Medaglie ai benemeriti della salute 
pubblica - Acquisto di opere scientifiche tecni- 
co-sanitarie e spese diverse che non trovino 
luogo negli altri caj^itoli per le spese della 






sanità pubblica 

Da riportarsi. 


20,000. * 




1,123.812.40 



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I.EGGI £ DECHETI DEL BEGNO d'ixAI.U - 1905 



1555 



o 
• 




CAPITOLI 


CoMPwtmmk 
per reserdzio 

finanziario 

dal 

1* luglio 1906 








^ 


DBNOMOUZIOMB 


30 giugno 1906 






luparia. 


1,123,812.46 


68 


Manuteniionedal fabbricato di Sanf EtuebioiiiRoma, 








sede dd laboratorii della Balliti pubblica 


2,000. 


» 


&9 


Stabilimento termale di Acqui, per gli indigenti 








glioramenti 


43,000. 


» 


70 


Lavori di miglioramento e di manutenzione delle 








stazioni sanitarie 


30,000. 


» 


71 


Retribuzioni al personale sanitario, amministrativo 
e di basso servizio, assxmto in via tempora- 








nea per le stazioni sanitarie. 


10.000. 


» 


72 


Mobili, spese di cancelleria, d* illuminazione, di ri- 








scaldamento, e spese varie per le stazioni sa- 
nitarie 


70.000. 


» 


73 


Servizio sanitario dei porti e delle stazioni sani- 








tarie - Pei*Bonale (Spese fisse) ... 


94.350. 


» 


74 


Veterinari provinciali - Stipendi (Idem) 


150.000. 


> 


75 


Spesa, Rassegni ed indennità per la visita del be- 
stiame di transito per la frontiera - Spesa per. 
Talpeggio del bestiame italiano all'estero - Com- 
pensi ai vetarìnari per lavori straordinari nel- 








rinteresse della polizia zooiatrìca . 


80,000 


» 


76 


Provvedimenti profilattici contro le epizoozie - Sus- 


• 






sidi, esperimenti e ricerche varie . . 
Da riportarti. 


21.000. 


» 




1,624,162.46 



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1566 



LEGOI E DECRETI DEL REGNO d'ITAUA - 1905 



o 
B 



77 

78 

79 

80 
81 

82 



83 

84 

85 



CAPITOLI 



denominazione 



SuHtdi per aiatare la istìtmioae di ooBdotto vetè- 
riiiarie ooBsoniali e oomuuaH 

Qaota a oarioo dallo Stato per pagamento delle 
indennità pw abbattimento di anifladi . 

Pitto di locali per gli uffici dei Toterinari di oon- 
fine (Speae fi«M) . . . 



Spese di assegni perla Tinta Teterinarìa nei porti* 

Sussidi ai comuni per ' 1* impiglio e il fnnaona- 
mento degli istituti 'curatici contro la pellagra. 

Spese per Tesecazione della legge 11 luglio 1904, 
n. 388, per combattere le frodi nella prepara^ 
sione e nel commercio dei vini 



Spese per la eienreza jmbbliet. 

Sèrvido segreto • • 

Pnnsionari ed impiegati di pubblica sicurezza - 
Personale (g^ese fisse) 

Funzionari ed impiegati di pubUioasieuresEsa'- Per- 
sonale - Indennità di raddensa in Roma 
Idem) 

Speae d*affldo per la sicurezza pubblica (Idem) 
Da riportar jti. 



CoMPXTKNZii 

per reseorctno 

finanziario 

dai 

1« luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



1,(124 je2.4e 

91,00O » 

44.000. » 

1^000. » 
15.000. » 

100,000. » 
50,000. » 



U9ES,iee. 46 



1,000,000. » 
5^668^078 31 

41,430. » 
217,700. > 



0,927,208.31 



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JLBGGI £ DECRETI DEL BEGNO d'iTALIA - . 


1906 1657 






OoMPRBMZl 


o 


CAPITOLI 


per reserdzio 


u 

9 




fl]IA112ÌArìo 







dal 




1* luglio 1006 


z 


dxnomuiazionb 


30 giagao 1808 




Riparto. 


6,987.208.31 


87 


Guardie di città - Penumale (Spese Asm) • 


12,d52»482.50 


88 


Ufficiali delle grasrdie di città - Personale - In- 






denitità di reaidenia in Rooia (Id^m) . 


2,800. » 


89 


Speee per trasferte ai funzionari, agli ufficiali, alle 
guardie di dtt^ ed agU altri agenti, di pubblica 
sicurena per servizi fuori di residenza, e per 






trasferimento alle guardie di città . 


480.000. » 


90 


Gratificazioni agli impiegati^ agli uffidi^, alle 
guardie di città e ad altri agenti di pubblica si- 
curezza, non che agli uscieri ed ai commessi di 
questura e di Benone, al personale di altre 
amministraaioni ed a privati cittadini. per con- 
corso nell'arresto di malfattori e per a^tri ser- 
vizi prestati neir interesse deiramministrazione 
della pubblica sicurezsa» Premi per arresto di 






latitanti e per sequestro d*anni 4 


95^000. » 


91 


Indennità di soggiorno ai funzionari ed alle guardie 
di città destinati in locfJità di confina isoUte 






e malsane ••••••• 


20,000. » 


92 


Sussidi ai ftinnonari, agli impiegati ed uscieri di 
pubblica sicurezza, agli ufficiali ed alle guar- 






die di città 


3Ì000. » 


93 


Rimborso di debiti di massa delle guardie di città 






liceniiate od espulse (Spesa obbligatoria) 
Da riportarsi^ 


pgr memoria 


1 


20.211,490.. 81 



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1558 



LEOai £ DECBETI DEL REONO d'ITALIA - 1906 



fi 
is 
Z. 



C APITOLI 



BKNOMINAZIONP 




Compi 
p«r r« 
fliuitziario 

r luglio 1905 
al 
30 givgno 1906 



94 



95 



96 



97 



96 



99 



100 



101 



102 



Biporio, 

Armamento, traYegtimento e ritaroimento degli ef- 
fetti di dlTisa delle guardie di città 

Acquisto e manutenzione di biciclette per gli uffici 
di pubblica sicurezza .... 



Istnizione e servizio sanitario per le guardie di 
dttà - Assegni ai maestri e medici di nomina 
ministeriale (Spese fisse) 



Personale incaricato per llbrtruiione e pel servizio 
sanitario delle guardie di città -* Indennità di 
residenza in Roma (Idem) 

Qratiflcasioni e onorari per ristrusione e servizio 
sanitario ed altro spese per le guardie di città. 

Contributo da pagarsi alla cassa depositi e prestiti 
per la cassa pensioni dei medici in servizio della 
pubblica sicurezza (L>egge 14 luglio 1898, n . 885] 

Fitto di locali per le guardie di città destinate in 
flustodia di domiciliati coatti presso gli uffici 
di confine (Spese fisse) 

Casermaggio ed altre spese variabili per guardie ed 
allievi guardie di città. 

Fitto di locali per gli uffici di pubblica sicurezza e 
por le delegazioni distaccate (Spese fisse) 

Da riporiarH, 



20,^l 1,490. 81 
43,254 » 
15,000. > 

3i500. • 

3,800. » 
15.000 > 

5^280. » 

8,000. » 
07.675.50 
84,170. > 



20,488,170. 31 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



1559 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



Biporio» 

Manutenzione dei locali ed acquieto e manutenzione 
dei mobili per gli offici di pubblica sicnrezza, 
per le delegazioni distaccate e per la scuola 
allievi guardie di città 

Abbuonamento, impianto e manutenzione dei tele- 
foni e dei telegrafi ad uso della pubblica si- 
curezza (S|>e0e fi«|e) 

Gratificazioni e compensi ai reali ctirabinierL 

Spese di trasporto, àbiti alla borghese, lanterne, ed 
altre relatiTe per i reali carabinieri 

Spese di cancelleria pei reali carabinieri (Spese 
fisse) 

Indennità di 7ia e trasporto d'indigenti per ra- 
gione di sicurezza pubblica; indennità di tra* 
sferta e trasporto di guardie di città e agenti 
di pubblica sicurezza in accompagnamento; 
spese pel rimpatrio dei fanciulli occupati al- 
Testerò nelle professioni gii'OTagbe. 

Repressione del malandrinaggio, estradizione di im- 
putati o condannati, e spese inerenti a questo 
speciale servìzio di sicurezza pubblica . 

Gontrìbuto al Ministero della guerra per aumento 
della forza organica dell'arma dei reali durabi- 

Da riportarti. 



OòupnsEVÀ 

p«r resercisio 

finanziario 

dal 

1* luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



20,488.170. 31 

29,000. » 

64.000. » 
30,000. » 

90.000. » 

7,100. » 



450.000 » 



1.150,000. > 



22.308;a70. 31 



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1560 


LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 


1905 


O 

o 

a 


CAPITOLI 


COMPETBNZA 

per Teaercizio 

finanziario 

dal 


DENOMINAZIONE 


r luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 




Jiiporto, • • 


22,308^0.31 




ni«ri, coneessioDd di nnove rafferme con premio 
e di eoprasBoldì ai militari dett^aima eteasa e 
per la spesa ocoorrente alla legione di Palermo 
incaricata del lervizio già diaimpegnato dalle 
guardie di aicnreza pubblica a carallo. 


4,686,265.60 


111 


Manutenzione^ riparazione e trasporto delle bici- ;. 
dette in serrizio dei reali carabinieri • 

Spese per ramministrazione delie carceri. 


50,000. > 




27,044,535.91 






112 


Carceri - Personale di direzione, di amministra- 
none e tecnico (Spese fisse) .... 


1,222,591,60 


113 


Personale di direiione, di amministrazione e tec- 
nico delle carceri - Indennità di residenza in 
Roma (Idem) 


13,195. » 


114 


Personale di sorveglianza e disciplina dei riforma- 
tori goTomativi (Idem). .... 


309,000 > 


115 


Personale di custodia, sanitario, religioso e d'i- 
strusiotte delle carceri (Idem) 


6,279.013.51 


116 


Indennità in mancanza dell'alloggio in natura agli 
ispettori generali di seconda classe, direttori e 

Da riparlarti. 






7,823,800.11 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 


1905 1661 


o 
m 

a 

m 


CAPITOLI 


CoMPJtmDOUL 

per resercizio 

finanziario 

dal 


DSNOlfINAZXOXK 


riagUol905 

al 

30 giugno 1006 




aiportOm • 


7.823.800.11 




funzionanti da direttori, e indennità di disa- 
giata reùdenza agli impiegati effettivi di nudo, 
agli agronomi, ai sanitari e cappellani ad- 
detti a «tobilimenti poeti in località isolate o 
malsane (Speae fisse) ..... 


44,000. » 


117 


Spese di ufficio, di posta, ed altre per le direnoni 
degli staMimenti carcerari - Qite del personale 
neir interesse deiramministrazione domestica . 


76.400. » 


118 


Premi d* ingaggio agli agenti carcerari 


125.000. » 


119 


Armamento ed indennità cavallo agli agenti car-. 
cenuri 


7,200. » 


120 


Spese di viaggio agli agenti carcerari • « 


40.000. » 


121 


Compensi, rimnneraùoni, snssidi e gratificazioni 
straordinarie al personale carcerario - Com- 
pensi al personale di altre amministrazioni per 
servizi prestati nell* interesse dell*amministra- 
zione carceraria e dell*amministrasione del fondo 
dei detenuti, depositato alla cassa depositi e 
prestiti 


65.000. » 


122 


Carceri - Spese per esami e studi preparatori 


10.000. » 


123 


Mantenimento dei detenuti e degli inservienti, com- 
bustibile e stoviglie . . 

Da riportarsi . 


11,536,000. » 




19,727.400.11 



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1662 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 



o 
u 
m 

a 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



Co»lPBXK?<Z \ 

per i*ode>rc'ùùo 

dal 
!• luglio 1905 
al 
30 giugno 190G 



Riporto, 

124 Provvista e riparazioni di veetiario, di biancheria 
e libri per le caroeri 

125 Retribuzioni ordinarie e straordinarie agli inaer- 
vienti liberi, agli assistenti farmacisti e tassa- 
tori di medicinali per le carceri . 

126 Mantenimento nei riformatori dei giovani ricoverati 
per oziosità e vagabondaggio. 

127 Spese pei domiciliati coatti e per gli assegnati a 
domicilio obbligatorio 

128 Trasporto dei detenuti ed indennità di trasferte alle 
guardie 

129 Provvista e manutenzione dei veicoli per U tra- 
sporto dei detenuti e spese accessorie . 

130 Servino delle manifatture carcerarie - Acquisto e 
manutenzione di macchine, attrezzi o utensili. 

131 Servizio delle mani&tture carcerarie - Provviste 
di materie prime ed accessorie (articoli 1 e 3 
della legge IO febbraio 1898, n. 31) 

132 Servizio delle manifatture carcerarie - Mercedi ai 
detenuti lavoranti e gratificazioni straordinarie. 

133 Servizio della manifatture carcerarie - Retribuzioni 
e gratificazioni ai capi d*arte liberi, agli agenti 

Da ripcrUsni. 



19.727,400. 1 i 
1,000,000. » 

100.0OO. » 
1,431,120. » 

864,^^80. » 
1,340.000. » 
10,000. w 

170.000. » 

3,000,000. » 
600,000. w 



28,243,500 LI 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



1563 



a 


CAPITOLI 


GoMpRimzi 

per reg^rciao 

fiuaDZiiU'^O 

dai 


DBNOMmAZIONK 


1" luglio 1905 

ai 

30 giugno 1906 




Riporto. 


28,243,500.11 




carcerari fonzioiianti da capi d'arte, ai com- 
miEsionarì, agli insendenti ed agli agronomi, 
ainti agronomi, awistenti tecnici e retribuzioni 
agli operai liberi per i laTori di rifinitm*a di 
manufatti, ed anche a persone estranee per 
servizi resi nelF interesse delle manifiattnre 
carcerarie 


150.000. » 


134 


Servizio delle manifatture carcerarie - Carta, stam- 
pati, minuti oggetti di facile logorazione, posta, 

lavorazioni 


185,000. » 


136 


Servizio delle manifatture carcerarie - Indennità 
per gite fuori di residenza . 


11,000. * 


136 


Fitto di locali per le carceri (Spese fisse) . 


130,000. > 


137 


Manutenzione dei fabbricati carcerari . 


540.000. > 


138 


Manutenzione dei fabbricati carcerari - Spese per 
lo studio e la compilazione dei progetti relativi 
air impianto di stabilimenti carcerari, inden- 
nità per trasferte e per servizi straordinari. 


27,000. » 


139 


Fotografie dei malfattori più pericolosi (art. 448 del 
regolamento generale degli stabilimenti carce- , 
rari, approvato con regio decreto 1^ febbraio 
1891, n. 260) 

Da riportarsi. 


6,000. » 




29,292,500 11 



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1564 



LEGGI E DECRETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 



9C 


CAPITOLI 


CnMPwrmuk 

per resOTciiio 

finaniiario 

dal 


DXMOlOZfAZIOlfB 


IMugliol906 
90 giugno 1906 




Ripario. 


20^^500.11 


140 


SuBiidi alle società di patronato .... 


13,300. » 


141 


Contribnto da pagani alla caaaa depositi e preetiti 
per la cam pensioni dei mediei in serriiio 
dell*amminÌ8trasione caroerarìa (Legge 14 lu- 
glio 1898, n. 335) 

TITOLO II. 


47,000. » 




• 

29,35S;800. 11 








Spesa straordinaria 






CATEGORIA PRIMA. - Spue effgUwe. 






Spese generali. 




142 


Maggiori assegnamenti sotto qualsiasi denomina- 
sione (Spese fisse) 


1,000. » 


143 


Assegni di disponibilità (Idem) .... 


32,000. > 


144 


giati politici 


200,000. » 


145 


Assegnaiioni vitaliiie, indennità e sussidi ai dan- 
neggiati poUtici del 1848 e 1849 delle Provin- 
cie napolitane (Legge 8 luglio 1883, n. 1496, 
serie 3*, articoli 1 e 7) 

Da riportarti. 


525.000. » 




758,000 » 



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LEGGI E DECBETI DEL BEGNO d'iTALIA - 1905 



1565 



o 
• 

a 




CAPITOLI 


COMPKTKfZÀ 

per resercizio 

finanziario 

dal 




!• luglio 1905 


2S 


DSNOMINAZIONB 


al 
30 giugno 1906 




jR^porfo. 


758.000. » 


146 


AflBegnasioni Titalizie, indennità e Busndi ai dan- 
neggiati poHtici del 1848 e 1849 deUe proTÌncie 
•iciliane (Leggv 8 IngUo 1883, n. 1496, ee- 
rie 3% artiooli 1 e 7) 


175,000. » 


147 


AMMgnaiioni ntalisie, indennità e snttidi ai dan- 
neggiati politici del 1848 e 1849 delle proTÌn- 
eie fdciliane (Legge 8 lugUo 1889. n. 1496, 
serie 3% articoli 2 e 8) 


68,093.12 


148 


Gostnizione di locali peir rimpianto' del servizio di 
pubblica sicurezza e di polizia sanitaria nella 
stazione intemazionale di Domodossola (Spesa 
ripartita) (Legge 8 luglio 1903| n. 310). 

8pe$e per gli archivi di ^Stato. 


183,333.34 




1,184,426.46 






149 


LaTori per evitare gli incendi negli arehin di 
Stoto (Spesa lipartita) (Legge 8 IngUo 1904, 
n.363) 

Spesa per la pubblica beneficenza. 


50,000. » 






150 


Assegni a stabilimenti di pubblica tlenefioenza 


9,910. » 







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1586 



LEOOI £ DECRETI DEL REGNO D'ZTAUA - 1906 



o 

« 

a 



CAPITOLI 



DBMOllIMÀZIONE 



GOBIFSTKNZJL 

per rOTorciao 

dal 
IMuglio igo5 
al 
30 gincno 1906 



Spese per ia sanità pubblica. 

151 Maggiore interesse da pagarsi alla caoaa depositi 
e prestiti sui mutui ai oomnni più bisognosi 
per opere di risanamento (Leggi 14 Inglio 1887, 
n. 4791 e 8 febbraio 1900, u. 50. art. 2) (Spesa 
obbligatoria) ' . 

Concorio dello Stato nel pagamento degli interessi 
sui mutui contr<itti dai comuni con. la cassa de- 
positi e prestiti, p con altri enti qnalsiansj, 
per Tesecuzione di opere riguardanti la prov- 
vista di acque potabili per i bisogni delle po- 
polazioni (Legge 8 febbraio 1900, n. 50, e 28 di- 
cembre 1902, n.506) (Spesa obbligatoria; 

153 Concorso dello Stato nel pagamento della rata an- 
nua dovuta alla cassa depositi e prestiti per 
interessi ed ammortamento del mutuo concesso 
al comune di Ghs'oaseto, giusta ia legge 26 lu- 
glio 1888, n. 5615 . . . . , 

154 Ck>noorso dello Stato nel pagamento degli interessi 
sul prestito concesso dalla cassa depositi e pre- 
stiti al comune di Scansano (Legge 20 luglio 
1897, n. 321). . • . . 



Da riportarsi. 



186^000. 9^ 



80,000. > 



26,687.28 



3^032.28 



295.719 56 



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LBQOI £ DECBETl DKL REGNO d'ITALIA - 1906 



1667 



CAPITOLI 



DBNOMINAZIONB 



Riporto, • 

Conoono dello Stato al pagamento degli interessi 
sul prestito concesso dalla cassa depositi e pre- 
stiti al comune di Gomacclùo (Legge 23 ago- 
sto 1900, n.315) 



Spese per la sicurezza pubblica. 

Soprassoldo, trasporto ed altra spese per le truppe 
comandate in servizio speaials di sicnresia pub- 
blica ed indennità ai reali carabinieri . 

Carabinieri richiamati o trattenuti sotto le armi in 
più della forza bilanciata .... 



Spese per ramministraziono delle carceri. 

Spese di riduzione, di ampliamento e di costruzione 
dei fabbricati carcerari (art. 1 e 5 della legge 
10 febbraio 1896, n. 31). . 

Stabilimenti carcerari diversi - Costruzione di nuove 
vetture e vagoni cellulari pel servizio di tra- 
sporto dei detenuti ..... 



CoMPBTKfZÀ 

per TeeercMo 

finanziario 

dal 

!• luglio 1906 

al 

30 giugno 1906 



295,719.56 



9,938.64 



305,658. 20 



700,000. » 
1.000.000. » 



1,700.000. » 



512,000. » 



10.000. » 



522.000. » 



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1668 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



o 

9 

a 



z. 



CAPITOLI 



DENOMINAZIONE 



CoMPSTS!«ZA. 

per Tesercizio 

finanziario 

dal 

!• luglio 1905 

al 

30 giugno 1906 



Spese diverte. 

100 Compenso per i danni derivanti al comune di Scan- 
sano dalla abolizione dell^estatatura disposto 
con la legge 20 luglio 1897, n. 321 (Legge 28 
febbraio 1003, n. 61) . . . . • 



CATEGORIA QUARTA. — ParHte ài giro. 

161 Fitto di beni demaniali destituiti ad oso od in ter- 

TÌzio di amminlfltraiioni goTeraatiYe 



20,000. » 



1,611,069 09 



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LEGGI E OEC&FTI BEL KEGNO D'iTALIA - 1906 



1569 




RIASSUNTO PER TITOLI 

TITOLO I. 
Sposa ordinaria 

CATEGORIA PRIMA. — 8p$$€ $ffeUii>é. 

Sp6M generali 

Debito Titaliiio 

Arehin di Stato 

Amminiitraanone provinciale .... 

Pubblica beneficenza 

Sanità pubblica 

Sicureua pubblica ...... 

Anuniniatraziono delie carceri . . ... 

Totale de la categorìa prima doUa parto ordinaria. 



99 — VoL. II. - 1905. 



GoMPRIRSa 

per reMrewo 

flniniiario 

dai 

l*Imgliol905 

al 

30 giugno 1006 



3^368,640 53 

7.717.000. » 

786,402.06 

8,806,182.37 

1,113,460. » 

1,925,162 46 

27,044.535.91 

29,352.800.11 



80,114,190.04 



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1570 



IXaOI E DECRETI DEL XEGMO D'iTAUA - 190Ó 



CAPITOLI 



p 



DBNOUINiLZIONB 



TITOLO ir. 

Spesa Btraordisaria 

CATEGORIA PRIM.V. — Spete effettive. 
Specie generali •••.,.• 

Archili di Stato 

Pubblica beneficanza , 

Sanità pabblica ...•••. 
Siónrezxa pubblica ••«... 
Amminiistrazione delle carceri .... 
Spete dive»e .•••••• 

Totale della categoria prima della parte straordi- 
naria 

ToTALB delle speacr reali (ordinarie e straordinanr^). 

CATEGORIA QUARTA. — Partite di giro . 



CoHPXXBttA 

per reeeraxio 
il&anziarìo 

r luglio 1906 

al 

30 giugno l^K^ 



1,184.426. 46 

50,000. » 

9,910. » 

305^058.20 

1.700,000. » 

522,000. » 

20,00a » 



3^79l.994,66 



83,908,184.70 



1.611,969.09 



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LEOai B 0BCBBTI DEL BlbONO d'ITAUA - 1906 



1571 



O 

«4 

9 

a 



CAPITOLI 



PFNòMINAZTONB 



RIASSUNTO PER OATEGORIE 



CATEGORIA T. — Spe«« effettive (Parte ordinaria 
e ati^aordinarìa) . 

CATEGORIA IV. — Partite di giro . 



TOTALR OBNBBàLB. 



CoMl'RTXNZA 

per reAcrdzio 

tìuauziarìo 

dal 

l* luglio 1905 

al 

30 giugno 1006 



83.900,181 70 
1.61 1,969 00 



85.518.153.79 



Vi tOf d'ordirle di S. M.: 

Il ministro del teso *o 
CARCANO; 



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1672 LEGGI £ DECHETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



N. 184. n N. 184. 




Legge per la convaHdazione dei decreti reali coi quali fu- 
rono autorizzate prelevazioni di somme dal fondo di 
riserva per le spese impreviste delV esercizio finanzia- 
rio 1904^905. 

14 maggio 1905. 
{PubWceta nella GaMM€ita Uf)Usiak dal Ragno il 10 maggio 1906, n. 118) 

VITTORIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTX DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo san;nonato e promulghiamo quanto segue: 

Articolo unico. 
Sono convalidftti i regi decreti coi quali furono autoriz- 
zate le prelevazioni descritte nella annessa tabella dal « Fondo 
di riserva per le specie impreviste », inscritto al capitolo 
n. 116 dello stato di previsione della spesa del Ministero 
del tesoro per l'esercizio flnanziarlo 1904-905. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addi 14 maggio 1905. 
VITTORIO EMANUELE 

l^iogo del Sigillo. V, Il GunpdasigLIli C, FINOCCaiABO-APRILE. 

Gargano. 



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lEGOI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1673 

TABELLA 

dei decreti reali di approvazione delle prelevazioni dal fondo 
di riserva per le spese impreviste eseguite nel periodo di 
vacanze parlamentari 19 dicembre 1904-23 gennaio 1905. 





Capitoli del bilancio ai quali Tennero iacritte 




Data e numero 


le somme prelevate 


Somma 


dei 

regi decreti 


i 


Denomioasione 


prelevata 






AOnittero del tesoro. 




12 genn.1905, ii.2 


141 


Rimborso alle Società di naTigazione di 






spese di trasporto bonificate agli 








esportatori di Tini dai poi ti ^ell'^tar 








lia, meridionale per Vienna e Bu- 








dapest ...... 


276,000. » 






Ministero degli affari esteri. 




24 dieaiLl904 11.602 


1 '1 


Missioni politiche e commerciali, incari- 


80,000. » 


\^< 


chi speciali, congressi e conferenze 




15 genn. 1905, n. 7 




internazionali • . 
Ministero deir istnuione pubblica. 


15,000. » 


15 genn. 1005, n.8 


282 


Impegni per spese di esplorazioni archeo- 








logiche all^estero .... 


4,300. » 



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V.t- 



1574 LEGGI E 


INCRETI DEL SEGNO D*ITALIA - 1905 




Data e ntimero 


Capitoli dei bilanci ai quali vene ero iscritte 
le fomme prelevata 


- Somtna 


dei 

regi decreti 


o 

« 

a 


Denominazione 


preleTata 






Ministei-o dei lavori pubblici 




20 dicem. 1904,11.701 


337 


Sp^e per U commi mìo do istituita col 
regio decreto 11 novembre 1898, per 
studi e proposte suir ordinamento 








. . dello strade ferrate 


60,000. » 






Ministero della marina. 




20 dicem. 1904, 11.700 


69 


Spesa per la inchiesta sulla regia marina 








Geg?o 27 marzo 1904, n. 139) 


50,000. » 



V,^ d'ordine di S.M.: 

Il ministro del tesare 

GARGANO. 



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LEGGI E DECRKTT DEL RfeGXO D*ITALIA - 1906 1575 

N. 185. ili N. 188. 




Lbgok che dà esecu^one al trattato addùtonale al trattato 
di comnierciOy di dogana e di navigazione fra V Italia 
e la Germania del 6 dicembre d89l. 

II maggio 1905. 
{Ptiòòliecta Keila f^oMsttla VffieiaU éUl B^gno il 9 giugno lOOP, n, 136) 

VITTOBIO EMANUELE IH. 

PKR QRÀZIA DI DIO E PBR TOLOXTiL DELLA NÀXIOEB 
Bl D'ITALIA 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; 

Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Articolo unico. 

È data esecuzione al trattato addizionale al trattato di 
commercio/ di dogana o di navigazione fra T Italia e la 
Germania del 6 dicembro 1891, od all'annesso protocollo 
sottoscritti a Roma il 3 dicembre 1 904, le cui ratifiche sono 
state scambiate a Roma addi 8 maggio 1905/ 

Ordiniamo che la prosento, rauniia del sigillo delto Stalo, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a !l^oma, addi 11 maggio 1905. 
. . VITTORIO EMANUELE* 

Litogo dd JSkgéUo. V. D GnardasigilU 0. FINOCCHIÀRO-APRILK - 

TlTTON?. 

0. MlRACELLO. 

Rava. 

A. Majorana. 

Caroako. 



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1576 LBOGI B DECftETI BEL REGNO D^ITALIA - 1906 



TRATTATO ADDIZIONALE 

ai trattato di commercio, di dogana e di navigazione 
fra IMtaliae la Germania del 6 dicembre 1891 



Sua Maestà il Re d'Italia, da una parte, e Sua Maestà 
r Imperatore di Germania, Re di Prussia, in nome dell'Im- 
pero Germanico, dall'altra, desiderando di assoggettare a 
revisione il trattato di commercio, di dogana e di naviga- 
zione in vigore fra V Italia e V Impero Germanico e con- 
cluso il 6 dicembre 1891, hanno risoluto di concludere un 
trattato addizionale al detto trattato e hanno nominato a 
questo scopo a Loro plenipotenziari: 

Sua MabstÌ il Re d'Italia: 

Sua eccellenza Tommaso Tittoni, cavaliere gran croce del-^ 
l'ordine della corona d' Italia, commendatore dell'ordine dei 
SS. Maurizio e Lazzaro, cavaliere gran croce dell'ordine 
prussiano dell'aquila rossa, Suo ministro segretario di Stato 
per gli affari esteri, senatore del Regno; 

Sua eccellenza Luigi Luzzatti, cavaliere gran croce deco- 
rato del gran cordone degli ordini dei SS. Maurizio e Laz- 
zaro e della corona d' Italia, cavaliere dell'ordine del merito 
civile di Savoja, cavaliere gran croce dell'ordine prussiano 
dell^aquila rossa, professore, Suo ministro s%retario di Stato 
per il tesoro, deputato al Parlamento; 

Sua eccellenza Carlo Mirabelle, grande ufficiale dell'or- 
dine della corona d'Italia, commendatore dell'ordine dei 
SS. Maurizio e Lazzaro, decorato degli ordini prussiMii del- 
l'aquila TOBSSk di 1* classe e della corona di 2^" classe, Suo 
ministro segretario di Stato per la marina, senatore del 
Regno, contr'ammiraglio; 

Sua Eccellenza Luigi Rava, grande ufficiale dell'ordine 
della corona d' Italia, commendatore dell'ordine dei SS. Mau- 



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LEGGI B DECRETI DEL REGITO b'iTAUA - 1905 1577 

rizio e Lazzaro, professore. Suo ministro segretario di Stato 
per ragricoltura, industria e commercio, deputato al Par- 
lamento ; 

Sua Eccellenza Angelo Majorana, commendatore dell'or- 
dìne della corona d'Italia, cavaliere deirordine dei SS, Mau- 
rizio e Lazzaro, professore. Suo ministro segretario di Staio 
per le finanze, deputato al Parlamento; 

Oiacomo Malvano, cavaliere gran croce dell'ordine della 
corona d'Italia, grande ufficiale dell'ordine dei SS. Maurizio 
e Lazzaro, decorato degli ordini prussiani dell'aquila rossa 
di 1* classe e della corona di 1* classe con brillanti, segre- 
tari# generale del Ministero degli affari esteri, senatore del 
Regno, consigliere di Stato; 

Dott. Edoardo Pantano, deputato al Parlamento; 

Dott. Nicola Miraglia, cavaliere gran croce decorato del 
gran cordone dell'ordine della corona d'Italia, grande uffi- 
ciale dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, grande ufficiale 
dell'ordine prussiano dell'aquila rossa, direttore generale del 
banco di Napoli, già direttore generale dell'agricoltura e 
già deputato al Parlamento; 

Gherardo Cfifllegari, commendatore dell'ordine dei SS. Mau- 
rizio e Lazzaro e della corona d' Italia, decorato dell'ordine 
prussiano della corona di 3^ classe, professore, ispettore ge- 
nerale dell'industria e del commercio; 

Ludovico Luciolli, commendatore dellU>rdine della corona 
d'Italia, ufficiale dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, de- 
corato dell'ordine prussiano della corona di 4* classe, diret- 
tore capo di divisione nel Ministero delle finanze; e 

Sua Maestà, l' Impiratohe di Germania, Re di Prussia : 

Sua eccellenza Antonio conte di Monts, decorato degli or- 
dini prussiani dell'aquila rossa di 2^ classe e. della corona 
di 1* classe, cavaliere gran croce decorato del gran cordone 
dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Suo consigliere in- 
timo attuale, Suo ambasciatore straordinario e plenipoten- 
ziario presso Sua Maestà il Re d'Italia, 



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1&78 tEGGl B toECHETÌ DEL MONO D^ITALTA - 1905 

i quali dopo essersi comunicati i lor<y pieni poteri, trovati 
in buona e debita forma, hanno convenuto negli articoli 
seguenti : 

Articolo 1. 
Sono introdotte nel testo del trattato dì commercio, di 
dogana e di navigazione del 6 dicembre 1891 le modiflca- 
zioni e aggiunte seguenti : 

L — Articolo 6. Questo articolo è modificato come segue : 

Le parti contraenti s' impegnano a non impedire il com- 
mercio reciproco con alcun divieto d'importazione, d'espor- 
tazione di transito. 

Eccezioni a questa norma, in quanto esse siano applica- 
bili a tutti i paesi o ai paesi che si trovano in condizioni 
identiche, non potranno aver luogo che nei casi seguenti : 

1"^ in circostanze eccezionali, riguardo alle provvigioni 
di guerra; 

2"" per motivi di sicurezza pubblica; 

3"^ rispetto alla polizia sanitaria e jln vista della pro- 
tezione degli ammali o dello piante? utili,- contrp le malattie, 
gli insetti e parassiti nocivi; . , 

4° in vista deirappli<f azione, alle «merci estere, delle 
proibizioni o restrizioni sancite da leggi interne rispetto alla 
produzione interna di merci similari, o alla vendita o al 
trasporto alVintergio di merci similari di produzione na- 
zionale. 

77. — Articolo 7. Le tariffe indicate in questo articolo seno 
sostituite daUe annesse tariffe, il e J5. 

777. — Articolo 12. Questo articolo è modificato come segue: 
Le merci ,di qualsivoglia natura e provenienza, I9. cui im- 
portazionej ^esportazione, transito o deposito potranno aver 
luogo, nel territorio di una delle parti contraenti, per mezzo 
di navi nazionali, potranno e^se^vi ugualmente importate, 
esportate, passare in transito essere messe in deposito, 
ppT mezzo di navi dell'altra parte, senza essere sottoposte 
ad altri più forti diritti di dogana, né ad altre più forti 



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LEGGI E KCBKTI DEL SEGNO b'iTALU - 1905 1579 

restrizioni, e col godimento degli stessi privilegi, riduzioni, 
benefizi e restituzioni, anche in materia di ferrovie, che sono 
in vigore per le merci alla loro importazione, esportazione, 
triuQtsito o al loro deposito per mezzo di navi nazionali. 
IV, — Sono inseriti nel trattato di commercio, di dogana e di 
navigazione del 6 dicembre 1891 ì tre nuovi articoli 
del seguente tenore : 

Articolo 2 a). 

Le parti contraenti si impegnano a* esaminare dì comune 
e amichevole accordo il trattamento degli operai italiani in 
Germania e degli operai tedeschi in Italia a ritardo delle 
assicurazioni operaie neir intento di garantire, mediante op- 
portuni accordi, agli operai delle nazioni rispettive neiroltro 
paese nn trattamento che loro conceda vantaggi fin dove è 
possibile equivalenti, i ' 

Questi accordi saranno consacrati con un atto separato, 
indipendentemente dall'entrata in vigore del presente trattato. 

Articolo 10 a). 

Sulle ferrovie non sarà* fatta differenza alcuna, né quanto 
al prezzo di trasporto, né quanto al tempo e al modo Ideila 
spedizione, fra gii abitanti dei terrieri delle partì contraenti. 
In modo speciale, le spedizioni di merci che vengono* dal- 
l'Italia e sono. dirette a una stazione tedesca, o transitano 
attraverso la Germania, non saranno passibili, sulle ferrovie 
tedesche, di tariffe di trasporto più alte di quelle applicete 
nella stessa direzione e fra le stesse stazioni ferroviarie te- 
desche alle merci similari tedesche o estere. Lo stesso pri.> 
cipio sarà applicato sulle ferrovìe italiane, per le spedizioni 
di merci che vengono dalla Germania e sono dirette a una 
stazione italiana o transitano attraverso l' Italia. 

Non potranno aver luogo eccezioni che per i trasporti a 
prezzo ridotto fatti per motivi d'interesse pubblico o per 
beneficenza. 

Articolo i4 a). » 

Qualora sorgesse fra le parti contraenti una controversia 
rispetto all'interpretazione o all'applicazione delle tarìfle A^lB 



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1580 LEOOI B JXECXETl DSL REGNO D'iTAIXà - 1906 

annesse al presente trattato, comprese le disposizioni ad^ 
dizionali relative a queste due tariffe, come pure rispetto 
all'interpretazione o all'applicazione dei diritti delle tariffe 
convenzionali stipulate fra le parti contraenti e terzi Stati, 
questa controversia sarà definita, su domanda dell'una o 
dell'altra parte, mediante arbitraggio. 

Il tribunale arbitrale sarà costituito per ogni controversia 
in modo che ognuna delle parti nomini arbitro un suddito 
competente del proprio paese e che le due parti scelgano 
per terzo arbitro un suddito d'un terzo paese amico. Le 
parti contraenti si riservano di intendersi, anticipatamente 
e per un determinato periodo di tempo, intorno alla persona 
del terzo arbitro da designare in caso di bisogno. 

Qualora se ne presentasse il caso, e salvo intesa speciale, 
le parti contraenti sottoporranno parimente ad arbitraggio 
altre controversie intorno all'interpretazione o all'applica- 
zione del presente trattato all' infuori di quelle designate nel 
primo alinea. 

Articolo 2. 
Il protocollo finale del trattato di commercio, di dogana 
e di navigazione del 6 dicembre 1891 è modificato nel modo 
seguente : 

/« — Le disposizioni attuali aìVarticolo 7 del traitato 
sono soppresse e sostituite da quanto segue : 

AìVarticolo 7 del trattato, 
a). È convenuto che, nei casi di reclami di interes- 
sati di una delle due parti contraenti, richiedenti il tratta- 
mento in base alla tariffa convenzionale dell'altro Stato o 
concementi l' interpretazione di disposizioni di questa tarififa, 
una decisione già emessa in ultima istanza dalle autorità 
competenti non potrà costituire un motivo per escludere 
ogni possibilità di discussioni ulteriori intorno^ all'oggetto 
del reclamo e non impedirà, quando ne sia il caso, che una 
nuova decisione sia emessa dall'autorità in questione, purché, 
tuttavia, il reclamo sia presentato, per la via diplomatica 



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XSOOi B DECRETI DEL REGNO d'iTAIJA - 1905 1681 

e corredato di dichiarazioni di periti o d'altra autorità com- 
petente, nel termine di sei mesi a partire dal giorno in cui 
la prima decisione sarà stata ufficialmente notificata agli 
interessati. La decisione presa intomo al ricorso non potrà 
riguardare che il caso in questione, per il quale essa sarà 
senza appello. Tuttavia le parti contraenti avranno la facoltà 
di provocare, per il caso in questione e per i casi futuri, 
una corretta interpretazione o applicazione delle stipulazioni 
del presente trattato, secondo Tari 14 a) del detto trattato. 
&). Riguardo alle tariffe A e B sono da osservare le 
disposizioni seguenti: 

§ 1. — Tariffe A e B. — Dazi d'entrata nei due Paesi. 

In quanto le tarìfie A e B annesse al presente trattato 
facciano dipendere rammentare del dazio da percepire su 
una determinata merce dairammontare del dazio stabilito 
per un*altra merce e che vi siano ,piii misure, generali o 
convenzionali, del dazio determinante, sarà presa per base, 
per fissare il dazio dipendente, la meno alta di queste di- 
verse misure di dazi applicabile ai prodotti dell'altra parte 
contraente. 

L'applicazione delle marche o dei nomi di fabbrica sulle 
merci non esercita alcuna infiuenza sul trattamento doganale. 
§ 2. — Tariffa A. — Dazi all'entrata in Germania. 

A nn. 83 e 47. 1 prodotti soggetti, secondo la tariffa i4, 
al dazio d'entrata in Germania durante un determinato pe- 
riodo dell'anno e che saranno dichiarati e presentati a un 
u£Qicio doganale di confine competente prima dell'inizio del 
detto periodo, saranno ammessi in esenzione anche nel caso 
in cui Io sdog;anamento non fosse ultimato che dopo questo 
termine. 

Nel caso in cui lo sdoganamento definitivo fosse rimesso 
a un ufficio posto all'interno, i detti prodotti saranno am- 
messi in esenzione qualora, nel giorno in cui la bolla a cau- 
zione (Ladungsverzeichniss o Begleitschein 1) sarà emessa 
dairufficìo di confine, il suddetto periodo non sia arcora in- 
cominciato. 



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1582 LT^GOI K DKCRBTI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 

A n. 36. Il dazio ridotto per i pomidori semplicOTaente 
preparati compresi sotto il n. 36 è applicabile alia conserrct 
di pomidori semplicemente preparata, in quanto essa non sia 
in recipienti chiusi ermeticamente. 

A n. 37. I cetrioli e gli altri ortaggi non nominati nei 
numeri 34 a 36 della tariffa generale, semplicemente con- 
servati nell'acqua salata, in recipienti non chiusi ermetica- 
mente, sono compresi sotto il n. 37. 

A n, 135. 11 dazio meno alto che fosse eventualmente 
accordato dalla Germania alle specialità svìzzere di formaggi 
sarà parimente applicato ai formaggi simili d' Italia come 
pure alle specialità italiane indicate nella tariffa A : strac- 
chino, gorgonzola, fontina, parmigiano, 

A n. 166. Qualora fossero stabilite delle norme per lo 
sdaziamento degli olii d^olLva alla loro entrata in Germania, 
con lo ?c'opò di' accertare che essi non siano miscelati con 
altri olli,»saraniÌQ riconosciuti in Germania i certificati d'a- 
nalisi, rilasciati dagli istituti scientifici del regno d'Italia 
designati di comune accordo fra i due Governi, e gli olii 
accompagnati dai detti certificati non saranno sottoposti a 
una nuova analisi, purché risulti da 'questi certifteati che 
l'analisi è stata fatta secondo le norme da stabilire di co- 
mune accordo fra i due Governi. 

Questa disposizione non pregiudica affatto il diritto delle 
autorità tedesche di verificare dal canto loro, in caso di 
dubbio, l'analisi degli olii importati con i certificati. 

A n. 234. Il marmo, l'alabastro e il granito, greggi o sem- 
plicemente sgrossati, anche segati, ma su non più di tre Iati, 
in lastre non spaccate, non segate (taghate), o in polvere, 
sono compresi sotto il n. 234 e ammessi in esenzione. Le 
pietre d'asfalto e le marne bituminose, greggie, anche ma- 
cinate, sono parimente ammesse in esenzione. 

A n. 384. L'esenzione da dazio d'entrata per l'estratto di 
sommacco è concessa a condizione che ogni spedizione sia 
accompagnata da un certificato d'analisi attestante che si 



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T.T.am E TìT-irur.Ti ny.L TìKr:>'o i^ttiua - ICOo 1683 

tratta d'estratto di sommacco puro^ non mescolato con altri 
estratti tannici^ nò fabbricato con la mescolanza di som- 
macco e altre materie greggie per concia. I detti certificati, 
da rilasciarsi dagli istituti scientifici del regno d'Italia de- 
signati di comune accordo fra i due Governi, saranno ri- 
conosciuti in Germania, in questo senso, che le spedizioni 
non saranno sottoposte a una nuova analisi, purché risulti 
da questi certificati che l'analisi è stata eseguita secondo 
le norme da stabilire di comune accordo fra i due Governi. 
Questa disposizione non pregiudica affatto il diritto delle 
autorità tedesche di verificare dal canto loro, in caso di 
dubbio, l'analisi dell'estratto di sommacco importato con i 
certificati. 

A n. 607. I coralli lavorati d'altra sorta (coralli bian- 
chì, ecc.) non saranno trattati meno favorevolmente dei co- 
ralli rossi nelle medMime condizioni. 

A n. 680. Il marmo, l'alabastro e il granito sono com- 
presi fra le pietre designate sottesi n. 680. 

Le statue (compresi i busti, bfitsjsorilievi e figure di ani- 
mali) di metalli nominati nel titolo XVII della tarifia gene- 
rale, almeno di grandezza naturale, sono ammesse in esen- 
zione, in quanto siano oggetti d'arte. 

xL convenuto che la tariffa generale tedesca menzionata 
nella tariffa A annessa al presente trattato addizionale e 
nelle disposizioni che precedono è la tariffa del 25 dicem- 
bre 1902, quale fu sancita dalla legge in data dello stesso 
giorno. 

§ 3. Tariffa B, — Dazi all'entrata in Italia. 

A. n. 4. I caratteri della specialità di birra indicata sotto 
il n, ex 4 saranno fissati di comune accordo fra i due Governi. 

Ogni riduzione di dazio concessa dall'Italia a qualsiasi 
altra qualità di birra diversa dalla birra scura, preparata 
alla bavaresa, sarà estesa a quest'ultima birra come pure 
a qualunque altra birra di origine tedesca. 



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1584 LBOOI M DSCBSTI DSL KSGUO d'iTALIA - 1905 

A n. 76. L'indaco sintetico non sarà soggetto a dazi di* 
Tersi più alti di quelli dell'indaco naturale. 

A n. 122. Qualora l'Italia risolvesse di assoggettare le 
calze e i guanti a un regime speciale, il dazio delle calze 
e dei guanti tagliati non supererà quello delle maglie sem- 
plici aumentato di 40 per cento, e il dazio delle calze e dei 
guanti foggiati non supererà quello delle maglie foggiate 
aumentato di 50 lire per cento chilogrammi. In questo oaso, 
le calze e i guanti non saranno assoggettati a una sopra- 
tassa speciale per la cucitura. 

Nella classificazione delle calze e dei guanti non saranno 
tenute in conto le orlature di nastri e l'applicazione di na* 
strini per rinforzo o attaccatura. 

I cordoni ottenuti sui guanti mediante semplice ripiega- 
tura non ayranno influenza sulla classificazione dell'oggetto, 
il quale sarà considerato come semplicemente cucito, non 
come ricamato. 

A n. 131. I cascami e la borra di lana non saranno as- 
soggettati a un dazio più alto deUa lana greggia. 

Questa disposizione è. applicabile anche ai cascami di filati 
di lana di qualsiasi lunghezza, che* non possono servire come 
filati. In caso di dubbio gli uffici doganali possono doman- 
dare che essi vengano tagb'ati sotto vigilanza d'ufllcio. 

A n. 144. Qualora l' Italia risolvesse di assoggettare le 
calze e i guanti a un regime speciale, il dazio delle calze e 
dei guanti tagliati non supererà quello delle maglie semplici 
aumentato di 40 per cento, e il dazio delle calze e dei guanti 
foggiati non supererà quello delle maglie foggiate aumen- 
tato di 50 lire per cento chilogrammi. In questo caso, le 
calze e i guanti non saranno assoggettati a una sopratassa 
speciale per la cucitura. 

Nella classificazione delle calze e dei guanti non saranno 
tenute in conto le orlature di nastri e l'applicazione di na- 
strini per rinforzo o attaccatura. 

I cordoni ottenuti sui guanti mediante semplice ripiega- 



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LBGGI B DECEBTI BEL BEGKO d'iTAIJA - 1905 1585 

tura non avranno influenza sulla classiflcazione dell'oggetto, 
il quale sarà considerato come semplicemente cucito, non 
come ricamato. 

A n. 20i. I colletti, i boa, i berretti di pellìccia (a ec- 
cezione dei berretti guarniti per donna), con fodera, nastri 
e cordoni di seta o altre guarnizioni, si classificano sotto 
il n. 201. 

A n. 214. L'acciaio temprato è assimilato all'acciaio non 
temprato. 

A n. 818. Le cassi forti si classificano sotto il n. 218 a) 2 
e &) 2, anche se hanno accessori usuali ma senza carattere 
ornamentale, guarniti d'altri metalli, anche dorati. 

A n.225. In caso d'aumento del dazio sul rame in pani, 
rosette, limature e rottami (n. 225 a), i dazi convenuti per 
i prodotti del numero 225 ex d) e^del numero 225 ex /), 
potranno subire un aumento proporzionale. 

A nn. 239 e 240. Le macchine possono essere introdotte 
a tariffa convenzionale, anche smontate, alle condizioni in- 
dicate qui appresso, sia che le parti della macchina entrino 
contemporaneamente oppure successivamente a diverse ri^ 
prese, e che esse vengano trasportate idi un solo o in di- 
versi vagoni. 

Tutte le spedizioni parziali delle parti della macchina de- 
vono essere, dichiarate allo stesso ufficio 4oganale ed entrQ 
un determinato termine, che sarà indicato dall' importatore 
all'atto in cui presenta la prima spedizione, e che non potrà 
sorpassare i due mesi. 

Introducendo una macchina smontata o alcune parti stac- 
cate della macchina, l' importatore ò tenuto a presentare, in- 
sieme con la dichiarazione, i piani e i disegni della madchina 
completa, nonchò un elenco delle parti importanti, secondo 
la natura loro, il numero e il peso di ognuna di queste parti, 
e l'indicazione approssimativa del peso totale delle piccole 
parti accessorie. 

Rimane inteso che, se, dopo la spedizione di alcune parti 
100 — vou n: - 1905. 



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1586 tMàai s nscKsn obl bsoho d'xxjlulì • 1A06 

dtiDiMite deHft mttwtidnay le* aliare partf: non crono importate 
intra il termina' flMaòov ai dovrà pagem per le^ pa^rtL già 
importate^ o i dazi stabiUti per le parti staccatff/dtmacdttn», 
0^ nel caBO in. cui la tariffa non contenga daei q^ciali per 
<yieate ultime^ 1 diritti stahìliti a seconda. deUa materia di 
cui sono. faJbhriaate. le parti staccate. Però^ la mancanza di 
alcune parti accessorie di poca importanza non impedirà 
Tapplicazione del dazio stabilito per la macchina completa. 

Fino allo sdoganamento deflnitiyo di tutte le parti che 
costituiscono la spedizione, è riservata alla dogana la facoltà 
di esigere una canizione per i dazi pia aM^ da pagare^even- 
tualmente, e di OMnire di un cimtrasmgM d'idratMlcafidone 
le parti introdortt» a riprese; ad eema è; ìaeHire^ rhfervata^Ia 
faecdtà^ di aeaeFtarai, mediante uoba verificaùonei fotta 9^syese 
del oontribuMite dopo la B9(mtatuiPa*detta maecMna» che^tutte 
le spedizioni pMziali appartettevaoir afiamaeohina in quistione. 

Le parti di rioamlAcj^ <^ (^ riserva pagbei^iio sempre i 
dazi, d'entrata separatamente. ^ , 

A n« 242. In caso d'aum^ntoi dsì dazio istd ranae op^re 
sul prodotti di raawio sue legh#, il dairio oowremvto per 
quelli fra gli apparecectìi io^dicati sotto 11^ m ^É^ nella fU>^ 
bricazione dei quali scoio imi^egate* queste mateiKe e questi 
prodotti potrà subire un aumento proporzionale^ 

A n: 243. L'Italia si riseWa di asso^gettai^é'le lampade 
Mettricrhe a un regime speciale. In tal óaso il dazio mm 
sarà supeiiore a 5 lire per centhìaio sulle laito^flRlé* a incan- 
descenza, nèr a 60 lire per 100 chilograinnii sulle lampada 
ad arco voltaico. 

Ann.270e27i. 

1. Qualsiasi variiotà dd stamp^^. (MHsnpiiesL gli ornati (^ 
t^iuti in pasta^ nen ha infliuenza sulla dassifloattOBa. . 

2, X^;pipe di teirragUa^Of dlporcedibiDa, anche con. carchi 
coperchi <li metadli comuni non dorati^ nò angentaii, j3ono 
assimilate ai lavori di terraglia o di porcellana* 

1 Gopeiichi e gli altri accessom dìilega: dir niahelJd:coi 



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USOGI E IXBCBBfTZ DEC REGNO D'ITAUA - 1905 l587 

quali queste pipe possono esserci montate, non sono consi- 
defatl ctfme di metallo airgentato. 

Gli stessi oggetti con cerchi o coperchi di metalli 
comuni argentati si classificano sotto il n. 352 a) (mercerie 
cornimi)'. 

A n. 278. 1 bottoifi di vetro e di porcellana sono ammessi 
al dazio di 60 lire per 100 chilogrammi. 

Rispetto ai dazi d'entrata da pagare per le seguenti voci 
della tariffa italiwia : 

n. 114 (tessutì di cotone a colori o tinti); 

n. H5Ì (tessuti dì cotone stampati); 

n. i56b} (tessuti di seta o filusella, colorati); 

n. 157 (tessuti misti nei quali la seta o la fllusella 
entrano nella misura di non meno del 12 e 
non^ ]^ù del 50^ per cento); 

n. 164 (galloni e nastri di seta); 

n. 240 g) (macchine pefr la filatura, comprese le mac- 

' chine per asciugare i filati e le macchine per 

lavare e s^ssare i' filatf); 

n. 240 ex A) (macchine per la tessitura e telai da tes- 
sere, a eccezione def telai da far maglie); 

Ti. 240 ex t) (macchine, e apijarec(^ per la fabbrica- 
zione d^lla cpjria e delle paste per fare la 
carta); , 

l'Italia s^mpagna, per la durata del presbite trattato ad*^ 
dizicAale, a B<m mutare a pregiudìzio dell'esportazione te*- 
descà k)^ stato* di fatta risultante attualmente dalla tarifiii 
generale italiana e dai diversi trattati-di commercio vigenti 
fra l'Italia e terzi paesi^ 

§ 4; — t)azi d'iisciia daìV Italia. 
11 Governo italiano si riserva di stabilire eventualmedte 
un daaiò if^usoita sulle- ossa greggie. Riguardo agli altri pro- 
dotti attealtoente esenti d* dazio d'uscita, Tltalia manterrà 
resenzlbttt^ per- la durata del preàente trattato. 



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1688 LEGGI S DECRETI DEL EEONO d'iTALIA - 1905 

§ 5. — Informazioni ufficiali. 
Tenuto conto delle disposizioni vìgenti in Germania rispetta 
al servizio d'informazioni ufficiali in materia doganale, il 
Governo italiano è disposto ad adottare, al più presto pos- 
sibile, delle disposizioni per effetto delle quali gli importar 
tori saranno in grado di ottenere, in via ufficiale, informar 
zioni intorno al trattamento doganale delle merci alla loro 
entrata in Italia. 

//. — Sono aggiunte le disposizioni seguenti: 

AlVarticoìo 10 del trattato. La sopratassa che la birra 
paga, all'entrata in Italia, a titolo d^equivalenté dell'imposta 
intema, sarà riscossa^ a sceUa delF importatore, o in base 
a una ricchezza saccaA^ometrica di 16^ al massimo, o in 
base alla ricchezza saccarina e alcoolica, constatata seconda 
la formula J?+ 2 ^1, nella quale E rappresenta l'estratto 
secco in grammi per 100 cm' e A l'alcool in grammi per 
100 cm*. 

Nell'applicazione di questa formula saranno mc^tif^icate 
per due anche le frazioni di peso dell'alcool. Se il risultato 
dell'addizione darà delle frazioni, quelle di \^ o meno saranno 
trascurate nella tassazione della birra, quelle al di sopra 
di ^10 saranno contate per un grado. 

Nel caso in cui,' su domanda deir importatore, la sopra- 
tassa dovesse essere riscossa in b^ase alla ricchezza sacca* 
rina e alcoolica constatata, saranno riconosciuti dalle auto- 
rità italiane i certificati d'analisi rilasciati da istituti scientifici 
tedeschi. La birra accompagnata da tali certificati non sarà 
sottoposta a nuove analisi, purché risulti dai detti certificati 
ohe il grado saccarometrico del mosto originale è stato con- 
statato secondo la formula predetta e che nell'analisi sona 
state osservate le norme che saranno fissate di comune ac- 
cordo fi*a i due Governi, anche in vista degli interessi sa- 
nitari. 

Dal canto suo la Germania riconoscerà, per i vini italiani, 
i certificati d'analisi rilasciati dagli istituti scientifici del 
regno d'Italia, in tutti i casi in cui l'analisi fosse necessaria 



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LEGGI E DECKETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 1589 

per lo sdoganamento. In questi oasi i vini italiani non sa- 
ranno sottoposti a nuora analisi, purché siano accompagnati 
tlaì detti certificati e da questi risulti che l'analisi è stata 
fatta secondo le norme che saranno stabilite di comune ac- 
cordo fra i due Governi. 

In caso di dubbio, è riservato alle amministrazioni rispel^ 
tive il diritto di verificare l'analisi delle birre e dei vini 
importati coi certificati. 

Gli istituti scientifici autorizzati a rilasciare i certificati 
previsti dalle disposizioni precedenti saranno designati di 
comune accordo fra i due Governi. 

AlVarticolo 14 a) del trattato. Rispetto alla procedura da 
seguire, nei casi in cui l'arbitraggio ha luogo in base ai due 
primi alinea dell'artìcolo, 14 a), le parti contraenti hanno 
convenuto quanto segue: 

Nel primo caso d'arbitraggio, il tribunale arbitrale avrà sede 
sul territorio della parte contraente convenuta, nel secondo 
caso sul territorio dell'altra parte, e cosi di seguito alter- 
nativamente sull'uno e sull'altro territorio, in una città 
da designarsi dalla parte rispettiva, alla quale spetterà di 
fornire i locali,, gì' impiegati d'uflBLcio e il personale di ser- 
vizio necessari al funzionamento del tribunale. 

11 terzo arbitro sarà presidente del tribunale, il quale pren-^ 
derà le sue decisioni a maggioranza di voti. 

Le parti contraenti s'intenderanno, o di caso in caso o 
una volta per tutte, intorno alla procedura del tribunale 
arbitrale. In mancanza di tale intesa, la procedura sarà re- 
golata dal tribunale stesso. La procedura potrà essere fatta 
per iscritto se nessuna delle parti contraenti solleva obie- 
zioni; in questo caso la disposizione del 1^ alinea potrà es- 
sere modificata. 

Per la citazione e l'audizione dei testi e dei periti, le au- 
torità di ognuna delle parti contraenti, su richiesta del tri- 
bunale arbitrale da rivolgersi al rispettivo Governo, preste- 
ranno la loro assistenza irallo stesilo modo che per le richieste 
dei tribunali civili del paese. 



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1^90 JUSOOI E DECBETI DEL BSGNO d'iTALIA - 1905 

Articolo 3. 

U j^roe^ite larattaio AddizioiMto enfhrorà im Tògoire 41U0 api* 
T$ffe del termine di sei mesi ^ contare dal igiomo in oui Ì0 
due |M«ti contra«Kti «i rMreAno poste d'accordo « queafa» 
effetto. Tuttavia^ l'entrata in vigore del ppeaente triMtio 
addimon%le jhmql in^vvi luogo jvè prima del V gonsAio 1905, 
jkè <lopo U r IttgUo 1906. 

Dopo l'entrata in vigore del trattato addissicnale, M itftir 
tato attuale di icommepoio, «di dogwia n» di nsavigaacaoLe, con- 
dluflo ;il 6 4iceml>re 1891, con le modìficaffloni ^e a^unte 
apportatevi dal detto trattato Addieionaàe, eaepoiterà 1 m»i 
effetti fino al 31 dicembre 1917. 

Nel caso In cui nessuna delle j)arti contraenti avesse no- 
tìficato dodici mesi prima della scadenza di questo termine 
la sua intenzione di far cessare gli effetti del trattato, que- 
st'ultima, con le modificazioni e aggiunte suddette^ continuerà 
à essere obbUgatorio fino allo spirare di un anno a partire 
dal giorno in cui l'una l'altra delle parti contraenti l'avrà 
disdetto. 

Articolo 4. 

Il presente trattato sarii, ratificato, e le ratificazioni sa- 
ranno scambiate il più presto possibile. 

In fede di che, i plenipotenziari rispettivi tanno firmato 
il presente trattato addizionale e vi hanno applicato il sigillo 
delle loro armi. 

Fatto a Roma, il 3 dicembre 1904. 

{L. S.) TiTTONi ^L. 8.) MoMTa 

(L.S.) LUIOI LUZZATTI 

(Zi. s!) C. Mirabello 

(L. S.) Lraai Bava 

(L. S.) Anoblo Majorana 

{li. S). Qt. Malvano 

(L. S.) Edoardo Pantano 

(L. S.) NlCOULA M^HAOL^A 

(L. 8.) Qherardo CAL1.EOAR1 
(L. 8.) L. LuoioLLi 



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Tariffa A 



DAZI AIX' ENTRATA IN GERMANIA 



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XEGOI B DECBBTI DKIi BBOHO D'ITALIA - 1906 



1593 



Numero 
della 








tariffi^ 
generale 
tadeeoa 


Deuemin azione delle merci 


Unità 


Dazio 
Htrdd 


10 


Riso» non pulito . . 


100 kg. 


4 


ex 11 


Fagioli oommeetibili 


id. 


3 


ex 12 


Fagioli da foraggio (fave cavallluc, ecc.) . 


id. 


2 


ex 13 


Semi di senapa . 


id. 


2 


ex 14 


Semi di papavero e teste di papavero ma- 
ture, semi di girasole, tubercoli di 
cipero dolce (mandorle di terra), ug- 
giola, coccole di lauro 


id. 


S 


17 


AHri semi oleosi e frutti oleosi, non spe- 
cialmente nominati in tariffa generale. 


id. 


S 


18 


Semi di trifoglio rosso, semi di trifoglio 
bianco e altri semi di trifoglio . . 


— 


esenti 


10 


Semi di grammaoee d*ogni sorta . , . • 


— 


esenti 


ex 21 


Altri somi di rape di campo, semi di oa- 
rote, semi di cicoria; semi di ortaggi, 
semi di fiorì e ogni altra sorta di 
semi per ragricoltura, non altrimenti 
Dominati in tariffa generale, . . . 




esenti 


23 


Patate fresche: 








nel perìodo dal 15 febbraio al 31 loglio. 


100 kg. 


1 




nel periodo dal 1^ agosto al 14 febbraio. 


— 


esenti 


azS4 


Parbabietole da foraggio, carote, naToni e 
altre rape di campo: 








freeohi 


— 


esenti 









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1«M 



SBOOI E SECBETI SEI. BBGWO d'iTALIA - 1905 



Numero 
della 








terìifa 
generalo 
tedesca 


DenomiDazione dello menci 


Unità 


Da«io 

■troU 


ex 27 


Paglia di riso e paglia aimile, non tinte, 
anche tritate 


— 


esenti 


0x28 


Lino e canapa, greggi, puliti, macerati, gra- 
molati, scotolati, prirati delia colla. 


eaenti 




Nota: La stoppa di lino e di canapa è 
ammessa in esenzione secondo il n.?8. 






32 


Piante per tinta e loro parti, anche salate, 
soooate al forno o altrimenti, tostate, 
macinate o altrimenti sminuzzate . 




esenti 


(ex3M7) 


Ortaggi (legumi e erbaggi commestibili, 
funghi, mdìche e piante analoghe): 






ex 33 


Carciofi, cocomeri, asparagi, pomodori, 
freschi ; altri ortaggi freschi non spe- 
cialmente nominati in tariffagenerale. 


— 


esenti 


0x34 


Foglie di lauro, foglie di salvia e altre 
foglie e efbe che sonrono a aroma- 
uz/aregli alimenti e i commestibili, 
secche, non specialmente nominate 
in tariffa generala 


100 kg. 


4 


35 


Funghi prataioli {àgaricus cawpestris), in 
salamoia o preparati in altro modo 
semplice 


id. 


IO 


36 

1 


Carciofi, eocomeri«.6inghi,. rabarbaro, aspa- 
ragi, pomodori, sminuzzati, mondati, 
compressi, seccati al forno o al|ri- 
menti, cotti o fritti o preparati in 
altro modo semplice: 








pomodori 


id. 


4 




gli altri prodotti nominati sopra. . . 


id. 


IO 



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9VQGI |S WQaxm DEL REGNO o'iTALIA - 1906 



uw» 



Kiimero 
della 
taiifOik 

C^enerale 
tedesca 



Denominazione delle meroi 




Dasio 



MircU 



ex 37 



38 



Ortaggi, eompreae le riftp^o di oBvpo che 
servono come ortaggi, sminuzzati, 
mondati o sbucciati, compressi, sec- 
cati al forno o altrimenti, cotti o fritti 
o preparati in altro modo semplice, 
in quanto don «adono sotto i numeri 
34 a 36; fagioli commestibili imma- 
turi e piselli immaturi, secchi^ fa^ 
Paioli commestibili e piselli (maturi e 
immaturi), cotti o fritti o preparati 
in altro modo semplice; semi com- 
mestibilit polrerizzati, cotti o fritti o 
preparati in altro modo Mtnplioe . 

Alberi, vitigni, arbusti, fruttici, polloni da 
trapiantare e altee piante ¥ive^ 'con 
senza piote aderenti alle radioi, 
anche in rasi, mastelli o casse; in- 
nesti: 



Rosai 

Fosti di cyeas^ senza i;adici né foglie. 

Altre piante: 

in vasi: 

palme 

altre 



con piote aderenti alle sadici, anche in 
mastelli o casse: 



|)alme 
altre . 



100 4«. 



id. 



100 kg. 



100 kg. 



12 
esenti 



esenti 
10 



esenti 

6 



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1696 



LEOOI Z DECSETI DEL BEOKO d'zTALU - 1905 



Numero 
della 








tariffa 
generale 
tedesca 


Denominaxione delle mero! 


Unità 


Dazio 

Virckt 


38 


senza piote aderenti alle radici • . . 


100 kg. 


8 


innesti •«••! •••«,.. 


id. 


6 


30 


Bulbi d^orohidee, ohe non hanno messo ra- 
dici i 


esenti 


40 


Cipolle da fiorì« tuberi e bulbi di fiorii sopra 
non nominati • . . . 


esenti 


41 


Fiori, corolle, petaK « boccioli, per fave 
mani o per adornamento, freschi . 


esenti 


42 


Foglie, erbe, rami (anche con frutti), per 
fare mazzi o per «doma mento, freschi. 


— . 


esenti 


44 


Fiori, foglie (anche le palme e le foglie di 
pMma tagliate per ventagli), corolle, 
petali, erbe, mucco marino, boccioli, 
rami (anche con fratti), per fare mazzi 
per adornamento, secchi, impre- 
gnati altrimenti preparati per au- 
mentarne ia '1 iirevolezza, anche tinti. 




•senti 


6x45 


Uva (grappoli e acini): 
fresca: 
da tavola: 








1. importata in pacchi postali dì peso 
mente. 


100 kg. 


esente 




2. importata in altro modo 


4 




altra. ...,,.. 


id. 


10 









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LEOGI E DECRETI DEL BEGNO tì'tt at.ta . 1905 



1597 



Numero 

della 

tariffa 

generale 

tedesca 



DeDomi Dazione delle merci 




Dazio 



Mircld 



ex 45 



ex 46 

(ex 47-49) 
ex 47 



da yendemmia, pigiata in fusti o in va- 
goni-eerbatoi, anche se ha subito un 
principio di fermentazione, conte- 
nente, oltre il succo, tutte le parti 
del frutto, cioè i graspi, i vinaccioli 
e le bucce 

Noci e nocciole, immature o mature, anche 
sgoeciate, macinate o altrimenti smi- 
nuzzate preparate in modo semplice. 

Altre fruUa: 

fresche: 

Mele,, pere, cotogne: 

non imballate: 

nel periodo dal 1* settembre al 30 
norembre 

nel perioda dal P dicembre al ^1 
agosto 

imballate 

Albicocche, pesche 

CSliege, Tisciole 

Nespole; frutti di rosa canina, susine 
selyatiche, nonché altre frutta a semi 
o a nocciolo non nominate in tariffa 
generale 



100 kg. 



id. 



IO 



esenti 



100 kg. 


2 


id. 


5 


id. 


2 


id. 


2 



éeenti 



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1098 



ex 47 
teffue) 



ex 48 



49 



•x51 



LEGGI E DECRETI DEL REG!<rO D'rrAi:iA - 19©6 




Lamponi, ribeB, uva spina, more sei- 
vatiche, mirtilli, bacche di aambuoo, 
coccole di ginepro e altre bacche 
commestibili, ecoettuatO' le fragole e 
TuTa orsina 

Fragole, importate in pacchi postali di 
peso fino a 5 chilogrammi ineliui* 
yamente 

seccate al forno o altrimenti (anche Xii- 
gliate in pezzi o mondate) : 

Mele e pere, compresi gli avanzi uti- 
lizzabili 



Albicocche, pesche. 



Altre frutta (escluse le prugne d*ogni 
sorta) seccate al forno o altrimenti. 

macinate, schiacciate, ridotte in polVeré 
o altrimenti sminuzzate, anche salate, 
cotte seiiza zuochero ^marmellata 
senza aggiunta di zuccnero) o pre^ 
parate in altro modo 8<^niplice; fer- 
mentate 



Aranci, froschii 
Limoni, freschi 



Cedri, aranci amari, melagrane, fichi, anche 
fichi dlndia, mandorle, pistacchi e 
altre frutta del Mezzogiorno non spe- 
cialmente nominate in tariffa gene- 
r:tle, freschi 



100 kg. 



id*' 



id. 



id. 



id. 



100 kg. 



esenti 



esenti 



4 

4 



4 

3.25 
esenti 



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£BOGI B OECBETI DEL BBQKO d'ITAUA - 19Q5' 



vm 



Numero 








della 








generale 
tedesca 


DèDoqÉiinazìoiie delle merci 


Unitài 


Dazio 

Marekl 


ex 52 


Fichi teccliit ..•..*»•• -r • 


100 kg. 

id. 


9 


1 ex54 


Mandorle, secche (con o senza guscio) . . 


4 


ì 


Aranci amari (esclusi quelli indicati al nu- 
mero 57), melagrane, pistacchi e altre 
fratta del Mezzogiorno non special- 
mente nominate in tariffa generale, 
secchi 


id. 
id 


10 


ex 55 


Carrube, anche macinale ....... 


1 




Castagne oommestibili (marroniX anche sbuc- 
ciate; pignoli, maturi (secchi); pignoli, 
maturi e immaturi, sgusciati . . . 

• . i 


id. 


. 3 




Castagne commestibili, pignoli^ macinati o 
altrimenti frantumati 


id. 


4 


56 


Limoni tagliati in pezzi o sbuooiati, impor- 
tati in aoq&a di mare oin aqqua sa- 
lata 


id. 
id. 


4 ' 


ex 57 


Aranci amari, immaturi (verdi o gialli, sbuc- 
ciati no), anche conservati in. acqua 
salata 


2 


V 

58 

) 


Scorze di frutta del Mezzogiorno (scorze car- 
nose di frutta del genere € citrue >, 
fresche (anche conservate in acqua 
salata) o secche 


id. 


1 


i 


Scorze di frutta del Mezzogiorno (scorze car- 
nose di frutta del genere < citi^us >), 
macinate; cedri, tagliati in pèzzi e 








importati in acqua di mare o in acqua 
salata 


ìd. 


4 









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1600 



USOOI E OECBETI D£L BEONO s'iTALIA - 1906 



Numero 








della 








tariffa 
generale 
tedesca 


Denominazione delle merci 


Unità 


Dazio 

lfar«U 


ex 59 


Saghi di fratta (eooettuato il sago d^ara) e 
di piante commestibili, non conte- 
nenti né etere nò alcool, non cotti o 
cotti senza aggiunta di zucchero, an- 
che sterilizzati: 








Sago di limoni, d^aranci amari e d'altre 
frutta del Mezzogiorno 


^ 


esenti 




Sughi di frutta, non fermentati. . . . 


100 kg. 


4 




Altri sughi commestibili non nominati 
qui sopra né altrore in tariffa gene- 
nerale 




esenti 


60 


.Sughi di fratta e di piante per usi indu- 
striali medicinali non nominati al- 
trore in tariffa generale, non conte- 
nenti né etere né alcool, anche con- 
densati . • . 


esenti 


ex 68 


Giunchi, anche tinti, «spacca^ o taaliatl; 
paglia, tinta o spaccata; radiche di 
riso; materie regetali che servono 
alla fabbricazione di spazzole, di la- 
vori d'intreccio, ecc., non nominate 
altrove nò comprese sotto altri nu- 
meri della tariffili generale, anche at- 
torcigliate in corde 


esenfi 


ex 71 


Coccole, foglie, corolle, petali, fiori, boccioli, 
erbe, drupe, cortecce, semi, gusci, ra- 
diche e altre piante e parti di piante, 
non nominate altrove in tariffisi gene- 
rale, per usi industriali, anche salati, 
seccati al forno o altrimenti, tostati, 
mondati, macinati, o altrimenti fran- 
tumati ; noccioli e semi di fratta non 
nominati altrove in tarìffiei generale, 
con senza guscio. 




•M&ti 



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LEOOI E DECBETI DEL BEONO d'iTALIA - 1906 



1601 



Numero 








della 






-,- 


tarifb 


Denominaùone delle merci 


Unità 


Dazio 


generale 








tedesca 






llarthl 


' ex 72 


Goeoole, foglie, corolle, petali, fiorì, boccioli, 
erbe, druoe, cortecce, gusci, semi ra- 
diche e altre piante e parti di piante, 






) 






non nominate altrove in tariffa ge- 








nerale, per usi medicinali, anche sa- 
lati, seccati al forno o altrìmenti, to- 














stati, mondati, macinati o altrimenti 








frantumati; legni medicinali, anche 








sminuzzati .••...•••• 


— 


esenti 


exT7 


Legno d*erìca; greggio o in pezzi tagliati. 


esente 


03 


Legno di qnebraco e altri le^i per concia, 




._ 




altrimenti frantumati 


100 kg. 


2 


94 


Sommacco, anche macinato 

Algarovilla,-babla, dividi vi, cupole di ghianda, 
noci di galla, galle o galloni, mira- 
bolani, vallonea, coma pure altre; ma- 
terie per concia non nominate altrove 
in tanfia generale, anche macinati; 
catecù bruno e giallo (gumbier), gre- 
gio depurato; kino ...... 


" 


esente 




100 kg. 


2 


ex 99 


Manna (anche mannite) 


— 


esente 


ex 107 


Pollame d*ogni sorta e altri animali vola- 








tili domestici, vivi, escluse, le. oche . 


100 kg. 


4 


ex 110 


Animali volatili domestici: ' 








uccisi, anche squartati, non preparati • 


id. 


20 


1 


lardellati o preparati in altro modosem- 








nlice 


id. 


20 




r**'*" ••••••.•••••• 





101 - V<«, II. - 1905. 



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1602 



UBGGI E DECRETI DEL BEGNO d'iTÀJLIA - 1905 



Numero 








della 








tariffa 
generale 
tedesca 


Denominazione delle merci 


Unità 


Daxio 

MirdU 


ex 117 


Pesci pi\ ; -vrati (escluse le aringhe salate 
intors): 








preparati semplicemente alFaceto, airolio 
con drofirhe 


100 kg. 


12 


125 


Animali vivi non nominati altrove in ta- 
riffa generale * . . 


esenti 


ex 133 


^ 


— 


esente 


ex 135 


Formaggio: | 






giano . • ' , 


100 kg. 

id. 


20 


ex 136 


Uova di animali volatili domestici, erode o 
solamente cotte col guscio, anche 
tinte, dipinte o altrimenti decorate . 


3 


144 


Lana ovina (compresala lana morta), greg- 
gia, anche lavata - . 


— 


esente 


ex 145 


Peli di capra domestica, di lepre, di coni- 
glioj di bestiame bovino, di porco e 
simili peli ordinari, tutti questi an- 
che bolliti 


— 


esenti 


146 


Crino di cavallo (della criniera o della coda), 
anohe bollito 


esente 


147 


Piume da letto, anche purgate o preparate 
(barbe, ecc.) 


esenti 


ex 151 


Setole 


esenti 


152 


Bozzoli da seta 


esenti 









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ISGGI K DECBETI BEL BEONO Tì't tat.ta . 1906 



1603 



Numero 








della 








tarìfla 


Denominazione delle merd 


Unità 


Dazio 


generale 








tedesca 






lUnUf 


ex 153 


Pelli di animali di piccolo e di grosso ta- 
glio, per la preparazione del cuoio, 










r' 




calce, secche), ancKe senza pelo (pelli 








spelate) 


.^ 


esenti 


ezlM 


w^'wawvkv/ ••••••••••• 

Gonohigliegreggie. (anche con perle) e co- 




N 




ralli ffreflrflii * . 


^^ ' 


esenti 


ex 159 


Spugne (spagne marine): 








greggio soltanto battute . . • • • . 


' — 


esenti 




preparate (lavate o- imbianchita J . . » 


— 


esenti 


ex 160 


Altre materie animali greggio, non nomi- 
nate altrove in tariffa generalo, per 














es^ uova diverse da quelle degli ani- 








mali volatili doonestici della selvag- 








gina pennuta (uova di pesce, fresche. 








anche fecondate, seme di bachi da 








seta e altre uova simili), ossi di sep- 








pia, scaglie di pesce, uova di formi- 








che, filo di baco da seta* jier lenze 








(crini di Firenze), fiele di bu^, ambra 








grìgia, castoreo, muschio naturale, zi- 








betto, cantaridi, scarabei maggiaioli. 


— 


esenti 


163 


Riso pulito . ••••••••••. 


100 kg. 


4 


(ex 166 e 


Olii grassi: 




167) 






w 


ex 166 


in fusti: 








Olio decliva, puro 


— 


esente 




Olii estratti dalle sanse o dalle polpe 
delle olive mediante l'acqua o ì sol- 














Airo di carbonio 


— 


esenti 




. Olio di ricino. • - . . 


100 kg. 


2 



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1604 



LEGGI S DECBEn DEL REGNO d'iTALIA - 1906 




«X 107 



ex-177 
«X 180 



in altri recipienti: 

Olio d*olÌTa, paro • 

Olio di ricino in stagnoni pesanti, con- 
tenente contenuto, almeno 15 chi- 
logrammi 

Zucchero di latte 

Vino d^UTa» non contenente più di 20 *2o ùi 
peso di gpirìto di vino, e mosto freeoo 
d*uTa, anche aterìlizzati, in Aieti o 
in vagoni-eerbatoi : 
Vino roseo e mosto di vino rosso, da ta- 
glio, sotto riscontro. 

Vino per la fkbbricazione del cognac, sotto 

riscontro.. 

Vino tipo Marsala. . * 

Altri Tinif contenenti 14 *^i^ in peso o 

mono di spirito di Tino 

Nota : Non saranno ammessi come rino 
da tafflio al desio ridotto tli 15 mardkt per 
100 chilogrammi che i Tini rossi naturali 
e i nioati di Tino rosso 'che contengono, in 
peso, almeno )).5 *2^ e al massimo 20 *f. 
d'alcool — oppure, se si tratta di mosto, il 
suo equÌTaleute in glucosio — e che con- 
tengono, inoltre, alia temperatura di 100 gra- 
di del termometro centigrado, 28 grammi 
almeno di estratto secco per ogni litro di li- 
quido, in quanto i detti Tini e mosti siano 
effettiTameute adoperati per il taglio con 
rossenranza delle formatiti prescritte, per 
il riscontro, dal Consiglio federale deirlm- 
pero Germanico. 

È considerata come taglio, la meeco- 
lenza del Tino bianco da taffliara, con una 
quantità di Tino o mosto della qualità qui 
sopra indicata non eccedente il 60 \ ^^ 
tutta la miscela, come pure la mescolanza 
del Tino rosso da tagliare, con una quantità 
di tale Tino o mosto non eccedente i dò lfi*u 
di tatta la miscela. 



100 kg. 

id. 
id. 



id. 
id. 

id. 



IO 

2 
40 



15 

10 
20 



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UBOOI E DECBETI DEL SEGNO d'iTAIJA - 1905 



1605 



NvBMfO 








della 








tarìilk 


DmominuioBO dtUe morei 


Unità 


Dazio 


generaU 








tedMoa 






■anU 


ex 184 


Yanniit, non oontontnto più di 20 *2« in 
pMo di spirito di Tino: 








in fiDurti 


100 kg. 


20 




in altri rooipionti • • • . 


id. 


90 


«z 188 


Foooia di Tino : 








Mooa in pasta •*....• ^ • 




esente 


«z im 


Gtaoami di viso prorenienti dalla mondatara 






' 


a pnlitnra del rìso, anche macinati, 
adatti esclnsiTamente all*alimenta- 








xione del bestiame 


— 


esenti 


103 


lUndni solidi della fbbbrìcaxione di olii 
masi, anche macinali o in panéUe 
UMmelle oleose); cmscadi mandorle. 








— 


esenti 


«200 


Paaie àlimentarì (taglierini e altri prodotti, 
non cotti, di farina, di semolini o di 














fflntine) 


100 kg. 


10 




O**""*""/ •••••••••• 


oltra al dado à»' 


802 


Dolci e altri prodotti di snochero non no- 
minati altroTe in tariffa generale, 
compresi i prodotti non cotti ai quali 

es., prodotti preparati con bassonna 
adragante, con agguata di zuo- 
ohero; nocou^ e semi di frutti, dro- 
riie, semi, preparati con zucchero 
(canditi, glacèt) 




fromemo 




id. 


00 




Castagne commestibili (marroni), ortaggi. 








noci, frutti, scorie di frutti del Mezzo- 








giorno, fratti del Meszogiomo e altre 








piante o parti di piante, non nomi- 




i 




nate qui sopra, preparati con suo- 
obero (canditi, ffìacés), * ^ . . . 


id. 





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16Ò6 



UGO! B nECBEn SEI. BBOHO d'itaua - 1905 



Numero 
dellA 








tarìi& 
generale 
tedesca 


Denominaiione delle mere! 


Unità 


Duio 

KtriU 


211 


Moetarda, preparata con mosto, droghe o 
altri ingredienti 


100 kg. 


60 


213 


Sughi di frutta (eccettuato il sugo d'uva) e 
di piante, non contenenti nd etere né 
alcool, con aggiunta di zucchero o di 
siroppo, cotti con aggiunta di zuc- 
chero di siroppo, comprese le mar- 
mellate e le gebuiue vegetali; sugo 
di lampone inìsio ad aceto (Himbee- 
ressiaì 


id. 


i 
fio 


ex 216 


Frutti (in quanto non sinno compresi sotto 
il n. 215), legumi secchi, castagne 
commestibili (marroni), ortaggi, semi, 
scorze di frutti del Mezzogiorno e al- 
tre piante e parti di piante (eooetlo 
le droghe e il granturco), preparati 
per consumi di lusso ; salse ; capperi* 


id. 


60 




Olive, anche conservate nelFaceto, noirolio 
in salamoia ......... 


id. 


30 


210 


Generi alimentari e di consumo d'ogni sorta 
(eccettuate le be^iinde), in recipienti 
chiusi ermeticamente : 


( 




Conserva di pomodoro; olive, anche con- 
servate nell'aceto, neirolio o in sMa- 
moia 


id. 


30 




Altri prodotti, in quanto per loro natura 
non siano soggetti a dazi più alti . 


id. ' 


60 


ex 224 


Ocre, boli, terra di Siena, terra di Verona, 
greggi ; grafite, gteggia (in pesai), 
macinata o lavota ....... 




esenti 



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LBOOI E DECBEn DEL REaNO D'iTALIA - 1906 



1607 



Numero 

della 

tarici 

generale 

tedesca 


Denamlnazione delle merci 


Uniti 


Dazio 

Mircbl 


ez2S5 

ex 227 
ex 229 
ex 231 


Pomice e tripoli, greggi, macinati o lavati: 
in altri recipienti (cioè non in sca- 
tole, barattoli di vetro o di terra, né 
preparati per la vendita al minuto), 
anche in forma di mattonelle . . . 

Carbonato di calce ; calce, «'alcinata, epenta; 
fosfato di calce naturalo 

Tufo, pozzolane naturali e artificiali, anche 
macinati o pestati 

Talco, greggio, anche macinato. . • • • 


Ili! 


esenti 

esenti 

esenti 
esente 


ex 233 
234 


Ardesie in tavole greggie. . . • ^ , . 

Pietre (escluse le ardesie e le pietre da Isr 
stricareX come pure lave, porose 
compatte, greggie o semplicemente 
sassate, anche segate, ma su non 
più di tre lati, o in lastre non spac- 
cate, non segate (tagliate); pietre ma- 
cinate, non nominate in tarififa gene- 
rale • • • , , 


100 kg. 


l 
esenti 


ex 8t8 

ex 237 

\ 

ex 240 


Altre terre e materie minerali greggie, non 
nominate né comprese altrove in ta- 
riffa generale, anche calcinate, lavate, 
macinate o depurate 

Minerali, anche trattati 

Asfalto solido 


esenti 
esenti 
esente 


ex 257 


Glicerina ffreflrirìa. . . • • 


esente 


ex 270 


Zolfo, greggio o raffinato, anche polverizzato. 

Nota : n fiore di zolfo è compreso sotto 
U n. ex 270. 


esente 



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1608 



IfOai B DBOXBTI JOB, BBOITO d'iTAUA. - 1906 



Numero 
della 








tariffi» 
generale 
tedeeoa 


Denomiiiaiione delle merci 


Unità 


Disio 

Manu 


ì 

275 


Addo borico e borace (borato di loda idrato). 


i— 


esenti 


S79 


Acido tartarico • . • . . 


100 kg. 


4 




Acido citrico ••••••••••• 


esente 


ex 311 


Tartaro: 






greggio ^ 


— 


esente 




depurato (raffinato) ; 


100 kg. 


4 




Nota: n tartaro semi-depurato segue il 
regime del tartaro greggio. 






312 


Tartaro emetico e altre preparazioni a base 
d*antimonio , . 


id. 
id. 

100 kg. 


4 


ex 316 


Carburo di calcio. .,.....«• 


3 


ex 317 


Citrato di calce . . ; 


esente 


ex 329 


Terra d^ombra, terra di Siena, calcinate, ma- 
cinate lavate, secche o in pasta» 
non miste ad altri colori. .... 


0.25 


1x353 

) 

1 
\ 


Olii YolatiM (essenze) dei frutti del genere 
< citrus > (essenza d^arancio, di li- 
mone, di bergamotto, di manda- 
rinoi ecc.) . . . . ... 


id. 


20 


368 


Fiammiferi di stearina, di cera o di altre 
simili materie 


id. 


10 


ex 373 


Caseina ... . f 


id. 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTAUA - 1905 



1609 



Numero 

della 

tariffa 

generale 

tedesca 



DtnommaiioBt dell» mMoi 




Daiio 



■■nU 



384 



ex 385 



ex 391 



(ex 396 e 
307) 

396 
«X 307 



Estratto di sommaooo, poro, non misto ad 
altre materia 

Altri estratti tannici, non specialmente no- 
minati in tarìA generale: 

liquidi 1 ...... . 

solidi -. . . . 

Sugo di Hqnirizia: 

con aggiunta di zucchero, di miele, di es- 
senza d^anici, di salo ammoniaco o 
di altri condhnenti o sostanze medi- 
cinali, oppure preparato perla Tondita 
al minuto 

altro, mggio o depurato^ avelie in osj^ 
nMli semplioemente imballati in 
easse. ..•••• 

Seta greggia: 
non tinta: 
non torta o torta a semplice torsione • 

Filusella (cascami di seta) : 

non pettinata 

pettinata : 
non tinta 

Nets si ^sswri dM e 997: I cascami di 
seta tinta sono ammessi in esepxione, > 



100 kg. 
id. 



id. 



esente 



60 



esente 



esente 



esente 



esente 



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1610 



LSaai £ DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1906 




6x396 



404 



405 



409 



•X 413 



ex 470 



ex 475 



Filati di filusella, semplici o a più capi, an- 
che torti : 

non tinti 

Velluti e felpe, tessati yellntati o felpati 
(tagliati ono): 

di seta pura 

di seta mista 

Tessuti fitti, non nominati altrore in tariffa 
generale: 

di seta pura. . . . '. 

di seta mista 

Tessuti a maglia o a rete, lavori a maglia 
o a rete: 

di seta pura 

di seta mista 

Lana ovina (anche lana morta) e peli di ca- 
pra domestica, di lepre, di coniglio, 
di bestiame bovino^ ai porco e simili 
peli ordinari; tutti questi ravviati, 
imbianchiti, tinti, anche anìeoiati . 

Lino e canapa, pettinati 

Filati di canapa e filati di stoppa di canapa: 
semplici, greggi: 

fino al n. inglese 

oltre il n* 6 fino al n. 10 inglese . . 
oltre il n. IO inglese. * 



100 kg. 
id. 



id. 
id. 



id. 
id. 



100 kg. 
id 
id. 



esanti 



80O 
450 



800 
450 



800 
450 



esenti 
esMiti 



6 

7 
8 



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LEGGI E DECBETI DEI. BEONO d'iTAUA - 1906 



1611 



Numero 








della 








tariffa 
generale 
tedesca 


Denominaiiona della maroi 


Unità 


Dazio 

Marckl 


ex 484 


Gomene, corde, funicelle e apago (layori da 
cordaio non intrecciati, formati unica- 
mente dal commettaggio delle ansiere 
[grossi fili elementari che servono 
alla labbricazione dei cordami]), an- 
che imbianchiti o incatramati: 








della grossezza di ^ millimetri o più. . 


100 kg. 


10 ' 




di grossezza superiore a 1 millimetro ma 
inferiore a 5 millimetri 


xd. 


24 


515 


Crino di cavallo (della criniera o della coda), 
preparato : 








pettinato, stirato, imbianchito o tinto. . 


— 


esente 




crino di cavallo, arricciato, anche misto 
con altri peli o con materie filamen- 
tose vegetali 


100 kg. 


5 


ex 527 


Calzature di lavori fatti con fili tessili o di 
f<^tro, òon suola cucite di altre ma- 
terie: 






di feltro 


id. 
id. 


50 




di lavori fatti con fili tessili, non special- 
mente nominati sotto il n. 54^7, an- 
che di tessuti impermeabili. . . . 


65 


(537e588) 


Cappelli da uomo, di feltro (esclusi i cap- 
pèlli verniciati): 






5S7 


di feltro di pelo: 






» 
t 


non guarniti 


ciascuno 


0.50 




guarniti. .,• ••. 


id. 


0.80 









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1612 



jxaai B DECBEn del begito d'itaua - 1906 



Numero 








dalla 








tariflk 
generalo 
todew» 


Denominaiiono delle merci 


Unità 


Daiio 
Manu 


538 


di feltro di lana: 




, 




non goamiti. . • • • 


ciascuno 


0.30 


\ 


gaamiti 


id. 


0.35 




NeUi al auner! 5^7 e «5: I cappelli di 
feltro la coi forma e guarnitura non per- 
mettono di distinguere ae ai tratti di cap- 
pelli da uomo da donna^ saranno trattati 
come cappdQLi da uomo sotto i numeri 537 
e 538 della tariffa generale. 




ex 541 


CappeUi di paglia: 








non guarniti 


id. 


0.15 


55eJ 


Galxatore di pelle d*ogni sorta, anche di 
pelle col pelo o di pelle di pesce o 
ai rettile, con suola non di lepna: 






pesanti pia di ISOO grammi il paio . . 


100 kg. 


85 




pesanti più di 600 sino a 1200 grammi 
il paio; anche tomai di pelle d^ogni 
sorta guarniti internamente di tessuti 
elastici, senta riguardo al peso . . 


id. 


100 




del peso di 600 grammi o meno il paio. 


id. 


150 


562 


Guanti, interamente o in parte di pelle 
(Melasi i guanti riooperti o foderati 
di pelliooia e i guanti imbottiti da 
schema) 


id. 


175 


587 


Trecce di truciolo: 








non tinte ,*- ' 


id. 
id. 


1 




tinte • • 


2 







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LMaai B OECBBTI DEL BEOVO d'iTÌJUA - 1906 



1613 



Nomeio 








della 








tarìfBi 
generale 
tedeaea 


Denominazione delle merci 


Uniti^ 


Dazio 














■■r«U 


ex58S 


Treoee di paglia: 








non imbianchite, non tinte 


— 


esenti 




imbianchite, tìnte 


100 kg. 


8 


1090 e 991) 


Larori da panieraio e altri lavori di in- 
treccio: 




580 


groesolani, greggi o tinti, trattati al mor- 
dente, Terniciatì: 








di yerghe di legno ooortecciate o no, di 
canna d'India, di midollo di canna 
dlndia flVcM^^ di truciolo. . . 


id. 


3 




di altre materie da intieooio j • • • 


id. 


3 


591 


non groeeolani, ipecialmente i lavori lac- 
cati, puliti, bronzati, dorati, argentati. 


id. 


24 


ex 596 


Scope grossolane, anche in unione con le- 
gno, canna o ferro non laccati, né 
puliti: 








di materie vegetali o di succedanei di 
fibre vegetali ; scope di bordo e altri 
oggetti ai^loghi per pulire. . . . 


id. 


3 




Spazzole grossolane, anche in unione con 
legno, canna o ferro non laccati né 
puliti: 








di materie vegetali o di succedanei di 
fibre vegetali. .'../•••• 


id. 


4 


«s597 


Soope e spazzole: 








grossolane, in unione oon legno, canna o 
fèrro laccati o puliti 


id. 


94 



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1614 



IXaOI £ DECEETl DEL REGNO d'iTAUA - 1905 




Numero 

della 

tariffa 

generale 

tedesca 



ex 607 



ex 611 



ex 631 



Coralli rossi layorati (strofinati, levigati, fo- 
rati): 



non montati. 



non montati, infilati su filo di materia 
tessile o su cordoncini per scopo di 
imballaggio o di trasporto .... 



Bottoni stampati di corno o di un impasto 
di corno e unghia fusi, con o senza 
gambo 



Lavori di legno fini (esclusi i bastoni), an- 
che in unione con altre materie, pur- 
ohà per effetto di questa unione non 
siano soggetti a dazi più alti: 

lavori di legno scolpiti o intagliati; la- 
vori di legno con sculture fini ; altri 
lavori fini di legno, non specialmente 
nominati in tariffa generale . . . 

lavori di legno (esclusi le liste e- i qua- 
drelli da pavimento) intarsiati, pur- 
ché le materie costituenti T intarsio 
non li assoggettine a daxi più alti; 
lavori di legano con pitture fini, do- 
rati, argentati o bronzati .... 

lista per comici, dorate, non scolpite né 
intagliate 



Nota: Le liste per comici, bronzate o 
argentate, non scolpite né intagliate, sono 
soggette al dazio delle liste per comici do- 
rate. 

Le comici sono soggette al regime delle 
liste per comicL 



100 kg. 



id. 



id. 



id. 



id. 
id. 



30 



60 



45 



30 



30 
24 



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LEGGI E DECJIETI DEL SEGNO d'iTALIA - 1905 



1615 



Numero 

della 

tariffa 

generale 

tedeaca 



Denomìnaiione delle menù 




Dazio 



MncU 



ex 646 



ex 674 



677 



680 



(dx682 e 
683) 

ex 682 



Bottoni di corozo (ayorio vegetale^ anche in 
anione con altre materie, purché one- 
sta unione non li assoggetti a dazi 
più alti 

Libri in tutte le lingue, stampati o mano- 
scritti, anche con illustrazioni d'ogni 
sorta nel testo o semplicemente in- 
serite; carta manoscritta; carta stam- 
pata, esclusa qhella indicata nel ti- 
tolo undicesimo della tariffa generale; 
musica ; tutti questi' lavori, anche t> 
legati »..,.. 



Quadri (dipinti a mano) su tessuti di ma- 
terie tessili vegetali, su legno, metalli 
comuni leghe di metalli comuni, 
carta o pietra; disegni, anche rile- 
gati o incollati su carta«. cartone, tes- 
suti, ecc 

Pietre (escluse Tardesia e le pietre da la- 
stricare), come pare lave porose o 
compatte, segate su più di tre lati e 
greggio semplicemente sgrossate 
sui lati non segati 



Lastre: 

segate (tagliate) o spaccate, non levigate, 
né piallate, pufite o smaltate: 

di alabastro» di marmo, di serpentino. 

di granito, di porfido, di sienitc o di 
simili pietre dure; di lave porose o 
compatte • , • '• 

di altre pietre (escluse la pietra calcare 
snsoettibile di pulitura, Vardesia e la 
mica). 

Nota : Le lastre di spessore superiore a 16 
centimetri vanno classificate sotto il n, 680. 



100 kg. 



100 kg. 



id. 



id. 



id. 



45 



esenti 



esenti 



0.25 



2.50 



2.5(1 



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1616 



LBOGI E BEClUSn DEL BBOVO d'iTALIA - 1905 




ex 683 



(ex 6856 
686) 



6x685 



6x 686 



«X 687 



l6TÌgat6, piallate, polite o smaltate: 

di alabastro, di marmo, di serpentiiio. 

di ^nito, di Dorfido, di sienite o di 
simili pietre dure 



Larori da scalpellino, non levigati, non pial- 
lati, anche in unione con legno o 
ferro non laccati né puliti, esclusi 
quelli di pietra calcare suscettibile di 
pulitura : 

semplici, non profilati, né torniti, né or- 
nati: 

d'alabastro, di marmo, di serpentino 

di granito, di porfido, di 'sienite o di 
simili pietre dure; di lare porose o 
compatte 



di altre pietre (esclusa Tardesia). . 

profilati, del tutto o in parte torniti o or- 
nati: 

d'alabastro, di marmo, di serpentino 

di ^nito, di porfido, di sienite o di 
simili pietre dure; di lavo porose o 
compatte 

di altre pietre (esclusa Tardesia). . 

Larori da scalpellino, levigati, i>iallati, pu- 
liti o dorati, anche in unione col le- 
gno e col ferro: 

d'alabastro, di marmo, di serpentino . . 

di granito, di porfido, di sienite o di si- 
mili pietre (iure 



100 kg. 
id. 



id. 

id. 
id. 

id. 

id. 
id. 

id. 
id. 



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ÉiOdl £ M^mftl JOOm RBOtNO B^iAJA - 190& MI? 



N^nm^To 








della 








tariffa 

generale 

tedesca 


Dwkonliiiazioiie deli» merci 


Unità 


Dazio 

Hirchl 


689 


Lavori del tatto o in parte di lava porosa 
compatta, purché Tunione con al- 
tre materie Beo li anseggetti a daù 
più alti 


100 kg. 


200 


1 

690 


Statue di marmo o d'altre pietre .... 


esenti 




Lavori da sooltoie d*ogni altra sorta, di pie- 
tre d*ogni specie, in quanto siano og- 
getti artistici, compresi i lavori pun- 
teRffiati 


. 


escuti 




Lavori di pietra, non oompreai in altri nu- 
meri della tariflk ge«era4e: 






ex 691 


non uniti con altvo naaterie o uniti sol- 
tanto col legno col ferro, eccettuati 
gli oggetti di lusso: 








di alabastro, di marmo, di serpentino. 


100 ìig. 


10 




di gradito, di porfido, di siefaànm o di 
simili piijtre dure ' . 


id. 


10 


ex 730 e 
731) 


Lavori di terraglia^ di grès fi«e, di pasta 
argillosa àikéi no& nominati uUrove 
in tariffa generale: 






730 


a un colore 


id. 


8 


,xr31 


a più colori, anche con intonaco lustro o 
metallico: i 






diversi dai vas^ d*orf»8mento,datte figure 
e altri simili oggetti di lusso . . . 


id. 


16 


ex 73B 

j 


Tubetti e verghette di vetro, senza distin- 
zione di colore, usati nella fabbrica- 
zione delle perle e dei vetri airtittici* 


id. 


3 



102 — VoL. IL - 1905. 



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1618 



I.BOOI E DBCBETI DEI. BEOMO d'iTALIA • 1906 



Numero 








dellft 








tariffa 
generale 
tedesca 


Denominasione delle merci 


Unità 


Dasio 

MarcU 


ex 737 


Vetro cavo: 

non stampato, né arrotato, pulito, levi- 
gato, tagliato, inciso al mordente, o 
fregiato con disegni: 








colorato o bianco opaco, anche placcato 
con vetro colorato o bianco opaco . 


100 kg. 


15 


759 


Lastrine di vetro; perle di vetro, perline di 
vetro forate e scaglie di vetro anche 
infilate su fili di materie tessili, uni- 
camente a scopo di imballaggio e di 
trasporto; gocciole di vetro (lacrime 
di vetro, lacrime bataviche); granelli 
di vetro (palline di vetro, goccio di 
vetro massicce): 








bianchi o colorati « • • • 


id. 
id. 


o 




dipinti, dorati o argentati ...... 


15 


ex 760 


Coralli fdÌBÌ di vetro, non montati, anche 
infilati su fili di materie tessili, uni- 
camente a scopo di imballaggio e di 
trasporto: 








SETeflrfln ••••••*•••■••. 


id. 


15 


ex 761 
1 


o"''oO' ••••••••••••• 

Perle di vetro, vetrificazioni imitanti le pie- 
tre preziosa, pietre da gioielli di ve- 
tro e coralli . falsi, di vetro, cuciti o 
infilati su fili di nukterie tessili, cor- 
doncini fili metallici e adoperabili 
senz'altro come ornamento .... 


id. 


60 


ex 704 


Dipinti su vetro; mosaici di vetro. • . . 

■ 


id. 


25 

1 



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J 



LEGOI B OECBBTI DEL BEOlfO d'iTAIXA - 1906 



1619 



Numero 

deUa 

tariffa 

generale 

tedesca 



Denominaiione delle merci 




Dado 



ex 767 



ox769 
ex 772 
ox 942 

«x944 



Lavori di vetro o di smalto in anione con 
altre materie, ia quanto non siano 
specialmente nominati in tariffa ge- 
nerale o per la loro unione con altre 
materie non vadano soggetti a dazi 
più alti: 

dipinti, dorati, argentati o fregiati di di- 
segni a colorì applicati a freddo o 
fissati a fuoco 

altri 

Ceneri d^orefice (cascami della lavorazione 
deU'oro) 

Ceneri d-oreflce (cascami della lavorazione 
deirargento) 

Stramenli musicali a fiato: 

strumenti d*ottone, flauti, clarini, ocarine. 

Armoniche a mantice • • « 



100 kg. 
id. 



100 kg. 
id. 



U 

24 

esenti 
esenti 

20 
20 



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Tariffa B 



DAZI AIX.'E1IVTRATA IN ITAUA 



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LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



1623 




ex 4 

ex 9 
di 
e) 

ex 31 

ff) 

ex t) 

q) 

ex r) 

ex 33 

34 
«) 
^) 

ex 35 
a) 



e) 



Birra scara, preparata alla bavarese: 
in botti o caratelli ...... 

in bottiglie 



Olii volatili e essenze* 
di menta .... 
non nominati . . 



Acidi : 
fenico .... 
gallico e tannico: 

2. puri . . V 
tartarico . . . 



non nominati, eccettuati gli acidi citrico 
e lattico. 



Potassa caustica 



Alcaloidi: 
sali di chinina .... 
non nominati e loro sali 



Ossidi: 
di alluminio idrato (allumina pura) . . 

Nota : Ù oomprt*3a sotto il n. 35 a) l'al- 
lumina gelatinosa* 



di zinco- 



ettolitro 
cento 

chilogr. 
id. 

100 kg. 

id. 
id.' 

id. 
id. 



ciùlogr. 
id. 



100 kg. 



id. 



3 
3 

7.50 
3 

10 

10 
10 

10 
2 

5 
5 



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I«34 



ISaai B DECRETI DEI. SEGNO d'iTAIJA - 1906 



Nomerò 

della 

tariffii 

generale 

italiana 


Denominazione deUe mera { 


Unità 


Dasio 

Unta ora 


ex 36 
ext) 

ex 37 
e) 

ex 40 
«) 

ex 43 
e) 
9) 
4& 
50 


Acetati e piroUgniti: 

aoetiMti.di bmte^di calee, di potaB8a.e.di 
soda . • - 

Carbonati: 
di Boda •••••••••••• 


« 
100 kg. 

id. 

chilogr- 

i 

100 kg. 

100 kg. 

100 kg. 
id. 


4 
0.50 


Nitrati: i 
d*argento •••••••••••• 


5 


Solfati: 
di barite 


1 


di potassa, .••••• 


fOsente 


Solfuro di mercurio (cinabro o vermiglione). 
Bromo e iodio • 


80 
floenti 


S6 
ex ^ 

ex 59 


Salicilati, esclusi quelli d*alcaloidi . . . 
Ceresina, pura o mista a paraffina . . . 

Prodotti chimici non nominati: 

1, glicerina, greg^ e raffinata; ossalato 
(biossalato) di potassa; sali di stron- 
ziana; cianuro di potassio; solfuro di 
potassico di sodio; solfuro d^arsenico 
(orpimento) giallo e rosso, non in pol- 
vere; cromato e bicromato di potassa 
e di soda; sale di stagno; albumina 
pura; sali di cadmio; ossido di rame; 
prepsirazioni disincrostanti per cal- 
daie; ossido d'antimonio; bonzoRti; 
brillantina per apparecchio di tessuti; 
citrato di ferro; fegato di zolfo; fo- 
sfati; manganati: mastice composto 
d'olio di noce o di lino e di ossido o 


80 
8 



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UOOI X IffiOIETI OKL HBGNO d'itALIA • 19Ò6 



ÌÉZò 



Numero 

della 

tariOa 

geuerald 

it&liana 



Denominazione delle merci 




Dazio 



Un li «ro 



ex 59 

{Segue) 



ex 61 
d) 

ex 66 
b) 

ex 09 

ex 70 

77 
-78 



a) 
b) 



carbonato di .piombo; mastioe com- 
poeto di raaina, oera .o oora, adope- 
rato per attaccare marmi o altre ma- 
terie simili o per spalmare i turac- 
cioli delle bottiglie 

Z. altri, a eccezione dei clorati e perclo- 
rati di soda e di potassa e dei sali 
di antimonio . . 

Cartucce, capsule e micce: "**' 
capsule 



Canfora: 
raffinata 



Cotone e ovatta, antisettici; pepsina pura; 
estratto di luppolo; terpina. . . . 

Olio canforato 

Pmssiato di potassa giallo e rosso . . . 

Colori derivati dal catrame e da ahre so- 
stanze bituminose: 



in istato secco . 



in pasta o liquidi 

Nota: I colori derivati dal catrame me- 
diante Tacido gallico, lo zolfo o i solfuri 
sono compresi nel n. 78 a) e ,b). 

I colori derivati dal catrame saranno 
ammessi in esenzione, quaud^anche oosteii- 
gauo sostanze {p, es. cloruro di sodio in pro- 
porzione di 50 per eenlo al massimo, aoido 
acetico, destri na, eco.) la cui aggiunta abbia 
solamente lo soopo di indebolirne o renderne 
stabile il tono di IhHa o di impedirne la 
precipitazione nel bagno, oprare di dare 
al colore altre proprietà simili aventi per 
effeMe di renderlo più adatto al suo uso • 



id. 

id. 
id. 



10 
S20 

25 

10 

10 

eienti 



esenti 
esenti 



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1026 



LEGGI E DECRETI DEL EEGKO d'iTALIA • 1905 



Numero 

della 

tariffa 

generale 

italiana 



Denominazione delle merci 




Dazio 



Un !■ or» 



79 



85 



ex 81 
ex b) 

82 
«) 

b) 

83 

«) 
à) 

ex 65 

ex 103 

ex a) 



Estratti coloranti di le^i da tinta e di al- 
tre specie tintone di qualsiasi sorta. 

Colori in mattonelle, in polvere o di qual- 
siasi altra sorta, comprese le lacche 
color anilina 

Nota : Per lacche color anilina si inten- 
dono le combinazioni delFanilina' con allu- 
mina, ossido di stagno, di piombo p di ferro, 
senzf alcuna aggiunta d*olio minerale uè 
d^alcool, aUo stato ^eeco o umido in pasta. 

Vernici: 
senza spirito: 
2. altre 

Lapis : , 

di pastelli colorati senza guaina e tutti 
quelli con guaina lucidata o verni- 
ciata, non bianca 

altri 

Inchiostri : 

da stampa • • • • . 

altri 

Felpe di lino di qualsiasi sorta 

Oggetti cuciti di materie tessili della cate- 
goria V: 

sacchi, biancheria da letto e da tavola, 
asciugamani, tende semplicemente or- 
late e oggetti simili di lino. • • . 



100 kg. 



id. 



id. 



id. 



If 



10 



20 



id. 


100 


id. 


SO 


id. 


12 


id. 


15 



100 



DMiod^lteantOQOQ 
raomeatodilOpec 



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LEGGI £ OECBETI DEL REGNO d'iTALIA - 1905 



162? 



Numero 

della 

tariffa 

generale 

italiana 



Denominazione delle merei 




Dazio 



Un la oro 



108 

1Ì5 

t 120 e) 

exm 
ex!») 



ex 122 
ex a) 
ex 6) 



1S8 
«) 



Filati di coto;ie da cucire, avrolti su roc- 
chetti, in gomitoli altrimenti pre- 
parati per la vendita al minuto . . 

Tessuti di cotone stampati ...... 

Tessuti di cotone smerigliati. , • • • • 

Velluti di cotone: 
fini (velvets)', 

3. tinti 

4. stampati 

Blagilie di cotone, esclusi le calze e ì guanti: 

semplici • 

foggiate 

Note: Nella classificazione delle maglie 
comprese sotto il n. ex 122 a) e fr), le orla- 
ture di nastri e Tapplicazione di nastrini 
per rinforzo o attaccatura non potranno es- 
sere tenute in conto che per Tapplicazione 
della sopratassa di cucitura. 

Le maglie foggiate comprese sotto il 
n. ex 122 6) non sono soggette a sopratasssa 
per la cucitura neeessana a compiere reg- 
gette. 

Tessuti di oetone misti : 

oon seta in misura inferiore a 12 per 
cento. ..••.•••... 



100 kg. 

100 kg. 

id. 
id. 

id. 



110 



Dttiodd lassato im^ 
UABchitooonrac 
■lento di Uro 70 : 
qaioulo. 



45 



190 
150 

Dasio deDo maglio' 
aomplict con l*aiii- 
monto di 50 por 



Datiosocondo ìa qon- 
litàdoLteosutoooD 
Taamonto di lii» 
40 il qniutalo. 



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m» 



XJBOOr X DXCBETI JttL IBOITO D'iXAUtA . 1AB6 



Nomerò 
della 








tariffa 
gmerale 


Denominaiione deUe omnì 


-Ifaùtà 


Daiio 

Unii «• 


ft) 


oon lana in mMpi» wCwiare « £0 par 
oento 

t 


^ 


Dado seoondoU qi» 
LUMlMantoooo 

il qnintate. 


es-it» 


Oggetti eaoiti di materie tessili della oate- 
tegorìa VI : 






e) 


altri. 


"^ 








137 
«X 138 


Filati di lana pettinata, ritorti 

Tessuti di lana: 


■^ 


pIMooal'aiuMBM 
ul*. 


«) 


soardassataf ohe pesano per ogni metro 
quadrato : 


< 






1. 300 grammi o meno 


100 kg. 


m 




2. più di 800, fino a 500 grammi • • 


id. 


JOO 




3. più di Qk)0 grammi 


id. 


Ì40 


») 


pettinata, che pesano per ogni metro qua- 
drato: 


4 






1. 200 gn^suni o meno 


id. 


sso 




2. più di 200, fino a 500 grammi . . 


id. ' 


«20 




3. più di 500 grammi 


id. 


190 


e) 
ex 139 


stampati e ..• e ,».,.«•• • 

Feltri : 




raamaata di lira 
4»aqaintals. 


») 


della grossena di oltre tre millimetri . 


100 kg. 


SO 


«X 143 


Tappeti da pavimento di lana e di borra 
di lana, compresi i tappeti da pavi- 
mento nei quali predominano in peso 
altre materie tessili non seriche . . 


i^ 


100 



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XBCtoi B decbbh isl segno -d'tuoja - 1906 



i«es> 



Numero 

deUa 

tariffa 

generale 

italiana 



DewMmnaKione delle merei 



I Unkè 



Daziò 



Un II «rt 



ex 144 



ex a) 
ex b) 



146 



147 



150 



Maglie dì materie teeaili della categoria VII, 
eecluBe le calze e i guanti: 



aempiici 



foggiate. 



Nota: Nella daaeificazioBe delle -maglie 
compreae aotto il n. ex 144 a) e fr)» ^® ^^ 
lature di nastri e^ Tapplioazione di nasirini 
per rinforzo o attieiccatura non potranno es- 
sere tenute in conte che per rapplioazione 
della sopratassa di cucitura. 

Le: maglie foggiale eomprese^ setto il 
n. ex 144 b) non sono soggette a sopratassa 
per la cucitura netfesaaria It compiere Tog- 
getto. 

Galloni e nastri^ di materie tessili della ca- 
tegoria Vlt 

Passamani, di mattiti tesaiii della catego- 
ria VII 

Oggetti cuciti, di niaterìe tessili deUa cate- 
goria vn 

N<4e — I. Gli aeialU, le sciarpe e ^i 
scialletti {fichus) di lai», tetemti o a maglia, 
stampati o no, guarniti di frangio di ma- 
teria tessile mista di seta, e nelle quali la 
seta entri in proporzione inferiore a 12 per 
cento, se le frangio rapprasentano nel pro- 
dotto compiuto la materia' tèssile più forte- 
mente tassata, pcigheranno' il danio stabilito 
per le frangio, seoondo la materia domi^ 
nante in peso, cOn l^aumtfntè di unar lira il 
cfailogmmma. [ 



100 kg. 



100 kg. 



id. 



S20 



Dsilo d«ll6 iDSglto 
■emplfci ooB Taa- 
m«Dto di BO per 
canto. 



940 



220 



Dasio del tenuto ood 
r aunlODto di 8& 



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leao 



USQGI E DECRETI DEL REGNO d'iTAIOA - 1906 




2. La aoprataBsa per la aemplioe cuci- 
tura degli scialli, delle sciarpe e deg^i sciai- 
letti {fichus) di lana, tessuti o a maglia, 
stampati o no, con o senza frangie, e altresì 
la sopraUssa di cucitura per le coperte di 
lana semplicomente orlate, sono fissate a 
20 per conto. 

I tappeti in pozza destinati a essere 
venduti a misura non sono soggetti a so- 
pratassa di cucitura, quand'anche le estre- 
mità sicno cucite per eyitare la sfilaccia- 
tura del tessuto. ' 

La sopratassa di cucitura per i tappeti 
di lana fabbricati in pezza e separati runo 
dall'altro dopo la' fabbricazione; semplioe- 
mente orlati lungo i due lati sprovvisti di 
vivagno, è fissata a 10 per cetito.' Negli altri 
casi i tappeti di lana semplicemente orlati 
sono soggetti, per la cucitura, alla soprih 
tassa di %0 per cento. 

3. Oli scialli, le sciarpe e gli scialletU 
(fichus) di tessuto di lana,* neri, non rica- 
mati, con frangio di seta, o ricamati, anche 
in seta, in un solo angolo, con o senza fras- 
gie di seta, saranno sottoposti al trattamento 
del tessuto, secondo la specie, con l'aumento 
di 25 percento. Questi oggetti saranno esen- 
tati dalla Bopratassa di cucitura. 

4. Gli abiti per uomini e per ragazzi e 
i mantelli e le giacchetto per donna, di lana, 
saranno sottoposti al trattamento della m»- 
{erìa più fortemente . tassata, nel caso in 
cui questa rappresenti più di un decimo 
della superficie totale doll*oggetto cucilo. 

Se due o |iiù parti delie materie più 
fortemente tassate rappresentano, nel Uro 
insieme, più di 10 per cento della detta su- 
perìlcie, 1 oggetto pagherà uà dazio oorri« 
spendente alla media aritmetica dei Hazi 
che còUpisoono lei materie .più fortemente 
tassate che entrano nella comJ[>osizione del- 
Foggetto. 



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USGGI £ DECRETI IffiL KEONO d'iTAUA - 1905 



1631 




«Z 157 



à) 



«X 159 

^) 

ex 160 

a) 

Idi 
«) 

«X 164 



165 



'3 



Tessati misti nei auàli la seta o la filusella 
entrano nella misura di non meno 
di 12 e non più di 50 per cento: 

colorati: 

L lisci 

2. operati 

Tessuti di seta o di filusella, ricamati: 

i 

a ponto passato 

Velluti e félpe, di seta o di filusella: 
lisci **.' •,? , 

Velluti misti nei quali la seta d la filusella 
entrano nella misura di non mano di 
12 e non più di 50 per cento: 

lisci. 

operati 

Galloni e nastri di seta o di filusella miste 
con altre materie tessili, contenenti 
non meno di 12 né più di 50 per cento 
di seta o di filusella .-.'.... 

Passamani di materie tessili della catego- 
ria VUI 



chilogr. 
id. 



diilo^. 



id. 



ifd. 



5 
8 



Dazio del teisoto coi 
l'aumantodiilmS 
il ohilogramma. 



7 
10 



Dtfiodelt 
l'aamento di lira 8 
il ohiiogramiiuu 



«Dasio d«i nMtri. 



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laat 



kA<»«i e sbcssii obl SBcmo s'iTAUA - 19M 



Numero 








della 








tariffa 
geuenJe 
italiana 


Denominazione delle merei 


Unità 


Daiio 


168 


Oggetti eaeiti, di materie tessili delU ea*e> 
gena Vni: 






«) 


scialletti, sciarpe e f^zoletti (cocAe-nejrj, 
neri o colorati, di tessati di seta o di 
flloaella. operati o no, orlati o guar- 
niti di frangio 




DMiofMtamitoooD 
l'aamantodiVpw 
oento. 


b) 


altri 


-*" 


Dasio da taMoto 000 




cento. 


ex 176 


Mobili e parti di mobili greggi o finiti: 






» a) 


■on imbottiti: 








2. altri di legno comune 


100 kg. 


13 




Nela: I mobili non imbottiti, di legno 
comune non carvato, si classificano sotto il 
n. 176 a\ 2, anche se sono torniti, impial- 
lacciati di legno comune, traforati, o con 
ornamenti impressi od ottenuti ctm la mac- 
china a scanalare e oemmisti a iatreoci di 
paglia,' canna dlndia e materie simifi, pur- 
ché non siano intagliatL Sono pure com- 
presi M>tto k) stesso n. 176 a) 2 i mobili 
non imbottiti, di le^no comune non curvato, 
con accessori usutdi e non ornamentali di 
metalli oonrani, anche nichelatL 


- . 






3. di legno da ebanisti 


id. 


5» 




4. impiallacciati, intagliati o inteniàti. 


id. 


50 


ex 177 


Comioi e liste di legno per comici : 






*) 


Temiciate, dorate o argentate 


id. 


60 



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LEGOI E DECRETI DEL UKGXO d'iTALIA - 1905 



1633 



Numspo 

dallA 

tariffa 

generale 

italiana 


Denominaiione delle merei 


Unità 


Dazio 

Lift la «0 


! 178 
a) 


Utensili e layorì diversi di legno comune: 
ereiEEri .•.'... 


100 kg. 
id. 

r. 

id. 

id. 

oiascnno 
id. 

100 kg. 




o'^oo* ••••••••••••• 

puliti dipìnti . . 

Nola : Le pale, le forche, i rastrelli, i 
piatti, i cucchiai, le scodelle e alt ri oggetti, 
d'uso domestico, i manichi d'utensili e di 
strumenti, con o senza ghiera, gli zoccoli 
comuni di legno e gli oggetti da disegno 
(tavole, regoli e simili) sono compresi nel 
n. 178 a) e d), secondo la natura del lavoro. 

Gli oggetti compresi nel n. 178, vi sono 
ammessi anche se siano guarniti di ferrar 
menta, di cerchi o d'altri accessori di me- 
tallo comune. 

Mercerie di- legno . 


13 
60 


180 

ax 182 

ex a) 


Nota: I bottoni di o^ni specie, di le- 
gno, sono classificati fra i lavori di legno, 
secondo la natura del lavoro. 

I bottoni di corozo e le cannucce da 
pipa, di ogni sorta, di legno con bocchini 
d'osso, di comò o di legno, seguano il re- 
gime dello mercerie di lc{^no. 

Balocchi di legno 

Vetture da strade comuni: 
velocipedi, non a motore: 
1. a due ruote 


60 

• 

35 


•■' 


2. a tre ruote . *. . . . . . . . 


42 




3. parti staccate di velocipedi . . 

Nola : I telai di velocipedi sono sog- 
getti allo stesso dazio dei velocipedi completi. 

Le parti di ferro e di acciaio greggio 
sono ammesse al trattamonlo dei lavori di 
ferro e d'acciaio secondo la specie. 


100 



103 -- VoL. II. - 1905. 



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ie34 



LEGGI E DECRETI DEL REGNO d'iTALIA • 1905 



Numero 
della 
tariffa 

generale 



Dtnominasiono delle merci 



Unità 



Dario 



Unlaara 



61 185 
6) 



ex 190 
a) 

ex 191 
ex a) 



b) 



ex d) 



ex (Q 



193 



Lavori da panieraio e da stoiaia: 
fini 



Nota : Sono compresi sotto il n. 185 h^ 
i lavori da panieraio fini anche se gnamiti 
dei loro accessori ugnali, senza carattere 
ornamentale, di metallo comune, anche ni- 
chelato, come pure i lavori da panieraio fini 
in unione con paglia, libro, rafia, sparto, 
giunchi, foglie di palma, laccioli, cordoncini 
e altri lavori di materie tessili, purché non 
siano guarniti air interno, né foderati o im* 
bottìti di queste matite tessilL 



Pasta di legno: 
cellulosa . . 



Carta: 

bianca o tinta in pasta: 

1. non rigata, d'ogni qualità • • • . 

colorita, dorata o dipinta e da parati (com- 
presa la carta imbiancata per lito- 
grafia o fotogitifia) 



da involti, di pasta di legno meccanica, 
cotta a vapore (lenio cotto), di color 
bruno naturale, anche lisciata in qual- 
siasi modo su una o su entrambe le 
facce (esclusa la carta in rotoli) . . 

da affilare, da dirugginire, da pulire e 
carta-ardesia . . . ' . . . . . . 

Stampe, litogmA^ e cartelli, comprese le 
cromolitografie •.....•• 



100 kg. 



30 



IQO kg. 



' id. 



id. 



esenfii 



12. SO 



id. 



id. 



40 

6 
8 

75 



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£90ai 9 PKCXSTI Z)EL BBQNO d'iTALIA - 1905 



1485 




106 



106 

s a) 



Neto: I cartoni rifilati agli orli, in 
forma rettangolare, sono oompreai sotto il 
n. 104. 

Lavori di carta e di cartone: 

tubetti e rocchetti per la filatora e la tes- 
eitara 

non nominali: 

1. cartoni tagliati in peni o piegati per 
servire alla fabbricaxione ai laron di 
cartone 

2. bottoni di cartapesta o di materie 
simili , 

3. altri ! 

Neta: Sono compresi fra i lavori di 
carta e di cartone, gli oggetti di carta e di 
cartone, con aooessori di altre materia, che 
il repertorio attualmente in vigore rimanda 
al n, 105, come pure la biancheria di carta, 
anche con imitazioni di cucitura ottenute 
mediante impressione a secco, e ricoperta, 
su una o su entrambe le facce, di tessuto 
di cotoBe, purché il tessuto non raggiunga 
il 50 per cento del peso totale. 

Libri: 

•lanpati: 

ex 1. con testo misto (italiano e altra 
lingua), sciolti o seniplieeBiente le- 
««2 



100 kg. 



100 kg. 
id. 



Ktffm» dflU earu, 
• laqiiialilà 



90 



Daiio M OftHMii OM 
l'MBeDtodilinill 
tt quinUto. 



60 
70 



esenti 



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1636 



XiEOOI E OSCBETT DEL SZONO d'ÌTAZJA • 1906 



Numero 
della 








tariffa 
generale 
italiana 


Denominaxione delle meroi 


Unità 


Dub 

Iktka. 




sempircemente legati . , . . . 


, 


mmA 




3, legati in qualsiasi modo .... 


100 kg. 


m 




Nota: 1 libri stampati, ornati di sem- 
plici linee o vignette per separare i capitoli 
i titoli, non sono sottoposti, per qaeeto, 
a diritti più alti. 






197 


Musica stampata: 


' 




«) 


soiolta semplicemente legata •...., 


- — 


•Mate 


h) 


legata in qualsiasi modo 


100 kg. 


» 




Nota: La manica litografiskta segue il re- 
gime della musica stampata. 






«1 199 


Pam: 


' ' . 




ex d) 


eoiiciaie senta pelo e rifinito: 




^ 




3. altro. .....,...• .^ 


id, - 


70 


ex TOb 


Terniciatd. 


id. ' 

100 paia 


90 


Calzature di qualsiasi tpecie, di gomma ela- 
stica, foderate o guarnite di stoffa . 


125 


207 


LaTorì di pelli oonee sensa pe&s, non no* 
minati •...•••••.• 


100 kf. 


100 









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I.EOai B EECEETI DEL REGNO d'iTAUA - 1905 



1637 



Numero 








deUa 








tariffa 
generale 
italiana 


Denominazione delle merci 


Unità 


Daxio 

Untati* 


ex SII 


Gbisa: 






^ p) 


lavorata in getti piallati, torniti o in altro 
modo lavorati: 








1. in oggetti per mobili, per omament 
per arnesi domestici . • . . i 


100 kg. 


10 




• 

ex 2. in altri oggetti, esclusi quelli di 

peso inferiore a 500 grammi . . • 


id. 


f 


» 


Nota: Oli oggetti di ghisa lavorata, con- 
siderati sotto il n. 211 e) 2, possono essere 
spalmati oon coloro di fondo (couleur d*ap- 
prét) incatramati senza subire pei: que- 
sta pittpars^ione un aumento di dazio,, 




■ 


ex d) 


lavorata in getti con guamiziom d*altro 
metallo, stagnati^ smaltati, nichelati, 
verniciati, ossidati, laccati, ecc.:- 

1. in oggetti per mobili, per ornamenti 
per arnesi domestici: 








a) lampade e loro parti, di ghisa 
gettata, oon o senza guarnizioni o 
ornamenti di zinco, stagnate, smal- 
tate, nichelate, vernioiate, ossidate, 
laccate .- 


ia. 


15 




d) altri 


ia. 


18 




ex 2. in altri oggetti, esclusi quelli di 
peso inferiore a 500 grammi • . . 


id. 


12 


213 


Ferro e acciaio : 






«) 


laminati o battuti in verehe, spranghe o 
barre sagomate 4i sezione ^ualun<iue: 








1. non aventi in sezione alcun diame- 
tro lato di 7 millimetri o meno • 


id. 


« 



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1638 



ixoei s sicsBxi BKL BBOxo d'itaua - 190§ 



Numero 








della 








tarìfh 
generale 
italiana 


Denominazione delle merci 


Unità 


Dasio 

UrtUOT» 


^ 




2. aventi in sezione nno o più lati o 
diametri di 7 millimetri o meMH ma 
più di 5 millimetri. 


100 kg. 


1 






3. arenti in lezione ano o più lati o 
diametri di 5 millimetri o meno. • 


id. 


h) 


tirati in fili : 








1. ayenti on diametro di 5 millimetri 
meno, ma più di 1 milimetro e 
mezzo 


d. 


•' 11 




2. aventi un diametro dì 1 millimetro 






e mezzo o meno. ....... 


id. 


' 16 


<Ù 


in lamiere della groeeeiza: r 








1. di 4 millimetri e più. 


id. 


7 




2. di meno di 4 millimetri e più di mil- 
limetri 1 e mezzo / . . . . . . 


id. 


IO 




3. di millimetri I e mozzo e meno. . 


id. 


IS 




NoU : In case t di dubbio, la grossezza 
delle lamiere safà stabilita constatando il 
peso preciso e la superfioie loro. Dal peso 
e dalla superficie si dedurrà allora la gros- 
sezza della lamiera prendendo per base un 
peso specifioo di 7,8, cioè un peso di 7,8 
chilogrammi per metro quadrato di una la- 
miera di un millimetrò di grossezza* 


/ 




216 


Ferro e aociaio in tubi, di lamiera della 
grossezza: 






a) 


di 4 millimetri e più 


id. 


12 


à) 


di meno di 4 miìlitiietri e più di 'inHIi- 
metri 1 e mezzo. ^ .- . . • . 


id. 


14 




ci 


di millimetri 1 e mezzo e riieno. . . . 


id. 


IT 



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USOOI B IKCRSn DEI. REGNO D'ITAUA • 1906 



1639 



Nnmoro 








della 


• 






tariffi» 
generale 


DeBominaiioBe deBe merci 


Unità 


Dazio 

Unfaifi* 


ex 217 


Ferro e acciaio fncinati o gettati, in laTorì 
gteggi, pesanti: 






a) 


50 chilogrammi e più . 


100 kg. 


9 


ex b) 


meno di 50» ma più di 5 chilogrammi . 


id. 


12 


ex 218 


Ferro e acciaio di seconda fiubbricasione 
(esclusi i cordami di fili di ferro o 
d*aociaio e i chiodi di ferro od*aociaio), 
in lavori: 




• 


ex a) 


&tti principalmente con ferri o acciai 
grossi: 








ex 2. in oggetti piallati, limati, torniti, 
bacati, eec, sa tutta o larga parte 
della loro superficie 


id. 


18.25 




Nota: Saranno considerati cotne lavori 
fotti principalmente con ferri o acciai grossi 
i lavori fatti nella massima parte con ferri 
acciai fucinati o gettati di pese superiore 
a 25 chilogrammi, e i lavori tatti nella mas- 
sima parte con ferri o acciai laminati o tra- 
filati che non presentano in sezione alcun 
lato diametro di 7 miUimetri o meno. 






0Kb) 


fotti principalmente con ferri o acciai pio- 
coli: 






! 


ex 2 in oggetti f^iallali, limati, torniti, 
bucati, ecc. su tutta o larga parte 
della loro superficie: 






• 


a) vasellame (padelle e simili) di la- 
miera soltanto polito nell'interno. 


k 


16.60 




b) altri • . 


. idi.- 


IT. SS 









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1640 



jMoai E vmcBxa obi. rbono d'ttaua f.l905 



Numero 








delia 








tarìfia 


Denominasione delle merci 


Unità 


Duio 


geuerale 














Lk«lB«« 




ex 3 stagnati, piombati, zincati, laccati 




17.25 




e verniciati 


100 kg. 




ex 4. ossidati, smaltati, nichelati, guar- 




niti d'altri metalli, o congiunti a ve- 








tro prodotti ceramici (esclusi gli 
utensili d'uso domesttco e il vascK 














lame, di ferro smaltato) 


id. 


30 




Nota: I lavori che il repertorio attual- 








mente in vigore rimanda espressamente alla 








rubrica del « Ferro e acciaio di seconda fab- 


, 






bricazione », quando sono bruniti in tutto o 
in parte, si classificano come quelli niche- 
lati. É fatta eccezione a questa regola per 






» 














le casse-forti e i forzieri, i quali seguono il 








regime del n. 218 a) 2 e b) 2, anche se 








hanno accessori usuali, ma senza carattere 


' 






ornamentale, bruniti. 






ex 222 


Utensili strumenti usuali per arti e me- 




. 




stieri, in ghisa, ferro o acciaio: 






ex a) 


comuni : 

ex 2. macv-hino-utensili per la lavora- 
zione del 'legno e dei metalli, del 
peso di più di 50 fino a 300 chilo- 














grammi, anche con parti brunite. , 


y- . 


u 




3, altri 


id. 


13 




Nota: Sono considerati come utensili e 




strumenti comuni i seguenti: 




- 




Accette, aratri, ascio, attrezzi ordinari 








di agricoltura in genere, badili, bicorni, 








bietta barletti, ciizzuole, coti, cunei,' ei*pici, 








filiere, forche, graffietti, leve, mannaie, mar- 








telli, morse da fabbri, pale, pali, picconi, 




f 




piccozze, rastrelli, sarchielli, scuri, tanaglie. 








vomeri, ecc. 






{ 


Gli utensili e strumenti della specie. 








bruniti, sono assimilati agli utensili e stru 








menti smaltati, laccati o ossidati e sono 








classificati sotto" il n. 222 a) 1. 







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LBOGI E OECBETI DEI. BEaAO d'iTALIA - 1905 



1641 



Ninnerò 








della 








tari& 
frenerale 
italiana 


Denominazione delle merei 


Unità 


Dmìo 
Ut* Il or* 


à) 


fini: 






i 


1. smaltati, laoeatì, ossidati o braniti . 


100 kg. 


22 




2. altri, anche puliti, verniciati, zincati, 
piombati, galvanizzati, ramati, sta- 
gnati, guarniti di altri metalli. . 


id. 


17 




— macchine-utensili per la lavorazione 
del legno e dei metalli, del peso di 
50 chuogrammi o meno, anche con 
Darti brunite 


id. 


10 




Nota : Sono considerati come utensili e 
strumenti Ani i seguenti: 

Binde, bilance a bilico, brunitoi, ba* 
lini, cacciaviti, compositoi, copia-lettere, ce- 
soie, falci, falciole, forbici, fucine portatili, 

zolai, doratori, falegnami, fitbbri, maniscal- 
chi, parrucchieri, stampatori e altri artigiani; 
ferri da stirare e da crespare, incastri, lame 
da seghe, lesine, licciaiole., linguette o ferri 
da pialle, lisciatoi, pettini, piallo, pinze,, pun- 
zoni, punteruoli, roncoli, raschiatoi, saette 
per succhielli e trapani, scalpelli, seghe, 
sgorbie, spatole, stampi, succhielli, trivelle, 
trivelline, timbri, torchietti per timbri e 
punzoni, torni da orologiaio, trapani a mano, 
verrine, ecc. 






e) 


lime e raspe, aventi, non compreso il co- 


• 






1. di più di 30 centimetri . . • . . 


id. 


IS 




2. di 15 fino a 30 centimetri .... 


id. 


15 




3. inferiort a 15 centimetri • • • , 


id. 


» 



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1642 



XJtaai B DECKETI DEL BEOKO d'iTALIA - 1905 



Numero 
della 








tarìfra 
generale 
italiana 


Denominazione delle merci 


Uniti 


Dazio 

LbvtaMt 


ex 223 


Catene da orologi; fibbie, ditali e fermagli; 
catenelle e anelli per chiavi; arma- 
ture/serrature, guamizioni e ferma- 
gli per sacche e per portamonete; 
tutti questi oggetti di ferro o di ac- 
ciaio, oroniti .•••••... 


100 kg. 
id. 


80 


224 


Aghi e spilli •••••• 


80 


ex 225 


Rame, ottone e bronzo: 






ex d) 


in fili aventi un diametro superiore a 
mezzo millimetri^ •.....• 


id. 


20 


h) 


in lavori ornamentali, non dorati, né ar- 
gentati • • • 


id. 


75 


ex i) 


dorati o argentati : 








3. in altri lavori J ..•.•.. . 


id. 


ISO 




Noti : Sono oompresi sotto il n. 225 i) 
3 gli oggetti della specie, anche placcati 
d'oro argento, in quanto il repertorio in 

oggetti d*oro o d*argento, o alle mercerie. 






ex Z) 


in lavori non nominati, escluse le viti e 
le chiavarde a vite. ...... 


id. 


30 


ex 228 


Piombo e sue leghe con Tantimonio: 






• ^ 


in caratteri da stampa 


Id. 


18 


ex 230 


Zinoo: 






b) 


in lamiere e foffli. . 


id. 


4 







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USOGI B BSCSBTI USL SBOVO d'iTAUA. - 1916 



16fó 



Namero 
deUa 








tarìffa 
generdle 
italiaoa 


Denominazione delle merci 


Unità 


Dasio 

Un U ora 


0) 


in lavori: 








1. dovati argentati 


100 kg. 


58 




f • non dorati né argentati, con ornati 
Tremici di qualsiasi sorta. . . . 


id. 


12 




3. non nominati 


id. 


12 




Méta : I lavori della specie nichelati sono 
compresi sotto il n. 230 e) 2. 






ex 238 








ex a) 


mnltituboìarif con tubi di ferro o di ghisa . 


id. 


14 


239 


non mnltitttbulari ..••••••• 


id. 
id. 


12 


Macchine uiensiU per la lavoraziona del le- 
gno e dei metalli (seghe, pialle, tomi, 
filettatrici, trapani, ecc.) di pèae su- 
periore a 300 chilogrammi .... 


9 


ex 240 


Macchine : 






ex a) 


a vapore « 








L fisse, senza caldaia 


id. 


12 




ex 2. semifisse, con caldaie annesse, 
motori ad aria calda, ad imtì* oom* 
pressa, a gas, a petrolio (comprese le 
motrici rotative) : (li peso anperiore a 
300 chilogiaoiÉii 


id. 


12 


f) 


agrarie di ogni sorta 


id. 


9 


») 


per la tessitura e telai da tessere . . . 


id. 


ÌO 



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1644 



UtOOI E OECHETI DEL SBGKO d'iTALIA - 1905 



Numero 








della 








tariffa 
generale 
italiana 


Dettomiaaxione della meroi 


UniOi 


Daiio 

LlitliWi 



i) 



ex T) 



da cucire : 

U con sostegni . 
2l senza sostegni 



ex 241 

ex e) 



242 



macchine per frantumare o polverìzzRire 
pietre, minerali, ossa, ecc.; argani di 
^hisa e ferro; gru meccaniche, non 
idrauliche; cavalietti per alzare va- 
goni, ecc.; macchine centrifughe per 
la fabbricazione dello zucchero; freni 
automatici (ad aria compressa, a 
vuoto, ecc.j ; lami uatoi ; macchÌBe per 
cilindrare, eccettuate quelle per ci- 
lindrare tessuti; macchine congela- 
triiù; macchine per la fabbricazione 
delle acquo gassose; macchine taglia- 
carta ; macchine ])er la fabbricazione 
dei laterizi; macchine per lavare e 
e stirare laibiancheria; macchine per 
legare libri; macchine pneumatiche 
per uso industriale; macchine per 
pulire; ventihitori con meccanismo: 
macchine per traforare la carta; mao- 
chine per tingere i filati; macchine e 
apparecchi per la fabbricazione della 
carta e delle paste per fare la carta. 

Parti staccate di macchine: 

altre, ali* infuori di quelle di macchine 
dinamoelettriche e di macchine da 
cucire, in quanto si tratti di parti 
d*una macchina nominata nelpre- 
sente trattato 



Apparecchi di rame o di altri materiali, per 
riscaldare, raffinare, disti iJare, ecc. 



100 kg. 

id. 



25 
£5 



id. 



id. 



id. 



10 



11 
16 



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LEGGI E DECRETI DEL BEOKO d'iTALIA - 1906 



1645 



Nomerò 

deUa 

tariffa 

generale 

italiana 



Denominazione delle merci 




Dazio 



Lir« la oro 



243 



«) 



fr) 



ex 


246 




e) 


ex 


847 




«Q 



248 



840 



250 



Strumenti di ottica, di calcolo, di precisione, 
di osservazione, di chimica, di fìsica, 
di chirurgia, ecc.: 

costruiti in rame, ottono, bninzo o acciaio: 

I. muniti di cannocchiali o microscopi 
di aste o circoli graduati; tianuoc- 
chiali terrestri, moiifocolie binocoli, 
lenti scrolte e chiuse in armatura . 

?. non muniti di alcun istrumento ot- 
tico, né di JV^te o circoli graduati . 

d*ogni specie nella costruzione doi quali 
entra con evidente prevalenza il ferro. 

Oro: 

battuto in fogli (senza difnlcare il peso 
della carta 

Argento: 

battuto in fogli (senza difalcare il peso 
della carta) , , . 



Oreficeria e vasellame d'oro . 



Lavori d'argento, anche dorati, o argenteria. 

Nota: 1 lavori d'argento placcati in oro 
sono classificati coree Isvoh d'argento do* 
rati e non come lavori d*oro. 



Gioielli : 
d'oro: 
1. catene 
& altri. 



100 kg. 
id. 
id. 

ohilogr. 

id. 
ettogr. 
chilogr. 



ettogr. ^ 
id. 



b) I d'argento, anche dorati 1 chilogr. 



30 
30 
30 

18 

5 

U 
9 



2 

IO 



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1646 



jMoai B vmcajsn d£l reoito d'italia • 1906 



Nomerò 








della 








tariffa 
generale 
italiana 


Denominazione delle merci 


Unità 


Duio 


ex 254 


Fornimenti d*orologi da taroia e da muro. 


100 kg. 


60 


ex 255 


Pietre preiioee lavorate: 






exb) 
ex 261 


affate e onici •••••••••• 


chilogr. 


9 


Pietre, terre e minerali non metallici: 


^""^ ^o • 




e» a) 


pietre litografiche 


— 


euBli 


270 


Terraglie e larori di pasta bianoa- 








bianchi 


100 kg. 


IS 


variamente colorati o dipinti, dorati o al- 
trimenti decorati 


id. 


25 




Neto: Le terraglie o lavori di penta 
bianca, colorati a fondo unito o con nem- 
pliei linee, riglie o cerchi d*Dn eoi colore 
(esclusi Toro e Targento) non eono conside- 
rati come oggetti deconUi e sono combresi 
sotto il n. 270 a). 






271 


Porcellane: 






«>) 


bianche • . . . . 


id. 
id. 


16 
36 


>) 


colorati, dorate o altrimenti ^eeorate. . 


ex 274 


Uvorì ài vetre e di crisUllo: 






a) 


semplicemente soflUti o gettati, non oo- 
lorati, nk arrotati, né incisi . . . 


id. 


8lM 


fr) 


oolerati; Unti in patta, arfotati, smeri- 
gliati e incisi 

t 


.'^ 


16 



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I.EGOI S DECRETI DEI. REGNO d'iTJlUA • 1905 



1647 



Numero 
della 








tarine 
generale 


Denominaiione dalle meroi 


Unità 


Dazi» 
Un la ora 


e) 


dipinti, smaltati, dorati, argentati o altri- 
ment. decorati: 








1. larori di retro vuoto bianco o di co- 
lorOf aemplioemente soffiati, non ar- 
rotati, non paUti, né smerigliati, né 
incisi, argentati internamente e anche 
ricoperti esteriormente, in tntto o in 
parte, di una vernice gialla o di de- 
coraxioni in pi